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La redazione
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 04/11/2011 @ 09:05:53, in casa, visitato 1091 volte)

31/10/11

TORTONA - Proseguono gli incontri del Tavolo di Concertazione per Area attrezzata Comunità dei Sinti tortonesi voluti dall'amministrazione comunale e dai rappresentanti della comunità al fine di iniziare un percorso di adeguamento della struttura e di affrontare tematiche urgenti come le problematiche relative allo sgombero dell'area interessata dalla costruzione della nuova tangenziale.

I vari soggetti che abitualmente siedono al tavolo, tra cui il sindaco, Massimo Berutti, l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Orsi Carbone, l'assessore ai Servizi Sociali, Laura Castellano, il responsabile della Caritas Diocesana, Don Michele Chiappuzzi, il rappresentante dell'Associazione Sucar Drom per la tutela diritti e cultura Sinti, Carlo Berini, oltre a dirigenti dell'amministrazione comunale e alcuni rappresentanti della Comunità dei Sinti di Tortona, hanno ritenuto opportuno definire un Protocollo d'Intesa tra Comune e Comunità dei Sinti di Tortona che consenta l'avvio del progetto.

Nel corso dell'incontro di giovedì scorso più che un protocollo d'intesa è stato stilato un atto con cui le parti interessate riconoscono i propri impegni e le azioni da compiere.

Nello specifico l'amministrazione comunale acquisterà, una superficie che sarà messa a disposizione della Comunità dei Sinti, quale area aggiuntiva a quella esistente, per realizzare il trasferimento e il regolare insediamento dei nuclei attualmente residenti sull'area da loro occupata non regolarmente.

I nuclei della Comunità dei Sinti si impegneranno a trasferirsi, a propria cura e spese, nell'area resa disponibile del comune, contribuiranno, con modalità finanziarie e pratiche che si andranno a definire sulla base del progetto alla realizzazione dell'area.

"Con questo accordo – ha precisato l'assessore al Patrimonio e alle Infrastrutture, Stefano Orsi Carbone – procederemo all'acquisto del terremo di circa milleottocento metri quadri di cui disponiamo già l'impegno di vendita. In questo modo adempiremo a quanto richiesto dalla SCR eliminando la problematica che vincolava l'inizio dell'opera. Tengo a precisare che, come da progetto, l'area confinante con la nuova tangenziale sarà protetta con due guard rail e pannelli alti due metri, tutelando così anche gli abitanti del campo"

Nel corso dell'incontro i rappresentanti della Comunità dei Sinti hanno voluto sottolineare la loro posizione. "Per troppo tempo siamo comparsi sui giornali e, per questa ragione, vogliamo intervenire per far capire la nostra situazione – hanno dichiarato i rappresentanti della Comunità dei Sinti -. Una nostra rappresentanza partecipa a tutti gli incontri del tavolo di concertazione voluto dal Comune, con il quale ci siamo accordati per provvedere ai pagamenti dell'acqua e per lo spostamento dall'area sulla quale passerà la tangenziale. La fognatura l'abbiamo fatta a nostre spese, collaborando nei lavori. La luce la paghiamo e ci teniamo a dire che dal Comune non abbiamo mai ricevuto dei soldi, né oggi né in passato. Ci stiamo regolarizzando nei limiti delle nostre possibilità. Noi siamo una minoranza linguistica; siamo cittadini sinti italiani e nati in Italia da numerose generazioni. La maggior parte dei nostri vecchi è nata a Tortona. Noi non disturbiamo e non diamo fastidio a nessuno, abbiamo la residenza e siamo cittadini tortonese, e troviamo ingiusto che, per colpa di chi sbaglia, si generalizzi creando una sorta di diffidenza nei nostri confronti. Purtroppo, nonostante i nostri bambini vadano a scuola regolarmente e giochino a calcio nelle squadre cittadine, siamo ancora troppo discriminati e nei nostri confronti ci sono troppi pregiudizi. La nostra è una tradizione che dura da più di 2000 anni e la gente dovrebbe conoscerla per capire il nostro modo di vivere. Il Vescovo e le associazioni di volontariato ci sono molto vicini; con lo stesso Vescovo abbiamo dei momenti di aggregazione. Noi chiediamo solo rispetto e dignità, le stesse cose che noi diamo agli altri; la possibilità di integrarci, abbiamo anche fatto dei corsi di formazione ma nessuno ci assume. E chiediamo di non comparire più sui giornali e di essere lasciati stare. Noi siamo disposti ad assumerci i nostri doveri ma chiediamo più rispetto".

 

RomaToday di Francesca Divetta 18/10/2011

Conferenza stampa del Pd davanti al centro di accoglienza di via Salaria. Alcune famiglie divise dopo gli sgomberi, per il Pd la struttura è precaria

Civici 981 e 971. Sono solo due numeri. Eppure a questi due numeri sono collegate due serie problematiche che affliggono via Salaria: l'una, quella dell'impianto Ama, a pochi metri dall'altra, quella del centro di accoglienza.

Dopo mesi in cui si è sentito parlare del centro di smaltimento rifiuti, adesso i riflettori si accendono anche sul centro di via Salaria 971, in cui attualmente sono presenti oltre 300 Rom.
Questa mattina il Partito Democratico ha tenuto una conferenza stampa davanti al centro di accoglienza per rendere note le difficoltà di numerose famiglie che gravitano nella zona del centro, ma anche la situazione precaria della struttura.
"Centinaia di persone si trovano qua fuori nella speranza di essere ospitate. Alcuni sono andati a chiedere un appuntamento con il Dirigente del V Dipartimento per spiegare la situazione, ma lui naturalmente ha altro da fare. In più da due anni ci sono problemi sulla sicurezza di adulti e bambini in questa struttura, dove le condizioni igienico-sanitarie sono molto precarie, qui la gente vive con il neon sempre acceso giorno e notte, per separare gli spazi usano delle tende e coperte per avere un minimo di privacy", spiega il Capogruppo Pd del IV Municipio Paolo Marchionne, presente oggi insieme ad altri esponenti del Pd capitolino e municipale, fra cui Paolo Masini, Marco Palumbo, Paola Ilari, Fabio Dionisi.

Una donna di etnia Rom che vive nel campo ci spiega: "Io vivo qui dentro da due mesi con mia zia, invece mio figlio e la mia nipotina stanno per strada: lei va a scuola a Settebagni e non sappiamo dove lavarla. Quando esce dalla scuola viene qui fuori e io le porto un po' d'acqua e la lavo qui. La notte dorme nella macchina con mio figlio e mia nuora, da quando li hanno mandati via dal posto lungo il fiume. Noi ringraziamo di stare in questa struttura, ma non possiamo stare separati, quando farà freddo non posso lavare mia nipote per strada".
La storia di questa donna è uguale a quella di altre persone ospitate nel centro che si sono viste dividere da alcuni familiari, i quali, per restare vicini al centro di accoglienza, si erano accampati lungo il fiume e sono stati recentemente sgomberati. Ad oggi, dunque, i familiari rimasti "fuori" fanno la spola tutto il giorno davanti al centro, e alcuni la notte restano a dormire nelle macchine parcheggiate in prossimità della struttura.

Il Pd capitolino e municipale critica quindi il piano nomadi di Alemanno, per il quale la relazione stilata e diffusa dal Pd riferisce che "tra la gestione commissariale e quella ordinaria, siano già stati spesi oltre 2,5 milioni di euro, molti dei quali assorbiti dalle operazioni di sgombero e demolizione dei campi abusivi e per il recupero e la gestione del centro di via Salaria 971. Nessuna risorsa invece è stata impiegata per progetti finalizzati all'integrazione e all'uscita dal centro di accoglienza, minori compresi, per sua stessa definizione luogo transitorio di prima accoglienza dopo gli sgomberi". Nella relazione si legge anche: "Il 13 Marzo 2010 Alemanno annunciò la chiusura dell'ex cartiera con un'intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero. In contrasto totale con quelle dichiarazioni il Comune ha provveduto ad ampliare la struttura, recuperando altri spazi".
Il Pd chiede quindi al Sindaco di Roma quali misure abbia intenzione di prendere per risolvere la situazione di via Salaria 971, "considerato che gli sgomberi fatti sono risultati solamente drammatici e inutili", ha dichiarato Emanuela Droghei del Pd.

 
Di Fabrizio (del 07/10/2011 @ 09:21:27, in casa, visitato 1353 volte)

Dal blog di Rino Pruiti. Segnalazione precedente. Segue comunicazione di ApertaMente di Buccinasco.



Pur avendo molto da dire, ci sono momenti dove, chi come me ama il suo territorio e vuole trovare soluzioni ai problemi delle persone che vi abitano, senza demagogia e senza sterile ideologia, facendosi carico dei problemi senza aspettare che altri se ne occupino... ecco ci sono momenti come questo dove mi rendo conto che stare zitti è meglio, è la soluzione "possibile", il piccolo sacrificio intellettuale "necessario".

Per questo e per dovere d'informazione, mi limito ad incollare sotto la delibera del Commissario Prefettizio che dovrebbe chiudere la "questione" relativa alle casette di legno dei Sinti residenti nel nostro Q.re Terradeo.

[..] IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

RICHIAMATE le ordinanze emesse dal Responsabile di Posizione Organizzativa del Settore Territorio e Ambiente di seguito indicate:

· Ordinanza n. 42/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10806
· Ordinanza n. 43/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10809
· Ordinanza n. 44/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10832
· Ordinanza n. 45/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10838
· Ordinanza n. 46/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10843
· Ordinanza n. 47/2011 del 21 giugno – Prot. Gen. 10844

PRESO ATTO che con tali provvedimenti si ordinava a n. 6 nuclei residenti a Buccinasco in Via dei Lavoratori n. 2 (presso il Quartiere Terradeo) di rimuovere le opere realizzate abusivamente presso le piazzole da loro utilizzate e di ripristinare i luoghi allo stato originario, entro il termine di 30 giorni dalla data di notifica delle ordinanze medesime;

CONSIDERATO che le suddette ordinanze sono state prorogate di ulteriori 60 giorni e che i termini di proroga risultano attualmente scaduti;

DATO ATTO che i 6 nuclei famigliari destinatari delle ordinanze precitate appartengono alla comunità sinta residente presso il Quartiere Terradeo di Buccinasco;

VISTE le complesse problematiche socio-economiche che caratterizzano la comunità sinta, fra cui si individuano come particolarmente gravi:

· l'oggettiva difficoltà per i giovani capofamiglia ad inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro
· la difficoltà per le donne di contribuire al reddito famigliare dovuta anche, ma non solo, a fattori culturali
· l'elevato rischio di esclusione sociale
· l'elevata presenza numerica di figli minori all'interno dei diversi nuclei
· la bassa scolarizzazione della popolazione adulta ed il rischio del perpetuarsi di tale abitudine culturale anche nella popolazione in età scolare;

CONSIDERATO, in particolare, che all'interno dei 6 nuclei famigliari in questione si rileva la presenza di n. 4 donne in stato di gravidanza e di diversi figli minori affetti da patologie gravi;

RITENUTO necessario, pertanto, garantire la permanenza presso il Quartiere Terradeo delle 6 famiglie in oggetto, dando contestualmente piena attuazione alle ordinanze sopracitate;

STABILITO, pertanto, che le opere abusive vengano sostituite da soluzioni abitative mobili a norma di legge;

CONSIDERATO che, alla luce delle considerazioni socio-economiche suesposte, le 6 famiglie destinatarie delle ordinanze non sono, attualmente, in grado di procedere con risorse finanziarie proprie all'acquisto delle case mobili;

RITENUTO di anticipare le somme occorrenti per tali acquisti, con onere di restituzione entro il giorno 30 di ogni mese, a carico delle famiglie, con diritto di riscatto all'atto del saldo della intera spesa sostenuta dall'Amministrazione a favore delle famiglie medesime;

STABILITO che ciascun nucleo famigliare dovrà impegnarsi preventivamente, sottoscrivendo un apposito accordo, al rimborso del debito maturato con l'Amministrazione Comunale;

RITENUTO, infine, di demandare ai Responsabili dei Settori coinvolti nell'attuazione dell'intervento oggetto del presente atto, gli adempimenti necessari per quanto di propria competenza, come di seguito indicato:

· l'organizzazione dell'intervento di rimozione delle opere realizzate abusivamente, a cura del Settore Lavori Pubblici;
· la predisposizione degli atti relativi all'acquisto delle 6 case mobili, a cura Settore Economico e Finanziario;
· la rilevazione delle misure delle 6 piazzole oggetto dell'intervento di cui sopra, a cura della Polizia Locale;

· l'assistenza ai 6 nuclei famigliari in questione, a cura del Settore Servizi alla Persona;
VISTI gli allegati pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile resi ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;

DELIBERA

1. di predisporre un intervento a favore di 6 nuclei famigliari residenti presso il "Quartiere Terradeo" di Buccinasco, garantendo la permanenza dei nuclei medesimi presso il Quartiere e dando, contestualmente, piena attuazione alle ordinanze citate in premessa;
2. di demandare ai Responsabili dei Settori coinvolti nell'attuazione dell'intervento oggetto del presente atto, gli adempimenti necessari per quanto di propria competenza, come di seguito indicato:

· l'organizzazione dell'intervento di rimozione delle opere realizzate abusivamente, a cura del Settore Lavori Pubblici;
· la predisposizione degli atti relativi all'acquisto delle 6 case mobili, a cura Settore Economico e Finanziario;
· la rilevazione delle misure delle 6 piazzole oggetto dell'intervento di cui sopra, a cura della Polizia Locale;
· l'assistenza ai 6 nuclei famigliari in questione, a cura del Settore Servizi alla Persona;

3. di dare atto che ciascuno dei 6 nuclei famigliari dovrà impegnarsi preventivamente, sottoscrivendo un apposito accordo, al rimborso della spesa anticipata dall'Amministrazione Comunale, con diritto di riscatto all'atto del saldo del debito.


Oggi è stata pubblicata sull'albo pretorio, del Comune di Buccinasco, la delibera, che alleghiamo (vedi sopra ndr), del Commissario Straordinario n° 84/ 03.10.2011 che recepisce quanto fino ad ora concordato negli incontri avvenuti fra l'Associazione Apertamente e il Commissario Straordinario, presente il Sub Commissario.

Scongiurato l'intervento delle "ruspe", definito il quadro degli interventi da fare, assegnati gli incarichi si passa alla fase esecutiva.
Prima la scelta delle Case Mobili più idonee, poi lo smontaggio delle attuali Casette, l'allocazione delle nuove abitazioni nel rispetto delle leggi correnti, nei tempi concordati.

Contemporaneamente è stato aperto il confronto col Parco Agricolo Sud per finalmente normare tutto il Campo. Come stiamo chiedendo dal 2004.

In tutti questi passaggi vengono coinvolti giornalmente da parte di Apertamente la totalità degli abitanti del Q.re Terradeo.

Riteniamo comunque utile mantenere attiva la rete di sostegno alle nostre proposte sino al raggiungimento di una equa soluzione.

Per Apertamente

Ernesto Rossi- Augusto Luisi

 
Di Fabrizio (del 03/10/2011 @ 09:10:12, in casa, visitato 1373 volte)

Cingeneyz.org

Quanti vivono nelle baraccopoli della città di Komotini chiedono case con migliori condizioni di vita, che l'autorità promise loro di costruire appena possibile. Gli zingari di Komotini sono delusi perché vivono ancora nelle baracche, nonostante da 14 anni prima di ogni elezione i politici promettono di costruire nuove case.

Circa 1 anno e mezzo fa le autorità promisero nuovamente a quanti vivevano nella baraccopoli di Gümülcine di costruire loro nuove case nel villaggio di Tuzcu. Però la promessa è terminata in tribunale quando i residenti a Tuzcu si sono rifiutati di vivere assieme agli zingari. Il tribunale stabilì che nei pressi di Tuzcu sarebbero state costruite le case per gli zingari e che gli abitanti del villaggio avrebbero ottenuto in cambio 800.000 euro.

Il comune di Komotini, secondo il tribunale, dovrà pagare entro 18 mesi gli 800.000 euro. Altrimenti quanti vivono nelle baraccopoli perderanno il diritto ad avere le case nel villaggio di Tuzcu, e sono preoccupati perché a 17 mesi dalla decisione del tribunale, il comune non ha ancora versato un euro. Altri affermano che quei soldi sarebbero arrivati tramite i fondi UE, e sarebbero spariti poi nelle casse comunali.

Così gli zingari di Komotini, che con la decisione del tribunale di 17 anni fa avrebbero avuto la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita ed abitative, sperano che le autorità compiano il loro dovere. Altrimenti saranno obbligati a vivere nelle baracche...

Source: Çingeneyiz Komotini
Photos: Iakovos Hatzistavrou

 
Di Fabrizio (del 02/10/2011 @ 09:25:46, in casa, visitato 1589 volte)

QUI la puntata precedente. Di seguito gli aggiornamenti dall'associazione ApertaMente e l'ultimo articolo (sempre di Francesca Santolini sul Giorno) del 30 settembre

Festa dei Sinti al quartiere Terradeo - Il Giorno

A Buccinasco i Sinti del quartiere Terradeo contestano l'ordinanza di demolizione: ci siamo sempre confrontati col Comune

Buccinasco, 29 settembre 2011 - «Noi abbiamo sempre agito convinti di essere nella legalità». Inizia così il racconto dei Sinti, i residenti del campo nomadi stanziale del quartiere Terradeo di Buccinasco, nel cuore del Parco Sud. Qui, da oltre 30 anni vive la comunità di ex giostrai che oggi, a causa dell'evolversi degli usi e dei costumi hanno visto le loro attrazioni essere superate dal passare del tempo e dai grandi luna park allestiti in forma stabile. Una conseguenza che li ha spinti a cercare lavoro in altri settori e vivere gli alti e bassi che la situazione economica generale impone.

«Ho lavorato con contratti a tempo determinato fino a qualche mese fa – spiega Suellen Cortesi – ora che sono in dolce attesa sono a casa, ma quando mio figlio andrà all'asilo cercherò un altro posto di lavoro. Il mio obiettivo è quello di fare come hanno i fatto i miei genitori: lavorare e risparmiare per poter acquistare un pezzettino di terreno e realizzare una casetta lasciando questo spazio a chi deciderà di restare nel campo. Purtroppo la crisi non ci aiuta». La vita nel campo comincia all'alba: le famiglie, tutte con più figli a carico, si svegliano per prepararli e accompagnarli a scuola. Poi, mentre i mariti vanno a lavorare, le donne si occupano della gestione della casa e del campo.

«Io ho un camioncino e mi occupo di qualsiasi cosa – spiega Giovanni Guarda – ho anche lavorato per l'Amministrazione comunale occupandomi del trasloco delle cucine di una scuola e della sistemazione dei cartelloni. Si cerca di fare il possibile ma la situazione non è facile. Inoltre, l'ipotesi di questa demolizione rischia trasformare in polvere i risparmi di una vita». Alla precarietà generale, si è aggiunta recentemente una pesante tegola: l'ordinanza di demolizione di sei casette abusive, realizzate nel corso degli anni. «Noi abbiamo sempre agito alla luce del sole e confrontandoci con i vari amministratori che si sono susseguiti – spiega Loris Vinotti –, l'unica ingenuità che abbiamo commesso è stata quella di fidarci di quanto detto dalle persone senza farci mettere i loro pareri nero su bianco. Se avessimo avuto il minimo dubbio di non aver le carte in regola, non avremmo investito tutti i nostri risparmi in queste casette che molti di noi stanno ancora arredando o finendo di pagare».

Del resto, nel campo ci sono più tipologie di abitazioni: le roulotte, le case mobili e le casette in legno e cartongesso, quelle che sono diventate le pietre dello scandalo. «Oltre ai problemi quotidiani – spiega Romina Lucchesi – come il lavoro, i figli e non la salute dei residenti del campo, abbiamo anche questa spada di Damocle che pende sulle nostre teste. In queste casette, come fanno tutti, abbiamo investito i nostri risparmi e, in alcuni casi, abbiamo anche chiesto prestiti che stiamo ancora ripagando». Una ricerca di stabilità che ora rischia di essere minata. «La mattina ci svegliamo con la paura di vedere una ruspa che faccia andare in frantumi il nostro sogno, quello che abbiamo realizzato fino ad ora dopo tanti sacrifici – spiega Orlando Renati –. Questa situazione crea solo insicurezza: c'è il rischio di dover fare dei passi indietro e tornare in roulotte».

di Francesca Santolini


Care amiche e amici,

ieri le Parrocchie di Buccinasco hanno protocollato presso il Comune di Buccinasco, un Documento di solidarietà alle Proposte che l'associazione Apertamente ha presentato per tentare di risolvere
l'annosa questione che riguarda i Sinti del Q.re Terradeo, ricordata con esemplare chiarezza da Maria Ficara sul SIoNO Blog.
[...].
La lettera è ancora la stessa, ovvio: serve da promemoria. È per oggi che siamo stati riconvocati dal Commissario Straordinario.
Seguiranno altre puntate, e, speriamo, un se non lieto, almeno accettabile fine.
Ciao Ernesto Rossi, Augusto Luisi

NB: Chiediamo a chi può di far girare le notizie usando la forza del web insieme alla solidarietà.


Ill.ma Sig.a
FRANCESCA dr.ssa IACONTINI
Commissario Straordinario
COMUNE DI BUCCINASCO


Oggetto: intervento di smantellamento casette in legno campo "Sinti".

Gentile Commissario,

da tempo la Chiesa Italiana è impegnata a far sì che il concetto e la cultura delle legalità si affermino in ogni angolo della vita civile facendo dipendere proprio dal raggiungimento di tale obiettivo la crescita, l'ordinato sviluppo, la vita stessa della collettività.

Dietro questo pressante invito, le nostre Parrocchie non possono che condividere gli sforzi che intende mettere in atto nell'ambito del territorio comunale.

Tuttavia, essendo tra i soggetti che maggiormente negli anni e ancor oggi sono accanto alla comunità "Sinti" di Buccinasco e partecipano fattivamente al processo di integrazione nel tessuto cittadino, vogliamo esprimere tutta la nostra preoccupazione per l'intervento di contestuale smantellamento delle casette in legno irregolarmente realizzate nel campo di via dei Lavoratori.

Una preoccupazione la nostra che non contraddice l'asserito obiettivo del ripristino della legalità, ma che guarda alle difficoltà che un tale evento andrebbe a generare in assenza di serie ed immediate alternative.

Ci sono, e ne siamo consapevoli, responsabilità degli abitanti del quartiere. Ma ci sono purtroppo ritardi ed assenze dei pubblici poteri e delle istituzioni interessate che avrebbero dovuto individuare e concertare interventi e più adeguate soluzioni. Ci sono soprattutto persone: donne incinte, bambini anche in precario stato di salute, disoccupati senza altra possibilità di reddito. C'è insomma un pezzo di quella umanità sofferente spesso segnata dall'incomprensione e dal pregiudizio. Questa è oggi l'amara fotografia della situazione che abbiamo di fronte.

Sarebbe contraddittorio ed immorale da parte nostra chiederLe di rinunciare all'obiettivo posto. Le chiediamo invece, fermo restando il dovere di affermare la legalità, di considerare la necessità di procrastinare e graduare nel tempo l'intervento di abbattimento al fine di evitare un impatto senz'altro traumatico e possibili reazioni dettate dalla disperazione.

Nella Sua disponibilità non mancherà senz'altro di valutare proposte ed ipotesi che ci risulta essere state poste alla Sua attenzione con la massima apertura.

La ringraziamo per l'attenzione che vorrà riservarci e distintamente La salutiamo.

PARROCCHIA MARIA MADRE DELLA CHIESA
PARROCCHIA S. MARIA ASSUNTA
PARROCCHIA S. ADELE

Buccinasco, 27 settembre 2011


Casette dei sinti, scongiurate le ruspe
Avviata la trattativa per le roulotte
A Buccinasco riesce l'incontro fra Apertamente e il commissario. L'abbattimento probabilmente sarà fatto dagli stessi proprietari

Casette sinti

Buccinasco, 30 settembre 2011 - Nessuna ruspa, almeno per ora, nel campo nomade stanziale di Buccinasco: l’incontro che si è tenuto ieri tra l’associazione Apertamente e il commissario di Buccinasco ha segnato l’avvio di una trattativa che, partendo dal presupposto che deve essere ripristinata una situazione di legalità, lascia spazio al ragionamento. Accantonato l’incubo ruspe, ora la trattativa si sposta sui tempi e le modalità di intervento per l’abbattimento degli edifici che, quasi sicuramente verranno effettuate dai proprietari delle stesse casette. In questo modo, i proprietari potrebbero vendere parte del legname e rientrare in possesso, almeno parzialmente, dei risparmi investiti in questi edifici.

Infatti, sarebbero proprio le sei casette in legno realizzate su piattaforme di calcestruzzo l’origine del problema e la causa di illegalità che grava sul campo, nel cuore del parco agricolo sud Milano. Mentre in queste ore i sinti e l’associazione Apertamente stileranno un programma da sottoporre al commissario prefettizio, l’amministrazione ha già attivato gli uffici per acquisire i preventivi per l’acquisto di roulotte o case mobili, le nuove strutture che sostituiranno le attuali casette in legno.

Il campo del quartiere Terradeo, infatti, avrà solo strutture mobili così come i regolamenti prevedono. Intanto, la questione casette è al centro delle discussioni cittadine. Le tre parrocchie di Buccinasco hanno scritto una lettera per sensibilizzare il commissario a graduare nel tempo l’intervento di abbattimento delle strutture al fine di evitare un «impatto traumatico e reazioni dettate dalla disperazione». Anche le forze politiche, forse per la prima volta si sono unite, manifestando solidarietà e tolleranza nella situazione, seppur illecita, che proprio loro, alternandosi negli anni, pare abbiano permesso non solo che nascesse ma che si consolidasse.

Infatti, come hanno testimoniato i residenti, nel corso degli anni hanno agito avendo autorizzazioni e permessi verbali da parte dei vari amministratori che si sono susseguiti. «L’unica nostra ingenuità – hanno sottolineato i sinti – è quella di non esserci fatti mettere nero su bianco».

di Francesca Santolini

 
Di Sucar Drom (del 27/09/2011 @ 09:59:25, in casa, visitato 1502 volte)

Sempre dalla newsletter di Articolo 3, un aggiornamento su una situazione segnalata 10 giorni fa. di Elena Borghi*

Apriva la guida alla rassegna stampa della newsletter n.30 una riflessione sugli avvenimenti che da circa un mese animano la vita di Torrazza Coste (PV).
Niente di speciale, all’apparenza: una trattativa in corso tra due privati, per l’acquisto di un terreno parzialmente edificabile, sito in una delle vie più "in" del paese dell’Oltrepò. Un banale episodio di compravendita come ne accadono ogni giorno, senza mai finire sulle pagine dei giornali.
Ma questo caso è diverso. La notizia ha ottenuto l’attenzione del giornale locale, la Provincia Pavese, è passata di bocca in bocca tra i millesettecento abitanti di Torrazza – schieratisi a sostegno o contro il compaesano deciso a vendere quel terreno –, ha fatto mettere in campo polizia locale ed avvocati, e probabilmente sta guastando il sonno a più persone, coinvolte a vari livelli nell’episodio.
A trasformare questa ordinaria vicenda in fatto di cronaca è un particolare piccolo ma evidentemente insormontabile, l’appartenenza etnica degli acquirenti: rom, una parola minuscola che desta preoccupazioni enormi.

Avevamo promesso di approfondire l’episodio, e così abbiamo cercato di fare, recandoci a Torrazza Coste. Ma quel che possiamo raccontare è solo una serie di impressioni.
Le persone con cui abbiamo parlato, infatti, sono state vaghe e sfuggenti: tanto timide nell’azzardare commenti personali, quanto decise nell’affermare la propria estraneità ai fatti, restie a fare i nomi dei compaesani più direttamente coinvolti, caute nella scelta dei termini e barricate dietro una facciata politically correct impenetrabile, come chi si stia muovendo su un terreno pericoloso e cerchi di tenersi al riparo da possibili scivoloni.
Al Bar Sport siedono gli avventori più loquaci. Parlano della vicenda di via Moro come di una cosa che non li riguarda granché, cercano di esporre i fatti in ordine cronologico e di astenersi da notazioni personali. Punzecchiati sulla questione della petizione – che qualcuno in paese avrebbe organizzato per scongiurare l’arrivo dei rom, radunando oltre 350 firme [1] – si lasciano scappare un commento: "Beh, nessuno li vuole…", con il tono di chi sta dicendo la cosa più ovvia del mondo, una verità universale e condivisa.
Intanto, in via Moro scorre tranquillo il sabato pomeriggio, dietro i cancelli e i muri di cinta alti e robusti, dietro le porte blindate di villette pretenziose, troppo simili a miniature di castelli, dentro i Suv e sulla ghiaia dei vialetti d’ingresso, che annunciano ospitali: "Attenti al cane". Non c’è niente di così diverso, in fondo, in questa via e in questo paese, rispetto a centinaia di altre piccole città italiane, familiari a tutti noi; eppure, il sospetto che qui si stia consumando una silenziosa ingiustizia rende minacciosi particolari che, altrimenti, ci parrebbero assolutamente normali, addirittura rassicuranti.

Il terreno incriminato, ora deserto perché da giorni i futuri acquirenti non si fanno più vedere a Torrazza, sorge in mezzo a questo idillio borghese a tinte pastello: c’è una parte di verde ed alberi (per quelli che la famiglia rom ha abbattuto è già intervenuta la Forestale, con una multa al proprietario), una parte di semplice terreno, una piccola costruzione in pietra fatiscente – forse un ex capanno per gli attrezzi. Niente altro. Episodi spiacevoli, nei giorni in cui la famiglia è stata con i camper sul terreno? Pare di no. Arrivavano al mattino, ripartivano al tramonto. Segni di incuria, immondizie, rottami? No.
Sono stati fatti intervenire (a scopo preventivo, si direbbe) Carabinieri e Polizia locale; si sono ipotizzati sgomberi, scritte e firmate petizioni, allertate le autorità locali. Eppure i residenti di via Moro con cui abbiamo parlato dicono di non sapere nulla – più criptici della Sibilla, omertosi come neanche in terra di mafia.
Gli abitanti della prima casa in cui ci rechiamo ci danno un’indicazione nemmeno troppo velata. Loro naturalmente non sanno nulla, ma: "Chiedete ai signori di fronte, che sono i più aggiornati sulla questione", riferendosi ai proprietari della villa confinante con il terreno incriminato. Ma no, nemmeno loro sanno essere precisi. "Non voglio dire cose di cui non sono certa" – ripete la signora, assicurando che ora è l’amministrazione comunale a occuparsi dell’intera faccenda. Sì, forse una raccolta firme c’è stata, ma lei non ne sa granché. Stessi occhi sospettosi, stesse mezze parole anche nelle due case successive. Questi trecentocinquanta nomi paiono essersi volatilizzati.
Pare che il rogito ancora non sia stato stipulato, sembra che sia circolata una petizione e si siano raccolte delle firme, corre voce che la petizione sia stata recapitata in Comune, si dice che l’amministrazione si stia facendo direttamente carico della faccenda, forse alla ricerca di quella "soluzione pacifica che soddisfi i residenti" di cui parla la Provincia Pavese, e che consisterebbe nel "convincere i proprietari a trovare nuovi acquirenti".
Ripartiamo con i taccuini vuoti e nessuna vera informazione in più.

Ci rimane addosso solo un’impressione generale di disagio, l’inquietudine che inducono i luoghi apparentemente inattaccabili, perfetti, nel giusto – facciate dietro le quali spesso si consumano pesanti ingiustizie e prevaricazioni. E’ questo, il messaggio sotteso ai silenzi e alle parole vaghe delle persone che abbiamo intervistato?
E’, questa, una vicenda in cui qualcuno – elettori e cittadini benestanti, affidabili, "pacifici e forti" – sta non solo accettando di avere il coltello dalla parte del manico, ma decidendo di far valere questa condizione contro qualcun altro, persone che del coltello vedono sempre e solo la punta acuminata? Non possiamo ancora dirlo. Ripartiamo con il dubbio ben vivo in mente, in attesa che lo sviluppo degli eventi decida il carattere di questa piccola grande storia.
Poco fuori il paese, sul ciglio della strada si erge una chiesetta bianca, di cui qualcuno ha imbrattato la facciata, stampandovi un Sole delle Alpi leghista, bello grande, in verde d’ordinanza.

  • * Titolo da: Ascanio Celestini, I miei racconti "in fila indiana" contro il razzismo (Corriere Sera, 30/5)
  • [1] Firme contro l’area nomadi. Residenti di via Moro in rivolta (Provincia Pavese, 1/9)
 
Di Fabrizio (del 26/09/2011 @ 09:10:15, in casa, visitato 1901 volte)

La proroga alla ordinanza che prevede la demolizione di sei casette all'interno del Q.re Terradeo (conosciuto come Campo nomadi abitato da numerosi anni da venti famiglie di etnia Sinta) a giorni sta per scadere.

Giovedì 22.09.2011 abbiamo avuto il previsto incontro con i due Commissari. Presenti questa volta, il Segretario Comunale e l' Arch. Stano.

Continuiamo ad avere l'impressione di avere di fronte persone con posizioni molto rigide, con una sola idea in testa: la demolizione delle sei "Casette in Legno", senza porsi, per ora, il problema di cosa succederà poi alle famiglie coinvolte in questa vicenda.
Abbiamo presentato ampiamente le nostre Proposte e visto l'aria che tirava, abbiamo comunicato che le stesse le avremmo formulate entro oggi 23.09.2011 per iscritto. Cosa che poi abbiamo puntualmente fatto, protocollandole.
Attendiamo ora dai due Commissari una risposta.

Riteniamo più che mai opportuno, per ogni evenienza, ampliare ed irrobustire la rete di sostegno alle nostre proposte per il raggiungimento di una equa soluzione.

Per Apertamente
Augusto Luisi

PS: alleghiamo:
- le proposte che "Apertamente" ha presentato ai Commissari,
- Il comunicato dei Gruppi Politici di Buccinasco a sostegno della Proposta presentata dalla nostra Associazione, UNITARIAMENTE sottoscritto da tutti, compreso il PDL.
Ora è in preparazione un documento delle Parrocchie e Caritas.


Proposte:

Gentili Signore

dr.ssa Francesca Iacontini, Commissario Prefettizio
dr.ssa Anna Pavone, Commissario,
e p.c. dr Alberto Scrivano, Segretario Generale Comune di Buccinasco

In seguito agli accordi presi nell'incontro del 22 settembre con la nostra Associazione, inoltriamo alla Loro attenzione le seguenti considerazioni e proposte.

La prima considerazione non può che riguardare, poiché l'argomento è stato sollevato in un precedente incontro, il tema del rispetto delle leggi, che Apertamente ha posto all'inizio del proprio Statuto, assumendo come riferimento della propria azione la Costituzione della Repubblica Italiana, insieme alle Dichiarazioni "sui diritti dell'uomo, delle minoranze o nazioni (ed è il caso nostro), dell'infanzia, delle donne e ogni altra dichiarazione o indicazione di carattere universale" (Statuto, art.2). E a questo abbiamo conformato le nostre azioni. È pertanto ovvio il rispetto delle leggi da parte nostra.

Nella pluridecennale vicenda dei Sinti di Buccinasco, varie Autorità hanno mancato, per errori od omissioni, e oggi ne viene chiesto conto agli abitanti del Quartiere Terradeo. Riteniamo che nella presente situazione sia necessario sanare le illegalità verificatesi, in modo che si possa procedere, così come meritoriamente (e finalmente) ha fatto il Commissario Prefettizio preposto al Comune di Buccinasco, nella definizione dello status del terreno comunale su cui il Quartiere insiste, compreso attualmente nei confini del Parco Agricolo Sud Milano.

Le proposte che ci sentiamo di fare, dopo esserci come d'abitudine consultati con gli abitanti del Quartiere, sono le seguenti:

1 - Confermiamo la richiesta di almeno una unità abitativa da assegnare alla famiglia più numerosa, che comprende anche minori con problemi sanitari, famiglia che dispone di un reddito stabile, ed è quindi in grado di sostenere costi di affitto e utenze.

2 - Per le altre famiglie, proponiamo che il Comune acquisti cinque (o sei, nel caso non fosse praticabile la precedente richiesta) case mobili usate, da collocarsi nelle corrispondenti piazzuole, una volta eliminate le costruzioni contestate. Esse saranno concesse ad affitto calmierato alle famiglie, con facoltà di riscatto attraverso il pagamento del canone. Dalle informazioni assunte, queste case mobili presentano i costi meno onerosi, rispetto ad altri prodotti, oltre a garantire la sicurezza degli impianti e un conveniente spazio abitabile.

3 - Per quanto concerne l'eliminazione delle edificazioni contestate, facciamo presente che gli stessi titolari possono provvedere in tempi ragionevoli allo smontaggio e allo stoccaggio, o eliminazione, o rivendita dei materiali recuperati, in modo da poter rientrare in parte dei risparmi investiti nella loro realizzazione.

4 – Rinnoviamo in questa sede, data la stretta connessione con le precedenti proposte, la richiesta che il Comune assegni a cooperative sociali di tipo B parti spesso marginali di appalti (pulizia marciapiedi, svuotamento dei cestini, traslochi, lavori di ripulitura e d'imbiancatura dei muri, piccole riparazioni murarie interni/esterni, montaggio e smontaggio di palchi e strutture provvisorie, cabine e pannelli elettorali, manutenzione piste ciclabili, ecc.), col patto esplicito che queste cooperative debbano prioritariamente ricorrere alla mano d'opera presente nel Quartiere. Ci pare questa una proposta utile a risollevare quelle fra queste famiglie che la crisi ha più duramente colpito, anzi che farne dei "clienti" forzati dei servizi sociali. Facciamo presente che in piccola parte alcune di queste attività già sono state affidate direttamente dal Comune a queste persone con risultati soddisfacenti.

Infine, in merito alla regolarizzazione del terreno, trattandosi di procedura, come ben sappiamo da precedenti tentativi, alquanto complessa, ci permettiamo di chiedere la maggior sollecitudine, onde scongiurare il rischio che il termine della Gestione Commissariale sopraggiunga senza che il percorso sia stato concluso o consolidato e quindi sia recuperabile e proseguibile a cura della

Ernesto Rossi, Augusto Luisi


Comunicato dei gruppi politici:

Buccinasco, 22 settembre 2011

Gent.ma
Dr.ssa FRANCESCA IACONTINI
Commissario Straordinario
COMUNE di BUCCINASCO

Oggetto: intervento campo "Sinti".-

Le sottoscritte forze politiche della città

Premesso che
ritengono fondamentale ogni intervento teso al ripristino della legalità sul territorio esprimendo quindi apprezzamento e condivisione degli sforzi che l'Amministrazione nel merito intende porre in atto e convinte che solo in un quadro di certezza del diritto è possibile promuovere il corretto sviluppo rivolgono alla S.V. Ill.ma un appello a valutare con disponibilità ed attenzione le proposte che associazioni ed enti interessati a favorire e completare l'integrazione di piena cittadinanza dei soggetti appartenenti alla minoranza etnica richiamati in oggetto.

Le stesse associazioni, infatti, hanno considerato opportuno raccordarsi con tutte le forze politiche della città e rappresentare loro più ipotesi di soluzione del problema che, contestualmente a nostro avviso, soddisfano l'esigenza di legalità e pongono i nuclei interessati nella condizione di tranquillità psicologica ed umana responsabilizzandoli e facendo loro condividere gli stessi obiettivi. Di cosa si tratti saranno ovviamente gli stessi organismi associativi a rappresentarli alla Sua attenzione. Noi li abbiamo condivisi.

Nostro compito è far presente che la situazione si trascina ormai da lunghi anni, come certamente avrà avuto modo di ricavare dalla copiosa documentazione che sappiamo essere stata presentata.

Non abbiamo dubbi che in buona parte la responsabilità è propria della "politica" non sufficientemente in grado di offrire risposte tempestive in assenza sempre di qualcuno degli interlocutori interessati.

Nelle incertezze e nei ritardi si sono situate e si situano tutte le situazioni lamentate e che è sacrosanto ricondurre a normalità sia con la definizione di un regolamento sia, appunto, con il ripristino della legittimità violata.

Un intervento, come quello paventato dall'ordinanza emessa all'inizio dell'estate, visto il periodo intercorso, poco propenso a dar avvio a qualsiasi iniziativa di sistemazione, viste le condizione economiche dei nuclei sui quali grava l'intervento, vista la presenza di ben quattro donne in stato di gravidanza, vista la condizione di grave patologia di una bambina di poco più di due anni, potrebbe portare ad una reazione difficilmente prevedibile e comunque ad un impegno di spesa dell'Amministrazione a garantire condizione di vivibilità civile di suoi cittadini attraverso l'ospitalità dei nuclei o presso abitazioni libere sul mercato o con ospitalità in strutture alberghiere.

E' nostro convincimento quindi, fermo restando la condivisione ed il raggiungimento, dell'obiettivo del ripristino della legalità in tempi certi, di un'azione più graduata nel tempo che ne faciliti la soluzione con soddisfazione di tutte le parti in causa.

Siamo certi che non vorrà mancare di valutare con l'attenzione dovuta quanto le verrà prospettato e costruire insieme un finale coerente agli elementi di criticità che abbiamo cercato di enucleare.

Siamo anche certi che non fermerà l'azione dell'Amministrazione nei confronti degli abusi perpetrati all'interno del territorio del parco anche prossimi ed adiacenti al campo "Sinti" con costruzioni e realizzazione di manufatti che nulla hanno a che vedere con il bisogno di un tetto dove riparare così come invece si configura, pur in assenza di autorizzazioni, la situazione di queste sei famiglie appartenenti ad una minoranza etnica.

RingraziandoLa della disponibilità, distintamente La salutiamo.

I Gruppi politici di Buccinasco: Partito Democratico, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, Verdi, Lista civica "Per Buccinasco", PDL.

 
Di Fabrizio (del 20/09/2011 @ 09:10:28, in casa, visitato 1430 volte)

Da Ernesto Rossi - domenica 18 settembre 2011

Ultime notizie dal Quartiere Terradeo di Buccinasco.
Invio questo volantino concordato con la Caritas Decanale di zona sulla situazione surreale che si è creata al Q.re Terradeo.
Nonostante la pioggia, la distribuzione di questo volantino sta avvenendo durante la festa Parrocchiale di Buccinasco ed a quella di Cesano Boscone, dove è stata allestita anche una Mostra Fotografica che riguarda la vita al Quartiere .
Nei prossimi giorni volantineremo, a Buccinasco, anche all'asilo ed alle scuole dove frequentano i giovani Sinti.

Ricordo che è stata attivata a fine giugno 2011, una Ordinanza di demolizione a sei famiglie Sinte della loro casette, in legno, in cui abitano da anni.
Questa Ordinanza scadeva durante il periodo feriale, pertanto è stata richiesta una proroga di tre mesi come da consuetudine, ma ne sono stati concessi solo due che scadono alla fine di settembre.
Abbiamo chiesto, per iscritto, al Commissario un incontro urgente per discutere di come affrontare e risolvere questo problema; ma nel mese di agosto non abbiamo trovato nessuno.
Al rientro dalle ferie, a fronte di un nostro ennesimo sollecito attraverso il Segretario comunale, la segretaria del Commissario ci ha comunicato che per martedì 20.09.2011, quest'ultimo riceverà una delegazione di Apertamente in Comune.
Faremo sapere l'esito dell'incontro
Un saluto Augusto Luisi ed Ernesto Rossi di "Apertamente"


Il volantino

non c'è pace per il Terradeo

… che è un "quartiere" di Buccinasco (altrove verrebbe definito un campo "nomadi",ma che nomadi sono? se ci stanno da oltre 30 anni, con regolare contratto col Comune), pulito ordinato, abitato da un'ampia famiglia di giostrai sinti , italiani, buccinaschesi, difesi da ogni Amministrazione, di destra, di centro, di sinistra. A partire dal 1994, incoraggiati verbalmente da vari Amministratori, i 6 nuclei familiari più numerosi hanno costruito alcune casette di legno, senza fondamenta, per poterci vivere coi propri bambini un po' più comodamente. Quegli Amministratori non ci sono più, ma ai giostrai viene ora imposto di demolire le proprie case: l'ultimo della fila, rimasto col cerino in mano, paga il conto.

Abbiamo segnalato noi la situazione alle Autorità, chiedendo più volte che venisse regolarizzata secondo le leggi … ed ora, invece, la risposta è l'ordine di demolizione di queste casette, dopo che sono state messe a norma, a spese degli interessati: "normali" procedure in una situazione che "normale" non è.

Queste "casette" sono la prima casa e l'unica abitazione dei titolari; la loro distruzione metterebbe sei famiglie coi propri bambini, trenta persone, fra cui quattro donne incinte, a cielo aperto, costituendo uno sgombero di fatto. Si violerebbero così una serie di leggi, a cominciare da quella fondamentale, la Costituzione (artt. 2 e 3), nonché la Carta Sociale Europea firmata dal nostro Paese (artt.30 e 31): diritti fondamentali di ogni persona, sulla cui violazione, l'Italia è stata già condannata, ma non se ne dà per inteso. Pare che non proprio tutti siano tenuti al rispetto di leggi e norme anche internazionali.

Stiamo parlando, inoltre, di persone regolarmente residenti a Buccinasco, cittadini!, i cui bambini frequentano le scuole locali e se ne potrebbero trovare di conseguenza impediti (art. 34 Cost.).

Ora, queste "irregolarità' su cui si parla e riparla sempre senza concludere, ma si rischia ora anche di agire, non fanno da specchietto per le allodole? in un Comune in cui, in assenza d'un piano regolatore, tutti coloro che possono sbrigliano la … fantasia costruttiva: il Terradeo è circondato da costruzioni abusive, che non sono prime case d'abitazione.

Non siamo in presenza, al Terradeo, di abusi, né di furbizie e approfittamenti, ma di situazioni assentite ripetutamente dalle Autorità competenti e oggetto di una interminabile procedura di regolarizzazione a tutt'oggi non conclusa e anzi interrotta. Nella quale i giostrai sinti del Terradeo sono le vittime.

Abbiamo voluto proporre all'opinione pubblica di Buccinasco e dei Comuni vicini un quadro dei problemi, ma siamo convinti che ci siano volontà e spazi per operare, con la dovuta cautela e ragionevolezza, senza violare alcuna legge, ma anzi accompagnando un gruppo di persone a lungo emarginate dalla società ad inserirsi correttamente, proprio nel pieno rispetto delle leggi. Ci appelliamo dunque ai cittadini, alle forze politiche e sociali, alla sensibilità dei credenti, alle competenti Autorità, perché vogliano consentire uno spazio di confronto, teso a ripristinare una procedura di regolarizzazione e salvaguardia.

ASSOCIAZIONE "APERTAMENTE di Buccinasco" con la CARITAS DECANALE

 
Di Sucar Drom (del 16/09/2011 @ 09:02:06, in casa, visitato 1146 volte)

Trentino Corriere Alpi di Jacopo Tomasi - 13 settembre 2011
La giunta pensa a un restyling per una migliore convivenza dei clan

TRENTO. Un campo regolare sovraffollato. Cinque campi abusivi in città. Dopo mesi di "melina", la questione nomadi torna di stretta attualità. E in attesa che il Comune definisca le zone dove sorgeranno le microaree, il sindaco Andreatta rivela che è in programma un restyling del campo nomadi di Ravina: sarà diviso in tre aree per garantire una migliore convivenza dei diversi clan.

Nel giugno 2010 il presidente della circoscrizione Centro storico - Piedicastello, Melchiore Redolfi, aveva esortato il Comune a trovare una soluzione alla questione nomadi. S'era parlato di dieci luoghi lungo il fiume Adige sui quali potevano sorgere le microaree, ma poi non se n'è più fatto nulla. La questione è rimasta al palo. La necessità di agire, però, c'è.

Secondo i dati del Comune i nomadi in città sono circa 130, 50 nel campo di Ravina ed 80 che alloggiano in campi abusivi. In realtà, stando ai numeri riferiti dai diretti interessati, a Trento rom e sinti sarebbero circa 200: una settantina nel campo (sovraffollato) di Ravina, 130 nei campi abusivi che sono spuntati alla Motorizzazione (dove ci sono circa 50 persone), a Gardolo, all'ex Zuffo, in via Monte Baldo, in via Ghiaie e in via Brennero. Loro stessi chiedono che sia affrontata la situazione, che definiscono d'emergenza.

Anche le circoscrizioni stanno facendo pressing su palazzo Thun. Alcune (San Giuseppe - Santa Chiara, Centro storico - Piedicastello e Gardolo) avrebbero dato la loro disponibilità ad ospitare le microaree. Ieri la giunta comunale ne ha parlato nuovamente. Non sonostate definite le zone, ma s'è parlato di come saranno. Ognuna ospiterà 20-25 persone in 5 o 6 piazzole per roulotte o camper con regolare allacciamento a gas, elettricità ed acqua. All'interno della microarea ci sarà anche un edificio con servizi igienici, lavanderia, magazzino. I nomadi dovranno fare anche la raccolta differenziata. Per definire i luoghi sono previste altre riunioni, ma l'obiettivo è quello di discutere un progetto ben definito nelle commissioni urbanistica e politiche sociali entro il mese di dicembre.

Le microaree saranno comunque una delle soluzioni messe in campo dal Comune per risolvere l'emergenza nomadi. Si continuerà - con chi lo vorrà - a proporre degli appartamenti, anche se la vita in casa va contro la cultura di rom e sinti. Infine, sarà ristrutturato e ripensato l'unico campo nomadi regolare presente in città, ovvero quello di Ravina. Realizzato nel 1991 ospita attualmente una settantina di persone. È quindi sovraffollato e spesso e volentieri scoppiano dissidi tra i clan presenti all'interno. Così, per migliorare la vivibilità e la convivenza delle famiglie, il Comune sta prendendo in considerazione l'ipotesi di dividerlo in tre sottocampi. In sostanza, delle piccole microaree all'interno del campo nomadi. Su questa partita, quindi, palazzo Thun accelera. Il sindaco Andreatta è chiaro. «La nostra città non vuole e non deve escludere né marginalizzare nessuno. Bisogna trovare modalità di accoglienza dignitose per rom e sinti, ma per vincere questa sfida serve responsabilità da parte di tutti, nomadi e trentini».

 
Di Fabrizio (del 14/09/2011 @ 09:21:15, in casa, visitato 1341 volte)

Segnalazione di Alberto Melis da Il Mattino di Padova

Le casette in costruzione

di Enrico Albertini - Entro fine anno la consegna delle abitazioni ai nomadi: concluso il secondo progetto di "auto-costruzione" in città

SAN LAZZARO. Fra poco partiranno i lavori per allacciare le nuove condutture di acqua e gas, mentre per settembre è prevista la nuova illuminazione: il nuovo campo nomadi di via Longhin sta prendendo forma. «Puntiamo a finire la costruzione della parte giorno delle quattordici casette previste entro la fine dell'anno», spiega l'assessore ai Servizi sociali Fabio Verlato. Poi i 60 rom potranno tornare nell'area che abitano ormai da anni: attualmente sono ospitati, nell'attesa che arrivino le nuove case, nel casolare della «fattoria» a fianco del campo. Il modello è quello di via Tassinari, dove i nomadi hanno contribuito a costruire le loro case e autogestiscono in sostanza l'area.

In via Longhin è andata meno bene. «Sono 3 i ragazzi che stanno lavorando assieme alla ditta per la realizzazione delle casette», ricorda Verlato. I tempi di costruzione si sono allungati: inizialmente si doveva terminare in autunno, ora si punta a preparare il tutto per la fine dell'anno. Per ora i rom continuano ad utilizzare la sistemazione temporanea nel casolare che qualche anno fa sembrava poter diventare la nuova moschea, ma che è rimasto poi abbandonato: ora è stato sistemato proprio per poter accogliere i rom in attesa della sistemazione del campo. Il primo stralcio dei lavori prevede la costruzione della parte giorno delle case, bagno, angolo cottura, ripostiglio e soggiorno.
Intanto si dormirà là, poi con ulteriori finanziamenti si potrà precedere anche alla posa in essere della camera da letto. Il Comune ha messo sul piatto 480 mila euro, soldi che arrivano però da fronti diametralmente opposti: una parte viene da un finanziamento del 2007, dell'allora ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (220 mila euro). Il resto, 260 mila euro, li ha messi il Ministero dell'Interno. I nomadi del campo sono rom di etnia harvati, residenti a Padova e italiani da oltre cent'anni.

 

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