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Di Fabrizio (del 31/01/2008 @ 20:48:44, in Italia, visitato 2339 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro:

Nei giorni 22 e 23 gennaio si è svolta la Conferenza Europea sulle Popolazioni rrom e sinte organizzata dai Ministri dell’Intermo e della Solidarietà Sociale. L’iniziativa ha registrato un successo superiore alle attesa in ragione della folta partecipazione di rrom e sinti di fronte a sindaci, governatori regionali, sottosegretari, ministri della repubblica, rappresentanti di istituzioni europee, ministri esteri. Si è trattato del primo incontro con respiro internazionale sul suolo italiano in cui ai rrom e sinti è stata offerta l’opportunità di prendere la parola ed esplicitare esigenze e attese rispetto a una situazione obiettiva che è una delle più degradate e emarginate d’Europa a causa della sistematica violazione di diritti primari e della negazione delle più elementari spettanze di cittadinanza sociale. I rrom hanno dimostrato in questa “solenne” occasione di sapersi autorappresentare dimostrando una forte volontà a proseguire nel processo di costituzione di propri organismi nazionali in grado d’interloquire con le autorità pubbliche.

Tuttavia questo evento positivo, che si spera non rimanga un bel gesto isolato ma preluda a un cambiamento di rotta, rimane in aperta e patente contraddizione con l’incapacità da parte delle istituzioni di offrire un riconoscimento giuridico a rrom stranieri in Italia da decenni, e pertanto di fatto appartenenti alla nostra comunità, cui non solo non è riconosciuto l’accesso alla cittadinanza ma è rifiutato anche il permesso di soggiorno. I rrom e i sinti italiani d’altra parte, alcuni dei quali (kalderasha e sinti giostrai) sono gli unici a praticare sia pure parzialmente il nomadismo, vengono sottoposti a pressioni e vessazioni di ogni tipo nonostante il riconoscimento legislativo del diritto al nomadismo (cfr. legge Corona sullo spettacolo viaggiante).

Le autorità presenti all’incontro hanno manifestato una apprezzabile convergenza nell’ammettere il ritardo dello Stato italiano nel predisporre adeguate politiche sociali e di partecipazione delle comunità rrom e sinte.

Il risultato complessivo e il clima instauratosi lasciava sperare che la questione dei rrom non si configurasse più come solo un mero problema di ordine pubblico e malintesa sicurezza, come è avvenuto durante il corso del 2007 con sgomberi indiscriminati sia di miserabili insediamenti informali sia di veri e propri campi attrezzati.

A meno di una settimana dalla conferenza, il 29 gennaio alle 7.00 del mattino si è presentato un massiccio numero di agenti di PS nel campo sosta di Saxa Rubra, dove era stata indirizzata dalle autorità comunali la comunità dei rrom kalderasha proveniente dall’area dell’ex Foro Boario in cui si era stabilita fin dal 1993. L’allontanamento forzato dall’area è avvenuto senza alcun preavviso e senza alcuna delle giustificazioni avanzate a fondamento degli sgomberi degli insediamenti dei rrom stranieri. I kalderasha sono tutti cittadini italiani per cui nei loro confronti non vale l’accusa di essere clandestini. Inoltre l’area era stata occupata non indebitamente in quanto suggerita dalla stessa amministrazione comunale. Anche l’eventuale accusa di degrado non avrebbe senso alcuno dal momento che i campi e le roulottes dei kalderasha sono universalmente conosciute per il lindore, la pulizia, l’ordine con cui sono amorevolmente curate. Inoltre non era possibile neppure avanzare il pretesto della crescita incontrollata dell’insediamento in quanto il numero delle roulottes si era nel tempo ridotto.

I rrom kalderasha quando si trovavano al Foro Boario erano perfettamente integrati non solo con gli abitanti del territorio, ma anche con i numerosi soggetti che nel tempo erano stati ospitati in quello spazio che è stato uno dei laboratori sociali più importanti d’Europa degli ultimi decenni. Il centro sociale “Villaggio globale”, la radio “Spazio Aperto”, l’associazione “Stalker-Osservatorio nomade”, l’associazione “Senza Confine” nella quale aveva militato Dino Frisullo, al quale hanno intitolato il piazzale, mostrando però di non tenere in alcun conto la sua testimonianza di solidarietà con migranti e rrom. Sin dal 2003 l’Assessorato alle politiche sociali (Franco Alvaro, Enrico Serpieri) aveva promesso di trovare un’area nella quale potessero essere adeguatamente ospitate le 40 famiglie nel caso di dover lasciare l’area per le trasformazioni in progetto che riguardavano anche l’università di Roma Tre. Il portavoce della comunità si era impegnato per lungo tempo a trovare aree adatte ed ogni volta a comunicarle al Comune, ma sempre senza successo. Nel frattempo l’impresa “Altra Economia” era riuscita a portare avanti lavori importanti nell’area del Mattatoio restringendo lo spazio occupato dalle roulotte. Tutto si era svolto senza alcun disagio per loro. Nel marzo 2007 s’ingiunse ai Kalderash di lasciare l’area con l’indicazione di trasferirsi nel parcheggio di Saxa Rubra dove già sostavano alcuni Kalderash. Per cercare di lenire lo sradicamento imposto l’Assessorato si era impegnato a dare contributi economici per il servizio scolastico, buoni benzina per le famiglie ed un contributo di 2.000 euro a famiglia una tantum (tutte promesse mai mantenute).

La stessa università di Roma Tre ancora una volta aveva contribuito a compiere un sopruso nei confronti dei rrom. Infatti già si era adoperata a far deportare a Castel Romano i Rom di Vicolo Savini, troppo prossimi ad alcuni edifici acquistati dall’Ateneo, lo stesso che tra i suoi master ne vanta uno sull’intercultura. In pieno anno scolastico i minori di vicolo Savini, inseriti nelle scuole da anni, furono sradicati fuori dal raccordo anulare e ricoverati in tende in attesa di realizzare container, il massimo a cui può aspirare un rrom. Lo stesso è dunque avvenuto per i bambini dei Kalderash, ma avevamo comunque accettato il trasferimento confidando nelle molte promesse che erano state fatte loro.

L’anno 2007 sarà ricordato come l’anno degli sgomberi forzati perpetrati nei confronti di miserabili insediamenti informali sui greti dei fiumi o anche ai danni di veri e propri campi attrezzati che l’incuria delle istituzioni aveva abbandonato in mano della devianza anche se praticata solo una parte delle persone dei campi. I rrom romeni, ultimo flusso consistente dall’Europa dell’est, sono state soprattutto le vittime di questi sgomberi, sostenuti da una campagna mediatica, senza precedenti per ampiezza, allarmismo ingiustificato e deformazione dei fatti, sulla sicurezza. Purtroppo le amministrazioni di sinistra sono state in molti casi le promotrici di questi pogrom indiscriminati contro lavavetri e mendicanti.

13 delle 40 famiglie non accettarono lo spostamento a Saxa Rubra e restarono accampate nei pressi del Foro Boario, dimostrandosi lungimiranti rispetto a quanti avevano creduto alle promesse comunali.

Gli sgomberati da Saxa Rubra (14 roulotte, 30 adulti, 10 tra neonati e bimbi nella primissima ionfanzia, 8 minori che lo choc dello sradicamento dalle scuole di Testaccio già li aveva portati ad un disagio pronunciato nelle nuove scuole, 6 anziani malati ed una disabile, un ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Gemelli, sono stati costretti a trovare rifugio temporaneo presso il terreno di un privato che però ha preteso la promessa a non restare che per qualche giorno.

Tutto ciò viola i principi espressi chiaramente nelle stesse leggi regionali, nelle quali si riconosce il diritto al nomadismo, ma senza la precisa garanzia di aree di sosta e di transito di fatto s’impedisce la possibilità di ogni tradizionale attività economica come quella dei Kalderah o quella dei Sinti giostrai. Solo con aree di sosta non precarie è possibile conciliare nomadismo e diritti alla salute e allo studio.

Aldo Hudorovic, rrom Kalderash, vice presidente dell’associazione UNIRSI (Unione nazionale e internazionale Rom-Sinti in Italia)
Bruno Nicolini (Centro Studi Zingari)
Marco Brazzoduro (docente di “Politiche sociali”, Università di Roma “La Sapienza”)
Roberto De Angelis (docente di “Sociologia urbana”, Università di Roma “La Sapienza)

Al Commissario Europeo per i Diritti Umani, Thomas Hammarberg

Al Ministro degli Affari Interni, Giuliano Amato

Al Ministro della Salute, Livia Turco

Al Ministro per le Politiche della Famiglia, Rosy Bindi

Al Ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero

Al Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo

Al Presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra

Al Sindaco di Roma, Walter Veltroni

All’Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie, Raffaella Milano

Al Prefetto di Roma, Carlo Mosca

Al membro italiano del Comitato di Esperti su Rom e Viaggianti del Consiglio d’Europa, Claudio Marta

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Di Fabrizio (del 29/01/2008 @ 09:33:38, in Europa, visitato 1930 volte)

Da Roma_Francais

Si attende una nuova ondata di rifugiati

I cantoni svizzeri stanno preparandosi ad un arrivo di immigrati dal Kosovo, dovuto alla potenzialmente esplosiva situazione che sta sviluppandosi nella provincia serba. I sondaggi danno l'ultra nazionalista Tomislav Nikolic vincente domenica prossima al secondo turno delle elezioni presidenziali in Serbia. Nikolic ha proclamato che il Kosovo è la "culla" della Serbia e che mai sarà separato dalla patria. Nel frattempo, Hashim Thaci, presidente del Kosovo, ha indicato che la provincia, la cui popolazione è soprattutto albanese, è prona a dichiarare l'indipendenza.

I passati conflitti nella regione hanno portato all'esodo di un gran numero di persone, cosa che è stata messa in risalto dai giornali svizzeri. A seguito del collasso della ex Jugoslavia (di cui Serbia e Kosovo erano parte) nel 1991, 200.000 rifugiati arrivarono in Svizzera in diversi anni. Ma i cantoni dicono di non essere pronti ad ospitare questa volta un'altra ondata di richiedenti asilo. Karin Keller-Sutter, vice-presidente della conferenza della giustizia cantonale e della direzione di polizia, dice che i centri per rifugiati sono stati chiusi.

Ed all'iniziativa di Christoph Blocher, l'ex ministro della giustizia di estrema destra, i cantoni hanno smantellato le loro infrastrutture per salvare le finanze. Al momento, i cantoni fanno conto sui 340.00 originari dai Balcani che ora vivono in Svizzera per aiutare alcuni dei rifugiati che si aspettano.

Le caserme offriranno l'unica altra soluzione per sistemarli. In un proprio rapporto, il dipartimento dell'immigrazione federale dice che dal 40 al 70% dei richiedenti asilo conti sui contrabbandieri per attraversare i confini- Per questo pagano 75.000 SFr, dice Brigitte Hauser, portavoce del dipartimento. Su 10.000 richieste annue per essere ammessi nel paese, solo 500 sono presentate al confine.

Tribune de Genève, 28.01.08

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Di Fabrizio (del 28/01/2008 @ 19:48:07, in conflitti, visitato 1802 volte)

Berlino, 28 gen. - (Adnkronos) - Verranno eretti a Berlino due monumenti in memoria degli zingari e degli omosessuali uccisi dai nazisti. Lo ha annunciato oggi il ministro tedesco della Cultura Bernd Neumann, dopo l'approvazione formale della commissione affari culturali. I lavori per la costruzione del monumento in memoria dei 500mila Sinti e Roma massacrati nei campi di sterminio nazisti, cominceranno il mese prossimo presso il parco del Tiergarten a Berlino, vicino alla sede del Parlamento. Il governo tedesco e i leader delle comunita' Sinti e Rom hanno concordato nel 2006 la costruzione di un monumento a forma di fontana, ma il progetto si era arenato sul testo dell'iscrizione. Ora il monumento sara' scolpito dallo scultore israeliano Dani Karavan con una iscrizione del poeta rom italiano Santino Spinelli. Il monumento per gli omosessuali uccisi verra' invece costruito in primavera presso la porta di Brandeburgo. Sotto il regime nazista vennero arrestati 54mila omosessuali, 7mila dei quali morirono in campo di concentramento.

(Cif/Pn/Adnkronos)

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Di Fabrizio (del 26/01/2008 @ 19:48:11, in conflitti, visitato 2184 volte)

Per la giornata della memoria RaiNews propone la testimonianza di una sopravvissuta al Porrajmos lo sterminio nazista dei Rom e Sinti.

Fatima, rom bosniaca, nel 1945 fu deportata insieme alla sua famiglia ad Auschwitz, oggi vive nel piu' grande campo nomadi alla periferia di Roma. Furono 500.000 i Rom e Sinti steminati nei campi di concentramento. Dei 23mila internati ad Auschwitz-Birkenau, solo 3mila sono sopravissuti.

Clicca sull'immagine per vedere il video

 

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Di Sucar Drom (del 25/01/2008 @ 09:26:28, in blog, visitato 1632 volte)

Sul nostro blog le cronache dalla Conferenza Europea sulla Popolazione Rom del 22 e 23 gennaio:

Attenzione, è anticipata la conferenza stampa
Per motivi organizzativi è anticipata alle 14.00 la conferenza stampa alla Conferenza Europea sulla Popolazione Rom. Il comitato “ Rom e Sinti Insieme” invit...

Rom e Sinti, la scuola deve cambiare
Nella mattinata di oggi, alla Conferenza europea sulla popolazione rom, si sono riuniti tre gruppi di lavoro riguardanti diritti, istruzione e casa. Ettore Rosato, sott...

Razzismo nelle parole di Marco Impagliazzo
Ieri Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, si è presentato alla Conferenza Europea sulla Popolazione Rom in qualità di docente all'Università per stranieri di Perugia. Era stato ...

David, la questione rom è una responsabilità europea
Il problema della minoranza Rom è questione che non riguarda soltanto i singoli Paesi, ma è una precisa responsabilità dell'Unione europea, secondo...

Frattini, l'UE deve tutelare di più i Rom e i Sinti
L'Unione europea può e deve fare di più per tutelare i diritti della minoranza Rom che ha come sua prima preoccupazione quella "della sicurezza personale". E' quanto ha dichiarato il vicepresidente della Commis...

Rosi Bindi, "Stiamo lavorando ad un piano per l'infanzia dedicato ai Rom"
Alla chiusura della Conferenza Europea sulla Popolazione Rom è intervenuta Rosi Bindi ribadendo i concetti già espressi all’ONU. Il Ministro oggi...

La Conferenza secondo il Ministero dell’Interno
I lavori della seconda giornata della Conferenza europea sulla popolazione Rom sono stati introdotti dal capo Dipartimento delle Libertà civili e l’immigrazione, prefetto Mario Morcone, che ha illustrato i tre panel di discussione, dedicati all’ ”istruzione come ele...

Amato, i Rom e i Sinti sono nostri fratelli
Lo Stato deve varare "una legge sulla minoranza rom, una minoranza che va tutelata". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, in chiusura della conferenza europea sulla popolazione rom c...

Rom e Sinti, siamo disperati!
In Italia e' in atto una vera e propria apartheid nei confronti delle comunità rom e sinte che pensano di inoltrare un rapporto alle Nazioni Unite. Questa, in sintesi, la situazione descritta in una conferenza stampa dalle associazioni rom e sinte che hanno partecipa...

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Di Fabrizio (del 24/01/2008 @ 09:24:46, in Italia, visitato 2146 volte)

ANPI SEZIONI: LORENTEGGIO/GIAMBELLINO – BARONA - P.TA GENOVA - CORSICO

La Sinistra Zona 6
in collaborazione con tutte le associazioni democratiche
e le agenzie educative del territorio
26 gennaio 2007 ore 15,30
Giornata della memoria in zona 6

Il 27 gennaio, dal luglio del 2000, è la giornata della Memoria. Il nostro paese, mai come oggi, ha bisogno di ritrovare la sua memoria. L’Olocausto è stato, con la guerra, il più drammatico fatto del 1900. Ci ritroviamo per ricordare le donne e gli uomini mandati a centinaia di migliaia a morire in camere a gas con l’unica colpa di essere diversi dalla maggioranza al potere. La memoria serve a ricordare che la paura genera morte e sofferenza e che interi popoli non possono essere giudicati. Ai deportati, oltre il timbro tatuaggio, veniva assegnato un triangolo che ne identificava la categoria da eliminare. Uno dei triangoli meno conosciuti è:
-
IL TRIANGOLO MARRONE: deportati zingari
Porajmos: letteralmente devastazione. E’ questo il termine usato dalle genti rom per indicare il tentativo del regime nazista di sterminare gli zingari. In Italia gli
zingari chiamano se stessi con due nomi: ROM (centro e sud) e SINTI (nord), il cui significato è uomini contrapposto a GAGGIO’ i non-uomini, cioè gli stranieri, ma significa anche sempliciotti, paurosi. I Rom considerano i Sinti gagè perché il sistema di vita di questi ultimi è basato sul viaggiare e sullo spostarsi
continuamente, mentre i Rom sono più sedentari.
Perché non si ripetano gli orrori del passato, affrontiamo insieme i pericoli presenti.

Interventi:
Ernesto Rossi, ASS. AVEN AMENTZA – UNIONE ROM E SINTI
Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi, OPERA NOMADI

Ci vediamo in via degli Anemoni 6
buffet, documenti e riviste

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Di Fabrizio (del 24/01/2008 @ 09:15:47, in Italia, visitato 2121 volte)

Patrocinio del comune di Buccinasco

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia -Sezione “Fulvio Formenti” – Buccinasco

In collaborazione con:
ANED - Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi di sterminio

1 FEBBRAIO 2008 – ORE 21.00

LA DEPORTAZIONE

VISTA CON GLI OCCHI DELLE DONNE
Proiezione del documentario:
“LE ROSE DI RAVENSBRÜCK”

Interventi:
Giovanna Massariello (Consigliera A.N.E.D. e docente universitaria)

Nori Brambilla Pesce (Vicepresidente A.N.P.I. Milano e deportata)

Dijana Pavlovic (Mediatrice culturale Rom)


CASCINA ROBBIOLO - via Aldo Moro, 7

L’Assessore alla Cultura Mario Arrigoni

 Il Sindaco  Loris Cereda

www.comune.buccinasco.mi.it

 anpi.buccinasco@libero.it

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Di Fabrizio (del 23/01/2008 @ 10:02:14, in Italia, visitato 2048 volte)

Ti inoltro questa iniziativa promossa da un’associazione della mia città, con preghiera di diffusione. Isabella.

In occasione della "Giornata della memoria", venerdì 25 gennaio, l'Associazione don Nesi/Corea in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Livorno, promuove presso la sede in Largo Nesi 9 a Livorno, una serata per ricordare il "Porrajmos", lo sterminio subito dai rom nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale (500.000 le vittime), e per discutere e confrontarsi sulle condizioni di questo popolo oggi.
Rom, Sinti, Camminanti. Popoli perseguitati, osteggiati, dimenticati, demonizzati. Ieri ed oggi. Come dimostra anche la recente tragedia dell'11 agosto scorso a Livorno, quando 4 bambini hanno perso la vita. Un episodio che ci interroga sulla nostra capacità di accoglienza, ospitalità, accettazione ed incontro con l'altro, e sull'attualità di essere una città interculturale e multietnica in continuità con la nostra storia e tradizione.
Ma i dubbi e gli interrogativi riguardano tutta la nostra società, il nostro mondo e la nostra capacità di relazionarci e di costruire pratiche di vita quotidiana.
Riflettendo quanto siano in agguato i veleni di una antropologia del disprezzo e il rischio di una disumanizzazione di massa nei confronti dell'altro. Ed il rapporto con i rom ne è un sensibilissimo indicatore, è una sorta di cartina di tornasole del livello della nostra società e delle nostre relazioni disumane. E forse anche da questo rapporto misureremo il livello della nostra degradazione o della nostra residua umanità.

Il programma della serata sarà così articolato:
. alle 21,30 ci sarà la proiezione di video-documentari sulla persecuzione e sullo sterminio dei rom da parte del nazismo e le testimonianze di storici e sopravvissuti.
. alle 22,30 seguirà un incontro aperto, riflessioni e confronti sull'accoglienza oggi dei rom sul nostro territorio. Sono previsti interventi e testimonianze di alcuni operatori della Comunità di Sant'Egidio, della Caritas, dei Salesiani e di Sergio Bontempelli dell'Associazione Africa Insieme di Pisa.
Tutta la cittadinanza è invitata ed ogni contributo è gradito.

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Di Fabrizio (del 23/01/2008 @ 09:47:38, in musica e parole, visitato 1668 volte)

Ricevo e porto a conoscenza

La Società Cooperativa "La Bazzarra", desidera richiamare la Vostra attenzione su un evento interamente dedicato al popolo Rom che si aprirà prossimamente a Napoli.

"La Bazzarra", nata dall’esigenza di creare sul territorio vesuviano un centro polivalente attraverso cui i giovani e i meno giovani potessero avvicinarsi al mondo dell’arte, della musica e del teatro in modo diretto ed attivo, promuove da anni un’opera di sensibilizzazione culturale attraverso una serie di iniziative atte a favorire il dialogo e l’incontro fra le culture, nonché l’avvicinamento al sociale, creando eventi non convenzionali e soprattutto originali ed innovativi.

Tra questi il "Festival Ethnos" che, giunto ormai alla tredicesima edizione, è tra i festival di musica etnica più importanti d’Italia ed ha portato sul territorio vesuviano, grandi artisti internazionali; il DiVino Jazz Festival, inserito tra i nove festival jazz della provincia di Napoli; i numerosi concerti che figurano nelle Notti Bianche napoletane; il Capodanno 2007 a Piazza del Plebiscito a Napoli e molto altro ancora.

Quest’anno, con la collaborazione della Dott.ssa Isadora D’Aimmo, Assessore alla Pace e all’Immigrazione della Provincia di Napoli, organizziamo la prima edizione de "Lo Sguardo degli altri": una rassegna tematica dedicata ogni anno ad una etnia diversa. Attraverso film, documentari, concerti, conferenze e mostre vogliamo raccontare la sofferenza umana di popoli vittime del razzismo, delle guerre e delle violenze culturali, fisiche e psicologiche.

Questa prima edizione che si terrà nell’ultima settimana di Febbraio 2008 (dal 25 Febbraio al 2 Marzo) a Napoli, è dedicata al popolo Rom, un popolo che nel suo viaggio dall’India del nord all’Europa dell’est, ha lasciato tracce culturali di grande importanza, ma purtroppo, altrettante tracce negative sono presenti nei preconcetti e nei pregiudizi dei cittadini italiani. Con questa iniziativa vogliamo ribaltare il punto d’osservazione, portare al centro la loro cultura, la bellezza degli sguardi, la loro profondità, i loro occhi, le meravigliose musiche e danze balcaniche: creare dunque, un virtuale centro di cultura in cui per una settimana, ai margini siano gli altri.

Il programma, non ancora definitivo, prevederà la partecipazione di gruppi musicali quali Romano Drom, Kocani Orkestar, Alexian Group e Acquaragia Drom; una rassegna cinematografica dedicata ai film di Toni Gatlif e di Emir Kusturica, incontri e dibattiti a cui sarà probabilmente presente proprio lo stesso Kusturica, una mostra (pannelli, foto ed installazioni), dedicata all’arte e alla cultura dei Rom; un progetto fotografico che abbraccerà la realtà a noi più vicina: i Rom di Napoli.

A tal fine, nell’ottica di una collaborazione con strutture e associazioni che operano con e per i Rom, si chiede una partecipazione alla nostra iniziativa con eventuali proposte di collaborazione; le proposte possono riguardare, sia aspetti artistici da inserire nel programma, come la tematica del teatro, delle favole e delle leggende collegate alla cultura Rom, nonché dell’artigianato, magari con il coinvolgimento diretto di artisti e artigiani Rom, mostre di foto e altro, che tematiche sociali e culturali, da trattare con esperti che possono intervenire in conferenze ed incontri con le altre realtà presenti sul territorio italiano.

In attesa, dunque di un Vostro gentile riscontro, porgo i più cordiali saluti.

Ilaria Borriello
Cooperativa La Bazzarra
Via Cimaglia 60, Torre del Greco (Na)
Tel/fax 0818823978
info@labazzarra.com

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Di Fabrizio (del 22/01/2008 @ 08:41:10, in scuola, visitato 1807 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

Il seguente quaderno operativo "Parole per giocare 2" insieme al quaderno "Parole per giocare 1", al software e agli altri giochi (tombola e memory), costituisce uno dei sussidi didattici del Kit relativo all’acquisizione della lettura-scrittura, attraverso un percorso interculturale.

Una didattica interculturale contempla non solo il piano dei contenuti e della conoscenza di una cultura diversa, ma anche il piano della metodologia delle discipline.

Nel caso specifico, l’apprendimento della lettura e della scrittura, si connota come percorso interculturale per i seguenti motivi :

  1. conoscenza, attenzione e rispetto dello stile educativo dei bambini rom e sinti nel loro contesto socio-culturale
  2. rilevazione della competenza in lingua italiana, come L2 e rapporto con la lingua romanés
  3. attenzione e rispetto per un popolo che ha uno stile cognitivo orale
  4. scelta di attività socializzanti e di apprendimento cooperativo
  5. percorso personalizzato

Il quaderno operativo "Parole per giocare" si riferisce alla seconda unità di apprendimento del percorso interculturale, riporta le immagini DELL’AREA 2 del CD "Parole per giocare" ed è suddiviso in quattro sezioni per un totale di 68 schede

  1. la prima sezione comprende le immagini per l’acquisizione delle parole e per le esercitazioni fonetiche corrispondente al gioco "tiro a segno oggetti"
  2. nella seconda sezione sono predisposte le esercitazioni per la scrittura che richiamano il gioco del "beng" sempre dell’area 2 del CD
  3. la terza sezione può essere utilizzata sia come verifica di lettura delle prime parole e sia come esercitazione e si riferisce al gioco "tiro a segno parole"
  4. nella quarta sezione c’é la corrispondenza tra lo stampato maiuscolo e quello minuscolo e riprende il gioco del "memory"

Per ulteriori approfondimenti si prega di contattare

Maria Grazia Dicati
0499702573
e-mail madidicati2001@yahoo.it

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