Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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L'essere straniero per me non è altro che una via diretta al concetto di identità. In altre parole, l'identità non è qualcosa che già possiedi, devi invece passare attraverso le cose per ottenerla. Le cose devono farsi dubbie prima di potersi consolidare in maniera diversa.

Wim Wenders
-

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 31/03/2011 @ 09:40:10, in musica e parole, visitato 1608 volte)

Segnalazione di Marco Brazzoduro

Edizioni Corsare (Perugia - corsare@iol.it - tel:075 584 7055 )
hanno appena pubblicato

"Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?"
di Eva Ciuk
prefazioni di Eva Rizzin e Livio Sossi

un libro, un DVD e molto di più...
un cortometraggio con cartone animato sui rom e ashkali del Kosovo,
le fotografie con cui si auto-presentano i bambini rom e sinti del Friuli Venezia Giulia,
la descrizione dei laboratori che abbiamo proposto nelle scuole nell'ambito del progetto “Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?”,
le domande e gli interrogativi dei bambini sul tema proposto e le risposte che abbiamo dato,
la Convenzione sui diritti dell'infanzia dell'Unicef, TROOL-Tutti i ragazzi ora on line...

…sono i contenuti del percorso di educazione alla multiculturalità e conoscenza dei popoli rom e sinti
proposto in collaborazione con
l'UNICEF di Trieste e
OsservAzione - centro di studi e ricerca contro la discriminazione dei Rom e dei Sinti in Italia (Firenze)

... il materiale contenuto è adatto ai bambini, ai genitori,
ma soprattutto agli insegnanti e agli educatori che si occupano di multiculturalità.

Attraverso itinerari come quello proposto da Chi ha paura di cappuccetto rosso? i bambini entreranno in possesso degli strumenti per interrompere il circolo vizioso del pregiudizio, per guardare all’altro come un risorsa da scoprire e conoscere e scacciare quindi il “lupo cattivo” attraverso l’arma della conoscenza.
Eva Rizzin

Si tratta di un’operazione di attualizzazione: la fiaba perraultiana viene ambientata nel campo degli sfollati interni di Plementina in Kosovo, ai nostri giorni. Così diventa strumento di conoscenza e di lettura della realtà. “Le fiabe – scrive Italo Calvino - sono vere.
Sono (…) una spiegazione generale della vita”. Così racconta la vita.
Livio Sossi

Perché serve un progetto come quello descritto nel volume "Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?"?
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad un drammatico incremento di intolleranza e di odio nei confronti delle comunità rom e sinti. L'ordinarietà del pensiero razzista è stata legittimata soprattutto da un'informazione che non avendo saputo condannare certe dichiarazioni discriminatorie di alcuni personaggi pubblici ha contribuito a diffondere luoghi comuni e pregiudizi su cui si fonda l'intolleranza.
Da queste riflessioni nasce l'idea di offrire ai bambini, ma forse anche agli adulti, una fiaba che li aiuta a riflettere, a conoscere i propri coetanei e a confrontarsi con il mondo e con il diverso, perchè la varietà del mondo è una ricchezza e non una realtà che minaccia il nostro modo di vivere o il nostro "benessere".
Ho chiesto ai bambini rom e ashkali del campo sfollati di Plementine/a in Kosovo di raccontarsi, di far conoscere il loro mondo, le loro fiabe tradizionali, le loro canzoni, filastrocche e giochi ai bambini che vivono nel mio paese. Loro invece mi hanno raccontato la fiaba di Cappuccetto Rosso.
Il cortometraggio è parte del progetto educazione alla multiculturalità dal titolo “Chi ha paura di Cappuccetto Rosso? – Siamo tutti bambini” che verrà proposto e presentato nelle scuole primarie. Si tratta di una forma di comunicazione a misura di bambino che si propone di stimolare l’analisi, la curiosità e l’accettazione della diversità ed il confronto tra contesti, culture e modi di vivere l’infanzia diversi.
Eva Ciuk

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Di Fabrizio (del 31/03/2011 @ 09:10:23, in musica e parole, visitato 1686 volte)


A Milano, il rom serbo Jovica Jovic insegna musica a domicilio. di Michela Dell'Amico

Ore 17, lezione di fisarmonica. Il maestro? Arriva a domicilio, con la sua 'fisa' a bottoni e un grande sorriso. Jovica Jovic è un rom serbo, musicista di fama internazionale, ma sempre appeso al permesso di soggiorno. Salvato dall'espulsione, un anno fa, grazie alla passione per la musica del ministro dell’Interno, Roberto Maroni (e a causa di un'ernia da curare). Insegna nelle case di Milano con il metodo 'a orecchio', quello che lui apprese dal nonno, e porta con sé le sue storia di vita rom.
GLI SGOMBERI. Vita da nomade suo malgrado, fatta di sgomberi come per tutti gli altri: la sua abitazione, nel campo di accoglienza di Rho, è stata abbattuta dalle ruspe. Distrutta anche la piccola chiesa (di cemento e mattoni) che aveva costruito con il figlio, benedetta dal parroco ortodosso come da quello cattolico, ma non dalla politica di Milano. Da circa un anno vive in affitto a Parabiago (a pochi chilometri dalla città), con la sua numerosa famiglia, anche se riuscire a sopravvivere è una scommessa che si ripresenta ogni mese.
APRIRE A UN NOMADE. «Dopo averlo conosciuto» ricorda Cristina Simen, zia di uno degli allievi di Jovica «ho visitato la sua famiglia nel campo e mi si è aperto un mondo». Ma come si apre la porta di casa a un nomade? «Non abbiamo avuto dubbi» risponde decisa nonna Paola «siamo rimasti commossi dall’umanità e dalla semplicità di questo popolo che, in fondo, non ha nulla di diverso da noi».

Il progetto: una scuola per insegnare musica

Jovica insegna a suonare la fisarmonica a domicilio: un progetto di successo

Jovica aspetta di veder realizzato il suo sogno, la promessa del ministro Maroni: una scuola tutta per sé, per insegnare a bambini, anziani e disabili. Intanto, con l’aiuto della sua amica (anche lei allieva) Cristina Simen, gira per le case dei suoi allievi milanesi: perché «chi suona non pensa mai male», garantisce, ma anzi, sviluppa le capacità del cervello.
I MUZIKANTI. «Ognuno di noi ha un nodo nella testa, perché muovere le dita delle due mani nello stesso gesto è facile, ma muoverle ognuna per conto proprio è difficile» spiega Jovica «suonando si scioglie questo nodo, si impara il ritmo e il movimento del corpo, si fa anche ginnastica. Preferisco lavorare con chi non sa nulla di musica, con chi impugna per la prima volta la 'fisa' e magari la impugna al contrario. È infatti troppa la soddisfazione nel vederli poi suonare: quel che serve è solo l'1% di talento e 99% di lavoro». Jovica vive da 40 anni in Italia, suona ai matrimoni di mezza Europa da quando ne aveva 13, e poi insieme alla sua band I Muzikanti, o con artisti come Moni Ovadia, Piero Pelù e Dario Fo. Ha partecipato a eventi simbolo per la città di Milano, suonando per anni al binario 21, nel giorno della memoria della Shoah. Eppure la sua permanenza in Italia resta sempre appesa a un filo.

Una vita da nomade e il desiderio di cittadinanza

Jovica Jovic è un rom serbo: è in Italia per la passione della musica di Roberto Maroni

Nato a Belgrado nel 1952 in una famiglia di musicisti, Jovica ha imparato a suonare ascoltando il nonno, «morto a 106 anni con il violino in mano», ricorda sorridendo. Poi ha vissuto in Austria e in Germania, infine è arrivato in Italia. Nel 1971 nella fabbrica Dallapè di Stradella costruiscono su misura per lui una fisarmonica speciale: un pezzo unico, costato otto mesi di lavoro.
PROBLEMA DOCUMENTI. «Oggi queste fabbriche sono chiuse, nessuno suona e nessuno insegna. È un vero peccato per uno strumento che l’Italia esportava nel mondo», dice con rammarico. Nel 2007, in viaggio per il funerale del padre, Jovica viene bloccato all’aeroporto di Roma e, a causa di un visto non rinnovato, è rinchiuso in un Cie (Centro di identificazione ed espulsione). Da allora inizia a escogitare soluzioni per restare in regola con i documenti, l’ultima volta concessi da Maroni per motivi di salute: è in lista d’attesa per operare un’ernia e ha seri problemi di cuore. «Vorrei la cittadinanza» spiega «magari per meriti artistici».
I rom? «Seminateci bene», dice Jovica, «perché noi daremo buoni frutti. Ci sono rom che in altri Paesi sono l’orgoglio della nazione, che si integrano e lavorano al meglio. Ma di loro non se ne parla. Si vedono sempre e solo sgomberi, furti, degrado. Chiediamo documenti, in modo da poter affittare una casa o comprare una macchina, avere un’assicurazione. Tutte cose che porterebbero soldi alla società e una vita migliore a noi. I rom sono un libro che resta chiuso: nessuno ci conosce, ma quando succede spesso l’incontro è destinato a durare»
L'ALLIEVA CRISTINA. Come quello avvenuto per caso con Cristina: «Ho preso un volantino per strada» ricorda «perché ero incuriosita dalla possibilità di imparare a suonare la fisarmonica, e così ci siamo conosciuti. Alla fine ho incontrato la sua famiglia, e lui la mia. E l'idea delle lezioni a domicilio, da dove nasce? «È un progetto che stiamo portando avanti insieme. Vorremmo trovare fondi per aprire una scuola di musica per bambini, magari anche stranieri, rom e disagiati. Coinvolgere nello studio bimbi che altrimenti non potrebbero permetterselo e magari salvarli dalla strada».

Il video

Sabato, 26 Marzo 2011

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Di Fabrizio (del 31/03/2011 @ 09:02:47, in musica e parole, visitato 1360 volte)

Napoli Magazine

Sabato 2 aprile 2011, dalle ore 22, al Tinghel Tanghel (Via Telesino 25 – Materdei) gli 'O Rom presentano in anteprima il loro primo lavoro discografico: "Vacanze Romanes". Il titolo, sarcastico è dedicato a tutti coloro i quali ancora credono che i popoli Rom e Sinti vivano nei campi perchè amano fare "campeggio". Il Contributo al concerto è di 5€.

Il disco, prodotto da Carmine D'Aniello e Carlo Licenziato e arrangiato dallo stesso D'Aniello insieme a Carmine Guarracino, contiene diversi brani in lingua romanes e mira, anche a dimostrare come i popoli rom sappiano adeguarsi alle culture, musicali in particolare, dei luoghi in cui trovano. Un pò come accade a Riace per la tarantella dei S.Cosimo e Damiano (protettori dei popoli nomadi).
'O Rom è una gypsy band italo-rumena, nata nel 2008, che propone uno spettacolo brillante e dal ritmo travolgente, un vero e proprio viaggio attraverso le suggestioni della musica Rom, Balcanica e popolare dell’Italia del Sud.
Lo scopo del gruppo è anche quello di avvicinare le persone ai popoli Rom e Sinti, comunemente chiamati “Zingari”, e alla loro cultura, per sfatare quei luoghi comuni che anni di persecuzioni gli hanno cucito addosso.
‘O Rom nasce anche grazie all’esperienza con il gruppo Balkanjia del chitarrista e arrangiatore Carmine Guarracino e si ispira ad artisti del calibro di Adnan Hozic, Saban Bairamovic, Taraf De Haidouks, Mostar Sevdah Reunion, ed anche Manu Chao, Police e Buena Vista Social Club.

'O Rom:
Carmine D'Aniello - voce, chitarra acustica, tammorre
Carmine Guarracino – chitarre
Ilie Pepica – violino
Ion Tita - fisarmonica
Ilie Zbanghiu - contrabbasso
Amedeo Della Rocca – percussioni


http://www.orom.it
http://www.facebook.com/#!/pages/o-Rom/51231308837

L’associazione culturale tInG(h)El TaNg(h)eL opera nel campo delle arti visive e corporee dal 2000. Propone corsi e progetti che possano mirare a favorire attraverso tutte le forme d’arte lo sviluppo della creatività e dell’espressività.

Direzione Artistica Tinghel Tanghel: Tiziana Verdoscia
info&prenotazioni: 328 4753405 – events@tinghel.org - www.tinghel.org

ass. cult. tInG(h)El TaNg(H)eL
via A. Telesino, 25 (materdei) - Napoli

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Segnalazione di Alberto Maria Melis e Maria Gabriella De Luca



Lamezia Terme – 25 marzo 2011 - Il maestro Isabella replica alle affermazioni del procuratore Vitiello. Si sente chiamato in causa per alcune affermazioni del procuratore Vitiello in merito al ruolo della scuola nell'integrazione dei rom nella società ed è per questo che il maestro Fiore Isabella, che ospita nella sua classe due bimbi di etnia rom, ha voluto replicare su queste dichiarazioni: «Ho letto le disposizioni della Procura della Repubblica inerenti al sequestro preventivo del campo rom di Scordovillo – afferma il maestro – e, da uomo di scuola, mi soffermo, sull'affermazione "la scuola che potrebbe rappresentare la via maestra per l'integrazione non fa il suo ingresso nel mondo dei rom e il campo rom, di converso, diventa ancor più la palestra per l'addestramento al crimine delle nuove generazioni". Rispetto a tale categorica valutazione del ruolo della scuola, mi permetto di nutrire qualche perplessità pur non pretendendo coerenza pedagogica da un dispositivo emesso da un giudice che non è né Maria Montessori né don Lorenzo Milani».«Tuttavia l'affermazione è perentoria – continua Isabella – e, in quanto tale, merita una riflessione critica, partendo dall'auspicio che la scuola pubblica, al netto dei tagli governativi che ne riducono drasticamente le risorse, continui ad essere la via maestra per l'integrazione dei rom rompendo il recinto che li segrega e favorendo la loro accoglienza nelle classi, come cittadini destinatari di diritti e non come disturbatori della quiete. Ogni mattina, grazie a quei mediatori sociali che li prelevano all'interno del campo e li portano a scuola, mi onoro di accogliere nella mia classe due piccoli sorridenti concittadini rom che stanno imparando a leggere e a scrivere».- Aggiunge il maestro – «E se si sono aperti al sorriso non è perché, d'incanto, le "rattizzate" baracche si sono trasformate in comode regge e i motocarri dissestati in carrozze dorate, ma perché hanno potuto fruire della sensibilità di quegli educatori che hanno ritenuto che fosse importante tenere la porta dell'aula semiaperta perché superassero qualche claustrofobia o, con la scusa di andare al bagno, godessero, anche per un attimo, dello spazio liberatorio di un accogliente corridoio. Ed oggi, dopo mesi di paziente e graduale esercizio di adattamento dei propri specifici bisogni alle regole dello stare insieme, si può affermare, senza alcuna possibilità di essere smentiti, che il più efficace antidoto all'addestramento al crimine, all'interno di un campo recintato, risiede nell'abbattimento del pregiudizio e nel superamento dell'indifferenza. In questa direzione, c'è ancora tanto da fare a partire dalla consapevolezza che il sequestro del "campo" non esorcizza le palestre di addestramento al crimine se il futuro di questi nostri concittadini rom non si lega in modo indissolubile alla prospettiva di un'educazione che sia ricorrente e permanente, come dimostrano le positive, anche se ancora episodiche, esperienze nella scuola dell'obbligo, nei centri scolastici territoriali e l'incessante opera di mediazione culturale e sociale delle associazioni di volontariato».

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Segnalazione di Tommaso Vitale

GITANISTAN IL NUOVO DISCO DE MASCARIMIRI' Mascarimi.com

Dopo un lungo periodo in cui abbiamo "festeggiato" il decimo anno di attività con la realizzazione del film documentario "Mascarimirì 10 anni la Storia", da sempre impegnati nel riscrivere la tradizione musicale locale, torniamo con "Gitanistan".
Un lavoro -questo- che parte da una ricerca personale (considerando le origini ROM mie e di mio fratello Cosimo) ma anche culturale e artistica, votata a scoprire le famiglie ROM salentine, i loro usi, costumi, linguaggi e modi di vita. Alla base di tutto questo, come collante ed elemento vivo e determinato, c'è la musica, da sempre caratteristica fondante dei fratelli Giagnotti.
Nello specifico, il progetto "Gitanistan" nasce nel Maggio 2009 quando, sotto la spinta dell'amico Antonio De Marco, si dà inizio a una serie di attività di ricerca sul campo per capire come siano cambiati gli usi e i costumi di queste famiglie. Attraverso interviste audio, filmati girati tra fiere e mercati, racconti intimi, si traccia quello che poi diventerà Gitanistan, un film/documentario volto ad indagare l'aspetto storico, antropologico e musicale delle famiglie ROM salentine.

TRACKLIST
Balkanicapizzicata
Bourrée De Lu ‘N Tunucciu
Nilo "Pizzica De Mare"
Farandola De Muro Leccese
A Uce
Rimittana "Pizzica Niura"
Nnu Venia
Gitanistan
La Furtuna
L'ira (Pizzica Pizzica)
Zumpa Chiricu A San Franciscu
Mascarimirì_Scola
Tradizional Pizzica Pizzica
Cecilia
Tammurriata
All'arraa Nene'
Gitanistan Remix Feat Ai Ai Ai

Prodotto da Claudio "Cavallo" Giagnotti e Dilinò

Musiche originali di Claudio "Cavallo" Giagnotti, Alessio Amato
Testi Claudio "Cavallo" Giagnotti , Cosimo Giagnotti

Mascarimiri:
Claudio "Cavallo" Giagnotti: Voce, Tamburreddhu, Percussioni, Fiati, Programmazioni
Cosimo Giagnotti: Voce, Tamburreddhu,
Vito Giannone: Voce, Mandolino Elettrico, Tres Cubano
Alessio Amato: Chitarra Elettrica, Piano, Programmazioni

SUONANO E CANTANO IN GITANISTAN:
Louis Pastorelli, Vincent Calassi, Jérôme Fantino "Nux Vomica" Voci in Farandola de Muro Leccese
Djè Balèti "Gigi De Nissa" Espina (strumento a corde tipico della città di Nizza) in Farandola de Muro Leccese
Manu Théron "Lo Còr De la Plana" Voce in A uce
Arnaud Fromont "D'aquí Dub" Voce e Clarinetto in Bourrée de lu Ntunucciu
Sam Karpienia Voce in Gitanistan
Jagdish Kinnoo "Jagdish et Kreol Konexyon" Voce in Gitanistan e Bourrée de lu Ntunucciu
Giuseppe Turco "Salento Son" Chitarra in Gitanistan
Dario Stefanizzi "Nudo Al Cubo" Clarinetto in Bourrée De lu Ntunucciu
Simone Stefanizzi "Nudo Al Cubo" Tromba in Balkanica Tarantolata
Luigi de Pauli "Crifiu" Chitarra acustica e Bouzouki irlandese in Cecilia
Anna Cinzia Villani "Uce de Fimmina" in Nu Venia
Alessandro Rizzello "Il Prof." in Mascarimiri scola

GITANISTAN | REMIX Feat Ai Ai Ai'
Additional Catalan lyrics by Pep Lladó
Remix by Pep Lladó and Ai Ai Ai
Vox, ‘ventilador' and ‘palmas' by Rafalito Salazar, David Torras and Pep Lladó

Un ringraziamento particolare a:
Pantaleo Colazzo Fisarmonica in Tradizional Pizzica Pizzica e Cecilia

Il termine Gitanistan è stato pensato da Lucio Montinaro

Registrato nei mesi Gennaio – Febbraio 2011
Presso Essenza Studio Spongano – Lecce
Tecnico di ripresa: Fabrizio Giannone, Alessandro Rizzello
Mixato da: Claudio "Cavallo" Giagnotti, Alessio Amato, Fabrizio Giannone
Mastering: Salvatore Giannotta
Progetto Grafico: Progetty Design Studio
Foto: Emanuele Spano

DISTRIBUZIONE ANIMA MUNDI WWW.SUONIDALMONDO.COM

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Di Fabrizio (del 29/03/2011 @ 09:47:26, in Italia, visitato 1219 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojislav

Uno sgombero forzato non è mai la soluzione a un problema: è esso stesso un problema. Lo sgombero disperde e disgrega le famiglie, lo sgombero costa: in termini economici – perché si devono mobilitare uomini e mezzi – e soprattutto in termini umani e sociali.
Rifiutiamo la politica degli sgomberi ciechi – tanto amata e tanto strumentalizzata (specie in campagna elettorale e in questi giorni) da alcune forze politiche – siamo per una soluzione condivisa e partecipata al problema abitativo dei Rom. Di qui la proposta di un tavolo per risolvere la questione abitativa in maniera non emergenziale e non semplicemente "spostando il problema" in qualche altra area della città

L’ovvia ed elementare pratica igienica di bruciare le immondizie per tenere lontani i topi o di accendere fuochi per riscaldarsi è vista da taluni come elementi di ulteriore degrado. I fumi: certamente da condannare ma è altrettanto criminale chi per aggirare la spesa sui rifiuti speciali consente ciò.
A questo si aggiunge lo sciacallaggio di molti che utilizzano da anni impunemente la zona come discarica abusiva e che seguitano tuttora a rovesciare rifiuti, amianto e macerie nell’area Scordovillo – rifiuti che vengono poi ovviamente ingenerosamente addebitati alla comunità Rom.
Per noi, abituati a vivere in solide abitazioni, meglio se di proprietà, con reddito certo, è facile sentenziare su come e dove dovrebbero vivere gli altri, i diversi, "quelli che non sono come noi". E per accentuare la distanza fra noi e loro li etichettiamo come zingari, rom, extracomunitari.
Una volta etichettati, diventano altro da noi (dove altro significa inferiore): ne consegue che possiamo pensare noi cosa è meglio per loro.
"La strumentalizzazione della popolazione rom e la generalizzazione dei fatti negativi hanno raggiunto livelli inaccettabili di pregiudizi e di discriminazione razziale, il reato è personale, mai di etnia, La cancellazione (come qualche politico grida) di un programma politico d’integrazione culturale con la minoranza rom è un vantaggio per l’illegalità".
E per dirla come F. Ciattoni (coordinatore regionale dei giovani Udc - Abruzzo):
"Se usciamo dai luoghi comuni, radicati nei secoli, che mossi dall’istinto ci portano a puntare il dito contro il diverso, possiamo compiere il lungimirante passo di riconoscere la diversità come qualcosa che arricchisce la comunità e il nostro territorio. Vanno risolte le problematiche di degrado ed emarginazione che spingono alla devianza: vanno rafforzati gli sforzi per la scolarizzazione dei bambini, vanno offerte possibilità concrete di inserimento degli adulti nel tessuto sociale ed economico".
Esistono alternative possibili. La principale resta, naturalmente, quella di mettere in campo politiche e fondi per garantire a tutti il diritto all'abitare.
Tali politiche dovranno superare gli attuali "campi nomadi" – luoghi di segregazione e di limitazione delle libertà fondamentali – e in generale tutte le forme di marginalità abitativa.
Ma anche quando queste politiche non siano immediatamente praticabili, si possono cercare e trovare soluzioni provvisorie, concordate con i diretti interessati, che non producano emarginazione. Si tratta soprattutto di non inseguire il senso di allarme, spesso diffuso da irresponsabili, e di individuare percorsi concreti e partecipati di governo del fenomeno.
Chiediamo che si apra, finalmente, un tavolo di discussione che coinvolga le associazioni, ma soprattutto la comunità interessata, impegnandoci a lavorare insieme, tutti, per ottenere questi obiettivi.
Vogliamo lavorare anzitutto perché si apra un dialogo con l’amministrazione con gli enti locali e con enti preposti alla politica della casa: perché per noi il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise sono uno strumento imprescindibile per ottenere risultati concreti; e perché riteniamo che in larga parte il problema debba essere affrontato a livello politico, con decisioni e con lo stanziamento di risorse idonee ad affrontare il problema.
Ai partiti, ai consiglieri e alle consigliere Comunali, agli uomini e alle donne impegnate nelle istituzioni o nelle forze politiche, chiediamo di adoperarsi nelle rispettive sedi affinché questi obiettivi possano diventare politiche concrete.

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Di Fabrizio (del 29/03/2011 @ 09:34:55, in blog, visitato 1301 volte)

Da Roma_Daily_News

Noi, artisti uniti del mondo intero, pittori, poeti, drammaturghi, attori, registi, fotografi, cartoonist, ballerini, musici, scultori e cantanti, siamo contro la romofobia e qualsiasi altra espressione di odio contro gli esseri umani.

Noi non crediamo alle semplificazioni che giacciono al fondo degli stereotipi e alla pratica del capro espiatorio. Tutti siamo differenti ma uguali. Non c'è contraddizione, ma un condizione per la giustizia.

Visitate liberamente i nostri siti e link. C'è abbastanza da vedere e leggere, da passare ore interessanti. E forse considerare importanti i temi unificanti nel nostro lavoro, sia che preferiate i concerti live, le performance, le mostre e le conferenze, o una combinazione di queste... A scuola, nelle università, nelle organizzazioni ed istituzioni. Anche per i media questo sito è una fonte di cultura ed informazione. Studiosi famosi sostengono l'Iniziativa degli Artisti. Possono fornire consigli professionali e contribuire loro stessi.

Contattate il nostro sito web http://artists-for-roma-net.ning.com e discutiamo le opzioni!

Artists Initiative against Romaphobia and Antitziganism - ArtistsForRoma@HelpRoma.org

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Di Fabrizio (del 29/03/2011 @ 09:34:48, in lavoro, visitato 1345 volte)

(ASCA) 25-03-2011 - Reggio Calabria, 25 mar - "Coniugare tutela dell'ambiente e integrazione sociale". Queste le finalita' del protocollo d'intesa firmato oggi a Reggio Calabria dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Giuseppe Neri, e da Domenico Modafferi, Presidente della Cooperativa sociale Rom 1995, la collaborazione della stessa cooperativa con il Laboratorio territoriale di Educazione ambientale della Provincia. Tra gli impegni previsti dal documento la realizzazione del progetto "La tutela dell'ambiente attraverso un percorso di integrazione sociale", finanziato dalla Provincia, che prevede il rafforzamento delle attivita' della stessa cooperativa mediante una migliore gestione ambientale dei cicli lavorativi e un aumento della sicurezza per i lavoratori; la collaborazione della Cooperativa sociale Rom 1995 con il Laboratorio territoriale di educazione ambientale della Provincia di Reggio Calabria per le attivita' di formazione rivolte ai cittadini ed alle scuole del territorio provinciale ed all'aggiornamento periodico del sito istituzionale "infea.provincia.it" con contributi in tema di riciclo e recupero dei rifiuti e di sviluppo sostenibile; attuare, all'interno della propria sede, ospitata all'interno di un bene confiscato alla 'ndrangheta percorsi informativi e visite guidate rivolte a gruppi di cittadini e a scuole del territorio".

red/mpd/rob

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Di Sucar Drom (del 28/03/2011 @ 09:50:41, in Italia, visitato 1180 volte)

La Provincia di Mantova, Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie, e l’Associazione Sucar Drom propongono un corso sul tema della diversità culturale rom e sinta e sulle modalità migliore per dialogare con i cittadini di questa minoranza presente da secoli sul nostro territorio.

Il percorso formativo è rivolto ad operatori sociali, responsabili di servizi, insegnanti, dirigenti e volontari di associazioni.

Il corso, sviluppato all’interno del progetto transnazionale “+RESPECT” finanziato dalla Commissione europea (www.morespect.eu), vuole informare e formare i funzionari pubblici e gli operatori del privato sociale allo scopo di fornire strumenti e metodologie per predisporre o implementare politiche partecipative nei propri territori.

Il corso si articolerà in 5 incontri di 3 ore ciascuno, svolti con modalità laboratoriale e con partecipazione attiva dei partecipanti, chiamati a presentare i loro dubbi, perplessità e difficoltà riscontrare nella loro esperienza lavorativa.

Il percorso formativo tratterà i seguenti temi:
- La normativa sulle discriminazioni e il razzismo
- Gli schemi cognitivi e processi di categorizzazione - I conflitti e le loro risoluzioni
- L’identità culturale rom e sinta: storia, politica, cultura.
- La mediazione culturale e partecipazione attiva: metodologie e progettualità partecipata.

Il corso si terrà nei lunedì 4 – 11 – 18 aprile - 2 - 9 maggio 2011 dalle ore 15 alle ore 18 presso la Sala Riunioni del Palazzo del Plenipotenziario della Provincia – P.za Sordello n.43 – MN.

La partecipazione è gratuita e al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. Per gli assistenti sociali è stato richiesto l'accreditamento all'ordine.

Per l’iscrizione occorre compilare la scheda di adesione e farla pervenire entro il 24 marzo 2011 all’ufficio Politiche Sociali della Provincia tramite e-mail: pol.soc@provincia.mantova.it o fax 0376 204328

Per informazioni: Provincia 0376-204204 / 204201; Sucar Drom 339.6189870 e-mail matteo.bassoli@gmail.com

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Di Fabrizio (del 28/03/2011 @ 09:44:45, in Regole, visitato 1319 volte)

Blitz quotidiano


PARIGI – "Ci hanno trattato come fossimo cani": cosi' Bria Lisor, una donna rom di 55 anni, ha raccontato la disavventura vissuta ieri a Nantes, nell'ovest della Francia, insieme al figlio Saban, di 17 anni, e a un'altra famiglia di nomadi che, come loro, abitavano in una roulotte in un campo accanto ad un supermercato. Bria e gli altri sono stati espulsi dalle loro roulotte con la forza, da un bulldozer e una dozzina di uomini.

Lo sgombero e' avvenuto proprio sotto la direzione del supermarket, della catena di alimentazione Leclerc. La notizia e' stata resa nota oggi dal quotidiano locale Ouest-France, prima di essere confermata dalla polizia e sollevare una viva emozione in Francia dove il giro di vite nei confronti dei nomadi e dei rom, annunciato dal presidente Nicolas Sarkozy la scorsa estate, ha portato gia' allo sgombero del 70% dei campi illegali. Oggi la direzione del Leclerc ha avanzato scuse pubbliche: "Tutta la squadra del Leclerc di Nantes si scusa sinceramente con le famiglie coinvolte per il modo in cui e' avvenuta l'espulsione", ha dichiarato il direttore generale dell'ipermercato, Pierre Chartier. "E' stata una decisione maldestra e spiacevole – ha aggiunto – assumeremo le nostre responsabilita' e ci impegniamo sin d'ora a riparare gli eventuali pregiudizi".

Le scuse non bastano alle due famiglie rom che, insieme all'associazione "solidaire Roms Nantes", intendono sporgere denuncia. La legge francese prevede che il proprietario del terreno occupato illegalmente non puo' intervenire di sua iniziativa, ma deve fare appello alla giustizia e solo le forze dell'ordine possono effettuare lo sgombero. Le due famiglie vivevano nel terreno abbandonato vicino al supermercato da diverso tempo. "Ero gia' a scuola e mia madre, con l'altra signora, stavano andando via quando il bulldozer e' arrivato. Ha caricato della terra e l'ha gettata contro una delle roulotte dove c'erano ancora dei bambini molto piccoli", ha raccontato Saban. "Ci hanno cacciato come se fossimo cani", ha aggiunto sua madre, Bria. Quando il bulldozer e' intervenuto due bambini di 13 anni, due di 6 anni ed uno di 3 erano ancora dentro la roulotte. E' stato uno dei ragazzini piu' grandi a portare in salvo gli altri. Poi, hanno raccontato i bambini, si e' avvicinato loro un "uomo calvo", il "capo" del supermercato, insieme ad un'altra dozzina di uomini e "hanno trascinato le roulotte fuori dal campo", sul ciglio della strada. E' a questo punto che sono intervenuti i poliziotti.

25 marzo 2011 | 23:38

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