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	<title>Mahalla</title>
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		<name>Mahalla</name>
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		<title><![CDATA[Rom: il Comitato europeo per i diritti sociali conclude che la Francia ha violato il diritto ad alloggi adeguati. Ora è in giudizio l'Italia]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3675</id>
		<created>2010-03-09T09:37:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Ricevo da Roberto Malini</i></p>
<p>A seguito di un ricorso dell’ERRC, il Comitato conclude che la Francia ha 
violato la Carta Sociale europea. Analogo ricorso pendente contro l’Italia, 
presentato dal Center on Housing Rights and Evictions (COHRE) in base a 
documenti, prove, testimonianze e fotografie trasmesse al Centro dal Gruppo 
EveryOne, da Viktoria Mohacsi e da altre organizzazioni per i Diritti Umani.<br>
<br>
Strasburgo, 5 marzo 2010. Con una decisione del 19 ottobre 2009, ma resa 
pubblica il 27 febbraio 2010, il Comitato europeo dei diritti sociali ha 
concluso che la Francia ha violato l'art. 31 commi 1 e 2, l'art. 16, l'art. 30, 
l'art. E in collegamento con gli art. 31, 30 e 16, e l'art. 19 c. 4 della Carta 
Sociale europea, non assicurando alle popolazioni nomadi e Rom misure 
sufficienti per soddisfare il loro legittimo diritto ad un alloggio 
adeguato, per contrastare la loro povert&agrave; ed esclusione sociale e 
conseguentemente anche garantire il rispetto della vita familiare.<br>
Il Comitato del Consiglio d'Europa, chiamato a monitorare l'applicazione degli 
obblighi scaturenti dall'adesione degli Stati alla Carta sociale europea, ha 
ritenuto la Francia in violazione dell'art. 31 della Carta relativo al diritto 
all'accesso all'abitazione, in conseguenza di un'insufficiente implementazione 
della legislazione sulla realizzazione di campi sosta. Ugualmente il Comitato ha 
ritenuto insoddisfacenti gli sforzi compiuti dalle autorit&agrave; francesi per venire 
incontro ai bisogni alloggiativi delle popolazioni &quot;nomadi&quot; che desiderano 
adottare uno stile di vita sedentario. Il Comitato ha infatti concluso che gli 
interventi volti a tenere conto degli insediamenti di tali popolazioni nella 
pianificazione urbanistica sono lasciati alla discrezionalit&agrave; delle autorit&agrave; 
locali ed insufficienti risorse vengono investite allo scopo. Ugualmente il 
Comitato ha ritenuto che i provvedimenti di sgombero attuati nei confronti di 
gruppi di nomadi, in particolare quelli adottati con urgenza per motivi di 
ordine, igiene e sicurezza pubblica, hanno determinato una violazione delle 
norme della Carta sociale europea in relazione al loro carattere sproporzionato 
e alla violenza spesso utilizzata.<br>
Secondo il Comitato, inoltre, tali violazioni del diritto all'accesso ad un 
alloggio adeguato si sono determinate perch&eacute; le autorit&agrave; francesi non hanno 
sufficientemente preso in considerazione i bisogni specifici delle popolazioni 
rom e nomadi, tanto di quelle che desiderano continuare a condurre uno stile di 
vita nomade, quanto di quelle che invece sentono l'esigenza di una maggiore 
sedentarizzazione. Con questo, le autorit&agrave; francesi hanno dunque violato il 
principio di eguaglianza sostanziale e di non discriminazione per motivi 
etnico-razziali, di cui all'art. E della Carta sociale europea.<br>
La mancanza di adeguate risorse investite per venire incontro alle specifiche 
esigenze abitative delle popolazioni Rom e nomadi ha dunque determinato per il 
Comitato la violazione da parte della Francia del diritto di tali popolazioni ad 
essere protette dalla povert&agrave; e dall'esclusione sociale.<br>
<br>
Un ricorso analogo &egrave; stato inoltrato dal Centro on Housing Rights and Evictions 
(COHRE ) contro l'Italia ed &egrave; stato dichiarato ammissibile con decisione del 
comitato europeo per i diritti sociali l'8 dicembre 2009. Nel corso dell'anno 
sar&agrave; dunque deciso nel merito.<br>
Tutti i documenti riguardanti il ricorso pendente contro l'Italia (Complaint n. 
58/2009) possono essere consultati sul sito web:
<a href="http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/Complaints_en.asp">
http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/Complaints_en.asp</a>&nbsp;
<br>
<br>
European Committee of Social Rights, Decision on the merits, European Roma 
Rights Center v. France, 19 October 2009 (Complaint n. 51/2008)</p>]]></content>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Otto marzo : a Torino Napolitano premia le donne rom]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3681</id>
		<created>2010-03-09T09:36:23+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Maria Grazia Dicati</i></p>
<p>Idea Rom, associazione di promozione sociale costituita alla fine del 2009 da 
donne Rom delle diverse comunit&agrave; presenti a Torino, &egrave; stata premiata oggi dal 
presidente Giorgio Napolitano in occasione della festa della donna. Idea Rom 
vuole favorire l'integrazione e la partecipazione dei Rom (e dei Sinti, dei Kal&eacute;, 
dei gruppi e delle comunit&agrave; viaggianti) nella societ&agrave; italiana ed europea. Tra i 
suoi obiettivi vi &egrave; quello di ottenere il riconoscimento dei Rom come minoranza 
etnica e linguistica, con pieni diritti di cittadinanza e di contrastare i 
pregiudizi e le forme di discriminazione; inoltre vuole promuovere la mediazione 
interculturale e la convivenza civile, favorendo la conoscenza, il dialogo e 
l’incontro tra culture diverse.<br>
<br>
Idea Rom, essendo nata solo da pochi mesi, &egrave; ancora sostanzialmente un 
laboratorio di idee, ma ha gi&agrave; realizzato diverse iniziative, come il progetto 
sperimentale “Piccoli Rom vanno a scuola” per la formazione degli insegnanti e 
la mediazione culturale all’interno della scuola I.C. “Leonardo da Vinci” di 
Torino (con il contributo del comune di Torino). Ha pubblicato un dossier in 
occasione della Giornata della Memoria (gennaio 2010). Ha promosso le attivit&agrave; 
dell’associazione presso istituzioni, organizzazioni del privato sociale e 
organi d’informazione.<br>
<br>
“Ci siamo unite per dire che non siamo tutte criminali”, spiega Vesna Vulatic, 
mediatrice culturale Rom fin dai primi anni Novanta che, con altre dieci giovani 
donne, ha dato vita a Idea Rom. Le iscritte abitano nei campi nomadi o nelle 
case popolari dei quartieri torinesi della Falchera o delle Vallette. Alcune 
lavorano o sono in cerca di lavoro, altre studiano, come Ivana, 19 anni: “Voglio 
iscrivermi a Scienze dell’Educazione per lavorare con i bambini Rom. Io non ho 
mai nascosto le mie origini, fin dalle elementari quando, studiando storia si 
parlava del popolo Rom. Di solito, attraverso la conoscenza personale, il 
pregiudizio scompare. Ma i miei genitori, al lavoro, non lo hanno mai detto. Mio 
padre ha scritto un libro di poesie e uno sulla cultura Rom per bambini, eppure 
deve nascondersi, non pu&ograve; permettersi di perdere quel posto”.<br>
<br>
“La nostra gente non osa parlare della sua origine, soprattutto nei posti di 
lavoro dove magari &egrave; occupata da anni e apprezzata – continua Vesna – . I rom 
sono sempre stati dipinti come sporchi, bugiardi e ladri, cos&igrave; succede che 
persino a scuola i bambini e le loro mamme non dicano qual &egrave; la loro realt&agrave;. 
Spesso non precisiamo la nostra origine. Diciamo “slave”, ma anche slavo non 
piace… Le mie figlie non conoscono il serbo, con i nonni non si capiscono. Dopo 
tanti anni continuiamo a rinnovare il permesso di soggiorno, ma loro sono nate 
qui. Un giorno saranno cittadine italiane. Spero che quel giorno non siano pi&ugrave; 
considerate straniere”.</p>]]></content>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Tra inclusione ed esclusione. Presentazione del libro di Luca Bravi]]></title>
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		<created>2010-03-09T09:17:11+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><i>Gruppo di confronto e ricerca sulle politiche locali per i gruppi zigani 
in Europa <br>
</i><br>
Gioved&igrave; 18 marzo 2010, ore 15.30 <br>
<b>TRA INCLUSIONE ED ESCLUSIONE <br>
</b><i>Una storia sociale dell’educazione dei rom e dei sinti in Italia <br>
</i><br>
<b>Luca Bravi </b>(Universit&agrave; degli Studi di Firenze, autore di Tra inclusione 
ed esclusione, Edizioni Unicopli 2009) <br>
<br>
<i>Discutono: <br>
</i><b>Dimitrios Argiropoulos</b> (Universit&agrave; di Bologna) <br>
<b>Gino Candreva</b> (Redazione di “Zapruder”) <br>
<b>Raffaele Mantegazza</b> (Universit&agrave; di Milano-Bicocca) <br>
<b>Tommaso Vitale</b> (Universit&agrave; di Milano-Bicocca) <br>
<br>
PER APPROFONDIMENTI SUL CONTENUTO DEL SEMINARIO:
<a href="mailto:laura.boschetti@yahoo.it">laura.boschetti@yahoo.it</a>  <br>
<br>
<b>Universit&agrave; di Milano Bicocca,Via Bicocca degli Arcimboldi 8, edificio U7, III 
piano, Aula Pagani <br>
</b><br>
Il seminario &egrave; aperto a studenti, dottorandi, ricercatori, docenti, attivisti, 
cittadini, tutti. In collaborazione con Partecipazione e conflitto. Rivista di 
studi sociali e politici: <br>
<br>
<a target="_blank" href="http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?IDRivista=152">
http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?IDRivista=152</a> </p>
<p><i>L'appuntamento su
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=355095582141&ref=mf">
Facebook</a></i></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3671"/>
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		<title><![CDATA[L'ha detto lo sceriffo (buono a sapersi)]]></title>
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		<created>2010-03-08T17:08:59+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di
<a target="_blank" href="http://sintiitaliani.blogspot.com/2010/03/romde-coratosequestro-roulotte-gia.html">
Sinti Italiani in viaggio per il diritto e la cultura</a></i></p>
<p>
<a target="_blank" href="http://www.ilgiornale.it/a_omni.pic1?ID=milano&ARTICOLO=27974">
IlGiornale.it </a><i>by Omnimilano</i><br>
&quot;I vigili sarebbero anche pronti a sequestrare le roulotte dei nomadi per 
reiterata occupazione abusiva. Un provvedimento che sarebbe gi&agrave; stato attuato se 
la via fosse percorribile. Salvini &amp; company dovrebbero allora convincere i 
giudici. Che hanno sempre considerato questi mezzi un domicilio, la dimora 
abituale. Ovvero un bene di necessit&agrave; primaria. I recidivi, si badi bene, 
sono sinti italiani. Dunque un'ordinanza sarebbe facilmente impugnabile. Con 
il risultato di invalidarla. Sentiti gli uffici legali della Polizia Locale non 
risulterebbero poi altri Comuni che abbiano applicato strumenti del genere. Va 
poi ricordato che il campeggio abusivo non &egrave; un reato penale e il sequestro non 
&egrave; previsto dalla legge&quot;. Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza 
Riccardo De Corato. &quot;Altra cosa &egrave; la rimozione dei mezzi - sottolinea De Corato 
- che viene effettuata quando i nomadi non si allontanano e allorch&eacute; le 
condizioni lo permettono ovvero il camper o la roulotte non risultino occupate. 
Uno strumento gi&agrave; applicato e previsto fin dall'ordinanza dell'88. Che consente 
la rimozione dei veicoli e il trasporto nelle depositerie comunali. Per 
riprendersi il mezzo i nomadi devono allora pagare, oltre la sanzione, le spese 
di rimozione e trasporto (circa 250 euro), pi&ugrave; i diritti di custodia (circa 25 
euro al giorno)&quot; .</p>]]></content>
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		<issued>2010-03-08T17:08:59+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Diario di sopravvivenza e resistenza (dei rom Lovara) al tempo della Seconda guerra mondiale]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3670</id>
		<created>2010-03-08T09:49:18+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di 
<a target="_blank" href="http://www.albertomelis.it/">Alberto Maria Melis</a></i></p>
<p><img src="http://www.irradiazioni.com/GetProductImage.aspx?id=123" border="0" alt=""> <b>Jan Yoors </b><i>Crossing. Diario di sopravvivenza e resistenza al 
tempo della Seconda guerra mondiale
<a target="_blank" href="http://www.irradiazioni.com/">Editrice Irradiazioni</a><br>
</i><br>
È il secondo libro di memorie di Jan Yoors, e la memoria riprende dove si era 
arrestato il primo libro nel 1939 (Zingari, Irradiazioni, 2008). È il manuale di 
sopravvivenza e resistenza di Jan e dei suoi rom lovara nell’Europa della 
seconda guerra mondiale, che cercano di difendere la loro libert&agrave;. Si conclude 
con le parole di Pulika: “…È solo la vita ad aver un senso”.<br>
<br>
<b>L'AUTORE</b><br>
Jan Yoors (aprile 1922 - novembre 1977) artista fiammingo-americano, fotografo, 
pittore, scultore, scrittore. Nato in Belgio, a 12 anni scapp&ograve; con un gruppo di 
rom e viaggi&ograve; a lungo con loro. Quando ritorn&ograve; finalmente a casa, i genitori 
che lo avevano molto cercato, invece di sgridarlo gli diedero il permesso di 
passare una parte dell’anno con i suoi amici zingari. L’autore li prese in 
parola e lo fece fino all’et&agrave; di 18 anni. Pi&ugrave; tardi nella vita scrisse il 
bellissimo libro dal titolo The Gypsies, 1965 (Zingari, Irradiazioni, 2008), 
considerato un documento unico sulla vita degli zingari. A Zingari segue nel 
1971 Crossing.<br>
<br>
ISBN: 978-88-7310-041-6<br>
formato: 13,5x21 cm<br>
allestimento: filo refe, copertina con bandelle<br>
pp.: 304<br>
edizione: 1<br>
anno: 2009<br>
<br>
Prezzo<br>
&euro; 18,00</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3670"/>
		<issued>2010-03-08T09:49:18+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Invito lancio campagna internazionale per i diritti del alloggio dei rom]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3669</id>
		<created>2010-03-08T09:35:16+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Ricevo da Marco Brazzoduro</i></p>
<p><b>AMNESTY INTERNATIONAL PRESENTA LE SUE CONCLUSIONI SULLA DISCRIMINAZIONE 
NEI CONFRONTI DEI ROM A ROMA<br>
<br>
</b>Il cosiddetto “Piano nomadi”, che prevede lo sgombero forzato di migliaia di 
rom di Roma, causa violazioni dei diritti umani e viola gli obblighi 
internazionali dell’Italia in materia di discriminazione. <br>
<br>
Amnesty International &egrave; lieta di invitarLa alla conferenza stampa di 
presentazione del nuovo documento intitolato “<b>La risposta sbagliata. Il 
‘Piano nomadi’ viola il diritto all’alloggio dei rom a Roma</b>” <br>
<br>
<b>gioved&igrave; 11 marzo ore 11.00 </b><br>
<i>a Roma, presso la Sala Deluxe della Casa del Cinema (<a target="_blank" href="http://it.mappe.yahoo.net/tcol/mappe/roma?cb=y&cx=12.48798&cy=41.9109&dv=Roma (RM), Italia&ind=Largo Marcello Mastroianni&op=mc&ldv=Roma (RM), Italia&lpr=RM&lre=Lazio&lcn=Roma&ccd=70464&cre=10&lty=C&lcd=70464&z=1">largo 
Marcello Mastroianni 1</a>) <br>
</i><br>
I rappresentanti di Amnesty International riferiranno inoltre sull’esito degli 
incontri con le autorit&agrave; italiane direttamente responsabili della situazione in 
cui si trovano i rom. <br>
<br>
<i>Interverranno: <br>
</i><b>John Dalhuisen</b>, esperto sulla discriminazione, Programma Europa e 
Asia Centrale del Segretariato Internazionale di Amnesty International <br>
<br>
<b>Ignacio Jovtis</b>, esperto sull’Italia, Programma Europa e Asia Centrale del 
Segretariato Internazionale di Amnesty International <br>
<br>
<b>Christine Weise</b>, presidente della Sezione Italiana di Amnesty 
International. <br>
<br>
Saranno inoltre presenti rappresentanti di alcune famiglie rom le cui storie 
sono descritte nel documento ed esponenti delle Organizzazioni non governative 
che lavorano insieme alle comunit&agrave; rom. <br>
<br>
Saranno disponibili fotografie e filmati. <br>
<br>
Per ulteriori informazioni e per organizzare interviste, si prega di contattare:
<br>
<br>
<b>a Roma</b>: Paola Nigrelli, Addetta stampa, 06 4490224, 348 6974361,
<a href="mailto:press@amnesty.it">press@amnesty.it</a>  <br>
<b>a Londra</b>: Lydia Aroyo, Addetta stampa, +44 (0)20 7413 5599 o +44 (0) 7771 
796350, <a href="mailto:laroyo@amnesty.org">laroyo@amnesty.org</a> </p><p><i>L'appuntamento su
<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=344661929206">Facebook</a></i></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3669"/>
		<issued>2010-03-08T09:35:16+01:00</issued>
		<modified>2010-03-08T09:35:16+01:00</modified>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Calcio, il 21 marzo i bambini rom ospiti del Cosenza Calcio al San Vito]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3674</id>
		<created>2010-03-07T09:48:46+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Giancarlo Ranaldi</i></p>
<p><img src="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/immagini/hi-res/Stadio-San-Vito-CS_2.jpg" border="0" alt="">
<a target="_blank" href="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/sport_calcio_cosenza_ospiti_rom_studenti_cinesi_san_vito_gara_bambini_potensa_cavese_45652.html">
ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com</a></p>
<p>06/03/2010 «Il 21 marzo, in occasione della partita Cosenza-Cavese, 20 
bambini di etnia rom saranno ospiti dello stadio San Vito, come segno tangibile 
di solidariet&agrave; nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie per la 
nota vicenda che sta interessando il campo rom cittadino riguardo all’imminente 
sgombero». </p>
<p>È quanto riferisce una nota del Cosenza Calcio nell’ambito delle iniziative 
sociali intraprese dalla societ&agrave; sportiva. </p>
<p>Domenica 7 marzo, invece, in occasione dell’incontro di calcio con il Potenza 
undici studenti di nazionalit&agrave; cinese saranno ospiti dello stadio di Cosenza per 
assistere alla partita con il Potenza. </p>
<p>«L'iniziativa – riferisce un comunicato della societ&agrave; sportiva – rientra nel 
progetto 'Il milione' che favorisce l'intercultura internazionale e 
l’integrazione tra popoli, ovvero popoli lontani per tradizioni e per radici, ma 
vicinissimi in quanto a scambi socio-culturali se favoriti da idee come questa. 
Gli studenti rientrano nel gruppo dei 40 ragazzi provenienti dalla Cina che per 
un periodo triennale studieranno a Cosenza nell’istituto tecnico commerciale 'V. 
Cosentino' e l’Istituto tecnico 'G. Tommasi'.</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3674"/>
		<issued>2010-03-07T09:48:46+01:00</issued>
		<modified>2010-03-07T09:48:46+01:00</modified>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Romania]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3665</id>
		<created>2010-03-07T09:45:09+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Da
<a target="_blank" href="http://groups.yahoo.com/group/Romanian_Roma/message/3734">
Romanian_Roma</a></i></p>
<p>04/03/2010 - Dalla settimana scorsa abbiamo deciso di fare un'analisi 
approfondita dei principali giornali locali in Romania, cercando di testare il 
livello esistente di anti-ziganismo, come riflesso nei giornali.</p>
<p>Il risultato &egrave; stato piuttosto sorprendente anche per noi.</p>
<p>In una sola settimana abbiamo trovato decine di articoli razzisti - abbiamo 
selezionato per la traduzione un numero di loro da giornali differenti di 
differenti zone della Romania. In questi articoli abbiamo trovato insulti e 
derisioni all'Olocausto, Rom presentati come:</p>
<blockquote>
	<p>stupratori, allergici al lavoro e mendicanti, una maledizione per la 
	Romania, criminali professionali, la Romania &egrave; troppo clemente, i bambini 
	Rom dovrebbero camminare 5 chilometri per andare a scuola…</p>
</blockquote>
<p>Ecco il peggio:</p>
<blockquote>
	<p>Qual &egrave; il nostro problema con i Rom? Bene, di sicuro non &egrave; lo stesso con 
	cui Antonescu si &egrave; confrontato quando decise di deportare il Virus. Allora,
	<b>zingari, zlatari e corturari han fatto di modo di alimentare col cibo dei 
	Rumeni le loro cattive abitudini, dal furto agli scandali che hanno 
	provocato attorno a loro</b>. Ora la situazione &egrave; ancora peggiore...</p>
</blockquote>
<p>Antonescu &egrave; responsabile della morte di centinaia di migliaia di Ebrei e Rom 
durante la II guerra mondiale.<br>
<br>
<i>Full document is available here
<a target="_blank" href="http://www.policycenter.eu/pressfeb.doc">
http://www.policycenter.eu/pressfeb.doc</a> <br>
</i><br>
<b>Policy Center for Roma &amp; Minorities<br>
</b>Bucharest, 010152, Intrarea Rigas 29A, Ap. 31, Sect. 1, Romania. <br>
Tel. 0040 742379657<br>
Fax: 0040 318177092<br>
<a href="http://www.policycenter.eu">www.policycenter.eu</a> </p>]]></content>
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		<issued>2010-03-07T09:45:09+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Mantova, Yuri Del Bar candidato alle elezioni comunali]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3667</id>
		<created>2010-03-07T08:55:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
<img src="http://4.bp.blogspot.com/_PqdarDb-RLw/S5E2A-ld0UI/AAAAAAAADkw/UF7py9KaM8Q/s200/foto+yuri.jpg" border="0" alt=""></p>
<p>Care amiche e cari amici, con immensa gioia ho accolto l’invito della lista 
“per la sinistra unita” a candidarmi per il Consiglio comunale a Mantova per un 
secondo mandato, dopo l’esperienza di cinque anni. Nel 2005 &egrave; stata la prima 
volta a Mantova e in tutta l’Italia che un sinto, “uno zingaro” come mi chiamano 
in modo dispregiativo, ha partecipato a pieno titolo alla competizione 
elettorale per portare il proprio contributo alla crescita democratica della 
nostra Citt&agrave; e non solo.</p>
<p>Grazie al mio esempio tanti altri Sinti e Rom hanno capito l’importanza di 
partecipare alla vita politica del Paese e uscire dalla logica associativa 
per esprimere direttamente i propri valori a favore di tutti, non solo dei Sinti 
e dei Rom. La gioia che ho provato quando sono stato eletto &egrave; stata immensa e 
devo ringraziare le tante persone che hanno creduto insieme a me a questo sogno: 
un Sinto in Consiglio Comunale.</p>
<p>Oggi sono qui per fare un’esperienza diversa da quella degli ultimi cinque 
anni. Infatti, per cinque anni Rifondazione comunista &egrave; rimasta all’opposizione. 
L'esperienza passata &egrave; stata in molti momenti frustrante. In questi cinque anni 
ho visto da vicino il lavoro svolto dal Sindaco Fiorenza Brioni ma sopratutto ho 
visto le difficolt&agrave; che ha dovuto superare per un'opposizione interna che di 
fatto ha bloccato la Citt&agrave;.</p>
<p>In questi anni ho lavorato per far crescere l'intesa tra tutta la sinistra e 
il Partito Democratico a Mantova, perch&egrave; credo che viviamo momenti molto 
difficili e mi sembra insensato farci continuamente la guerra. Dobbiamo unirci 
per costruire e non certo dividerci per distruggere.</p>
<p>Mantova &egrave; una Citt&agrave; bellissima e deve offrire un contributo forte, almeno in 
Lombardia, per dire che un modello diverso da quello imperante &egrave; possibile. Io 
ci credo e con me tantissima altri mantovani.<br>
Ho visto tutte le liste elettorali che sostengono Fiorenza Brioni e ho notato un 
cambiamento: gente nuova e giovane con idee nuove che possono costruire con 
Fiorenza e non ostacolarla.<br>
Finalmente siamo riusciti a coinvolgere quasi tutto il centro-sinistra in un 
progetto unitario che mancava da molti anni a Mantova. Un progetto dove tutti 
siamo consapevoli del lavoro che si dovr&agrave; fare per far ripartire la nostra 
Citt&agrave;, a partire dai problemi posti dalla crisi economica. Tantissimi mantovani 
(commercianti, artigiani e lavoratori dipendenti nel privato) stanno vivendo un 
momento drammatico e la politica deve offrire risposte concrete per risolvere i 
tanti problemi. A partire da un solido sostegno economico per chi perde il 
lavoro o vede la sua attivit&agrave; in forte crisi. Non dobbiamo far mancare loro il 
supporto serio e concreto della Citt&agrave;.</p>
<p>
<a target="_blank" href="http://sucardrom.blogspot.com/2010/03/mantova-yuri-del-bar-candidato-alle.html">
Yuri Del Bar</a><b><br>
</b><i>Candidato nelle liste “per la sinistra unita” alle elezioni comunali</i></p>
<p>
<img src="http://photos-e.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs384.snc3/23485_105094479513573_100000390646490_131661_2925643_n.jpg" border="0" alt="" width="304" height="229"> 
comitato elettorale "un sinto in consiglio comunale", 4 marzo 2010</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3667"/>
		<issued>2010-03-07T08:55:42+01:00</issued>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Finalmente revocata l'espulsione per Jovica, Maestro fisarmonicista Rom]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3673</id>
		<created>2010-03-06T18:37:31+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><img src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/226/108/n346881062192_4313.jpg" border="0" alt=""></p>
<p>Luned&igrave; 8 marzo alla questura di via Montebello 26 (MILANO) alle ore 11, le autorit&agrave; 
consegneranno al maestro Jovica Jovic , la revoca dell'espulsione dall'Italia ed 
il permesso di soggiorno. <br>
<br>
Questo &egrave; un riconoscimento ad un artista che fa onore non solo al popolo Rom ed 
alla sua cultura, ma anche alla nazione che lo ospita. <br>
<br>
Ringraziamo tutti gli artisti, le associazioni e le singole persone che hanno 
contribuito al raggiungimento di questo risultato e ci auguriamo che questa 
buona notizia possa contribuire al miglioramento della condizione di tante 
persone i cui meriti spesso non sono riconosciuti. In particolare il nostro 
augurio &egrave; rivolto al popolo Rom. <br>
<br>
“ Seminateci bene e daremo i nostri frutti” - Jovica Jovic <br>
<br>
<b>Associazione culturale "Terra del fuoco"</b></p>
<p><i>L'appuntamento su</i>
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=389218467795&index=1">
Facebook</a></p>
<blockquote>
	<p>IMPORTANTE NOVITA': [...], il Maestro J. Jovic dopo aver ricevuto il 
	permesso di soggiorno in questura verr&agrave; ricevuto dal Ministro dell'interno 
	Maroni: alle ore 12 in Prefettura (corso Monforte 31), il ministro 
	incontrer&agrave; J.J. e in questa occasione il maestro consegner&agrave; in dono al 
	ministro un arazzo creato dalla sartoria delle donne del campo nomadi di v. 
	Sesia a Rho dove lui risiede e che &egrave; attualmente sotto sfratto.</p>
</blockquote><hr>
<p><b>+ bicchierata-rinfresco in terra del fuoco h.13.30 via morigi 8 milano<br>
</b><br>
<a target="_blank" href="http://www.jovicajovic.blogspot.com">
www.jovicajovic.blogspot.com</a> <br>
<br>
<i>se fossimo ventenni, col petto pieni d'ideali...per esempio mantenuti , 
avremmo una sola certezza: NON SCENDERE A COMPROMESSI CON NESSUNO.<br>
<br>
&quot;noi non sappiamo perch&eacute; il ministro degli interni abbia deciso di concedere il 
permesso di soggiorno a Jovica&quot; dice terra del fuoco<br>
<br>
Fa bene la Terra del Fuoco associazione per la diffusione delle arti manuali a 
ribadire di non essere un partito politico, e di essersi preso cura, insieme ai 
suoi amici del maestro Jovica soprattutto perch&eacute; incarna pienamente l'arte del 
fare in tutti i suoi aspetti, insieme alla sua gente, dalla musica, alla 
lavorazione, del legno dei metalli , all'antica arte culinaria insieme a quella 
circense e oggi dell'arte del riciclo come pochi sanno fare.<br>
<br>
Fa bene a ribadire che gli sta a cuore anche il destino che accomuna il popolo 
rom a quello italiano , da sempre migrante come loro , e come loro bistrattato e 
denigrato sin dai primi anni delle emigrazioni verso il nord europa e verso le 
terre d'america, dove i giornali dell'epoca testimoniano come gli americani 
descrivevano gli italiani, e poco si distanziassero dalle descrizioni che 
potrebbe fare un giornale medio italiano che ha dimenticato le proprie non 
lontane origini.<br>
<br>
Terra del Fuoco fa anche molto bene a ribadire , anche il proprio stupore di 
quello che accadr&agrave; luned&igrave;, il ministro degli interni Maroni, colui che ha 
scritto e approvato leggi che azzerano la vita intera di persone, famiglie e 
bimbi che vanno a scuola, additando un nemico: lo straniero, accoglier&agrave; il 
nostro amico, e gli dar&agrave; il permesso di soggiorno.<br>
<br>
Fa bene Terra del Fuoco anche a sottolineare di quanto, al di l&agrave; del proprio 
personale pensiero sulle politiche del ministero degli interni, che luned&igrave; verr&agrave; 
celebrato il maestro jovica, come esempio positivo della cultura rom.<br>
Questo &egrave; un fatto.<br>
Questo &egrave; un fatto importante, perch&eacute; anche le persone a casa, nei loro tinelli, 
convinti delle loro certezze potranno forse per la prima volta leggere sui 
giornali che il ministro Maroni si &egrave; accorto , che un rom &egrave; onorevole di 
permesso di soggiorno, per essere vissuto secondo la propria cultura 
diffondendola attraverso la musica e connettendosi a sua volta con altri 
musicisti e contribuendo ancora a diffondere l'uso e l'apprendimento della 
fisarmonica attraverso i corsi da lui tenuti.<br>
<br>
Quindi noi amici di Jovica e del popolo rom non possiamo fare altro che 
felicitarci, di vedere un piccolo pezzetto di una grande lunga strada, ancora da 
compiere, perch&eacute; sia possibile invertire la rotta dei media che normalmente 
diffondono solo pessimi esempi degli stranieri che attraversano o che vivono in 
italia, abbiamo molto lavoro da fare , dobbiamo operare culturalmente, coscienti 
dello stato d'urgenza, ma coscienti che le battaglie urlate, oggi servono sempre 
meno, <br>
Servono operatori e operazioni culturali che avvicinino le culture diverse e che 
facciano inesorabilmente emergere quanto di positivo vi sia nell'incontro fra le 
diversit&agrave;.<br>
Non serve storcere il naso per un battesimo cattolico, anzich&eacute; intravederne una 
festa e un incontro fra diverse culture, o per un ministro che &egrave; ci&ograve; che &egrave;, 
serve agire, in tanti , e in modo costruttivo, dobbiamo essere gli anticorpi , 
come diceva Moni Ovadia al battesimo di Sanela, dobbiamo essere un virus che 
attraverso tutti i mezzi possibili a disposizione possa essere una rete in 
espansione di iniziative , del fare, nel fare cultura.</i></p><hr>
<p>Inoltre:
<a target="_blank" href="http://www.sosfornace.org/2010/03/03/revocato-il-decreto-di-espulsione-di-jovica-il-campo-di-via-sesia-non-va-smantellato/">
Revocato il decreto di espulsione di Jovica. Il campo di via Sesia non va 
smantellato</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3673"/>
		<issued>2010-03-06T18:37:31+01:00</issued>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[L'ONU s'inquieta del razzismo anti-migranti ed anti-Rom in Europa]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3664</id>
		<created>2010-03-06T09:14:41+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Da
<a target="_blank" href="http://groups.yahoo.com/group/Roma_Benelux/message/904">
Roma_Benelux</a></i></p>
<p>Navi Pillay, Alto commissariato dell'ONU per i diritti umani, s'&egrave; preoccupato 
gioved&igrave; a Ginevra per la discriminazione di cui soffrono in Europa &quot;i migranti e 
le minoranze, come quella dei Rom&quot;, particolarmente in Slovacchia, Repubblica 
Ceca ed Italia.</p>
<p>&quot;Mentre l'Unione Europea ed alcuni governi europei hanno cercato di 
migliorare la situazione dei Rom, in molti altri paesi, tra cui la Slovacchia e 
la Repubblica Ceca, la loro condizione sembra peggiorare&quot;, a dichiarato Mme 
Pillay presentando il suo rapporto annuale al Consiglio dei diritti dell'uomo 
dell'ONU.</p>
<p>&quot;Inoltre,&quot; ha proseguito, &quot; i Rom continuano a confrontarsi con un razzismo 
aperto e con aggressioni condotte da protagonisti non-statali&quot;.</p>
<p>Mme Pillay ha tra l'altro annunciato che &quot;affronter&agrave; con le autorit&agrave; italiane 
il problema della discriminazione e delle aggressioni contro i Rom, cos&igrave; pure 
contro i migranti&quot;, durante la sua visita in Italia prevista per la settimana 
prossima.</p>
<p>Una reale &quot;caccia al nero&quot; &egrave; stata condotta gennaio scorso a Rosarno (...) da 
centinaia di abitanti contro i lavoratori agricoli africani, impiegati per la 
maggior parte illegalmente nella raccolta di arance e mandarini. Un migliaio di 
loro aveva lasciato la citt&agrave; e l'incidente aveva rivelato le condizioni 
deplorevoli nelle quali vivevano e lavoravano questi migranti.</p>
<p><i>04/03/2010 (AFP)</i></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3664"/>
		<issued>2010-03-06T09:14:41+01:00</issued>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Lettera dei compagni di classe di Emina]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3668</id>
		<created>2010-03-06T00:55:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Ricevo da Agostino Rota Martir</i></p>
<p>Circa una settimana fa
<a target="_blank" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?id=3655">un 
incendio al campo</a> ha distrutto 3 baracche abitate da famiglie Rom, 
nell'incendio &egrave; andato perso tutto, i Rom coinvolti si sono trovati con niente, 
tutto &egrave; andato distrutto, anni di fatica per sistemare, abbellire le loro 
confortevoli &quot;baracche&quot; in poco pi&ugrave; di mezz'ora..tutto in cenere. Nessun ferito, 
grazie a Dio.<br>
Molti si sono dati da fare, compreso il comune che ha fatto pervenire alle 
famiglie delle roulotte, gli stessi Rom del campo hanno dato quello che 
potevano, aiutando a dare alloggio ai bambini, offrendo coperte, materassi, 
stoviglie..incoraggiamento e vicinanza.<br>
Anche delle persone di Pisa e Livorno hanno fatto sentire la loro vicinanza 
portando al campo vestiti, letti, coperte, materassi.<br>
<br>
Emina &egrave; un'adolescente e questa sera &egrave; venuta nella mia roulotte per mostrarmi 
gli abiti nuovi che indossava che ha avuto come dono dai suoi compagni di 
classe, era felice e orgogliosa nello stesso tempo per questa amicizia.<br>
I suoi compagni di classe sapendo che Emina aveva perso tutto si sono dati da 
fare per aiutarla e far sentire la loro amicizia.<br>
Lo dimostra molto bene la lettera che le hanno inviato, che con il suo permesso 
e dei genitori divulgo (<a target="_blank" href="http://www.sivola.net/public/Scuola_Coltano.gif">in 
allegato</a> <i>file .gif ndr</i>), perch&eacute; nonostante quello che i Rom stanno 
subendo in Italia: sgomberi, discriminazioni, razzismo..forse stanno anche 
sbocciando silenziosamente dei fiori che profumano di comprensione, amicizia, 
convivialit&agrave;.<br>
E' un gesto che aiuta a sperare e a credere che &egrave; possibile cambiare.</p>
<p>Ago</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3668"/>
		<issued>2010-03-06T00:55:42+01:00</issued>
		<modified>2010-03-06T00:55:42+01:00</modified>
		<slash:comments>0</slash:comments>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Muri]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3663</id>
		<created>2010-03-05T09:23:11+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="right"><i>Dalla newsletter Articolo 3 - Osservatorio sulle 
discriminazioni <a href="mailto:osservatorio.articolo3@gmail.com">
osservatorio.articolo3@gmail.com</a></i></p>
<p>Cosa accomuna il respingimento delle quattro famiglie sinte bresciane che 
hanno acquistato un terreno nel comune di Guidizzolo per andarci a vivere e 
cominciare ad affrancarsi dal ghetto dei cosiddetti campi nomadi e il 
regolamento approvato dall’amministrazione di Goito, che respinge dall’asilo 
comunale (e quindi pubblico) i bambini provenienti da famiglie che non 
abbracciano “una visione cristiana della vita”?<br>
Al fondo delle due operazioni c’&egrave; l’idea che serve innalzare muri non valicabili 
per ‘difendersi’ da chi non appartiene alla ‘comunit&agrave;’ dei nativi maggioritari: 
qui non c’&egrave; posto per te se sei diverso da noi. E la parola ‘diverso’, resa 
dall’abuso povera di senso, prende, nell’area compresa tra Guidizzolo, Mariana 
Mantovana e Goito significati che riguardano molti di noi: non entri se sei 
sinto o rom, se sei ateo, ebreo, musulmano, buddista, induista, divorziato, 
separato, omoaffettivo, o anche solo cocciutamente laico. Che tu sia maschio o 
femmina, in et&agrave; adulta o in et&agrave; bambina. Noi ‘minoritari’ possiamo essere tutti 
respinti. A riprova del fatto che quando in una societ&agrave; si apre una lacerazione 
nel tessuto democratico e passa una discriminazione, prima o poi, tutti siamo 
esposti al rischio di essere discriminati.<br>
Alcune amministrazioni sembrano voler aprire conflitti, sollecitare paure, 
costruire estraneit&agrave;. Dovremmo indignarci ancora di pi&ugrave; pensando che a fare le 
spese di queste operazioni di ‘pulizia’ sono soprattutto i bambini e le bambine.<br>
<br>
All’assemblea promossa dal gruppo dei consiglieri dell’opposizione del Comune di 
Goito marted&igrave; sera il pubblico era folto e attento. Tante le voci preoccupate: 
anni fa era impensabile che gli abitanti del paese potessero dividersi sulla 
difesa di un principio costituzionale. La sensazione diffusa era quella di un 
degrado dell’ossatura democratica. C’erano un folto gruppo cittadini goitesi 
provenienti da altri Paesi; quelli pi&ugrave; direttamente interessati alle esclusioni 
e ai respingimenti. Hanno ascoltato zitti. E se ne sono andati. Era presente 
anche un gruppo di cittadini e cittadine castiglionesi di origine magrebina; 
sono intervenuti, hanno catturato l’attenzione, risvegliato la voglia di 
partecipazione, forti di un’esperienza di impegno civile contro le 
discriminazioni che da anni si alimenta del lavoro comune tra chi &egrave; nato in 
Italia e chi in Italia ora vive. La svolta, per una ripresa della vitalit&agrave; 
civile del Paese in cui viviamo, sta proprio nella costruzione di presidi in cui 
cittadinanze vecchie e nuove, generazioni, culture e religioni mescolino le loro 
lingue. La giovanissima Chaimaa, diciassettenne proveniente dal Marocco, velata 
per sua scelta, alla fine dell’assemblea si &egrave; fermata con noi dell’Osservatorio: 
insieme a un gruppo di compagni di scuola vuole promuovere iniziative per la 
difesa della laicit&agrave; della scuola e la difesa della Costituzione italiana. C’&egrave; 
ancora speranza.<br>
<br>
<i>Maria Bacchi</i></p>
<hr>
<p><b><i>All’assemblea pubblica tenuta a Goito per discutere con la cittadinanza 
del Regolamento dell’Asilo comunale voluto dall’Amministrazione non ha potuto 
essere presente il Presidente di Articolo 3, Fabio Norsa, che ha inviato una 
comunicazione:</i></b><br>
<br>
L’intervista che ho rilasciato alla Gazzetta ed il successivo comunicato 
congiunto dell’U.C.E.I., Unione delle Comunit&agrave; Ebraiche Italiane, e della 
Comunit&agrave; di Mantova alla stampa nazionale e locale, credo non possano dare adito 
a dubbi sulle nostre ferme posizioni, asettiche da dietrologie religiose e 
contrasti di altra natura, riferendosi solo all’inosservanza ed alla violazione 
dei fondamentali diritti umani, civili, sociali e di laicit&agrave; dello Stato 
garantiti a tutti i cittadini dalla nostra Costituzione.<br>
Il mio intervento &egrave; circoscritto alla sola difesa e tutela di tali diritti, 
proponendomi nel doppio ruolo di rappresentante di Articolo3, Osservatorio sulle 
discriminazioni, ed, a titolo personale, di uomo, nel senso pi&ugrave; completo e 
profondo del termine, che non pu&ograve; astenersi ed esimersi da una concreta quanto 
instancabile opposizione ad ogni atto discriminatorio compiuto verso qualsiasi 
altro uomo.<br>
Articolo3, a conferma di quanto dichiarato dalla vice-presidente, Maria Bacchi, 
monitorer&agrave; con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda “Asilo di Goito”, 
ma non solo quella, e parteciper&agrave; ad ogni iniziativa volta alla corretta 
applicazione dei valori costituzionali troppo spesso disinvoltamente e 
proditoriamente stravolti.<br>
La mia formazione culturale, schematica e pragmatica, che privilegia il bianco 
ed il nero alle tante gradazioni intermedie dei grigi, mi impedisce di 
considerare la buona fede delle argomentazioni e delle complicate filosofie 
apparse sulla stampa tendenti a far considerare come corretta l’applicazione 
distorta degli articoli della Costituzione afferenti al caso “Asilo”, in quando 
basta semplicemente consultarli per appurare all’istante che sanciscono l’esatto 
contrario.<br>
Esprimo infine la personale convinzione che la pervicacia delle Istituzioni 
deliberanti nel sostenere una forzatura del tutto inopportuna, pur a fronte di 
una vibrata contestazione, non solo popolare e non solo locale, non possa essere 
attribuibile alla cecit&agrave; degli Amministratori, ai quali basterebbe recepire il 
dissenso, analizzarlo e correggere l’evidente errore ritirando il regolamento 
adottato, ma sia una corrente di pensiero che, francamente, credo minacci il 
sistema democratico.<br>
<br>
<i>Fabio Norsa</i></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3663"/>
		<issued>2010-03-05T09:23:11+01:00</issued>
		<modified>2010-03-05T09:23:11+01:00</modified>
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		<wfw:comments>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3663#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Poi dice non si vogliono integrare...]]></title>
		<id>http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3662</id>
		<created>2010-03-05T09:01:27+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><i>Interrogazione a risposta scritta, deputati firmatari: BERNARDINI, 
BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI</i>.<br>
<br>
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - [...]<br>
(testo completo
<a target="_blank" href="http://nuovo.camera.it/417?idSeduta=291&resoconto=bt13&param=bt13">
http://nuovo.camera.it/417?idSeduta=291&resoconto=bt13&param=bt13</a> a met&agrave; 
pagina circa)<br>
Romeo, un bambino di etnia rom, frequentava fino a qualche giorno fa la prima 
elementare nel quartiere della Bovisa, Via Guicciardi, in piena periferia 
milanese, e, nei suoi primi sei anni di vita, ha vissuto varie volte 
l'esperienza dello sgombero, essendo giunto nella scuola milanese dopo essere 
stato allontanato dal Rubattino ed aver interrotto la sua frequenza 
scolastica alle elementari di via Feltre;<br>
pochi giorni fa Romeo, insieme ad un'altra bambina che frequentava la quarta 
elementare e alle loro famiglie, &egrave; stato sgomberato dalle forze di polizia dal 
capannone in cui viveva;<br>
<br>
per qualche notte &egrave; stato ospitato in un centro di accoglienza, ma a breve verr&agrave; 
sgomberato anche dal luogo in cui ha trovato riparo;<br>
<br>
nel corso degli ultimi mesi la famiglia di Romeo &egrave; stata continuamente 
sgomberata <b>nonostante la sua evidente volont&agrave; di iniziare un percorso nuovo 
di integrazione e inserimento sociale</b>, il che comporta che al loro figlio, 
Romeo, vengano tuttora negati diritti fondamentali quali la casa e l'istruzione, 
essendo il suo percorso scolastico e affettivo continuamente interrotto -:<br>
<br>
di quali informazioni il Ministro interrogato disponga circa i fatti riferiti in 
premessa;<br>
quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda porre in essere per il 
tramite del commissario per l'«emergenza rom» perch&eacute; si adempia agli obblighi di 
solidariet&agrave; ed accoglienza, anche in adempimento della citata direttiva contro 
la discriminazione basata sulla razza e le origini etniche;<br>
<br>
quali misure urgenti il Governo voglia approntare al fine di garantire la 
sicurezza e i diritti delle comunit&agrave; rom in occasione delle numerose azioni di 
sgombero portate avanti su tutto il territorio nazionale;<br>
quali interventi di carattere progettuale il Governo intenda porre in essere al 
fine di dare attuazione alla direttiva europea contro la discriminazione basata 
sulla razza.<br>
(4-06316)</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Primavera antirazzista - voci di donne migranti e cittadine]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><b>Casa Internazionale delle Donne<br>
Coordinamento donne contro il razzismo<br>
</b><br>
<i>Domenica 7 marzo 2010 Piazza Campo de’ Fiori - dalle ore 11 al tramonto<br>
</i><br>
Primavera antirazzista<br>
<b>VOCI DI DONNE MIGRANTI E CITTADINE<br>
</b><br>
Mostre e libri, stand informativi, spettacoli di cinema, teatro, musica<br>
Saranno presenti le produttrici agricole del Progetto Rea Silvia della Regione 
Lazio <br>
<br>
<b>Programma <br>
</b>Presentazione dell’iniziativa da parte del Coordinamento<br>
Intervento dell’associazione <b>Insieme Zajedno</b><br>
Intervento di lavoratrici e lavoratori di Rosarno, Ass. <b>Da sud</b><br>
Campagna per il <b>Nobel alle donne africane</b><br>
Balli popolari in piazza, a cura dell’ass. <b>Cemea</b><br>
Pranzo preparato dalle donne della scuola Carlo Pisacane e dell’ass. <b>Asinitas</b><br>
Campagna <b>Nastri Verdi</b> di sostegno alle lotte delle donne iraniane<br>
Intervento dell’ass. <b>Be Free</b> sul CIE di Ponte Galeria<br>
&quot;<b>RetroviaNapoli</b>&quot;<br>
Canzoni ispirate da donne, Stefania Tarantino (voce), Letizia Pelosi (chitarra)<br>
I bambini di Capoverde : campagna per la ricostruzione della scuola<br>
Intervento ass. Asinitas , proiezione di video<br>
Letture teatrali da <b>Quelle voci dal vuoto</b> ( ed.Jacobelli)<br>
proiezione del video: <b>The Chain of Love</b> (Mamme a catena)<br>
Voci di donne dalla Bolivia<br>
Interventi musicali<br>
<br>
Aderiscono le associazioni del Coordinamento Donne contro il razzismo: <b>
Assolei, Candelaria, Donne a colori , Donne capoverdiane in Italia, Donne per la 
pace, Dhuumcatu, Imed, Insieme Zajedno, Le Nove, Madri per Roma citt&agrave; aperta, 
Monteverde antirazzista, No.Di: I nostri diritti, Spirit Romanesc, Quinoa, Trama 
di terre. Ed inoltre: Arci, Asinitas, Be free, CGIL di Roma e del Lazio, 
Coordinamento Donne della CGIL di Roma e del Lazio, Da Sud, Federazione delle 
Chiese Evangeliche in Italia, Lunaria, Filipino Women’s Council</b><br>
Saranno distribuiti materiali di documentazione dei <b>Dossier Immigrazione, 
Caritas/Migrantes</b> <br>
<br>
Con il patrocinio della Presidenza della Provincia di Roma<br>
<br>
<b>Nessun essere umano &egrave; illegale<br>
</b><br>
Dichiariamo la nostra intolleranza al razzismo,la nostra volont&agrave; di abbattere 
muri e frontiere per affermare una cittadinanza globale.<br>
Le politiche razziste sono sempre pi&ugrave; pratiche per governare la crisi economica.
<br>
In assenza di politiche anticrisi l'unica risposta &egrave; la riduzione di libert&agrave; e 
diritti. <br>
Come fermare altrimenti le resistenze se non ingabbiando la societ&agrave;, producendo 
separazione e odio razziale? Misure che colpiscono in particolare i/le migranti 
ma riguardano tutti e puntano a dividere e a rompere i rapporti di solidariet&agrave; 
tra le persone, alimentando la paura e rendendo tutti pi&ugrave; ricattabili.<br>
<br>
Le politiche razziste contro l’immigrazione alimentano e si combinano con nuove 
forme di razzismo popolare , fondate su stereotipi e pregiudizi contro “lo 
straniero e il diverso”. <br>
Il risultato &egrave; una democrazia dimezzata, perch&eacute; ogni forma di discriminazione &egrave; 
il contrario della democrazia; vogliono imporci una cittadinanza e quindi anche 
una societ&agrave; chiusa e esclusiva, in cui tutte, native e migranti, stentiamo a 
riconoscerci.<br>
<br>
In molte lingue – anche l’italiano - i concetti di &quot;straniero&quot;, &quot;strano&quot; ed 
&quot;estraneo&quot; hanno la stessa radice linguistica. Oggi come ieri &quot;lo straniero - 
l'estraneo&quot; &egrave; chi non rientra in quei parametri di &quot;normalit&agrave;&quot; che qualcuno ieri 
come oggi ha stabilito.<br>
Noi ci sentiamo straniere in questo Paese dove siamo nate, perch&eacute; ci sentiamo 
estranee a tutto ci&ograve; che oggi questo Paese vuol rappresentare.<br>
<br>
Dichiariamo ancora che finch&eacute; ci sar&agrave; il sessismo ci sar&agrave; anche il razzismo: 
anzi, &egrave; proprio il sessismo che ha aperto la strada al razzismo, rendendolo 
ovvio, naturale: ambedue sono ideologie discriminatorie costruite sul corpo che 
esprimono il sistema di potere che governa le relazioni tra maschi e femmine, 
tra bianchi e neri. <br>
L’intreccio tra sessismo e razzismo dimostra come si rafforzino a vicenda 
utilizzando l’uno gli strumenti dell’altro.<br>
<br>
Le donne sono state usate per dichiarare guerra ai migranti e i migranti, a loro 
volta, sono stati usati per chiarire che le donne italiane appartengono agli 
uomini italiani. I maschi italiani ne sono usciti senza macchia, sdoganati - al 
solito - come “brava gente”: il mostro &egrave; fuori di noi, il mostro &egrave; l’altro. <br>
<br>
In questi anni abbiamo lavorato in tante, per aprire il nostro paese al mondo e 
alle tante diversit&agrave;. Il nostro stare insieme, ciascuna con la propria 
soggettivit&agrave;, rielaborando insieme il nostro essere nate in Italia o altrove, le 
nostre esperienze migratorie o le nostre differenze, &egrave; gi&agrave; un condividere, 
un’alternativa allo svilupparsi di un nuovo razzismo. <br>
<br>
E’ ora di alzare le voci di tutte contro le politiche e le retoriche razziste, 
contro la precarizzazione delle vite.<br>
<br>
<i><b>Coordinamento donne contro il razzismo</b></i></p>]]></content>
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