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<title>Mahalla</title><link>http://www.sivola.net/dblog/</link>
<description>Mahalla</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Svezia]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Da
<a target="_blank" href="http://groups.yahoo.com/group/Nordic_Roma/message/899">
Nordic_Roma</a></i></p>
<p>
<img src="http://www.thelocal.se/articleImages/25374.jpg" border="0" alt="" width="299" height="158"> <a target="_blank" href="http://www.thelocal.se/25374/20100305/">
TheLocal.se</a></p>
<p>05/03/2010 - Ha detto il Tavolo Svedese sulle Migrazioni, che circa 1.000 
Rom, soprattutto dalla Serbia, sono stati attirati quest'anno da un viaggio 
verso la Svezia, nella vana speranza di un permesso di residenza.</p>
<p>Bus riempiti di Rom sono arrivati a Gothenburg e Malmö quasi su basi 
giornaliere.</p>
<p>"Agenzie viaggi guidate da affaristi senza scrupoli truffano persone gi&agrave; 
vulnerabili di loro nel venire in Svezia," ha detto Dan Eliasson, direttore 
generale del tavolo.</p>
<p>Il capo del tavolo sulle migrazioni consiglia ai Rom di non intraprendere il 
lungo viaggio verso la Scandinavia, perch&eacute; le possibilit&agrave; di ottenere una 
residenza garantita sono "straordinariamente poche".</p>
<p>"Probabilmente si trovano a vivere in difficili condizioni sociali e forse 
subiscono anche discriminazioni, ma questo non da loro il diritto alla 
protezione in Svezia. Generalmente verranno rapidamente informati che non 
potranno avere un permesso di residenza e che dovranno tornare in patria," ha 
detto Eliasson, aggiungendo che la gran maggioranza arriva in Svezia dalla 
Serbia, ma anche dal Montenegro settentrionale e dalla Macedonia.</p>
<p>I Rom in Serbia sono considerevolmente pi&ugrave; poveri del resto della 
popolazione, e sono emersi sporadici rapporti di violazioni perpetrate contro i 
Rom in Serbia, Kosovo e, recentemente, in Italia.</p>
<p>Ma per ottenere l'asilo bisogna essere capaci di mostrare di essere 
perseguitati ed a rischio di trattamenti violenti. E' molto difficile ricevere 
asilo dall'Europa," ha detto Eliasson. <br><br>
TT/The Local (<a href="mailto:news@thelocal.se">news@thelocal.se</a>; 08 656 6518)</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3679]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3679</guid>
	<dc:date>2010-03-13T09:25:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Primavera Tzigana]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1448/49/n353515588363_3527.jpg" border="0" alt=""></p>
<p><i>gioved&igrave; 18 marzo 2010 dalle 19.00</i><br>
allo <b>Spazio Forma Moods</b> in
<a target="_blank" href="http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&q=Piazza+Tito+Lucrezio+Caro,+1+20136+,+Milano,+Italy">
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1</a> - 20136 Milano, Italy<br>
<br>
Partecipa a una serata che segna l'avvio di un progetto ambizioso: far vivere 
uno spazio culturale che promuova le forme espressive della cultura roman&igrave; nella 
societ&agrave; milanese.<br>
<br>
Un ristorante tzigano vicino ai Navigli... un museo Rom a Rogoredo...<br>
<br>
Non solo un modo per avvicinarsi alle tante facce di una cultura che ci 
affascina o suscita ribrezzo, ma la possibilit&agrave; di prendere parte ai nuovi 
progetti che insieme ad alcune comunit&agrave; rom di Milano stiamo cercando di 
realizzare.<br>
<br>
Gli eventi che seguiranno nei prossimi mesi sono solo il preludio di un'offerta 
pi&ugrave; ampia, impreziosita dai sapori e colori della gastronomia tzigana, le 
produzioni artistiche, la musica che potrai incontrare dal mese di ottobre, il 
luned&igrave; sera, presso l'Open Restaurant &amp; Bar dello spazio FORMA MOODS.<br>
<br>
PRENOTA SUBITO LA PARTECIPAZIONE SCRIVENDO A:
<a href="mailto:operanomadimilano@tiscali.it">operanomadimilano@tiscali.it</a>
<br>
<a target="_blank" href="http://www.operanomadimilano.org">
www.operanomadimilano.org</a> <br>
<br>
PARTECIPANO: <b>Roberto Durkovic e la sua band</b><br>
<b>Sartoria roman&igrave;</b><br>
<br>
STAR GUEST: <b>Jovic Jovica</b></p>
<p><i>L'appuntamento su
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=353515588363">
Facebook</a></i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3701]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3701</guid>
	<dc:date>2010-03-13T09:10:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lettera ERRC a Maroni]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Tommaso Vitale</i></p>
<p><b>Sgomberi di Rom e Sinti <br>
</b><br>
Egregio Ministro <br>
<br>
Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (European Roma Rights Centre, ERRC), 
un'organizzazione internazionale di interesse pubblico impegnata in attivit&agrave; 
volte a combattere il razzismo anti-Rom e gli abusi dei diritti umani dei Rom, 
scrive per esprimere seria preoccupazione per il proliferare degli sgomberi che 
hanno coinvolto Rom e Sinti effettuati in Italia negli ultimi mesi. L'ERRC &egrave; 
informato su quanto sta accadendo ed &egrave; preoccupato per gli sgomberi svolti in 
diversi Comuni italiani. Gli sgomberi effettuati a Milano sono particolarmente 
preoccupanti a causa del loro significativo numero, dell'apparente 
sistematicit&agrave;, della mancanza di pianificazione e di soluzioni per le persone 
interessate. A Milano nei primi due mesi di quest'anno sono stati realizzati pi&ugrave; 
di venti sgomberi. Queste operazioni hanno coinvolto oltre 900 individui e 
alcune persone sono state colpite da questi provvedimenti pi&ugrave; di una volta in un 
periodo molto breve. La maggior parte delle persone coinvolte negli sgomberi e 
stata allontanata numerose volte nel corso degli ultimi due anni. <br>
<br>
L'ERRC ha svolto una dettagliata attivit&agrave; di ricerca e monitoraggio degli 
sgomberi attuati a Milano negli ultimi mesi. Notiamo, tuttavia, che molte delle 
seguenti preoccupanti caratteristiche che riguardano gli sgomberi avvenuti a 
Milano sono comuni ad altre operazioni svolte altrove in Italia (per esempio a 
Roma, Pisa e Sesto Fiorentino). <br>
<br>
• Ai residenti non &egrave; stato dato alcun preavviso dello sgombero imminente. <br>
• Nessun tipo di documento inerente allo sgombero &egrave; stato prodotto dagli agenti 
delle forze di polizia che hanno effettuato l'operazione. <br>
• Gli agenti della forze di polizia che svolgono le operazioni di sgombero sono 
spesso presenti con un numero sproporzionato rispetto alla persone che intendono 
allontanare, anche se tra queste c'&egrave; una significativa percentuale di bambini e 
di persone disabili. <br>
• In alcuni casi ci sono stati abusi (verbali e fisici) da parte di agenti delle 
forze di polizia. <br>
• Gli sgomberi spesso hanno luogo molto presto la mattina. <br>
• Gli sgomberi sono stati svolti con allarmante frequenza durante i mesi 
invernali, quando le condizioni meteorologiche rappresentano una minaccia per la 
salute e la sopravvivenza. <br>
• Le abitazioni e altri beni vengono arbitrariamente distrutti. <br>
• Alla maggior parte delle persone oggetto di sgombero non viene offerta una 
sistemazione alternativa. Nelle rare occasioni in cui una sistemazione 
alternativa viene offerta, &egrave; generalmente inadeguata, anche perch&eacute; prevede la 
divisione dei nuclei familiari. <br>
• Alcuni bambini sono stati costretti a interrompere la frequenza scolastica (in 
particolare a seguito dello sgombero dell'insediamento di via Rubattino, il 19 
novembre 2009). <br>
<br>
Gli sgomberi che hanno coinvolto Rom e Sinti e che hanno avuto luogo negli 
ultimi mesi sono illegali e tutti violano molti o tutti gli obblighi dell'Italia 
ai sensi del diritto internazionale, in particolare quelli che riguardano il 
diritto all'abitazione, alla propriet&agrave;, all'integrit&agrave; personale, all'istruzione 
e il divieto di discriminazione: <br>
<br>
1. Diritto all'abitazione e alla propriet&agrave; <br>
<br>
a. Con l'articolo 11, comma 1, del Patto Internazionale sui Diritti Economici, 
Sociali e Culturali (ICESCR), l'Italia si impegna a "riconoscere il diritto di 
ogni individuo a un livello di vita adeguato per s&eacute; e per la propria famiglia, 
che includa un’alimentazione, un vestiario, e un alloggio adeguati, nonch&eacute; al 
miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita" e a "prendere misure 
idonee ad assicurare l'attuazione di questo diritto". <br>
<br>
A questo proposito, l'ERRC ricorda al governo italiano che il Comitato sui 
Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite ('CESCR') ha chiarito 
molto bene che gli sgomberi forzati sono una violazione prima facie del diritto 
a un alloggio adeguato. In tutti i casi di sgomberi forzati noti all'ERRC ogni 
singola procedura di garanzia individuata dal CESCR &egrave; stata ignorata. Tali 
garanzie di base comprendono: <br>
<br>
a) L'opportunit&agrave; di una reale consultazione con gli interessati; <br>
b) Un adeguato e ragionevole preavviso per tutte le persone interessate prima 
della data prevista per lo sgombero; <br>
c) Informazioni sugli sgomberi previsti e, ove possibile, sull'utilizzo 
successivo del terreno o delle abitazioni, dovrebbero essere rese disponibili in 
tempi ragionevoli a tutti coloro interessati dai provvedimenti; <br>
d) In particolare, quando sono coinvolti gruppi di persone, funzionari 
governativi o loro rappresentanti dovrebbero essere presenti durante lo 
sgombero; <br>
e) Tutte le persone che effettuano lo sgombero dovrebbero essere correttamente 
identificate; <br>
f) Gli sgomberi non dovrebbero aver luogo in condizioni climatiche 
particolarmente avverse o di notte a meno che le persone coinvolte non ne diano 
il consenso; <br>
g) Dovrebbero essere forniti strumenti di ricorso legale e <br>
h) Dove possibile, assistenza legale alle persone che lo richiedono qualora 
volessero ricorrere alla giustizia1. <br>
<br>
b. L'articolo 27 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, richiede che 
l'Italia prenda misure appropriate per assistere i genitori nell'attuazione del 
diritto a un adeguato livello di vita e di fornire, in caso di necessit&agrave;, 
l'assistenza materiale e programmi di supporto, con particolare riguardo 
all'alimentazione, al vestiario e all'abitare. <br>
<br>
c. L'articolo 1 del Protocollo 1 della Convenzione Europea dei Diritti 
dell'Uomo, tutela i diritti di propriet&agrave;. <br>
<br>
d. L'articolo 31 della Carta Sociale Europea (riveduta), prevede il diritto 
all'abitazione e l'Italia si &egrave; impegnata ad adottare misure volte a: <br>
<br>
- favorire l'accesso a una abitazione di livello sufficiente; <br>
- prevenire e ridurre il fenomeno dei "senzatetto", in vista di una graduale 
eliminazione della problematica; <br>
- determinare un prezzo delle abitazioni accessibile a color i quali non hanno 
risorse adeguate. <br>
<br>
1 Commento Generale n. 7, par. 15, E/1998/22, Annesso IV, 16a Sessione. <br>
<br>
2. Diritto all'integrit&agrave; personale e familiare <br>
<br>
a. L'articolo 16 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo prevede che nessun 
bambino debba essere sottoposto a interferenze arbitrarie o illegali con la sua 
vita privata o familiare. <br>
b. L'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo vieta i 
trattamenti inumani e degradanti a cui le persone sono state sottoposte durante 
le procedure di sgombero e a causa delle terribili condizioni di vita in cui si 
sono trovati a seguito di tali operazioni. <br>
c. L'articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo sancisce il 
diritto alla vita familiare e alla vita privata. <br>
<br>
3. Istruzione <br>
<br>
a. L’articolo 28 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo <br>
b. L’articolo 2 del protocollo n. 1 della Convenzione Europea dei Diritti 
dell'Uomo <br>
<br>
4. Discriminazione <br>
<br>
a. Con l'articolo 5 (e) (iii) della Convenzione Internazionale sull'Eliminazione 
di Ogni Forma di Discriminazione Razziale, l'Italia si impegna a 'proibire ed 
eliminare la discriminazione razziale in tutte le sue forme ed a garantire il 
diritto di tutti [...] all'uguaglianza davanti alla legge, in particolare nel 
godimento del [...] diritto alla casa '. <br>
b. La giurisprudenza basata sull'articolo 14 della Convenzione Europea dei 
Diritti dell'Uomo orienta verso una particolare tutela delle minoranze Rom in 
Europa. <br>
c. L'articolo E della Carta Sociale Europea (riveduta) vieta la discriminazione 
nell'esercizio dei diritti sanciti dalla medesima Carta. <br>
d. Diversi articoli della Convenzione-quadro per la Protezione delle Minoranze 
Nazionali. <br>
<br>
L'ERRC ritiene che non solo gli sgomberi siano manifestamente illegali, ma anche 
che essi siano stati effettuati in modi che sembrano appositamente pianificati 
per provocare la massima sofferenza alle persone interessate. <br>
<br>
L'ERRC chiede di porre fine alla pratica degli sgomberi illegali e che adeguate 
sistemazioni alternative, accesso all'istruzione e altre forme di sostegno 
essenziale siano previste per le persone che sono state coinvolte, molte delle 
quali sono senza fissa dimora o vivono in condizioni estremamente precarie. <br>
<br>
Cordiali Saluti, <br>
<br>
<i>Robert Kushen <br>
</i>Managing Director <br>
<br>
cc: Gian Valerio Lombardi <br>
Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Milano <br>
Corso Monforte, 31 <br>
20122 Milan <br>
Italy</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3688]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3688</guid>
	<dc:date>2010-03-13T09:04:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Milano: due campi nomadi demoliti nonostante gelo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>
<img src="http://www.leggonline.it/LeggoNews/HIGH/20100310_sgombero113.jpg" border="0" alt="" width="269" height="266"> <a target="_blank" href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=51025">
Leggo</a><br>
<br>
Le temperature rigide e la neve che cade da ieri pomeriggio su Milano, non hanno 
fermato gli sgomberi di campi rom nel capoluogo lombardo i cui ormai ex 
occupanti sembrano essere gli unici ad aver subito disagi dalla nevicata fuori 
stagione che non ha avuto ripercussioni sulla viabilit&agrave;. Secondo quanto ha 
spiegato l'Opera Nomadi, nonostante la inclemenza del tempo, la polizia locale 
ha effettuato due sgomberi tra ieri ed oggi in altrettanti campi. Gli agenti 
della polizia locale sono intervenuti infatti ieri un campo nomadi in via 
Bonfadini, dove avevano trovato rifugio una quarantina di persone, mentre oggi 
analoga iniziativa &egrave; stata adottata nella zona di via Bacula. «Mentre il 
maltempo continua ad imperversare e la neve cade da ore su Milano - spiega 
Maurizio Pagani, presidente dell'Opera Nomadi di Milano - gli sgomberi delle 
famiglie rom dai quartieri della citt&agrave; non subiscono interruzione. L'emergenza 
freddo del Comune di Milano da anni non contempla le condizioni di vita di chi &egrave; 
pi— esposto ai rigori dell'inverno e nemmeno la protezione Civile viene mai 
impegnata in attivit&agrave; essenziali di aiuto alle persone rom in difficolt&agrave;». 
Pagani conferma che ieri, gli sgomberi «hanno riguardato 40 persone di gruppo 
romeno, accampate in via Bonfadini, zona sud est, e oggi &egrave; toccato ad alcune 
decine di rom, donne e bambini compresi, ritornati a cercare per l'ennesima 
volta riparo sotto il Ponte Bacula, in zona Nord». A giudizio di Pagani si 
tratta, peraltro di sgomberi «inutili che non risolvono il problema e non 
disincentivano la presenza di persone sfollate che rimangono in numero uguale, 
ma che sembrano essere la sola risposta pubblica alla mancanza di politiche di 
accoglienza abitativa e integrazione sociale». Secondo le informazioni raccolte 
dall'Opera Nomadi di Milano, inoltre «aumentano le denunce su interventi della 
Polizia Locale che violando i beni privati delle persone da allontanare, 
esercitano anche forme odiose di condizionamento psicologico con la minaccia di 
sottrazione dei minori dalle loro famiglie, nel caso che queste si oppongano 
all'intimazione di abbandonare le loro case precarie e averi di prima 
necessit&agrave;». «In questo quadro di mancanza assoluta di governo dei problemi 
emergenziali della citt&agrave; - spiega Pagani - il Comune dichiara di voler procedere 
anche allo smantellamento dei campi comunali abitati dai rom italiani. Nel 
frattempo, i milioni di euro messi a disposizione dal Governo per risolvere la 
questione abitativa dei rom nelle citt&agrave; non trovano alcun utilizzo, per mancanza 
di idee e volont&agrave; di aiutare le famiglie rom ad uscire da una delle condizioni 
sociali pi&ugrave; gravi d'Europa» Infine ecco l'appello di Maurizio Pagani: «Per 
l'ennesima volta chiediamo la sospensione di qualsiasi intervento di 
allontanamento di persone senza la possibilit&agrave; di una ricollocazione temporanea 
sicura».</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3694]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3694</guid>
	<dc:date>2010-03-13T08:56:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Domani a Milano]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Marta Pistocchi</i></p>
<p><img src="http://profile.ak.fbcdn.net/object2/1634/114/n10150114689890623_4982.jpg" border="0" alt=""> sabato 13 marzo al
<a target="_blank" href="http://maps.google.it/maps?client=opera&rls=it&sourceid=opera&oe=utf-8&um=1&ie=UTF-8&q=leoncavallo&fb=1&gl=it&hq=leoncavallo&hnear=Milano&cid=0,0,3095905127270093022&ei=STuaS9nwNs3z_Abh16HkAQ&sa=X&oi=local_result&ct=image&resnum=1&ved=0CAcQnwIwAA">
LEONCAVALLO</a><br>
<b>&quot;LA MAFIA NON ESISTE&quot;<br>
</b><i>Fausto e Iaio son morti di vecchiaia</i></p>
<p>Dalle 21.30 dibattito pubblico con:<br>
- Francesco Forgione, gi&agrave; Presidente della Commissione antimafia e autore del 
libro &quot;Mafia Export&quot;<br>
- Mario Portanova, giornalista<br>
- Avv. Ilaria Ramoni, Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie di 
Milano e provincia<br>
- Mario Agostinelli, Consigliere regionale Lombardia<br>
- Alberto Ibba, direttore editoriale della collana Verdenero di Ed. Ambiente<br>
<br>
Dalle 23.00 concerto:<br>
<b>PARTO DELLE NUVOLE PESANTI E MUZIKANTI <br>
</b>(<a target="_blank" href="http://www.myspace.com/imuzikanti">www.myspace.com/imuzikanti</a>)<br>
<br>
Nel corso della serata sar&agrave; possibile acquistare i prodotti della Cooperativa 
&quot;Lavoro e Non Solo&quot;, cooperativa sociale di Corleone che lavora sui terreni 
confiscati .<br>
Ingresso a sottoscrizione libera</p>
<p><i>L'appuntamento su
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=10150114689890623&ref=mf">
Facebook</a></i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3698]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3698</guid>
	<dc:date>2010-03-12T14:07:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Espulsa da Varese la rappresentante dei Rom]]></title>
	<description><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.centomovimenti.com/2010/marzo/09_sb.htm"><img src="http://www.resistere.it/images/2005/gennaio/logo9.bmp" border="0" alt=""></a></p>
<p>Lo scorso undici Febbraio due agenti di Polizia dipendenti dalla questura di 
Varese, citt&agrave; d’origine dell’attuale Ministro degli Interni leghista Bobo 
Maroni, sono entrati in un fast- food di un centro commerciale cittadino e 
l’hanno sorpresa mentre stava pranzando. Dopo averne controllato i documenti 
l’hanno invitata a seguirli in questura ove le &egrave; stato notificato il foglio di 
via dal capoluogo dell’Insubria in quanto persona pericolosa socialmente. Lucica 
Tudor comunque ha immediatamente presentato alla locale Prefettura ricorso 
contro quella che afferma essere una misura di polizia dettata solamente dal 
viscerale odio che gli italiani provano quotidianamente verso la sua gente, i 
Rom. “ Vorrebbero che scomparissimo dalla loro terra ma siccome in buona parte 
siamo cittadini romeni, cio&egrave; comunitari, devono accettare la nostra presenza 
accanto a loro, a certe condizioni, e ci&ograve; li manda in bestia” sottolinea la 
Tudor. Lucica non &egrave; per&ograve; una romena, per giunta di razza zingara, qualunque:&egrave; la 
leader imperatrice dell’Alleanza per l’Unit&agrave; dei Rom. E’ la rappresentante dei 
Rom romeni in tutt’Europa ed in questo ruolo &egrave; stata eletta nel 2003 con la 
benedizione di un Vescovo ortodosso. Sino ad allora, a far data dal 1992, era 
stata un’artista di successo ma un incidente la costrinse all’inabilit&agrave; ed 
ancora oggi appare offesa ad una gamba.” Vorrei unire tutta la Nazione Rom, che 
non coincide con quella romena, e lavorare con i ventisette governi dell’Unione 
europea per il bene del mio popolo che, bisogna sempre rammentarlo, &egrave; nato e 
vive in buona parte entro i confini dell’Unione Europea. Purtroppo il governo 
italiano, ed oserei dire un po’ tutta l’opinione pubblica del vostro paese, &egrave; 
sorda a queste nostre istanze” si lamenta Lucica la quale gi&agrave; ha depositato 
presso la Prefettura della citt&agrave; del Ministro Maroni il proprio ricorso contro 
il provvedimento di polizia che ritiene ingiusto e lesivo dei suoi diritti 
fondamentali. Lucica infatti non vive ne di accattonaggio ne di espedienti ma 
dei proventi di un lavoro onesto seppur umile: &egrave; infatti una colf di una signora 
italiana. E’ dunque in grado di dimostrare di potersi sostenere in Italia con 
proventi legali ma tutto questo non &egrave; bastato ad evitarle l’espulsione dai 
confini comunali di Varese. Da qualche anno Lucica collabora con l’Associazione 
“ Rom per la Legalit&agrave;” vicina ai City Angel di Milano. La sua nazionalit&agrave; per&ograve; 
l’ha portata ad essere considerata persona indesiderata cosiccome indesiderati 
sono quei tanti bambini rom che, esaudendo un desiderio del Ministro Maroni in 
persona e dalla sua collega bresciana Mariastella Gelmini, nello scorso autunno 
si sono iscritti con speranza alle scuole elementari del capoluogo lombardo 
salvo poi essere messi nell’impossibilit&agrave; fisica di frequentarle grazie ai 
continui sgomberi di campi zingari nell’hinterland meneghino voluti dal Sindaco 
Moratti. A nulla in proposito sono valse le proteste della Curia ambrosiana e 
del suo Pastore, il Cardinale Tettamanzi.</p>
<p><i>Sergio Bagnoli</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3686]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3686</guid>
	<dc:date>2010-03-12T09:51:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nomadi, al via selezioni 105 tirocini decoro urbano pagati da Comune]]></title>
	<description><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio-news/roma-13:13/27687">
<img src="http://roma.repubblica.it/images/reproma/logo.gif" border="0" alt="" width="294" height="39"></a></p>
<p>Sono iniziate questa mattina, negli insediamenti di via Candoni e via di 
Salone, le preselezioni tra i residenti di cinque campi nomadi autorizzati della 
capitale per svolgere dei tirocini formativi nel settore del decoro urbano. 
Attualmente sono 105 i posti a disposizione dei rom della capitale, 80 nelle 
cooperative che operano alle dipendenze del Servizio Giardini nel decoro urbano 
e 25 all'Ama nei servizi di recupero di materiali ed elettrodomestici 
abbandonati. Quattro mesi di apprendistato, retribuito 450 euro al mese grazie 
ad uno stanziamento di 500mila euro messo a disposizione dal Comune di Roma, 
potrebbero aprire ai nomadi selezionati le porte del mondo del lavoro. 
L'iniziativa fa parte del programma Retis, voluto dall'assessorato alle 
Politiche sociali del Comune di Roma per favorire l'integrazione sociale dei rom 
attraverso il lavoro. La prossima settimana le preselezioni proseguiranno: 
luned&igrave; al Roman River, mercoled&igrave; al campo di via dei Gordiani e venerd&igrave; in 
quello di via Pontina. Dopo una prima selezione, che privileger&agrave; i pi&ugrave; giovani e 
coloro che hanno gi&agrave; svolto esperienze lavorative, i rom svolgeranno dei 
colloqui individuali per delineare assieme ad un tutor un profilo personale che 
evidenzi le proprie competenze. (omniroma.it)</p>
<p><i>(11 marzo 2010 ore 13:13)</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3693]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3693</guid>
	<dc:date>2010-03-12T09:49:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[8 marzo 2009: il maestro Jovica Jovic è un uomo libero]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Ivana</i></p>
<p><object width="299" height="248"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/a_rj6KRdP1A&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/a_rj6KRdP1A&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="299" height="248"></embed></object> <i>
<a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=a_rj6KRdP1A">link</a> 
per chi legge da Facebook</i></p>
<p>su youtube o anche sui siti del Corriere e di Repubblica, trovate molto 
materiale. Qua si riassume in poco pi&ugrave; di due minuti una lunga e intensa 
mattinata</p>
<p align="right"><i>E visto che in Mahalla non ci facciamo mancare niente:</i></p>
<p><b>Jovica riconoscimento ad un artista<br>
</b><br>
Non conosco quali pensieri abbiano ispirato il Ministro Maroni allorquando ha 
deciso di accogliere la richiesta del musicista Jovic Jovica, e di moltissimi 
amici e artisti che l’hanno sostenuta, di annullamento di un’espulsione 
comminata mentre era in corso di rilascio un permesso di soggiorno per meriti 
artistici.<br>
Mi piace per&ograve; pensare o forse sperare, che questo gesto cos&igrave; imprevedibile e 
sorprendente, riveli una passione per la musica, che accomuna, anzich&eacute; dividere, 
al di l&agrave; delle sovrastrutture ipocrite del pensiero contemporaneo e dei 
pregiudizi da cui &egrave; pesantemente condizionato.<br>
Conosco Jovica da molto tempo, anni ormai, che abbiamo spesso percorso insieme 
tra molte difficolt&agrave; e poche speranze.<br>
Di s&eacute; stesso, della sua musica, ama spesso ripetere: “Da che sono nato nella mia 
vita c'&egrave; musica. Il mio bisnonno era violinista. E' morto a 106 anni, sdraiato 
sul letto, con la testa appoggiata al muro e il violino in mano, mentre suonava. 
L'abbiamo trovato cos&igrave; e abbiamo fatto fatica a separarlo dal violino, perch&eacute; le 
sue dita erano rigide. Non riesco a pensare a una morte pi&ugrave; dolce”. <br>
<br>
Tempo fa ebbi la fortuna di visitare la “Kafana” (Taverna) che gestiva in 
giovent&ugrave; a Pozarevac, 40 km. da Belgrado, prima della guerra.<br>
Un luogo in cui il tempo &egrave; rimasto immobile, avvolto nelle reti di ragnatele che 
trattengono i ricordi, quelli belli e quelli brutti.<br>
Un’amica comune, un giorno, and&ograve; alla ricerca nella sonnolente campagna serba 
della sua amatissima fisarmonica cromata, la stessa che oggi lo accompagna su 
tutti i palcoscenici.<br>
Tre anni fa, insieme alla sua famiglia, ottenne una piazzuola nel campo comunale 
di via Sesia, a Rho.<br>
Neanche questo fu facile o scontato, mentre oggi i nuovi amministratori locali 
quel campo lo vorrebbero chiudere, ricacciando tutti per strada.<br>
Nell’esaltazione del momento qualcuno ha forse azzardato accostamenti un po’ 
eccessivi…lontani dal carattere umile e gentile di Jovica, paragonandolo al 
jazzista Django Reinhardt..<br>
Io mi limito a pensare che una comunit&agrave;, come quella rhodense, che si rivela 
cos&igrave; incapace di entusiasmarsi per la ricchezza culturale che la circonda, 
dimostri solo quanto sia destinata a rimanere l’ombra di s&eacute; stessa, vittima di 
insignificanti “ombre” politiche che la amministrano attraverso le istituzioni 
locali, come le ragnatele che avvolgono la lontana “Kafana” di Jovica…<br>
<br>
<i>Maurizio Pagani</i><br>
Presidente Opera Nomadi Milano</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3684]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3684</guid>
	<dc:date>2010-03-12T09:18:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Cassazione: clandestini vanno espulsi anche se i figli minorenni vanno a scuola]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Cristina Seynabou Sebastiani e Stefania Ragusa</i></p>
<p>
<a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_11/cassazione-clandestini-figli-minori-scuola_c4b513b4-2d14-11df-a00c-00144f02aabe.shtml">
Corriere della Sera</a> Cronache</p>
<p>il nuovo orientamento smentisce una recente sentenza<br>
<i>L'esigenza di garantire la tutela delle frontiere prevale sulle esigenze di 
tutela del diritto allo studio dei bambini<br>
</i><br>
<b>MILANO</b> - Marcia indietro della Cassazione sugli immigrati: i clandestini 
con figli minori che studiano in Italia non possono chiedere di restare nel 
nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma 
«sentimentale» e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Secondo il nuovo 
orientamento della Suprema corte, che smentisce una propria recente sentenza, 
l'esigenza di garantire la tutela alla legalit&agrave; delle frontiere prevale sulle 
esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori.<br>
<br>
<b>LE MOTIVAZIONI</b> - Con la sentenza n. 5856 la Cassazione ha respinto il 
ricorso di un albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due 
figli minori, residente a Busto Arsizio (Varese): chiedeva di poter restare in 
Italia in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che 
sarebbe stato alterato dall'allontanamento del pap&agrave;. I supremi giudici hanno 
risposto che &egrave; consentito ai clandestini la permanenza in Italia per un periodo 
di tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo 
psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza». Queste 
situazioni d'emergenza, per&ograve;, non sono quelle che hanno una «tendenziale 
stabilit&agrave;» come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale 
processo educativo formativo che sono situazioni di «essenziale normalit&agrave;». Se 
cos&igrave; non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentono la permanenza per 
motivi d'emergenza anche a chi &egrave; clandestino finirebbero con il «legittimare 
l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia». Con questa 
pronuncia i supremi giudici superano la precedente decisione della stessa 
Cassazione che aveva dato il via libera alla permanenza di un pap&agrave; clandestino, 
definendola «riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze 
del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto 
normativo» della legge sull'immigrazione.<br>
<br>
<b>PD: ERRORE GRAVE</b> - Il verdetto ha sollevato diverse critiche nelle file 
dell'opposizione. I deputati del Pd Jean-Leonard Touadi e Guido Melis scrivono: 
«La scuola &egrave; un grande fattore di integrazione, che molto bene pu&ograve; operare nel 
riassorbire i problemi legati all'irregolarit&agrave;, avviando un percorso di nuova 
cittadinanza. È un errore gravissimo far prevalere invece le ragioni del 
respingimento condannando anche i figli insieme con i padri». Antonio Borghesi (Idv): 
«Questa sentenza &egrave; frutto delle leggi razziste e inutilmente crudeli del governo 
Berlusconi». Per Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della 
Sinistra, «la marcia indietro della Cassazione corrisponde a una sentenza 
inumana, aberrante e indegna di un Paese civile». Il Pdci con Maurizio Musolino 
parla di «sentenza che lascia sbigottiti, un ulteriore passo verso la barbarie»; 
i Verdi con Cristina Morelli di «sentenza che lascia senza parole, somiglia 
molto a quella in cui i giudici della Cassazione stabilirono che non poteva 
esserci stupro se la vittima indossava i jeans». Savino Pezzotta, candidato 
dell'Udc alle regionali in Lombardia, parla di «un'esagerazione»: «Cos&igrave; non si 
fa altro che creare tensione».<br>
<br>
<b>UNICEF: CAOS</b> - Dal mondo delle associazioni, la Caritas ritiene che la 
sentenza non rappresenti «un pericolo»: «La Cassazione verifica caso per caso - 
afferma il responsabile immigrazione Olivero Forti -. Penso quindi che in questo 
specifico caso, abbia verificato che non veniva pregiudicato lo sviluppo 
psicofisico del minore. Non ho elementi per dire che con questa sentenza viene 
meno il principio del sano sviluppo del minore rispetto alla posizione 
irregolare del genitore». Per l'Unicef aumenta lo stato di caos che esiste in 
materia: «Il legislatore dovrebbe mettere un po' di ordine. Questa sentenza crea 
un ulteriore problema» dice Roberto Salvan, direttore di Unicef Italia. Per 
Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes, «con questa sentenza si fa un 
vistoso passo indietro nel senso civile della nostra nazione e nella coerenza 
fra politica interna e rispetto delle convenzioni internazionali sulla tutela 
dei minori, di cui l'Italia &egrave; firmataria».<br>
<br>
<i>Redazione online - 11 marzo 2010</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3692]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3692</guid>
	<dc:date>2010-03-11T17:31:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Report da Tor de Cenci 10 marzo 2010]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Scrive Gaia Moretti</i></p>
<p>Oggi alle ore 12.30 i portavoce rom di Tor de Cenci sono stati convocati in V 
dip. Dal Dir. Scozzafava, Com. VVUU Di Maggio, Lattarulo e altri della segr. 
della Belviso.<br>
<br>
I rom avevano con loro le firme di tutti gli abitanti del campo che chiedevano 
di non essere trasferiti n&eacute; a C. Romano n&eacute; alla Barbuta, ma di rimanere a Tor de 
Cenci con la richiesta di riqualificazione dell’esistente, e le hanno consegnate 
ma sono state rifiutate dagli astanti.<br>
<br>
Le personalit&agrave; istituzionali che stanno provando a predisporre il piano di 
trasferimento hanno dichiarato:</p>
<ul>
	<li>il campo si deve chiudere. Voi portavoce dovete convincere i “vostri” a 
	tutti i costi.</li>
</ul>
<p>Intanto faremo lavorare la vostra coop. e la vostra associazione alla 
gestione di Tor de Cenci finch&egrave; non lo chiudiamo. (?)<br>
<br>
Luned&igrave; 15 inizieranno le operazioni di foto segnalamento della Polizia. 
Ritornate Venerd&igrave; 19 con le firme di chi vuole essere assistito, con cifra da 
concordare, per il rimpatrio . (?)<br>
<br>
I rom, allibiti, hanno chiesto spiegazioni e si son sentiti rispondere:</p>
<ul>
	<li>in XII municipio ci devono essere massimo 600 rom, che per 10 municipi 
	fa 6000 rom che &egrave; il numero massimo che la giunta ALEMANNO ha deciso di 
	“accogliere” nella Roma Capitale.</li>
</ul>
<p>I rom hanno chiesto di spostare quelli di C. Romano a Tor de Cenci, ma la 
risposta &egrave; stata che il campo di Tor de Cenci &egrave; troppo vicino ai cittadini di 
TdC e Spinaceto.(?)<br>
<br>
Ritornati al campo i rom hanno chiesto aiuto, vogliono la presenza delle 
associazioni, dei giornalisti e soprattutto di AVVOCATI che li garantiscano da 
eventuali “procedure” sommarie.<br>
<br>
Ora permettetemi una riflessione personale:<br>
<br>
alla faccia della “trattativa”, prima fuori gli italiani, perch&eacute; “vogliamo 
trattare solo con i rom”, poi “faremo solo passi concordati con i portavoce”, e 
ora dichiarazioni di guerra con modalit&agrave; che dovrebbero far rabbrividire tutti:</p>
<blockquote>
	<p>max 6000 rom suddivisi in 600 per i municipi limitrofi alla provincia, 
	lontani dai centri abitati<br>
	<br>
	e infine video sorvegliati H24, senza contare false promesse e carte false e 
	intanto fotosegnalamento a tutti cittadini italiani rom compresi.</p>
</blockquote>
<p>Io allerterei Famiglia Cristiana , la Comunit&agrave; Ebraica (Magiar o Pacifici), 
il Vaticano e qualche intellettuale di peso che s’incazzi, se avete idee e 
contributi son bene accetti.</p><p><i>Davide Zaccheo e Paolo Perrini</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3691]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3691</guid>
	<dc:date>2010-03-11T09:43:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Immigrazione, Milano lancia il vino Rom  per sostenere i bimbi nomadi sgomberati]]></title>
	<description><![CDATA[<p>
<img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/rep-milano/2010/03/10/jpg_1883960.jpg" border="0" alt="" width="233" height="297">
<a target="_blank" href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/immigrazione-milano-lancia-il-vino-rom-per-sostenere-i-bimbi-nomadi-sgomberati/1883959">
Repubblica Milano</a></p>
<p>Un vino Rom - Rosso di origine migrante - per sostenere progetti di 
integrazione dei bimbi nomadi di Milano, sgomberati dal campo di via Rubattino 
lo scorso settembre. L'idea di vendere bottiglie di Merlot e Sangiovese 2007 - 
prodotte in una unica partita di poche migliaia di esemplari dalla cooperativa 
Eughenia - &egrave; venuta alle mamme e alle maestre del quartiere Feltre e Lambrate a 
Milano. In questo modo, grazie all'iniziative di mamme e maestre, si potr&agrave; 
continuare a a sostenere l'integrazione delle famiglie rom che da due anni 
mandano i loro bambini nelle scuole elementari della zona.<br>
<br>
Sostenuto dalla Comunit&agrave; di Sant'Egidio e Naga - si legge in una nota - il 
progetto prevede borse di studio per i piccoli e l'inserimento lavorativo delle 
famiglie che in Romania lavoravano la terra nelle cascine e nelle aziende 
agricole situate nell'hinterland. I vini Rom sono in vendita unicamente allo 
stand di InterGAS Milano di Fa' la cosa Giusta!, fiera nazionale del consumo 
critico e degli stili di vita sostenibili, in programma alla Fiera di Milano dal 
12 al 14 di marzo prossimi. </p>
<p><i>(10 marzo 2010)</i></p>
<hr>
<p align="right">Ricevo inoltre</p>
<p><i>Cari amici e conoscenti che state seguendo la vicenda dei bimbi rom di 
Rubattino, della battaglia delle loro maestre e di noi tutti che li vogliamo 
veder andare a scuola come e con i nostri bambini,ho il piacere di inviarvi, di 
seguito sotto nella mail, le etichette del vino ROM, Rosso di Origine Migrante, 
che venderemo alla fiera “Fa’ la cosa giusta”, 12-14 marzo, presso lo stand di 
Intergas (che raggruppa tutti i Gruppi di Acquisto Solidale milanesi) per 
finanziare borse di studio e di lavoro per loro e per i loro fratelli pi&ugrave; 
grandi, ma anche per i loro genitori.<br>
<br>
Chi non potesse sostenere il progetto con l’acquisto diretto di questo vino lo 
potr&agrave; presto fare sottoscrivendo quote per le borse studio e lavoro che stiamo 
istituendo con la Comuit&agrave; di Sant’Egidio.<br>
<br>
Ma l’importantissimo sostegno che, come genitori e maestre delle scuole di 
Lambrate, vi chiediamo &egrave; la segnalazione di possibilit&agrave; di stage di lavoro, da 
retribuirsi con le nostre borse, anche di breve periodo, presso cascine, 
officine meccaniche, imprese edili ecc.; inoltre cerchiamo segnalazioni per case 
in affitto, anche modeste o da ristrutturare, presso cascine, in aree 
peri-urbane, che possano essere economicamente accessibili a queste famiglie.<br>
<br>
Il progetto abitativo e quello lavorativo hanno come garanti, anche 
finanziariamente, Segnavia- padri somaschi e la Comunit&agrave; di S. Egidio, che 
affiancano da anni le famiglie rom nel loro percorso di integrazione.<br>
<br>
Molti capifamiglia hanno al momento gi&agrave; contratti di lavoro ed esperienze 
lavorative precedenti. Ma precariet&agrave; dei loro lavori sommata alla loro estrema 
indigenza ed alla loro persecuzione tramite gli sgomberi continui li tiene 
oppressi e senza uscita dalla loro condizione.<br>
<br>
Allego anche una significativa cronologia dell’esperienza di Rubattino scritta 
da alcune maestre.<br>
<br>
Alla vostra salute con un bel bicchiere di Rosso di Origine Migrante!<br>
<br>
assunta vincenti<br>
<br>
</i><b>INTORNO A RUBATTINO: STORIA DI UN’INTEGRAZIONE POSSIBILE<br>
</b><br>
Da quasi due anni le scuole elementari della zona Lambrate, a Milano, sono 
coinvolte in un percorso di integrazione scolastica dei bambini rom. Intorno a 
questa realt&agrave; si &egrave; costituita una rete fatta di volontari, cittadini, 
associazioni del territorio, insegnanti, genitori, parrocchie, a sostegno di un 
processo di integrazione che cerca di tenete conto di tanti aspetti della vita: 
socialit&agrave;, lavoro, casa, scuola anche per ragazzi e adulti, aiuto concreto nei 
momenti pi&ugrave; drammatici. Questo lavoro viene continuamente interrotto e reso 
difficile dagli sgomberi, che per&ograve; paradossalmente hanno rinsaldato le relazioni 
tra le persone italiane e rom. Ora queste a queste famiglie vogliamo bene, le 
stimiamo, soffriamo con loro per le ingiustizie subite.<br>
<br>
Possiamo forse lasciarli soli? <br>
<br>
<b>Giugno 2008:</b><br>
<br>
Le maestre vengono a sapere che dopo l’estate arriveranno 9 scolari rom.<br>
<br>
“Ragazze, ricordiamoci di tenere stretta la borsetta!” &egrave; il commento di 
qualcuna, iniziano contatti preoccupati tra alcuni genitori decisi a opporsi; 
tutti gli altri tacciono e lasciano fare. <br>
<br>
<b>Settembre 2008</b><br>
<br>
Preparandosi ad accoglierli, qualche maestra immagina bambini con comportamenti 
problematici, poco abituati alle regole.<br>
<br>
Arrivano invece bambini educatissimi, che tengono gli occhi bassi e non dicono 
una parola, disciplinati, ubbidienti. All’inizio cercano sicurezza cercando di 
fare gruppo tra di loro durante gli intervalli.<br>
<br>
Capiamo che il lavoro non comincer&agrave; dai quaderni, ma dal restituire ai bambini 
rom la dignit&agrave; di tutti i bambini.<br>
<br>
I volontari della Comunit&agrave; di S. Egidio e dei Padri Somaschi, che seguono 
quotidianamente la comunit&agrave; rom, con pazienza ci aiutano a capire un mondo che 
non pu&ograve; essere guardato solo con i nostri occhi.<br>
<br>
Fuori da scuola genitori italiani e genitori rom iniziano a conoscersi <br>
<br>
<i><b>Un anno di lavoro</b></i><br>
<br>
L’inizio &egrave; stato duro per molte maestre e per loro.<br>
<br>
Loro parlano il romanes, noi l’italiano.<br>
<br>
Per noi &egrave; normale avere degli orari scanditi, l’acqua e il bagno (scopriremo che 
i bambini rom, che non ce l’hanno ci vanno spessissimo e si lavano, si 
pettinano, si profumano), del materiale di cui avere cura….<br>
<br>
Loro in silenzio si adattano a tutto, ma chiss&agrave; che fatica &egrave; per loro il nostro 
“dare per scontato”!<br>
<br>
Per molti di loro &egrave; la prima occasione per stare con bambini non rom: un mondo 
sconosciuto. Per molti di noi i loro genitori sono i primi rom guardati senza 
paura. Un po’ alla volta ci si scopre uguali; le differenze ci sono, ma come &egrave; 
normale che accada quando le provenienze sono diverse.<br>
<br>
Il primo periodo &egrave; per conoscersi e imparare a comunicare: vita quotidiana e 
gioco sono la strada migliore da seguire. <br>
<br>
<i><b>SETTEMBRE 2009</b></i> <br>
<br>
Gli alunni rom nelle nostre scuole sono diventati 26, altri 10 frequentano altre 
scuole elementari o medie della zona.<br>
<br>
Le relazioni tra italiani e rom si intensificano: le maestre vengono invitate a 
una festa di battesimo al campo, i bambini rom vanno alle feste di compleanno 
dei compagni, fanno delle merende insieme, i genitori scambiano qualche parola 
tra loro, in una classe gli scolari usano i loro risparmi per regalare alla 
compagna rom l’astuccio delle Winks che le piace tanto…<br>
<br>
Nella scuola di Via Pini viene aperto una sportello settimanale di ascolto e 
consulenza curato dai Padri Somaschi, rivolto a insegnanti e genitori.<br>
<br>
In un anno abbiamo imparato tanto e abbiamo accumulato tante belle storie.<br>
<br>
All’inizio della scuola arriva come una doccia fredda l’annuncio dell’imminente 
sgombero del campo, dove ormai vivono 300 persone rifugiatesi l&igrave; in seguito agli 
sgomberi di altri campi.<br>
<br>
Si possono perdere 36 scolari senza batter ciglio? Inizia una battaglia fatta di 
raccolte firme, parte del quartiere si mobilita, sulla stampa il fatto che degli 
italiani agiscano in favore dei rom ha un’eco grandissima e le iniziative a 
sostegno della comunit&agrave; di Rubattino si moltiplicano e raccolgono un numero 
sempre maggiore di sostenitori.<br>
<br>
Si mobilita anche Amnesty International, si cerca un dialogo con le istituzioni.<br>
<br>
All’inizio di novembre una fiaccolata porta la solidariet&agrave; dei cittadini 
italiani fino al campo rom, dove avvengono incontri commuoventi: solitamente le 
torce arrivavano ai campi per dare fuoco alle baracche, qui vogliono solo 
illuminare facce di persone che per la prima volta si incontrano.<br>
<br>
<i><b>19 novembre 2009</b></i><br>
<br>
Il giorno prima della celebrazione dei 20 anni della Convenzione dei Diritti 
dell’Infanzia il campo di via Rubattino viene sgomberato. <br>
<br>
<i><b>20 novembre 2009</b></i><br>
<br>
Le famiglie si accampano nel capannone semi crollato della Innocenti di fronte 
all’ex campo, in mezzo a macerie e topi.<br>
<br>
<i><b>21 novembre,</b></i><br>
<br>
Sgombero da parte della polizia dal capannone, 30 minuti per andarsene. “esodo” 
verso la chiesa di S.Ignazio. L’arcivescovo e la chiesa Milanese intervengono.<br>
<br>
Donne e bambini trovano rifugio temporaneo in vari centri di accoglienza. Dopo 
tornano alla baracchine, dispersi in tante zone della citt&agrave; e nell’hinterland. 
Li seguiamo come possiamo, senza mai perderli di vista.<br>
<br>
De Corato annulla la festa organizzata per celebrare lo sgombero.<br>
<br>
Nonostante tutto una dozzina di bambini continua a frequentare le scuole <br>
<br>
<i><b>Gennaio 2010</b></i><br>
<br>
molte famiglie si rifugiano al campo di Redecesio dopo aver subito numerosi 
altri sgomberi (Corsico, Bovisa, Bovisasca, Chiaravalle) <br>
<br>
Inutili gli appelli dell’Arcivescovo Tettamanzi che in occasione della festa di 
S.Ambrogio in chiesa si rivolge agli amministratori chiedendo di non vanificare 
quello che i rom stanno costruendo insieme ai volontari, della Caritas che 
chiede inutilmente al Sindaco una moratoria degli sgomberi almeno nel periodo di 
grande freddo. <br>
<br>
<i><b>16 febbraio 2010</b></i><br>
<br>
Sgombero di Redecesio. Sono sempre le stesse famiglie. L’accanimento porta a 
intervenire su queste persone altre 5 volte nella stessa giornata. Siamo accanto 
a loro, salviamo materassi, coperte, pentole, vestiti. Li ospitiamo nelle nostre 
case.<br>
<br>
In seguito troveranno rifugio in un edificio messo a disposizione da un comune 
vicino.<br>
<br>
<i><b>Adesso</b></i><br>
<br>
In questi mesi abbiamo imparato a conoscerci e a capire.<br>
<br>
I bambini vengono a scuola con assiduit&agrave;, nei momenti di grande difficolt&agrave; 
andiamo a prenderli nei posti in cui sono dispersi, le famiglie contano su di 
noi e noi ci troviamo a svolgere il compito che dovrebbe essere della protezione 
civile.<br>
<br>
A renderci diversi dalla protezione civile &egrave; il fatto che ora noi a queste 
famiglie teniamo, che ci vogliamo bene, che siamo indignati nel vedere le 
ingiustizie che sono costretti a subire.<br>
<br>
Molti gruppi, scuole, parrocchie, ci chiedono di raccontare.<br>
<br>
Molti ci offrono disponibilit&agrave; a collaborare. Arrivano proposte che mai avremmo 
pensato. Forse Milano ha ancora voglia di solidariet&agrave;, di una legalit&agrave; che non 
sia a senso unico, di legami e di giustizia.<i><br>
&nbsp;</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3685]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3685</guid>
	<dc:date>2010-03-11T09:36:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Slovacchia]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Alessandra Meloni</i></p>
<p><img src="http://www.amnesty.it/flex/images/5/b/f/D.57f77a94d1e2a3b868a9/bambini_rom_slovacchia.jpg" border="0" alt=""> <i>Bambini rom con la loro insegnante, in una scuola elementare speciale a 
Pavlovce nad Uhom, Slovacchia, marzo 2008. &copy;
<a target="_blank" href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3174">
Amnesty International</a></i><a target="_blank" href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3174">
</a><br>
<br>
(9 marzo 2010) Amnesty International ha denunciato che la realizzazione di 
collegi per bambini e bambine rom e &quot;il distacco graduale dal loro attuale stile 
di vita negli insediamenti&quot; sono provvedimenti discriminatori e rappresentano un 
evidente attacco al modo di vivere dei rom. <br>
<br>
Secondo quanto dichiarato l'8 marzo dal primo ministro slovacco Robert Fico, il 
governo proporr&agrave; un piano per cui i bambini e le bambine rom saranno prelevati 
dagli insediamenti e messi in collegi.<br>
<br>
<i>&quot;L'idea che i bambini rom debbano essere sottratti alle loro famiglie e messi 
in collegi, quando potrebbero ricevere un'istruzione in scuole normali vicine 
alle loro case, va chiaramente contro il miglior interesse del bambino&quot;</i> - ha 
dichiarato Halya Gowan, direttrice del Programma Europa e Asia Centrale di 
Amnesty International. <br>
<br>
Il fatto che alcune famiglie rom, come altre non rom in Slovacchia, vivano in 
insediamenti e abbiano difficolt&agrave; nel portare avanti l'istruzione dei bambini a 
causa di povert&agrave;, barriere linguistiche e altri fattori, mette in evidenza la 
necessit&agrave; che il governo garantisca supporto e assistenza a tutti per superare 
queste barriere. <br>
<br>
Amnesty International gi&agrave; in precedenza aveva espresso grave preoccupazione per 
la discriminazione e segregazione dei bambini rom nelle scuole slovacche, 
compreso il loro inserimento in scuole speciali e in classi per alunni con 
&quot;disabilit&agrave; mentali&quot;. <br>
<br>
L'organizzazione per i diritti umani chiede al governo slovacco di affrontare il 
punto centrale del problema, vale a dire la persistente discriminazione dei 
bambini rom nell'accesso all'istruzione, che deve essere superata attraverso una 
riforma del sistema educativo che assicuri realmente l'istruzione di tutti i 
bambini. Il governo deve fornire adeguato sostegno alle famiglie e agli alunni 
che ne hanno bisogno, in modo che possano effettivamente partecipare e 
sviluppare il loro massimo potenziale all'interno del sistema elementare 
principale.<br>
<br>
<a target="_blank" href="http://www.amnesty.org/en/for-media/press-releases/slovakia-plans-remove-romani-children-their-families-2010-03-08">Maggiori informazioni sono disponibili online</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3683]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3683</guid>
	<dc:date>2010-03-11T09:05:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A proposito del bell’esempio di questi giorni…]]></title>
	<description><![CDATA[<p>
<img src="http://www.agoravox.it/local/cache-vignettes/L300xH225/arton13688-4dc27.png" border="0" alt="">
<a target="_blank" href="http://www.agoravox.it/A-proposito-del-bell-esempio-di.html">
Agor&agrave;Vox</a></p>
<p><i>Mettetevi nei panni di chi educa: alla puntualit&agrave;. In aula non si entra in 
ritardo. A Savona i ragazzi che accumulano troppi ritardi sono indirizzati a 
lavori socialmente utili per capire che il rispetto dell’orario &egrave; importante. 
Intanto si dice che essere in orario vale per tutti, ma non per i politici di 
Lazio e Lombardia. Lo dice il governo, cio&egrave; quello che dovrebbe essere l’esempio 
civile pi&ugrave; alto da seguire.</i></p>
<p>Mettetevi nei panni di chi educa: si invita allo studio, alla fatica 
dell’attenzione, alla gioia della conoscenza.<br>
<br>
Poi si vedono e si sentono politici che non sanno nulla di storia, che a mala 
pena sanno scrivere, che non sanno formulare un pensiero logico e non sanno 
niente della Costituzione italiana.<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa: si dice “non drogatevi, non fumate, non 
bevete, vi rovinate la vita”.<br>
<br>
E poi ci sono politici che si <b>sottopongono ai test e risultano positivi alla di 
cocaina</b>. Per&ograve; se un ragazzo come ad esempio Stefano Cucchi viene sorpreso con la 
“roba” pu&ograve; morire in carcere, se un parlamentare consuma coca non si pu&ograve; nemmeno 
sapere chi sia.<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa: si afferma “siamo solidali col pi&ugrave; debole, 
commemoriamo il Giorno della Memoria, rispettiamo chi viene da un altro paese, 
accogliamolo, in greco e in latino la parola straniero &egrave; anche ospite, mai 
clandestino”.<br>
<br>
E poi arrivano le leggi xenofobe (in quell’asilo possono andare solo bambini 
cattolici), arrivano i tetti di 30% di alunni stranieri nelle classi, arrivano 
le epurazioni dei Rom coi bambini zingari (sporchi zingari) che non possono 
andare a scuola perch&eacute; continuamente cacciati.<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa: si fanno giornate contro la mafia, si parla di 
onest&agrave; (se non hai fatto i compiti devi dirlo, mica imboscarti), poi i politici 
e i loro conniventi (imprenditori, sottosegretari, amministratori locali ecc.) 
sono servi della criminalit&agrave; organizzata, sono schiavi del denaro, sono proni 
davanti al miraggio di chi sa quale potere, di chi sa quale ricchezza, comunque 
transitoria.<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa e parla di merito e valuta i compiti, le 
interrogazioni e cerca di dare un minimo di cultura, di senso critico. Poi si 
vede che l’igienista dentale del premier entra nel listino della Regione 
Lombardia. Per quali meriti? Forse i denti del premier sono pi&ugrave; importanti dei 
problemi concreti dei precari? La fanciulla &egrave; bella non c’&egrave; che dire e dunque le 
allieve belle perch&eacute; mai dovrebbero studiare? I ricercatori precari sono 
licenziati, le escort, le igieniste ecc. ecc. entrano in politica.<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa e difende la libert&agrave; di parola, di 
informazione, la libert&agrave; della conoscenza.<br>
<br>
Poi <b>si censurano i giornalisti “dissidenti”</b>, i cortigiani prezzolati, invece, si 
censurano da soli, le voci discordi sono infangate, il pensiero diventa uniforme 
come una grigia cappa di smog sulla testa di tutti (o quasi).<br>
<br>
Mettetevi nei panni di chi educa e aiuta i giovani a preparare il futuro loro e 
nostro, di tutti. Mettetevi nei panni di chi cerca di insegnare il rispetto: 
dell’altro, delle regole, della legge, del pi&ugrave; debole, il rispetto di se stessi.<br>
<br>
E poi si guarda intorno e non pu&ograve; fare a meno di chiedersi: quale rispetto di s&eacute; 
avranno mai queste persone che, per interessi personali cos&igrave; piccoli, cos&igrave; a 
breve termine – sono tutti vecchi - distruggono il nostro futuro?<br>
<br>
La scuola (e ogni istituzione educativa compresa la famiglia) sta andando allo 
sfascio, non serve una riforma (di cui non parlo per non deprimermi ancor di 
pi&ugrave;), servono esempi e cultura tanta cultura ormai cos&igrave; fuori moda, soprattutto 
cos&igrave; scomoda.<br>
<br>
Eppure la brace dell’intelligenza non si spegne mai del tutto, questa &egrave; l’unica 
rara e preziosa consolazione di chi cerca di educare a dispetto e contro ogni 
logica, contro mille ostacoli, contro una realt&agrave;, soprattutto politica, 
soprattutto in Italia, soprattutto di questo governo, veramente incapace, 
ignobile, impresentabile.<br>
<br>
<i>“Chi scandalizzer&agrave; uno solo di questi piccoli che credono in me, &egrave; molto meglio 
per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare 
». (Marco, 9)<br>
</i>
<br>
E’ il Vangelo non qualche filosofo anarchico o comunista!</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3682]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3682</guid>
	<dc:date>2010-03-10T09:21:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Bologna: incontro il 19 marzo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>19 marzo 2010 dalle 15.00 alle 18.00<br>
Sala Polivalente Regione Emilia Romagna <a target="_blank" href="http://it.mappe.yahoo.net/tcol/mappe/bologna?cb=y&cx=11.36433&cy=44.50853&dv=Bologna%20(BO),%20Italia&ind=Viale%20Aldo%20Moro,%2050&op=mc&ldv=Bologna%20(BO),%20Italia&lpr=BO&lre=Emilia%20Romagna&lcn=Bologna&ccd=17497&cre=15&lty=C&lcd=17497&isciv=1&z=1">viale Aldo Moro 50</a>, Bologna<br>
<b>I Rom e l'azione pubblica<br>
</b><br>
<i>introduce<br>
</i><b>Luca Degiorgis</b> segretario AIMMF Emilia-Romagna<br>
<br>
<i>intervengono</i><i><br>
</i><b>Giorgio Bezzecchi</b> esperto di processi di mediazione culturale<br>
<b>Maurizio Pagani</b> presidente Opera Nomadi Milano<br>
<br>
<i>conclude<br>
</i><b>Andrea Pinna</b> giurista per i minori, CISMAI Emilia-Romagna<br>
<br>
sono stati richiesti i crediti formativi per avvocati, psicologi e assistenti 
sociali</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3672]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3672</guid>
	<dc:date>2010-03-10T09:01:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fiori di campo, di Carlo Rota]]></title>
	<description><![CDATA[<p><i>18/03/2010 Ora: 20,45 Centro Socio Culturale Coop, viale Italia (lato 
sinistro negozio Coop, MM1 Sesto Marelli), Sesto San Giovanni </i></p>
<p>Costo: gratuito</p>
<p><b>RASSEGNA DI FILM E VIDEO SU LAVORO E TEMI SOCIALI Serata dedicata ai Rom e 
ai Sinti. Fiori di campo, di Carlo Rota, Italia, 1999, 35'.</b></p>
<p>Un viaggio che si &egrave; svolto nell'area emiliana parmense, tra gli zingari di 
casa nostra, cos&igrave; vicini alle nostre citt&agrave;, ma cos&igrave; lontani dal nostro modo di 
vivere. Compagno di viaggio nel documentario &egrave; Santino Spinelli, unico Rom in 
Europa titolare di una cattedra universitaria in Tziganologia, conferitagli 
dall'Ateneo di Trieste nel 2002. I Rom sono un popolo completamente senza voce, 
antico e moderno nello stesso tempo, dalla ricchezza culturale sconosciuta. 
Noialtri, di Silvia Giralucci, Italia, 2008, 17’30’’. Quando il Comune di 
Venezia nel 2008 stava per dare il via ai lavori di costruzione di un villaggio 
per una quarantina di famiglie di Sinti a Mestre, la protesta degli abitanti 
della zona arriv&ograve; a bloccare l’inizio dei lavori. Un racconto in tre tempi che 
delinea la complessit&agrave; di una situazione dove si mescola il clima politico di 
un’Italia sempre pi&ugrave; intollerante, i pregiudizi sempre pi&ugrave; radicati nei 
confronti dei nomadi e la vita quotidiana nei campi Sinti.</p>
<p>
<a target="_blank" href="http://www.sestosg.net/pls/portal30/EVENTI.DYN_EVENTO_1.show?p_arg_names=id&p_arg_values=13940">
http://www.sestosg.net/pls/portal30/EVENTI.DYN_EVENTO_1.show?p_arg_names=id&amp;p_arg_values=13940</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3677]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3677</guid>
	<dc:date>2010-03-10T08:54:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Rom: il Comitato europeo per i diritti sociali conclude che la Francia ha violato il diritto ad alloggi adeguati. Ora è in giudizio l'Italia]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Ricevo da Roberto Malini</i></p>
<p>A seguito di un ricorso dell’ERRC, il Comitato conclude che la Francia ha 
violato la Carta Sociale europea. Analogo ricorso pendente contro l’Italia, 
presentato dal Center on Housing Rights and Evictions (COHRE) in base a 
documenti, prove, testimonianze e fotografie trasmesse al Centro dal Gruppo 
EveryOne, da Viktoria Mohacsi e da altre organizzazioni per i Diritti Umani.<br>
<br>
Strasburgo, 5 marzo 2010. Con una decisione del 19 ottobre 2009, ma resa 
pubblica il 27 febbraio 2010, il Comitato europeo dei diritti sociali ha 
concluso che la Francia ha violato l'art. 31 commi 1 e 2, l'art. 16, l'art. 30, 
l'art. E in collegamento con gli art. 31, 30 e 16, e l'art. 19 c. 4 della Carta 
Sociale europea, non assicurando alle popolazioni nomadi e Rom misure 
sufficienti per soddisfare il loro legittimo diritto ad un alloggio 
adeguato, per contrastare la loro povert&agrave; ed esclusione sociale e 
conseguentemente anche garantire il rispetto della vita familiare.<br>
Il Comitato del Consiglio d'Europa, chiamato a monitorare l'applicazione degli 
obblighi scaturenti dall'adesione degli Stati alla Carta sociale europea, ha 
ritenuto la Francia in violazione dell'art. 31 della Carta relativo al diritto 
all'accesso all'abitazione, in conseguenza di un'insufficiente implementazione 
della legislazione sulla realizzazione di campi sosta. Ugualmente il Comitato ha 
ritenuto insoddisfacenti gli sforzi compiuti dalle autorit&agrave; francesi per venire 
incontro ai bisogni alloggiativi delle popolazioni &quot;nomadi&quot; che desiderano 
adottare uno stile di vita sedentario. Il Comitato ha infatti concluso che gli 
interventi volti a tenere conto degli insediamenti di tali popolazioni nella 
pianificazione urbanistica sono lasciati alla discrezionalit&agrave; delle autorit&agrave; 
locali ed insufficienti risorse vengono investite allo scopo. Ugualmente il 
Comitato ha ritenuto che i provvedimenti di sgombero attuati nei confronti di 
gruppi di nomadi, in particolare quelli adottati con urgenza per motivi di 
ordine, igiene e sicurezza pubblica, hanno determinato una violazione delle 
norme della Carta sociale europea in relazione al loro carattere sproporzionato 
e alla violenza spesso utilizzata.<br>
Secondo il Comitato, inoltre, tali violazioni del diritto all'accesso ad un 
alloggio adeguato si sono determinate perch&eacute; le autorit&agrave; francesi non hanno 
sufficientemente preso in considerazione i bisogni specifici delle popolazioni 
rom e nomadi, tanto di quelle che desiderano continuare a condurre uno stile di 
vita nomade, quanto di quelle che invece sentono l'esigenza di una maggiore 
sedentarizzazione. Con questo, le autorit&agrave; francesi hanno dunque violato il 
principio di eguaglianza sostanziale e di non discriminazione per motivi 
etnico-razziali, di cui all'art. E della Carta sociale europea.<br>
La mancanza di adeguate risorse investite per venire incontro alle specifiche 
esigenze abitative delle popolazioni Rom e nomadi ha dunque determinato per il 
Comitato la violazione da parte della Francia del diritto di tali popolazioni ad 
essere protette dalla povert&agrave; e dall'esclusione sociale.<br>
<br>
Un ricorso analogo &egrave; stato inoltrato dal Centro on Housing Rights and Evictions 
(COHRE ) contro l'Italia ed &egrave; stato dichiarato ammissibile con decisione del 
comitato europeo per i diritti sociali l'8 dicembre 2009. Nel corso dell'anno 
sar&agrave; dunque deciso nel merito.<br>
Tutti i documenti riguardanti il ricorso pendente contro l'Italia (Complaint n. 
58/2009) possono essere consultati sul sito web:
<a href="http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/Complaints_en.asp">
http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/socialcharter/Complaints/Complaints_en.asp</a>&nbsp;
<br>
<br>
European Committee of Social Rights, Decision on the merits, European Roma 
Rights Center v. France, 19 October 2009 (Complaint n. 51/2008)</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3675]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3675</guid>
	<dc:date>2010-03-09T09:37:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Otto marzo : a Torino Napolitano premia le donne rom]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="right"><i>Segnalazione di Maria Grazia Dicati</i></p>
<p>Idea Rom, associazione di promozione sociale costituita alla fine del 2009 da 
donne Rom delle diverse comunit&agrave; presenti a Torino, &egrave; stata premiata oggi dal 
presidente Giorgio Napolitano in occasione della festa della donna. Idea Rom 
vuole favorire l'integrazione e la partecipazione dei Rom (e dei Sinti, dei Kal&eacute;, 
dei gruppi e delle comunit&agrave; viaggianti) nella societ&agrave; italiana ed europea. Tra i 
suoi obiettivi vi &egrave; quello di ottenere il riconoscimento dei Rom come minoranza 
etnica e linguistica, con pieni diritti di cittadinanza e di contrastare i 
pregiudizi e le forme di discriminazione; inoltre vuole promuovere la mediazione 
interculturale e la convivenza civile, favorendo la conoscenza, il dialogo e 
l’incontro tra culture diverse.<br>
<br>
Idea Rom, essendo nata solo da pochi mesi, &egrave; ancora sostanzialmente un 
laboratorio di idee, ma ha gi&agrave; realizzato diverse iniziative, come il progetto 
sperimentale “Piccoli Rom vanno a scuola” per la formazione degli insegnanti e 
la mediazione culturale all’interno della scuola I.C. “Leonardo da Vinci” di 
Torino (con il contributo del comune di Torino). Ha pubblicato un dossier in 
occasione della Giornata della Memoria (gennaio 2010). Ha promosso le attivit&agrave; 
dell’associazione presso istituzioni, organizzazioni del privato sociale e 
organi d’informazione.<br>
<br>
“Ci siamo unite per dire che non siamo tutte criminali”, spiega Vesna Vulatic, 
mediatrice culturale Rom fin dai primi anni Novanta che, con altre dieci giovani 
donne, ha dato vita a Idea Rom. Le iscritte abitano nei campi nomadi o nelle 
case popolari dei quartieri torinesi della Falchera o delle Vallette. Alcune 
lavorano o sono in cerca di lavoro, altre studiano, come Ivana, 19 anni: “Voglio 
iscrivermi a Scienze dell’Educazione per lavorare con i bambini Rom. Io non ho 
mai nascosto le mie origini, fin dalle elementari quando, studiando storia si 
parlava del popolo Rom. Di solito, attraverso la conoscenza personale, il 
pregiudizio scompare. Ma i miei genitori, al lavoro, non lo hanno mai detto. Mio 
padre ha scritto un libro di poesie e uno sulla cultura Rom per bambini, eppure 
deve nascondersi, non pu&ograve; permettersi di perdere quel posto”.<br>
<br>
“La nostra gente non osa parlare della sua origine, soprattutto nei posti di 
lavoro dove magari &egrave; occupata da anni e apprezzata – continua Vesna – . I rom 
sono sempre stati dipinti come sporchi, bugiardi e ladri, cos&igrave; succede che 
persino a scuola i bambini e le loro mamme non dicano qual &egrave; la loro realt&agrave;. 
Spesso non precisiamo la nostra origine. Diciamo “slave”, ma anche slavo non 
piace… Le mie figlie non conoscono il serbo, con i nonni non si capiscono. Dopo 
tanti anni continuiamo a rinnovare il permesso di soggiorno, ma loro sono nate 
qui. Un giorno saranno cittadine italiane. Spero che quel giorno non siano pi&ugrave; 
considerate straniere”.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3681]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3681</guid>
	<dc:date>2010-03-09T09:36:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tra inclusione ed esclusione. Presentazione del libro di Luca Bravi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><i>Gruppo di confronto e ricerca sulle politiche locali per i gruppi zigani 
in Europa <br>
</i><br>
Gioved&igrave; 18 marzo 2010, ore 15.30 <br>
<b>TRA INCLUSIONE ED ESCLUSIONE <br>
</b><i>Una storia sociale dell’educazione dei rom e dei sinti in Italia <br>
</i><br>
<b>Luca Bravi </b>(Universit&agrave; degli Studi di Firenze, autore di Tra inclusione 
ed esclusione, Edizioni Unicopli 2009) <br>
<br>
<i>Discutono: <br>
</i><b>Dimitrios Argiropoulos</b> (Universit&agrave; di Bologna) <br>
<b>Gino Candreva</b> (Redazione di “Zapruder”) <br>
<b>Raffaele Mantegazza</b> (Universit&agrave; di Milano-Bicocca) <br>
<b>Tommaso Vitale</b> (Universit&agrave; di Milano-Bicocca) <br>
<br>
PER APPROFONDIMENTI SUL CONTENUTO DEL SEMINARIO:
<a href="mailto:laura.boschetti@yahoo.it">laura.boschetti@yahoo.it</a>  <br>
<br>
<b>Universit&agrave; di Milano Bicocca,Via Bicocca degli Arcimboldi 8, edificio U7, III 
piano, Aula Pagani <br>
</b><br>
Il seminario &egrave; aperto a studenti, dottorandi, ricercatori, docenti, attivisti, 
cittadini, tutti. In collaborazione con Partecipazione e conflitto. Rivista di 
studi sociali e politici: <br>
<br>
<a target="_blank" href="http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?IDRivista=152">
http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?IDRivista=152</a> </p>
<p><i>L'appuntamento su
<a target="_blank" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=355095582141&ref=mf">
Facebook</a></i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3671]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3671</guid>
	<dc:date>2010-03-09T09:17:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>