>Cont@tti<

>Gli autori<

>Il sondaggio<


\\ Mahalla : VAI : Italia (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 05/02/2010 @ 09:41:43, in Italia, visitato 57 volte)

L'Espresso di Adriano Botta

La multinazionale francese viene accusata di comportamenti razzisti e di discriminazione dei disabili. Dopo un tam-tam in Rete, è costretta a modificare il sito ufficiale in cui invitava i clienti a segnalare eventuali nomadi vicino ai punti vendita. E intanto alle cassiere viene imposto di andare in bagno solo a una volta ogni quattro ore

Ad accorgersene è stato un blogger milanese, che - lo dice lui stesso - «non ci voleva credere». E invece era vero: tra i possibili disservizi che la catena di grandi magazzini Carrefour invitava a segnalare, c'era anche l'eventuale «presenza di nomadi» nei pressi dei loro punti vendita. Il tutto nel sito ufficiale (italiano) dell'azienda francese, presente con più di diecimila negozi in una trentina di paesi (65 ipermercati solo nel nostro Paese).

Il blogger che ha scoperto la vicenda ci ha riso (amaramente) su, suggerendo di aggiungere anche la possibilità di «segnalare l'eventuale presenza di ebrei, di omosessuali, di cinesi, di marocchini, giusto per non lasciare fuori nessuna categoria da discriminare». Ma, ironie a parte, la "tendina razzista" presente nel sito di Carrefour ha rapidamente fatto il giro della Rete, con inevitabili proposte di boicottaggio.

E così - seppur non ripresa da nessun giornale o canale televisivo - la questione dev'essere arrivata sul tavolo di qualche manager italiano, che ha rapidamente impartito l'ordine di far sparire la scritta razzista. E così è stato: dopo meno di 24 ore dalla prima segnalazione in rete, il sito era stato modificato.

Una grande vittoria per i blog, dunque, che con il loro tam-tam hanno costretto una multinazionale a tornare sui suoi passi.? Forse, ma una vittoria solo a metà, perchè Carrefour ha sì cancellato l'opzione razzista, ma zitta zitta, senza dirlo a nessuno. Nessun comunicato di scuse, nessuna ammissione di responsabilità. Il contrario esatto della trasparenza che oggi i consumatori -che sono anche cittadini - chiedono sempre di più a tutte le aziende.

Non è la prima volta che Carrefour impatta nella forza della rete, dopo una pessima figura; qualche tempo fa la madre di un bambino disabile denunciò
sul suo blog le umiliazioni subite dal figlio nel corso di un'animazione dell'azienda. In quell'occasione la Carrefour fu costretta a scusarsi pubblicamente, cosa che questa volta non ha (ancora?) fatto.

La stessa Carrefour è recentemente salita agli onori delle cronache per aver imposto alle proprie cassiere di andare in bagno non più spesso si una volta ogni quattro ore (LEGGI).

Due anni fa la stessa azienda aveva scatenato le proteste dei sindacati per aver sospeso i pulmini di trasporto dei dipendenti disabili nella sede di Paderno Dugnano, ritenendo il servizio «economicamente svantaggioso e non indispensabile».

Nel settembre scorso i grandi magazzini finirono al centro di un altro scandalo perché sui banconi venivano vendute bottiglie di alcolici con le effigi di Hitler.

A completare l'opera, l'azienda ha appena disdetto unilateralmente il contratto integrativo con i suoi dipendenti. Il Tutto mentre l'azienda festeggia in borsa un ottimo risultato di vendite e un aumento dei ricavi (LEGGI).

Insomma, Carrefour incassa ma non sembra curare molto la sua reputazione in termini di responsabilità sociale, pur essendo uno dei gruppi più grandi e potenti del mondo. O forse proprio per questo.
(04 febbraio 2010)

 
Di Fabrizio (del 04/02/2010 @ 08:41:37, in Italia, visitato 59 volte)

Corriere della Sera cronaca di Roma

IL Caso in un locale vicino al campo nomadi della martora
«Due euro per un caffè, se sei rom»
Per tutti gli altri solo 75 centesimi
Conto con sovrapprezzo per una nomade in un bar a Tor Cervara: costa caro così ve ne andate da un'altra parte

Lo scontrino del caffè: due euro (Brogi)

ROMA - Via di Tor Cervara, un bar. Siamo nella periferia est di Roma, tra Tiburtina e Collatina, vicino al Raccordo anulare. Ma anche nei pressi dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e del quartier generale della Guardia di Finanza. Vicino c’è infine un campo nomadi, quello della Martora. In fila alla cassa, per un caffè. Costa 75 centesimi, annuncia la tabella in mostra alle spalle della giovane cassiera italiana. Diamo un euro, in cambio di uno scontrino e di 25 centesimi di resto.

CONTO DIVERSO - Poi tocca a una nomade. Chiede un caffè anche lei. «Due euro», è la risposta. «Ma come?», protesta la donna. «Ieri costava un euro e cinquanta. Oggi due?». Imperturbabile la cassiera ribatte: «Sono due euro». La direttiva deve essere molto netta. Caffè a due euro. La nomade paga, lo scontrino indica come voce dell’acquisto la categoria «varie». Accanto ci sono due agenti, stanno acquistando cartelle del Superenalotto alla vicina cassa, sono indaffarati, forse non sentono. Eppure la nomade ha protestato alzando un po’ la voce.

Il bar in via di Tor Cervara (Brogi)

IL SOVRAPPREZZO - Va avanti così da tempo. Finora era un euro e mezzo, oggi (mercoledì 3 febbraio) è addirittura scattato un ulteriore sovrapprezzo. La banconista addetta alla macchina del caffè è una giovane rumena, alla nomade rumena come lei (ma rom) serve il caffè richiesto in un bicchierino di plastica. Tutto avviene in silenzio ora. Non è la prima volta che succede. La nomade lavora come operatrice di una cooperativa per la scolarizzazione dei bambini rom. Se ne va via col suo bicchierino di plastica in mano e lo scontrino che registra il prezzo del caffè probabilmente più caro d’Italia.

LA SPIEGAZIONE - Una volta fuori la nomade spiega: «Un giorno me l’hanno anche detto chiaro e tondo, il caffè costa caro perché così ve ne andate da qualche altra parte…». Sono appena passate le 15,12, dice lo scontrino, e in via di Tor Cervara si è ripetuta una scena che i rom considerano abituale. Tra gli operatori della cooperativa la vicenda infatti è più che nota, sono state fatte anche segnalazioni a quanto riferiscono alle forze dell’ordine, i controlli si sarebbero arenati di fronte al fatto che ogni esercente fa quello che vuole. Questo il succo degli interventi effettuati. Però, ricordano gli operatori della cooperativa in cui è ingaggiata anche la nomade, la tabella dei prezzi esposta dovrebbe pur contare qualcosa…

Paolo Brogi
03 febbraio 2010

 
Di Fabrizio (del 03/02/2010 @ 00:08:53, in Italia, visitato 153 volte)

Scritto solo ieri. Neanche il tempo di godersi la notizia, e mi arriva questa sconcertante notizia, segnalata dal Gruppo EveryOne

di Annachiara Sacchi - Corriere della Sera

Niente teatro gratuito per la recita sulla Shoah. Il sindaco: inaccettabile parallelo tra i nazisti e il governo

MILANO - Volevano esibirsi al Teatro della Martesana. Si preparavano da mesi, i ragazzini della media Falcone di Cassina De’ Pecchi. Giorno della Memoria, le terze sul palco. Il tema di quest’anno, la storia di Rebecca Covaciu, la quattordicenne «pittrice» (è stata premiata dall’Unicef e le sue opere sono esposte in tutto il mondo) che ha lanciato un appello contro la persecuzione dei rom in Italia ed è stata soprannominata la «Anna Frank dei rom». Mancava solo il patrocinio del Comune. Il sindaco lo ha negato: «Iniziativa non attinente alla ricorrenza». Un recital organizzato, scritto e diretto dai ragazzi. Con il contributo del Comune. Che non è mai arrivato. Con una lettera datata 22 gennaio e indirizzata alla scuola, il sindaco di Cassina De’ Pecchi, il leghista e onorevole Claudio D’Amico, ha risposto così: «Il diniego del patrocinio è ascrivibile ai seguenti motivi: l’estraneità dell’evento proposto con la ricorrenza da celebrare; l’inaccettabilità dell’unica chiave di lettura che propone uno sconcertante parallelismo tra il nazismo e gli indirizzi perseguiti dal governo del nostro Paese nei confronti della minoranza rom; infine, la scuola dispone della palestra, location più che idonea per realizzare l’evento, oltretutto a costo zero».

Capitolo chiuso. Almeno sembrava. Ma il 25 gennaio il dirigente dell’istituto comprensivo non ha resistito. Con una lettera inviata al sindaco e ai genitori delle classi terze, Sergio Roncarati ha voluto fare alcune precisazioni: «Contesto il fatto che l’evento teatrale sia estraneo al giorno della Memoria perché è riconducibile al nazismo e alla discriminazione delle minoranze etniche presenti nei campi di concentramento. La scuola è un’istituzione, non fa politica. Raccoglie spunti che provengono dalla società per accrescere la sensibilità dei ragazzi e formare una coscienza civica». La replica continua, avanti con le precisazioni del preside. «Sul sito della Conferenza Episcopale Italiana (www.chiesacattolica.it) si trova un chiaro riferimento alla vicenda della ragazza e alla giornata della memoria del 2008. E su questo sito non ho trovato "alcun sconcertante parallelismo tra il nazismo e gli indirizzi perseguiti dal nostro governo nei confronti della minoranza rom"». E, infine, «la palestra è uno spazio affidato alle manifestazioni sportive e ad eventi connessi. Per questo abbiamo affittato il Piccolo Teatro della Martesana, perché da quando è in ristrutturazione il teatro dell’oratorio, è l’unico spazio idoneo sul territorio di Cassina De’ Pecchi».

Botta e risposta. Che non è servito a riappacificare gli animi e anzi, ha confermato il mancato patrocinio alla manifestazione da parte del Comune a Est di Milano. Lo spettacolo, comunque si farà. Le mamme della scuola media insistono: «Vogliamo tenere i ragazzi fuori dalle polemiche politiche». L’appuntamento è per giovedì mattina e venerdì sera, ovviamente al teatro della Martesana, pagato con il contributo delle famiglie e della scuola. Sul palco, gli studenti. E in platea, Rebecca (che dopo varie peregrinazioni e brutte esperienze ora vive a Milano) «la cui vicenda condurrà lo spettatore dentro una realtà di discriminazione e, contemporaneamente, lo avvicinerà a rivelandogli uno straordinario messaggio di gioia e di speranza».

02 febbraio 2010

 
Di Fabrizio (del 01/02/2010 @ 15:34:56, in Italia, visitato 51 volte)

Ricevo da Ernesto Rossi

APERTAMENTE di Buccinasco

Care amiche e amici, soci, insegnanti, concreti, appassionati e affettuosi sostenitori dell’esperienza del Quartiere Terradeo,

(se dico ‘affettuosi’, non si tratta d’una carineria accattivante, ma d’una concreta e oggettiva valutazione sul fatto che ci si mette tutta la competenza e la capacità di cui si dispone, certo. Ma anche l’anima)

questa mattina di sabato 30 gennaio 2010 abbiamo celebrato presso il nostro Quartiere la Giornata della Memoria. Una ricorrenza che ha particolarmente a che vedere e a che fare con i Sinti.

Spesso facilmente dimenticate –a partire dalla legge istitutiva- vittime di quelle violenze che si afferma di voler ricordare.

Presenti e partecipanti circa dieci (ma come si fa a contarli, quando sono così piccoli? erano di più?) bambine e bambini del Terradeo, alcuni speditici dai genitori, una minuteria infantile (a parte una grandona di ben 14 anni) vivace ma attenta, insieme ai consiglieri dell’Associazione Augusto Luisi, dal quale era partita l’ardimentosa proposta, ed Ernesto Rossi. Il tutto nella casetta messa a disposizione da Romina con l’abituale sensibilità (dopo, le pulizie).

Siamo partiti dal grave recente lutto per la morte di Carlo Iussi, uomo gentile, amabile e aperto, e dal fatto che avesse colto lui un’occasione per parlare d’un suo fratello e d’un cugino, partigiani (sapevano tutto, i bambini), chiedendo che il presidente cercasse tracce della loro attività di combattenti: una restituzione di onore, che raramente si compie nei confronti dei non pochi rom e sinti sostenitori e collaboratori, o combattenti della Resistenza.

Da questa considerazione, facilitati dal fatto che alcuni dei giovanissimi partecipanti avevano ricevuto informazioni sulla Giornata dalla televisione (perfino) o dalla scuola, siamo passati a considerare il perché i partigiani avessero combattuto, con quale obiettivo di libertà e di riscossa, contro le violenze fasciste e naziste (i bambini si sono molto divertiti riconoscendo i termini ‘zingari’ ciriklè-uccelli, usato per definire i partigiani, e kastènghere-quelli del manganello, per i fascisti) e cosa ne fosse nato: la Costituzione della nostra Repubblica italiana.

Ne abbiamo ricordato l’articolo 3, che non solo afferma il diritto all’uguaglianza di tutti alla nascita, ma il dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali, che, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Perché ‘il lavoro’? perché è il fondamento dell’affermazione di sé e delle proprie capacità, che tutti abbiamo, maschi e femmine, e base per il progetto del proprio futuro, individuale e familiare.

Le diversità delle culture e delle lingue (la diversità delle foglie sugli alberi piantati al Terradeo dai loro genitori), come il sinto, prima lingua dei nostri piccoli, sono una ricchezza che bisogna utilizzare: rom e sinti, proprio per la loro particolarità storica, culturale e sociale, sono una felicità per il nostro paese. Lo dimostrano, qui e altrove, i grandi rom e sinti, musicisti, danzatori, calciatori e sportivi, e donne e uomini ad alti livelli di rappresentanza, come il Parlamento europeo.

Insomma, c’è bisogno di voi: studiate.

Tutti felici e contenti –anche noi- e… a pranzo.

Sede legale e operativa: Quartiere Terradeo, via dei Lavoratori, 2 – 20094 Buccinasco MI
Domicilio fiscale: Ernesto Rossi, via Manzoni 15 B – 20090 Trezzano sul Naviglio MI (Italia) tel.+39.(02).48409114
Costituita il 13 novembre 2006, registrata a Milano l’8 marzo 2007, n.1753, serie 3. Codice fiscale 97459790156

 
Di Fabrizio (del 01/02/2010 @ 09:02:55, in Italia, visitato 77 volte)

L'esperienza del Casilino from Il Carattere on Vimeo

Due esperti, un architetto urbanista e un'antropologa sociale, spiegano che cosa è stato il Casilino 900 in questi anni. L'esperienza del più grande campo rom italiano e i tentativi di integrazione, andati falliti.
(Il video rientra nella inchiesta de "Il Carattere" sul Casilino 900)

 
Di Fabrizio (del 30/01/2010 @ 09:01:26, in Italia, visitato 117 volte)

Scrive Ermelinda Coccia

"Sono dei bastardi!" ci dice un Rom uscendo da un vecchio caravan. "Hanno buttato giù la mia baracca e guardate come vivo!"

Ce ne restiamo zitti ad ascoltarlo, mentre continua a domandarci se ciò che sta accadendo sia giusto. Ci racconta di essere solo.

Su un fianco della roulotte è poggiata una lamiera a mo' di tetto. Lì sotto, riparato dalla pioggia, c'è un fornello che scalda un brodo. Fa freddo.

Viene da chiedersi se il Piano Nomadi prevede l'abbattimento delle baracche ancor prima di trasferire la gente che ci vive. Se possa essere considerato "piano" lasciare che un uomo racconti di se, con le lacrime agli occhi.

"Ci fanno pagare l'affitto nei campi attrezzati. E io dove li trovo 200 euro al mese? Io faccio l'elemosina!"

Ancora, viene da domandarsi "perché?" quando una ruspa si ferma davanti ad un furgone, lo fa a pezzi, poi fa inversione per andarsene.

Distruggere un mezzo di trasporto è previsto o è soltanto sinonimo di "potere"?

Come dire: Devo fare piazza pulita, quello che c'è, c'è!

Il Casilino 900, dopo quaranta anni, sta scomparendo. Nel giro di pochi giorni, le baracche colorate diventano legni secchi sotterrati dal fango.

Tanta gente è contenta del trasferimento, ma altrettanto arrabbiata per le modalità che il Comune di Roma sta adoperando per lo sgombero del Campo.

Non si stanno trasferendo dei rottami, delle cose, degli animali. Si stanno trasferendo delle persone da un luogo ad un altro. Da un territorio nel quale tanti sono nati e cresciuti.

Pertanto che sia giusto e doveroso eliminare i campi abusivi, per dare ai Rom una sistemazione più dignitosa, è un concetto che passa in secondo piano, quando i modi per farlo hanno ben poco di dignitoso.

 
Di Fabrizio (del 29/01/2010 @ 09:18:24, in Italia, visitato 89 volte)

Segnalazione di Maria Grazia Dicati

La reazione esasperata degli immigrati a Rosarno ad un gravissimo episodio di razzismo e di mafia porta all’attenzione mediatica una vicenda che, aldilà degli evidenti fini elettorali, ricorda molto da vicino, con le opportune distinzioni, i gravi episodi di “razzismo elettorale ed affaristico” accaduti a Napoli, nel 2008, nei quartieri di Ponticelli e di Pianura.

Il dovere di non dimenticare e capire quello che accade, spesso sotto i nostri occhi, deve aiutarci a comprendere le cose, osservandole da vicino, e forse ricordare l’episodio più paradigmatico avvenuto negli ultimi due anni, può aiutarci a trovare le giuste coordinate.

Molti non lo ricorderanno ma il “pacchetto sicurezza” fu presentato nella prima seduta del consiglio dei ministri del governo Berlusconi a Napoli, il 23 maggio 2008 (nella stessa fu approvata anche la legge speciale per la militarizzazione dei siti di stoccaggio dei rifiuti), ad appena una settimana dal Pogrom dei “campi rom” di Ponticelli.

Le immagini dei roghi dei campi rom fecero il giro del mondo, accompagnate dalla narrazione giornalistica di una “ribellione popolare” causata dalla esasperazione dei residenti “costretti” a convivere da anni con i “reati “dei rom accampati nel quartiere, in realtà niente altro che dei miseri baraccamenti dove dal 2003 vivevano in stato di totale abbandono circa 1500 rom rumeni

Quello che non tutti videro invece fu il vistoso protagonismo dei clan della camorra che, utilizzando abilmente i media, riuscirono a coinvolgere parte della popolazione del quartiere per attaccare e sgomberare i rom, non a caso proprio quelli accampati a via Argine e via Malibran che insistevano su un’area interessata da un progetto di risanamento urbanistico per decine di milioni di euro, strumentalizzando una vicenda, il “tentativo di rapimento” di un bambino da parte di una minorenne rumena che non faceva nemmeno parte dei campi rom.
Del totale di 10 campi rom abusivi di Ponticelli, ne furono incendiati solo due, quelli che si trovavano nel posto sbagliato.

Emiliano Di Marco

www.emilianodimarco.splinder.com

 
Di Fabrizio (del 28/01/2010 @ 09:39:12, in Italia, visitato 89 volte)

Ricevo da Claudio Graziano

L'ammistrazione alemanno fa le le prove per le elezioni regionali e ha fretta di dare soddisfazione alle promesse fatte ai suoi elettori, partendo dalla questione "Casilino 900", il campo emblema della presenza rom nella capitale.

Si tratta di 600 rom, che vivono lì da oltre 30 anni, provenienti dalle varie regioni della ex Jugoslavia e dalla Romania, che secondo l'amministrazione alemanno, verranno sgomberati entro i primi di Febbraio. In tre giorni sono già state abbattute decine di baracche.

La tanto millantata collaborazione con la comunità rom non esiste (basta vedere la reazione dei 128 legittimi assegnatari del campo di Salone, deportati al centro per richienti asilo di Castel nuovo di Porto per far posto agli arrivi da Casilino, .a cui era stato promesso di tornare al campo dopo l'espletamento delle pratiche di permesso di asilo). E a quelle altrettanto preoccupate dei rom di Casilino 900. I rom questo sgombero lo subiscono e basta.

L'80 per cento dei bambini del campo frequenta le scuole del territorio, una percentuale molto alta indicatore di un livello altrettanto alto di inserimento sociale della comunità.

Questi bambini saranno i primi a pagare i costi del trasferimento, perché saranno costretti o a lunghissimi viaggi per tornare nelle loro scuole, o a cambiare del tutto scuola, amici, insegnanti.

Eppure la memoria dovrebbe tracciarci il sentiero: l'esperienza di Castel Romano ci insegna infatti le difficoltà di trasferire i bambini ad ore di distanza dalle scuole che frequentano.
Il Piano punta a chiudere 80 campi abusivi sparsi sul territorio, e ne indica 13 tra tollerati e autorizzati. Non ci viene spiegato, però, in che condizioni andranno a vivere i 7200 nomadi della capitale, di cui circa la metà bambini. A via Candoni, Roma Sud, vivono circa 700 persone, molte lavorano. L’amministrazione, senza coinvolgere il XV Municipio, ha fatto portare 24 container, che ospiteranno oltre 200 persone provenienti da Casilino. Il rischio è che questo diventi un campo sovraffollato. Si rischia di interrompere il prezioso lavoro di integrazione svolto, in questi anni, dalle associazioni insieme ai rom. . Si chiudono i campi abusivi e si costruiscono delle mega bidonville etniche, prodotto di un moderno progrom urbano (sull'esempio di Castel Romano).

Secondo il Piano verrà consegnato un documento, il "Dast", che dovrebbe permettere a chi lo possiede di sostare nei campi. Ad oggi, al di là dell'accanimento di una serie di identificazioni continue, svolte in modo ripetuto ed intimidatorio - anche 5 o 6 volte sulle stesse persone - a cui sono stati sottoposti i rom della città, ben pochi hanno visto questo documento. All'esigenza del lavoro, della casa, dei diritti, sembra venire contrapposta l'ossessione della schedatura, della ghettizzazione, della "soluzione finale". Intanto con la scusa dei cantieri, la giunta è riuscita a far passare un bando per la sorveglianza: 3 milioni di euro per le vigilanza privata, mentre in poco più di un anno, le risorse per progetti di mediazione culturali sono stati tagliate del 20 per cento

Non un accenno nel piano nomadi ad una soluzione alternativa che non sia il solito ammassamento dei rom in campi che è il primo motivo della loro emarginazione. Non un accenno a modalità alternative di inserimento socio abitativo - accesso alle case popolari o agevolazioni negli affitti.etc. -

Al contrario, le risorse stanziate, vengono in buona parte investite in proposte securitarie inutili nel promuovere l'autonomia delle popolazioni rom ma, al contrario, utilissime e spendibili per propaganda elettorale.

E' utile ricordare ai cittadini di questa città che le risorse dell'amministrazione saranno investite un'altra volta per costruire ancora campi rom, baraccopoli moderne utili solo, e per un breve periodo, in caso di gravi disastri naurali.

Insomma, rom terremotati a vita, per la giunta Alemanno.

Quindi, carente su una politica abitativa che sia progettuale, ma anche rispetto alle politiche di accoglienza, questa giunta, dietro il paravento di proposte di ordine e di polizia, sta accentuando il disagio della popolazione romana: pensiamo ai recenti sgomberi della fabbrica heineken e di Casilino 700, che hanno determinato la dispersione di molti rom nei territori circostanti aumentando i disagi anche per i residenti del territorio e dall'altra parte, hanno sradicato i rom dalle reti sociali territoriali in cui erano inseriti.

L'ARCI afferma con forza la sua contrarietà al piano nomadi e a come si sta attuando, agli sgomberi senza soluzioni alternative, alle operazioni preelettorali, al taglio delle spese di integrazione.

Claudio Graziano
responsabile immigrazione
ARCI di Roma
tel 3356984279-06417347 12
www.arciroma.it

 
Di Fabrizio (del 26/01/2010 @ 09:11:26, in Italia, visitato 89 volte)

TerraNews.it a cura di Giuliano Rosciarelli
INTERVISTA. E’il vanto di una famiglia rom sfuggita dalla Bosnia. E dai campi nomadi di Roma e Milano. Romina ora ha un sogno: «Aiutare chi è più sfortunato».

Attrice, volontaria per Save the children, Romina ha 17 anni, è nata in Italia e i suoi genitori sono romnì xoraxanè, rom di origine bosniaca. Insieme ai suoi otto fratelli è una delle cosiddette migranti di seconda generazione: figli di immigrati, nati e cresciuti nel nostro Paese ma visti “dagli altri” pur sempre stranieri. Frequenta il quarto anno di un istituto professionale per assistenti sociali, il suo sogno è aiutare chi è stato meno fortunato di lei.

Ti sei mai sentita straniera a casa tua?
A volte. Negli occhi di chi mi fissa mentre passeggio con le mie amiche, nel rigore di una burocrazia che non mi riconosce italiana, nei media che alimentano stupidi stereotipi. Io sono comunque fortunata. I miei genitori non si sono mai rassegnati a vivere nei campi e questo mi permesso di integrarmi con più facilità. Mi sento a tutti gli effetti italiana perché sono nata e cresciuta qui, vesto e parlo come le mie coetanee ma sono anche rom perché lì affondano le mie radici, la mia cultura. Per chi è nato qui, come me, parlare di integrazione non ha senso.

Perché la tua famiglia è venuta in Italia?
I miei nonni erano bosniaci e sono arrivati a Milano tanti anni fa per scappare dalla guerra. Non c’era lavoro. I rom poi erano perseguitati da tutti. Bisognava scappare per sopravvivere. Mia madre aveva dieci anni quando sono arrivati. Venti li ha vissuti nei campi, prima a Milano poi a Roma (vicolo Savini). Ma non le è mai piaciuto stare lì. Voleva lavorare, farsi una vita e migliorare la propria condizione. Prima ha fatto l’insegnante di danza del ventre, poi è diventata imprenditrice, insieme a mio padre.

A scuola hai mai avuto problemi?
Non direi. Da piccola soffrivo per alcune cose che non capivo. A Natale, ad esempio, tutti i miei compagni parlavano dei regali ricevuti, noi però siamo musulmani e quindi pensavo che a casa mia Babbo Natale non arrivasse. Ora tante cose mi sono più chiare. Ma non tutti i rom la vivono in questo modo.

Cosa pensi dell’Italia?
E’ un Paese dove si vive tutto sommato bene. Ma c’è anche tanta ignoranza e superficialità. Ad esempio quando vado in giro con i miei compagni di classe italiani nessuno si accorge di me. Se invece esco con le mie amiche rom tutti mi guardano. Questa rimane comunque casa mia.

C’è qualcosa che rimproveri alla tua comunità?
La rassegnazione. Se vogliono qualcosa di meglio per la propria vita devono lottare, non rassegnarsi e stare seduti ad aspettare, anche se l’emarginazione e l’intolleranza molto spesso rappresentano degli ostacoli insormontabili.

Quando e come hai cominciato a fare cinema?
Al primo ruolo avevo otto anni. Mio zio lavorava a Cinecittà e conosceva un regista al quale procurava i personaggi. Dopo alcuni cortometraggi tra cui uno con Sergio Rubini è arrivato il film con Valeria Golino Prendimi e portami via, e la serie Ispettore Coliandro. Ora però mi sono dovuta fermare perché mia madre vuole che studi e non posso perdere l’anno. Se ne riparla dopo il diploma. Il mio sogno però è aiutare chi è stato meno fortunato di me.

 
Di Fabrizio (del 26/01/2010 @ 08:57:43, in Italia, visitato 89 volte)

Ricevo e porto a conoscenza:

All'attenzione di
Gianni Gianassi, Sindaco Comune di Sesto Fiorentino
Matteo Renzi, Sindaco di Firenze
Andrea De Martino, Prefetto di Firenze
Andrea Barducci, Presidente Provincia di Firenze
Gianni Salvadori, Assessore Politiche Sociali Regione Toscana

Gentili Signori,

l’Associazione MEDU conduce dal 2006 con il coinvolgimento partecipato della comunità Rom dell’insediamento di via Lucchese un lavoro di prevenzione, promozione alla salute ed orientamento al servizio sanitario pubblico nell’ambito del progetto “Camper per i diritti”, che coinvolge volontari con varie professionalità (medici, infermieri, ostetriche, psicologi, antropologi e giuristi). Tra gli obiettivi del progetto è prevista la collaborazione con le istituzioni nell’avvicinamento dei Rom al servizio sanitario pubblico, nella condivisione di dati sanitari e nella sorveglianza e segnalazione di gravi situazioni igienico-sanitarie.

La critica condizione dell’insediamento Osmatex e più in generale degli insediamenti dell’area era stata denunciata da tempo attraverso colloqui diretti con l’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino, la consegna di report dell’attività e la diffusione di comunicati stampa. La mattina di venerdì 16 gennaio 2010 è stato effettuato senza alcun preavviso uno sgombero forzato di tale insediamento ad opera delle forze di Polizia. Le persone che lì vi abitavano sono state obbligate ad abbandonare la struttura e, senza la previsione di una soluzione di accoglienza né nell’immediato né a lungo termine, sono state costrette ad abbandonare i propri effetti personali e a trascorre alcune notti in strada.

A seguito dello sgombero, MEDU ha chiesto immediatamente un incontro ufficiale con il Sindaco di Sesto Fiorentino, senza avere risposta. Le persone sfollate hanno trovato nel frattempo riparo temporaneo grazie all’aiuto di alcune associazioni di volontariato e di istituzioni religiose.

In considerazione delle diverse versioni dei fatti espresse in questi giorni e della necessita’di assicurare comunque la massima tutela ai soggetti più fragili attraverso la continuità assistenziale, ci sembra opportuno mettere a disposizione delle istituzioni i dati e le rilevazioni in nostro possesso, affinché procedano ad attivare un tavolo di coordinamento per pianificare una soluzione definitiva dell’emergenza umanitaria che si è venuta a creare in questi giorni e, più a lungo termine, una programmazione per l’accoglienza e l’inserimento della comunità nel tessuto sociale comunale. MEDU, nel frattempo, continuerà ad operare negli altri campi rom abusivi e nei contesti di maggiore marginalità presenti nell’area fiorentina, con la sua azione di assistenza, testimonianza e denuncia.

Medu ha effettuato 110 visite a 86 pazienti (42 femmine e 44 maschi) nel corso del 2009 presso l'area Osmatex, dove vivevano circa 100 persone, tutti rom di cittadinanza rumena. L'età media dei pazienti è 32 anni. La distribuzione per età dei pazienti visitati è cosi rappresentata: 4 minori di 18 anni, di cui 2 minori di 5 anni; 3 pazienti > 60 anni; 28 pazienti con un'età compresa tra 18 e 29 anni e 46 pazienti con un età compresa tra 30 e 59 anni. Per 5 pazienti non è stato possibile determinare l'età. Sono state visitate 5 donne in stato di gravidanza. Le patologie più frequenti sono state quelle a carico dell'apparato digerente (23%) e di quello genito-urinario (20%). Seguono le affezioni dell'apparato respiratorio (18%) di quello cardiovascolare (13%) e osteomuscolare (13%). Le patologie a carico della cute e dei tessuti molli rappresentano l'8%, i tumori il 3% e le malattie infettive il 2%. Tutti i dati sanitari sono stati regolarmente censiti attraverso schede cliniche effettuate al momento delle visite con i pazienti e con un monitoraggio costante nel tempo. Le schede sono parte del materiale che il MEDU ha accumulato nel corso del tempo al fine di documentare la grave situazione umanitaria dell'ex-Osmatex con l'intenzione di informare la collettività e di denunciarne il rischio sanitario e sociale.

La sera dello sgombero (venerdì 16 gennaio 2010) Medu ha fatto un censimento a fini sanitari delle persone sfollate dall'area Osmatex. Erano presenti 16 nuclei familiari per un totale di 79 persone ( 43 femmine e 36 maschi). I minori erano 8 di cui 2 neonati (uno di 20 giorni e uno di 10). Una bambina di tre anni era seguita dall’Ospedale Meyer per frattura cranica parieto-temporale da caduta accidentale. Era presente una donna in gravidanza. C'erano molte persone anziane (circa 15). Tre persone anziane erano appena state dimesse dall'ospedale con terapia di mantenimento da proseguire fino al prossimo controllo: un paziente per ictus, un altro per broncopolmonite cronica riacutizzata e un altro per una patologia osteoarticolare agli arti inferiori. Una donna adulta era seguita da tempo dai nostri medici per ipertensione. Era presente una persona con handicap.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Distinti saluti,

Medici per i Diritti Umani

Medici per i Diritti Umani (MEDU), organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale, fa parte dell'International Federation of Health and Human Rights Organisations (IFHHRO).
Medici per i Diritti Umani onlus
www.mediciperidirittiumani.org  - info@mediciperidirittiumani.org
tel. e fax 0697844892 – cell. 3343929765, 3351853361

 

 

 

 

 

Immagine
 da lontano a più vicini... di cicciosax

Non un altro blog - giornale o chissacosa ma: 1. raccogliere notizie direttamente dalle fonti; 2. far conoscere come la pensano i diretti interessati.

La redazione

Titolo
Facebook, Youtube, Myspace... queste sembrano le nuove frontiere del web. Che opinione vi siete fatti:

 Sono utili
 Sono una perdita di tempo
 Sono pieni di gruppi fascisti
 Non ho ancora capito come funzionano
 Troppo invasivi

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe
 

Evidenziatore:

Il film: Miracolo alla Scala

Teatro: PORRAJMOS - lettura spettacolo - voci da uno sterminio dimenticato

Il libro: Campioni senza Dimora

Il libro: Metropoli per principianti

Clandestini a Bordo: in piazza e sul web


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link: www.sivola.net/dblog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore di questo Blog e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Bollettino dei Naviganti:

C'era una volta

Cos'e' una Mahalla

Imparo l'utopia dagli stracci

Dal Falo' alla Rete

Il Network informativo nei vari paesi del globo

Mappa e Libro visite: potete completare (chi vuole, s'intende) la mappa: mi rivolgo a commentatori abituali o meno, visitors e semplici lettori. Potete indicare il vostro link, trovarvi un Avatar lasciare un commento.


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Piazza Affari: Proposte concrete nel campo del lavoro, dell'arte, della comunicazione, della consulenza, della mediazione sociale. A disposizione per i vostri annunci.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

Il mio profilo su Facebook


La Mahalla sui media:

Il Giornale

L'Unità

ANSA

Aggiornamenti Sociali

Internazionale


Informazioni e agenzie:

Romea.cz

Banca Etica

European Roma Information Office

O Vurdón

European Roma Rights Center

Roma Buzz Aggregator

Osservazione

I link ai giornali di tutto il mondo

Etnias de Colombia

Il portale dell'Unione Europea


Fai felice il tuo computer:

Firefox 2

Opera web browser - download


Titolo

dBlog.it Open Source

Il Forum dblog

Visubox


I link interessanti, suddivisi per argomenti e le segnalazioni
la Rassegna Stampa

il Blogroll: Blog, agenzie stampa, gruppi di discussione - aggiornati in tempo reale

Sottoscrivi con Bloglines


 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

 


Technorati:

» Blogs that link here

» View my profile

 


Locations of visitors to this page


Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

09/02/2010 @ 21.46.58
script eseguito in 62 ms

 

Cerca per parola chiave
 

Circa 92 persone collegate

http://www.wikio.it

InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< febbraio 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
             
             

Titolo
blog (377)
casa (248)
conflitti (140)
Europa (657)
Italia (776)
Kumpanija (212)
lavoro (95)
media (291)
musica e parole (273)
Regole (214)
scuola (197)
sport (55)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Decisamente punti sul vivo...qualcuno sostiene che...
04/02/2010 @ 22:04:41
Di Lorenzo
Se quello e' un comico io sono Babbo Natale:sempli...
04/02/2010 @ 21:56:52
Di Lorenzo
Mri mule! Sarebbe già un miglioramento: di solito ...
04/02/2010 @ 11:12:58
Di Fabrizio
Oh mio dio che razzisti,mandiamolo al rogo!!!
04/02/2010 @ 09:59:03
Di Ste
Letto, molto interessante e soprattutto uno squarc...
01/02/2010 @ 22:43:46
Di Lorenzo
Fa piacere leggere di maestri appassionati del pro...
01/02/2010 @ 08:42:25
Di Luca
Da leggere: http://sucardrom.blogspot.com/2010/01/...
31/01/2010 @ 19:30:38
Di Fabrizio
grande gainni alemanno! vacci a vivede tu che hai ...
31/01/2010 @ 12:32:25
Di Anonimo
Naturalmente se invece dell'insediamento sinto fos...
31/01/2010 @ 11:29:57
Di Lorenzo
Un sincero apprezzamento per questi colleghi che d...
28/01/2010 @ 22:13:03
Di Maria Grazia
no con Rroma Denise Pipitone!Il video del 18 ottob...
24/01/2010 @ 20:41:58
Di ESPERANZASSOCIATION
U mammà! Troppo buoni!
24/01/2010 @ 19:08:08
Di Fabrizio
Grazie a nome di tutta l'orchestra. E' un onore es...
24/01/2010 @ 17:37:38
Di Svoboda Orchestra
Carissima signora che ha scritto questo articolo.....
21/01/2010 @ 20:46:29
Di Vanessa Ebeldin Fusser
Mi comunicano:domani mattina 6,30 presidio al camp...
21/01/2010 @ 17:27:12
Di Fabrizio

Titolo
blog (2)
Europa (3)
Italia (2)
Kumpanija (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate

 

This site is a member of WebRing.
To browse visit Here.
 Home page © Copyright 2003 - 2010 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source