Rom e Sinti da tutto il mondo

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 30/09/2006 @ 10:19:03, in Europa, visitato 1860 volte)

EUOBSERVER / BRUSSELS - L'ingresso nella comunità europea di Romania e Bulgaria porterà circa tre milioni di cittadini Rom, ma questa etnia affronta ancora forti discriminazioni nei due paesi balcanici.

"L'approccio governativo verso gli insediamenti non-registrati ha creato tensioni. Gli sgomberi forzati hanno accresciuto queste tensioni," recita il rapporto EU sulla Bulgaria di questa settimana.

Riguardo alla Romania, Bruxelles nota che le autorità "tuttora non dimostrano zero tolleranza verso il razzismo rivolto ai Rom."

Ci sono tuttora casi di violenza istituzionale e di raid polizieschi durante gli sgomberi delle comunità Rom, a cui non vengono offerte soluzioni alternative," dice il rapporto.

Razzismo al Parlamento Europeo
Nel contempo, giovedì scorso si è verificato un incidente nel Parlamento Europeo.

Dimitar Stoyanov (23 anni) è il più giovane parlamentare bulgaro, fa parte del movimento nazionalista Ataka e prende parte ai lavori del Parlamento Europeo come "osservatore". Reagendo alla proposta di nominare Livia Jaroka, Romni ungherese e deputata europea del Partito Popolare Europeo, per un premio dedicato alle sue attività in favore dei diritti umani, Stoyanov ha pubblicamente commentato: "Nel mio paese, ci sono decine di migliaia di ragazze più belle di questa onorevole."

"Se si ha la fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto, se ne può comperare una (di 12-13 anni) come moglie. Le più belle costano care - oltre 5.000 euro, wow!" ha scritto in una mail indirizzata  a tutti i parlamentari.

I suoi commenti sono stati condannati da Hans-Gert Poettering, leader del PPE, che ha suggerito alle autorità bulgare di ritirare Stoyanov da osservatore in quanto "non c'è posto per lui tra i politici europei."

Stoyanov più tardi di è scusato con i colleghi, dicendo che non voleva offendere Livia Jaroka, ma piuttosto "sottolineare che in Bulgaria le ragazze zingare sono vendute come oggetti dai loro genitori."

L'agenda politica
L'avvenimento probabilmente darà una spinta a quanti nel Parlamento Europeo chiedono maggior attenzione politica al gruppo di minoranza etnica più grande nella EU.

Con l'ingresso dei nuovi paesi dai Balcani, la comunità Rom nella EU ammonterà a 10/12 milioni, con la Romania che ne conta due milioni e la Bulgaria circa 700.000.

"Anche senza la Bulgaria e la Romania, ci sono abbastanza tematiche critiche sulla comunità Rom che vanno affrontate," dice la deputata Rom ungherese Viktoria Mohacsi, del gruppo liberale.

Sottolinea che in diversi paesi europei con una forte minoranza Rom, ci sono tuttora casi di bambini Rom inviati alle scuole per ritardati mentali, senza previa valutazione, oltre a casi espliciti di razzismo da parte delle autorità locali e alti tassi di disoccupazione.

Come nel caso dei paesi dell'Europa Centrale: Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, che sono entrati nella EU nel 2004, la situazione dei due paesi che si affacciano sul Mar Nero è attentamente monitorata dagli osservatori europei, come parte del processo di pre-accesso.

Viktoria Mohacsi e la sua collega socialista Katalin Levai all'inizio di settembre hanno visitato la cittadina romena di Szaszregen, dove un'azione di polizia era degenerata in una "punizione collettiva contro la comunità Rom, inclusi donne e bambini."

"I poliziotti rumeni furono sorpresi di vedere le due parlamentari che si interessavano su quel caso, ma è quanto intendiamo fare in futuro - seguire i casi di violenza e di lampante discriminazione contro i Rom" aggiunge Katalin Levai.

Commissario Rom?
L'anno scorso, alcuni parlamentari socialisti suggerirono che la Commissione Europea doveva prevedere un commissario speciale per i Rom, come segnale concreto dell'impegno su questa tematica.

Il portavoce per gli affari sociali ha detto che la proposta è lontana dal vedere la luce - nonostante il percorso compiuto da gennaio per monitorare Bulgaria e Romania.

La commissione ha comunque creato un tavolo di dieci esperti "per promuovere l'inclusione delle minoranze etniche in Europa" presieduti da Rita Sussmuth, ex presidente del parlamento tedesco.

Per  Viktoria Mohacsi l'idea di un commissario Rom  "dovrà continuare a essere posta e che gli attivisti per i diritti umani devono spingere in questo senso."

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Di Fabrizio (del 29/09/2006 @ 10:12:32, in Europa, visitato 1605 volte)

E' uscito l'aggiornamento di settembre 2006 di PICUM.org con le notizie e l'evoluzione politica riguardanti i diritti sociali fondamentali degli immigranti non documentati in Europa. Disponibile nel formato Word nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, olandese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.
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Di Fabrizio (del 28/09/2006 @ 10:26:50, in scuola, visitato 1715 volte)

ZALAU - Due scuole di Salaj, una delle quali è portata ad esempio di segregazione etnica del rapporto 2005 sui diritti umani del Dipartimento di Stato USA, fanno parte del programma di desegregazione delle classi Rom.

Il progetto chiamato "Impreuna pentru desegregare" (Insieme per la desegregazione) è coordinato dall'associazione "Sanse Egale" (Pari Opportunità) di Zalau, assieme alla Prefettura, l'Ispettorato Scolastico, i comuni di Simleu Silvaniei e Jibou e le due scuole, di due città che ospitano oltre 2.400 Rom.

Robert Vaszi, presidente di "Sanse Egale", ha inaugurato il progetto il 20 settembre, finanziato con 79.000 euro del Fondo Educativo per l'Etnia Rom. Il progetto mira allo scardinamento delle classi etniche nelle due scuole di Salaj, il rafforzamento delle aspettative accademiche dei Rom e il miglioramento della qualità di studio. Quindi i 70 studenti Rom verranno "spalmati" in classi miste.

I genitori dei ragazzi Rom e quelli di altre etnie avranno una nuove biblioteca multi-culturale a disposizione, e parteciperanno a corsi extracurriculari organizzati per alunni, insegnanti e genitori.

Alin Lacatus, consigliere del Dipartimento Distrettuale per i Rom, ha aggiunto che 70 bambini Rom hanno partecipato assieme ai loro coetanei non-Rom a campi estivi denominati "Essere differenti è una buona cosa", che puntavano al miglioramento delle comunicazioni tra gli studenti.

Secondo i risultati, il progetto pilota sviluppato nelle due scuole, sarà implementato in altre scuole nella regione e nel resto del paese.

Fonte: Romanian_Roma

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Di Fabrizio (del 28/09/2006 @ 10:24:46, in Italia, visitato 1827 volte)
Lettera dell’Asl al Comune: i servizi non sono completi
Il campo nomadi da «ritoccare»
(s. ro.)
 
VOGHERA. «Si giudica, al momento, insufficiente la dotazione dei servizi igienici e delle docce riscontrati nell’area attrezzata sita in strada Campoferro...». Le conclusioni della relazione dell’Asl non lasciano spazio ad interpretazioni: così com’è, il nuovo campo nomadi (pardon: area attrezzata) non va ancora bene. E cosa si debba fare lo spiega la stessa relazione dell’Asl, stilata dopo un sopralluogo che risale a pochi giorni fa: «Si demanda al signor sindaco, quale autorità sanitaria locale, per i relativi provvedimenti da adottare ai fini della tutela del benessere e della salute pubblica». In pratica: mancano bagni e docce in numero sufficiente, quindi tocca all’amministrazione comunale costruirne di nuovi all’interno del campo.
 La lettera dell’Asl è stata spedita al Comune e, per conoscenza, anche al gruppo vogherese dell’Opera nomadi: da qui nasce il primo punto di frizione tra amministrazione e volontariato a meno di un mese dal trasloco dei Sinti dal cortile dell’ex caserma alla nuova area attrezzata costruita dal comune a Campoferro con una spesa (per niente trascurabile) di quasi 300mila euro.
 Il problema sollevato dai tecnici dell’Asl sta in quello che la relazione definisce «rapporto utenti-servizi». In parole povere si sta parlando del numero di bagni che deve essere presente in un’area di sosta attrezzata in rapporto alle persone che ci vivono. Al momento del sopralluogo dei tecnici dell’Asl, il 16 agosto scorso, nell’area di Campoferro c’erano, scrive l’Asl, «quattro servizi igienici più uno destinato alle persone disabili», mentre erano tre «le docce a disposizione all’interno dell’area». Il tecnico del Comune presente al momento del sopralluogo, aggiunge la lettera che è stata protocollata dal Comune, ha assicurato che all’insediamento dei Sinti «verranno inseriti un servizio igienico e tre unità abitative prefabbricate dotate di servizi igienici e doccia».
 Al “censimento dei bagni” si aggiunge il conto degli utenti del campo: «A detta del portavoce dei sinti - precisa la lettera che l’Asl ha spedito al Comune - all’interno del campo si trovavano corca 70 persone, la maggior parte (oltre il 50 per cento) composto da bambini e minorenni».
 E dopo aver premesso che le condizione igieniche dei bagni presenti erano sufficienti, l’Asl chiede un intervento ulteriore al Comune.
 L’Opera nomadi, che ha ricevuto per conoscenza la relazione dell’Asl, si spinge più in là e a sua volta scrive al Comune.
 «Non nascondiamo lo stupore di fronte alla lettara dell’Asl: l’assessore ai servizi sociali affermava che il campo aveva superato il collaudo, mentre la situazione dei ervizi igienici era e resta insufficiente». Detto questo, l’intervento dell’Opera nomadi prosegue con una sorta di invito alla collaborazione: «Vorremmo conoscere la tempistica con cui (l’amministrazione) intende sanare le problematiche indicate (dall’Asl) al fine di garantire un minimo di tutela del benessere della famiglie sinte e, soprattutto, dei loro bambini. Come previsto, infatti, lo spostamento dal centro città all’area periferica e isolata di Campoferro ha già causato numerose difficoltà e grande disagio psicologico sia tra gli adulti che tra i minori». A questa segnalazione, l’Opera nomadi aggiunge quella di una serie di problemi che si sono evidenziati con le prime piogge: dal cedimento in alcuni punti della pavimentazione in asfalto dell’area, fino al parziale allagamento del sottopasso che è l’unica via di accesso all’area. Va detto che, dopo un primo intervento di poche settimane fa, ieri pomeriggio erano in corso lavori per il riassestamento del fondo del campo nomadi in modo da evitare allagamenti con le piogge autunnali. (26 settembre 2006)
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Di Fabrizio (del 27/09/2006 @ 18:53:32, in Europa, visitato 1707 volte)

Da Radio Praha via Czech_Roma

Un'intervista informale offre la possibilità di incontrare una delle più interessanti figure nella Repubblica Ceca d'oggigiorno.
Gabriela Hrabanova - specialista nell'informazione con un piede in due mondi

[18-09-2006] By Rob Cameron

Ascolta in lingua originale 16kb/s ~ 32kb/s



Radio Praha ha recentemente riportato la crescita allarmante dei ghetti Rom, dove vive un terzo dei 250.000 Rom del paese, senza lavoro e una vita stentata davanti a loro. Un gruppo che sta tentando di portare i Rom fuori dal ghetto e di integrarli nella società ceca è l'organizzazione degli studenti Rom Athinganoi. Rob Cameron ha intervistato recentemente Gabriela Hrabanova, 27 anni e direttrice del gruppo.

"Sono nata in una famiglia mista. Mia madre è di origine romani e mio padre è ceco. Alla domanda se mi considero Rom: sì definitivamente. Anche se a volte è dura, perché non sembro Rom.

Difatti. Hai occhi blu e non sei scura di pelle. Puoi essere confusa per una ceca, una bianca.
"Sì. In molti mi considerano ceca. Ci vuole tempo perché capiscano chi sono realmente e vedano le mie altre caratteristiche personali. Poi cominciano a rendersi conto che non sono una tipica ceca, ma che c'è in me qualcosa di mischiato. Me ne sono accorta definitivamente quando studiavo all'università. Frequentavo il college Anglo-Americano di Praga, dove molti studenti arrivavano dall'estero. Mi consideravano Ceca, poi quando si cominciava a parlare, dicevano "ma tu sei differente dagli altri, sei più amichevole degli altri Cechi ecc." E così spiegavo loro che sono mezzo-sangue, orgogliosa di esserlo."

E' stata una decisione cosciente, di identificarti con la parte Romani del tuo carattere? O è avvenuto naturalmente con la tua crescita?
"Mentre crescevo è avvenuto naturalmente, perché avevo una forte unione con la parte Romani della mia famiglia. Mia madre ha cinque fratelli e sorelle, così la nostra è una famiglia grande ed estesa, e con tutti i membri di questa famiglia mi sono trovata bene. Naturalmente, questo vale anche per la mia famiglia ceca, che però è meno estesa e i legami sono più tiepidi."

I due nuclei familiari vanno d'accordo tra loro?
"Mia madre e mio padre sono divorziati, e non comunicano molto tra loro. All'inizio non è stato facile."

E credo che avere il piede in due scarpe Rom e bianca - ti abbia messo in una posizione ideale per diventare direttrice di Athinganoi.
"
Sì, a volte dico che è una specie di valore aggiunto, perché comprendo tutti e due i mondi. Posso comunicare facilmente con i Rom, perché non ho confini né soprattutto pregiudizi e stereotipi. A volte sono loro che li hanno verso di me."

Perché non sei Rom al 100%.
"Proprio così. A volte lo noto all'inizio dei discorsi."

Non ti prendono seriamente, è così?
"Sì, occorre tempo, e devo fare appello alla mie capacità. Ma ci sono abituata. L'altra cosa è che anche il mondo non-Rom è un grande valore aggiunto. Perché così posso comunicare facilmente con i politici, con i rappresentanti pubblici. In questo caso il vantaggio è che non mi identificano come Rom all'inizio, e mi dicono cose che altrimenti terrebbero per loro."

Intendi discorsi razzisti ?
"Esatto."

Come rispondi?
"Dico - scusatemi, io sono anche Rom e mi sento offesa. Siete sicuri di quel che dite? - Succede spesso, devono cambiare. Talvolta dicono - Sì, ma tu sei un'eccezione. Ed io rispondo - Non sono un'eccezione. Ho un'organizzazione e ci sono 100 o 200 altre persone come me, forse di più. Non sono un'eccezione. - Questo mi da la possibilità di parlare e mostrare un altro punto di vista, un'altra possibilità di vedere i Rom. Non partendo dall'anti-ziganismo o dai sentimenti anti-Rom, ma cercando veramente di parlare assieme, anche spiegando semplicemente che preferiamo essere chiamati Rom e non zingari."

Sulla differenza tra "Rom" e "zingari" -ho sentito qualcuno dire che "zingaro" è un termine più accurato perché "Rom" si riferisce ad una tribù specifica. E' così?
"
C'è del vero in ciò che dici. Prima di tutto, Rom è il nome di una nazione, ma possiamo anche considerarlo una tribù. E' parte della lingua. Se io dico "me som Rom" significa "Sono umano". Oppure "me vakerav Romanes", "parlo il Romani". Per questo chiediamo di chiamarci Rom, perché è una parola che deriva dalla nostra lingua. Il fatto è che ci sono differenti tribù, e che quella Rom originaria nel tempo si sia divisa in gruppi differenti, e non tutti i Rom vi si riconoscono. Ci sono Sinti, i viaggianti, abbiamo i Bajas in Ungheria, che vogliono essere chiamati "Tsigane". Dobbiamo allora considerare la diversità tra questi gruppi. Invece la parola "gypsy - zingaro" viene da "Egitto", perché quando i Rom arrivarono nei paesi di lingua inglese, dissero "Arriviamo dall'Egitto, siamo Egiziani". da cui il termine "gypsy - zingaro". Quel termine non è accurato e non riflette la storia, e secondariamente viene da fuori."

Hai impiegato anni ad aiutare la tua comunità e a migliorare le reazioni con la società maggioritaria. Hai notato progressi?
"C'è una specie di contraddizione. Da un lato comunità marginalizzate, aumento della disoccupazione, gente che non può comperare il necessario. Dall'altra arte, la gente si integra nella società. Ci sono sviluppi tanto nel bene che nel male."

Quindi qualcosa migliora o qualcosa peggiora.
"
Esattamente. E' difficile stabilire un punto fermo. Anche per la mia organizzazione, Athinganoi, cerchiamo di portare esempi positivi. Mostriamo studenti Rom alle superiori ed all'università, così da far capire che ci sono persone in grado di diventare insegnanti, dottori, avvocati..."

Come gestisci questa situazione? Non ti trovi mai a pensare - Ne ho abbastanza. Ho speso tutte le energie per questo. Dovrei trovarmi un lavoro ben remunerato e dimenticare la mia comunità e i suoi problemi.
Ho un vantaggio, perché ho lavorato tre anni in un'agenzia di pubblicità per tre anni dopo aver terminato gli studi superiori. Ho conosciuto da vicino il mondo degli affari e dopo tre anni non ne potevo più di questo mondo commerciale. Naturalmente, a volte mi sento stanca, penso di dare tanto e di non ricevere indietro altrettanto. Ma ho imparato ad essere felice per le cose semplici che accadono, come un altro studente che decide di proseguire gli studi, quelli che ce la fanno e ottengono un diploma, chi vuole studiare da dottore. Questo è ciò che mi da energia, perché anche se non vedo cambiamenti nel sistema, li vedo nelle persone. E passo passo questo mi da l'energia per continuare.

www.athinganoi. cz

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Di Fabrizio (del 27/09/2006 @ 10:52:43, in Europa, visitato 1749 volte)

Fundación Secretariato Gitano - La rivista in pdf

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Di Fabrizio (del 26/09/2006 @ 10:32:59, in Italia, visitato 1667 volte)

Da: osservAzione

COMUNICATO STAMPA (25.09.2006)

«Molti pregiudizi e poca partecipazione»: i risultati di una ricerca empirica condotta da OsservAzione per OSCE/ODHIR sulla partecipazione politica di rom e sinti in Italia

La ricerca, condotta da un gruppo di ricerca di osservAzione coordinato da Nando Sigona, è stata commissionata e finanziata da OSCE/ODIHR e CPRSI (Contact Point for Roma and Sinti Issues). Il rapporto finale, intitolato “Political participation and media representation of Roma and Sinti in Italy. The case studies of Bolzano-Bozen, Mantua, Milan and Rome”, presenta nel dettaglio i risultati della ricerca che ha guardato a partecipazione politica e rappresentazione mediatica di rom e sinti. Segue una sintesi delle conclusioni della ricerca.

La partecipazione di rom e sinti alle ultime elezioni amministrative, sia come elettori che come candidati, è stata estremamente limitata, sebbene, tenuto conto delle passate elezioni, ci sono stati alcuni segnali positivi. Ciò è accaduto nonostante l’assenza di iniziative istituzionali dirette a favorire e promuovere la partecipazione politica di queste comunità alla vita politica. Al contrario, spesso le amministrazioni locali (si veda per esempio il trasferimento voluto dal comune di Roma di molte famiglie rom in aree rurali al di fuori del grande accordo anulare) attuano politiche che, direttamente o indirettamente, scoraggiano e ostacolano la partecipazione di rom e sinti.

Nelle quattro città dove abbiamo svolto la nostra ricerca (Roma, Mantova, Milano e Bolzano), tre membri di queste comunità si sono presentati come candidati al consiglio comunale, anche se uno solo, il
candidato di Mantova Yuri Del Bar, è riuscito a farsi eleggere.

Nonostante gli insuccessi, queste candidature hanno svolto un ruolo molto importante nella direzione di rendere la questione rom e sinti una questione di cittadinanza e partecipazione e non solo di pubblica
sicurezza. Esse rappresentano un precedente ed un riferimento importante per rom e sinti in altre città d’Italia.

Il dibattito politico su questioni concernenti rom e sinti, durante il periodo elettorale, si è sviluppato principalmente sul tema della sicurezza, del degrado urbano e dell’accesso/sfruttamento delle risorse sociali da parte di queste comunità. Nel dibattito, la voce dei rom e dei sinti si ascolta raramente, contribuendo alla disumanizzazione della figura rom e sinta che viene presentata come un “problema” e che richiede, secondo l’appartenenza politica di chi interviene, l’intervento di assistenti sociali o della polizia. È indicativo il fatto che spesso, negli interventi delle varie piattaforme politiche, temi che riguardano rom e sinti italiani siano trattati nelle sessioni dedicate agli immigrati.

La copertura mediatica di temi riguardanti rom e sinti appare di frequente distorta, incompleta e carente di una qualsivoglia forma di approfondimento. Gran parte degli articoli sono dedicati a furti, comportamenti asociali, elemosina e folklore. Insieme a questi, i campi nomadi sono largamente uno dei soggetti principali degli articoli pubblicati.

Un aspetto cruciale della copertura mediatica della stampa è l’assenza della voce di rom e sinti. Nonostante il numero significativo di notizie riportate, raramente hanno la possibilità di esprimere il loro punto di
vista e rispondere sui media.

osservAzione - centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti, è un’associazione di promozione sociale impegnata in attività dirette alla lotta all’anti-ziganismo e alla promozione dei diritti di rom e sinti in Italia.

Il testo integrale del rapporto (in inglese) è disponibile a questo indirizzo: http://www.osservazione.org/documenti/OSCE_ITALYv1.pdf

La scheda di sintesi della ricerca (in italiano) è disponibile a questo indirizzo: http://www.osservazione.org/comunicatistampa/partecipazione_sintesi.pdf

Per ulteriori informazioni: Nando Sigona postmaster@osservazione.org / +441865483071 o Lorenzo Monasta 3394993639

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Di Fabrizio (del 25/09/2006 @ 10:25:43, in Europa, visitato 1737 volte)

BUCAREST - Una ricerca sociologica condotta da ORICUM, col supporto del British Council, presentata il 13 settembre, mostra la discriminazione verso i Rom e i pregiudizi verso le minoranze. La ricerca riporta una giovane generazione non molto democratica o sensibile alla diversità, alla proattività o all'altruismo.

Gli abitanti di Cluj, nella Romania nord-occidentale,  sono i più virulenti verso la minoranza ungherese: "Potrei morire a sentirli parlare in ungherese sull'autobus. Dovrebbero tutti parlare in rumeno, anche in famiglia", "Hanno ottenuto troppi privilegi. Vogliono un'università etnicamente ungherese, finanziata dal governo rumeno."

I più giovani di Iasi, Romania orientale, non sono meno tolleranti: "La loro mira è la Transilvania. Mi indigno quando in giro per le regioni della Romania, l'etnia ungherese rifiuta di parlare rumeno. Mi chiedo cosa direbbero se dovessi offenderli in rumeno", i più giovani a Barlad, Romania del sud est, rifiutano fermamente di avere dei vicini di etnia ungherese. "Stanno creando una piccola Ungheria nel centro della Romania. Semplicemente, stanno invadendoci. Circa il 95% delle persone qui attorno sono Ungheresi. Dovrebbero aderite al volere della popolazione maggioritaria e smettere di lamentarsi e di chiedere."

La maggior parte dei giovani che hanno preso parte alla ricerca, mostrano la loro intolleranza: A Bucarest: "Spesso prendo la metropolitana e incontro Rom appiccicosi. So che non dovrei discriminarli, ma loro non dovrebbero puzzare"; un altro dice categorico: "Ho avuto esperienze spiacevoli con loro e non li voglio nella mia città o paese o nel continente dove vivo. Dovrebbero finire in fondo al mare".

Come soluzione per eliminare il fenomeno della discriminazione, il gruppo ORICUM propone un processo di rimarcazione: "Tutte le minoranze affrontano problemi connessi alla loro denominazione. Immaginate le prime 20 parole che si presentano nella vostra mente sentendo la parola Rom... Le varie organizzazioni devono coinvolgersi nel cambiare l'immagine della minoranza, portandone avanti i valori positivi, di cui i singoli individui siano orgogliosi," dice Razvan Crisan, direttore esecutivo di ORICUM.

Se alcune delle figure prese a modello dai più giovani appaiono logici, come Bill Gates, Martin Luther King, Gandhi, la regina Elisabetta I, Emil Cioran, altri modelli sono più confusi, come Angelina Jolie, Irinel Columbeanu, DJ Tanenberg, Adolf Hitler, 50 Cent, o Rex Hunt.

Fonte: Romanian_Roma

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Di Sucar Drom (del 24/09/2006 @ 11:54:01, in blog, visitato 1544 volte)

Caserta, bottiglia incendiaria contro i rom?
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Siamo in contatto da alcuni anni con organizzazioni in tutto il mondo che ogni settimana ci inviano notizie dai rispettivi paesi. Le notizie arrivano in inglese ma la nostra struttura è in difficoltà a tradurre le tante e-mail che giungono ogni settimana. Per questa ragione pubblichiamo queste notizie in inglese. Se qualche nostro lettore, con tanta pazienza, fosse interessato a tradurre ne saremm...

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Trento, corso di formazione per insegnanti ed operatori
La Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con l'Istituto di Cultura Sinta, organizza un corso di formazione, denominato pringiarasmi (conosciamoci, in lingua sinta), rivolto rivolto ad insegnanti ed educatori allo scopo di fornire loro strumenti atti a sperimentare nel sistema scolastico alcune metodologie della didattica interculturale, così da poter consentire ai minori sinti e a ...

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Di Fabrizio (del 24/09/2006 @ 10:03:52, in conflitti, visitato 1679 volte)

BELGRADE, Il Tribunale Serbo sui Crimini di Guerra ha condannato Anton Lekaj, ex combattente dell'Armata di Liberazione del Kosovo, a 13 anni di detenzione.

Nel 1999 Anton Lekaj fu coinvolto in crimini di guerra contro civili kosovari, per torture, rapimenti ed uccisioni

E' la prima sentenza del Tribunale speciale serbo contro un'appartenente all'etnia albanese in Kosovo, riguardo  i fatti successi nel 1998-99.

Iltribunale ha rifiutato la richiesta di Lekaj che il caso fosse trasferito in Kosovo, amministrato dalle Nazioni Unite dalla fine dei conflitti.

Non si registrano reazioni da parte del Kosovo sulla condanna.

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