Rom e Sinti da tutto il mondo

>Cont@tti<

>WikiMAHALLA<
>Gli autori< >Il sondaggio<
\\ Mahalla : VAI : lavoro (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 14/05/2013 @ 09:02:49, in lavoro, visitato 78 volte)

Da Hungarian_Roma

Politics.hu - Orban guarda ai Rom come una "risorsa nascosta" per l'economia ungherese - by MTI (Magyar Tàvirati Iroda)

Martedì il primo ministro ha detto che il governo considera i Rom d'Ungheria una "risorsa nascosta" e non un problema.

Mentre la maggioranza dei partiti vede i Rom come fossero un problema, il governo vede la comunità come "un'opportunità", un potenziale inesplorato per l'economia del paese, ha detto Viktor Orban alla sessione del Consiglio degli Affari Rom a Budapest.

"Per cui, per noi non è soltanto una questione di diritti umani, come i Rom vivano in Ungheria, ma anche una sfida economica e sociale," ha detto.

Ha aggiunto che non devono considerarsi secondari né gli aspetti dei diritti umani, né quelli sociali o economici.

Orban ha definito molto importanti le opportunità d'impiego per i Rom, notando che lo schema di avviamento lavorativo del governo è più uno strumento che una meta. Parlando nel contesto del quadro strategico per i Rom europei, Orban ha notato che l'Ungheria si è impegnata a sollevare mezzo milione di persone dalla povertà e ha anche sottolineato l'accordo quadro siglato tra il governo e l'Auto-Governo Rom Nazionale (ORO), per creare 100.000 posti di lavoro per i Rom entro il 2015.

Ha detto che istruzione per i Rom, e permettere loro di preservare la propria cultura è ugualmente importante.

Ha sottolineato: "E' nostro desiderio, scopo e programma assicurare che i Rom di Ungheria possano trovare il loro posto nel futuro dell'Ungheria."

Rivolgendosi agli intervenuti,il ministro alle risorse umane, Zoltan Balog, ha notato che l'Ungheria ha incluso nella strategia rom la sicurezza pubblica e la cultura come aree ulteriori, accanto all'impiego, all'istruzione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio. Tra i risultati raggiunti sinora, ha elencato l'impiego dei Rom nell'ambito del regime dei lavori pubblici, nuove borse di studio, formazione sull'applicazione delle leggi ed eliminazione delle baraccopoli.

Florian Farkas, capo dell'Auto-Governo Rom Nazionale, ha detto che sinora 54.000 Rom sono stati inclusi nello schema governativo di opere pubbliche.

Alla riunione hanno partecipato i ministri degli interni e dell'economia nazionale, ed anche il capo ufficio del primo ministro.

 
Di Fabrizio (del 08/05/2013 @ 09:05:53, in lavoro, visitato 104 volte)

CorriereImmigrazione - di Stefano Galieni - 6 maggio 2013

Sono numerosi i cittadini di origine rom che vogliono una diversa identità non per sfuggire alla giustizia, ma al pregiudizio. Un pregiudizio che mette a repentaglio tanti diritti, compreso quello al lavoro.

"Può sembrare assurdo, ma cambiare cognome è l'unica soluzione. Solo che ci vuole troppo tempo e io debbo lavorare". Sandro (necessario omettere il cognome) è un cittadino italiano di origine rom: "Cittadino da tre generazioni - ci tiene a precisare - Mio nonno è nato a Fiume, (l'attuale Rijeka, ndr) quando era una città italiana. Mio padre, emigrato, è nato a Brindisi e io a Napoli, e ho dei figli qui che rischiano di finire come me". Sandro, dopo una lunga e tormentata esperienza romana, vive con gran parte della sua famiglia allargata nel padovano. Da generazioni si tramandano un mestiere tanto difficile quanto delicato: il restauro degli arredi sacri, soprattutto oggetti in metallo. A Roma non faticavano a trovare commissioni. Ma adesso è tutto diverso. "Un lavoro con cui sono nato e che mi piacerebbe tanto continuar a fare - racconta - ma in cui attualmente sono in difficoltà per due ragioni: la crisi e la diffidenza". In tempi di magra, anche gli investimenti in opere di questo tipo diminuiscono. Ma Sandro e tanti suoi parenti non trovano lavoro anche per via di quelle "c" e quelle "h" con cui termina il loro cognome. "Capiscono subito che sei "zingaro" - dice - e trovano le scuse per non prenderti, anche se magari sei il solo che può fare bene un lavoro del genere, che ha le competenze giuste, che conosce i segreti dei metalli e di come li si pulisce. Ormai pensano che se ti porti "lo zingaro" in casa, qualcosa ti ruba. Ma che colpa abbiamo noi per reati commessi da altri?". Allora si affaccia l'idea di cambiare cognome. Togliendo quelle lettere finali o prendendo magari il cognome italiano della propria madre o della propria nonna.

Il cambiamento di cognome deve essere autorizzato dal Prefetto e la richiesta può essere presentata ed esentata dal pagamento del bollo laddove quello che appare sui documenti sia "ridicolo, vergognoso o rilevante l'origine naturale". E il terzo caso è certamente quello più appropriato. Ma c'è un iter per compiere questa procedura, già di per sé lungo e reso ancora più complesso dal fatto che, dal 9 luglio del 2012, la decisione finale in merito a tale richiesta è di competenza esclusiva del Prefetto del luogo di residenza o di quello in cui è registrato l'atto di nascita. L'interessato deve sottoscrivere la domanda in presenza del dipendente della Prefettura-U.T.G. addetto a riceverla, ovvero altra persona munita di delega e di fotocopia di un documento di riconoscimento dell'interessato. La domanda deve essere presentata in Prefettura-U.T.G. e sottoscritta dal richiedente in presenza del dipendente addetto a riceverla o, inviata per raccomandata A/R, allegando fotocopia di un documento di riconoscimento. Qualora la richiesta appaia "meritevole di essere presa in considerazione", il richiedente sarà autorizzato, con Decreto del Prefetto, a far affiggere per trenta giorni consecutivi, all'albo pretorio del Comune di nascita e del Comune di residenza, un avviso contenente il sunto della domanda. Lo stesso Decreto può prescrivere la notifica del sunto della domanda, da parte del richiedente, a determinate persone controinteressate. Se entro trenta giorni dalla data dell'ultima affissione o notificazione nessuno si oppone, il richiedente deve presentare alla Prefettura copia dell'avviso con la relazione che attesti l'eseguita affissione e la sua durata. Il Prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, provvederà ad emanare il Decreto di autorizzazione o di rigetto al cambio del nome e/o del cognome. Tempi insomma poco compatibili con situazioni di estrema urgenza con quelli delle circa 50 persone appartenenti alla famiglia di Sandro. Da quanto poi risulta, anche in assenza di dati verificabili, questo tipo di problematica è diffuso in maniera estremamente persistente in gran parte del territorio nazionale.

Tra i rom sono in molti a voler cambiare cognome, rinunciando in parte anche alla propria identità, non solo per problemi occupazionali. Molti hanno figli che vanno a scuola e non vorrebbero evitar loro di sentire, sin da piccoli, il peso della discriminazione, altri vogliono poter trovare una casa in affitto o accendere un mutuo in banca senza dover temere elementi di pregiudizio. Oltre ai tempi, esiste poi un elemento di discrezionalità nella decisione che va considerato totalmente fuori luogo. Difficile giustificare uno Stato che da una parte non solo non riconosce neanche formalmente i rom come minoranza linguistica, ma che è stato più volte sanzionato per l'assenza di politiche di inclusione sociale e per la persistenza di pratiche discriminatorie e che contemporaneamente si arroga il diritto di decidere se un cognome può essere cambiato o meno. E comunque la stessa costrizione a dover chiedere di cambiar cognome, per i motivi raccontati da Sandro, rappresenta una sconfitta culturale e politica enorme per l'intera società italiana. Se si deve ricorrere ad un sotterfugio burocratico per veder rispettato il diritto a poter lavorare onestamente, significa che qualcosa di profondo non è stato affatto rimosso. Ma Sandro non ha tempo per queste disquisizioni: "Ho una moglie e tre figli da mantenere e voglio vederli crescere felici - conclude pragmatico. - Forse un giorno in Italia non ci saranno più questi problemi di cognome e di origini, ma io oggi ho 41 anni e devo guardare al nostro presente e al futuro dei miei figli. Quindi che ci vorrebbe a rendere più snelle queste pratiche? Io non ho nulla da nascondere, mi chiedano quello che serve, ma che si sbrighino per favore. Altrimenti non so come andare avanti".

 
Di Fabrizio (del 01/05/2013 @ 09:08:13, in lavoro, visitato 128 volte)

Circa un mese fa, ero in giro col computer portatile. Freddo e pioggia di una primavera che non arriva. Mi ero seduto nella sala d'aspetto di una stazione per sfruttare il WiFi e terminare una traduzione (e magari scorrere qualche inserzione di lavoro). Studenti e famigliole in partenza per il ponte pasquale. Una signora seduta accanto a me avvisa la sua vicina, una vecchietta malmessa, di fare attenzione al borsellino, perché ha visto una zingara che si aggira tra la sala d'aspetto e le macchinette delle bibite.

Esco a fumare, il bar è chiuso. La zingara mi chiede qualche moneta. Le rispondo in romanes che non ho un soldo. Quella mi guarda curiosa, sorride, e tempo un minuto ne saltano fuori altri quattro, e mi circondano per vedere uno che parla la loro lingua. Mi chiedono se sono rom e facciamo le presentazioni.

Loro sono rom rumeni, arrivati da poco dalla Spagna. Mi informo su dove siano stati e sulla situazione in Spagna. Non c'è più lavoro per nessuno, mi dicono. E si continua a parlare sul cosa fare, in un misto italiano-spagnolo-romanes. Dato che il lavoro sembra un tasto dolente per tutti, su youtube cerco qualche brano musicale rom e rumeno. Si mettono a ballare sul marciapiede, tra i passeggeri che aspettano il treno. Arriva un loro amico, credo un facchino siciliano.

Poi salta la connessione e ci si saluta.

 
Di Fabrizio (del 28/03/2013 @ 09:04:22, in lavoro, visitato 100 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Centro commerciale chiede la rimozione dei lavoratori rom

Budapest, 21 marzo 2013: Skopje City Mall, un centro commerciale macedone, ha incaricato l'agenzia che fornisce il personale addetto alle pulizie di rimuovere tutto lo staff romanì che lavorava nel reparto alimentare. Skopje City Mall ha inviato una mail il 9 gennaio 2013, richiedendo che i lavoratori romanì fossero lasciati a casa entro il 20 gennaio 2013. La vicenda è venuta alla luce sui media nazionali solo questa settimana.

L'agenzia di pulizia, Land Service, si è opposta alla richiesta. Secondo quanto riportato sui mezzi d'informazione, il centro commerciale ha motivato la richiesta in seguito ai furti di beni alimentari. L'agenzia impiega lavoratori rom e no nel reparto - soltanto i Rom sono stati stigmatizzati sulla base della loro etnia.

ERRC respinge in toto l'azione dei manager di City Mall, che viola la costituzione macedone, i codici del lavoro e quelli anti-discriminazione. L'azione viola inoltre le norme internazionali sui diritti umani.

"Non è accettabile incolpare collettivamente il personale in base alla sua origine etnica," ha detto Dezideriu Gergely, direttore esecutivo di ERRC. "Questo tipo di discriminazione sul posto di lavoro contro i Rom, presumibilmente sulla base di stereotipi come -la criminalità zingara- non devono essere tollerati."

ERRC sta sollecitando il corpo macedone sull'uguaglianza ad affrontare il caso, che sta seguendo con le pertinenti istituzioni UE.

Comunicato stampa disponibile anche in macedone.

Per ulteriori informazioni, contattare:.
Sinan Goekchen
Media and Communications Officer
European Roma Rights Centre
sinan.gokcen@errc.org
+36.30.500.1324

 
Di Barbara Breyhan (del 02/03/2013 @ 09:02:59, in lavoro, visitato 108 volte)

Daniel Tomescu e i lavoratori di Artezian - Repubblica di ANTONIO DI GIACOMO (22 febbraio 2013)
I rom di Japigia: "Basta con l'elemosina" Il portavoce Daniel Tomescu racconta l'esperienza della cooperativa Artezian nata nel 2008: "Sogniamo case migliori e un'esistenza dignitosa. Sono i bambini la nostra speranza"

"Dimenticare di mendicare" non è soltanto lo slogan per promuovere la cooperativa Artezian, nata a Bari nel 2008 all'interno del campo rom di Japigia. "Dimenticare di mendicare è il sogno che ci riscalda il cuore" confida Daniel Tomescu che, da 13 anni nel capoluogo, è il portavoce della comunità che raccoglie circa 130 persone, oltre un terzo dei quali bambini. "Sono loro la nostra forza e speranza e - racconta Tomescu - quando siamo con i bimbi dimentichiamo tutto. Anche la fame e il gelo".

  • VIDEO GUARDA IL REPORTAGE
  • FOTO LA VITA QUOTIDIANA DEL CAMPO

Lo sa bene Daniel che ha 47 anni, 5 figli e 12 nipoti. A Bari è arrivato da Craiova, in Romania, e da circa 7 anni è l'anima di quello che è l'unico campo autorizzato sul territorio. È riconosciuto come mediatore culturale europeo e, giunto in città, ha lavorato per cinque anni come sacrista nella parrocchia di San Sabino, guidata da don Angelo Cassano. Finché nel 2008 non s'è messo in testa di dare vita alla cooperativa Artezian che - nata per offrire servizi di pulizie, piccoli traslochi, facchinaggio, guardiania e manutenzione del verde - rappresenta un tentativo concreto di integrazione della comunità rom col territorio. Peccato che la strada sia tutta in salita, però. "Siamo arrivati anche ad avere 17 operai al lavoro, ma adesso siamo rimasti soltanto in 5: non c'era la forza per pagare i contributi per tutti, soprattutto perché stiamo lavorando a fatica".

Non è la voglia di rimboccarsi le maniche a mancare, assicura Daniel che spiega: "Alcuni dei rom che vivono in questo campo sono costretti a volte a continuare a frugare nei cassonetti o a fare l'elemosina, pur di portare pochi euro a casa la sera. Ma succede solo quando non c'è davvero più alternativa". Nel frattempo al campo arriva uno scuolabus e scendono decine di bambini rom, dopo una giornata passata fra i banchi. Anche questa, naturalmente, è integrazione ma a caro prezzo. Non è certo un villaggio turistico il campo di Japigia, i servizi igienici sono insufficienti, le baracche sono ormai vecchie e quando piove si allaga tutto.

"Speriamo che un giorno possano arrivare dei fondi per avere delle case migliori" solleva le spalle Daniel, mentre qui fa buio prima che altrove: i pannelli fotovoltaici che alimentano l'illuminazione non riescono a erogare sufficiente energia. "Fino a dicembre, almeno, diversi uomini hanno lavorato nella raccolta delle olive, dalle 6 del mattino fino a che restava un poco di luce. E c'è pure chi riesce a fare l'operaio nell'edilizia, ma non basta. Speriamo che le istituzioni possano darci una mano attraverso l'affidamento di lavori: non vogliamo mendicare, ma guadagnarci da vivere con il sudore della fronte".

Il problema, semmai, sono ancora i pregiudizi soprattutto da parte della committenza privata che "è frenata dalla paura di lasciarci soli in casa a lavorare, anche se non ci mancano le buone referenze magari". Quando, invece, una chiamata arriva troppo spesso si tratta di lavori sottopagati. "Se pensassero di pagarci come gli italiani - dice disilluso Daniel - non ci chiamerebbero di certo. Ma va bene lo stesso, così almeno possiamo guadagnare qualcosa. Meglio lavorare per poco che niente e poi, come si dice proprio a Bari, per avere un lavoro bisogna attaccare il ciuccio lì dove vuole il padrone". Non importa. L'obiettivo di Daniel Tomescu è che Artezian, e con lei le braccia dei lavoratori del campo rom, vada avanti. Il gruppo, infatti, si è strutturato ora nella forma di cooperativa sociale e questo traguardo per Daniel rappresenta la speranza di nuove opportunità.

A riaccendere presto i riflettori su questa realtà, intanto, in primavera, sarà il filmaker Giovanni Princigalli che al campo girerà la docufiction breve Testa e piedi, per protagonisti alcuni bimbi rom. Un ritorno per il regista barese che, ormai emigrato in Canada, esordì dietro la macchina da presa proprio raccontando la comunità rom di Japigia filmandola nel suo primo insediamento, una decina d'anni fa, con il pluripremiato documentario Japigia Gagì. Ed emblematica appare la vicenda al centro di Testa e piedi: "È la storia vista dagli occhi di un bambino - anticipa - di una famiglia, la sua, che, venuta in Italia, non riesce a integrarsi e decide di emigrare altrove".

 
Di Fabrizio (del 16/02/2013 @ 09:06:39, in lavoro, visitato 173 volte)

CASTELLI today Polemiche a Frascati per l'assegnazione a una ragazza di etnia rom di una borsa lavoro del comune - di Francesca Ragno - 13 febbraio 2013

Fa le pulizie al centro anziani del Comune di Frascati ed è assegnatrice di una borsa lavoro comunale, fin qui non ci sarebbe nulla di male se non fosse che la ragazza in questione è di etnia rom.

L'etnia della donna ha sollevato un vespaio politico di cui si è fatto paladino il Popolo delle libertà di Frascati e così il gruppo consigliare pidiellino ha chiesto un incontro immediato nella giornata del febbraio con il settore servizi sociali del comune di Frascati: "È nostro intendimento verificare che tutto si sia svolto secondo legge", scrivono in una nota i consiglieri comunali.

Intanto sui social network il dibattito è acceso e duro, il consigliere Mirko Fiasco da Facebook intende chiarire che il PDL non è razzista, ma intanto è meglio non assumere una "zingara": "Non siamo razzisti, siamo per l'integrazione, ma quanti padri di famiglia frascatani sono senza lavoro?Quanti attendono un sussidio? Sindaco Di Tommaso l'unica via sono le dimissioni". Il PDL è sicuro andrà "fino in fondo a questa storia".

 
Di Fabrizio (del 15/02/2013 @ 09:04:00, in lavoro, visitato 217 volte)

La Stampa Protesta dei "ferramiu" contro le nuove norme alla presentazione del Piano Città - di PAOLO COCCORESE

Il "business" del riciclo: Un'ottantina di persone hanno manifestato contro le nuove norme del mercato del rottame che dà da mangiare a quasi 5 mila "ferramiu"

"Futuro" è stata la parola d'ordine dell'assemblea pubblica di presentazione del Piano Città, la serie di interventi da 11 milioni di euro che, a partire dai prossimi mesi, avvieranno il rilancio di Falchera.
La parola "futuro" l'ha pronunciata il sindaco Piero Fassino, ed è apparsa su uno dei cartelli di protesta esposti dall'ottantina di persone, nella stragrande maggioranza nomadi del quartiere, che durante la serata hanno manifestato contro il blocco del mercato del recupero del rottame. Lavoro, che in tempo di crisi, dà da mangiare a quasi 5 mila "ferramiu".

Il rilancio del quartiere
Futuro, come sinonimo del recupero della Falchera e Pietra Alta. A gennaio, la Città si è aggiudicata i fondi statali per i progetti di riqualificazione urbana. Denaro pubblico che diverrà volano per investimenti privati.
"Falchera è un quartiere che ha enormi potenzialità ambientali che si sono trasformate in focolare di degrado - dice il presidente della Circoscrizione Conticelli -. Con il Piano Città si potrà invertire la rotta". Non mancano le critiche - "porterete solo cemento", la più diffusa -, ma il Piano si svilupperà su due principi: "Un ridisegno complessivo della zona e un riqualificazione basata sulla sostenibilità ambientale". Tra i progetti: la bonifica dei laghetti, la ristrutturazione delle scuole e dei palazzi Atc, il nuovo cavalcavia per il "secondo accesso" e la sistemazione di piazza Astengo.

La paura
Futuro, invece, inteso come incertezza per chi vive recuperando e vendendo rottami di rame, acciaio o bronzo. Nelle ultime settimane il mercato si è quasi fermato. Alle officine specializzate nell'acquisto del metallo di recupero, centri simili a "compro oro", è stata recapitata una lettera della Provincia dove si chiedono maggior controlli per arginare il riciclaggio del rame rubato. Diktat che rischia di affamare migliaia di ferramiu di fortuna, raccoglitori ambulanti che vivono riciclando rottami dei cantieri e svuotando le cantine.
"Da lunedì non possiamo più lavorare - dice Zajim Halilovic, ferramiu della Falchera -. Pretendono l'iscrizione alla camere di commercio, autorizzazioni Inal e Inps, omologare i furgoni. Guadagno 700 euro al mese e ne dovrei pagare 1500". Ma chi vive vendendo rottami? Sono in tanti: ditte specializzate, ma anche tanti ambulanti. Chi svuota i cassonetti, i pensionati e, soprattutto, i nomadi. In tanti hanno protestato davanti al sindaco Fassino.

Problema sociale
Il mercato del rottame è un limbo tra chi rispetta le regole e chi vive di furti e mercato nero. Gli oggetti di metallo (dalle grondaie, ai cavi elettrici) sono rifiuti e richiedono autorizzazioni particolari che il trasporto. "E' ingiusto qualificarci come ditte - aggiunge un altro ferramiu, Ottavio Piramide -. Se ci sequestrano il furgone siamo costretti ad andare a rubare". La lettera della Provincia rischia di diventare un problema sociale. "La nostra intenzione è limitare il fenomeno dei furto di rame - dicono dall'Assessorato all'Ambiente -. La lettera era funzionale a questo scopo, non era nostra intenzione generare il blocco della vendita".
I nomadi, dopo aver protestato davanti Fassino sono pronti per fare un sit-in davanti alla sede di corso Inghilterra. "Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con la Regione per trovare una soluzione - aggiungono dalla Provincia -. Pensiamo a direttive che permettano l'attività per tutti nel rispetto delle regole".

 
Di Fabrizio (del 09/02/2013 @ 09:04:54, in lavoro, visitato 134 volte)

RTV SLO Maribor, il primo ristorante Rom in Europa di K. S. (Ndr: mi risulta che in Ungheria ce ne siano già due, uno è questo)
Projekt Romska gostilna - Romani kafenava
21. januar 2013 ob 17:56 - Maribor - MMC RTV SLO

La capitale della Stiria presto diventerà più ricca per la locanda, unica non solo in Slovenia ma per l'intera Europa. Infatti entro la fine dell'anno ci sarà a Maribor il primo ristorante rom.

Štefan Simončič, rappresentante dell'associazione EPeKa di Maribor e capo del progetto, ha detto che lo scopo è la conservazione e la presentazione della cultura rom, assieme all'eliminazione dei pregiudizi della maggioranza della popolazione. Il progetto di 300.000 euro è finanziato all'80% dall'Unione Europea, mentre il 20% dal Ministero del Lavoro e della Famiglia.

Simončič ha sottolineato a RTV Slovenija è possibile mangiare in una vasta gamma di ristoranti etnici tranne quelli rom, che pure vivono in Europa dove sono circa 12 milioni.

In Slovenia la maggior parte dei Rom vive a Maribor, circa 2.000.

Com'è scritto sul sito ufficiale, l'Inn Rom - Romani kafana opera sul principio dell'imprenditoria sociale per persone appartenenti a gruppi vulnerabili, se il ristorante risultasse redditizio, si accumulerà per la creazione di nuovi ristoranti, dove far lavorare altri Rom e Romnià.

clicca per il video (in sloveno)

Piatti tipici nell'ambiente rom
Quali saranno le specialità proposte? Si può anticipare burek e torte, minestre e zuppe tradizionali. Non mancheranno la grappa ed il caffè tipici, i cui fondi verranno letti agli ospiti.

Camerieri e cuochi saranno vestiti nei costumi tradizionali romanì, e tale sarà l'atmosfera e la musica d'accompagnamento. [...]

Tra gli obiettivi dei responsabili del progetto: la conservazione della cultura romanì, la loro motivazione ed inclusione in materia di occupazione, la formazione al lavoro per lavorare in un ristorante, l'aumento della fiducia in se stessi, la promozione di stili di vita sani tra i Rom ed il resto della popolazione, per ridurre pregiudizi e stereotipi.

Sulla posizione del ristorante non si sa ancora molto, ma dovrebbe essere verso il centro città.

 
Di Fabrizio (del 20/01/2013 @ 09:01:32, in lavoro, visitato 249 volte)

Ve li ricordate? Ne avevo scritto un po' di tempo fa.

Domenica scorsa se n'è tornato a discutere in un gruppo su Facebook. Tutti vogliono (o vorrebbero? Non l'ho capito bene...) denunciare per razzismo gli autori di quella immagine e il gruppo che li ospita.

Rileggendo quella mia noticina di due mesi fa, vorrei sottolineare due cose distinte che notavo allora:

  1. quell'immagine è fatta da gente stupida o ignorante, perché da la colpa ai Rom (che notoriamente hanno e hanno sempre avuto un altissimo tenore di vita) della perdita del loro potere d'acquisto. Ma, insegna l'economia di strada, gli stupidi saranno sempre ottimi clienti (anche se poi fideizzarli è un casino!)
  2. dai Rom ho imparato a prendere in giro la gente (ma non ho mai imparato a denunciarla). Quale occasione migliore di questa? Soprattutto, partendo dalla loro stupidità iniziale, perché perdere un'occasione simile per dimostrare che si è in grado di insegnare loro qualcosa? Gli affari possono essere persino uno scambio di natura intellettuale, se si riesce a centrare il punto: "la perdita del loro potere d'acquisto".

E adesso... parliamo del business.

Chi sono questi stupidi (e pure anonimi) per insegnare a diventare Rom? Che titolo hanno? Come si svolgono le loro lezioni? Se prendessimo sul serio la loro "provocazione", sarebbero passibili di truffa.

E, sempre prendendo sul serio la provocazione, l'unico che ha qualche speranza di insegnare come SI DIVENTA UN ROM, visto la lontananza tra i due mondi, è solo chi è Rom. I quali Rom, ma anche i Sinti possono metterci del loro, di fronte a questa RICHIESTA DEL MERCATO IN TEMPO DI CRISI, dovrebbero proporre agli stessi clienti che cercano quella tessera, la propria consulenza (ovviamente: a pagamento) e, se si fosse capaci di ragionare in grande, al termine di un corso di formazione la possibilità di aprire un FRANCHISING.

FRANCHISING, magari anche solo fornendo intermediazione su come acquistare una roulotte scassata, come vestirsi alla meno peggio, o fornendo secchielli e panni agli angoli degli incroci più trafficati. Insomma, lezioni pratiche su come sopravvivono questi benedetti Rom.

Se questo è il primo livello di studi (dove qualsiasi Rom appena arrivato in Italia potrebbe proporsi come docente), esiste anche un corso avanzato, che dev'essere gestito da Rom di più lungo insediamento e che abbiano già ottenuto un minimo di stabilità: come arrangiare la spesa per una famiglia numerosa, come costruire e riparare di tutto, corsi di cucito (per le romnià che si cuciono ancora le gonne da sole), piuttosto che di baysitteraggio (già da giovanissime si impara a badare a fratelli e cugini più piccoli, altro che rapimenti infantili! La prima baby sitter dei miei figli è stata una romnì). Roba pratica, insomma, non cerco i soliti intellettuali da sbarco.

Il tutto, inframmezzato magari da cene comuni (a pagamento per il corsista), balli, partite a pallone. Perché, e qua torno al cuore del mio articolo di allora, c'è una dimensione sociale che resiste tra Rom e Sinti (ma non è una loro esclusiva) che permette, anzi è necessaria, di affrontare le durezze della vita. E questo, secondo me è il CORE BUSINESS (da una parte) e la domanda profonda e irrisolta del mondo stupido esterno: non sapere più sorridere e non sapersi rialzare.

L'altra domanda, più superficiale ma altrettanto reale, è: stiamo diventando più poveri, a chi diamo la colpa? L'unica risposta che può dare chi è ancora più povero di loro (e quindi, con la sua sola presenza, è una minaccia visiva e forse reale) è: io sono povero da generazioni - posso darti delle dritte per sfangarla. Oppure, quando sarai povero come me, dovrai purtroppo misurarti con chi sarà molto più allenato di te.

    Mi immagino la faccia di chi sta leggendo... si starà domandando se sono serio o dilo. Rispondo solo che al momento sono piuttosto squattrinato, e chi per caso pensa che sia serio, sappia che sto cercando capitali e soci. Visto i Rom sono dappertutto (quasi come i napoletani), potremmo proporre un serio franchising multinazionale.
 
Di Fabrizio (del 18/01/2013 @ 09:09:54, in lavoro, visitato 143 volte)

Lei, Xx, abita in un "campo nomadi". Ha studiato anche dopo le medie ma, visti i tempi, qualsiasi lavoro che trova va bene. E come i suoi coetanei, tenta di capire con chi ce l'avesse la Fornero quando ha tirato fuori quel "choosy".

Lui, Zz, è un mio amico d'infanzia e mio vicino di casa, io e lui "rossi" da sempre. Ha un figlio, quasi coetaneo di Xx. Un ragazzo che, come tanti, alterna una rabbia sorda contro il mondo a slanci di tenerezza. Non è mai stato un cattivo ragazzo, ma per un certo periodo era affascinato dalla destra estrema tipo Forza Nuova.

Si somigliano quei due, molto più di quanto non sembrerebbe a prima vista.

E poi c'è Yy e la sua libreria. A fine anno doveva fare l'inventario e mi ha chiesto se l'aiutavo a cercare dei ragazzotti svegli che potessero dargli una mano. Pagandoli, ovviamente.

Così, Xx e il figlio di Zz hanno lavorato assieme. Se si siano parlati, confidati le rispettive paure, o mangiato assieme un panino durante la pausa, non lo dico. Per il momento, basta così.

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

 

 

 

 

Immagine
 1995 - redazione del bollettino per le scuole IL VENTO E IL CUORE... di Fabrizio

Non un altro blog - giornale o chissacosa ma: 1. raccogliere notizie direttamente dalle fonti; 2. far conoscere come la pensano i diretti interessati.

La redazione

Titolo
Dopo aver cambiato qualcosina nell'aspetto grafico di MAHALLA, ripropongo un vecchio sondaggio. Come vi pare il nuovo aspetto?

 Può andare
 E' più brutto
 Non ho capito la domanda
 E cambiare il gestore?

 

Django la tua musica vive ancora
Sessant'anni fa, il 16 maggio 1953, moriva Django Reinhardt a Samois-sur-Seine nel Nord della Francia. La sua musica immortale vive ancora. Ascoltala su U Velto Radio.

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (6)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


21/05/2013 @ 19.09.56
script eseguito in 203 ms

 

Cerca per parola chiave
 

Dove siamo:

 


Circa 18 persone collegate

http://www.wikio.it

InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< maggio 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
   
             
Titolo
blog (473)
casa (410)
conflitti (210)
Europa (949)
Italia (1328)
Kumpanija (353)
lavoro (186)
media (446)
musica e parole (427)
Regole (327)
scuola (304)
sport (86)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Ecco un punto di vista molto reale.
13/05/2013 @ 14:48:02
Di ernesto
uno dei misteri più intriganti è quello di capire ...
17/04/2013 @ 10:15:10
Di mauro
<

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2013 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source