Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 31/12/2011 @ 09:15:54, in casa, visitato 1285 volte)

SARdies.org 29 dicembre 2011 22:30

Sassari - La differenza balza subito all'occhio: tanto è "anarchico" uno, quanto è ordinato l'altro, con alcuni moduli abitativi che a tratti ricordano le casette di Paperopoli. Sono in tutto 114 i nomadi ospitati nel campo di Piandanna. Anzi, i campi. Perché, di fatto, sono due, con ingressi separati. Due mondi insomma, che comunicano con difficoltà. Diverse le religioni, diverso anche il concetto di insediamento abitativo. Unico invece il paese d'origine, la vecchia Jugoslavia. Così, i musulmani (detti "Khorakhanè") sono in prevalenza originari della Bosnia; gli ortodossi ("Gagikane") vengono dalla Serbia e soprattutto dalla Croazia (dalle Krajine, le ex regioni ortodosse "ripulite" a suo tempo, con modi piuttosto "spicci", da Tudjman).

Campo nomadi di Piandanna, un progetto per i bambini (archivio SARdies 12 dicembre 2011)


La Commissione Cultura e Servizi Sociali, guidata da Sergio Scavio (Ora sì - Sel), presente anche l'assessore Vinicio Tedde (che oltre alla delega al Patrimonio ha preso, in via temporanea, anche quella alle Politiche Sociali, in attesa dell'imminente reintegro nelle sue funzioni dell'assessore Michele Poddighe, nelle ultime settimane assente per malattia) è tornata al Campo Nomadi dopo la visita dello scorso aprile. Da quel sopralluogo qualcosa è già cambiato. Per esempio la stradina di accesso, finalmente asfaltata. Adesso però si interverrà su altri aspetti. La prima proposta è del consigliere Antonio Piu (Pd), componente dell'apposita Commissione sui Rom istituita presso il Settore Servizi ed iniziative sociali dell'Amministrazione comunale. "Stiamo pensando di proporre l'installazione di una torre-faro, come quella delle rotatorie", spiega Piu. "I bambini così potranno muoversi anche di sera, quando cala la luce". Ma c'è anche il problema delle fognature: nella parte musulmana mancano del tutto. E qui si dice che siano già spariti (pare più di una volta) i rubinetti dai servizi igienici installati dal Comune.



Il campo di Piandanna rimane in ogni caso costantemente monitorato e controllato dall'Amministrazione comunale. I problemi sono altri. Quanti sono per esempio i rumeni, cittadini dell'Unione Europea, che dormono nell'area dell'ex gazometro di via XXV aprile? Sembra siano un centinaio, sicuramente alcune decine. Quando inizieranno i lavori per il Centro Intermodale dove finiranno?

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Di Marylise Veillon (del 30/12/2011 @ 09:23:58, in lavoro, visitato 982 volte)

Da Roma_Francais

Le Parisien I mercati popolari della miseria si sviluppano di notte

Nei quartieri popolari di Parigi, le vendite direttamente al suolo si moltiplicano, in notturno, il week-end. Cianfrusaglie proposte per alcuni euro, dopo che gli straccivendoli sono andati via. CÉCILE BEAULIEU et ANNA LECERF

Porte Montmartre (XVIII), all'inizio di dicembre. Ogni venerdì sera da un mese, mercanti per la gran parte rom, cvendono vestiti e oggetti di qualsiasi tipo dopo la partenza degli straccivendoli. (LP/jean-baptiste quentin.)

Al calare della notte, decine di sagome curvate sotto il peso di enormi balle ricolme di oggetti eterocliti, convergono in direzione della Porte Montmartre (XVIII). Là sotto il ponte della periferica, allo stesso posto che occupano gli straccivendoli il week-end e il lunedì, mercanti della notte s'installano ogni venerdì sera da ormai un mese. Un mercato della miseria notturna, animato da mercanti di fortuna originari delle popolazioni rom, che offrono direttamente al suolo, scarpe sparigliate, piccoli casalinghi usati, scatolami, stoffe, abbigliamento, lenzuola o tovaglie per alcuni euro.

I poveri vendono a poveri più poveri ancora di loro, all'ombra dei professionisti dello straccio, loro stessi molto svantaggiati. Ma i venditori notturni hanno anche un'altra clientela: gli straccivendoli che vengono a comprare all'ingrosso lotti interi di merce. Acquistata per 50 euro, sarà rivenduta il doppio il giorno dopo, alla luce del sole...

I venditori si spostano a secondo dei "pericoli".

Di questi mercati notturni, Parigi ne conta sempre più, soprattutto nei quartieri popolari. La Porte Montmartre, i quartieri di Belleville e Ménilmontant, ma anche le Porte di Bagnolet e di Montreuil, accolgono così da un po' di tempo questi visitatori della sera, rom o asiatici. In un'atmosfera tranquilla, al limite dello studioso, gli oggetti passano da una mano all'altra nella quasi penombra. Furtivamente, in quanto che sia venditori che compratori sanno che i minuti sono contati: non sono al riparo di un intervento della polizia.

"Questi mercati notturni sono tenuti dai più poveri, coloro che non hanno un posto assegnato, i quali temono maggiormente di essere sloggiati" sottolinea Samuel Lecoeur, presidente dell'associazione di difesa degli straccivendoli. Molto fluttuanti, i venditori si spostano a secondo del "pericolo", annunciato dal passaparola. "Quando sappiamo che hanno confiscato la merce di un venditore a Belleville, evitiamo la zona e ci dirigiamo verso Ménilmontant."

Le stesse scene hanno luogo alle Porte di Bagnolet e di Montreuil. Se gli straccivendoli lì stabiliti diffidano dei venditori ambulanti, non ci sono invece "guerre di caste", ma la concorrenza non ne è meno agguerrita. Mohammed Zouari, straccivendolo alla Porte Montmartre, benché guardando con una certa indulgenza le famiglie rom che s'installano ogni venerdì sera sul piazzale degli straccivendoli caramente conquistato, non può fare a meno di deplorare la loro presenza notturna. "E' evidente, sospira, il cliente che viene a comprare di notte, non verrà a trovarci la mattina dopo! Ci perdiamo..."

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Finalmente qualcosa di positivo per la federazione rom e sinti insieme

Dopo quasi più di due anni di frenetica attività per cambiare le regole per iscrivere nuove imprese all'albo degli autotrasportatori
OGGI LA FEDERAZIONE ROM E SINTI INSIEME
con un immensa gioia può finalmente far sapere ai suoi lettori che qualcosa di positivo e successo, l'Italia a finalmente preso in considerazione il regolamento Europeo.

Queste sono le nuove procedure per iscriversi all'Albo degli autotrasportatori.

La circolare n.4/2011 del Ministero Infrastrutture e Trasporti detta disposizioni e modalità operative.
Sono cambiate le regole da seguire per iscrivere nuove imprese all'Albo degli autotrasportatori e per mettere in circolazione nuovi veicoli.


Al più presto faremmo sapere come fare per iscriversi, per adesso per saperne di più basta cliccare e aprire QUESTO LINK.

Presidente Radames Gabrielli

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Di Fabrizio (del 28/12/2011 @ 09:35:15, in conflitti, visitato 1177 volte)

Il cuore d’Europa from Linkiesta.it on Vimeo.

Documentario di Roberto Festa e Claudio Maggiolini Produzione Serial Flowers

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Di Fabrizio (del 27/12/2011 @ 09:36:28, in casa, visitato 1019 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojislav

Lameziaterme.net Venerdì 23 Dicembre 2011 10:22

L'Aterp ha annunciato che le case popolari di Carrà per i Rom saranno presto completate.

IO NON CI CREDO, ed è difficile trovare opinioni diverse.

Gli ultimi 25 anni di politiche pubbliche sull'edilizia popolare promosse dall'Aterp, autentico carrozzone, si sono risolte in un plateale ed insopportabile fallimento per la ns Città.

Basta guardare le strutture a torre, esteticamente orribili, per oltre un centinaio di alloggi che stanno marcendo a Savutano; un cantiere aperto (solo la palizzata) circa dieci anni or sono in via dei Bizantini, immediatamente bloccato, mai più ripreso; l'opera incompleta sui terreni confiscati alla mafia in contrada Carrà; la manutenzione precaria ed inefficiente dei fabbricati e degli alloggi.

Sono la plastica rappresentazione di un ente improduttivo, antieconomico ed indifferente alle necessità sociali, che, se avesse svolto con diligenza appena infantile la propria missione, avrebbe contribuito a risolvere, gradualmente, l'emergenza abitativa non solo dei Rom, ma di altri cittadini bisognosi.

E' molto più utile, visti i precedenti, che i soldi destinati al completamento dei 20 alloggi Rom siano affidati direttamente all'Amministrazione Comunale che, proprio in questi giorni, si accinge a consegnare 12 alloggi popolari in via Cianflone, realizzati da essa in meno di tre anni. Non sono tempi del tutto brevi, ma rispetto a quelli dell'Aterp appaiono fulminei.

Per il completamento delle altre strutture, vista la cronica inerzia dell'Aterp che incide negativamente su servizi essenziali connessi a diritti fondamentali come quello alla casa, occorre pensare, una volta per tutte, ai liberi "interventi sostitutivi" del Comune previsti dall'art 14 legge regionale n.15/2006, del tutto ignorata dalla politica, ma che rappresenta uno dei rarissimi casi in cui il legislatore regionale ha assunto il ruolo di riformatore al servizio della collettività.

consigliere avv. Antonello Sdanganelli

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Di Fabrizio (del 26/12/2011 @ 09:00:06, in lavoro, visitato 1335 volte)

L'anno scorso postai una favola natalizia per i più piccoli. Quest'anno è il turno di quelli un po' più grandicelli. Lo spunto viene da un commento su un altro blog.

Immagine da cavallomagazine.quotidiano.net

Discutevo il mese scorso con amici, che mi raccontavano di aver visto in Turchia, a Creta ed in Macedonia fiere di cavalli gestite da Rom e si vantavano di averle riscoperte andando tanto lontano.

Rispondevo che sino a 10 anni fa, esisteva qualcosa di molto simile in un posto niente affatto esotico, in centro a Monza, proprio accanto alle mura del carcere vecchio (non ci siamo mai fatti mancare niente!).

A vederlo non era niente di particolare, soprattutto da vuoto: un vasto piazzale cintato e coperto da tettoie. I miei figli quando erano piccoli marinavano la scuola (adesso sono cresciuti e posso dirlo) per andarci con me il giovedì mattina.

E lì incontravano con stupore un vecchio rom malmesso e semianalfabeta, che avevano conosciuto al campo sottocasa, che da una vita faceva l'allevatore di cavalli, che trattava alla pari con commercianti e nobili amanti dei cavalli. La trattativa terminava immancabilmente nell'osteria vicina, a vino e salamelle.

Fuori dal recinto, un piccolo mercato con oche, galline e conigli, coltelli a serramanico (la passione di qualsiasi ragazzino), borracce, ed il vecchio che ci spiegava la differenza tra una sella inglese e una americana.

Il mercato dei cavalli ha chiuso, ha chiuso anche l'osteria delle salamelle, anche il tabaccaio. Nessuno di loro era ricco, ma si campava e ci si conosceva (ci si rispettava) tutti: rom, nobili, gagé, bambini... anche se non escludo che lontani dalla fiera riemergessero vecchie discriminazioni.

Presto arriverà un centro commerciale, che strozzerà i negozi superstiti.

Il vecchio vive tuttora in un campo regolare, ai margini di quello che potrebbe diventare un vasto parco urbano. I suoi parenti sono diplomati operatori del verde, ma la loro cooperativa da anni non ha commesse, anche se il lavoro sarebbe sotto casa.

Cinque anni fa presentammo un progetto al comune, perché in questo parco, al posto di un'altra speculazione edilizia, si potesse installare una stalla a norma, con maneggio annesso, per organizzarvi visite scolastiche e gite a cavallo nel costituendo parco. Avevamo a disposizione le persone più esperte nel ramo in città, avremmo potuto persino dare lavoro a qualcuno che non fosse rom.

Nessuno si occupò di questo progetto, in compenso il comune vuole chiudere il campo. Il vecchio, con figli e nipoti, ha trovato una cascina nel pavese dove sistemarsi e credo che per loro sia la soluzione meno dolorosa.

A me spiace non solo per dover perdere dei vecchi amici che hanno insegnato ai miei figli ad amare tutti gli animali.

Spiace perché quando si parla di cultura e di possibilità di esprimersi, pensiamo alla musica, alla poesia, ma lo è anche una vita di lavoro passata ad allevare cavalli. Era uno scambio, come lo è la cultura, come lo è il lavoro, perché è lo SCAMBIO che permette alle tradizioni di rimanere vitali e rinnovarsi. E pure di accrescere tutti quanti operino questo scambio.

Dicono che la mia città sia inclusiva, che da sempre dia attenzione al lavoro e al soldo. Se davvero fosse così, come l'ho conosciuta da quando ci sono nato, non mi dispiacerebbe, neanche con la sua nebbia e le sue durezze.

Sarebbe un esempio europeo, come Monaco di Baviera, dove i Turchi che ho conosciuto spazzini 30 anni fa, oggi dirigono supermercati ed agenzie viaggi. Come Marsiglia, che ha lasciato una palude schifosa come la Camargue ai gitani, che l'hanno resa una meta turistica internazionale.

E mentre noi gagè sogniamo la Turchia o la Camargue, spendiamo i soldi per andarci ed essere parte (anche solo per un attimo) di questi paradisi perduti, facciamo in modo che chi potrebbe ricreare da noi quelle atmosfere sia obbligato ad andarsene.

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Di Sucar Drom (del 25/12/2011 @ 09:11:05, in lavoro, visitato 1002 volte)



L'Associazione Sucar Drom e l'Istituto di Cultura Sinta augurano BUONE FESTE promuovendo l'immagine della nostra Cooperativa di lavoro (labatarpe, in lingua sinta).

Il Consiglio direttivo della Sucar Drom / I.C.S. e i Soci della Coop. Labatarpe

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Di Fabrizio (del 24/12/2011 @ 09:22:02, in musica e parole, visitato 1114 volte)

Da Slovak_Roma

Billboard.biz By Phil Gallo, LA - 9-12-01

A destra Hans Zimmer, con i musicisti della Slovacchia il cui talento appare nella colonna sonora di "Sherlock Holmes - Gioco di Ombre"

Può avere un risposta un mistero musicale, dopo l'uscita di "Sherlock Holmes - Gioco di Ombre" il 16 dicembre e il rilascio della colonna sonora da parte di Watertower Music tre giorni prima. Avendo usato per il film la musica zingara di un gruppo di strumentisti slovacchi, il compositore Hans Zimmer spera che la colonna sonora possa servire da trampolino per questi sconosciuti musicisti di un villaggio.

"Quello che sto cercando di fare, via iTunes, è aggiungere bonus track perché l'album resista più a lungo." dice Zimmer, seduto nel suo studio di Santa Monica, California. "Vediamo dove si arriva, non sono ancora sicuro di tutta la storia. Voglio vedere cosa se ne pensa un po' in tutto il mondo e se (la musica) piace, possiamo inciderne ancora."

Il video che racconta del viaggio di Zimmer in Slovacchia per registrare la musica dei Rom, sarà disponibile all'uscita dell'album, assieme a tre tracce.

Il cortometraggio ha particolarmente eccitato Zimmer. "C'era grande musica in tutti i villaggi dove siamo andati," dice. "Una cosa incredibile."

Due bande rom [...] sono nella partitura del film, gli otto elementi di Kokavakere Lavutara ed il quintetto Ciganski Baroni. La Mnozil Brass Band fornisce un elemento tedesco al lavoro orchestrale di Zimmer e del suo collaboratore Lorne Balfe.

"Dall'India al sud della Spagna e poi in Irlanda, c'è questa corrente di coscienza musicale che si può seguire," dice Zimmer. "Amo tutti questi chitarristi zingari."

Zimmer, che supervisionerà le musiche per gli Academy Awards assieme a Pharrell Williams, ha discusso "Sherlock Holmes" e3 la creazione del coro per il prossimo "Cavaliere Nero" in un'intervista con Billboard.biz.

Sembra che la tua immaginazione corra selvaggia su questo tema - sono più gli stili russo ed europeo, che quello dell'Inghilterra vittoriana. Però, è prominente la musica rom. Da dove arriva questa idea?

Ho accennato a temi zingari nel primo ed ho letto lqa sceneggiatura alla pagina IV dove si dice "la zingara indovina." Da lì ho telefonato (al regista) Guy (Ritchie) dicendogli "Andiamo!". Conosco la musica, ma non posso fare niente su stereotipi e pregiudizi. Volevo trovare i musicisti, vedere l'ambiente. Nei contatti siamo stati aiutati da Madeleine Albright e dal National Democratic Institute. La priorità era di trovare grandi musicisti e d'altra parte pensavamo che sarebbe stato simpatico documentare in una certa maniera. Mia sorella (Zoe) è fotografa di moda ed era d'accordo sarebbe stato bello in questo modo. Entrando nelle comunità rom, ho lasciato il mondo che conoscevo, prima non potevo immaginarmelo - si è nel mezzo dell'Europa, ma non te ne renderesti mai conto. C'è questa povertà ed ingiustizia mitigate da un'incredibile dignità e musicalità.

E' un'atmosfera molto diversa, non solo dal primo "Sherlock Holmes", ma anche da tutti i tuoi altri lavori. Canticchiavo una melodia mentre lasciavo il teatro.

Abbiamo ridotto la musica del film per vari motivi - sembra funzionare col moderno Zeitgeist. E' solo con i film d'animazione che si adoperano ancora lunghe ed ampie melodie. Inoltre l'idea del virtuosismo è diventata completamente marginale. Amo la musica virtuosistica. Potessi, passerei il resto della mia vita registrando Jeff Beck. (I virtuosismi) non si adattano (alle colonne sonore), ma i musicisti rom sì. Nel contempo, posso tornare al mio mondo minimalista. E' stato divertente avere tutti questi musicisti rom in una stanza e dire "OK, proveremo a fare una cosa minimalista come il ticchettio di un orologio." Portarli fuori da quello a cui erano abituati.

Facendo così, eri cosciente di mescolare la loro musica con quella orchestrale, permettendo loro contemporaneamente di esprimersi secondo le loro tradizioni?

Non potevo fare cose alla Django (Reinhardt). Troppo lontane dal loro mondo. Gli (spunti musicali) di Sherlock non erano troppo (basati su) Ennio Morricone, come può sembrare a molti, ci sono più Kurt Weill e Bertolt Brecht. Ho immaginato che lanciando la musica della repubblica di Weimar nell'Inghilterra vittoriana sarebbe stato qualcosa di interessante - piccole unghiate sporche e l'UNPA UNPA degli ottoni.

Per te stato davvero un anno di sequel -  "Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides," "Kung Fu Panda 2," "Holmes" - per continuare con  "The Dark Knight Rises" and "Madagascar 3". Come ti cauteli dal rischio di ripetizioni?

Divento pazzo. Cerco di proporre idee che siano appropriate e poi vedere se c'è qualcun altro la fuori che io possa scuotere un poco. Mi piace il processo collaborativo - non dobbiamo semplicemente conformarci al sistema di Hollywood. Mi piace quando i miei registi sono parte della band. Quando ascolti (la colonna sonora) dell'album, c'è questa "Shadows Suite", cioè me stesso al livello più dittatoriale. Verificatane la solidità e che fosse proponibile, l'abbiamo data ai musicisti rom. Il mio partner Lorne è un grande quando dice "cosa succederebbe se" quando ho delle intuizioni. Molte volte se ne esce con un'idea armonica che io, troppo preso dalle mie certezze, non avrei mai avuto. Se l'architettura è solida per iniziare, è facile aprire le porte ed aggiungervi dell'individualità.

Nonostante la serie filmica per cui sei più conosciuto, Batman, hai collaborato con James Newton Howard, ora lavori da solo. Dove ti situi in questo processo?

Ho dato al (regista) Chris (Nolan) un po' di musica per "Dark Knight Rises". Ciò che ne ha accresciuto la visibilità è stato il nostro canto. Mi venne in mente un canto che coinvolgesse centinaia di migliaia di persone. Ed abbiamo usato una frazione dell'idea per rivelare un personaggio su Internet. La gente è molto intrigata da questo campo e dal suo risultato. Abbiamo soltanto (postato) su  Facebook e Twitter che tutti potevano partecipare su ujam.com. Mi piace l'idea che tramite gli ultimi due film (di Batman) abbiamo creato questo mondo, il mondo di Dark Knight. So che i fan hanno una vera comprensione e rispetto per questo mondo. Quindi, perché non renderli abitanti di questo mondo, renderli parte? Si svilupperà sino alla fine di dicembre. Tutto ciò che dico (ai potenziali cantanti) - se volete essere ascoltati, vi chiedo di essere un po' più aggressivi. Basta carinerie. Un po' più di atteggiamento. Questa idea si è evoluta dal coro di Eric Whitacre su YouTube. Una delle cose interessanti per un tecnico del suono è che ogni voce viene registrata nel suo proprio ambiente. Mettere assieme tutti questi ambienti non lo si ottiene spesso. Diventa un suono davvero interessante.

Zimmer ed i musicisti zingari slovacchi nello studio del compositore Santa Monica, Calif. Foto: Phil Gallo

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Di Fabrizio (del 23/12/2011 @ 09:48:28, in media, visitato 1139 volte)

18 dicembre 2011 18:04 - Il Giornale di Berlusconi dileggia il Ministro Riccardi e la Comunità di S.Egidio. "Tecnico improvvisato, salottiero, amico di zingari e islam". Meglio Mara, Maria Stella e Nicole

I pogrom non nascono perché un bel giorno la gente impazzisce e se la prende con il diverso. I campi di sterminio non si costruiscono perché un folle ritiene che bisogna sbarazzarsi degli ebrei, che hanno troppi soldi e fanno il bello e il cattivo tempo, e per giunta rovinano la razza ariana. Il Ku Klux Klan non trae origine dalla pensata di quattro idioti che si sentono "appestati" dai negri portati in America in catene per farne schiavi nei loro campi di cotone, ma dal bisogno di braccia gratuite. L'oscurantismo talebano non viene fuori dal nulla, perché il loro capo storico, pieno di soldi e di mogli, si annoiava, ma dalla voglia di mettere a ferro e fuoco l'Occidente. .
Dietro ogni odio etnico, razziale, sociale ci sono teste pensanti, che servendosi di ignoranti e idioti, predicano odio, spargono pregiudizi, inventano menzogne e giorno dopo giorno instillano paure, creando le ragioni delle persecuzioni e delle violenze. Basta attendere il momento giusto, come quello che attraversiamo, per annientare i neri, gli zingari, gli ebrei, i gay.

Oggi Il Giornale di Berlusconi apre con questo titolo in prima pagina: "Proposta choc del Ministro Riccardi. Case gratis ai rom. Agli italiani arriva il conto della stangata, ma il governo pensa agli zingari". Una ignobile menzogna. Se gli italiani non hanno la casa, ora sanno con chi prendersela.

Il Giornale dedica due articoli al Ministro Riccardi e lo fa a pezzi e dileggia gli zingari che restano in Italia perché "hanno trovato il terreno fertile per l'accattonaggio, lettura della mano, furti e furtarelli, recupero forzoso d'ogni pezzo di rame in circolazione ed altre attività che appartengono, come ci è stato insegnato, alla loro grande cultura".
Senza gli zingari, insomma, l'Italia non avrebbe ladri, cartomanti, accattoni.

Il Ministro per l'integrazione, Andrea Riccardi, è il presidente della Comunità di Sant'Egidio, un fiore all'occhiello dell'Italia nel mondo. La Comunità ha registrato straordinari successi laddove è stata chiamata, o è intervenuta, per fare cessare le armi e costruire una cultura di pace.

Quali le ragioni del furibondo attacco e della sfilza di insulti? Il Ministro ha visitato a Torino il campo Rom incendiato da un manipolo di razzisti, che hanno creduto allo stupro denunciato da una ragazzina, costretta a controlli di verginità mensili. Riccardi ha ragionato sulle cause del pogrom e al pensiero di donne e bambini privi di tutto a causa dell'incendio ha proposto di farli vivere come gli altri, non più da emarginati. Mettendoli nelle condizioni di avere un tetto? Così come avviene con gli indigenti, qualunque sia la loro origine, in ogni città d'Italia.

Il Ministro non ha annunciato un decreto o una proposta di legge, ma invitato ad affrontare il tema dell'emarginazione e dell'integrazione, nell'interesse del Paese, non solo dei rom, allo scopo di superare disagi sociali che sono, in ogni comunità emarginata, all'origine della devianza sociale. E' questa la colpa del "prete laico, più prete che laico".

Il Giornale trasforma la volontà di Riccardi, che è un docente universitario, in una "proposta choc", una discriminazione degli italiani a favore dei rom "ladri per cultura".

Quando qualche disperato subisce lo sfratto del padrone, sa ora con chi prendersela, con i rom e con il Ministro Riccardi. Del trattamento Boffo s'incaricano Paolo Granzotto e Giancarlo Perna. Granzotto rimprovera al Ministro di "dividersi fra i sospiri per la pace nel mondo e dialoghi con i suoi beneamati zingari". Cogliendo le sue abitudini più deteriori, lo descrive come un signore che pratica "giulivo, l'impegno sociale nei salotti buonisti… fra un frizzantino e un teuccio con i Pavesini". Pesante sarcasmo.

Giancarlo Perna ricorda che "nelle pause della sua attività con tonache ed infelici Andrea Riccardi si laureò in legge" e, successivamente "s'infarcì un po' alla rinfusa di date e battaglie", guadagnando il posto in facoltà. Riccardi passa per uno storico ed un saggista, ma nella botte non c'è vino buono. Sarebbe solo un salottiero che fa sfoggio del suo buonismo, sprovvisto di profonde convinzioni. "Tutte le religioni gli vanno a fagiolo", è "intimo con gli ortodossi, compagno di scuola del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, commensale di Hassan al Tourabi, fondamentalista islamico sudanese".

Che cosa avremmo potuto aspettarci da un tipo così, se non che ci invitasse ad affrontare la questione dei rom all'indomani dell'incendio del loro campo da parte di un manipolo di razzisti torinesi? Il Ministro rispetta tutte le fedi, avverte Giancarlo Perna, "ma contesta la Lega, sostenendo che non esiste una identità padana".

L'elenco delle colpe, imperdonabili, di Riccardi non si ferma qui. "Il prete laico s'improvvisa tecnico", titola Il Giornale , riassumendole tutte. "La sua specializzazione sono i guai del mondo". Quali sarebbero le sue qualità, le virtù, le competenze?

Gli manca l'essenziale, non ha mai compiaciuto Silvio Berlusconi. Non si è sdraiato sul lettone di Putin, come Nicole Minetti. Quale pedigree gli da il diritto di sedere sulle poltrone che furono di Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini a uno storico un po' confuso infarcito di date e di battaglie, specializzato ad occuparsi dei guai del mondo, un pretonzolo spogliato dalla dubbie amicizie? Uno che toglie le case agli italiani per darle gratis ai rom, come recita il titolo, uno dei tanti, dedicati al Presidente della Comunità di Sant'Egidio.

E' una pagina, ancora una, di cattivo giornalismo. Ingiusta e bugiarda nella sostanza, incivile nella forma. Ignobile, insomma. L'editore dovrebbe avere il coraggio civile di assumersene le responsabilità - morali, politiche - della linea del suo quotidiano piuttosto che rifugiarsi nell'autonomia della redazione e ostentare distacco.


RomaToday Il ministro Riccardi vuole dare case ai rom: è polemica sul web
Il ministro della cooperazione e integrazione Andrea Riccardi si ripromette di affrontare con decisione il problema dei campi rom. Sul web è polemica per le sue dichiarazioni
di Redazione 19/12/2011

Stanno scatenando un putiferio sul web le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal ministro della cooperazione e integrazione, Andrea Riccardi, rispetto allo spinoso tema dell'integrazione delle minoranze rom e sinti nel tessuto sociale del nostro paese.

Il ministro è accusato da blogger e da qualche articolista di voler regalare una casa a tutti i nomadi presenti sul territorio italiano (circa 140.000 persone). Ma è veramente questo che Riccardi ha dichiarato?

Una breve ricerca tra gli archivi dell'Ansa ci dice che nell'ultimo mese il ministro ha semplicemente dichiarato: "Come ministro dico che la situazione dei Rom non e' delle più brillanti, come cittadino mi sono vergognato della loro condizione in Italia. Dobbiamo agire per il superamento dei campi rom".

"Superamento dei campi rom" uguale "casa a tutti gli zingari presenti nel nostro paese"? Forse, anche se questa è una deduzione logica e non certo il pensiero manifesto di Riccardi. E soprattutto, quello del superamento dei campi nomadi è un tema sul quale da anni si riflette nel mondo della politica e, a parte movimenti estremisti e xenofobi, tutti concordano sulla necessità di fornire ai rom presenti nel nostro paese abitazioni nelle quali sia garantito un livello minimo di sicurezza igenico-sanitaria.

Perchè allora questo accanirsi contro Andrea Riccardi?! Tutto (più o meno) nasce dall'editoriale di Paolo Granzotto su Il Giornale, che si scaglia contro il ministro accusandolo appunto di voler regalare la casa a 140.000 zingari nello stesso momento nel quale il governo reintroduce le tasse sulla casa.

Torniamo alle parole del ministro: "Ci sono fondi europei utilizzati solo al 10%" che permetterebbero la realizzazione di un grande progetto edilizio a favore dei nomadi. Si tratterebbe quindi di una grande operazione di civiltà che non graverebbe in alcun modo sui conti italiani, e che permetterebbe a tanti rom e sinti presenti sul territorio italiano di veder migliorate la propria vita, e allo stesso tempo libererebbe tanti comuni cittadini italiani "non zingari" dalla presenza, oggettivamente difficile, dei grandi campi rom. Se finora non è stato fatto è solo per la mancanza (più o meno deliberata) di una strategia nazionale sul problema.

Un'altra falsa notizia riguarda i numeri: Granzotto parla di dare le case a 140.000 persone. Peccato però che di questi oltre 70.000 sono cittadini italiani, e quasi 50.000 sono rom e sinti che da secoli vivono nel nostro paese, integrati e già tutti forniti di casa (essì, perchè quando gliene viene data la possibilità i rom e i sinti sono generalmente ben felici di vivere in abitazioni sicure).

Come si può vedere la polemica è stata creata ad arte, e sta facendo breccia grazie ai pregiudizi che riguardano le popolazioni rom e sinti.

Non ci vogliamo nascondere che tanti siano i problemi nella convivenza tra nomadi e "sedentari" in Italia. Ma sfruttare per polemiche strumentali un tema che, invece di veder rinfocolare le tensioni, avrebbe bisogno di pacatezza e riflessione è un'operazione bieca e da esecrare.

"Salutiamo invece con piacere le volontà del ministro Riccardi di voler affrontare in maniera pragmatica e positiva quella vergogna tutta italiana che è l'esclusione e ghettizzazione sociale delle minoranze nomadi"

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Di Fabrizio (del 22/12/2011 @ 09:57:43, in Italia, visitato 1218 volte)

Ricevo da Stefano Nutini

Considerando che:

  • da marzo 2011 circa 200 persone di origine rumena hanno provveduto a installare abusivamente abitazioni di emergenza nell'area di via Varsavia-Sacile sul retro dell'Ortomercato;
  • tra di essi si contano alcune decine di minori, tra i quali bambini/e iscritti alle scuole elementari di via Monte Velino, via Martinengo e Madre Teresa di Calcutta.
  • nella realtà sopra citata operano diverse associazioni di volontariato come Padri Somaschi, Comunità di S. Egidio, Gruppo sostegno Forlanini e una rete di zona comprendente, oltre a questi enti, il Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti, il Sicet e l'Unione inquilini;
  • II Comune di Milano ha deciso di sgomberare le strutture abitative insediate in tale area in data 22 novembre 2011, salvo poi scegliere di concerto con gli occupanti di procrastinare lo sgombero al 12-12-2011
  • la permanenza degli abitanti nell'area è rischiosa a causa della vicinanza della ferrovia, dell'uso di bombole a gas e per le precarie condizioni igieniche

Il Consiglio di Zona 4, pur condannando ogni forma di occupazione abusiva della proprietà privata e di quella pubblica, chiede che:

  • il Consiglio di Zona 4 venga correttamente e tempestivamente informato su tutte le decisioni che il Comune di Milano intende adottare e/o adotterà al fine della risoluzione del problema.
  • se si è già definito o se si può trovare, anche con la partecipazione del Consiglio di zona 4, un percorso condiviso con gli occupanti che non intendono fare ritorno in Romania;
  • il Consiglio di Zona 4 sia parte in causa nell’analisi e nella realizzazione degli interventi che si auspicano vengano posti in essere per preservare le acquisizioni dal punto di vista scolastico e lavorativo di alcuni degli occupanti al fine di ridurre per quanto possibile le forme di disagio e di insicurezza;
  • venga chiarito quale sia l'impatto del passaggio della Paullese nell'area considerata e negli altri insediamenti della zona;
    si faccia luce sullo stato dei residui economici del "Fondo Maroni", per un reale utilizzo sociale del denaro pubblico, a fini di inclusione sociale e non di semplice repressione/dissuasione;
  • la tematica della presenza dei gruppi rom e sinti a Milano sia affrontata partendo da un'analisi socio-demografica e territoriale degli insediamenti attenta alle specifiche configurazioni, risorse e condizioni e si sviluppi attraverso percorsi di dialogo e di incontro per la ricerca di una soluzione di inclusione condivisa che non comporti disgregazioni dei nuclei familiari e che conduca ad una reale politica sociale di superamento dei campi.

IL CONSIGLIO DI ZONA 4

  • Visto il Regolamento del Decentramento Territoriale;
  • sulla base dell’esito della votazione palese, proclamata dal Presidente nei seguenti termini:

Presenti 33

voti favorevoli 29
voti contrari =
astenuti 4 (Bassi, Conte, Mariani, Testa)


D E L I B E R A

di esprimere PARERE FAVOREVOLE a quanto esposto in relazione.

IL SEGRETARIO Dr. Aldo Braccio
IL PRESIDENTE Loredana Bigatti
IL DIRETTORE DI SETTORE Dott. Carlo Premoselli

  • ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI

Mozione definitiva, approvata dal CDZ giovedì scorso, con ulteriori modifiche, e favorevolmente votata dalla maggioranza più Pdl (Lega astenuta, cioè nei fatti contraria)

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