\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Tortona, Trovato accordo per terreno. La Comunità Sinta pronta ad assumere i suoi impegni
Di Fabrizio (del 04/11/2011 @ 09:05:53, in casa, visitato 1044 volte)

31/10/11

TORTONA - Proseguono gli incontri del Tavolo di Concertazione per Area attrezzata Comunità dei Sinti tortonesi voluti dall'amministrazione comunale e dai rappresentanti della comunità al fine di iniziare un percorso di adeguamento della struttura e di affrontare tematiche urgenti come le problematiche relative allo sgombero dell'area interessata dalla costruzione della nuova tangenziale.

I vari soggetti che abitualmente siedono al tavolo, tra cui il sindaco, Massimo Berutti, l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Orsi Carbone, l'assessore ai Servizi Sociali, Laura Castellano, il responsabile della Caritas Diocesana, Don Michele Chiappuzzi, il rappresentante dell'Associazione Sucar Drom per la tutela diritti e cultura Sinti, Carlo Berini, oltre a dirigenti dell'amministrazione comunale e alcuni rappresentanti della Comunità dei Sinti di Tortona, hanno ritenuto opportuno definire un Protocollo d'Intesa tra Comune e Comunità dei Sinti di Tortona che consenta l'avvio del progetto.

Nel corso dell'incontro di giovedì scorso più che un protocollo d'intesa è stato stilato un atto con cui le parti interessate riconoscono i propri impegni e le azioni da compiere.

Nello specifico l'amministrazione comunale acquisterà, una superficie che sarà messa a disposizione della Comunità dei Sinti, quale area aggiuntiva a quella esistente, per realizzare il trasferimento e il regolare insediamento dei nuclei attualmente residenti sull'area da loro occupata non regolarmente.

I nuclei della Comunità dei Sinti si impegneranno a trasferirsi, a propria cura e spese, nell'area resa disponibile del comune, contribuiranno, con modalità finanziarie e pratiche che si andranno a definire sulla base del progetto alla realizzazione dell'area.

"Con questo accordo – ha precisato l'assessore al Patrimonio e alle Infrastrutture, Stefano Orsi Carbone – procederemo all'acquisto del terremo di circa milleottocento metri quadri di cui disponiamo già l'impegno di vendita. In questo modo adempiremo a quanto richiesto dalla SCR eliminando la problematica che vincolava l'inizio dell'opera. Tengo a precisare che, come da progetto, l'area confinante con la nuova tangenziale sarà protetta con due guard rail e pannelli alti due metri, tutelando così anche gli abitanti del campo"

Nel corso dell'incontro i rappresentanti della Comunità dei Sinti hanno voluto sottolineare la loro posizione. "Per troppo tempo siamo comparsi sui giornali e, per questa ragione, vogliamo intervenire per far capire la nostra situazione – hanno dichiarato i rappresentanti della Comunità dei Sinti -. Una nostra rappresentanza partecipa a tutti gli incontri del tavolo di concertazione voluto dal Comune, con il quale ci siamo accordati per provvedere ai pagamenti dell'acqua e per lo spostamento dall'area sulla quale passerà la tangenziale. La fognatura l'abbiamo fatta a nostre spese, collaborando nei lavori. La luce la paghiamo e ci teniamo a dire che dal Comune non abbiamo mai ricevuto dei soldi, né oggi né in passato. Ci stiamo regolarizzando nei limiti delle nostre possibilità. Noi siamo una minoranza linguistica; siamo cittadini sinti italiani e nati in Italia da numerose generazioni. La maggior parte dei nostri vecchi è nata a Tortona. Noi non disturbiamo e non diamo fastidio a nessuno, abbiamo la residenza e siamo cittadini tortonese, e troviamo ingiusto che, per colpa di chi sbaglia, si generalizzi creando una sorta di diffidenza nei nostri confronti. Purtroppo, nonostante i nostri bambini vadano a scuola regolarmente e giochino a calcio nelle squadre cittadine, siamo ancora troppo discriminati e nei nostri confronti ci sono troppi pregiudizi. La nostra è una tradizione che dura da più di 2000 anni e la gente dovrebbe conoscerla per capire il nostro modo di vivere. Il Vescovo e le associazioni di volontariato ci sono molto vicini; con lo stesso Vescovo abbiamo dei momenti di aggregazione. Noi chiediamo solo rispetto e dignità, le stesse cose che noi diamo agli altri; la possibilità di integrarci, abbiamo anche fatto dei corsi di formazione ma nessuno ci assume. E chiediamo di non comparire più sui giornali e di essere lasciati stare. Noi siamo disposti ad assumerci i nostri doveri ma chiediamo più rispetto".