Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 03/08/2009 @ 08:58:20, in scuola, visitato 1269 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Terraforming.se

Abbiamo incontrato Aleksandar Jovanovic nell'ufficio del progetto "Inclusione degli studenti rom nella scuola secondaria in Vojvodina".

I più importanti obiettivi del progetto sono di aumentare il numero degli studenti rom nelle scuole secondarie, ed anche migliorare il loro successo generale nell'educazione secondaria. Il progetto coinvolge il supporto finanziario agli studenti rom che frequentano le scuole secondarie in Vojvodina, sviluppare la motivazione nella comunità rom perché i loro figli continuino gli studi. Un'altra parte importante del progetto è mettere in contatto gli studenti col network dei "mentori" - colleghi di studio, guide e consiglieri.

Aleksandar Jovanovic era molto interessato nel nostro progetto di scuola estiva. Ha felicemente concordato di partecipare al nostro progetto come lettore ospite e di parlare sulla sua esperienza e sui modi per trovare motivazione e successo in quanto studente rom. Inoltre, intendiamo mostrare il suo film premiato che parla della discriminazione del popolo rom.

Aleksander ha presentato diversi progetti molto interessanti per coinvolgere gli studenti e i giovani rom in Vojvodina. Ci sono tantissimi bisogni e problemi da risolvere, ma la motivazione e lo spirito degli attivisti rom è molto alto. Sicuramente stiamo andando a cooperare nel futuro e fare ogni cosa possibile per trovare l'appoggio a questo lavoro in Svezia e nella UE.

 
Di Fabrizio (del 22/07/2009 @ 09:46:22, in scuola, visitato 1856 volte)

Stefania Ragusa segnala questo articolo su Redattore Sociale

Si chiama Pamela Bevilacqua e vive nel campo di Scordovillo. Ha sostenuto l'esame di maturità all'istituto per l'industria e l'artigianato

LAMEZIA TERME - Si chiama Pamela Bevilacqua, ed e' la prima ragazza della comunita' Rom di Lamezia Terme a conseguire il diploma di scuola media superiore di secondo grado. La ragazza, che ha sostenuto gli esami di maturita' all'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "Leonardo Da Vinci", indirizzo moda e costume, ha superato brillantemente gli esami conseguendo un ottimo voto. In particolare Pamela Bevilacqua ha discusso la tesina affrontando diversi argomenti: il Surrealismo per la storia dell'arte, Pirandello come autore di letteratura insieme ad altri scrittori del primo Novecento, e la Seconda guerra mondiale per quanto riguarda l’argomento di storia. Nel corso del suo quinto anno scolastico, la ragazza Rom ha frequentato anche uno stage di moda a Rimini, e adesso spera di poter frequentare l'Università.

"Ho dovuto lottare all'inizio contro la mia famiglia - ha dichiarato Pamela - perché i miei genitori non volevano che frequentassi la scuola superiore, anche perchè dei miei amici non c'era nessuno. Le compagne che hanno iniziato la scuola insieme a me, dopo un po’ di tempo, hanno abbandonato gli studi". Pamela, invece, ha sfidato pregiudizi e luoghi comuni ed è andata contro tutto e contro tutti.

"A me piace tanto studiare, soprattutto la storia dell'arte, in particolare Munch e Canova - ha confidato la giovane Rom - Il mio sogno ora e' poter proseguire gli studi e potermi laureare". Pamela rappresenta una svolta significativa nella storia del popolo Rom che a Lamezia vive nell’accampamento di località Scordovillo, il ghetto più grande della Calabria che accoglie circa mille persone, decine di nuclei familiari che vivono in estrema indigenza e con una situazione igienico-sanitaria vergognosa. Il campo Rom di Scordovillo è finito spesso alla ribalta dei media nazionali e perfino il quotidiano francese Le Monde gli ha dedicato spazio, denunciando le condizioni disumane della popolazione che vi abita.

Nella "favela" calabrese opera da più di vent’anni l’associazione "La strada" che si è sempre occupata della scolarizzazione dei bambini e dei ragazzi dell’accampamento. Pamela è stata seguita costantemente dai volontari dell’associazione, nata dalla Comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza. Il suo diploma è una vittoria per la gente Rom ed è anche un importante traguardo per i rappresentanti de "La strada": l’esempio concreto che circa un quarto di secolo fa qualcuno ha visto giusto, scegliendo di operare in mezzo ai rom.

 
Di Fabrizio (del 22/07/2009 @ 09:17:39, in scuola, visitato 1062 volte)

Segnalazione di Demetrio Gomez da Baxtalo's Blog

PROYECTO YANKOVICH

Da qualche tempo e grazie a queste famose reti sociali -viva l'era digitale!- mi sono messo in contatto con Zadziro Yankovich, un Rrom del Cile.

Zadziro Yancovich, Rrom del Cile, creatore del PROYECTO YANCOVICH

E'  stato emozionante per il poco contatto che noi Rrom europei abbiamo con i fratelli di altri continenti, però è stato ancora più emozionante rendersi conto che ci muovevano idee ed interessi comuni. E' stato l'inizio di una buona amicizia e di alcune conversazioni su come regolare il mondo e -perché no?- di raccontarci alcune tra le nostre frustrazioni ed idee. In questo periodo mi ha anche comunicato che attualmente la sua grande motivazione era lavorare con i bambini rrom del suo accampamento per evitare la perdita della Lingua Rromaní (Rromani Chib), nello stesso compito collaborano con Zadziro, Titino Nicolich e Vielka Araya.

Per arrivare a capo di questa idea, con molta pazienza e prendendo molto tempo che avanza dal suo impiego e dal tempo libero, ha elaborato alcune tabelle, molto grafiche e di facile maneggio, per poterle utilizzare in una piccola scuola dove alcune persone con tanta volontarietà devono alfabetizzare questi bambini.

Titino Nicolich, Collaboratore del Proyecto Yankovich e Presidente della Union Romane de Chile

Durante il tempo rubato da altri compiti, aiuta a completare queste tabelle e a cercare di migliorarle quanto possibile, cosicché altri Rrom che parlano rromaní (Lolo, Ranchi, Israel, Robert ed altri) diano il loro apporto, arricchendo e rendendo più grande  questo progetto nominato PROYECTO YANKOVICH.

Vielka Araya, collaboratrice del Proyecto Yankovich e professoressa nella scuola

La lingua rromaní, come succede a tutte le lingue e soprattutto con questa così estesa nel mondo, ha differenti dialetti, nessuno migliore o peggiore dell'altro, semplicemente differenti, per cui possono esserci differenze senza che si stia parlando di lingue differenti. La variante che parla Yankovich è lo Xorajai, dovremmo risalire alle migrazioni dei Rom dall'Europa dell'Est verso il Cile per trovarne la radice e non nego che lo si faccia in altre pagine di questo Blog, anche se come ho già detto che qui ci focalizzeremo sulle questioni collegate alla lingua, per qualsiasi cosa potete aggiungere dei commenti [...]. Questa varietà di dialetti, costumi, musiche... conformano questo mosaico così ricco e bello che rappresenta la cultura rrom, ed il rispetto di questa propria diversità interna rinforza anche il sentimento di ROMIPEN (identità rrom). Ricordiamoci sempre che la nostra diversità è la nostra ricchezza, AMARI VERVERIPEN SI AMARI BARBALIPEN.

Questa pagina non è chiusa, è viva e aperta ai vostri commenti ed apporti, perché la cultura è qualcosa di universale che scaturisce naturalmente, ed è sempre fresca e cangiante per saziare la nostra sete di conoscenza ed umanità. Per questo non mi allargherò oltre e vi lascio con gli aggiornamenti settimanali dove prenderemo contatto con una lingua ed una cultura millenaria, che però non è un fossile né un museo di esotismi passati. La lingua e la cultura sono vive, crescendo trasformandosi e adattandosi senza fine, perché al contrario spariremmo.

(Come specificato sopra, i testi e le tabelle che seguono si riferiscono alla variante Xorajai del Rromaní. Cliccare sulle icone per vedere la tabella a grandezza naturale. I testi sono mantenuti in spagnolo castigliano ndr)

1ª PORTATA

2ª PORTATA

PRONOMBRES PERSONALES
me – tu
vov – el
voj – ella
ame – nosotros/as
tume – vosotros/as
von – ellos/as

en forma acusativa:
man – me, a mi
tut – te, a ti
les – le, a el
la – la, a ella
amen – nos, a nosotros
tumen – os, a vosotros
len – les, a ellos

Dativo
mange – para mi
tuke – para ti
leske – para el
lake – para ella
amenge – para nosotros
tumenge – para vosotros
lenge – para ellos

Instrumental
mansa – conmigo
tusa – contigo
lesa – con el
lasa – con ella
amensa – con nosotros/as
tumensa – con vosotros/as
lensa – con ellos/as

Ablativo
mandar – procedente de mi, de lo mio
tutar – procedente de ti, de lo tuyo
lestar – procedente de el, de lo suyo de el
latar – procedente de ella, de lo suyo de ella
amendar – procedente de nosotros/as, de lo nuestro
tumendar – procedente de vosotros/as, de lo vuestro
lendar – procedente de ellos/as, de lo suyo de ellos

Locativo
mande – donde estoy yo, a mi, a mi casa
tute – donde tu estas, a ti, a tu casa
leste – donde el esta, a el, a su casa de el
late – donde esta ella, a ella, a su casa de ella
amende – donde estamos nosotros/as, a nosotros, a nuestra casa
tumende – donde estais vosotros/as, a vosotros, a vuestra casa
lende – donde estan ellos/as, a ellos/as, a su casa de ellos

Genitivo
muro – mio, muri – mia, mure – mios/as
tiro – tuyo, tiri – tuya, tire – tuyos/as
lesko – suyo de el, leski – suya de el, leske – suyos de el
lako – suyo de ella, laki – suya de ella, lake – suyos de ella
amaro – nuestro, amari – nuestra, amare – nuestros/as
tumaro – vuestro, tumari – vuestra, tumare – vuestros/as
lengo – suyo de ellos, lengi – suyo de ellas, lenge – suyos de ellos

Esto es orientativo. son las declinaciones básicas de Rromani

 
Di Fabrizio (del 19/06/2009 @ 09:16:25, in scuola, visitato 1605 volte)

Ricevo da Maria Gabriella De Luca presidente dell'Associazione "Terra di Confine" Onlus di Catanzaro

Vi voglio raccontare una storia, non è semplice da raccontare, forse più che una storia voglio provare a far capire come è difficile, complicato e spesso doloroso, occuparsi del popolo rom... quanti se, quanti ma, quante incertezze... in questi giorni ho vissuto una vicenda che mi ha fatto star male, che ha messo in discussione il mio impegno, che ha vanificato il mio lavoro, che mi è cascata fra capo e collo senza che nemmeno me ne rendessi conto... perché io purtroppo vivo in un mondo parallelo dove quello che conta è l’essere umano senza alcuna distinzione, dove vuoi per gli altri quello che desideri per te e tratti i figli degli altri come fossero i tuoi figli.

Bando ai preamboli... Quest’anno dopo 9 anni di progetti all’interno della scuola ma soprattutto di grande impegno nel settore della scolarizzazione dei bambini rom e nella lotta all’emarginazione, all’analfabetismo e alla dispersione scolastica, mi ritrovo di colpo fuori da questo canale che rappresentava per me e per l’associazione "Terra di Confine" l’unica gratificazione economica, benché misera e non rispettosa del mia professionalità. L’unica sicurezza che mi permetteva di affrontare il mio impegno e portarlo avanti pur fra tante difficoltà, avendo un ruolo ben preciso all’interno di una scuola che purtroppo non ha mai accettato me nella stessa misura in cui non accetta i bambini rom.

Quest’anno il Vice-Presidente della Giunta Regionale il prof. Domenico Cersosimo ha deciso di modificare la Legge Regionale 27/85, dando titolarità solo alle scuole di presentare i progetti, tutto ciò ha permesso al 4° Circolo Didattico di Catanzaro di considerare poco appetibili la mia collaborazione e la mia professionalità nei confronti di una "minoranza" di bambini, come quella dei bambini rom.

La mia posizione non è mai stata facile, mai improntata al dialogo e alla collaborazione, fra chi ha ritenuto sufficiente aprire le porte della scuola e far entrare anche i bambini rom nelle classi, facendo ricadere gli insuccessi e la mancata integrazione sugli stessi, quasi come se fosse una tara ereditaria, facendo pagare ai figli le colpe dei propri padri e dei propri avi; e chi invece lotta da sedici anni a fianco di questo popolo e soprattutto dei più piccoli, in un cammino che li vede protagonisti e attori del proprio cambiamento, nel pieno rispetto di una umanità che va aldilà di qualsiasi senso di appartenenza.

So che prima di decidere le modifiche apportate alla legge sono stati ascoltati i rappresentanti della scuola, io ritengo che era un dovere morale ascoltare anche l’altra parte, le associazioni. Sono convinta e sicura che lo strapotere dato alla scuola non porterà a cambiamenti positivi, soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli: rom, stranieri e diversabili. Una scuola che si ritiene "onnipotente" deve avere al suo interno professionalità, competenze e soprattutto una umanità vera e manifesta, di cui purtroppo le nostre scuole sono carenti. Se il pensiero alla base dei cambiamenti era quello di evitare gli sperperi inutili dovuti ai cosiddetti "finanziamenti a pioggia", il clientelismo alla base di certe logiche di potere, ma soprattutto creare "rete" e "coesione" fra le scuola, nutro seri dubbi che tutto ciò avverrà.

Fuori dalla scuola decido di impegnare tutte le energie all’interno dell’accampamento nella Scuoletta Arcobaleno, anche perché amaramente mi rendo conto che la scuola non accetta la mia mediazione, anzi a volte ho l’impressione che sia addirittura controproducente, mi ritrovo come si suol dire "tra l’incudine e il martello"... a settembre 2008, fra le tante cose, inizio un percorso di scolarizzazione con una ragazza di 22 anni, mai andata a scuola. Con lei decidiamo di affrontare questa sfida, provare ad arrivare alla licenza media. Non è facile, anzi è durissima, ma lei è tenace, affronta le difficoltà, si mette in gioco... quante difficoltà, tradurre in italiano per lei che ha sempre parlato e pensato in dialetto è stata una vera impresa, memorizzare le tabelline che incubo! Ma alla fine era riuscita ad imparare a leggere e comprendere, a scrivere quasi correttamente sotto dettatura, a fare le quattro operazioni. Sicuramente non è tanto, certamente non si può parlare di una preparazione di 5° elementare, ma per lei... per noi... è tanto... è quasi un miracolo. A questo punto bisogna affrontare l’ultimo ostacolo gli esami. Vado a parlare con la dirigente del IV Circolo, spiego che la ragazza non frequenterà la scuola pubblica, che continueremo a prepararla per prendere la licenza media, che forse potrà servirle per frequentare un corso di formazione a bassa scolarizzazione. Spiego inoltre che tutto questo potrà essere un punto di partenza per i tanti ragazzi che in accampamento sono completamente analfabeti, che questa esperienza potrà essere di stimolo per gli altri... spiego tutto e penso di essere capita ed ascoltata... giovedì 11 e venerdì 12 la ragazza sostiene gli esami di idoneità alla scuola media (così si chiamano adesso), la accompagno e mi rendo conto che il clima non è dei migliori, conosco tutte le insegnanti di commissione e capisco che sono molto mal disposte, continuo comunque a sperare... e invece ieri mattina tutto è svanito di fronte ai risultati affissi sul portone... la ragazza è stata bocciata!!! Perché? Perché??? Me lo chiedo e non so darmi una risposta, e soprattutto non so darmi pace. Tanto ci sarebbe ancora da dire, ad esempio sui livelli di scolarizzazione, a dir poco inadeguati, dei bambini rom che frequentano quella scuola e che comunque continuano ad essere promossi, ma il discorso sarebbe troppo lungo... una sola certezza mi resta che anche questa volta riuscirò a ricostruire dalle macerie...

 
Di Fabrizio (del 16/06/2009 @ 14:23:52, in scuola, visitato 1069 volte)

15:32 - CRONACA- 15 GIU 2009 Così la comunità di Sant'Egidio ha portato a scuola 30 bambini

Roma, 15 giu. (Apcom) - Una borsa di studio di 100 euro al mese destinata a ogni bambino che frequenta la scuola con regolarità. Poche e semplici regole: non superare le tre assenze ingiustificate al mese, partecipare alle attività extrascolastiche, incluse le gite, e niente accattonaggio. Così a Roma la comunità di Sant'Egidio ha recuperato 30 bambini rom, di famiglie originarie della ex Jugoslavia. Il progetto, partito dal campo di via dei Gordiani e da un centro di accoglienza della Comunità, si è via via esteso ad altri insediamenti, coinvolgendo 42 bambini in tutto. Il progetto è stato presentato questa mattina dal presidente della comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo e dal direttore generale del dipartimento immigrazione del ministero del Welfare, Giuseppe Silveri. L'iniziativa, ha spiegato Impagliazzo, è partita a settembre e punta sulla responsabilizzazione dei genitori che non solo devono garantire la regolare frequenza del figlio, ma partecipare attivamente, presentandosi spesso a scuola per parlare con gli insegnanti. I risultati, ha sottolineato, sono stati sorprendenti: la maggior parte dei genitori ha usato i soldi per acquistare quaderni e materiale scolastico. Su 42, solo 12 bambini non hanno rispettato le regole e non hanno ottenuto la borsa, vale a dire solo uno su quattro. Quasi tutti i bambini coinvolti sono stati inseriti nella scuola elementare Iqbal Masih; ma anche altre 5 scuole primarie sono state coinvolte, con l'inserimento di 7 bambini. "Questo è un progetto esemplare con un successo evidente - ha sottolineato Silveri - spiegando che è stato il ministero del Welfare a finanziare l'iniziativa con i fondi destinati all'integrazione. Già il Comune di Napoli e quello di Milano - ha aggiunto - hanno mostrato interesse per il progetto". Il costo dell'operazione è stato 134mila euro, ha spiegato Impagliazzo. Una cifra, ha sottolineato, piuttosto contenuta a fronte dei risultati ottenuti. "Ma la cosa più importante - ha aggiunto - è che il progetto è replicabile anche con operatori non della Comunità di Sant'Egidio. Il problema di molti progetti di inserimento scolastico - ha continuato - è che puntano tutto sull'inserimento e poi trascurano la frequenza. Negli ultimi anni sono cresciute molto le iscrizioni a scuola. Ma su 17.500 minori rom e sinti in Italia, solo 219 sono quelli iscritti alle superiori. Li perdiamo per strada. Questa iniziativa premia la frequenza, investendo tutto sulla continuità". Coinvolgendo e responsabilizzando la famiglia nella scolarizzazione del bambino - ha proseguito Impagliazzo - si mettono le basi per l'integrazione. Il risultato è un circolo virtuoso, che ci ha permesso di organizzare feste di quartiere a cui hanno partecipato famiglie italiane e rom, che si sono svolte senza alcun problema di razzismo. Quello che ci auguriamo ora è che diverse amministrazioni locali seguano l'esempio, adottando questo modello". "I soldi ci sono", ha sottolineato Silveri: "Le amministrazioni comunali - ha spiegato - hanno a disposizione i fondi erogati dal ministero del Welfare agli enti locali proprio per questo tipo di progetti". Ma dove i municipi manterranno i cordoni della borsa troppo stretti, la Comunità, ha annunciato Impagliazzo, lancerà "l'adozione a distanza": "Oggi noi - ha spiegato - seguiamo 8mila adozioni a distanza nei Paesi dell'Africa e dell'America Latina. Proporremo alle famiglie di buona volontà di fare altrettanto per bambini meno distanti, ma che hanno altrettanto bisogno: chiederemo di adottare un bambino rom, per permettergli di andare a scuola".

 
Di Fabrizio (del 10/06/2009 @ 09:28:44, in scuola, visitato 1559 volte)

Da Roma_Daily_News (La fonte è autorevole, ma continuo a pensare che la situazione venga dipinta in maniera troppo rosea. Qualcuno non la racconta giusta)

La protezione dei diritti dei Rom in Ucraina (pagine 62-64, rapporto del Consiglio d'Europa - .pdf in inglese)

Il processo di democratizzazione della società ucraina ha aperto ampie opportunità e rimescolato le forze costruttive entro le comunità rom che possono effettivamente influenzare la soluzione dei problemi rom. E' possibile confermare che recentemente la situazione dei Rom in Ucraina ha iniziato a cambiare in meglio.

Secondo i dati del 1 gennaio 2009, ci sono 88 organizzazioni rom registrate in Ucraina. Due di loro funzionano a livello nazionale - l'Unione delle organizzazioni "Congresso dei Rom di Ucraina" (presidente P.GRYGORYCHENKO) e l'organizzazione ucraina "Centro di Consolidamento e Protezione dei Diritti Rom" (M.KONDENKO). L'organizzazione "Ketane" (Y.IVANENKO) opera  a livello internazionale. Altre organizzazioni hanno uno status regionale o locale.

L'attività delle organizzazioni rom si focalizza principalmente sul mantenere e promuovere la lingua, la cultura, le tradizioni e i costumi rom; alcune organizzazioni sono impegnate in attività perla protezione dei diritti rom. Sfortunatamente, non c'è coordinamento e cooperazione tra le organizzazioni rom. D'altra parte, il momento positivo è pronto e favorevole perché le comunità rom si integrino nella società ucraina preservando e sviluppando la loro identità nazionale.

Le autorità centrali e locali controllano costantemente la situazione sulla rispondenza ai bisogni della minoranza nazionale rom.

Per esempio, ad Uzhgorod (regione della Zakarpattia) dove vivono la maggior parte dei rappresentanti della minoranza nazionale rom, la discussione pubblica "Rom della Zakarpattia: situazione, esperienza e soluzione dei problemi" ha luogo ogni anno. Conforme alle sue conclusioni le autorità locali sono incaricate dell'attuazione delle misure pratiche per migliorare le condizioni di vita della popolazione rom, per costruire pozzi d'acqua, per condurre esami medici sulla popolazione rom e far crescere la consapevolezza sul massimo coinvolgimento dei bambini rom nel processo educativo e formativo.

Il Ministero dell'Istruzione e delle Scienze, come pure le autorità scolastiche locali, pongono attenzione speciale nell'assicurare pari accesso all'istruzione dei bambini rom.

Generalmente, i bambini rom frequentano le istituzioni scolastiche assieme ai bambini di altre nazionalità. Nelle regioni di Zakarpattia e Odessa, dove vivono un significativo numero di Rom, il personale insegnante delle istituzioni scolastiche tiene registrazione dei bambini rom, assicurando il loro adattamento scolastico e sociale e migliorando le attrezzature scolastiche.

Secondo la Legge Ucraina "Sull'Istruzione" e "Sull'Istruzione Secondaria Generale", lo stato ucraino fornisce ai bambini rom in età scolastica come pure ai bambini di altre nazionalità il diritto di scegliere il tipo di istruzione.

Secondo i dati del 1 gennaio 2009, nella regione di Odessa ci sono quasi 1.200 bambini rom in età scolare e prescolare. Nelle istituzioni scolastiche generali dal I al III grado, 900 ragazzi rom sono studenti e rappresentano quasi il 100% del numero totale di ragazzi in età scolare. In quattro non frequentano la scuola, a causa del rifiuto dei loro genitori (distretti di Artsyzsk e Izmail). I dipartimenti locali dell'istruzione di questi distretti stanno avendo consultazioni con questi genitori.

Oltre 6.497 studenti rom (il 3,6% del totale) studiano in 127 scuole della regione di Zakarpattia.

I curriculum scolastici delle scuole dove ci sono alunni rom prevedono lo studio della loro cultura, costumi e tradizioni. Sono anche stati introdotti nuovi metodi di insegnamento che tengono conto delle tradizioni e del modo di vita dei Rom.

Gli studenti rom hanno tutti i documenti richiesti dalla scuola: certificati di nascita, medici, personali. In caso di assenza di questi certificati, il dipartimento dell'istruzione da assistenza nel ricevere i documenti necessari. Così, durante il periodo 2007/2008, col supporto del dipartimento dell'istruzione dell'amministrazione locale di Odessa, 14 studenti rom hanno avuto i certificati di nascita. Tenendo conto dello stato fisico dei bambini e della qualità della conoscenza, quattro studenti sono stati trasferiti ad un piano di studio individuale.

Nei villaggi isolati, viene fornito un servizio pubblico di trasporto scolastico per assicurare pari accesso all'istruzione di qualità. Tutti gli studenti rom usufruiscono di pasti caldi gratuiti.

Inoltre, tutti i bambini rom frequentano i servizi prescolari, se i loro genitori lo vogliono. Secondo la legge la maggior parte di loro, come pure i bambini di altre nazionalità, li frequentano gratuitamente o in termini favorevoli.

Nelle regioni di Odessa, Vinnytsa, Kyiv, Kharkiv e Donetsk, ci sono scuole domenicali per Rom, dove i bambini hanno l'opportunità di imparare la loro lingua e letteratura, la lingua ucraina, fare pratica di musica e aggiornati coni mestieri nazionali.

Nella regione di Zakarpattia, 118 studenti rom hanno un'istruzione speciale in scuole formative di questa regione.

Menzionate le possibilità di pari accesso all'istruzione in Ucraina per i bambini rom, è importante considerare alcuni fattori negativi  che influenzano il processo educativo dei bambini rom. Quanti di loro vanno alla prima classe senza aver frequentato il prescuola, hanno un vocabolario molto povero. In primavera ed in autunno i genitori viaggiano con l'intera famiglia a causa dei lavori stagionali, così molti studenti rom perdono la classe. Spesso i bambini vanno a mendicare invece di frequentare la scuola. Uno dei problemi più seri è il gran numero di bambini rom trascurati; i loro genitori non sono abbastanza coinvolti nel processo della loro educazione. MoltiRom soffrono di dure condizioni di vita e di stenti materiali, non hanno un reddito stabile ed i loro figli sono spesso lasciati al loro destino, senza cure adeguate.

Il Comitato Statale per la Televisione e le Trasmissioni Radio dell'Ucraina e le autorità regionali responsabili prestano costantemente attenzione ad offrire copertura alle attività delle organizzazioni rom.

I giornali "Praline" e "Istruzione legale dei Rom in Ucraina" incontrano i bisogni informativi dei Rom in Ucraina.

Nel febbraio 2007, il tavolo editoriale unito delle trasmissioni in lingua russa, rutena e rom iniziò a lavorare alla Televisione di Stato della Zakarpattia e alla Compagnia di Trasmissioni Radio. Fornisce 26 ore per annodi trasmissione in lingua romanì.

Ogni anno il budget statale fornisce l'assistenza finanziaria per attività culturali ed educative delle organizzazioni rom, al fine di promuovere le loro culture, costumi e tradizioni nazionali. Nel periodo 2006-2008 il Comitato Statale dell'Ucraina sulle Nazionalità e le Religioni ha allocato 453.760 UAH per queste attività.

I centri d'impiego in collaborazione con le autorità locali prestano costantemente attenzione alla questione di fornire servizi sociali ai disoccupati di nazionalità rom.

Gli incaricati dei Centri d'Impiego con le autorità locali partecipano al monitoraggio delle condizioni di vita delle famiglie rom con molti figli e della situazione dell'impiego della popolazione rom.  Si dovrebbe notare che secondo i risultati del monitoraggio è stato trovato che una parte significativa di Rom abili avevano occupazioni casalinghe proprie e non intendevano andare a lavorare ufficialmente altrove. Il problema del lavoro tra i Rom rimane serio a causa di due fattori: l'assenza di documenti adatti e la mancanza di istruzione. Inoltre, i bassi livelli di istruzione della maggioranza dei Rom complica il loro impiego ed in alcuni casi lo rende impossibile.

L'anno scorso il Ministero degli Interni ha migliorato le misure volte a combattere la discriminazione su base etnica e razziale. In particolare, le questioni riguardanti i trattamenti pregiudiziali dei Rom da parte dei dipendenti statali sono sotto controllo permanente.

Il Ministero assicura incontri regolari con i leader delle organizzazioni rom. Durante questi incontri i partecipanti discutono le questioni dei documenti e della registrazione del luogo di residenza, tengono consultazioni sulla procedura di recupero e di ricezione dei certificati di nascita, passaporti e altri documenti d'identità. Investigazioni ufficiali vengono condotte in ogni caso di violazione dei diritti dei Rom.

Notato il miglioramento della situazione dei Rom in Ucraina, si deve menzionare che l'attuale situazione economica complicata nello stato non permette di fornire fondi sufficienti a risolvere l'intera complessità degli attuali problemi sociali, economici, educativi ed altri della minoranza nazionale rom.

 
Di Fabrizio (del 02/06/2009 @ 08:52:35, in scuola, visitato 1303 volte)

Segnalazione di Flora Afroitaliani

I bambini Rom lottano per rompere le barriere di segregazione in un piccolo paese transilvano.

Girato in due anni, il film si focalizza su tre scolari rom - Alin, Beniamin e Dana - messi nella scuola regolare. Pesano su di loro l'estrema povertà e una eredità di analfabetismo, Alin e Beniamin lottano per essere accettati. Dove Alin esita nella disperazione e nell'isolamento, Beniamin cerca opportunità per dimostrare se stesso. Gli insegnanti, che si sono risentiti del carico con l'integrazione senza supporto supplementare, vorrebbero vederli tornare nella scuola segregata, ma i due trovano la forza di rimanere nell'amicizia con i loro compagni rumeni. Tuttavia, Dana, giovane donna dalle grandi speranze, è guidata dalla tradizione ad un matrimonio precoce e abbandona la scuola per diventare madre.

Discendenti di schiavi, i Rom rumeni, come molti dei dieci milioni di Rom in Europa, vivono in povertà ai margini della società. I loro bambini spesso vanno in scuole separate che non offrono futuro. "Our School" documenta uno dei primi sforzi di integrazione scolastica a seguito della decisione della Corte Europea sui Diritti Umani che ripeteva quello di Brown contro il Ministero dell'Istruzione negli USA.

Alla base, "Our School" mostra come i principi dei diritti umani e le buone intenzioni politiche agiscono [...] nelle vite quotidiane di diversi bambini rom e no, direttamente coinvolti da loro. Offre uno sguardo ravvicinato al ruolo che il contesto locale, la storia e la cultura giocano nel complicare e distorcere le dinamiche e i risultati, persino degli sforzi più fondamentali e benigni per il cambiamento. Nel fare ciò, il film intende guidare gli educatori, i decisori ed il pubblico in generale attraverso le intricate politiche di integrazione - non solo per i Rom, ma per una vasta selezione di minoranze discriminate - e per assistere la politica nello sviluppare strumenti adeguati ed adattabili per migliorare l'accesso all'istruzione delle minoranze escluse di tutto il mondo.

Nel contempo, raccontando una commovente storia umana, il documentario spera di estendere la consapevolezza della segregazione oltre un piccolo circolo di attivisti, mobilizzare nuove energie in un momento che è maturo per il cambiamento. Intende fornire una piattaforma per un più ampio movimento desegregazionista tramite una strategia basata sul web che collega il pubblico agli attivisti ed ai donatori.

La Fan Page su Facebook [link]

Produttore:
Mona Nicoara (Producer/Director), Miruna Coca-Cozma (Co-Director), Ovidiu Marginean (Director of Photography), Jonathan Oppenheim (Editor), Erin Casper (Associate Editor)
Premi:
We are funded in part by the generous support of:

The Sundance Documentary Fund
http://www.sundance.org/

The Open Society Institute
http://www.soros.org/initiatives/roma

The Roma Education Fund
http://romaeducationfund.hu/

UNICEF
http://www.unicef.org/

Fiscal sponsors:

Romani CRISS
http://romanicriss.org/

The Independent Feature Project
http://www.ifp.org/

Additional support:

Independent Film Week http://www.independentfilmweek.com/

The Good Pitch at HotDocs
http://britdoc.org/real_good/pitch/

Institute of Documentary Film
http://www.docuinter.net/

 
Di Fabrizio (del 24/05/2009 @ 09:47:14, in scuola, visitato 1386 volte)

Data di pubblicazione dell'appello: 14.05.2009

"Cosa significa per te scuola speciale?" "Scuola speciale è la scuola zingara."
(Bambina rom di 12 anni, allieva della scuola elementare speciale di Pavlovce nad Uhom)

Ogni bambino ha diritto all'istruzione senza discriminazione. In Slovacchia, un gran numero di bambini rom vede negato questo diritto.

La maggior parte è obbligata a frequentare "scuole speciali" o classi per bambini con disabilità mentali, o viene segregata in scuole o classi ordinarie per soli rom, dove studiano un programma ridotto in un isolamento virtuale dagli altri alunni. Studi indipendenti stimano che circa l'80% dei bambini che frequentano le scuole speciali della Slovacchia sono rom.

Le scuole speciali destinate a bambini con disabilità mentali forniscono ai bambini rom programmi di qualità inferiore e ridotti. Esiste uno scarto di quattro anni tra i programmi delle scuole primarie speciali e ordinarie, ciò significa che i bambini di dieci anni nelle scuole primarie speciali apprendono un'alfabetizzazione di base.

"Nella settima classe della scuola speciale ho imparato le stesse cose che avevo imparato nella scuola ordinaria"
(Ragazzo rom di 14 anni, che si è scoperto essere collocato erroneamente in una scuola speciale).

Una scuola speciale di Pavlovce nad Uhom è una delle scuole segregate di fatto in Slovacchia dove il 99,5 % dei circa 190 alunni sono bambini rom. Secondo una ricerca di Amnesty International, questa non è un'eccezione. L'Organizzazione teme che il modo in cui sono condotti gli accertamenti e i criteri utilizzati per collocare un bambino in una scuola speciale possano equivalere a una discriminazione, poiché, di fatto, non tengono conto delle differenze culturali e linguistiche.

Amnesty International ritiene che in Slovacchia migliaia di bambini rom siano collocati erroneamente in scuole speciali o segregati in scuole per soli rom.

Il fallimento del governo slovacco nel fornire un'istruzione adeguata a tutti i bambini rom compromette il loro futuro nel campo dell'istruzione e nelle prospettive lavorative e aumenta la marginalizzazione e la povertà delle persone di etnia rom.
Amnesty International sollecita il governo slovacco a porre fine alla discriminazione razziale nell'istruzione e ad affrontare le gravi violazioni del diritto all'istruzione per i bambini rom.

 Guarda il video sui bambini rom in Slovacchia (in inglese)

Firma subito l'appello

Dušan Čaplovič
Deputy Prime Minister for Human Rights and Minorities
Sekcia ľudských práv a menšín, Úrad vlády Slovenskej republiky
Nám. slobody 1
813 70 Bratislava
Slovakia
Fax: +421 2 52 491 647
Email:
podpredseda@vlada.gov.sk 

Egregio Vice primo ministro,

Le scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione circa l'alto numero di bambini di etnia rom segregati in scuole e classi speciali in Slovacchia.

Secondo la nuova Legge sulla scuola, la discriminazione nell'istruzione, particolarmente la segregazione, è illegale. Tuttavia, nessuna misura è stata ancora presa per assicurare che questa proibizione sia attuata nella pratica. La esortiamo, quindi, a rivedere il mandato del Centro nazionale slovacco per i diritti umani al fine di assicurare che si conformi agli standard degli altri organismi sui diritti umani che monitorano la legge anti-discriminazione e la sua attuazione. Il Centro dovrebbe avere l'autorità avviare indagini proprie, di indagare sulle denunce individuali e raccomandare soluzioni; di monitorare e sanzionare la segregazione.

La sollecitiamo, inoltre, a raccogliere in modo sistematico i dati, disaggregati in base al genere e all'etnia, importanti per poter monitorare la portata della segregazione e riuscire ad eliminarla.

Inoltre, La esortiamo a definire la categoria degli studenti di provenienza da ambienti socialmente svantaggiati, termine comunemente usato per i bambini rom, in modo che si possano distinguere dagli studenti con disabilità mentali. Nessun bambino senza una reale disabilità mentale provata dovrà mai più essere collocato in una scuola speciale.

Le ricordiamo, infine, che la scuola elementare speciale nella cittadina di Pavlovce nad Uhom resta una scuola segregata per soli rom; molti bambini di etnia rom vi sono stati collocati erroneamente e si vedono negare un'istruzione di qualità. Siamo a conoscenza del fatto che questo caso è giunto all'attenzione del governo slovacco, la sollecitiamo, dunque, a cogliere questa opportunità e ad assicurare che il nuovo anno scolastico metta fine all'istruzione segregata per i bambini rom di Pavlovce nad Uhom.

La ringraziamo per l'attenzione.

 
Di Fabrizio (del 16/05/2009 @ 09:24:50, in scuola, visitato 1452 volte)

Segnalazione di Demetrio Gomez e Giorgio Bezzecchi

Class 55 è una piattaforma costituita da Rom e attivisti pro-Rrom, che si sono uniti alfine di porre fine alla segregazione dei Rom nelle scuole:

[...]

  1. Il 17 maggio 1954, il Tribunale Supremo degli Stati Uniti prese una decisione storica nel caso "Brown contro Ministero dell'Istruzione".
  2. Paesi dell'Europa centrale e orientale segregano i loro stessi cittadini di seconda classe - i Rom.
  3. Il noto caso di "DD. HH. e altri contro la Repubblica Ceca" confermò che i bambini rom erano inviati ingiustamente alle scuole "speciali".

Il 17 maggio 1954, il Tribunale Supremo degli Stati Uniti prese una decisione storica nel caso "Brown contro Ministero dell'Istruzione", ponendo fine alla segregazione degli studenti neri nel sistema educativo americano. Mentre l'America celebra il 55° anniversario di questa sentenza, paesi dell'Europa centrale e orientale segregano i loro stessi cittadini di seconda classe - i Rom. Diverse OnG appartenenti alla Società Civile hanno segnalato in diverse occasioni le pratiche di segregazione, come pure la discriminazione diretta e indiretta dei Rom, senza dubbio le loro voci sono poco ascoltate. Class 55 è una piattaforma costituita da Rom e attivisti pro-Rrom, che si sono uniti alfine di porre fine alla segregazione dei Rom nelle scuole.

I Rom sono il gruppo etnico più discriminato in Europa in tutte le sfere della vita, incluso nell'istruzione. Varie scuse sono usate dai professori, direttori ed autorità educative per segregare i Rom, invece di ammettere semplicemente che le scuole sono monoculturali, ed incapaci di integrare qualsiasi tipo di differenza. Riguardo a queste differenze, sono varie le etichette date ai bambini rom: "socialmente svantaggiati", "di basso ambiente culturale", "carenti di capitali sociali", ecc., intendendo spesso che il bambino non ha le capacità per entrare nell'istruzione ufficialmente stabilita.

Nel noto caso di "DD. HH. e altri contro la Repubblica Ceca" il Tribunale Europeo dei Diritti Umani a Strasburgo confermò nel novembre 2007 che nella Repubblica Ceca, i bambini rom furono diagnosticati erroneamente ed inviati in scuole di istruzione speciale per bambini psichicamente incapaci. Un anno e mezzo dopo questa decisione, la Repubblica Ceca, così come altri paesi membri del Consiglio d'Europa, furono obbligati a porre fine a queste diagnosi basate sul pregiudizio etnica; nella pratica, i bambini rom continuano ad essere inviati in scuole di bassa qualità educativa. Anche se queste scuole non sono denominate come "speciali", la maggioranza degli alunni segue tuttavia un piano speciale e differente di studi, con un livello di istruzione più basso del piano di studi normale.

"Si è utilizzato ogni tipo di scusa per segregare i bimbi rom e porli in scuole o classi per soli Rom in paesi dell'Europa centrale e orientale. Questa pratica è assolutamente sbagliata e senza giustificazione. Per esempio, nel Regno Unito Unito quegli stessi bambini, dopo aver migrato con i loro genitori, frequentano le scuole normali ufficiali usando una lingua che prima non avevano mai parlato," dice Scott Elliott, attivista canadese pro-Rom di Roma Rights Network.

Class55.org crede che il 55° anniversario di una vittoria dei Diritti Umani sia la migliore occasione per mostrare ai governi dell'Europa che la segregazione dei Rom è completamente inaccettabile, e che questa pratica debba terminare immediatamente Chiunque può aderire a Class 55 ed appoggiarne la causa inviando un messaggio ai ministri dell'istruzione, firmando la petizione e facendo circolare queste informazioni tra i suoi amici e famiglia, usando il tipo di tecnologia preferita.

 

Ultim'ora: ricevo da Marco Brazzoduro

Le cronache recenti dimostrano che le problematiche legate alla società multietnica ci toccano da vicino ed evidenziano contraddizioni e conflittualità. Il rischio della discriminazione non può essere ricondotto all’assurdità di fatti privati, ma è una questione di interesse sociale che riguarda la scuola e la società tutta.

La globalizzazione e un’Europa a 27 Paesi sono una condizione storica irreversibile, che ci pone davanti a un bivio: cogliere l’occasione per l’apertura, il confronto tra diversità, con la prospettiva di un arricchimento reciproco o, viceversa, chiuderci nelle paure e difenderci dal cambiamento.

Come già emerso in altri contesti europei di più antica tradizione migratoria, il rischio di formazione di sacche di emarginazione e di conflittualità è legato alle condizioni e alle opportunità di promozione sociale che la società e le sue istituzioni, in primis la scuola, offrono per garantire la qualità dell’integrazione e la qualità della convivenza tra persone appartenenti a culture diverse. In ogni luogo educativo, la costruzione dell’identità e lo strutturarsi dei processi di inter-azione sono i presupposti per promuovere conoscenza e scambio tra le diverse lingue e culture.

In coerenza con un’idea di società accogliente e inclusiva e di una scuola intesa come laboratorio sociale che educa alla convivenza, alla cittadinanza attiva e alla solidarietà, il Movimento di Cooperazione Educativa, l’ARCI Solidarietà e RUOTALIBERA Intercultura propongono il Convegno: “InControCorrente, Oltre la paura, contro ogni discriminazione, per la dignità e la parità dei diritti”.

Convegno nazionale
InControCorrente
Oltre la paura, contro ogni discriminazione, per la dignità e la parità dei diritti
Roma, 8 e 9 maggio 2009

Con il contributo di Con il patrocinio di

Movimento di Cooperazione Educativa Per informazioni rivolgersi a:
Maria Cristina Martin
MCE - Via dei Sabelli 119, Roma -
Tel. 065744228 – 3384620822 - Mail: cristimartin@alice.it

Rossella Brodetti
Tel. 067015851 – 3495652041 – Mail: sifmce@alice.it

Mariangela De Blasi
ARCI - via Goito 35/b, Roma
Tel 0689566575 - 3481314342 - Mail: deblasi@arci.it

Serena Amidani
RUOTALIBERA, Via F. Stilicone 134, Roma
Tel. 0676910289 - Mail: ruotaliberateatro@libero.it

Venerdì 8 maggio

Ore 15,00/19,00 Palazzo Valentini, Sala Del Consiglio Provinciale Via IV Novembre 119/a
I Sessione: Discriminazioni e dintorni
La sessione intende fornire strumenti utili alla definizione dei diritti dei minori e proporre elementi di analisi e riflessione su quanto sta accadendo nel nostro Paese in merito al rischio di discriminazione di intere fasce sociali
Introduce e coordina: Diana Cesarin, MCE

Saluti delle autorità:
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma
Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Rapporti Istituzionali della Provincia di Roma
Massimiliano Smeriglio, Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma

Interventi di:
Paolo Beni, Presidente nazionale dell’ARCI
Massimiliano Fiorucci, Docente di Metodologia dell’Educazione Interculturale dell’Università Roma Tre
Ferdinando Imposimato, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione
Dijana Pavlovic, attivista rom, federazione “Rom e Sinti insieme”
Gennaro Schettino, Direttore di Metropoli, “La Repubblica”
Alexian Santino Spinelli, Docente di lingua e cultura romanì presso l’Università di Trieste

Ore 21.00 – Centro Anziani di Villa Gordiani Via Prenestina
Giovanna Marini & il corso di modi del canto contadino della Scuola Popolare di Musica di Testaccio
Alexian Santino Spinelli e il suo gruppo di musica rom

Sabato 9 maggio

Ore 9,00/11,00 Istituto Comprensivo Virgilio, Via Giulia 38
II Sessione: Workshop su esperienze di inte(g)razione a scuola
La sessione vuole offrire il racconto e la riflessione del gruppo su esperienze realizzate a scuola e nel territorio, attraverso l’utilizzo di materiali strutturati o multimediali
a)“Il mantello di Arlecchino”. Gioco di educazione interculturale, a cura di Orietta Busatto, MCE
b)“Una comunità narrativa on line”. Educare alla reciprocità attraverso internet e le fiabe, a cura di Silvia Salvadori e Shi Xue Fen, Ruotalibera
c)“La Città in Gioco”. L'inter-azione attraverso l’attività ludica, a cura di Ugo Pugliese, dirigente Ludoteca di Napoli, MCE
d)“Diritti al campo”, a cura di Catia Mancini e Alessia Rocco, Arci Solidarietà
e)“Sei più. Seconde generazioni: seconde a nessuno”. Mediazione linguistico–culturale a scuola, a cura di L. Dauki, MCE
f)“Il mondo attraverso le fiabe” A cura di Marika Vischi, Arci Bari

Ore 11,15/13,15
III Sessione: Scuola e associazionismo contro le discriminazioni
La sessione intende presentare un quadro di riferimento metodologico e didattico per l’attività educativa nel campo dei diritti
Introduce e coordina: Sergio Giovagnoli, ARCI Solidarietà

Sono previsti interventi di:
Domenico Canciani, segretario nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa
Patrizia Lucattini: responsabile formazione di RuotaLibera
Tatiana Occhipinti e Riccardo Casentino, studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre
Renzo Zuccherini, dirigente scolastico, Punto Arlecchino,Perugia

Movimento di Cooperazione Educativa
Associazione professionale di insegnanti
È soggetto qualificato per la formazione ai sensi del D.M. 177/2000 confermato con D.M. 57/2005

 
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