Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Non un altro blog - giornale o chissacosa ma: 1. raccogliere notizie direttamente dalle fonti; 2. far conoscere come la pensano i diretti interessati.

La redazione
-

\\ Mahalla : VAI : lavoro (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 09/08/2013 @ 09:07:34, in lavoro, visitato 1791 volte)

Da Czech_Roma

L'Ufficio Ceco del Lavoro definisce le email di spam sui Rom come "bugie e sciocchezze" - Praga, 1.8.2013 23:10

Un'altra mail disonesta sta circolando online, dove il presunto autore Jirhì Mashka descrive come i Romanì starebbero "diventando ricchi" sfruttando il welfare. Email bufala che è anche stata spedita più volte al news server Romea.cz.

La Direzione Generale dell'Ufficio del Lavoro della Repubblica ha risposto con un comunicato stampa, definendola "un mucchio di bugie e sciocchezze". Ne pubblichiamo sotto la traduzione integrale:

    Comunicato stampa dell'Ufficio del Lavoro della Repubblica Ceca: il welfare è destinato solo ai veramente bisognosi ryz, press release of the Labor Office of the Czech Republic

Sta circolando ultimamente un racconto online in cui Jirhì Mashka, che firma la mail, descrive la vicenda di un romanì che gli avrebbe raccontato come "si diventa ricchi", tra l'altro, truffando il welfare. Dato che questa storia è semplicemente un mucchio di bugie e sciocchezze, l'Ufficio del Lavoro della Repubblica Ceca (U'P) considera necessario spiegare il reale stato delle cose riguardo il sistema di welfare in questo paese.

Secondo l'autore della mail, le "istruzioni" per ottenere la più alta somma di denaro possibile da un comune o dallo stato, è di partorire un bambino all'anno. Secondo la mail, ogni parto darebbe diritto ad un assegno di 230.000 corone (circa 90.000 euro, ndr).

E' un'assoluta sciocchezza. In primo luogo, la somma massimo che può essere concessa a un genitore per ogni figlio è di 220.000 corone. L'ammontare e la durata del beneficio dipendono dalle seguenti circostanze:

  • Almeno uno dei genitori deve avere, al momento del parto, un reddito corrispondente al 70% del 30% delle rate dei requisiti di soggiorno giornaliero (DVZ). Quest'informazione è necessaria per calcolare l'aiuto finanziario da erogare durante il congedo di maternità.
  • Se il reddito dei genitori eccede il DVZ, la maggior parte dei richiedenti può sperare di ricevere non oltre 11.500 corone al mese.
  • Se il reddito è inferiore o pari al 70% del 30% delle rate DVZ, allora si può sperare di ricevere 7.600 corone al mese.
  • Se nessuno dei due genitori mostra un reddito su cui basare un qualsiasi calcolo, allora il beneficio è di 7.600 corone (non negoziabile) sino al compimento del nono mese dalla nascita del bambino. Dopodiché la somma si riduce a 3.800 corone sino a quando il bambino compie quattro anni.
  • E' anche necessario comprendere che detti benefici possono applicarsi ad un bambino alla volta, di solito trattasi del più piccolo.

Da parte del sistema di supporto statale (SSP) c'è un altro beneficio, offerto come complemento direttamente al minore. E' un sussidio di base, a lungo termine, alle famiglie con figli, per aiutarle a coprire i costi associati al mangiare e alla crescita, che altrimenti sarebbero scoperti. Una qualifica per questo sussidio è il reddito della famiglia inferiore a 2,4 volte il reddito di sussistenza rispetto alla dimensione della famiglia. Nel decidere l'ammontare del sussidio, è determinante il reddito dichiarato nel corso dell'anno precedente, inclusi i benefici genitoriali. L'ammontare di questo sussidio dipende dall'età del bambino.

Non esiste la possibilità di distribuire in anticipo sotto forma di assegno questo denaro. I sussidi vengono elargiti mensilmente da U'P, tramite conto bancario o inviati all'ufficio postale.

Un altra tesi contenuta nella mail suggerirebbe a un padrone di casa di farsi carico del maggior numero possibile di affitti, per così poter ricevere migliaia di corone dalle casse comunali, a rimborso di alloggio e facilitazioni. In primo luogo, ciò sarebbe illegale. Se U'P o qualsiasi altro corpo amministrativo dovesse venire a conoscenza di un simile processo, dovrebbe immediatamente sottoporlo alle autorità di polizia giudiziaria della repubblica. Riguardo alle competenze di U'P, è in grado di dedurre la somma di tale eccedenza da quanto erogato come welfare, e recuperarlo dalla persona interessata (nei casi critici, si può coinvolgere un'agenzia di recupero crediti).

In tale contesto, l'U'P ritiene importante sottolineare che nessun comune è coinvolto nel pagare affitti individuali. L'autore di quella mail pensa probabilmente si riferisce ai contributi alloggiativi nel sistema SSP, o altre forme di aiuto per le abitazioni , disponibili per le popolazioni in difficoltà materiale. I costi dell'alloggio, per esempio, della corrente e dell'affitto, dev'essere regolarmente documentato da parte dei richiedenti, sia su base mensile che trimestrale. Gli organi competenti stabiliscono la somma specifica del sussidio secondo il reale e riconosciuto costo dell'abitazione. In entrambe i casi, famiglie o individui, bisogna avere un reddito basso.

Intanto che il contributo alloggiativo viene elargito, il proprietario o l'affittuario registrati all'indirizzo come residenti permanenti, hanno titolo a detto contributo soltanto se il 30% del reddito familiare non è sufficiente a coprire il costo dell'alloggio (35% a Praga) e se il 30% (35% a Praga) del reddito familiare è inferiore ai costi normativi pertinenti stabiliti per legge. Entrambe i sussidi possono essere rimborsati nel corso di 10 anni, per un massimo di soli 84 mesi. L'unica eccezione riguarda le case abitate da persone oltre i 70 anni, o quelle abitate da persone con disabilità residenti in appartamenti progettati o ristrutturati sulla base delle loro esigenze.

L'autore di questa mail piena di favole menziona anche quanto sia facile ottenere aiuti finanziari per l'acquisto di vestiti, carbone o cibo. Sostiene che una famiglia di cinque componenti può accumulare con questi benefici sino a 30.000 corone al mese.

L'autore intende riferirsi a quanti sono in difficoltà materiale e, ad esempio, ususfruiscono di contributi di sussistenza. Questi sussidi non possono, nel caso delle famiglie, arrivare a tali somme di denaro. Si basano sull'ammontare del reddito minimo di sussistenza stabilito legalmente.

L'autore della mail non dimentica di menzionare altri benefici che ritiene siano a portata di mano. Menziona sussidi per l'acquisto di cartelle e altro materiale scolastico per bambini.

Questo tipi di sussidi vengono elargiti ai bisognosi come assistenza immediata straordinaria. Tuttavia, anche in questi casi non è possibile abusare dei sussidi preposti. Per riceverli, si deve presentare il motivo provato di tale richiesta. La sede decentrata di U'P è ovviamente in grado di fornire il finanziamento quanto prima possibile, perché il richiedente non abbia problemi inutili. Nel contempo, però, detti uffici valutano i casi individuali attentamente. Tengono registrazione su come il richiedente adopera il denaro e gli chiedono di predisporne documentazione. Last but not least, ogni U'P è anche in gradose ci fossero dubbi sull'impiego corretto del sussidio, di avvalersi tramite pagamento diretto nel caso di doposcuola, campi, ecc.

Nel richiedere qualsiasi sussidio, o dal sistema si sostegno sociale statale o come aiuto per persone in difficoltà, il richiedente eil beneficiario devono anche fornire documentazione su tutte le forme di reddito. Se queste dovessero essere nascoste, il richiedente può essere multato e deve rimborsare all'U'P la somma erogata.

Le "istruzioni online su come diventare ricchi" terminano con un romanì immaginario che descrive l'opzione degli "acquisti", ad esempio di prodotti elettronici attraverso layaway (VEDI, ndr.) e portarli poi al più vicino negozio dei pegni. L'autore sottolinea anche che il miglior modo per accedere ai sussidi è di usare forza e pressioni contro il personale U'P.

E' altamente probabile che un simile scenario comporterebbe un reato. Inoltre, nel valutare le richieste di quanti sono in disagio materiale, U'P registra sempre tutte le fonti di reddito del richiedente e le attività in suo possesso.

Se qualcuno tentasse di fare pressioni fisiche o verbali al personale U'P, sarebbe considerata na forma di comportamento criminale, e le informazioni in merito comunicate immediatamente alle autorità di perseguimento penale. Corrisponde al vero che a volte il personale può trovarsi in situazioni simili, ma questo non soltanto con persone di origine romanì.

Tutte le nostre sedi hanno preso le necessarie misure di sicurezza e collaborano con la polizia municipale o con servizi di sicurezza privata, nel caso di simili incidenti. Il suo personale non si sottomette né a minacce né a violenze.

 
Di Fabrizio (del 12/11/2013 @ 09:01:34, in lavoro, visitato 1224 volte)

Monta la protesta tra gli zingari che vogliono manifestare a Venezia - di Cristina Giacomuzzo

VICENZA. La burocrazia rende la vita difficile non solo agli artigiani e imprenditori, ma anche agli zingari. Sono tempi duri per chi, nomade, si arrabbatta rivendendo il ferro vecchio. Sì perché da almeno due settimane i gestori degli impianti di recupero hanno bloccato tutto: non accettano più nulla, in attesa di una interpretazione della norma che rientra nel sistema della rintracciabilità dei rifiuti (Sistri). E intanto anche alla Caritas di Vicenza c'è preoccupazione perché il termometro sale. E c'è chi denuncia tutta la sua disperazione. E' Cristian Argentini, 39 anni, zingaro che abita nell'hinterland: "Questa era l'unica certezza economica che avevo per assicurare qualcosa da mangiare ai miei quattro figli in modo legale. Cosa devo fare? E' così che ci costringono a rubare".

IL QUADRO. Argentini è uno dei circa seicento nomadi che abita ormai stabilmente nel Vicentino. "Il 98 per cento di questi - assicurano dalla Caritas - vive di questo tipo di lavoro". Un tipo di attività che aveva già ricevuto un primo giro di vite quando si era imposto l'iscrizione alla Camera di commercio, proprio come un qualsiasi ambulante. Adesso però si complica perché pare che gli ambulanti del ferro debbano provvedere alla compilazione di specifici formulari e un'altra lunga serie di incombenze burocratiche. Conferma Argentini: "Vendere il ferro vecchio rappresenta per me, come per tanti altri zingari, l'unica entrata economica. Io non chiedo la carità - dice - ma almeno mi sia dia la possibilità di lavorare. Ora per continuare a fare questo mestiere, mi si chiedono 9 mila euro di deposito per il mezzo che deve avere determinate caratteristiche per il trasporto del materiale. Ma come faccio?".

IL TAVOLO. Il nodo sta venendo al pettine in tutta la sua complessità. In Caritas a Vicenza da settimane si raccolgono le testimonianze di sinti vicentini che si ritrovano chiuse le porte del gestore dell'impianto che non accetta più il loro ferro. Per questo i volontari avevano tentato di affrontare il problema direttamente con il gestore, ma hanno capito che è questione di legge.

 
Di Martina Zuliani (del 14/11/2013 @ 09:04:48, in lavoro, visitato 1423 volte)

RTV Slovenia: Bastoni fra le ruote, non nelle pentole - Testo: Bogdan Miklich. Foto: Matek Kristovich
Al lavoro

A Maribor si doveva aprire un ristorante rom, al quale avevano dato nome Romani kafenava, ma nel quartiere di Magdalena non sono d'accordo sul fatto che il ristorante sia al numero 34 di via Gornega, dove prima si trovava la pizzeria Chu-Chu. Per questo il sindaco Andrej Fishtravec non ha firmato il contratto d'affitto.

Per il ristorante, nel quale cuoche rom avrebbero preparato piatti tipici della tradizione rom e nel quale avrebbero lavorato camerieri rom, sono stati spesi 300.000 euro. Il progetto è finanziato all'85% dall'Unione Europea e per il restante 15% dal Ministero per il Lavoro, la Famiglia e gli Affari Sociali.

Il capo del progetto Shtefan Simonchich ha chiarito che è stato confiscato un'ora e mezza prima della firma del contratto, seppure il locale fosse vuoto da più di un anno. Una delle ragioni per aprirlo nella zona è la vicinanza con centro intergenerazionale. "Abbiamo buoni rapporti con tutte le organizzazioni che lavorano nei dintorni" dichiara Simonchich. "Il ristorante rom collaborerebbe con un centro intergenerazionale e con gli altri attori. In quella zona vi sono più di 1000 metri quadri di superficie e quindi c'è posto per tutti. Sarebbe utile a tutti che vi siano più attività cosicché vi siano più clienti anche per gli altri." ragiona Simonchich che non si sa spiegare come il quartiere di Magdalena abbia bloccato l'apertura del ristorante rom.

Nel piatto

Potrebbe derivare dal fatto che, in quel quartiere, gli abitanti di un condominio abbiano dato la colpa ai rom per problemi condominiali. "Spero che il sindaco ci ripensi, dato che ha un dottorato in sociologia e perciò sono certo che capisca quando sia difficile includere le minoranze in alcuni quartieri e che quindi permetta l'apertura del ristorante rom in quel locale." dice Simonchich che aggiunge come esso sia uno dei passaggi che potrà facilitare l'inclusione dei rom. Il ristorante rom porterà loro speranze di assunzione dato che a Maribor si è già alla seconda generazione di rom disoccupati. "In città nemmeno gli sloveni trovano lavoro, figuriamoci i rom."

Il desiderio del ristorante, secondo le parole di Simonchich, è di aprire il prima possibile in modo tale che i rom ottengano al più presto un lavoro. L'ultima scadenza è a febbraio 2014 perciò dovrebbero già cominciare a risistemare il posto e la rete elettrica. "Se non ci daranno quel locale ne dovemmo trovare un altro sempre a Maribor poiché dobbiamo portare a termine il progetto. Se il ristorante non sarà aperto entro il 1 febbraio dovremmo ridare indietro il denaro. Se questo progetto, unico in territorio sloveno, non verrà portato a termine sarà evidente il loro odio nei confronti dei rom." dichiara Simonchich.

Il sindaco Fishtravec propone la ricerca di una locazione alternativa, cosa che non piace ai coordinatori del progetto. "Da quando sono iniziati i problemi per trovare un posto per il ristorante rom a Maribor sono aumentati i discorsi contro i rom. Rimangono difficoltà tra gli abitanti rom e non-rom e arrendersi porterebbe a aumentare i discorsi negativi. Le forbici e il nastro li ha in mano il sindaco e perciò ancora una volta gli chiediamo di riconfermare il primo locale scelto", afferma Simonchich.

Poiché il progetto ha titolo di cooperativa sociale hanno dovuto fare un progetto ben sviluppato e evidenziare il numero di nuovi impieghi creati. Il cibo sarà rom dei Balcani, del mediterraneo e turco. Vi saranno molte spezie. "Sarà la cucina sana e saporita delle nostre mamme e delle nostre nonne" dice Simonchich

"L'esperienza culinaria sarà arricchita da musica rom dal vivo e aumenteremo le conoscenze della gente sulla cultura rom. Ci sarà anche la possibilità di avere un bar. Il nostro obiettivo è di aumentare la vicinanza tra la popolazione rom e non-rom grazie alla conoscenza del mondo rom e delle sue tradizioni. Pensiamo che ciò possa arricchire la nostra città e richiamare turisti, ci dispiace che alcuni non lo capiscano" dice Simonchich che, proprio per questo, spera che le difficoltà vengano al più presto superate poiché il progetto non porterebbe beneficio solo ai rom ma anche alla popolazione maggioritaria.

Secondo il sindaco Fishtravec, se il quartiere di Magdalena vuole acquistare la ex pizzeria Chu-chu e il relativo locale, il comune non darà loro le chiavi. "Abbiamo chiarito con il comitato di quartiere che si possono vendere solo i locali in cui il comitato svolge le sue attività. Il precedente sindaco ha dato permessi non conformi alla legge anche se tali non si sono mai realizzati per mancanza di un contratto d'affitto regolare" chiarisce Fishtravec e si augura che le cose si sistemino. "Qui non si parla solo di xenofobia e di coabitazione impossibile con altri gruppi etnici ma anche della realizzazione di un progetto con fini politici positivi che spero di portare a termine a Maribor" afferma Fishtravec. Il motivo per una realizzazione impossibile per il comitato di quartiere di Magdalena risiede nel fatto che esso è formato dai quadri dell'ex sindaco.

 
Di Fabrizio (del 30/11/2013 @ 09:08:11, in lavoro, visitato 1373 volte)

I Rom a Geyve vivono di mele cotogne da MEDIAROMA

I Rom di Geyve (regione di Marmara), nonostante ogni tipo di pregiudizio e calunnie rivolte loro, usano la loro creatività per rendere la loro vita simile a quella dei fratelli e sorelle di altre parti della Turchia. Le famiglie a Geyve inviano le mele cotogne difettose coltivate nelle locali aziende agricole a compagnie di esportazione di marmellate e succhi di frutta.

I prezzi delle cotogne a Geyve sono bassi, a causa dell'abbondante raccolto. Perciò i produttori non devono aggiungere quelle difettose alla loro lista di vendita. Queste ultime sono ben sfruttate dai Rom, che le dividono dalle altre. Il tasso di disoccupazione tra i Rom di Geyve è superiore alla media nazionale del gruppo. Quindi questi Rom cercano di sfruttare ogni occasione per sopravvivere alle circostanze, facendo delle cotogne un modo di vita, almeno per ora.

Source: Geyveyoresi.com

 
Di Fabrizio (del 02/12/2013 @ 09:09:06, in lavoro, visitato 1477 volte)


Torino, 19 novembre 2013. Cristian Santauan, ragazzo rom rumeno, ha spiegato all'incontro "Torino Meno Rifiuti" , organizzato da Eco dalle città, la sua esperienza di recuperatore, che durante la settimana scandaglia i cassonetti e poi sabato e domenica tenta di vendere al Balon gli oggetti recuperati: abiti, scarpe, persino piatti e bicchieri. Commenta questa pratica l'assessore all'Ambiente del Comune di Torino Roberto Ronco

 
Di Sucar Drom (del 04/12/2013 @ 09:07:55, in lavoro, visitato 1561 volte)

Etichette: sintologia

Così Gianni Fava intervenendo al convegno sul tema tenutosi oggi a Milano. L'assessore alla Cultura della Lombardia ha sottolineato: "Il processo attuale di presidio va sostenuto". Trecentottandadue giostre che servono circa 105.000 persone, per una presenza annua in 8.000 fiere paesane. E', in sintesi, il ritratto delle piccole giostre in Lombardia, ovvero l'insieme delle attività dello spettacolo viaggiante, che, oltre alla rivitalizzazione delle piazze comunali, comprende le tradizionali piccole attività di spettacolo gestite in particolare da appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e destinate in particolare ai più piccoli, dai tratti fortemente identitari per la tradizione lombarda.

"Attività di nicchia - ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, intervenendo, oggi, in apertura dei lavori del convegno 'Spettacoli tradizionali delle giostre in Lombardia: sicurezza e valorizzazione delle attività verso Expo 2015' - e di qualità, frutto di attività che assicurano il mantenimento di un presidio fondamentale nei piccoli paesi: se le giostre abbandonano i nostri piccoli centri, le piazze dei piccoli centri rimangono vuote e perderanno sempre di più il loro carattere di incontro e sicurezza"

...continua su U VELTO

 
Di Fabrizio (del 22/12/2013 @ 09:08:00, in lavoro, visitato 1801 volte)

  Una Romnì non riusciva a trovare lavoro, ora dirige un negozio suo - Bratislava/Liptovsky' Mikulash, 18.12.2013 17:47, (ROMEA) Romovia.sme.sk, translated by Gwendolyn Albert

Riferisce il news server Romovia.sme.sk la storia di Jana Ferencova', una Romnì che ha vissuto per anni negli ostelli della Repubblica Ceca, prima di iniziare un'attività propria dopo essere tornata in Slovacchia (testo in slovacco). Per il secondo anno conduce un negozio di abiti di seconda mano nella città di Liptovsky' Hradek.

Ferencova' e suo marito hanno lavorato per tre anni nella Repubblica Ceca, cambiando tre volte l'indirizzo del negozio, ma sempre rifiutandosi di rinunciare al loro sogno. Racconta: "Mio marito e io volevamo una vita buona per i nostri figli, per questo andammo in Repubblica Ceca in cerca di lavoro. Qui [in Slovacchia] non eravamo riusciti a trovarlo."

La proprietaria, 47 anni, viene da una famiglia di nove bambini. Il padre per dare da mangiare alla famiglia lavorava con una piccola attività in proprio.

Quando lui si ammalò, trovò lavoro nella capitale, Bratislava, per la figlia più grande, come donna di pulizie. "Per noi i genitori erano un modello, e abbiamo voluto essere lo stesso per i nostri figli," insiste Ferencova', che ha solo l'istruzione primaria.

"Non è stato facile, ma ce l'abbiamo fatta," dice. Pur vivendo all'estero, poco a poco hanno iniziato a migliorare, senza mai considerare di insediarsi lì permanentemente.

Dice: "Tre anni fa stavamo lavorando a Praga. Mio marito là dirigeva una squadra di costruzioni, tutti erano in proprio. Il proprietario dell'ostello dove vivevamo nel quartiere Hloubetín mi offrì un lavoro come donna di pulizie."

Fu il punto di svolta. Lavorò all'ostello per un anno, ma nel frattempo suo marito perse il lavoro.

Il direttore dell'ostello gli offrì un lavoro come manutentore, ma la donne, con tre figli, non voleva più che i figli vivessero lì. "C'erano dei bambini di 10 anni che fumavano. Sigarette, lo capisco, ma la marijuana? Temevo soprattutto per mio figlio Daribor, che allora aveva 13 anni e già abbastanza problemi di suo," dice.

Quindi, la decisione finale era chiara - il ritorno in Slovacchia. Riassumendo: "Una volta che ero a casa ho iniziato a spedire curriculum ovunque, ma tutti mi tornavano indietro."

Impossibile trovare un lavoro con la sua sola istruzione primaria. "Non avevo referenze, ma sono capace e affidabile. Molte volte c'era una richiesta di lavoro, ma quando vedevano che ero una romanì, mi dicevano che avrebbero richiamato."

La famiglia ha campato di lavoretti nei cantieri durante il primo anno di ritorno a Liptovsky' Hradek. Ferencova' lavorava con gli uomini alla betoniera, ma poi rinunciò perché lo stipendio non era abbastanza alto.

"Chiesi ai locali affaristi Cinesi se mi aiutavano, ma non lo fecero." Disperata, la donna andava di porta in porta in cerca di un impiego.

Ferencova' sapeva che senza un lavoro, avrebbero speso in circa due mesi tutti i soldi guadagnati nella Repubblica Ceca. Un giorno decise che ne aveva abbastanza.

Iniziò a comperare ogni martedì coperte e lenzuola, e rivenderle ai Romanì del posto guadagnandoci qualcosa. Figlio e marito la accompagnava in macchina e lei negoziava il prezzo coi clienti romanì.

In internet trovò un magazzino di vestiti a Zharnovica (regione di Banska Bystrica) ed iniziò ad andare lì a cercare merci e contrattare prezzi e condizioni con i fornitori. "Naturalmente, calcolavo quanto acquistare dai fornitori e a quanto rivendere e se ne valeva la pena."

Le ci vollero tre mesi per trovare un grossista con cui venire ad un accordo. Il leasing per il negozio era un altro problema.

Ferencova' non riusciva a trovare spazi liberi in affitto attraverso i privati, Liptovsky' Hradek o Liptovsky' Mikulash. "Era come quando cercavo lavoro, ovunque mi dicevano che mi avrebbero richiamato, e questo è tutto," dice delle sue iniziali esperienze come imprenditrice.

L'ultima possibilità era il Liptovsky' Hradek Housing Office. L'esperienza le aveva insegnato di parlare solo col responsabile, quindi andò direttamente dal direttore.

Racconta: "Gli ho detto: direttore, non deve preoccuparsi del colore della pelle, non deve preoccuparsi dei soldi. Se avete spazi vuoti, metteteli a profitto dandoli a me, qual è il problema?"

La sua strategia schietta pagò. L'Housing Office le affittò uno spazio come negozio per un periodo di prova di sei mesi e un affitto anticipato di tre mesi.

 
Di Fabrizio (del 29/12/2013 @ 09:04:03, in lavoro, visitato 1709 volte)

Romedia Foundation - 27 dicembre 2013

Pinze dentali, foto © The Pitt Rivers Museum, Oxford. Per scoprire il significato dell'immagine, continua a leggere...

    Dato che l'immigrazione dei Rom nell'Europa Occidentale continua a causare panico nei media, Damian Le Bas considera la storia dei traffici romanì e l'incredibile varietà di lavori che l'Europa e l'Asia hanno af fidato ai propri "zingari".

Sono scrittore e regista: scrivo e faccio film per vivere, la scrittura e i film sono ciò che mi danno da mangiare. Cosa che potrebbe non essere particolarmente sorprendente per qualcuno, per me lo è ancora.

Da giovane ho provato ad immaginarmi come scrittore, ma era davvero difficile da credere. Era una vaga aspirazione, non un'ambizione tangibile. E l'ambizione più sensata che potessi avere non era comunque "un'ambizione": era fare quello che facevano tutti gli altri, lavorare per mettere del cibo sulla tavola.

Da bambino, "quello che facevano gli altri" significava o la vendita di fiori, o il lavoro nelle costruzioni o sui tetti. Queste erano le scelte ragionevoli, ed anche quelli nella mia famiglia che avevano aspirazioni dovevano seguire strade sensate. Mio madre e mio padre erano artisti, ma l'arte non pagava le bollette. Tuttora continuano a vendere fiori per arrivare alla fine del mese. Così pensavo che una volta cresciuto avrei venduto fiori o fatto il carpentiere. C'erano altre opzioni che sembravano un poco più esotiche, ma comunque ragionevoli: vendita di cavalli, riparare motori o compravendita di rottami; ma l'idea di vendere parole scritte da me o di film girati da me, mi suonava realistica come quella di aprire un negozio di fiori nello spazio infinito.

Nella cultura romanì è forte l'idea che si debba fare "il proprio lavoro", "lavoro da zingari" o "romani buki" o comunque si voglia chiamarlo. Perché non dovrebbe essere così? Possiamo pensare a quanto sia comune in qualsiasi cultura stabilire un "affare di famiglia", un mestiere per cui tu e la tua Vitsa siete conosciuti e rispettati. Ma creare un negozio proprio in un lavoro che valorizza i tuoi punti di forza, non è lo stesso dell'avere un ruolo nel mondo del lavoro sulla base di ciò che gli altri si aspettano da te, o perché tu non credi di poter fare qualcosa di differente.

Fuori dalla cultura romanì, l'idea dei "lavori da zingari" probabilmente è ancora più forte. Allora, quali lavori bisogna fare? Presumo, che possano essere classificati in diverse maniere. Ci sono lavori che sono lavori, e sono utili alla società; lavori che sono lavori, e non sono utili alla società, e lavori che non sono lavori - ma attività criminali. Così, per esempio, nel primo gruppo abbiamo i lavori agricoli (nelle fattorie), nel secondo gruppo la chiromanzia e nel terzo il furto. C'è un ipotetico prisma paradigmatico tripartito generato esternamente nel vedere il lavoro romanì. O, in inglese, un outsider's way of looking al lavoro romanì.

Perché simili punti di vista continuino a prevalere, quando chiaramente hanno un effetto negativo sull'autopercezione dei Romanì stessi e del loro potenziale (come succederebbe a chiunque), e chiaramente non riuscendo a descrivere la varietà di lavori che svolgiamo e, anche, che abbiamo sempre svolto? Sì, avete letto bene: che abbiamo sempre svolto.

Nel Pitt Rivers Museum della Oxford University, mia madre incrociò il paio di forbici dentali mostrate nell'immagine iniziale. Il cartellino che è attaccato recita:

    "Forbici dentali realizzate da ZINGARI locali. In ferro, con un lungo e sottile manico curvo: le due piccole pinze terminano con due denti su ogni lato.
    Popolo: Zingari albanesi. Località: Scutari, Albania.
    Raccolto dalla signora ME Durham, 1911. Acquisizione: tramite lei stessa, 1933"

Informazioni importanti, ma non così tanto come successivamente ha spiegato il professor Thomas Acton. Il popolo romanì ("Zingari albanesi") che realizzò quelle forbici non solo aveva fabbri di talento per realizzare strumenti medici, ma facevano anche gli odontoiatri. Questo, almeno 80 anni fa, e questi "zingari" erano dentisti.

Questo è solo un esempio della varietà che menzionavo sopra, ma almeno è un esempio didattico. Non riesco a spiegare completamente perché questa scoperta mi fece sorridere così tanto, ma in parte proverò a spiegarlo. Ho sorriso - come quando lessi per la prima volta di Helios Gomez, artista e pensatore politico che era anche gitano - perché mi fece capire che, provenendo da una famiglia romanì e con una buona contezza del mio patrimonio culturale, c'era ancora moltissimo che non conoscevo, che la maggior parte di noi non conosce, di tutta la varietà di cose che il nostro popolo ha fatto per sopravvivere. I libri di storia hanno la cura di sottolineare una delle ragioni per cui i Rom nel mondo islamico facevano mestieri come il dentista: in quanto gli altri li consideravano mestieri impuri, informazione per me del tutto secondaria. La cosa principale è che l'intraprendenza e le capacità di questi Rom li ha portati su questa strada, e questa storie di flessibilità, e di abilità, non sono abbastanza valutate nel discorso attuale sull'immigrazione romanì.

L'artista gitano e pensatore politico di sinistra, Helios Gomez

C'è un altro avvertimento da tutta questa discussione, che prospera sulla presunzione di pigrizia e irresponsabilità dei Romanì. Nella maniera più semplice: in un gran numero di angoli di solito nascosti dagli occhi selettivi della storia ufficiale, l'Europa si è arricchita col secolare lavoro dei Romanì, il problema è che non sono mai stati riconosciuti, retribuiti o rispettati come esseri umani. Grandi aziende di successo (voi sapete quali) sono nate in questo modo e continuano a prosperare su queste radici, ed il minimo che possiamo chiedere è che questo sia reso palese e rispettato come parte della storia del nostro continente.

"In ogni fatica c'è profitto, ma la mera parola porta solo alla povertà" ci dice il libro biblico dei Proverbi. E' una bella citazione con un semplicità audace, in cui potreste ritrovarvi pure voi. Io l'ho fatto. Poi ho pensato alla realtà, ad una in particolare: la schiavitù. E' improbabile che l'autore (o il compilatore) del libro dei Proverbi fosse uno schiavo: gli schiavi istruiti erano pochi e si trovavano soprattutto in Medio Oriente. Comunque, è nella fatica della schiavitù risiede il profitto, solo che al profitto non capita di andare verso chi fatica duramente.

By Damian Le Bas

 
Di Fabrizio (del 01/02/2014 @ 09:08:56, in lavoro, visitato 1638 volte)

Come un villaggio ungherese lotta contro la disoccupazione tra la minoranza rom - da ETHOCИ [video in tedesco, articolo tradotto (insomma...) dal bulgaro con Google translator]

Un gruppo di Rom di un villaggio ungherese non ha altra scelta che lavorare in agricoltura: raccolta di rifiuti da compostare o la costruzione di serre. Vi è impiegato il 50% della popolazione rom.

"Abbiamo bisogno di vedere. La mattina, quando ti alzi, la prima cosa che viene in mente è se funzionerà o no. Carcere o prestazioni sociali non sono la soluzione al problema della disoccupazione. Abbiamo bisogno di un cambiamento," dice il sindaco a "Deutsche Welle".

La soluzione al problema della disoccupazione in questo paese è percepita dal governo di Viktor Orban come un modello da applicare alla strategia nazionale epr i Rom. [...] E' raro il successo di simili modelli. In un altro villaggio, a 300 km dalla capitale, la disoccupazione ha raggiunto proporzioni preoccupanti. Senza programmi per il lavoro i residenti [...] possono scegliere tra morire di fame o lavorare quasi come schiavi, senza cibo e senza le condizioni sanitarie necessarie. Chi raccoglie legna, riceve 200 euro al mese e il diritto a portare a casa un po' di legna da ardere. I Rom in Ungheria potrebbero vivere meglio grazie ai milioni versati da Bruxelles per i vari progetti, tuttavia i fondi non sono distribuiti correttamente.

Negli ultimi 25 anni, dice Alada Horvath, deputato del Partito Rom, tutte le parti hanno concordato su una cosa: l'odio verso gli zingari. Secondo lui, non è stato fatto nulla per migliorare la loro vita, ed il 90% dei 790.000 Rom ungheresi è disoccupato. Dei fondi beneficia solo quella parte di Rom vicini al governo, in questo caso del partito del primo ministro Orban.

Laszlo Bogdan non fa parte di quel partito, i suoi compaesani devono lavorare duro. Però, i frutti del loro lavoro sono per tutti. Si mostra come un piccolo villaggio da solo può far fronte ai problemi senza aiuti da parte dello stato.

 
Di Fabrizio (del 03/02/2014 @ 09:05:44, in lavoro, visitato 1625 volte)

Giovedi 23 Gennaio 2014 "Volevo essere come gli altri" di Sabine Wagner

E perciò Niza Bislimi ha nascosto a lungo la sua provenienza, sia in Kosovo che qui in Germania. E' una Rom, per essere precisi: una Romnì. Lei conosce tutti i pregiudizi contro i Rom. Da quattro anni è avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione. Solo ora Niza Bislimi ha dichiarato la propria origine. Cosa che, come lei sa, non compiono altri Rom che hanno fatto carriera.

Ora è avvocato, non è stato facile

Attraverso tutti gli ostacoli verso il successo

Lei conosce la discriminazione sin dall'infanzia. [...] La incontro alla Corte distrettuale di Essen. Il vestito le si adatta perfettamente. [...]. Da quattro anni Nizaqete Bislimi, detta Niza, parla apertamente della sua provenienza. [...] In questo tempo è entrata in contatto col razzismo e lo sta contrastando in occasione di manifestazioni per i diritti umani. Fin da bambina ha nascosto di essere una zingara. Voleva soltanto essere come tutti gli altri. Da allora la sua storia è buona come soggetto di un dramma: a 14 anni la fuga da Kosovo verso la Germania con l'aiuto dei contrabbandieri - la vita in un centro profughi. Per 13c anni la paura costante di essere deportata. Ha avuto una madre e quattro fratelli e sorelle molto capaci. Una famiglia tedesca l'ha aiutata a studiare nei momenti iniziali e così nelle più avverse circostanze ha imparato il tedesco, prendendo poi il diploma. Alla fine, ha ottenuto il titolo di avvocato, titolo puramente "tollerato" nello stato dello Jura.

Come avvocato, si è specializzata in diritto dell'immigrazione

Un essere umano

Avendo a lungo nascosto qui in Germania il suo essere Rom, ha avuto anche a che fare con la loro già scarsa posizione di richiedenti asilo. Dice: "Eravamo tenuti d'occhio perché indossavamo solo abiti della Caritas e vivevamo nelle baracche alla periferia della città." L'appartenere ad una minoranza etnica tanto criticata, oltre all'aspetto visivo, spiega la sua riluttanza. Cosa sarebbe successo se si fosse scoperta la sua origine? Niza Bislimi non ha una risposta a questa domanda. Quello di cui è sicura, è che senza l'appoggio di sua madre e la coesione della famiglia non ce l'avrebbe fatta. Impariamo da una grande donna e dalla sua famiglia cosa può significare per una tedesca, una kosovara, una romnì "un essere umano". Che in romanés si traduce proprio con Rom.

[...]


Lettura consigliata da Mahalla

L'Europa che c'è: un giro tra i racconti e i pensieri di intellettuali e professionisti rom nel nostro continente

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


27/06/2022 @ 00:55:39
script eseguito in 60 ms

 

Immagine
 Come una Lonely Planet... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 4716 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< giugno 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021
Ottobre 2021
Novembre 2021
Dicembre 2021
Gennaio 2022
Febbraio 2022
Marzo 2022
Aprile 2022
Maggio 2022
Giugno 2022

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoE-mail: giovannidinatale1954@gmail.comOf...
28/12/2021 @ 11:20:35
Di giovannidinatale
Hi we are all time best when it come to Binary Opt...
27/11/2021 @ 12:21:23
Di Clear Hinton
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2022 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source