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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 05/06/2009 @ 09:30:12, in Europa, visitato 1385 volte)

Da Roma_Francais

Médecins du Monde

Dopo la morte, settimana scorsa, di un bambino in un incendio (vedi QUI ndr) e le espulsioni di cui sono vittime diverse famiglie rrom nell'Ile de France, MdM interpella i candidati alle elezioni europee. I testi esistono a livello europeo. Proteggono le famiglie rrom da queste situazioni disastrose. Médecins du Monde domanda ai candidati, una volta eletti, di impegnarsi a fare rispettare questi testi nei differenti paesi europei, ed in particolare in Francia.

Lettera ai candidati alle elezioni europee

Noi firmatari, membri dell'associazione Médecins du Monde, siamo stati obbligati ad installare il 27 maggio a Saint Denis, alle porte di Parigi, un campo di sgomberati per cittadini europei. 115 persone Rrom di cui 6 lattanti e 41 bambini, sono accolti in un campo sul modello di quelli che dispieghiamo nel caso di emergenza sanitaria e delle catastrofi. Installare un campo di "sfollati" in Francia, ma come ci siamo arrivati?

Cacciate, incalzate da diversi mesi, queste famiglie rrom erano per strada dopo un incendio che aveva causato la morte di un bambino e dopo la loro espulsione da tutti i luoghi precari dove avevano tentato di trovare rifugio. Lo stato, le collettività locali e territoriali se ne rimpallano la responsabilità. Davanti a questo maltrattamento istituzionale, senza alcuna soluzione e di fronte all'emergenza sanitaria, abbiamo portato loro un riparo che speriamo momentaneo in attesa di soluzioni più degne e durabili.

Pertanto, i testi elaborati a livello europeo esistono, sono di qualità e apportano risposte adatte ed umane perle famiglie rrom, ma non sono applicati in Francia. Europei, beneficiari dei diritti riaffermati tanto dal Parlamento che dalla Commissione e dal Consiglio d'Europa, i Rrom sono trattati in Francia, con dispetto come cittadini europei di seconda classe. E le loro espulsioni ripetute, senza soluzioni di ri-alloggio si trascinano, noi lo constatiamo tutti i giorni, verso l'esaurimento, l'interruzione delle cure e del seguito medico, soprattutto per le donne ed i bambini piccoli. Stato, regioni, dipartimenti, sindaci, ciascuno di questi attori detengono quindi una parte della soluzione. Ma tutti si rimpallano la responsabilità in un gioco istituzionale grottesco per finire in un niente di fatto.

Alla vigilia dell'elezione del nuovo Parlamento Europeo, vi domandiamo di prendere l'impegno, una volta eletti di vegliare, almeno, sull'applicazione delle regole europee esistenti. Vi domandiamo di non accettare più il gioco del ping-pong istituzionale di cui sono vittime i Rrom, cittadini europei protetti pertanto dalle leggi in vigore.

Nella Ile de France, le associazioni richiedono una Tavola Rotonda che riunisca tutti gli attori coinvolti. Un incontro che permetta di condividere le questioni e di trovare assieme delle risposte coordinate per uscire con una gestione condivisa del territorio. Noi vi chiediamo in nome dell'Europa di cui avete il mandato, di appoggiare questa iniziativa elementare perché i Rrom possano vivere degnamente.

 
Di Fabrizio (del 08/06/2009 @ 09:02:11, in Europa, visitato 1749 volte)

Da Roma_Francais

Il parlare zigano: Chourave, pillave, marave

La maggioranza dei dialetti europei ha preso in prestito termini zigani. Gli chavs, probabilmente dal romanì chavo (ragazzo), popolarizzato dagli anni 2000 nel Regno Unito, si apparentano alla gente marginale. Ma è presso la gioventù francese che le parole rom sono le più utilizzate. Il tradizionale chourave per nascondere. Marave per sottrarre. Pillave per bere alcool.

Segno di questa popolarità, dei "falsi-zigani" vedono regolarmente la luce con la ripresa della terminazione in -ave: una nuigrave (sigaretta) non ha niente a che vedere con la gens du voyage, ma deriva dalla contrazione di "Nuit gravement à la santé" (Nuoce gravemente alla salute ndr); il verbo bedave, per fumare, viene effettivamente da una parola zigana (bédo per spinello) ma non è mai esistito al di fuori dell'immaginario adolescenziale.


Non è una novità, già nel 2004 avevo segnalato questa commistione tra gergo giovanile ed alcune versioni del romanès:

Ravin (Lilli):
LONDRA (Reuters) - L'anno scorso ci sono stati i "sexing up;" nel 1993 i Britannici "having it large" e nel 1980 "power dressing."
Ora è il momento dei "Chavs" (da "chavoro", bambino in lingua Romanes ndr), il nome che i giovani delinquenti britannici con la passione per i gioielli, il fitness, i vestiti con con loghi evidenti e i cappellini da baseball di Burberry, adoperano per definire se stessi.
L'autrice Susie Dent immagina che ogni anno nascano nuovi termini inglesi che sintetizzano le preoccupazioni del tempo attuale.
"La parola chav era virtualmente sconosciuta sino a quest'anno, ma sta diffondendosi rapidamente" dice Susie Dent
...
Lele:
Bene, adesso possiamo aggiungere i giovani delinquenti al nostro repertorio di stereotipi!
Non bastava chiamarci ladri, pigri, promiscui, rapitori di bambini...
Dovrò chiamare il mio dottore e farmi prescrivere del Prozac... o forse dello Xanax. Ho voglia di prendere un nerbo ed agitarlo per bene. Non è un errore, ci sono nervi che saltano e nerbi da agitare...
Che depressione, Rav...
...
Todd Garvin:
Questo mi ricorda che la parola "pal" (da "phral che significa fratello) è entrata nella lingua inglese molti anni fa.
.....
Margaret:
Chavo per molto tempo è stato ampiamente usato nella lingua spagnola.
Le parole si mischiano, la lingua non è immobile, progredisce col villaggio globale del XXI secolo
...
Ripreso da post diversi su: http://it.groups.yahoo.com/group/allgypsies
--------------------------
...
Prendete il classico lolliypop - i leccalecca, per esempio. La quintessenza del dolce britannico, che deriva dalle caramelle rosse che gli zingari vendevano nelle fiere, tanto da essere chiamati loro stessi “lollypobbles”. Quello che la nostra popolazione ignora, è come le due culture si continuano a mischiare, anche con neologismi che erroneamente chiamiamo slang: Ogni gadje potrebbe scommetterci un wonga che siete divvy, ma se rifiutate, mush.
riportato in http://it.groups.yahoo.com/group/arcobaleno_a_foggia/message/406 (per chi volesse ancora sapere qualcosa)

 
Di Fabrizio (del 09/06/2009 @ 09:20:26, in Europa, visitato 1339 volte)

Da Roma_Francais

Publié le samedi 06 juin 2009 à 06h00 pour MATTHIEU MILLECAMPS

François Vlaminck, "gadjo" presso i Rom

La prima volta, fu nell'aprile 2007. François Vlaminck, educatore sociale, incominciava a lavorare per Aréas (Associazione regionale di studio e di azione sociale presso la gens du voyage). "C'erano queste baracche, a Lille-Fives, con una sessantina di persone tutte appena arrivate dalla Romania. Non avevano ancora delle roulotte. Di sicuro, le baracche sono presto state evacuate dalla polizia..." Da allora, di bidonville in depositi, garantisce una missione "di osservazione e di vigilanza sociale" presso i Rom precari originari della Romania, Bulgaria ed ex-Jugoslavia. Il suo compito, finanziato dallo Stato, consiste nel recensire le famiglie, le loro situazioni sociali e sanitarie.

Ma François Vlaminck è fatto anche una specialità della gestione delle emergenze umanitarie. In relazione costante col "115", soprattutto nel periodo invernale, un giorno scova un riparo per una giovane sul punto di partorire. L'indomani, sono i volontari del Soccorso Popolare che l'accompagnano per una distribuzione di derrate alimentari... Sul filo, senza soste, tra il suo ruolo di lavoratore sociale e le aspettative della popolazione.

"Sistemi di sopravvivenza"

"Un giorno, mi son ritrovato nel campo di via de Marquillies a Lilla, seduto su una sedia in mezzo alle famiglie. Erano tutti là, coi documenti d'identità. Credevano fossi venuto ad iscriverli a qualcosa, un dispositivo..."

Dopo, le famiglie comprendono meglio il ruolo di François Vlaminck, vigile sociale delle baraccopoli. "A volte, così, mi faccio messaggero delle buone notizie, accompagno anche le famiglie nei loro percorsi".

Lontano tanto dal buonismo che dalla caricatura, François Vlaminck dice di aver preso coscienza dei problemi che attraversano i campi "selvaggi". In queste baraccopoli vivono ancora 220 famiglie della metropoli di Lilla, quelle che non sono potute entrare nel dispositivo dei villaggi di inserimento.

La mendicità dei bambini? "Evidentemente è un problema. Ma l'ampiezza è tale che non si può che ripetere altro, senza fine, che è proibito". Ed evocando anche la difficile questione della prostituzione, è per insistere immediatamente sul fatto che questo fenomeno sia lontano dall'essere proprio della cultura rom. "Su 220 famiglie che vivono in una tale precarietà, ci sono sistemi di sopravvivenza messi in atto, non sempre legali. Ma ci sono anche molte famiglie che se ne allontanano, che non vogliono sentire parlare di accattonaggio dei bambini", martella lui.

Rispetto a questa realtà, spera che incontri come quelli sulla "Ziganìa" (QUI in francese ndr), oggi alla stazione Saint-Sauveur, "aiutino ad aprire un poco lo spirito della gente, a farla reagire". A condizione, insiste, di non "ridurre i Rom alla loro musica ed al folclore!"

E se il giovane operatore sociale afferma di avere "troppo la testa sul da farsi per fermarsi a riflettere", ha nondimeno sviluppato un profondo interesse per la cultura di chi frequenta quotidianamente. Quest'estate, ha previsto proprio di partire al loro incontro, nei paesi dell'est, per tre mesi.

 
Di Fabrizio (del 10/06/2009 @ 09:32:25, in Europa, visitato 1480 volte)

Da Romea.cz

Lívia Járóka difende il suo seggio nel Parlamento Europeo
Budapest, 9.6.2009, 11:11, (ROMEA)

Lívia Járóka, Parlamentare Europea e Rom ungherese, manterrà il suo seggio. Il suo partito, FIDESZ (conservatore ndr), ha ottenuto il 56,37% dei voti. Sarà l'unica Parlamentare Rom nella sessione 2009 - 2014. Durante la sessione scorsa, i Rom contavano due parlamentari: Jároká e Viktória Mohácsi, sempre ungherese.

[...] [Il primo parlamentare europeo di origine Rom] è stato Juan de Dios Ramirez-Heredia, eletto per il periodo 1994 - 1999.

In Ungheria, il movimento rom MCF (Roma Összefogásért Párt - Partito Unione Rom ndr), che teneva assieme diverse organizzazioni rom, [...] ha ottenuto 13.440 voti, pari allo 0,47%. Il movimento mirava al voto dei 500.000 - 600.000 Rom ungheresi (l'Ungheria ha 10 milioni di abitanti), una delle più grandi comunità rom in Europa.

ROMEA, translated by Gwendolyn Albert

 
Di Fabrizio (del 11/06/2009 @ 09:18:55, in Europa, visitato 1736 volte)

Ricevo (e traduco) da Unión Romaní copia della lettera da loro inviata a tutti i capilista delle sei formazioni spagnole che hanno ottenuto rappresentanza nel Parlamento Europeo:

 Barcellona, 9 giugno 2009

Stimati Deputati

Prima di tutto permettetemi di manifestarvi a nome della UNION ROMANI, Federazione delle Associazioni Gitane, le nostre più sincere congratulazioni per il successo della vostra formazione politica nelle passate elezioni al Parlamento Europeo. Voi incarnate la rappresentazione più genuina della volontà politica degli spagnoli che vi hanno eletto e la vostra alta missione nell'Europarlamento dovrà essere decisiva per la difesa dei valori civici che ispirarono i padri dell'Unione Europea e che hanno come fondamento l'amore e il rispetto alla libertà - valore supremo senza il quale non è possibile la democrazia.

Essendo la libertà la caratteristica più importante della tradizionale cultura gitana, intendiamo farla partecipe della nostra inquietudine in vista del risultato di queste elezioni. L'avanzata sperimentata da partiti e coalizioni apertamente razziste e xenofobe, fanno presagire tempi difficili per noi che siamo sempre stati, lungo la storia, i capri espiatori su cui si sono scaricati i sentimenti più selvaggi che a volte hanno marcato il comportamento degli esseri umani.

 Non sono dovuti passare molti giorni perché i ministri europei riuniti nel Lussemburgo manifestassero ieri che noi, i gitani, che costituiamo la minoranza etnica più importante della UE, ci sentiamo minacciati "dall'aumento del movimento estremista, come conseguenza della crisi economica attuale",  e che "i gitani stanno sottomessi ad una pressione enorme e ad una discriminazione crescente, e che ci sono gruppi radicali che stanno sviluppando una posizione antizigana basata su pregiudizi che portano a comportamenti radicali e inaccettabili". Questo lo ha detto il ministro ceco dei Diritti Umani e delle Minoranze, Michael Kocav, il cui paese ostenta, come voi sapete, la presidenza di turno della UE.

Il panorama attuale, signor Deputato, non può essere più allarmante: nella Repubblica Ceca alcuni gruppi neonazisti agiscono violentemente contro i gitani ed il Partito Nazionale ha promesso attraverso la televisione "una soluzione finale per la questione gitana" (vedi QUI ndr). In Olanda l'estrema destra si è convertita nella seconda forza politica tramite il Partito della Libertà guidato da Geert Wilders e che ha conseguito quattro seggi nel Parlamento Europeo. Gli estremisti hanno ottenuto seggi ugualmente in Romania. In Ungheria, gli ultranazionalisti di "Jobbik" hanno realizzato diverse marce militari [...] con slogan razzisti contro gli immigrati. In Austria il Partito per le Libertà ha rivendicato attivamente durante la campagna che "l'Occidente è per i cristiani". E' specialmente allarmante che nel Regno Unito, il Partito Nazionale Britannico - razzista e xenofobo - guidato da Nick Griffin, abbia conseguito, per la prima volta, di entrare nel Parlamento Europeo con due seggi.

 Permettemi di dirvi, a titolo personale, che i grandi dibattiti che sostenni nel Parlamento Europeo, quando fui Deputato, contro il gruppo di estrema destra guidato da Jean Marie Le Pen, o contro i fascisti italiani comandati dallo scomparso Giorgio Almirante, possono apparire come divertimento di giochi floreali in vista del panorama che ci presenta la futura composizione della Camera di Strasburgo.

Di conseguenza, stimato signor Deputato, la UNION ROMANI vi supplica calorosamente di quanto segue:

Primo: che esercitiate la vostra direzione nel seno del vostro Gruppo Parlamentare perché sotto nessun concetto si passino azioni di attuazione congiunta con i Deputati e le Deputate che difendono idee razziste, xenofobe o antieuropee.

Secondo: che guidiate nel vostro Gruppo Parlamentare una corrente apertamente antirazzista e battagliera contro quanti volessero resuscitare i vecchi demoni del nazismo che costarono tanti milioni di vite innocenti, non tanto tempo fa, nella nostra vecchia Europa.

Terzo: che rendiate pubblica la vostra testimonianza antirazzista. Ve lo chiediamo calorosamente. Agite con coraggio. Noi, i gitani, ed i nostri figli vi ringrazieremo sempre. Ed anche tutta la cittadinanza. Perché difendere i valori che significano il rispetto per la dignità umana, dev'essere patrimonio di tutti i democratici, al di là di qualsiasi appartenenza partitica o di interesse. Dante Alighieri ammonì che "i posti più caldi dell'inferno sono riservati a chi in momenti di crisi fece mostra della sua neutralità".  Noi, dall'UNION ROMANI lo diciamo più rudemente: "ai razzisti, nessuna acqua".

Speriamo, signor Deputato, che vogliate dare alla nostra petizione il valore e l'urgenza che merita. Dicono che la Storia non si ripete. Abbiamo paura che si ripeta, prima come una farsa parlamentare inscenata da quanti non credono ne all'Europa ne alla democrazia, e poi come tragedia sanguinosa di espulsioni, estradizioni, violenza e morte.

Ricevete, a nome di quanti associamo nell'UNION ROMANI, il nostro migliore e più speranzoso saluto gitano.

JUAN DE DIOS RAMÍREZ-HEREDIA
Presidente de la Unión Romaní

 
Di Fabrizio (del 12/06/2009 @ 09:18:31, in Europa, visitato 1199 volte)

Ricevo da Giacomo Locci

Sperando di far cosa gradita inviamo, di seguito e in allegato il progetto di Servizio Civile promosso da IBO Italia a Panciu, in collaborazione con l'associazione locale Rom Pentru Rom nel quale sono richiesti 4 volontari. Purtroppo non è sempre facile trovare giovani interessati ad un'esperienza di volontariato in Romania e alle attività e alle tematiche previste, quindi vi chiedo il favore di girare questa opportunità ai vostri contatti ed eventualmente darle visibilità nei vostri spazi web, ricordandovi che il Servizio Civile è aperto a ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni e il bando dovrebbe uscire dopo metà giugno.

Resto a disposizione per ulteriori informazioni

Grazie dell'attenzione
Cordiali Saluti

Giacomo Locci

Gelem Gelem: il centro Pinochio ti aspetta!

IBO Italia cerca 4 volontari per il progetto di Servizio Civile a Panciu presso l’associazione locale Rom Pentru Rom ed il suo centro giovanile "Pinochio". Se hai dai 18 ai 28 anni, conosci le lingue, sei un tipo che si adatta, sa lavorare in gruppo con umiltà e determinazione, vai oltre i pregiudizi, credi nella ricchezza delle di erenze ma anche nel rispetto delle diversità, hai esperienza nell’educazione non formale e nell’animazione o nella progettazione sociale, allora devi provarci!

A Panciu, paese di circa 10.000 abitanti, a 180 km da Bucarest, l’associazione Rom Pentru Rom gestisce un centro giovanile dove circa 40 fra bambini, adolescenti e ragazzi, rom e non rom, studiano, giocano e crescono insieme superando barriere e pregiudizi, oltre a difficili situazioni familiari. Alfabetizzazione, sostegno scolastico, teatro, giocoleria, musica, educazione all’igiene, scambi internazionali: lo staff locale, aiutato dai volontari italiani, porta avanti molteplici attività e numerose collaborazioni.

IBO Italia - Giacomo Locci
Ufficio Comunicazione
Via Montebello 46/a 44100 Ferrara
tel. +39.0532.243279 - 247396
fax +39.0532.245689
Cell.+39.347/8851793
skype contact: giacolocci
e-mail: promozione@iboitalia.org

 
Di Fabrizio (del 13/06/2009 @ 08:52:50, in Europa, visitato 1843 volte)

Da Hungarian_Roma

6 giugno 2009 IL PADIGLIONE ZINGARO PERPETUO ufficialmente inaugurato alla BIENNALE DI VENEZIA domenica 7 giugno alle 12.00

Il lancio del Padiglione Zingaro Perpetuo è una risposta ad una doppia crisi: Mentre il 2007 vide l'acclamato primo Padiglione Rom a Venezia [( http://www.romapavilion.org) vedi QUI ndr], il previsto Padiglione Rom del 2009 è stato cancellato con un minimo preavviso. La situazione molto sfortunata è resa più acuta dal fatto che nel 2009, la Biennale di Venezia ha luogo tra violazioni estreme dei diritti umani del Popolo Romanì in Italia ed in altri paesi europei.

Il Padiglione Zingaro Perpetuo è una risposta immediata, ma anche a lungo termine, a questa situazione. E' un padiglione mobile e viaggiante [...] La sua prima Residenza dopo il lancio - con i suoi propri spazi, edifici, artisti, curatori e concetti - è già programmata per l'HELSINKI Suomenlinna- Sveaborg (L'Istituto Nordico di Arte Contemporanea - l'ex NIFCA). Avrà luogo nel contesto di un nuovo format artistico: un Assemblea delle Arti. La seconda Residenza sarà a BELGRADO. Ulteriori Padiglioni Zingari seguiranno sino Biennale di Venezia del 2011.

Gli artisti del Padiglione Zingaro Perpetuo includeranno eminenti rappresentanti Rom, Romanichal, Sinti, Kale, Traveller, Manush, Romanisael [...] ed altri artisti zingari.

Diversi rinomati artisti, pensatori, curatori, figure pubbliche assieme a padiglioni nazionali hanno già dichiarato la loro solidarietà ed offerto il loro supporto. Potete vedere la lista in divenire sul nostro sito web, dove c'è la lista dei Supporter come pure delle Petizioni ed i link al nuovo gruppo lanciato su Facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=9417386654 Unitevi a noi per esprimere la vostra solidarietà e ricevere aggiornamenti sui Padiglioni Zingari.

Il nome del padiglione porta con sé la speranza e la richiesta che indipendentemente dalla situazione organizzativa, finanziaria, artistica o politica, un padiglione romanì o una sua rappresentazione saranno ufficialmente presenti alla Biennale di Venezia e dentro il contesto artistico stabilito. Inoltre - porta alla richiesta che gli artisti romanì siano rappresentati nei Padiglioni Nazionali dei loro paesi di residenza.

Per la prima volta nel 2009, l'assenza di artisti zigani nei padiglioni nazionali è stata trattata in forma mediatica dalle Cartoline da Venezia (immagine di apertura). La Cartolina da Venezia è stata distribuita nel contesto di diversi Padiglioni Nazionali - inclusi, al momento:

Il Padiglione di Grecia
Il Padiglione di Ungheria
Il Padiglione di Israele (previa riconferma)
Il Padiglione di Italia (Arsenale)
Il Padiglione di Polonia
Il Padiglione di Estonia
Il Padiglione di Serbia
Il Padiglione di Turchia
Il Padiglione di Uruguay

Speriamo che seguano ulteriori padiglioni nazionali.

Il lancio del Padiglione Zingaro Perpetuo [è avvenuto] al Padiglione Ungherese ai Giardini di Venezia alle 12.00 di domenica 7 giugno 2009. Questa inaugurazione del Padiglione Zingaro Perpetuo non è parte del Padiglione Ungherese - ma da questo è ufficialmente supportato.

Per ulteriori informazioni guardate il sito appena preparato: http://www.PERPETUALPAVILION.org

 
Di Fabrizio (del 14/06/2009 @ 09:51:24, in Europa, visitato 1016 volte)

Riprendo da La voix des Rroms, questo breve video dove si vede chiaramente la polizia che lacera le tende ed i ripari dei Rom per impedire loro di farvi ritorno. Fatto, questo, denunciato anche per molti sgomberi in Italia.

 
Di Fabrizio (del 16/06/2009 @ 09:43:16, in Europa, visitato 1220 volte)

Da Roma_Francais (mi ricorda qualcosa)

Radio Srbija 8 giugno 2009

Una delle priorità della politica estera della Repubblica di Serbia nel quadro del riavvicinamento alla UE e dell'entrata nella lista bianca di Schengen e la prevenzione della migrazione illegale, come l'ammissione e l'inserimento delle persone che ritornano, sulla base degli accordi bilaterali sulla riammissione. Dopo la fase iniziale della messa in opera dell'accordo, a partire dal gennaio 2008, sono tornate in Serbia 586 persone, la maggior parte dalla Germania, dalla Svizzera e dalla Svezia. [...]

Nella struttura nazionale delle persone che ritornano, i Rom sono i più numerosi, circa 149, 61 sono Serbi e circa 80 non si sono pronunciati. E' stato approntato un Ufficio di riammissione per organizzare meglio l'ammissione delle persone deportate e di assicurare il loro reinserimento nella vita quotidiana serba. I rappresentanti dell'Ufficio di riammissione hanno stabilito il contatto diretto con le 355 persone deportate, nei locali del controllo poliziesco dei documenti e di transito, all'aeroporto "Nikola Tesla" di Belgrado [...]. In collaborazione col Commissariato per i rifugiati, sette ex centri collettivi sono stati trasformati in centri di ammissione urgente per le persone che ritornano, nei quali sono alloggiate soprattutto in funzione del loro precedente domicilio.

Secondo i dati della polizia, nel corso dei prime cinque mesi dell'anno in corso, la Serbia ha ottenuto 774 domande di ritorno di suoi cittadini che soggiornavano illegalmente all'estero, e 109 sono ritornati, ha dichiarato Rade Dubajic, rappresentante della Squadra di reinserimento che ritornano e consigliere del vice-primo ministro del governo, Jovan Krkobabic. Presentando il rapporto sull'aiuto alle persone che ritornano, Dubajic ha dichiarato che non aveva dati esatti sul numero di persone ritornate, perché gli uffici di riammissione non esistono a tutti i passaggi frontalieri. Ha ugualmente aggiunto che dei 109 totali, 77 sono tornati dalla Svizzera, 12 dalla Croazia e 7 dalla Danimarca. Dubajic ha messo in rilievo che è in corso d'elaborazione un libro informativo per chi torna, perché conoscano più facilmente i loro diritti, e che la mancanza di soldi per la realizzazione dei progetti d'aiuto alle persone che ritornano, pone un grande problema.

 
Di Fabrizio (del 18/06/2009 @ 07:19:29, in Europa, visitato 1562 volte)

Da La voix des Rroms

 (video in inglese)

In Italia ci si consegna ai pogrom, in Repubblica Ceca si fa campagna proponendo la "soluzione finale", un po' dappertutto nell'Europa Centrale ed Orientale si piazzano i bambini rrom nelle scuole per handicappati mentale, in Francia si strappano le tende di famiglie che si mettono per strada, ora, è la volta dell'Irlanda del Nord, dove da qualche giorno, gruppi estremisti hanno per obiettivo delle famiglie rrom originarie della Romania.

Dove va l'Europa? Adolf Hitler aveva un progetto europeo. All'indomani della II guerra mondiale, gli Stati Europei misero in atto l'Unione Europea proprio per evitare il ritorno di quel progetto. Siano ancora a tempo per evitare quel ritorno.

La voix des Rroms chiede alle istituzioni europee di adottare rapidamente lo Statuto quadro dei Rrom nell'Unione Europea, proposto dalla Rete rrom degli attivisti sulle questioni giuridiche e politiche (RANELPI)*. L’adozione immediata di questo statuto quadro che ha appena ricevuto l'appoggio della presidenza dell'Unione Rromani Internazionale (OnG a statuto consultivo presso l'ONU) e la sua messa in opera diviene ormai un'urgenza.

* Il progetto di Statuto quadro è disponibile in inglese, francese, ungherese, italiano, polacco e rumeno sul sito http://www.rroma-europa.eu

 

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