Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 01/10/2008 @ 08:00:46, in Italia, visitato 1961 volte)

Modena - Oltre i luoghi comuni e i pregiudizi, alla scoperta delle culture di rom, sinti e gitani: "Le strade del mondo - Voci inascoltate di rom e sinti" è la tre giorni organizzata a questo proposito da Fondazione Villa Emma di Nonantola, Multicentro educativo Memo del Comune di Modena e Istituto di cultura sinta di Mantova. L'appuntamento è a Nonantola e Modena per venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 ottobre, con incontri, laboratori e spettacoli.

Tre giorni di appuntamenti per conoscere una cultura europea che ha alle spalle secoli di discriminazioni, culminate in uno sterminio nazifascista, il Porrajimos, meno conosciuto ma non meno tragico della Shoah ebraica. Non a caso, la manifestazione è promossa dalla Fondazione Villa Emma - Ragazzi ebrei salvati, nata per ricordare i 73 ragazzi ebrei che durante la seconda guerra mondiale furono protetti e messi in salvo dalla solidarietà dei cittadini di Nonantola. Tra gli ospiti ci saranno Judith Okely della britannica Hull University, poeti, musicologi, esperti delle università di Firenze e Milano Bicocca, che si confronteranno con i rappresentanti delle comunità rom e sinte del nord Italia. Sarà presente anche Yuri Del Bar, primo cittadino sinto ad essere eletto in un consiglio comunale italiano, a Mantova. L'attore e scrittore Pino Petruzzelli presenterà il suo libro "Non chiamarmi zingaro"e il danzatore Juan Lorenzo sarà il protagonista di una serata di flamenco. "Le strade del mondo" è stato ideato e progettato da Eva Rizzin, Nella Roveri e Stefano Liuzzo con il coordinamento scientifico di Maria Bacchi.

Uno sguardo al programma
Prende il via con un laboratorio curato dallo scrittore e attore Pino Petruzzelli il convegno "Le strade del mondo - Voci inascoltate di rom e sinti", in programma a Nonantola (Mo) da venerdì 3 a domenica 5 ottobre. La tre giorni organizzata dal Multicentro educativo Memo del Comune di Modena insieme alla Fondazione Villa Emma di Nonantola e all'Istituto di cultura sinta prevede seminari per insegnanti e operatori culturali insieme a incontri e spettacoli aperti al pubblico.
Nella prima sessione, in programma venerdì dalle 10 alle 13 al palazzo comunale di Nonantola in via Marconi 11, i partecipanti saranno chiamati a costruire una narrazione collettiva e riflettere sul senso di identità, con un percorso di materiali e stimoli messo a punto da Pino Petruzzelli. La mattinata si aprirà con i saluti delle autorità locali: Silvia Facchini, assessore all'Istruzione della Provincia di Modena, Adriana Querzè, assessore all'Istruzione del Comune di Modena, Pier Paolo Borsari, Sindaco di Nonantola, Stefano Vaccari, presidente della Fondazione Villa Emma. Maria Bacchi, coordinatrice scientifica, presenterà il seminario.
La seconda sessione, dalle 15 alle 18 alla sala Ragazzi di Villa Emma in via Roma 30, si intitola "Rom e Sinti: chi sono? da dove vengono? dove stanno andando?". Ne discuteranno Luca Bravi dell'università di Firenze, Eva Rizzin dell'Istituto di cultura sinta di Mantova, Yuri Del Bar, consigliere comunale di Mantova e membro della comunità sinta, insieme al musicologo ed esperto Stefano Liuzzo. La terza sessione, dalle 18.30 alla sala Cinema teatro Massimo Troisi, è aperta a tutti e vedrà la presentazione di "Non chiamarmi zingaro" di Pino Petruzzelli (Edizioni Chiarelettere, 2008).
Sabato mattina dalle 10 alle 13 si torna al Palazzo comunale di Nonantola per la lectio magistralis di Judith Okely su "Luogo, movimento, identità: Gypsies, Travellers e Rom", accompagnata da immagini e narrazioni di vita di rom e sinti. Di nuovo alla sala Ragazzi di Villa Emma nel pomeriggio dalle 15 alle 18 ci sarà il laboratorio "Detti, interdetti e non detti" curato da Maria Bacchi e Nella Roveri della Fondazione Villa Emma. Alle 21.30 al teatro Troisi si passa invece a musica, canto e danza con Juan Lorenzo e Flamenco libre.
I lavori proseguono nella mattina di domenica con Pino Petruzzelli che metterà in scena, nel Municipio di Nonantola, i materiali tratti dai laboratori. Seguirà un incontro con Tommaso Vitale, università di Milano Bicocca, Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme e Demir Mustafa, poeta rom macedone.
La sessione finale è in programma a Modena alla Casa delle culture di via Wiligelmo 80. Alle 15 ci sarà l'incontro "La vita e altri cantieri: racconto filmico di un'esperienza" alla presenza di Radames Gabrielli, presidente dell'Associazione Nevo Drom e Salvatore Saltarelli del centro tutela contro le discriminazioni della Provincia autonoma di Bolzano. L'ultimo appuntamento è la presentazione del progetto delle Microaree a Modena, che sarà discusso da Francesca Maletti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena, Giacomo De Barre e altri rappresentanti della Comunità sinta di Modena, Luca Puggioli, Coordinatore Ufficio nomadi e altri operatori del Centro stranieri - Comune di Modena. Il dibattito è coordinato da Walter Reggiani, Presidente della Casa delle culture di Modena. In conclusione interverrà Fausto Ciuffi, direttore della Fondazione Villa Emma.
Il programma completo della tre giorni è sul sito Fondazione Villa Emma. Per informazioni o per iscriversi alle sessioni chiuse del seminario ci si può rivolgere ad Alessandra Varvaro, e-mail, telefono 059 547195.

A Modena 354 rom e sinti in case e microaeree
Un percorso di integrazione che passa attraverso diritti e doveri di cittadinanza: è la scelta fatta dal Comune di Modena, che a fine 2007 ha chiuso definitivamente il campo nomadi di via Baccelliera mettendo a disposizione delle famiglie sinte 16 microaree nelle quali vivere con maggiore dignità e responsabilità. Nel Comune di Modena vivono 29 rom e 325 sinti di cittadinanza italiana. Le famiglie rom vivono in appartamenti, i sinti nelle microaree attrezzate realizzate dopo la chiusura del campo nomadi in diversi quartieri e frazioni della città. Il loro percorso di integrazione prevede l'assunzione di diritti e doveri uguali al resto della popolazione: i contributi economici vengono assegnati dal servizio sociale di base seguendo gli stessi criteri previsti per gli altri cittadini e l'inserimento scolastico di bambini e ragazzi è agevolato dalla presenza di educatori. L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena Francesca Maletti discuterà del progetto delle microaree domenica 5 ottobre alla Casa delle culture di Modena in via Wiligelmo 80, nella sessione conclusiva del convegno "Le strade del mondo - Voci inascoltate di rom e sinti" in programma a Nonantola e Modena a partire da venerdì 3 ottobre. Tra le 15 e le 18 alla Casa delle culture ci saranno anche Giacomo De Barre e altri rappresentanti della Comunità sinta di Modena, il coordinatore dell'Ufficio nomadi Luca Puggioli e altri operatori del Centro stranieri del Comune di Modena.

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Di Fabrizio (del 01/10/2008 @ 08:50:15, in media, visitato 1328 volte)

Da Hungarian_Roma (riguardo agli episodi italiani, se ne è scritto QUI)

Lashi Vita - Con la ricerca e l'ammirazione per le storie sconosciute, Mundi Romani, una serie di documentari co-prodotti dalla Fondazione Romedia e dalla Televisione ungherese Duna, esplora l'incredibile mondo dei Rom dal Kosovo alla Spagna, attraverso Romania, Francia, Macedonia o Israele. Il 14° episodio della serie fu girato ad agosto e settembre 2008 in Italia, dove nel novembre 2007 l'uccisione di una donna italiana da parte di un immigrato Rom scatenò un'ondata senza precedenti di discorsi anti-Rom, politiche xenofobe e violenze razziali, che riportavano ai giorni più bui della storia europea.

Come racconta Katalin Bársony, le autorità ed i soggetti delle loro politiche, attivisti dei diritti umani, figure chiave religiose e gente ordinaria, il giovane e il vecchio condividono le loro storie e opinioni mentre la squadra di Mundi Romani viaggia dall'esplosiva atmosfera di Napoli verso l'Italia settentrionale passando da Roma. Riusciamo a sentire i racconti personali di quanti dovettero lasciare l'ex Jugoslavia per sopravvivere alla guerra, come pure quei cittadini UE che fuggono dalla miseria che la vita in Romania offre alla sua minoranza Rom, e le testimonianze dei Rom e Sinti italiani, che hanno vissuto in Italia per almeno cinque secoli.

Tre comunità. Tre storie differenti. E' l'isolamento e la paura che rende i loro destini così simili. Per le autorità italiane, per i media italiani e per la maggioranza degli italiani, i nostri protagonisti non hanno storie, nomi, facce. Sono stranieri da controllare, espellere, ripulire dall'Italia. Ma, l'Italia è la loro casa.

Una situazione esplosiva in cui la legislazione UE sui diritti umani sembra essere diventata irrilevante. In cui la libertà d'informazione è in pericolo, come quando la troupe televisiva è stata fermata a Roma dalla Polizia. In cui una mutua paura sembra aver catturato un'intera nazione. Questo documentario girato in una delle più antiche e grandi democrazie d'Europa, solleva serie domande sul significato di democrazia e sul ruolo della legge e sulle fragili basi in cui giacciono la civiltà e l'Unione Europea.

Editor in Chief, Reporter: Katalin Bársony
Photographer: Csaba Farkas, András Néder
Sound Engineer: István Perger
Editor: Péter Kohut
Producer: Judit Ordódy
Expert: Ágnes Daróczi, Marion Kurucz
Directed by Katalin Bársony

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Di Fabrizio (del 01/10/2008 @ 08:55:26, in Italia, visitato 2781 volte)

Ricevo da Ernesto Rossi questo invito, a cui avrei aderito volentieri, se non fosse che il convegno si svolge in concomitanza con la manifestazione nazionale antirazzista di Roma. Accidenti! Si sta muti per mesi, e poi lo stesso giorno si organizzano due iniziative in contrapposizione...

INVITO
A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Cuomo, vogliamo ricordare l'Assessore, il compagno, la persona in un convegno

CARLO CUOMO, DIECI ANNI DOPO
sabato 4 ottobre 2008
ore 9.30 - 13.30
a Palazzo Marino

Testimonianze di Marilena Adamo, Franco De Angelis, Ida Finzi, Mariella Fracasso, Giuseppe Landonio, Manfredi Palmeri, Alessandro Pollio Salimbeni, Basilio Rizzo, Ernesto Rossi, Carlo Tognoli, Aldo Tortorella, Emilio Vimercati.

a cura del Consigliere Giuseppe Landonio
Gruppo consiliare Misto - Sinistra Democratica

messaggio inviato da Marina Alberti
Comune di Milano - Gruppo consiliare Misto
Segreteria Consigliere Giuseppe Landonio
SINISTRA DEMOCRATICA
via Marino 7 20121 Milano
tel 02 884.54803 - fax 02 884.50970
marina.alberti@comune.milano.it

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Di Fabrizio (del 01/10/2008 @ 09:28:29, in Regole, visitato 1343 volte)

Da Roma_Francais

24 settembre 2008 - In seguito alla conferenza europea sui Rom, Christine Boutin, che rappresentava il governo francese, ha promesso ai 400.000 Rom,  come pure alla gens du voyage che vive in Francia, la soppressione dei titoli di circolazione e degli ostacoli al diritto di voto. Queste misure discriminatorie dovranno essere soppresse.

In effetti, per poter circolare ed esercitare la propria professione, la gens du voyage ha l'obbligo di avere un titolo di circolazione, validato ogni trimestre dalla polizia. L'ottenimento di questo diritto a circolare è condizionato alla residenza in un comune e al parere favorevole del sindaco e del prefetto. Inoltre, questo titolo è indispensabile per accedere alle aree di sosta destinate ai veicoli della gens du voyage, quando esistono.

Quanto al diritto di voto, la gens du voyage non può esercitarlo se non può provare la sua residenza in un comune da almeno tre anni.

Si tratta quindi di riconoscere loro dei diritti elementari, ma la ministra non ha fornito alcuna data per la realizzazione di queste promesse.

Louis BASTILLE, Humanité

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Di Fabrizio (del 01/10/2008 @ 13:30:41, in Italia, visitato 1571 volte)

A Messina: Piccole "Impronte di pace"

Bambini italiani, rom, srilankesi e filippini, tutti uniti da interessi comuni come il gioco e il sorriso. Le loro impronte colorate sono simbolo della loro spensieratezza. Sono i protagonisti di un'esperienza di integrazione che per le due prime settimane di luglio ha coinvolto quaranta bambini e alcuni adolescenti a Messina. Il progetto si chiama "Impronte di Pace 2008", in risposta al provvedimento del ministro degli Interni Roberto Maroni di raccogliere le impronte digitali nei campi nomadi italiani. "Bisogna partire dai piu' piccoli - spiega padre Antonio Palazzotto, viceparroco della chiesa di Santa Maria di Pompei e promotore dell'iniziativa -. Attraverso il loro linguaggio diretto si costruiscono forti rapporti di conoscenza reciproca".

A scuola di dialogo dai bambini, dunque, se la comunicazione fra gli adulti non funziona. La realtà messinese non è molto diversa da quella di altre città: i due principali accampamenti rom sono cittadelle isolate e invalicabili. Almeno fino allo scorso 6 giugno, quando l'associazione culturale rom "Baxtalo drom" ("buona fortuna") ha "simbolicamente" aperto ai cittadini messinesi, per una festa, le porte del villaggio Fatima San Ranieri, a ridosso della stazione ferroviaria.

Una trentina di roulotte e casupole di lamiera, servizi igienici deteriorati, topi e scarafaggi dappertutto: è il panorama del piccolo villaggio rom costruito 20 anni fa a Messina.

"Con la giunta dell'ex sindaco Francantonio Genovese - spiega Patrizia Maiorana, vicepresidente dell'Arci Messina che opera dal 2002 con i nomadi - erano state avanzate alcune soluzioni abitative ma non si è fatto mai nulla". Anche il nuovo primo cittadino Giuseppe Buzzanca ha dimostrato sensibilità nei confronti dei problemi dei rom. Tuttavia, la bonifica del litorale sud di Messina, proposta dalla giunta Buzzanca, non sembra essere compatibile con la presenza dei circa 100 "zingari" che vivono fra la ferrovia e il mare. "Se costruiranno il ponte potremo finalmente affacciarci e vedere le nostre baracche", commenta ironicamente Saverio R., 58 anni, uno degli anziani del campo nomadi.

A San Ranieri vivono soprattutto bambini e adolescenti, perciò la Caritas punta su scolarizzazione e coinvolgimento dei più giovani per stabilire vettori di dialogo tra italiani e rom. Provengono dai Balcani e fino al 1998 avevano un permesso di soggiorno umanitario. "Perso lo status di profughi - spiega la Maiorana - non hanno più i documenti necessari e nemmeno la possibilità di trovare un lavoro". Per questo e altri motivi l'intera comunità vive di elemosina.

Per due settimane, a luglio, i piccoli hanno lasciato il campo tutti i pomeriggi. Gli animatori, tutti con esperienza di servizio nel campo, sono rimasti colpiti nel vedere una tale sintonia tra bambini di diverse etnie. "Loro, certi problemi non se li fanno", commenta Ivana Risitano, una volontaria.

L'iniziativa della chiesa messinese e della Caritas diocesana è stata un'occasione preziosa sia per i bambini che per i genitori che hanno partecipato attivamente alla realizzazione del progetto.

"C'è ancora molto da fare. I pregiudizi di anni non si cancellano in pochi giorni e anche il divario economico e sociale", conclude suor Gabriella D'Agostino della Caritas.

L'iniziativa, sfruttando l'onda mediatica, ha puntato i riflettori su una realtà trascurata, quella dei nomadi messinesi e gli organizzatori sperano che le uniche impronte lasciate in queste settimane siano quelle colorate dei bimbi. Un lenzuolo bianco e le loro impronte di pace.

Laura Conti [30.9.2008 - 13.24]


Napoli - Vita da profughi - Campi rom: la prigione della civiltà

La notizia degli abusi perpetrati sui piccoli rom, in quel vicoletto degli orrori alle spalle di Palazzo San Giacomo, è arrivata nelle case di cartone dei nomadi stanziati a Scampia e Secondigliano. Qui, tra un campo abusivo e uno autorizzato, vivono più di duemila persone. È difficile la vita tra le baracche dell'insediamento di Scampia, quello abusivo, situato ai margini di via Ghisleri sotto i ponti dell'Asse mediano. Un esercito di senza nome, un migliaio di individui divisi in quattro campi in base a provenienze etniche e religiose. Senza identità, senza documenti. I bambini corrono tra enormi pozzanghere, alcuni a piedi nudi. L'aria è quasi irrespirabile, resa pesante dai fumi di plastica e immondizia data alle fiamme. I rifiuti sono ovunque, non esiste alcun sistema di raccolta, per questo l'unico modo per disfarsene è bruciarli. È qui che si è svolta la visita del consigliere regionale Luisa Bossa, accompagnata da padre Pizzuti, dal pastore della chiesa evangelica zigana Gaetano Meglio, da padre Sergio Sala e da alcuni ragazzi dell'associazione "Chi rom e chi no".

Forte è lo sconcerto seguito alla scoperta degli abusi sui bambini. Essenziale capire e vedere da vicino, toccare con mano le condizioni di vita dei nomadi sistemati sul territorio cittadino. «Vedo tanti bambini e tanti topi - racconta Luisa Bossa -. Ho visitato il carcere di Poggioreale, ma questa è un'altra prigione, la prigione della civiltà». I bambini corrono incuriositi, i più grandi raccontano le loro storie. «Noi ci prendiamo cura dei nostri bambini - dice uno di loro - cerchiamo di vestirli bene e di mandarli a scuola. Ma guardate dove viviamo: loro giocano e si sporcano nel fango e nelle pozzanghere; rischiano tutti i giorni di buscarsi delle malattie».

Sapete cosa è successo ad alcuni bambini, del fatto che si siano prostituiti? «Sì, e siamo sconvolti - proseguono -. Ma questo non vuol dire che tutti facciamo così». Zanzare e altri insetti ronzano sulle pozzanghere, mordono senza lasciare tregua. Bruciano pure i morsi della scabbia che infesta le braccia di una bimba rintanata in un angolo della sua baracca, in isolamento. Ci spiegano che qui, più che altro, vivono profughi e rifugiati provenienti dalla ex Jugoslavia. «È la prima volta che sento parlare di questi casi di pedofilia - dice Barbara Pierro, dell'associazione "Chi rom e chi no" -. Al campo sono rimasti tutti molto colpiti. Hanno avuto come uno scatto d'orgoglio e bisogna chiarire che questi tremendi fenomeni non sono legati alla cultura rom, ma sono frutto di situazioni di estremo disagio».

Sulla stessa linea il pastore della chiesa zigana, Gaetano Meglio: «Quello che si è verificato dimostra l'enorme stato di bisogno di questa umanità. Le istituzioni devono intervenire, non solo elargendo denaro ma dando sostegno morale e sociale alle tante associazioni che quotidianamente lavorano in questi insediamenti».

Dal campo abusivo a quello autorizzato. È stretto fra la circumvallazione esterna e il carcere di Secondigliano. Container, strade asfaltate, molti bambini che corrono a giocare. E immondizia, tanta immondizia. Il campo, sulla carta, dovrebbe ospitare poco più di cento persone; ce ne sono quasi mille. Qui, raccontano, è un po' come stare in galera. «Io ho tre figli - dice Antonich -, voglio trovare un lavoro e vivere onestamente, ma senza documenti come si fa? Siamo qui da vent'anni e molti di noi non hanno ancora i documenti. Senza lavoro uno è costretto a rubare o a fare l'elemosina. E per guadagnare qualcosa possono anche capitare queste cose orribili».

Danilo Cirillo [30.9.2008 - 12.26]

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Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 00:58:18, in musica e parole, visitato 1546 volte)

Da Roma_Italia

 Alexian group in concerto

A Roma, venerdì 3 ottobre alla Feltrinelli Libri e Musica di Piazza Colonna 31/35, con inizio alle 18.00, sarà presentata in prima assoluta la collezione di partiture musicali per orchestra sinfonica del musicista e compositore Alexian Santino Spinelli  intitolata "Romanó Drom". Il libro, contenente 11 canzoni, è pubblicato e distribuito internazionalmente dalle edizioni Ut Orpheus di Bologna, prestigiosa casa editrice di musica classica, in collaborazione con CNI Music. Sarà presentata la versione Ensamble ed assolo per Fisarmonica. Ogni volume avrà un colore differente: blu, verde e rosso che sono i colori della bandiera Romanì riconosciuta dall'ONU. Il lavoro è unico perché è la prima collezione di lavori per orchestra sinfonica composta e pubblicata da un Rom. Verrà anche presentato il nuovo CD del gruppo musicale Alexian, intitolato "Me pase ko Murdevèlë - io vicino a Dio" (Compagnia Nuove Indie CNI).

Partecipano all'evento l'editore internazionale Roberto De Caro (Edizioni Ut Orpheus) e Paolo Dossena (CNI Music), rappresentanti della stampa nazionale e straniera.

L'evento verrà ripreso dalla RAI.

cell. + 39 340 6278489
tel.+ 39 0872 660099 - skype: alexiansantinospinelli
email: spithrom@webzone.it

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Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 09:25:41, in Europa, visitato 1979 volte)

Da British_Roma

26 settembre 2008, Basildon, UK: L'autorità locale sta minacciando di demolire un centro comunitario costruito dai Traveller di Dale Farm, creando nuove tensioni nella lunga battaglia per lo sgombero di Dale Farm che è arrivata in tribunale.

Il Centro di San Cristoforo che è stato aperto a maggio, è diventato l'ultimo obiettivo del Consiglio di Basildon, da quando sta cercando di rimuovere circa 90 famiglie di Traveller dalle loro case nell'Inghilterra del sudest.

"Stanno montando il terrore per farci andare via," ha detto Richard Sheridan, presidente della Dale Farm Housing Association.

Per due volte, nel 2005 e nel 2007, il Consiglio ha votato per sgomberare i Traveller, ritenendo che vivano a Dale Farm illegalmente e senza permesso. Questi ordini di sgombero furono fermati a maggio dal giudice Andrew Collins dell'Alta Corte. Il giudice ordinò al Consiglio di trovare una terra alternativa dove i Traveller potessero vivere. Il Consiglio ha fatto ricorso in appello, e l'udienza in Corte d'Appello è programmata il 5 dicembre.

Nel frattempo, i Traveller stanno anche aspettando un'ingiunzione ed un controllo giurisdizionale dell'Alta Corte per fermare la demolizione di San Cristoforo, secondo Grattan Puxon, segretario della Dale Farm Housing Association.

L'Advocacy Project (AP) ha lavorato con la Dale Farm Housing Association dal 2005, ed appoggiato i Traveller nella loro lotta contro lo sgombero.

Il Centro di San Cristoforo è stato costruito per i bambini di Dale Farm, molti di loro non frequentano le scuole locali per via del bullismo e degli insulti razzisti. Nel Centro sono stati installati dei computer per permettere corsi sulla tecnologia informatica, e questo mese devono partire corsi di fotografia e sartoria. Il Centro è anche usato dal Club Giovanile Chaveys, che istruisce i ragazzi, e per gli incontri di preghiera ogni giovedì.

Malgrado un appello all'ultimo minuto di Lord Eric Avebury, membro della Camera dei Lord, ed un rapporto della Commissione per l'Uguaglianza Razziale dell'Essex, il Consiglio di Basildon ha votato giovedì scorso (16 settembre) la demolizione di San Cristoforo, adducendo che è stato costruito in spregio ai piani regolatori distrettuali. I ragazzi del Club Giovanile Chaveys hanno protestato all'esterno della riunione svoltasi a porte chiuse, ma è stato rifiutato loro di entrare per patrocinare il caso.

I Traveller rispondono che il Centro, un edificio in legno, non aveva bisogno di alcun permesso perché costruito adiacente ad un edificio preesistente. La disputa è ulteriormente complicata dal fatto che è il Centro è patrocinato dal Dipartimento per l'Infanzia, le Scuole e la Famiglia (DCSF) che ne detiene la proprietà. Il Consiglio di Contea dell'Essex (ECC), l'autorità regionale, l'ha finanziato. Però i funzionari del DCSF e dell'ECC non hanno risposto alle richieste dell'AP.

La minaccia a San Cristoforo agita le famiglie Traveller, che sono sempre più preoccupate di perdere il prossimo appello e che venga permesso di procedere all'evacuazione.  Secondo Puxon, il Consiglio di Basildon ha messo da parte circa 5 milioni di $ per spianare Dale Farm e distruggere oltre 130 chalet, case mobili e caravan. Incluso la casa da viaggio di una giovane madre in attesa di u parto trigemino.

Nelle recenti settimane, le famiglie sono anche state allertate per un piano che prevede di porre i loro bambini in temporaneo affido governativo, nel caso di uno sgombero. I genitori sono preoccupati che il processo possa essere traumatico per i bambini, e di finire senza casa ed incapaci di riavere i propri figli. Hanno anche paura che i funzionari possano obbligarli a lasciare la contea in cambio di riottenere i figli.

Durante un incontro il 19 settembre, ECC ha confermato che gli assistenti sociali non possono prendere i bambini senza una decisione del tribunale, ma può farlo la polizia su richiesta del commissario. Nel prossimo futuro è programmato un altro incontro tra l'ECC ed i genitori di Dale Farm, si sta inoltre cercando un incontro col commissariato.

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Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 09:30:15, in Kumpanija, visitato 2079 volte)

Ricevo da Roberto Malini

Verona, 1 ottobre 2008. E' morto Cesare Togni, uno dei protagonisti della cultura circense in Italia. Aveva 84 anni ed era ancora in piena attività. Si è spento a Bussolengo, cittadina ostile come poche altre agli "zingari", lui che si è sempre mostrato profondamente orgoglioso delle sue origini sinte. Proprio a Bussolengo, in provincia di Verona, si è consumato meno di un mese fa un grave abuso nei confronti di tre famiglie Rom, umiliate, picchiate e torturate da rappresentanti delle forze dell'ordine. Alle 9 del mattino di oggi il cuore di Cesare si è fermato, a causa di un infarto. Si trovava nell'ospedale di Bussolengo per un controllo, in attesa di ripartire con i tendoni e le meraviglie del suo circo. La nonna di Cesare, Teresa de Bianchi, era una straordinaria cavallerizza "zingara", che mise al mondo ben 10 figli. Nella giovinezza, Cesare era stato un notevole trapezista, ma anche un valente addestratore di animali. Alla fine degli anni 1960 fondò il circo che porta il suo nome. Nessun giornale, nessun telegiornale ha ricordato oggi, nel giorno del suo decesso, le sue origini sinte né la sua fierezza di appartenere al mondo degli "zingari". R.M.

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Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 13:24:50, in Italia, visitato 1872 volte)

Da Irpinianews

Avellino - "Per il governo i poveri non sono più una voce di spesa. L'Italia, con la Grecia, è l'unica nazione europea a non avere un piano di lotta contro la povertà. L'unica ad aver cancellato ogni sostegno.

Per la prima volta la stanchezza dei poveri, la rabbia degli immigrati e la concentrazione dei criminali, generano una spinta inarginabile.

Il governo non lotta più contro la povertà, ma contro i poveri. L’allarme sicurezza è stato creato per distogliere l’attenzione dalle emergenze vere come la povertà e la violenza che vede le donne sempre più di frequente vittime di abusi, molto spesso all’interno della famiglia. Secondo l’indagine Istat 2007 non è la criminalità straniera ma la violenza subita dalle donne in famiglia, spesso da parenti, il vero elemento preoccupante.

L'allarme sicurezza che prende di mira rumeni e rom è infondato. Per capire la ‘questione’, è necessario disingarbugliare quanto noi stessi abbiamo prodotto: pregiudizi, leggende metropolitane, discriminazioni pratiche, misconoscimento di diritti".

Proprio contro il pregiudizio la federazione del Prc ha organizzato una festa allo scopo di far conoscere l’interessante storia, l’interessante cultura, e le persecuzioni degli zingari: "La festa dei figli del vento" ad Avellino il 4 ottobre 2008 alla Scuola Media "Francesco Solimena" alle ore 16.30. Ci sarà una conferenza sul tema del razzismo dilagante in Italia e la persecuzione degli zingari, la loro sconosciuta e interessante cultura e l’integrazione. , Interverranno Isadora Rapimmo, assessore alla Pace e all’Immigrazione della Provincia di Napoli, Nihad Smajovic della Comunità Rom di Scampia, Carlo Luglio Regista. Alle ore 18.00 proiezione del film "Sotto la Stessa luna", regia di Carlo Luglio, produzione associazione "I figli del Bronx". Ore 19.30 proiezione del video "Zingari" montato da Umberto Gemma. Ore 20,00 proiezione del documentario di Carlo Preziosi : "Rom – Frammenti metallici". Ore 20.30 concerto della "Banda di Branko e Dusko". Ci sarà uno stand di cucina zingara. Hanno partecipato all’organizzazione lo Zia Lidia Social Club, Rosso fisso e il Centrodonna.

(mercoledì 1 ottobre 2008 alle 13.01)

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Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 16:46:43, in Regole, visitato 3701 volte)

Questo articolo di La Repubblica è segnalato da Marco Brazzoduro

La Procura di Venezia apre un fascicolo sul vice sindaco di Treviso
Le frasi alla festa della Lega: "Vadano a pisciare nelle loro moschee"

"Dal palco istigazione al razzismo" Indagato il leghista Gentilini

 da youtube la registrazione integrale del comizio di Gentilini

L'ARTICOLO: VENEZIA - La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo sulle frasi contro gli islamici pronunciate dal vice sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini durante la festa della Lega Nord a Venezia, il 14 settembre scorso. L'ipotesi di reato è di istigazione all'odio razziale.

IL DISCORSO DA "LA TRIBUNA DI TREVISO"
Dal palco, lo "sceriffo" aveva tuonato "contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici", scagliandosi contro "i phone center, i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moschee". Gentilini se l'era poi presa con "i bambini che vanno a rubare agli anziani" e aveva dichiarato di non volere vedere "neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini".

L'azione della magistratura non sembra comunque turbare l'esponente leghista: "Ho detto quelle cose perché non voglio zingari che chiedano l'elemosina, clandestini che compiano atti illegali e, almeno per ora, moschee e centri islamici, perché questo è un problema nazionale".

Gentilini afferma di aver solo riportato le lamentele dei suoi concittadini e di voler continuare a battersi "per la disciplina, l'ordine e il rispetto delle regole".

(2 ottobre 2008)

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