Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
AVVISO AI NAVIGANTI: qui potrete trovare molte notizie che abitualmente non volete conoscere.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 11/04/2010 @ 09:33:37, in musica e parole, visitato 2013 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Macedonian Information Agency

Skopje, 6 aprile (MIA) - Vorrei che ognuno vedesse la Macedonia attraverso i miei occhi, perché la mia visione è cosmopolitana. Lasciate vivere per sempre questo piccolo, ma bellissimo paese, ha detto la cantante Esma Redzepova-Teodosievska, decorata martedì dal presidente Gjorge Ivanov con l'Ordine di Merito della Macedonia.

"Attraverso la sua autenticità e la perfetta performance vocale, Esma ha promosso in tutto il mondo la musica rom e macedo[]//ne, diventando un impressionante nome internazionale nella musica", ha detto il presidente Ivanov.

Secondo lui, l'ordine è stato concesso a Redzepova-Teodosievska per l'affermazione della Macedonia, la sua grandezza musicale e il lavoro di beneficienza.

"La cerimonia di oggi si tiene solo due giorni prima dell'8 aprile, Giornata Mondiale dei Rom. La comunità rom è una parte integrale della società macedone. Esma ne è una figura di spicco per i suoi sforzi per il miglioramento della situazione sociale ed economica dei Rom. Esma è un esempio del rovesciamento delle barriere che arriva dal talento, dalla volontà e dalla perseveranza", ha sottolineato Ivanov.

Definita da molti come la "Regina Rom", Esma Redzepova-Teodosievska ha detto che quell'ordine appartiene alla sua gente, perché non avrebbe ottenuto il successo se non fosse stato per loro.

"Questo è un riconoscimento per tutti i cittadini, di tutte le nazionalità che vivono nella Repubblica di Macedonia", ha aggiunto.

Esma Redzepova-Teodosievska è nata a Skopje nel 1943. Ha ottenuto i primi successi ad un concorso canoro di Radio Skopje quando aveva 11 anni. In seguito, iniziò a cantare con l'orchestra di Stevo Teodosievski, collaborazione durata per circa 30 anni.

A seguito del loro matrimonio, Ema e Stevo adottarono 47 bambini e tennero oltre 2.000 concerti umanitari. Esma e l'ensemble Teodosievski incisero 108 singoli, 20 album, 15 CD ecc. Nel 1976, all'edizione inaugurale del "Festival della Musica e delle Canzoni Rom" a Chandigarh, India, venne ufficialmente proclamata regina della musica rom. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.

ik/fd/13:33


Ultimamente sono fissato con le poesie di Paul Polansky

ESMA

Nessun altra sessantenne
vestita con informi pantaloni rossi
ed una informe camicetta rossa
che sembra una danzatrice del ventre in pensione
di duecento libbre
avrebbe potuto farcela -
lamentando nella sua canzone
di essere stata
una vergine di quattordici anni
venduta
ad un vecchio
che già aveva una moglie.

Ma Esma, scialle nero
a coprirle testa e viso,
non solo gridava la sua canzone,
ma faceva anche piangere
tutti gli uomini del pubblico.

Come un vecchio pugile.
Esma ha perso le gambe,
ma non il pugno.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 11/04/2010 @ 09:07:16, in Italia, visitato 1247 volte)

Quasi 500 mila euro per 20 telecamere a circuito chiuso??!!! (negli stessi campi che si vuole chiudere : - ()

Ditemi ancora che i ladri sono gli zingari.

Per ricordare:

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 10/04/2010 @ 09:58:47, in Regole, visitato 1621 volte)



Per una volta affermato il principio di non discriminazione. Il cittadini Sinti possono restare, l’estrema soddisfazione del Naga

I cittadini Sinti italiani di Gambolò possono rimanere. Il TAR di Milano ha annullato, questo pomeriggio, con sentenza, l’ordinanza di sgombero del Comune della Lomellina.

Il TAR di Milano accoglie il ricorso presentato per conto dei cittadini Sinti con il patrocinio del Naga riconoscendo che:

"Non sussiste la situazione contingente di emergenza sanitaria prevista […] in quanto la comunità Sinti risiede nell’area in oggetto dal molti decenni.
[…]

Inoltre, la situazione esistente sarebbe stata causata dallo stesso Comune di Gambolò che avrebbe omesso di realizzare il campo nomadi avvalendosi del disposto della legge regionale 77 del 1989.

Il reale scopo dell’ordinanza impugnata sarebbe quello di allontanare i cittadini di etnia Sinti dal Comune di Gambolò per motivazioni politiche e razziali in violazione del disposto della legge regionale n. 77 del 1989 laddove prevede la tutela del patrimonio culturale delle etnie tradizionali nomadi e semi nomadi, nonché la partecipazione delle popolazioni nomadi alla predisposizione degli interventi che li riguardano."

"Siamo molti soddisfatti" dichiara l’avvocato Pietro Massarotto, presidente del Naga e, estensore del ricorso, "perché in controtendenza rispetto al clima dominante è stata, per una volta, riaffermata la prevalenza della tutela delle minoranze a scapito di presunti motivi di ordine pubblico, dichiarati, di fatto, dal TAR del tutto strumentali".

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 10/04/2010 @ 09:07:27, in Italia, visitato 1604 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

Pubblicato il 07/04/2010 da Samanta

Sabato 17 e domenica 18 aprile le attiviste e gli attivisti allestiranno nelle piazze italiane dei banchetti per raccogliere firme contro il “Piano nomadi” di Roma. Al Commissario straordinario per l’emergenza nomadi, il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, chiediamo di rivedere il “Piano nomadi” prestando maggiore attenzione ai diritti umani delle comunità rom. Lo abbiamo chiesto nelle piazze virtuali del web, continueremo a farlo anche nelle piazze delle nostre città.

Il “Piano nomadi” non riguarda soltanto la città di Roma perché potrebbe rivelarsi un provvedimento da replicare in altre regioni interessate dalla cosiddetta emergenza nomadi e addirittura in altri paesi europei. È importante mobilitarsi subito e mobilitarsi in massa. Per questo chiediamo l’aiuto di tutte e tutti.
Aggiorneremo l’elenco delle piazze dove sarà possibile firmare come commento a questo post. Se nella vostra città non è previsto nessun banchetto, invitate le persone a firmare l’appello online!

Le piazze:
Sabato 17 aprile

Albiano d'Ivrea (TO) dalle 20.00 alle 23.00 presso il Castello di Albiano
 
San Giovanni in Persiceto (BO) per tutta la giornata nella Piazza centrale
 
Ragusa Ibla dalle 18.00 alle 24.00, C.SO XXV Aprile
 
Agrigento dalle 17.00 alle 20.30 presso il Piazzale Aldo Moro
 
Milano dalle 11.00 alle 17.00 in Piazza Cordusio angolo via Mercanti
 
Ancona dalle 10.00 alle 20.00 in Piazza Roma
 

Domenica 18 aprile

Termini Imerese (PA) dalle ore 11.00 alle 13.00 in Piazza Duomo
 
Scauri (LT) dalle 10.00 alle 18.00 sul Lungomare di Scauri
 
Milano dalle 15.00 alle 18.00 presso il Barrio's Caffè, in via Barona ang. via Boffalora

Articolo Permalink Commenti Oppure (2)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Sucar Drom (del 09/04/2010 @ 12:00:29, in blog, visitato 1353 volte)

Liberté, Tony Gatlif racconta il Porrajmos
Il cinema ha già mostrato più volte di poter riaccendere il ricordo d’importanti pagine storiche apparentemente destinate all’oblio. Ma quando un regista decide di affrontare un tema come lo sterminio dei Sinti e dei Rom in Europa durante la Seconda guerra mondiale, l’impegno documentario non basta. Occorre anc...

Brescia, il centro destra e il centro sinistra continuano a litigare
«Oggi avremmo potuto scrivere la "pax sinti" su questo tavolo». Alternando sarcasmo e delibere vecchie di tre anni Fabio Capra, presidente della Commissione bilancio in Loggia (ex assessore ai servizi sociali), commenta la tabella di marcia prospettata dal vicesindaco Fabio Rolfi per arrivare, in due ...

Sinti e Rom, II Summit europeo: dubbi e proposte
Programmi, fondi, progetti ma... perché le azioni destinate all'integrazione dei Rom e dei Sinti continuano a sortire "effetti limitati"? Il 9 marzo l'Aula ha discusso della difficile situazione della più vasta minoranza etnica europe...

Roma, Piano Nomadi: fotosegnalamento e spostamenti assurdi ma anche partecipazione
Centinaia di Rom trasferiti. Le loro case abbattute. Ben 6.500 persone «ridislocate» in una decina di campi di cui due ancora da costruire. Dopo lo sgombero di 400 rom dal Casilino 700 e di 600 dal Casilino 900 - una «vera svolta» secondo il sindaco Alemanno - il Piano Nomadi del Comune sembra fermo in attesa di una schiarita. E secondo il popolo rom sarà...

Roma, lo Zecchino d'Oro cerca bambini rom ed extracomunitari
Partono da Roma le selezioni per la prossima edizione dello Zecchino d'Oro. A presentare il tour alla ricerca dei piccoli cantanti è il sindaco della Capitale nella sala delle Ban...

Roma, pubblicato assurdo libretto dalla Croce Rossa romana
E’ stato pubblicato il 23 marzo 2010, sul sito della Croce Rossa Italiana (interamente scaricabile) un documento che contiene le linee guida per l’accesso ai “campi nomadi”, curato da Marco Squicciarini, resp...

II Summit Europeo sulla condizione dei Rom e dei Sinti
Il secondo vertice europeo sull'inclusione dei rom si svolgerà a Córdoba (Spagna), l'8 e il 9 aprile 2010, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, come un evento chiave della presidenza spagnola del Consiglio...

Lo Zecchino d'Oro offre un'opportunità alle comunità sinte e rom
L’Istituto di Cultura Sinta è stato contattato da Daniela Giuliani dell’Antoniano perché avrebbero l’intenzione di selezionare una bambina o un bambino sinto o rom per la prossima edizione dello Zecchino d’Oro. Ma non solo perché stann...

Prignano sulla Secchia (MO), memorie del Porrajmos la persecuzione dei Sinti e dei Rom sotto il fascismo
La Federazione Rom Sinti Insieme e il Comune di Prignano sulla Secchia invitano tutti alla commemorazione “Memorie del Porrajmos la persecuzione dei Sinti e dei Rom sotto il fascismo” che si terrà a presso la Sala Convegni del Municipio di Prignano sulla Secchia sabato 10 aprile 2010, dalle o...

Córdoba, Rom e Sinti: rispettare i diritti!
La situazione degli sgomberi a Milano e il "piano nomadi" del Comune di Roma, ma anche il riconoscimento come minoranza etnico-linguistica e il problema delle discriminazioni. Saranno queste le istanze che la Federaz...

Rom e Sinti, la Commissione europea interviene
Le comunità Rom e Sinte, la più consistente minoranza etnica dell'Unione europea, continuano a trovarsi confrontate a una discriminazione e a una segregazione persistenti. In una relazione pubblicata oggi la Commissione europea sollecita gli Stati membri a usare i fondi dell'UE ai fini de...

Giornata Internazionale dei Sinti e dei Rom
Noi romá, romá senza paura, non sappiamo se qui staremo bene o male, ma ci restiamo. Andiamo dappertutto, m...

Roma, il Pd chiede ad Almanno di seguire la strada tracciata dal Sindaco Veltroni
"Risalgono a maggio e a novembre del 2009 le richieste formalizzazione dal Pd di un Consiglio straordinario sui contenuti del Piano nomadi. Al di là della disponibilità verbale del sindaco, apprese a mezzo stampa nei giorni immediatamente successivi alla formalizzazione, ad oggi continua la suppon...

Amnesty International: stop agli sgomberi forzati
"Azioni concrete contro la discriminazione, la povertà, e l’esclusione dei Rom in Europa". Le chiede all’Unione europea Amnesty International, durante il secondo summit Ue sui Rom e sui Sinti che si sta concludendo a Cordoba...

Rom e Sinti in Europa
Per il secondo anno consecutivo è arrivato dagli Stati Uniti il messaggio di Hillary Rodham Clinton, Segretario di Stato americano per la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. Il messaggio della Clinton, a nome del Presi...

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 09/04/2010 @ 09:38:52, in Kumpanija, visitato 1918 volte)

Da Baltic_Roma (interessante ma lunghetto. Potete farcela, lo so)

Roma Buzz Aggregator Bruxelles 10 marzo 2010 - concetti chiave di Ian Hancock  

Al primo incontro della Commissione Europea sul popolo romanì (in tutto il testo si usa il termine romanì per comprendere le varie popolazioni rom, sinte, kalé e romanichals, ndr) nel settembre 2008, il presidente José Manuel Barroso disse "la drammatica situazione dei Rom in Europa non può essere risolta a Bruxelles", e premeva perché quella "non diventasse solo un'altro incontro di chiacchiere". L'unica decisione presa fu di indire un altro incontro. Così ora ci troviamo un'altra volta a Bruxelles, e siamo proprio qui a discutere su come risolvere la drammatica situazione. Non lasceremo niente di irrisolto, continueremo a cercare e forse potremo esplorare nuove direzioni che ci porteranno alle soluzioni che tutti noi cerchiamo.

Prima di iniziare questo incontro molto importante, mi è stato chiesto di condividere con voi alcuni pensieri sull'attuale situazione dei Rom, tanto dalla prospettiva contemporanea che da quella storica, e di fornire alcuni spunti sui principali elementi che dovrebbero essere considerati quando si pianificano le future politiche ed i programmi per l'inclusione dei Rom.

I due decenni passati hanno visto enormi cambiamenti sia per il popolo romanì, che per quanti ci studiano e lavorano con noi. Per molti romanì, questi cambiamenti hanno significato adattarsi un'altra volta a nuovi ambienti tipicamente ostili, cercando sicurezza nel lavoro, nell'istruzione, nell'alloggio e nell'assistenza sanitaria e legale. Per il mondo non-romanì ha significato fare posto ai nuovi arrivati, che si presentano con un bagaglio complesso di stereotipi ed un'eredità di persecuzioni.

Dopo il collasso del comunismo venti anni fa, centinaia di migliaia di Rom dell'Europa orientale si sono riversati verso ovest in cerca di una vita migliore. Per gli occidentali, una colorita ed assolutamente inoffensiva popolazione che era ristretta nell'opinione pubblica a film e libri di racconti, improvvisamente divenne una presenza reale ed evidentemente minacciosa. Questo non ha riguardato la sola Europa occidentale; pure nei paesi d'oltreoceano ci sono stati casi simili, basta vedere la ricezione ostile dei Rom dalla Repubblica Ceca e dall'Ungheria in Canada, per esempio.

Quattro anni fa in Italia c'erano 180.000 Romanì, ma oggi sono meno di un quarto di quel numero. Tra loro, quelli dalla Romania sono meno di 6.000, 4.500 dei quali sono incarcerati, soprattutto per accattonaggio, furto, resistenza ed ingresso illegale (queste cifre - di cui ignoro la fonte - non corrispondono ai dati ufficiali sulla presenza di Rom e Sinti in Italia, ndr). Questi sono, incidentalmente, proprio gli stessi crimini esposti nello Zigeunerbuch di Dillman del 1905, che spianò la strada al genocidio nazista. Non ci sono proiezioni certe di quanti Rom siano ora apolidi attraverso l'Europa, anche se le stime danno un numero di 10.000 in Bosnia, 1.500 in Montenegro, 17.000 in Serbia e 4.090 in Slovenia.

I rapporti rilasciati dall'Agenzia UE per i Diritti Fondamentali lo rendono chiaro in maniera cristallina: il razzismo contro i Rom è dappertutto in crescita attraverso l'Europa. Oggi i Rom sono poveri, marginalizzati, disoccupati e senza casa (o mal alloggiati) come mai in passato. Sono tanto lontani dal vivere la vita di normali cittadini nel loro paese come lo erano prima dell'espansione UE, e vengono fatti paragoni con l'atmosfera della Germania negli anni '30. Negli ultimi due anni, almeno dieci Rom sono stati uccisi - e questi sono solo i casi riportati. Si stima che l'80% degli incidenti di antiziganismo non siano stati denunciati. Le famiglie sgomberate lasciate per strada dopo che i loro insediamenti sono stati demoliti sono particolarmente vulnerabili ad atti di violenza di bande ostili. Sono comuni pestaggi e violenze.

Nel settembre 2001, un lancio d'agenzia della BBC dichiarava che il Consiglio d'Europa "ha lanciato una rovente condanna sul trattamento dell'Europa verso la comunità zigana, dicendo che sono oggetto di razzismo, discriminazioni e violenza... le Nazioni Unite dicono che sono il più serio problema nei diritti umani in Europa." Un editoriale di The Economist nel 2005 descriveva i Romanì in Europa come "in fondo ad ogni indicatore socio-economico: i più poveri, i più disoccupati, i meno istruiti, con la più bassa aspettativa di vita, i più dipendenti dal welfare, i più imprigionati e più segregati." Un rapporto UE la chiamava "una delle più importanti questioni politiche, sociali ed umanitarie nell'Europa di oggi". Siamo a metà nel Decennio dell'Inclusione Rom, ma chiaramente i risultati degli sforzi per arrivare ad un cambiamento devono essere ancora giudicati, e sinora non abbiamo fatto molto bene.

Pure quanti sono passati prima di noi non hanno avuto successo. Stavo leggendo recentemente un rapporto di quarant'anni fa, pubblicato da Studi Sovietici, che descriveva la situazione dei Rom in un particolare paese del blocco orientale. Vi si dice che mentre il sistema aveva creato tutti i prerequisiti necessari per affrontare il "problema Zingaro", quei "prerequisiti" non stavano funzionando. Quel "problema Zingaro" era descritto come "mancanza di comprensione della formula deterministica Marxista" da parte dei Rom, incolpati per aver ereditato le nozioni pre-comuniste del capitalismo e, con una o due eccezioni, gli Zingari erano ancora "mendicanti, ladri, violenti ed un flagello nel paese," cito da un rapporto governativo. Eravamo da rimproverare perché eravamo deliberatamente antisociali aderendo alla nostra distinta identità, dato che come popolo, dicevano, provenivamo dallo stesso ceppo razziale della popolazione non-romanì. Ciò contraddice, tra l'altro, un ministro degli esteri rumeno, che dichiarava pubblicamente non molto tempo fa che la criminalità è una caratteristica razziale, che ci pone a parte dal resto della popolazione. Non soddisfacevamo la definizione di Stalin di nazionalità, sostenevano quei rapporti, perché "non possedevamo né un comune territorio, né una cultura comune ed un unico modo di vita." L'ideologia marxista diede ai Rom un'identità sociale, ma non una etnica.

Quattro decenni di comunismo non sono bastati a risolvere il loro "problema Zingaro", ed altre due decadi che sono passate non hanno compiuto molto. E vero che abbiamo visto un certo numero di cambiamenti positivi, per esempio il governo ceco ha recentemente bandito il Partito dei Lavoratori, in quanto xenofobo ed una minaccia alla democrazia, citando espressamente i suoi attacchi contro i Rom. Ma per ogni passo avanti, c'è chi opera contro di noi. Il governo francese è appena finito sotto le critiche per aver mancato di fornire una sistemazione adeguata ed il diritto di voto ai Viaggianti; il più recente rapporto sulla Svizzera della Convenzione Quadro per la Protezione delle Minoranze Nazionali ha detto che non stava studiando la possibilità di ratificare la Convenzione 169 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro a causa delle preoccupazioni che il trattato potrebbe significare per i Rom; il Canada sta progettando una nuova legge sull'immigrazione che darà al Ministero dell'Immigrazione il potere di dichiarare quale paese sia sicuro in Europa, così da stabilire da quali paesi non possano arrivare i rifugiati. Possiamo prevedere che tutti i paesi UE rientreranno in questa lista, cioè che con la nuova legge i Rom non potranno più chiedere asilo in Canada.

E' quasi prevedibile che qualsiasi rapporto formale sui Rom userà la parola problema; una rapida ricerca che ho fatto il mese scorso su Internet delle parole "problema Zingaro (Gypsy problem nell'originale, ndr)" scrivendo questa presentazione, mi ha ridato oltre 22.000 risultati. Ripeto: una ricerca su Internet delle parole "Gypsy problem" mi ha ridato oltre 22.000 risultati.

Dovrebbe forse essere più apertamente riconosciuto che abbiamo anche un problema gadjo; dopotutto, quei 22.000 risultati su Internet non sono originati con noi. Ma la realtà è che noi Romanì e voi gadjè abbiamo tanti problemi l'un l'altro. E devono essere affrontati [...] proprio come in un matrimonio riuscito le parole chiave sono comunicazione e compromesso.

Vivo, come un numero crescente di Romanì, con un piede in due mondi, e posso identificare diverse di queste tematiche da entrambe le prospettive. Il mondo non-Romanì ci vede come eterni outsider, che non vogliono ancora adattarsi, viventi di furti ed inganni, che tutto prendono mentre non contribuiscono a niente, eccetto forse l'intrattenimento - urlanti, sporchi e con una coda di disordine dietro di noi.

Dal nostro punto di vista, il problema più schiacciante con i gadjé è il razzismo. E' direttamente alla base e sostiene gli altri problemi - quelli della povertà, della disoccupazione, della scuola, della sanità e della casa, e nei diritti umani e civili. La povertà di alcune popolazioni romanì è assolutamente opprimente. Nel 2006 un rapporto della Banca Mondiale diceva "I Rom sono il gruppo a rischio più povero in molti paesi dell'Europa Centrale ed Orientale. Sono più poveri di altri gruppi, più facili a cadere nella povertà, e più facili a rimanere poveri. In alcuni casi i tassi di povertà per i Rom sono dieci volte superiori a quelli dei non-Rom. Una recente ricerca ha trovato che quasi l'80% dei Rom in Romania e Bulgaria vivevano con meno di $4,30 al giorno... persino in Ungheria, uno dei paesi di nuovo accesso più prospero, il 40% dei Rom vivono sotto la linea di povertà." George Orwell scrisse che "il primo effetto di povertà è che uccide il pensiero." Benché vederci come vittime, è un gioco a perdere; dobbiamo usare le nostre capacità per cambiare la nostra situazione, e se non abbiamo queste capacità dobbiamo acquisirle. Infine, dobbiamo contare su noi stessi. Il mondo fuori non risolverà per noi i nostri problemi e se ce lo aspettiamo, sarà una lunga lunga attesa.

Quindi, che fare?

Una gran targa sul muro del mio ufficio recita che L'Istruzione è il Passaporto per la Libertà. Lo credo fermamente, e insisto perché facciamo dell'istruzione la nostra più alta priorità nelle discussioni che seguono qui a Bruxelles. Non elaborerò sulle questioni più pesanti che provengono dal razzismo, la soluzione verrà una volta che adeguati programmi educativi verranno progettati ed applicati. Così come questioni riguardo il lavoro e la casa esistono a causa del razzismo, la loro soluzione arriverà attraverso l'istruzione. E non parlo semplicemente di educare il popolo romanì, ma anche la popolazione non romanì.

Ho puntualizzato recentemente in una pubblicazione che la vaghezza riguardo l'identità romanì ha permesso la manipolazione con indifferenza di chi ci è estraneo, e questo mi porta al punto focale del mio discorso [...]. Se avessimo saputo chi siamo, e avessimo avuto la possibilità di essere ascoltati, avremmo potuto dire la nostra su come siamo ritratti. Se un giornalista vuol dire che siamo originari dell'Egitto, come è successo di recente, chi siamo noi per dire che non è così, e cosa diremmo per correggerla, e dove mai sarebbe ascoltata e conosciuta questa protesta? Abbiamo perso noi la nostra storia molti anni fa così non possiamo raccontarla, ed il mondo non-romanì non si tirato indietro nel fornire varie identità al posto nostro. Non credo che potremo fare la storia se non ne conosciamo la nostra; Alain Besançon ha detto che "un uomo senza memoria è assolutamente plasmabile. E' ricreato in tutti i momenti. Non può guardarsi indietro, neanche sentire una continuità con sé stesso o preservare la sua identità." Finché i racconti sugli Zingari influenzeranno i giornalisti ed il ritratto romanzesco che ne consegue, finché gli esperti dell'ultimo momento nei media saranno fiduciosi di poter scrivere senza nessun controllo, finché la loro immaginazione avrà le briglie sciolte, continueremo ad "essere ricreati ad ogni momento," come dice Besançon, senza mai il controllo della nostra identità.

Senza istruzione non possiamo essere articolati, manchiamo di una voce abbastanza forte. Ci lamentiamo, ma non siamo uditi. Ci recente cinque membri dell'Alleanza Civica Rom presenti ad una conferenza sui Rom a Bucarest, sono stati allontanati quando hanno criticato l'inazione del governo. La loro voce è stata soffocata. Senza istruzione non possiamo dire chi siamo e da dove veniamo, e come abbiamo avuto la forza e la determinazione di sopravvivere a secoli di persecuzioni, schiavitù e genocidio ed essere ancora qui. Quando avremo i nostri educatori, avvocati e dottori, non avremo più bisogno di appoggiarci al mondo esterno, e di andare dai gadjé con le mani protese. Fintanto continueremo a farlo, non saremo mai rispettati. A tal riguardo, non vogliamo che i non-romanì ci amino, ma vogliamo il loro rispetto.

I programmi di studi per i Rom devono essere pianificati con attenzione. Promuoveranno l'integrazione o l'assimilazione? Le generazioni più anziane saranno confortate nel sapere che non si tratta di convertire i loro figli in gadjé, cosa che è la grande paura tra i Romanì d'America. A sua volta, la formazione sui romanì nelle scuole pubbliche deve presentare la nostra storia e cultura in maniera uniforme.

Ho già menzionato i media. Mentre potrebbero essere un potente alleato, sono assolutamente l'opposto. Un quarto di secolo fa Kenedi Janós scrisse "i media di massa, in maniera velata, e spesso esplicita, incitano l'opinione in una direzione anti-zingara." I giornali disseminano regolarmente opinioni spacciandole per notizie. I giornali plasmano la mente delle persone. Creano attitudini. Quando il più grande quotidiano rumeno, Evenimentul Zilei, scrisse che "Si ritiene che gli Zingari siano geneticamente inclini a diventare criminali" ripeteva le ragioni di Hitler per lo sterminio dei Romanì nel III Reich. Quando un altro giornale rumeno, Cronica Romana, avvisa i clienti a non fare affari con un venditore perché "il colore della sua pelle" è indicativo del suo essere "poco credibile", il messaggio è chiaro. E questa non è un'attitudine ristretta alla sola Europa centrale e orientale. In Inghilterra titoli come "Zingari! Non potete entrare!" dal Sunday Express o quello del Sun "Quanto tempo prima di mandarli fuori a calci?", per esempio, hanno infiammato l'ostilità pubblica e segnato l'opinione pubblica con l'antiziganismo. Sono rimasto scioccato nell'apprendere che la Foreign Press Association ha appena premiato la produzione della BBC "Bambini Zingari Ladri" col Media Award per la miglior Storia Televisiva dell'Anno. La mossa irresponsabile da parte della BBC, nel trasmetterlo per la seconda volta nonostante le proteste delle organizzazioni romanì in seguito alla prima proiezione sei mesi fa, a cui la Foreign Press Association ha replicato che lo scopo di "aumentare la comunicazione e la comprensione tra le ricche diversità delle culture di questo mondo e la comunità globale" è un travisamento. Dal documentario non arriva nessuna comprensione della situazione di quei bambini, ed in nessun modo ha presentato la nostra "ricca cultura". Invece ha aiutato a rafforzare ancora di più la crescente romafobia in Bretagna, il paese dove sono nato, assicurando nuovi titoli d'odio nei giornali. Il documentario è stato presentato anche in Italia ed in Belgio, e sono arrivate proteste dal Centro Belga per l'Uguaglianza e dall'Autorità di Supervisione dei Media per gli Audiovisivi del Belgio.

Anche la stampa d'intrattenimento può perpetuare stereotipi, come solitamente quelli di romanzesco, di magico e mistero. Due titoli recentemente pubblicati sono quello di Sasha White "Cuore Zingaro"; leggo sulla copertina: "Può un uomo piegato alla sedentarietà convincere una donna dallo spirito libero... a rischiare il suo Cuore Zingaro? Attenzione: questo libro contiene immagini esplicite di sesso con linguaggio contemporaneo," e quello di Isabella Jordan "Zingari, Vagabondi e Calore: un'Antologia del Romanzo Erotico", che recita ai lettori: "Perdetevi negli occhi scuri e nella sfera di cristallo di un amante zingaro!"

Anche i film presentano i Romanì in maniera negativa, soprattutto quelli di intrattenimento. Ora con Il Lupo Mannaro, un anno fa guardavamo Drag Me to Hell e prima Thinner. La prima esperienza con gli Zingari dei miei studenti fu attraverso la versione disneyana del Gobbo di Notre Dame. Su internet c'è un link apposta per "Film zingari maledetti (Gypsy curse movies, ndr)", e digitandolo su Google ritorna oltre 64.000 risultati.

Mentre nel documentario della BBC c'era un rapido riferimento alle vergognose esperienze provate dai Rom nell'Europa di oggi, non è stato fatto nessun tentativo o analisi per spiegare come si sia arrivati a questa situazione, nessuna spiegazione della profonda eredità psicologica che i Rom rumeni hanno ereditato da 550 anni di schiavitù, a dire il vero neanche una menzione a questa schiavitù, quando sono stati gli ex schiavisti a ricevere un indennizzo dal governo per la loro perdita, quando non è stato creato nessun programma per aiutare l'integrazione degli ex schiavi romanì, non istruiti e senza un soldo, nella società libera. Non c'è menzione in quel documentario neanche al fatto che dopo l'Olocausto i sopravvissuti romanì al genocidio ritornarono dai campi senza alcun aiuto, senza indennizzi di guerra, a ricostruire le loro vite frantumate in un mondo ostile dove le leggi contro di loro erano ancora in vigore.

I Cinesi dicono che l'inizio della saggezza è chiamare le cose col loro nome esatto. Se trattiamo gli "Zingari" come un popolo unico, una "comunità", stiamo semplificando una situazione complessa ed ignorando le grandi differenze che distinguono le differenti popolazioni romanì. A luglio2007, Newsweek International pubblicò una storia intitolata "In tutto il mondo, la gente sta abbracciando la cultura dei Rom", ma naturalmente non abbiamo una singola cultura, e le culture che abbiamo di sicuro non sono abbracciate dai popoli di tutto il mondo. [...] I Kaale finnici ed i Calé spagnoli hanno tra loro più differenze che similitudini; i Romanichals differiscono considerevolmente dai Kalderasha, e così via. Queste differenze sono state usate per negare alle popolazioni romanì qualsiasi identità etnica condivisa, ed invece per usare criteri sociali e comportamentali per definirci. La citazione di prima da Studi Sovietici è un esempio di quel modo di pensare, e tante volte ho ripetuto le parole del sociologo ceco Jaroslav Sus, che osservava come ci fosse "un'opinione assolutamente falsa che gli Zingari formino una nazionalità o una nazione, che abbiano una propria cultura nazionale, una propria lingua nazionale."

Invece di pensare negativamente in termini di identità, sulle cose che rendono differente un gruppo dall'altro, dovremmo pensare a tutto ciò che condividiamo in termini di lingua, cultura ed ascendenza. Dopo tutto, è il patrimonio che abbiamo portato in Europa. Le caratteristiche che ora ci dividono sono state acquisite dal mondo non-romanì.

Torniamo a quelli che secondo me sono i principali punti in questione.

Primo: procederemo guardando ai Rom d'Europa come una popolazione definita etnicamente o socialmente? E' chiaro che sinora si è trattato soprattutto del secondo caso, cosicché Romanì e non-Romanì sono stati solitamente raggruppati assieme, ad esempio dalle varie organizzazioni e festival Rom e di Zingari Viaggianti. Certamente, la causa comune è la ragione perché differenti gruppi lavorino insieme, e se è il caso continuino a farlo. Ma insisto che non è stata fatta abbastanza opera di conoscenza sulla distinzione culturale dei popoli romanì, distinzione di cui si deve tener conto, per esempio, nelle aree dell'insegnamento o della casa. Il fatto è che differenti sottogruppi romanì non sono ansiosi di lavorare tra loro, avendone la possibilità, lasciati soli con gruppi non- romanì che, dal punto di vista romanì, sono dopotutto gadjé.

Se i Rom devono essere guardati etnicamente, ci sono diverse questioni che saltano fuori immediatamente. Difatti, possiamo parlare di UN  popolo romanì? Bene, la risposta è sì e no. Provo a spiegarmi meglio.

Un'origine militare per i Romanì non è una nuova idea, in un secolo e un quarto di ricerche, studiosi come Goeje, Clarke, Leland, Burton, Kochanowski, Bhalla, Courthiade, Mróz, Haliti, Lee e Knudsen hanno concordato su questa ipotesi - l'invasione ghaznavida nel primo quarto dell'XI secolo portò alla fuga dall'India. Il lavoro di Soulis, Fraser, Marushiakova & Popov e più recentemente di Marsh hanno ancora di più dimostrato che fu l'espansione dell'Islam il principale fattore nella migrazione dei nostri antenati dall'Asia all'Europa durante il periodo medievale. Non scenderò qui nei dettagli storici e linguistici, sono presentati in un libro sui miei scritti di Dileep Karanth che a breve verrà pubblicato dall'Università di Hertfordshire. L'importante ora è capire che i nostri antenati non furono mai un popolo unico con un'unica lingua quando lasciarono l'India, ma includevano diverse componenti etnolinguistiche.

Altrove ho argomentato che come la nostra lingua, la nostra identità come Rom proviene dal periodo sedentario anatolico, lo status preciso di Indiani e la varietà dei linguaggi si cristallizzarono nella lingua e nel popolo romanì, particolarmente sotto l'influenza dei Greci bizantini. Non c'erano "Rom" prima dell'Anatolia.

Qui vorrei avanzare una prospettiva differente che, ritengo, fornisca un'alternativa di comprensione alla questione dell'identità, e sul perché la questione dell'identità confonda giornalisti e sociologi, e perché ci causi così tanti problemi.

Alla luce dei dettagli delle nostre origini e della nostra storia sociale condivisa o meno, bisogna trarre alcune conclusioni: Primo, che si tratta di una popolazione composita sin dall'inizio, che allora venne definita in base all'occupazione piuttosto che sull'etnia; Secondo, che mentre le componenti originarie - linguistiche, culturali e genetiche - sono tracciabili in India, essenzialmente costituiamo una popolazione che ha acquisito la sua identità e lingua in Occidente (accettando l'Impero Bizantino, cristiano e di lingua greca, come culturalmente e linguisticamente "occidentale"), e Terzo, che l'ingresso in Europa da quella che attualmente è la Turchia non avvenne come un popolo singolo, ma attraverso diverse migrazioni più piccole e forse in un intervallo di due secoli. Questi fattori combinati hanno creato una situazione in un certo senso unica, siamo cioè una popolazione di origine asiatica che ha passato essenzialmente l'intero periodo della sua esistenza in Occidente. Siamo il proverbiale pezzo quadrato che si tenta di infilare in un foro rotondo.

Visto che la popolazione era frammentata e si spostava in Europa nello stesso periodo in cui emergeva come identità etnica, non c'è senso di essere mai stati un popolo singolo ed unificato in un posto in determinato periodo. Possiamo parlare di "centro di ritenzione diretta" consistente di fattori genetici, linguistici e culturali tracciabili dall'Asia ed evidenti in misura maggiore o minore in tutte le popolazioni che si identificano come romanì, ma dobbiamo anche essere coscienti che tutte queste aree sono state aumentate attraverso il contatto coi popoli e le culture europee, e sono gli accrescimenti posteriori che rappresentano le differenze a volte estreme tra gruppo e gruppo.

Per qualcuno, la cultura romanì "pura" è stata praticamente diluita, talvolta da deliberate politiche governative come in Ungheria o Spagna nel XVIII secolo, anche se tali popolazioni sono nondimeno guardate come "zingaresche" dalla società maggioritaria sulle basi di apparenze, vestiti, nomi, occupazioni e stazionamento e come tali trattate, senza avere una tradizionale comunità etnica in cui cercare rifugio. All'estremo opposto sono le popolazioni romanì di numeri sostanziali, come i Vlax o i Sinti, che vigorosamente mantengono lingua e cultura e che a causa di ciò sono tenute fuori dall'accesso alla società europea maggioritaria. A causa di questa, non esiste una soluzione educativa unica buona per tutti i gruppi. Abbiamo bisogno di programmi specifici per gruppo - nel quadro delle più ampie specifiche nazionali.

Mentre questi forniranno la conoscenza di un'origine comune e della storia precedente, e spiegheranno le nostre differenze, non devono intendersi per unire tutti i gruppi in uno. Resta da vedere quale tipo di relazioni creeranno, ma idealmente dovrebbe ottenersi una sorte di comunanza - nei numeri c'è la forza.

Il secondo punto che vorrei fosse discusso riguarda i danni psicologici dovuti alle persecuzioni - non soltanto la paura che i Rom vivono giornalmente in molte parti, paura che ha effetti tanto mentali quanto fisici, ma il danno psicologico più profondo che la storia ha modellato. Non credo che vi sia stata data la dovuta attenzione. Nel 988 in Austria, nell'anniversario dell'Anschlüss, i sopravvissuti romanì raccontarono al reporter del London Times di essere ancora tormentati dalla paura delle ricorrenti persecuzioni naziste. Ci sono storie di isolate famiglie romanì nell'estremo est d'Europa che credono che i nazisti siano ancora al potere.

Alcuni Romanì pagano altro, un'eredità più pesante - una prospettiva di vita trasmessa da centinaia d'anni di schiavitù. Per oltre cinque secoli, i Rom Vlax non hanno avuto alcun potere decisionale. Questo ha creato un punto di vista che vede la situazione di Roma creata da chi non lo è, ed avendo questi generato il problema, sono a loro volta responsabili del trovare una soluzione. Non avendo autonomia interna o potere di risolvere i problemi, gli schiavi dovevano rivolgersi ai gadjé per ogni cosa. Se, per secoli, un popolo ha vissuto in una società dove ogni singola cosa, incluso cibo, vestiti e persino la/lo sposa/o era fornito dall'esterno, a discrezione del padrone, e l'ottenere qualsiasi extra, favori inclusi, dipendeva dal rapporto con quel padrone, si installa così il presupposto che è così che si sopravvive nel mondo. E mentre la schiavitù è stata abolita da un secolo e mezzo, sopravvivono rimasugli di quel modo di pensare. Non solo l'assistenza ed i beni materiali sono ricercati all'esterno piuttosto che nella comunità, ma anche il coltivare contatti utili ed influenti fuori dal mondo romanì è una priorità, e diviene un segno di prestigio. Uno può diventare il leader ella sua comunità su questa semplice base. Questo modo di pensare non incoraggia l'auto-determinazione o l'iniziativa personale, ma prima di essere individuato e cambiato, dev'essere compreso.

Per finire vorrei dire qualcosa su quanti talvolta sono chiamati pasaxèrja in Vlax americano. E' una parola che significa "passeggeri" e si riferisce non a quanti genuinamente vogliono lavorare con noi e ci aiutano nel cambiamento - sono benvenuti - ma invece a chi si è attaccato al carrozzone dell'Industria Zingara, chi ne ottiene un guadagno, scrive una o due cose su di noi quando l'argomento è scottante, e poi sparisce. E' gente che non ci conosce socialmente, e non ha comprensione sulla mentalità o cultura romanì. L'autore di uno dei più quotati lavori sull'etnopolitica dei Rom dell'Europa Orientale, ora dice nell'introduzione del suo libro "Non amo molto gli Zingari", un altro libro altrettanto di alto profilo sul trattamento dei Rom nell'Olocausto include le parole secondo cui noi siamo "con poche eccezioni, un popolo pigro, bugiardo, ladro e straordinariamente sordido...gente eccessivamente sgradevole da avere intorno". Questo tipo di persone servono a se stesse, prendono ma non danno niente. Parliamo anche di cosa fare a tal proposito.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 08/04/2010 @ 09:14:06, in Italia, visitato 1323 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

Prignano sulla Secchia - Sala Convegni del Municipio
10 aprile 2010

Fra il 1940 e il 1943 a Prignano sulla Secchia fu istituito un campo di concentramento in cui furono internati 79 cittadini italiani appartenenti alla minoranza dei Sinti, una popolazione perseguitata durante il periodo fascista poiché considerata una razza inferiore da eliminare. A ricordo di quegli eventi sarà collocata una targa in Municipio, nell’area in cui era stato costruito il campo.
Con questa iniziativa l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Istituto Scolastico “F. Berti” e l’Istituto storico di Modena, intende proseguire lungo il percorso di recupero della memoria per raccontare luoghi, vicende e personaggi che hanno scritto la storia della nostra

Alle ore 9.00 i ricercatori dell’Istituto di Cultura Sinta di Mantova approfondiranno le tematiche legate al mondo dei Sinti e dei Rom con gli allievi della classe terza della scuola secondaria di primo grado

Durante la mattinata sarà possibile conoscere dal vivo la tradizione musicale dei Sinti
La cittadinanza è invitata a partecipare

10.30
Saluto delle Autorità
Saluto del Presidente della Federazione Rom e Sinti insieme
Saluto di Angela Benassi, Vice presidente Istituto storico di Modena

10.50
Intervento della Prof.ssa Paola Trevisan, Docente dell’Università di Verona
La persecuzione dei Sinti e dei Rom durante il regime fascista

a seguire
Testimonianze dirette e letture degli alunni dell’Istituto Comprensivo Berti

12.20
conclusioni del Presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini

12.30
Scoprimento della targa in ricordo delle famiglie sinte internate a Prignano fra il 1940 e il 1943

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 08/04/2010 @ 08:50:13, in Kumpanija, visitato 1429 volte)

Segnalazione di Alessandra Meloni

Per ascoltare la registrazione, clicca sull'immagine

In occasione della giornata mondiale di Rom e Sinti, che si celebra in tutto il mondo l'8 aprile, dedichiamo la puntata de L'Arca dei Diritti ad approfondire e capire quali sono le condizioni di vita di questa popolazione in Europa e in particolare nel nostro paese. L'intento è ancora una volta quello di comprendere il perché del diffuso razzismo nei confronti di una minoranza che vive da anni ogni forma di discriminazione e che, come gli ebrei, ha vissuto durante il periodo nazi-fascista, un vero e proprio olocausto. Delle ragioni storiche e sociali del dilagare di fenomeni discriminatori abbiamo discusso con numerosi ospiti.
Sono intervenuti: Alessandra Meloni, del coordinamento dei diritti sociali, economici e culturali della sezione Italiana di Amnesty International, Luca Bravi docente presso l'università di Firenze e autore del libro " “Tra inclusione ed esclusione, una storia sociale dell’educazione dei Rom e dei Sinti in Italia”, Alexian Santino Spinelli, rom italiano, musicista e docente universitario, Marcello Maneri, ricercatore presso il dipartimento di sociologia e ricerca sociale, della facoltà di Sociologia dell'università degli studi di Milano Bicocca, Fernando Vasco Chironda dell' Ufficio Campagne e Ricerca di Amnesty International Italia, Umiza Halilovic, portavoce del campo rom Cesare Lombroso di Roma.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 07/04/2010 @ 09:16:45, in media, visitato 1200 volte)

Scrive Isabella da Livorno

Ora, che il Tirreno scriva le locandine per vendere le copie del suo giornale e non per informare, ormai, lo sappiamo. Che gli "zingari" siano odiati da tutti, pure, e che nemmeno i sacerdoti della Chiesa livornese nutrano nei loro confronti sentimenti positivi, pure questa è cosa nota.

Devo ammettere però che vedere tutte e tre queste cose riassunte in un articolo di cronaca, questa mattina.. mi ha turbato non poco.

Per chi si fosse perso la notizia: "dieci nomadi circondano e derubano religioso", sfilandogli di tasca 320 euro. Certo, chi ha voluto leggere l'articolo, come al solito, scopre che solo il giornalista (e pare anche il parroco) ha la certezza di come si sono svolti i fatti: in realtà il diacono si è accorto dell'ammanco dei soldi soltanto quando i rom se ne sono andati. Niente flagranza di reato e, per quel che ne so, in Italia vige ancora l'innocenza fino a prova contraria.

Credo sia scontato ma opportuno sottolineare che i mezzi di informazione possono svolgere, attraverso il linguaggio che scelgono di usare, un ruolo attivo nel fomentare diffidenza, razzismo e xenofobia. Inoltre l'enfasi attribuita a episodi di cronaca riguardanti rom, migranti e in genere "l'altro"; la "etnicizzazione" dei reati e delle notizie e più in generale la drammatizzazione e criminalizzazione dei fenomeni migratori sono tutti elementi che contribuiscono a creare un'informazione distorta e xenofoba.

Nel sito della campagna "Giornalisti contro il razzismo", sostenuta da alcuni Ordini dei giornalisti di altre città, si riporta la volontà di mettere al bando parole con una connotazione negativa, come quelle usate nell'articolo: "nomadi" e "zingari" o come come "clandestino", "extra-comunitario" e "vu-cumprà", con la convinzione che un linguaggio corretto e appropriato, quindi rispettoso di tutti, sia la premessa necessaria per fare buona informazione.

C'è da tempo una discussione su questo che la nostra stampa locale sembra ignorare del tutto.

Sarebbe davvero troppo chiedere al Tirreno di interrogarsi su questo?

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 06/04/2010 @ 09:50:23, in Kumpanija, visitato 1583 volte)

Da Mundo_Gitano

 Bambina rom nell'accampamento di Itaquaquecetuba. Photograph: Paulo Pepe - The Guardian weekly

Natalia Viana dice che finalmente i Rom sono ascoltati dopo secoli di discriminazione in Brasile - uno dei pochi paesi che hanno avuto un presidente di discendenza rom

31/03/2010 - Elizete de Cardoso dice, "I nostri giorni sono duri. La gente ci sfugge. Hanno paura." E' la moglie del capo dell'accampamento rom di Itaquaquecetuba, alla periferia di san Paolo.

Dentro le tende arancioni, donne con vestiti lunghi e colorati, accovacciate sul pavimento sporco bevono caffè. Mescolati tra loro, stoffe rattoppate, vasellame, stereo e TV. Sono appena tornate dal loro giro giornaliero nel centro città, dove leggono la mano, guadagnando l'equivalente tra i 10e i 12 $ al giorno.

Il campo non ha elettricità ed acqua potabile, anche se le famiglie vivono lì da oltre 20 anni. Non ci sono servizi igienici per i 100 residenti.

Soltanto poche amministrazioni locali in Brasile forniscono terreno per i Rom. In molti posti, come ad Itaquaquecetuba, vivono su di un terreno privato a perenne rischio di sgombero.

Ma stanno per arrivare dei cambiamenti. Nel 2006 il Brasile ha dichiarato il Giorno Nazionale dei Rom. L'anno scorso il ministero della cultura ha stabilito dei premi per iniziative che preservino e disseminino la cultura rom. E' stata pubblicata una guida ai diritti dei Rom. La sua autrice, Mirian Stanescon, avvocata rom da Rio de Janeiro, dice: "E' la prima volta che un governo ascolta i Rom."

Tornate al campo, le ragazze scorazzano. In poche hanno mai frequentato una scuola. Il governo stima che il 90% dei Rom nei campi sia illetterato. Il conciatore Claudinei Pereira ricorda la sua lotta per mandare il figlio più grande a scuola: "Quando dissi che ero uno zingaro, mi risposero che non c'era posto."

Molti Rom parlano la loro lingua nei campi. In pochi hanno un certificato di nascita. I matrimoni combinati a 13-15 anni sono comuni.

Però è cambiato il lavoro. Al posto dei tradizionali carri a cavallo, il mezzo principale sono macchine usate, spesso senza documenti. "Vendiamo e scambiamo automobili, beni riciclati, ed apparecchiature dal Paraguay," dice Euclides Ferreira, il capo del campo.

Il vice segretario per la promozione dei diritti umani, Perly Cipriano, dice che il suo dipartimento sta cercando di persuadere le amministrazioni locali ad aiutare i Rom. Il principale problema, dice, è la mancanza di documentazione autorevole sulla cultura ed i bisogni dei Rom.

Problemi non nuovi per i Rom. I primi ad arrivare in Brasile furono deportati dal Portogallo tra il XVI e il XVIII secolo. Una volta qui, la loro lingua venne proibita, furono perseguitati dai governi locali, e mandati di città in città. Nel 1700 alcune città nello stato di Minas Gerais richiesero di detenere i Rom e sequestrare i loro beni. Altri Rom arrivarono con gli immigrati dall'Europa dell'est nel XX secolo. Ufficialmente vennero banditi, ma molti mentirono sulle loro identità.

Questa storia di discriminazione continua ad avere conseguenze oggi, secondo Yáskara Guelpa, rappresentante rom alla Commissione Nazionale delle Comunità Tradizionali. "C'è un enorme pregiudizio nella sanità e nell'istruzione. Per esempio, se una ragazza zingara va a scuola con la gonna lunga, l'insegnante non capisce e le chiede di portare i pantaloni - e questo è contro la nostra cultura."

Non c'è mai stata una ricerca nazionale sui Rom, anche se il governo dice che il prossimo censimento includerà una categoria rom. Stime indipendenti danno il loro numero tra i 250.000 ed un milione.

In molti casi, l'unica presenza dello stato nei campi è la polizia. Padre Rocha, prete cattolico, ha testimoniato scene di abusi polizieschi. "La polizia non riconosce che per i Rom la tenda è la loro casa e quindi è inviolabile secondo la costituzione. Entrano nel campo con aggressività, colpendo le pentole sul fuoco e gridando alle persone," dice.

"Avrei voluto studiar legge per fermare le estorsioni della polizia. Quando trovano un'auto senza documenti, chiedono [10 $] e gli uomini devono trovare il modo di ottenerli. Una volta, in un campo a Espírito Santo, protestai e venni ammanettato."

Non tutti i Rom brasiliani sono nomadi o poveri. Yáskara Guelpa è una giornalista che vive in un elegante quartiere di San Paolo. Ma, dice, "Non vado in giro a parlarne. Il pregiudizio è ancora troppo forte."

Anche Adriana Sbano si sente obbligata a nascondere la sua ascendenza. "Lavoro in una scuola-bene e me ne sto tranquilla, perché non si sa quale potrebbe essere la reazione. Non posso rischiare di perdere il lavoro," dice.

Jucelho Dantas da Cruz, professore biologo all'Università Statale di Feira de Santana, è uno dei pochi che non ha mai nascosto la sua identità. "Anche se alcuni studenti lo trovano strano, sono un Rom, cuore ed anima. Sarebbe un crimine negare le mie origini."

Il Brasile è uno dei pochi paesi ad aver avuto un presidente di discendenza rom, Juscelino Kubitchek, che fondò la capitale Brasilia nel 1963. Ma non ammise mai le sue origini. Fu lo storico rom Rodrigo Correa Teixeira che trovò i documenti che mostravano come il nonno di Kubitchek fu uno dei primi Rom dall'Europa orientale ad installarsi in Brasile.

Cipriano ritiene che la politica stia lentamente aiutando a cambiare l'attitudine verso i Rom.

Concorda Yáskara Guelpa: "Con tutti i problemi ed errori, dobbiamo ammettere che questo governo ha aperto le porte ai Rom per dire: Esistiamo."

Articolo Permalink Commenti Oppure (1)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


13/12/2019 @ 13:31:08
script eseguito in 159 ms

 

Immagine
 3 febbraio 2011: benvenuti a Milano... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 10498 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
ISTITUZIONE DI MICROCREDITI (economie.finance92@gm...
12/12/2019 @ 08:20:56
Di ANNA
Assistenza finanziaria in 24 ore (assistance.finan...
02/12/2019 @ 11:17:21
Di damien
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2019 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source