Rom e Sinti da tutto il mondo

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\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 23/04/2009 @ 09:51:52, in scuola, visitato 1590 volte)

Da Nordic_Roma

HELSINGIN SANOMAT By Kristiina Markkanen

"Laalo, blaato, dzjelto (rosso, blu, giallo), i bambini rom leggono ad alta voce in una stanzetta del centro diurno Viherlaakso di Lahti.

Stanno avendo una lezione in kàlo-finnico-romanes, il nome ufficiale della lingua della minoranza finnica rom. Le sorelle Teresa e Maritsa Borg stanno colorando dei palloni mentre imparano il nome dei colori in romanes.

Le ragazze sono state fortunate: l'insegnante Marianne Florin lavora nello stesso centro diurno come sovvenzionata, in altre parole come assistente, il cui salario arriva parzialmente dal budget del Ministero dell'Impiego e dell'Economia.

Marianne Florin ha esperienza in questi circoli linguistici, anche se il suo livello di competenza del romanes non è molto alto.

D'altra parte, una lezione a settimana non è sufficiente per consentire a Maritsa e Teresa di parlare fluentemente il romanes. Sfortunatamente, non avranno l'opportunità di continuare i loro studi in romanes alla scuola.

La situazione a Lahti è tipica.

Soltanto pochissimi bambini rom di Finlandia hanno imparato la propria lingua madre - dipende dall'anno, circa 150 bambini apprendono il romanes al centro diurno o a scuola.

Si tratta del 5-10% dei bambini rom di Finlandia. Oggigiorno, non molti imparano la lingua a casa.

Il Tavolo Nazionale Finnico dell'Istruzione (FNBE) ha provato ad incoraggiare l'insegnamento del kàlo-finnico-romanes nelle scuole e nel 2009, i crediti dedicati sono stati raddoppiati.

Nei fatti, sono stati lanciati in Finlandia alcuni progetti per appoggiare i bambini rom ed i loro genitori riguardo la lingua romanes.

"Il prossimo autunno introdurremo i gruppi d'immersione nella lingua, i cosiddetti nidi linguistici, tanto per adulti che bambini che imparano il romanes. Abbiamo anche intenzione di organizzare due campi estivi linguistici", dice Leena Nissilä, Consigliera Anziana del FNBE.

Ci sono numerose ragioni sulla scarsità di insegnamenti in romanes.

I comuni non sono obbligati a fornire questa lingua, né sono interessati nell'organizzare questo insegnamento, c'è scarsità di insegnanti qualificati, oppure i Rom stessi mancano di comprensione o coraggio per chiedere l'insegnamento in romanes ai loro figli.

Elämä ja Valo è un'associazione a Lahti dei Rom di Finlandia.

Qualche anno fa l'associazione segnalò il fatto che la lingua romanes sarebbe stata a rischio di estinzione in Finlandia entro un decennio.

Cos'hanno da dire i ricercatori? La lingua romanes cesserà di esistere in Finlandia?

"Il numero di quanti attualmente usano la lingua nella comunicazione di tutti i giorni non può essere molto alto", dice il professore Matti Leiwo dell'Università di Jyväskylä con un profondo sospiro.

Secondo lui la lingua dei Rom finnici è in pericolo, su questo non c'è dubbio.

Il ricercatore Kimmo Grönfors dell'Università di Helsinki dice che il kàlo-finnico-romanes è come minimo in serio pericolo.

Non esistono statistiche sull'abilità nella lingua romanes, ma secondo le ultime stime, ci sono almeno 10.000 Rom in Finlandia, di cui forse la metà conosce la lingua bene o in modo soddisfacente.

"Siamo circa il 50% a parlare bene il romanes, ma non i nostri figli", dice l'insegnante di romanes Tuula Åkerlund di Romano Missio, un'organizzazione di servizio sociale del popolo rom che si prende cura dei bambini.

"Semplicemente quando i bambini sono piccoli non capiamo che potremmo insegnare loro due lingue", dice Åkerlund con rammarico.

Tuula Åkerlund puntualizza anche che la generazione più anziana non vuole che la lingua sia insegnata agli estranei. Il linguaggio è stato l'unica ricchezza del povero popolo viaggiante.

"La generazione che ha provato l'oppressione ed il disprezzo è ancora viva. Dal linguaggio ha ottenuto comfort, è per questo che lo vogliono mantenere solo nel circolo famigliare", spiega Åkerlund.

[...]

Buongiorno! - Tsihko diives!
La Finlandia appoggia l'allargamento EU - Fintiko themmesko dzinta EU: sko bohliboske.
Ti amo! - Me kamlavaa tuut!
Un Finnico che appartiene alla popolazione maggioritaria - Fintiko komunis
Un Caucasico, una persona di origine europea - gaajo
Helsinki (la capitale) - Baro fooros
Finlandia - Finitiko them o Fintiko them
Università - Apruno skoola
Night caffè - rassako kaljakiero
Pace - Freediba
Numeri: 1 = iek, 2 = dui, 3 = triin, 4 = staar, 5 = pangh, 6 = hou, 7 = efta, 8 = ohta, 9 = enja, 10 = deh

Nota: L'8 aprile era il Giorno Internazionale dei Rom, per celebrare la cultura rom e far crescere la consapevolezza sulle questioni affrontate dal popolo rom. L'11 febbraio il Museo Cittadino di Helsinki ha inaugurato una mostra internazionale intitolata Attenzione, Zingari! La Storia di un Fraintendimento, sul passato e il presente dei Rom d'Europa. La mostra sarà aperta sino al 30 agosto da mercoledì a domenica dalle 11 alle 17 - giovedì sino alle 19. Entrata libera. Indirizzo: Hakasalmi Villa, Mannerheimintie 13 D (accanto al Finlandia Hall).

 
Di Fabrizio (del 25/04/2009 @ 09:56:13, in scuola, visitato 1337 volte)

CARI AMICI,

sono Barbara Bello, una dottoranda di ricerca dell'Università Statale a Milano e trainer giovanile. Ho ricevuto la richiesta di diffondere l'informazione di una seminario internazionale per giovani Rom e Sinti o per giovani trainer e leaders che lavorano con giovani Rom e Sinti. Il Seminario, organizzato dall'associazione tedesca Amaro Drom, rientra nel quadro "Gioventù per l'Europa". L'età dei partecipanti dovrebbe essere tra i 20 e 25 anni. Visto che lo scopo di questo seminario consiste nel promuovere futuri progetti, sarebbe veramente importante che i partecipanti siano ragazzi attivi.

Vi sarei grata se poteste diffondere l'informazione.

Resto a vostra disposizione per ulteriori approfondimenti.

Vi auguro una buona giornata,

Barbara Bello <BGBELLO@libero.it>

 
Di Fabrizio (del 28/04/2009 @ 09:01:32, in scuola, visitato 1846 volte)

Da Roma_Daily_News (I Lyuli - o Luli - sono una storica comunità discendente dalla migrazione rom verso occidente, dislocati nelle ex repubbliche sovietiche asiatiche. Ndr)

by Hamid Toursunof - 23 aprile 2009

Barriere linguistiche e scarsi investimenti, l'unica scuola del Kirghizistan per i Lyuli riflette le limitate opportunità della piccola comunità

OSH, Kirghizistan | "Voglio diventare dottore," dichiara Nafisa, all'ottavo grado presso la scuola Nr. 105 nella periferia della seconda più grande città del Kirghizistan. "La mia amica Aziza vuole fare la maestra."

Ma il commento successivo di Nafisa rivela la distanza tra ambizione e realtà in questa scuola frequentata interamente dalla piccola minoranza lyuli del Kirghizistan: "Vorrei avessimo una biblioteca."

Una giovane scolara studia kirghizo alla scuola Nr. 105. Gli studenti non ricevono alcuna istruzione nella loro lingua nativa, che assomiglia di più al tagico.

La mancanza di una biblioteca può essere l'ultimo dei problemi per i 230 studenti dell'insediamento Jangi-Kyshtak (NuovoVillaggio), che ospita circa 3.300 Lyuli nel distretto Kara-suu della provincia di Osh. La misera costruzione ad un piano non ha riscaldamento, gli scolari indossano cappotti e cappelli a novembre e dicembre, ed hanno vacanza obbligatoria da gennaio a marzo. La mobilia consumata è vecchia di decadi, e cartelloni dell'era sovietica decorano le pareti. Gli insegnanti usano ramoscelli invece degli indicatori. Alla scuola Nr. 105, il tempo sembra essersi fermato agli anni '70.

In questa scuola solo-per-Lyuli gli insegnanti non sono di origine lyuli. Non ci sono insegnanti di inglese o russo. Non ci sono libri di testo o altro materiale nella loro lingua, che Fatima Toichieva, la direttrice, descrive come "Tagico mischiato con un vocabolario specifico usato solo dalla comunità."

Per la maggior parte degli studenti, questa è l'unica istruzione disponibile. L'insediamento non ha una scuola superiore, e l'isolamento sociale e linguistico lasciano gli alunni della scuola Nr. 105 inadatti a proseguire gli studi con i loro compagni Kirghizi e Uzbechi. Come i loro genitori e nonni, sono destinati alla segregazione a Jangi-Kyshtak.

Studenti ed insegnanti col gioco da tavolo kirghizo del toguz korgool. Il sistema di riscaldamento inadeguato li obbliga a coprirsi quando il tempo si fa freddo.

PASSATO INCERTO, FUTURO INCERTO

La storia dei Lyuli rimane una questione aperta. Sono spesso collegati etnicamente ai Rom - molti studiosi dicono che condividono radici similari con l'India - ma a differenza della maggioranza dei Rom europei, praticano l'Islam. Abdurashid Urinov, leader della comunità di Jangi-Kyshtak, sostiene che i Lyuli sono di origine persiana, più vicini ai moderni Tagichi.

Sulle origini del loro ghetto, non ci sono dubbi.

"Le autorità sovietiche destinarono delle aree alla periferia di Osh alle prime 20 famiglie Lyuli di 25 che erano, alla fine degli anni '50, e li obbligarono a vivere lì," dice Adyljan Obidov, esperto di istruzione ed analista per il Centro di Appoggio Iniziative Civiche, una OnG di Osh. "Tutte le scuole primarie in quella parte della città erano di lingua uzbeca, così la classe prima per i bambini lyuli fu aperta pressa la scuola uzbeca più vicina. Da allora l'insegnamento è stato in lingua uzbeca."

Tradizionalmente una società chiusa e strutturata a clan, i Lyuli hanno mantenuto il loro isolamento durante l'era sovietica. Arsen Ambaryan, capo dell'associazione di Osh, Nashi Prava (I Nostri Diritti), che ha compiuto gli studi più estesi sulla comunità, la caratterizza come "una situazione né di guerra né di pace - tu non mi tocchi e io non ti tocco."

"Questa situazione esisteva nell'era sovietica, e da quando il Kirghizistan ha ottenuto l'indipendenza negli anni '90, non è cambiato niente," dice. "C'è poca comprensione che l'istruzione segregata basata sull'etnia è una reminescenza sovietica, ed una delle ragioni per cui non c'è un processo di integrazione nella società kirghiza."

Anche oggi, i Lyuli raramente si avventurano fuori da Jangi-Kyshtak, e la gente delle aree lì intorno raramente vi entrano, considerandola un focolaio di mendicanti e piccoli criminali. La disoccupazione nell'insediamento è vicina al 90%, secondo un rapporto del 2005 di Nashi Prava, e circa la metà dei bambini non ha i certificati di nascita, così che non possono richiedere i benefici governativi.

"Né le autorità o la società kirghiza vogliono seccature rispondendo alle nostre richieste. Viviamo qui come se non esistessimo," dice amaramente Urinov. "I membri della nostra comunità non hanno una buona istruzione, così non possiamo trovare lavori qualificati. E senza un buon lavoro, non possiamo fornire buona istruzione ai nostri figli, non possiamo mandarli a scuole migliori. Ed inoltre, l'istruzione superiore non è più gratuita. C'è poco che possiamo fare per cambiare la situazione."

La direttrice della scuola Nr. 105, Toichieva, che è di origine uzbeka, dice che i genitori a Jangi-Kyshtak "hanno iniziato a capire che una buona istruzione aprirà le porte ai loro bambini per diventare bravi cittadini," ma gli steccati sono alti.

"Non ci sono insegnanti o dottori Lyuli, traduttori o ingegneri. Io voglio fare l'insegnante, ma non sono sicura che i miei genitori possano permettersi di pagarmi gli studi all'università," dice Nafisa. "I miei genitori hanno lavori temporanei, che permettono appena di sopravvivere."

LINGUA DI APPRENDIMENTO

I soldi non sono l'unico ostacolo. Obidov, l'esperto di istruzione, dice che né le autorità sovietiche né i successori kirghizi hanno fatto alcuno sforzo serio di fornire istruzione in tagiko, la lingua più vicina al dialetto lyuli.

"Sino a poco tempo fa, l'unica lingua di insegnamento [nella scuola] era l'uzbeko. Recentemente abbiamo aperto un gruppo pilota in cui si insegna la lingua [kirghiza] statale," dice l'insegnante Gulnara Abylova. Come risultato, dice "I bambini lyuli trovano difficoltà nell'apprendere le lezioni. Devono tradurre dal kirghizo e dall'uzbeko per capire questo o quel materiale d'insegnamento."

"Non ho mai visto un singolo  libro nella nostra lingua," dice Aziza che  frequenta l'ottavo grado. "A casa non abbiamo libri scolastici eccetto quelli in uzbeko e kirghizo." I libri per gli studenti universitari sono frequentemente in russo, "e noi non parliamo o leggiamo il russo per niente," aggiunge.

Toicheva dice che gli studenti hanno grandi difficoltà a trasferirsi nelle principali scuole superiori, sia a causa delle barriere linguistiche e dello stigma collegato alla loro etnia e alla scarsa istruzione di base.

Cartelloni dell'era sovietica tuttora allineati sulle pareti della scuola Nr. 105

"I nostri bambini, quando lasciano la scuola, non vogliono andare alle superiori uzbeke o kirghize, dove sono trattati male e spesso picchiati dagli altri ragazzi," dice. "Abbiamo bisogno di una scuola superiore appropriata. D'altra parte, come possono i bambini della nostra scuola diventare dottori, maestri o giudici se sono deprivati di un'istruzione adeguata?"

La direttrice ricorda una visita alla scuola due anni fa del difensore civico Tursunbai Bakir uulu, che regalò 10 computer alla scuola. In seguito si rivolse ai responsabili per l'istruzione per l'apertura di una scuola superiore per Lyuli, ma la richiesta fu ignorata. Dopo due anni, i computer rimangono inutilizzati. Toicheva dice che la scuola manca di un docente con sufficiente capacità IT per formare gli studenti.

Il capo istruzione di Kara-suu, Rakhmon Nazarov, ha detto che il distretto ha intenzione di costruire altre scuole locali ma "cercheremo di ottenere i fondi per la costruzione di una scuola superiore per la comunità lyuli nel 2011." Nel frattempo, ha detto che i Lyuli che vogliono continuare gli studi dopo l'ottavo grado possono studiare presso la vicina scuola di lingua uzbeka.

Nazarov cita segni di progresso nella scolarizzazione dei Lyuli, come il programma per l'istruzione in kirghizo, che dice ha incontrato il favore dei genitori della comunità. Ha aggiunto che tre studenti lyuli "sono stati formati al Collegio Pedagogico di Osh, e speriamo che tornino alla loro scuola come insegnanti."

Ma un simile ottimismo non sembra essere ancora filtrato sino alla scuola Nr. 105.

"Tutte le mie compagne di scuola sono Lyuli come me. Non ci sono Uzbeki, Russi o Kirghizi nel nostro quartiere o a scuola," dice Aziza. "Credo che non abbiamo abbastanza conoscenze e non potremo passare gli esami se vorremo andare all'università... Così, non so se avrò mai la possibilità di diventare dottore o infermiera. Il tempo lo dirà."

Hamid Toursunof is a TOL correspondent in Kyrgyzstan. Photos by Hamid Toursunof.

 
Di Fabrizio (del 30/04/2009 @ 09:50:37, in scuola, visitato 1611 volte)

Da Romanian_Roma

Divers.ro

27/04/2009 - I bambini rom possono andare in asili speciali a partire da questo autunno, dice un comunicato stampa di "Amare Rromentza".

Harlau, Grajduri e Dolhesti delle contee di Iasi, Valea Seaca e Darmanesti di Bacau, due quartieri di Buzau si Calaras partiranno il 13 settembre, ognuno con un gruppo asilo bilingue romanes-rumeno.

Il Centro Rom "Amare Rromentza", iniziatore del progetto "Istruzione di Qualità - un passo verso l'uguaglianza" è andato nelle comunità rom del paese per stabilire dove ci fosse bisogno di creare asili simili.

"Abbiamo fatto un sondaggio tra le comunità rom e siamo compiaciuti di aver trovato una grande apertura," ha dichiarato Delia Grigore, presidente del Centro Rom.

Un altro problema della squadra è stato trovare insegnanti e mediatori."Dato che conoscere il romanes è obbligatorio e gli standard per gli insegnanti d'asilo sono molto alti, è difficile trovare personale. Per esempio, abbiamo trovato insegnanti che conoscevano il romanes, ma non erano qualificati come insegnanti d'asilo, e quindi percepivano salari più bassi," dice Mihai Neacsu, direttore del Centro Rom.

L'idea è nata a Delia Grigore, che ha visitato alcune scuole negli USA. "C'è un tipo di istruzione bilingue che permette l'apprendimento della lingua madre in parallelo col rumeno ed anche di coltivare le tradizioni rom", ha spiegato Delia Grigore.

Il programma di questi asili è approvato dal Ministero dell'Istruzione ed adattato per quanti insegnano in lingua rumena. Il progetto è sostenuto finanziariamente dal Fondo Sociale Europeo.

 
Di Fabrizio (del 03/05/2009 @ 09:40:33, in scuola, visitato 1129 volte)

Da Czech_Roma



12/4/2009 - Venerdì il Tribunale Cittadino di Praga ha rigettato il reclamo del Rom ceco Jaroslav Suchy, che aveva chiesto 500.000 corone al Ministero dell'Istruzione, accusando la repubblica di averlo deprivato di un'istruzione adeguata. Suchy, 31 anni, dichiara di essere stato spedito in una scuola elementare per bambini con difficoltà di apprendimento nel 1985, soltanto a causa della sua origine etnica e sociale. Il tribunale ha concluso che Suchy non ha provato la sua accusa. D'altra parte, Suchy può appellarsi al verdetto. Il ministero ha puntualizzato che le performance di Suchy nella scuola per bambini "lenti" mostrano che non sarebbe stato in grado di studiare in una scuola standard.

Ma Suchy ha obiettato che lo staff del pensionato infantile dove è cresciuto gli dava dei sedativi, aggiungendo che a quel tempo era una pratica istituzionale usuale  per calmare i bambini iperattivi. Gli alunni delle cosiddette "scuole speciali" erano generalmente considerati ritardati mentali ed era molto difficile per loro ricevere istruzione secondaria.

Scrive Pravo che nel 1999, Suchy passò un corso per completare le elementari e nel 2005 fece gli esami per la scuola superiore alla scuola secondaria romanì di Kolin, nella Boemia centrale. Suchy dice di aver deciso di compilare un reclamo dopo che la Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo, nel 2007, parteggiò per 18 Rom cechi che avevano fatto causa per essere stati mandati in una scuola elementare per alunni con difficoltà di apprendimento ad Ostrava, nord della Moravia.

© The Prague Daily Monitor

 

Ultim'ora: ricevo da Marco Brazzoduro

Le cronache recenti dimostrano che le problematiche legate alla società multietnica ci toccano da vicino ed evidenziano contraddizioni e conflittualità. Il rischio della discriminazione non può essere ricondotto all’assurdità di fatti privati, ma è una questione di interesse sociale che riguarda la scuola e la società tutta.

La globalizzazione e un’Europa a 27 Paesi sono una condizione storica irreversibile, che ci pone davanti a un bivio: cogliere l’occasione per l’apertura, il confronto tra diversità, con la prospettiva di un arricchimento reciproco o, viceversa, chiuderci nelle paure e difenderci dal cambiamento.

Come già emerso in altri contesti europei di più antica tradizione migratoria, il rischio di formazione di sacche di emarginazione e di conflittualità è legato alle condizioni e alle opportunità di promozione sociale che la società e le sue istituzioni, in primis la scuola, offrono per garantire la qualità dell’integrazione e la qualità della convivenza tra persone appartenenti a culture diverse. In ogni luogo educativo, la costruzione dell’identità e lo strutturarsi dei processi di inter-azione sono i presupposti per promuovere conoscenza e scambio tra le diverse lingue e culture.

In coerenza con un’idea di società accogliente e inclusiva e di una scuola intesa come laboratorio sociale che educa alla convivenza, alla cittadinanza attiva e alla solidarietà, il Movimento di Cooperazione Educativa, l’ARCI Solidarietà e RUOTALIBERA Intercultura propongono il Convegno: “InControCorrente, Oltre la paura, contro ogni discriminazione, per la dignità e la parità dei diritti”.

Convegno nazionale
InControCorrente
Oltre la paura, contro ogni discriminazione, per la dignità e la parità dei diritti
Roma, 8 e 9 maggio 2009

Con il contributo di Con il patrocinio di

Movimento di Cooperazione Educativa Per informazioni rivolgersi a:
Maria Cristina Martin
MCE - Via dei Sabelli 119, Roma -
Tel. 065744228 – 3384620822 - Mail: cristimartin@alice.it

Rossella Brodetti
Tel. 067015851 – 3495652041 – Mail: sifmce@alice.it

Mariangela De Blasi
ARCI - via Goito 35/b, Roma
Tel 0689566575 - 3481314342 - Mail: deblasi@arci.it

Serena Amidani
RUOTALIBERA, Via F. Stilicone 134, Roma
Tel. 0676910289 - Mail: ruotaliberateatro@libero.it

Venerdì 8 maggio

Ore 15,00/19,00 Palazzo Valentini, Sala Del Consiglio Provinciale Via IV Novembre 119/a
I Sessione: Discriminazioni e dintorni
La sessione intende fornire strumenti utili alla definizione dei diritti dei minori e proporre elementi di analisi e riflessione su quanto sta accadendo nel nostro Paese in merito al rischio di discriminazione di intere fasce sociali
Introduce e coordina: Diana Cesarin, MCE

Saluti delle autorità:
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma
Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Rapporti Istituzionali della Provincia di Roma
Massimiliano Smeriglio, Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma

Interventi di:
Paolo Beni, Presidente nazionale dell’ARCI
Massimiliano Fiorucci, Docente di Metodologia dell’Educazione Interculturale dell’Università Roma Tre
Ferdinando Imposimato, Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione
Dijana Pavlovic, attivista rom, federazione “Rom e Sinti insieme”
Gennaro Schettino, Direttore di Metropoli, “La Repubblica”
Alexian Santino Spinelli, Docente di lingua e cultura romanì presso l’Università di Trieste

Ore 21.00 – Centro Anziani di Villa Gordiani Via Prenestina
Giovanna Marini & il corso di modi del canto contadino della Scuola Popolare di Musica di Testaccio
Alexian Santino Spinelli e il suo gruppo di musica rom

Sabato 9 maggio

Ore 9,00/11,00 Istituto Comprensivo Virgilio, Via Giulia 38
II Sessione: Workshop su esperienze di inte(g)razione a scuola
La sessione vuole offrire il racconto e la riflessione del gruppo su esperienze realizzate a scuola e nel territorio, attraverso l’utilizzo di materiali strutturati o multimediali
a)“Il mantello di Arlecchino”. Gioco di educazione interculturale, a cura di Orietta Busatto, MCE
b)“Una comunità narrativa on line”. Educare alla reciprocità attraverso internet e le fiabe, a cura di Silvia Salvadori e Shi Xue Fen, Ruotalibera
c)“La Città in Gioco”. L'inter-azione attraverso l’attività ludica, a cura di Ugo Pugliese, dirigente Ludoteca di Napoli, MCE
d)“Diritti al campo”, a cura di Catia Mancini e Alessia Rocco, Arci Solidarietà
e)“Sei più. Seconde generazioni: seconde a nessuno”. Mediazione linguistico–culturale a scuola, a cura di L. Dauki, MCE
f)“Il mondo attraverso le fiabe” A cura di Marika Vischi, Arci Bari

Ore 11,15/13,15
III Sessione: Scuola e associazionismo contro le discriminazioni
La sessione intende presentare un quadro di riferimento metodologico e didattico per l’attività educativa nel campo dei diritti
Introduce e coordina: Sergio Giovagnoli, ARCI Solidarietà

Sono previsti interventi di:
Domenico Canciani, segretario nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa
Patrizia Lucattini: responsabile formazione di RuotaLibera
Tatiana Occhipinti e Riccardo Casentino, studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre
Renzo Zuccherini, dirigente scolastico, Punto Arlecchino,Perugia

Movimento di Cooperazione Educativa
Associazione professionale di insegnanti
È soggetto qualificato per la formazione ai sensi del D.M. 177/2000 confermato con D.M. 57/2005

 
Di Fabrizio (del 16/05/2009 @ 09:24:50, in scuola, visitato 1460 volte)

Segnalazione di Demetrio Gomez e Giorgio Bezzecchi

Class 55 è una piattaforma costituita da Rom e attivisti pro-Rrom, che si sono uniti alfine di porre fine alla segregazione dei Rom nelle scuole:

[...]

  1. Il 17 maggio 1954, il Tribunale Supremo degli Stati Uniti prese una decisione storica nel caso "Brown contro Ministero dell'Istruzione".
  2. Paesi dell'Europa centrale e orientale segregano i loro stessi cittadini di seconda classe - i Rom.
  3. Il noto caso di "DD. HH. e altri contro la Repubblica Ceca" confermò che i bambini rom erano inviati ingiustamente alle scuole "speciali".

Il 17 maggio 1954, il Tribunale Supremo degli Stati Uniti prese una decisione storica nel caso "Brown contro Ministero dell'Istruzione", ponendo fine alla segregazione degli studenti neri nel sistema educativo americano. Mentre l'America celebra il 55° anniversario di questa sentenza, paesi dell'Europa centrale e orientale segregano i loro stessi cittadini di seconda classe - i Rom. Diverse OnG appartenenti alla Società Civile hanno segnalato in diverse occasioni le pratiche di segregazione, come pure la discriminazione diretta e indiretta dei Rom, senza dubbio le loro voci sono poco ascoltate. Class 55 è una piattaforma costituita da Rom e attivisti pro-Rrom, che si sono uniti alfine di porre fine alla segregazione dei Rom nelle scuole.

I Rom sono il gruppo etnico più discriminato in Europa in tutte le sfere della vita, incluso nell'istruzione. Varie scuse sono usate dai professori, direttori ed autorità educative per segregare i Rom, invece di ammettere semplicemente che le scuole sono monoculturali, ed incapaci di integrare qualsiasi tipo di differenza. Riguardo a queste differenze, sono varie le etichette date ai bambini rom: "socialmente svantaggiati", "di basso ambiente culturale", "carenti di capitali sociali", ecc., intendendo spesso che il bambino non ha le capacità per entrare nell'istruzione ufficialmente stabilita.

Nel noto caso di "DD. HH. e altri contro la Repubblica Ceca" il Tribunale Europeo dei Diritti Umani a Strasburgo confermò nel novembre 2007 che nella Repubblica Ceca, i bambini rom furono diagnosticati erroneamente ed inviati in scuole di istruzione speciale per bambini psichicamente incapaci. Un anno e mezzo dopo questa decisione, la Repubblica Ceca, così come altri paesi membri del Consiglio d'Europa, furono obbligati a porre fine a queste diagnosi basate sul pregiudizio etnica; nella pratica, i bambini rom continuano ad essere inviati in scuole di bassa qualità educativa. Anche se queste scuole non sono denominate come "speciali", la maggioranza degli alunni segue tuttavia un piano speciale e differente di studi, con un livello di istruzione più basso del piano di studi normale.

"Si è utilizzato ogni tipo di scusa per segregare i bimbi rom e porli in scuole o classi per soli Rom in paesi dell'Europa centrale e orientale. Questa pratica è assolutamente sbagliata e senza giustificazione. Per esempio, nel Regno Unito Unito quegli stessi bambini, dopo aver migrato con i loro genitori, frequentano le scuole normali ufficiali usando una lingua che prima non avevano mai parlato," dice Scott Elliott, attivista canadese pro-Rom di Roma Rights Network.

Class55.org crede che il 55° anniversario di una vittoria dei Diritti Umani sia la migliore occasione per mostrare ai governi dell'Europa che la segregazione dei Rom è completamente inaccettabile, e che questa pratica debba terminare immediatamente Chiunque può aderire a Class 55 ed appoggiarne la causa inviando un messaggio ai ministri dell'istruzione, firmando la petizione e facendo circolare queste informazioni tra i suoi amici e famiglia, usando il tipo di tecnologia preferita.

 
Di Fabrizio (del 24/05/2009 @ 09:47:14, in scuola, visitato 1403 volte)

Data di pubblicazione dell'appello: 14.05.2009

"Cosa significa per te scuola speciale?" "Scuola speciale è la scuola zingara."
(Bambina rom di 12 anni, allieva della scuola elementare speciale di Pavlovce nad Uhom)

Ogni bambino ha diritto all'istruzione senza discriminazione. In Slovacchia, un gran numero di bambini rom vede negato questo diritto.

La maggior parte è obbligata a frequentare "scuole speciali" o classi per bambini con disabilità mentali, o viene segregata in scuole o classi ordinarie per soli rom, dove studiano un programma ridotto in un isolamento virtuale dagli altri alunni. Studi indipendenti stimano che circa l'80% dei bambini che frequentano le scuole speciali della Slovacchia sono rom.

Le scuole speciali destinate a bambini con disabilità mentali forniscono ai bambini rom programmi di qualità inferiore e ridotti. Esiste uno scarto di quattro anni tra i programmi delle scuole primarie speciali e ordinarie, ciò significa che i bambini di dieci anni nelle scuole primarie speciali apprendono un'alfabetizzazione di base.

"Nella settima classe della scuola speciale ho imparato le stesse cose che avevo imparato nella scuola ordinaria"
(Ragazzo rom di 14 anni, che si è scoperto essere collocato erroneamente in una scuola speciale).

Una scuola speciale di Pavlovce nad Uhom è una delle scuole segregate di fatto in Slovacchia dove il 99,5 % dei circa 190 alunni sono bambini rom. Secondo una ricerca di Amnesty International, questa non è un'eccezione. L'Organizzazione teme che il modo in cui sono condotti gli accertamenti e i criteri utilizzati per collocare un bambino in una scuola speciale possano equivalere a una discriminazione, poiché, di fatto, non tengono conto delle differenze culturali e linguistiche.

Amnesty International ritiene che in Slovacchia migliaia di bambini rom siano collocati erroneamente in scuole speciali o segregati in scuole per soli rom.

Il fallimento del governo slovacco nel fornire un'istruzione adeguata a tutti i bambini rom compromette il loro futuro nel campo dell'istruzione e nelle prospettive lavorative e aumenta la marginalizzazione e la povertà delle persone di etnia rom.
Amnesty International sollecita il governo slovacco a porre fine alla discriminazione razziale nell'istruzione e ad affrontare le gravi violazioni del diritto all'istruzione per i bambini rom.

 Guarda il video sui bambini rom in Slovacchia (in inglese)

Firma subito l'appello

Dušan Čaplovič
Deputy Prime Minister for Human Rights and Minorities
Sekcia ľudských práv a menšín, Úrad vlády Slovenskej republiky
Nám. slobody 1
813 70 Bratislava
Slovakia
Fax: +421 2 52 491 647
Email:
podpredseda@vlada.gov.sk 

Egregio Vice primo ministro,

Le scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione circa l'alto numero di bambini di etnia rom segregati in scuole e classi speciali in Slovacchia.

Secondo la nuova Legge sulla scuola, la discriminazione nell'istruzione, particolarmente la segregazione, è illegale. Tuttavia, nessuna misura è stata ancora presa per assicurare che questa proibizione sia attuata nella pratica. La esortiamo, quindi, a rivedere il mandato del Centro nazionale slovacco per i diritti umani al fine di assicurare che si conformi agli standard degli altri organismi sui diritti umani che monitorano la legge anti-discriminazione e la sua attuazione. Il Centro dovrebbe avere l'autorità avviare indagini proprie, di indagare sulle denunce individuali e raccomandare soluzioni; di monitorare e sanzionare la segregazione.

La sollecitiamo, inoltre, a raccogliere in modo sistematico i dati, disaggregati in base al genere e all'etnia, importanti per poter monitorare la portata della segregazione e riuscire ad eliminarla.

Inoltre, La esortiamo a definire la categoria degli studenti di provenienza da ambienti socialmente svantaggiati, termine comunemente usato per i bambini rom, in modo che si possano distinguere dagli studenti con disabilità mentali. Nessun bambino senza una reale disabilità mentale provata dovrà mai più essere collocato in una scuola speciale.

Le ricordiamo, infine, che la scuola elementare speciale nella cittadina di Pavlovce nad Uhom resta una scuola segregata per soli rom; molti bambini di etnia rom vi sono stati collocati erroneamente e si vedono negare un'istruzione di qualità. Siamo a conoscenza del fatto che questo caso è giunto all'attenzione del governo slovacco, la sollecitiamo, dunque, a cogliere questa opportunità e ad assicurare che il nuovo anno scolastico metta fine all'istruzione segregata per i bambini rom di Pavlovce nad Uhom.

La ringraziamo per l'attenzione.

 
Di Fabrizio (del 02/06/2009 @ 08:52:35, in scuola, visitato 1316 volte)

Segnalazione di Flora Afroitaliani

I bambini Rom lottano per rompere le barriere di segregazione in un piccolo paese transilvano.

Girato in due anni, il film si focalizza su tre scolari rom - Alin, Beniamin e Dana - messi nella scuola regolare. Pesano su di loro l'estrema povertà e una eredità di analfabetismo, Alin e Beniamin lottano per essere accettati. Dove Alin esita nella disperazione e nell'isolamento, Beniamin cerca opportunità per dimostrare se stesso. Gli insegnanti, che si sono risentiti del carico con l'integrazione senza supporto supplementare, vorrebbero vederli tornare nella scuola segregata, ma i due trovano la forza di rimanere nell'amicizia con i loro compagni rumeni. Tuttavia, Dana, giovane donna dalle grandi speranze, è guidata dalla tradizione ad un matrimonio precoce e abbandona la scuola per diventare madre.

Discendenti di schiavi, i Rom rumeni, come molti dei dieci milioni di Rom in Europa, vivono in povertà ai margini della società. I loro bambini spesso vanno in scuole separate che non offrono futuro. "Our School" documenta uno dei primi sforzi di integrazione scolastica a seguito della decisione della Corte Europea sui Diritti Umani che ripeteva quello di Brown contro il Ministero dell'Istruzione negli USA.

Alla base, "Our School" mostra come i principi dei diritti umani e le buone intenzioni politiche agiscono [...] nelle vite quotidiane di diversi bambini rom e no, direttamente coinvolti da loro. Offre uno sguardo ravvicinato al ruolo che il contesto locale, la storia e la cultura giocano nel complicare e distorcere le dinamiche e i risultati, persino degli sforzi più fondamentali e benigni per il cambiamento. Nel fare ciò, il film intende guidare gli educatori, i decisori ed il pubblico in generale attraverso le intricate politiche di integrazione - non solo per i Rom, ma per una vasta selezione di minoranze discriminate - e per assistere la politica nello sviluppare strumenti adeguati ed adattabili per migliorare l'accesso all'istruzione delle minoranze escluse di tutto il mondo.

Nel contempo, raccontando una commovente storia umana, il documentario spera di estendere la consapevolezza della segregazione oltre un piccolo circolo di attivisti, mobilizzare nuove energie in un momento che è maturo per il cambiamento. Intende fornire una piattaforma per un più ampio movimento desegregazionista tramite una strategia basata sul web che collega il pubblico agli attivisti ed ai donatori.

La Fan Page su Facebook [link]

Produttore:
Mona Nicoara (Producer/Director), Miruna Coca-Cozma (Co-Director), Ovidiu Marginean (Director of Photography), Jonathan Oppenheim (Editor), Erin Casper (Associate Editor)
Premi:
We are funded in part by the generous support of:

The Sundance Documentary Fund
http://www.sundance.org/

The Open Society Institute
http://www.soros.org/initiatives/roma

The Roma Education Fund
http://romaeducationfund.hu/

UNICEF
http://www.unicef.org/

Fiscal sponsors:

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The Independent Feature Project
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Additional support:

Independent Film Week http://www.independentfilmweek.com/

The Good Pitch at HotDocs
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Institute of Documentary Film
http://www.docuinter.net/

 
Di Fabrizio (del 10/06/2009 @ 09:28:44, in scuola, visitato 1566 volte)

Da Roma_Daily_News (La fonte è autorevole, ma continuo a pensare che la situazione venga dipinta in maniera troppo rosea. Qualcuno non la racconta giusta)

La protezione dei diritti dei Rom in Ucraina (pagine 62-64, rapporto del Consiglio d'Europa - .pdf in inglese)

Il processo di democratizzazione della società ucraina ha aperto ampie opportunità e rimescolato le forze costruttive entro le comunità rom che possono effettivamente influenzare la soluzione dei problemi rom. E' possibile confermare che recentemente la situazione dei Rom in Ucraina ha iniziato a cambiare in meglio.

Secondo i dati del 1 gennaio 2009, ci sono 88 organizzazioni rom registrate in Ucraina. Due di loro funzionano a livello nazionale - l'Unione delle organizzazioni "Congresso dei Rom di Ucraina" (presidente P.GRYGORYCHENKO) e l'organizzazione ucraina "Centro di Consolidamento e Protezione dei Diritti Rom" (M.KONDENKO). L'organizzazione "Ketane" (Y.IVANENKO) opera  a livello internazionale. Altre organizzazioni hanno uno status regionale o locale.

L'attività delle organizzazioni rom si focalizza principalmente sul mantenere e promuovere la lingua, la cultura, le tradizioni e i costumi rom; alcune organizzazioni sono impegnate in attività perla protezione dei diritti rom. Sfortunatamente, non c'è coordinamento e cooperazione tra le organizzazioni rom. D'altra parte, il momento positivo è pronto e favorevole perché le comunità rom si integrino nella società ucraina preservando e sviluppando la loro identità nazionale.

Le autorità centrali e locali controllano costantemente la situazione sulla rispondenza ai bisogni della minoranza nazionale rom.

Per esempio, ad Uzhgorod (regione della Zakarpattia) dove vivono la maggior parte dei rappresentanti della minoranza nazionale rom, la discussione pubblica "Rom della Zakarpattia: situazione, esperienza e soluzione dei problemi" ha luogo ogni anno. Conforme alle sue conclusioni le autorità locali sono incaricate dell'attuazione delle misure pratiche per migliorare le condizioni di vita della popolazione rom, per costruire pozzi d'acqua, per condurre esami medici sulla popolazione rom e far crescere la consapevolezza sul massimo coinvolgimento dei bambini rom nel processo educativo e formativo.

Il Ministero dell'Istruzione e delle Scienze, come pure le autorità scolastiche locali, pongono attenzione speciale nell'assicurare pari accesso all'istruzione dei bambini rom.

Generalmente, i bambini rom frequentano le istituzioni scolastiche assieme ai bambini di altre nazionalità. Nelle regioni di Zakarpattia e Odessa, dove vivono un significativo numero di Rom, il personale insegnante delle istituzioni scolastiche tiene registrazione dei bambini rom, assicurando il loro adattamento scolastico e sociale e migliorando le attrezzature scolastiche.

Secondo la Legge Ucraina "Sull'Istruzione" e "Sull'Istruzione Secondaria Generale", lo stato ucraino fornisce ai bambini rom in età scolastica come pure ai bambini di altre nazionalità il diritto di scegliere il tipo di istruzione.

Secondo i dati del 1 gennaio 2009, nella regione di Odessa ci sono quasi 1.200 bambini rom in età scolare e prescolare. Nelle istituzioni scolastiche generali dal I al III grado, 900 ragazzi rom sono studenti e rappresentano quasi il 100% del numero totale di ragazzi in età scolare. In quattro non frequentano la scuola, a causa del rifiuto dei loro genitori (distretti di Artsyzsk e Izmail). I dipartimenti locali dell'istruzione di questi distretti stanno avendo consultazioni con questi genitori.

Oltre 6.497 studenti rom (il 3,6% del totale) studiano in 127 scuole della regione di Zakarpattia.

I curriculum scolastici delle scuole dove ci sono alunni rom prevedono lo studio della loro cultura, costumi e tradizioni. Sono anche stati introdotti nuovi metodi di insegnamento che tengono conto delle tradizioni e del modo di vita dei Rom.

Gli studenti rom hanno tutti i documenti richiesti dalla scuola: certificati di nascita, medici, personali. In caso di assenza di questi certificati, il dipartimento dell'istruzione da assistenza nel ricevere i documenti necessari. Così, durante il periodo 2007/2008, col supporto del dipartimento dell'istruzione dell'amministrazione locale di Odessa, 14 studenti rom hanno avuto i certificati di nascita. Tenendo conto dello stato fisico dei bambini e della qualità della conoscenza, quattro studenti sono stati trasferiti ad un piano di studio individuale.

Nei villaggi isolati, viene fornito un servizio pubblico di trasporto scolastico per assicurare pari accesso all'istruzione di qualità. Tutti gli studenti rom usufruiscono di pasti caldi gratuiti.

Inoltre, tutti i bambini rom frequentano i servizi prescolari, se i loro genitori lo vogliono. Secondo la legge la maggior parte di loro, come pure i bambini di altre nazionalità, li frequentano gratuitamente o in termini favorevoli.

Nelle regioni di Odessa, Vinnytsa, Kyiv, Kharkiv e Donetsk, ci sono scuole domenicali per Rom, dove i bambini hanno l'opportunità di imparare la loro lingua e letteratura, la lingua ucraina, fare pratica di musica e aggiornati coni mestieri nazionali.

Nella regione di Zakarpattia, 118 studenti rom hanno un'istruzione speciale in scuole formative di questa regione.

Menzionate le possibilità di pari accesso all'istruzione in Ucraina per i bambini rom, è importante considerare alcuni fattori negativi  che influenzano il processo educativo dei bambini rom. Quanti di loro vanno alla prima classe senza aver frequentato il prescuola, hanno un vocabolario molto povero. In primavera ed in autunno i genitori viaggiano con l'intera famiglia a causa dei lavori stagionali, così molti studenti rom perdono la classe. Spesso i bambini vanno a mendicare invece di frequentare la scuola. Uno dei problemi più seri è il gran numero di bambini rom trascurati; i loro genitori non sono abbastanza coinvolti nel processo della loro educazione. MoltiRom soffrono di dure condizioni di vita e di stenti materiali, non hanno un reddito stabile ed i loro figli sono spesso lasciati al loro destino, senza cure adeguate.

Il Comitato Statale per la Televisione e le Trasmissioni Radio dell'Ucraina e le autorità regionali responsabili prestano costantemente attenzione ad offrire copertura alle attività delle organizzazioni rom.

I giornali "Praline" e "Istruzione legale dei Rom in Ucraina" incontrano i bisogni informativi dei Rom in Ucraina.

Nel febbraio 2007, il tavolo editoriale unito delle trasmissioni in lingua russa, rutena e rom iniziò a lavorare alla Televisione di Stato della Zakarpattia e alla Compagnia di Trasmissioni Radio. Fornisce 26 ore per annodi trasmissione in lingua romanì.

Ogni anno il budget statale fornisce l'assistenza finanziaria per attività culturali ed educative delle organizzazioni rom, al fine di promuovere le loro culture, costumi e tradizioni nazionali. Nel periodo 2006-2008 il Comitato Statale dell'Ucraina sulle Nazionalità e le Religioni ha allocato 453.760 UAH per queste attività.

I centri d'impiego in collaborazione con le autorità locali prestano costantemente attenzione alla questione di fornire servizi sociali ai disoccupati di nazionalità rom.

Gli incaricati dei Centri d'Impiego con le autorità locali partecipano al monitoraggio delle condizioni di vita delle famiglie rom con molti figli e della situazione dell'impiego della popolazione rom.  Si dovrebbe notare che secondo i risultati del monitoraggio è stato trovato che una parte significativa di Rom abili avevano occupazioni casalinghe proprie e non intendevano andare a lavorare ufficialmente altrove. Il problema del lavoro tra i Rom rimane serio a causa di due fattori: l'assenza di documenti adatti e la mancanza di istruzione. Inoltre, i bassi livelli di istruzione della maggioranza dei Rom complica il loro impiego ed in alcuni casi lo rende impossibile.

L'anno scorso il Ministero degli Interni ha migliorato le misure volte a combattere la discriminazione su base etnica e razziale. In particolare, le questioni riguardanti i trattamenti pregiudiziali dei Rom da parte dei dipendenti statali sono sotto controllo permanente.

Il Ministero assicura incontri regolari con i leader delle organizzazioni rom. Durante questi incontri i partecipanti discutono le questioni dei documenti e della registrazione del luogo di residenza, tengono consultazioni sulla procedura di recupero e di ricezione dei certificati di nascita, passaporti e altri documenti d'identità. Investigazioni ufficiali vengono condotte in ogni caso di violazione dei diritti dei Rom.

Notato il miglioramento della situazione dei Rom in Ucraina, si deve menzionare che l'attuale situazione economica complicata nello stato non permette di fornire fondi sufficienti a risolvere l'intera complessità degli attuali problemi sociali, economici, educativi ed altri della minoranza nazionale rom.

 
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