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\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 30/10/2008 @ 09:17:17, in scuola, visitato 1582 volte)

Da Romano Them

La famiglia Bislimi è arrivata in Francia nel 2006. Dopo tre traslochi dovuti alla precarietà della loro situazione e diverse domande di regolarizzazione (seguite al rigetto delle domande d'asilo), Kenan, Mirusche ed i loro quattro bambini Mirem, Skender, Avni e Haldimir sono arrivati al gruppo scolastico Gaspard Monge il 4 settembre 2008. I bambini hanno bisogno di stabilità per continuare a progredire nel loro apprendimento, e questo è incompatibile con la minaccia permanente di espulsione verso il Kosovo, che pesa sulla loro vita quotidiana.

I Rom, dopo aver subito persecuzioni da parte dei Serbi e degli Albanesi, non hanno alcun diritto e nessuna prospettiva di futuro, soprattutto dopo la recente indipendenza del Kosovo. D'altra parte, abbiamo appreso che la madre di Kenan (Mirem, 47 anni) ed i suoi fratelli e sorelle (Hetem, 22 anni, Roki, 19 anni, Mustapha, 16 anni e Sabrina, 9 anni!!!) sono attualmente per strada da settembre perché la loro situazione non è stata regolarizzata malgrado le domande presentate [...]. Questo rende la scolarizzazione della giovane Sabrina presso la scuola dei fratelli Chappe quasi inesistente.

Domandiamo quindi al prefetto della Loira, Christian Decharrière, la regolarizzazione di tutta la famiglia Bislimi ed il rispetto della Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo.

Il comitato di sostegno, 25 ottobre 2008

[...]

 
Di Fabrizio (del 04/11/2008 @ 09:11:58, in scuola, visitato 1727 volte)

Da Roma_Daily_News

Ustiben report By Grattan Puxon

La decisione di demolire il Centro di San Cristoforo, nel villaggio di Dale Farm nel sud est inglese, è stata revocata - provvisoriamente.

Apparentemente ciò è dovuto a restrizioni finanziare: il leader conservatore Malcolm Buckley ha annunciato che il comune di Basildon non contesterà il controllo giurisdizionale nel voto del consiglio all'inizio del mese per prendere un'azione diretta contro la scuola ed il centro comunitario.

Tuttavia, i procuratori legali si indirizzano ai costi che l'operazione comporterebbe per Basildon. Molto più dei quattro milioni di euro stanziati per perseguire le politiche anti-zigane. E' già stato speso più di un milione di euro.

"Questo è il nostro terzo Centro di San Cristoforo," ha detto Richard Sheridan, presidente del Consiglio Zingaro, riferendosi ai due precedenti intitolati al santo patrono dei viaggianti. [...]

ALLE RADICI DEI DIRITTI CIVILI

I primi giorni del movimento per i diritti civili dei Viaggianti, collegati intimamente alle prime campagne per i diritti civili nell'Irlanda del Nord, sono attualmente al centro di una mostra fotografica nella capitale irlandese. Viene mostrato il Centro di San Cristoforo, nella versione 1 e 2, costruito in un accampamento di fortuna vicino a Ballyfermot.

L'artista Sean Lynch illustra come la costruzione del secondo Centro di San Cristoforo nell'insediamento di Cherry Orchard, dove i Viaggianti costruirono il loro primo insediamento negli anni '60, era connesso alle riprese di Dublino del film di John Le Carre La Spia Che Venne Dal Freddo.

Poco dopo l'apertura del secondo Centro di San Cristoforo il 4 gennaio 1965, appena dopo che la Dublin Corporation aveva bruciato il primo, parte del film replica il Muro di Berlino trasportato a Cherry Orchad e incorporato nell'edificio.

Nonostante l'apparenza provvisoria, la scuola era un'innovazione. Per la prima volta in Irlanda, qui venne adottato il sistema Montessori per aiutare i bambini meno fortunati. Il suo essere a Cherry Orchad, voluto da Joe Donohue, Larry Ward e da Johnny Connors, incorporò nel lungo periodo la scuola Montessori in un campo municipale.

Oggi la richiesta di innovazione viene ripetuta a Dale Farm, dove i Viaggianti ancora una volta si mobilitano per i loro diritti. Grazie all'iniziativa del pioniere dell'istruzione, prof. Stephen Heppell dell'Università Anglia Rankin, il terzo San Cristoforo intende col prossimo anno iniziare dei corsi di computer, adattati alla cultura del Viaggianti.

Sfortunatamente, Malcolm Buckley non ha ancora accettato l'idea che Basildon potrebbe ottenere dei meriti permettendo che questa scuola fiorisca nel suo distretto. Mira ancora alla sua distruzione, anche se la struttura è stata finanziata dal Consiglio della Contea dell'Essex ed appartenga al Governo.

L'11 novembre un comitato del Consiglio Distretuale di Basildon riconsidererà formalmente le opzioni riguardo Dale Farm. Ma Buckley ha già detto alla stampa locale che dopo il pronunciamento della Corte d'Appello del 5 dicembre prossimo, il consiglio si aspetta di essere in grado di eliminare tutte le installazioni non autorizzate, compreso San Cristoforo.

************ *********

PROTEST RALLY OUTSIDE BASILDON CENTRE - STOP DESTRUCTION OF SAINT CHRISTOPHER' S

7 pm 11 November 2008
For details email: dale.farm@btinternet.com
or phone 01206 523528

 
Di Fabrizio (del 08/11/2008 @ 09:44:35, in scuola, visitato 1258 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

articolo tratto da Osce.org - nella foto: Redzep Ali Cupi nella sua casa di Gostivar, 26 luglio 2007

"La cosa più importante per la mia comunità, i Rom, è l'istruzione," dice Redzep Ali Cupi.

Redzep, 24 anni, ha ragione di essere preoccupato sull'istruzione dei Rom in Macedonia. Il 33% dei Rom non è riuscito a completare l'istruzione primaria, secondo il rapporto nazionale 2005 dell'Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.

La mancanza di istruzione proviene da un certo numero di fattori collegati, come le deprivate condizioni economiche, svantaggi linguistici, pregiudizio contro i Rom, mancanza di motivazione e di applicazione delle leggi sull'istruzione obbligatoria. Senza un'istruzione adeguata, le opportunità per l'impiego e l'integrazione nella società maggioritaria sono limitate.

Ma il giovane avvocato vede davanti a sé dei miglioramenti. Ritiene che l'attuale processo di decentralizzazione del paese, iniziato ufficialmente nel giugno 2005, può fare la differenza.

Vede segni di progresso anche all'interno della comunità rom: "Negli ultimi 10 anni, ha messo molti sforzi nel far crescere la consapevolezza pubblica nell'aumento del numero dei Rom istruiti."

Decentralizzazione: chiave di svolta
La  decentralizzazione intende dare sempre più poteri all'auto-governo locale per venire incontro ai bisogni dei cittadini. "Attraverso la decentralizzazione, le comunità etniche più piccole finalmente hanno la possibilità di partecipare direttamente al processo decisionale locale, permettendo loro di risolvere tematiche come quelle dell'istruzione."

Ritiene anche che lo Stato dovrebbe sostenere lo sforzo di lavorare con la società civile per aumentare il livello dei tassi di istruzione e di impiego tra i Rom.

Redzep ha fatto sua l'importanza di una buona istruzione. Sta per laurearsi alla Facoltà di Legge di Skopje e spera di proseguire gli studi in legge all'estero. Dopodiché, intende ritornare per usare in patria le sue capacità professionali.

"Armato di conoscenza e capacità, si ha il potere," dice Redzep. "Questo potere dovrebbe essere condiviso col resto della comunità, per stabilire una buona qualità di vita e armonia tra tutti i componenti."

Insegnando la legge
Redzep sta già adoperando le sue conoscenze e capacità per migliorare la situazione dei Rom. Presso "Arka", un'OnG che promuove i diritti dei Rom, fa assistenza nell'ottenere i loro documenti di identificazione personali.

E' anche aiuto formatore per un progetto finanziato dalla Missione OCSE a Skopje, volta a migliorare le capacità professionali dei consiglieri di Suto Orizari, l'unica municipalità in Europa dove i Rom sono la maggioranza. Insegna le leggi importanti per il governo locale che dovrebbero guidare il lavoro di tutti i giorni.

 "A causa del mio entroterra etnico e dell'energia che ho, ho deciso di coinvolgermi nel costruire capacità. Il mio obiettivo è di aprire la strada verso una società di benessere - per la mia comunità e per tutti gli altri," dice Redzep.

Percezione del cambiamento
Ramadan Berat, Assistente Anziano sulle Tematiche Rom per la Missione OCSE, è incaricato dell'esecuzione del progetto ed è felice della partecipazione di Redzep.

"Quello di cui i Rom hanno più bisogno per compensare il loro basso status sociale, è aumentare l'interazione tra i singoli Rom e le istituzioni nella società maggioritaria," dice. "Il coinvolgimento di gente come Redzep Ali Cupi genererà un cambio. I membri della comunità Ro diventeranno creatori di politiche, invece che oggetto del processo decisionale."

"Dopo il soddisfacente completamento dei suoi studi, Redzep sarà il modello di inclusione che metterà insieme Rom e non-Rom per discutere, articolare, difendere e negoziare le loro opinioni ed interessi."

Redzep ritieene che i giovani pieni di entusiasmo ed energia possono far progredire la società, mentre l'esperienza dei più anziani può offrire un'assistenza impagabile. "Se si potesse creare una sinergia tra la capacità e la conoscenza dei giovani e l'esperienza dei loro anziani, nessuno si sentirebbe rifiutato nella società."

Written by Borce Manevski

 
Di Fabrizio (del 13/11/2008 @ 12:45:31, in scuola, visitato 1114 volte)

Da Fondazione Anna Ruggiu

Comunicato stampa con preghiera di diffusione

Anche per l’anno 2008, la Fondazione Anna Ruggiu conferisce alcune Borse di studio riservate a giovani appartenenti all’etnia Rom che frequentino con profitto la scuola.

L’iniziativa, giunta ormai alla V° edizione, ha favorito la scolarizzazione di diversi giovani Rom che abitano nei campi della Sardegna, alcuni dei quali hanno già conseguito un diploma delle scuole secondarie, altri le frequentano con soddisfacenti risultati e ci si aspetta che il contributo offerto dalla Fondazione possa rafforzare ed accelerare il processo di scolarizzazione ormai da anni in atto tra le comunità rom della Sardegna.

L’obbiettivo è quello di favorire, attraverso l’elevazione culturale, la comprensione reciproca tra le culture, nella convinzione che il raggiungimento di elevati livelli di istruzione tra gli appartenenti all’etnia Rom, possa svolgere una funzione estremamente positiva in tale direzione. Alcune esperienze scolastiche, peraltro, dimostrano come sia possibile raggiungere elevati livelli di integrazione.

La cerimonia di consegna delle borse di studio, che ammontano a complessivi 5.000 euri, si svolgerà sabato 15 novembre e 10,30 presso il Centro di aggregazione sociale di Pabillonis,

I ragazzi premiati quest’anno non sono semplicemente studenti che riescono a superare una classe, ma giovanissimi che si sono distinti per il merito e che, in alcuni casi, possono a buon titolo figurare tra i migliori della propria classe. Provengono da realtà diverse, Sassari, Pabillonis, Monserrato e ciascuno di essi si distingue per propri peculiari talenti.

Speriamo, un giorno, di trovare alcuni di essi tra i banchi dell’Università.

L’iniziativa, è realizzata in collaborazione con l’Unicef della Provincia di Cagliari, e con l’Amministrazione comunale di Pabillonis e coinvolge altre istituzioni, a cominciare dalla Caritas, particolarmente attive in questo settore.

Speriamo che, almeno per un giorno, le cattive notizie di cronaca relative ai Rom, alle quali siamo abituati possano lasciare il posto ad altre notizie di cronaca più positive e, soprattutto, capaci di creare un clima di fiducia e di speranza.

 
Di Fabrizio (del 15/11/2008 @ 08:45:21, in scuola, visitato 1300 volte)

Da Romanian_Roma

Circa il 13% degli studenti che hanno usufruito dei posti distribuiti agli studenti di etnia Rom nelle scuole superiori ed il 10% di quanti occupano i posti speciali assegnati ai Rom nelle università statali, non sono affiliati a questo gruppo etnico, secondo una ricerca condotta da Gallup e commissionata dal Fondo Istruzione Rom (REF).

La ricerca indica che soltanto il 7% di quanti occupano il posto riservato a giovani Rom nelle scuole superiori parla romanes. Secondo la ricerca, i beneficiari di questi posti sono giovani di piccole famiglie (1-2 figli) con una migliore situazione finanziaria, dato che il 75% di loro possiede un computer e un più alto livello d'istruzione.

Mentre i beneficiari delle istituti artistici e commerciali, la maggior parte arriva da famiglie con più di 3 bambini, con risorse finanziarie più basse (il 40% di loro ha un computer). In questo caso, il 22% di loro parla romanes ed osserva le tradizioni di questo gruppo etnico.

I beneficiari dall'ambiente universitario vengono da famiglie con 3-4 figli, il 71% di loro ha un computer proprio e soltanto il 17% parla romanes. La distribuzione di genere a livello universitario indica che la percentuale delle ragazze rom è significativamente più alta di quella dei ragazzi.

Le specializzazioni universitarie per cui hanno optato riguardano gli studi sociali: sociologia, pedagogia, filologia ecc.

La ricerca poi rivela che il 77% dei beneficiari dalla scuola secondaria e l'88% dei Rom delle istituzioni scolastiche superiori, parteciperebbero in almeno un tipo di azione nel campo delle OnG.

Tra il 2000 e il 2006, furono distribuiti circa 10.300 posti speciali a studenti rom delle superiori e 1.420 posti nelle università furono stanziati per giovani Rom, il 20% dei beneficiari provenienti dalle aree rurali.

Nel 1998, il Ministero dell'Istruzione adottò il primo regolamento ufficiale per la distribuzione di posti speciali per candidati Rom in sette università. Susseguentemente, il numero dei posti venne allargato ad un maggior numero di università.

A partire dal 2000, per ordine del Ministero dell'Istruzione, le misure affermative furono estese all'intero sistema dell'istruzione secondaria, e gli ispettorati scolastici distrettuali furono incaricati di stabilire il numero di posti e le istituzioni scolastiche dove andavano distribuiti. Furono stabiliti entro il limite massimo di due posti speciali per classe (al di sopra del tasso d'istruzione).

Il Fondo Istruzione Rom ha la missione di ridurre il gap esistente tra la popolazione rom e gli altri gruppi etnici in termini di risultati educazionali, attraverso politiche e programmi che promuovano istruzione di qualità per i Rom, incluso la de-segregazione del sistema educativo.

L'obiettivo principale del REF è di appoggiare il disegno e lo sviluppo di politiche che possano aiutare l'inclusione dei Rom nel sistema educativo. Il Fondo Istruzione Rom sta finanziando progetti educativi nei paesi dell'Europa Centrale e Orientale che partecipano al Decennio dell'Inclusione Rom.

DIVERS - www.divers.ro

 
Di Fabrizio (del 18/11/2008 @ 09:38:11, in scuola, visitato 1245 volte)

Da Roma_Francais

Lepetitjournal.com

La segretaria di Stato francese con incarico agli Affari esteri e ai diritti dell'Uomo era ieri a Bucarest. Rama Yade ha incontrato Mariana Campeanu, ministro del Lavoro, diversi parlamentari, rappresentanti della società civile, OnG e ha visitato l'associazione "Per una comunità solidale ed un intervento sociale" (ACSIS), che opera nel campo della prevenzione dell'abbandono materno e del sostegno alle giovani madri sole. Per concludere il suo viaggio rumeno, Rama Yade ha consegnato il premio dei diritti dell'Uomo dell'Ambasciata di Francia a Elena Motas, ispettrice scolastica per i bambini rom a Iasi, per la sua azione in favore dell'integrazione dei giovani rom nel sistema scolastico rumeno. Molto emozionata, Elena Motas ha dichiarato essere "molto onorata di essere stata decorata dalla Francia (...) Non succede spesso a una donna di origine rom."

 
Di Fabrizio (del 19/11/2008 @ 09:09:56, in scuola, visitato 1566 volte)

Da Czech_Roma

Da Aktualne.cz

I Rom rimangono sotto-rappresentati nell'effettiva scolarizzazione

Praga - Le organizzazioni dei Rom europei hanno detto in una conferenza tenutasi il 12 e 13 novembre a Praga che il governo ceco ha fallito nell'impedire la segregazione dei bambini Rom nelle scuole primarie speciali per bambini con ritardi mentali.

L'accusa, basata su di una ricerca condotta all'inizio di quest'anno, arriva esattamente un anno dopo che la Corte Europea dei Diritti Umani aveva giudicato che questa pratica rappresenta una discriminazione illegale delle leggi internazionali. Nel caso sollevato, le famiglie di 18 bambini rom avevano lamentato di essere stati messi in scuole speciali a causa della loro origine etnica.

Le scuole speciali esistono ancora

Una legge scolastica effettiva dal 2005, che intendeva eliminare la discriminazione dei Rom, abolì le scuole speciali sostituendole con le cosiddette "scuole  di pratica". La riforma introdusse anche classi preparatorie e mediatori scolastici Rom nelle scuole primarie standard, per facilitare l'integrazione dei bambini con un retroterra svantaggiato.

Nonostante la riforma e il giudizio del tribunale di Strasburgo, i bambini rom rimangono sovra-rappresentati nelle ex scuole speciali, ora riettichettate come scuole di pratica, dove sono istruiti secondo i curricula sotto gli standard, disegnati per bambini con disabilità mentali.

Secondo ricerche condotte dall'European Roma Rights Centre (ERRC) e dal Fondo Istruzione Rom (ERF), i bambini rom rappresentavano più della metà della popolazione studentesca in 14 delle 19 scuole visitate dai ricercatori.

Le scuole di pratica ammazzano le possibilità dei Rom nel mercato del lavoro

"La cosa allarmante è che è i direttori scolastici, i genitori e gli stessi studenti mettono sullo stesso piano "scuole di pratica" e "scuole per Rom", dice Tara Bernard, che ha partecipato al progetto di ricerca.

Così, alcuni esperti cechi mettono in guardia contro la richiesta dei gruppi rom di abolire le scuole di pratica, per integrare completamente i bambini rom nel sistema scolastico. "Il nostro sistema educativo non è ancora pronto. Espelleremmo soltanto quei bambini dalle scuole. Si limiterebbero ad abbandonare. dice il sociologo Ivan Gabal.

Decisioni affrettate

Le organizzazioni rom che sono dietro la ricerca, puntualizzano che i centri di consiglio psicologici-pedagogici che decidono circa la disposizione dei bambini nelle scuole di pratica, adoperano la medesima metodologia usata prima del 2005. I ricercatori hanno trovato che la decisione riguardo un bambino rom viene spesso presa in una singola sessione che dura dai 15 ai 30 minuti.

"La Repubblica Ceca non ha una legge che ordini di ripetere il giudizio che pone i bambini nelle scuole di pratica," dice Bernard. Aggiunge poi che la grande maggioranza di questi bambini non saranno mai in grado di continuare nell'istruzione secondaria o superiore.

I rappresentanti dei centri di consiglio psicologici-pedagogici ribattono che i bambini rom sono stati trasferiti nelle scuole di pratica su loro stessa richiesta.

La ricerca ERRC-ERF lo conferma, ma i suoi autori puntualizzano che spesso i loro genitori hanno agito così per essere andati loro in classi speciali segregate, e perché non avevano abbastanza informazioni su cosa significasse per i loro bambini andare alle scuole di pratica.

La mancanza di istruzione nella comunità Rom si traduce allora in alti tassi di disoccupazione. Secondo una indagine della Banca Mondiale, la qualità complessiva dell'istruzione tra i Rom è andata costantemente discendendo dal 1989.

I gruppi rom criticano anche la mancanza di statistiche. Soltanto di recente il Ministero dell'Istruzione ha iniziato a raccogliere dati sulla nazionalità degli studenti, la lingua che parlano a casa e il tipo e grado di scuola che frequentano. Sinora sono state disponibili soltanto delle stime.

 
Di Fabrizio (del 04/12/2008 @ 09:19:20, in scuola, visitato 1497 volte)

Da Roma_Francais

ISERE - Secondo RESF tre studenti espulsi

NOUVELOBS.COM | 02.12.2008 | 11:54 La Rete Istruzione Senza Frontiere (RESF) denuncia l'espulsione verso la Germania di una famiglia di Rom kosovari. Il padre, accompagnato dalla polizia, si è recato a cercare i suoi figli a scuola per un incontro in prefettura, prima che la famiglia fosse rinviata a Lipsia.

Secondo RESF, una famiglia di Rom kosovari residente nell'Isère e comprendente quattro bambini, di cui tre scolarizzati a Grenoble, è stata espulsa il 25 novembre. La famiglia, che aveva depositato una domanda d'asilo in Germania prima di arrivare in Francia a settembre, è stata rinviata a Lipsia. Lunedì 24 novembre, di pomeriggio, il padre famiglia, accompagnato da due poliziotti in borghese, è andato a scuola a cercare i suoi tre figli (due alla materna e uno alla scuola primaria) per recarsi ad un incontro in prefettura. Per  Béatrice Bonacché, membro di RESF 38 (Isère), i poliziotti si sono fermati davanti al cancello della scuola primaria, ma sono entrati nella scuola materna.

"Non liberi nei loro movimenti"

In seguito la famiglia è stata trasferita al centro di ritenzione di Lione, prima di prendere l'indomani l'aereo per la Germania. "E' la prima volta che succede nel nostro dipartimento", deplora Béatrice Bonacché. "La prefettura afferma che queste persone sono partite di loro volontà, ma li abbiamo sentiti per telefono prima della partenza e non erano liberi nei loro movimenti". D'altra parte, CIMADE (associazione di aiuto ai migranti) non ha potuto incontrare la famiglia nel centro di ritenzione. "Noi denunciamo con forza la procedura, che la prefettura giudica normale. I bambini sono stati prelevati durante l'orario scolastico", spiega Béatrice Bonacché. "La famiglia parla poco il francese. Non siamo sicuri che abbiano capito cosa stava succedendo", aggiunge.

 
Di Fabrizio (del 06/12/2008 @ 18:29:26, in scuola, visitato 1235 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

Sperando di fare cosa gradita, diffondiamo questo comunicato: il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino sta cercando una persona interessata a collaborare a una ricerca sui minori rom a Torino, che abbia i seguenti requisiti:
a) competenze sulle tematiche riguardanti i rom e/o l'immigrazione
b) Diploma di laurea (vecchio ordinamento) ovvero Laurea Specialistica/Magistrale – II livello - conseguita con l'attuale ordinamento non prima del 31-12-2005
I tempi sono molto stretti perché il bando per l'assegnazione dell'assegno di ricerca (scaricabile alla pagina http://www.unito.it/documenti/bando_40assegni_CRT.pdf) scade il 22 dicembre.

 
Di Fabrizio (del 11/12/2008 @ 09:03:38, in scuola, visitato 1253 volte)

L'A.R.P.J. organizza per la serata di venerdì 12 dicembre un concerto a sostegno del progetto "Una scuolina per crescere" che da due anni prepara i minori rom che abitano negli insediamenti non autorizzati all'inserimento scolastico.

Il progetto è totalmente autofinanziato e viene realizzato grazie all'impegno volontario di diversi giovani e studenti che quotidianamente si impegnano, assieme ad alcuni operatori e a due romnì, a organizzare attività didattiche e di assistenza per quei bambini e ragazzi e per quelle famiglie che ancora oggi, nonostante gli allarmi, gli annunci retorici e gli interventi di emergenza, continuano ad abitare nelle baracche e per strada.

Durante la serata sarà disponibile materiale informativo sulle attività del progetto, sugli obiettivi che ci proponiamo e sulle storie che abbiamo conosciuto.

Vi invitiamo a partecipare e a socializzare l'invito ai vostri indirizzari per sostenere concretamente un piccolo progetto che prova a seminare grandi speranze.

per info:
scuolina@arpj.org
06.55134644

 
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