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Repubblica Ceca
Di Fabrizio (del 19/11/2008 @ 09:09:56, in scuola, visitato 1563 volte)

Da Czech_Roma

Da Aktualne.cz

I Rom rimangono sotto-rappresentati nell'effettiva scolarizzazione

Praga - Le organizzazioni dei Rom europei hanno detto in una conferenza tenutasi il 12 e 13 novembre a Praga che il governo ceco ha fallito nell'impedire la segregazione dei bambini Rom nelle scuole primarie speciali per bambini con ritardi mentali.

L'accusa, basata su di una ricerca condotta all'inizio di quest'anno, arriva esattamente un anno dopo che la Corte Europea dei Diritti Umani aveva giudicato che questa pratica rappresenta una discriminazione illegale delle leggi internazionali. Nel caso sollevato, le famiglie di 18 bambini rom avevano lamentato di essere stati messi in scuole speciali a causa della loro origine etnica.

Le scuole speciali esistono ancora

Una legge scolastica effettiva dal 2005, che intendeva eliminare la discriminazione dei Rom, abolì le scuole speciali sostituendole con le cosiddette "scuole  di pratica". La riforma introdusse anche classi preparatorie e mediatori scolastici Rom nelle scuole primarie standard, per facilitare l'integrazione dei bambini con un retroterra svantaggiato.

Nonostante la riforma e il giudizio del tribunale di Strasburgo, i bambini rom rimangono sovra-rappresentati nelle ex scuole speciali, ora riettichettate come scuole di pratica, dove sono istruiti secondo i curricula sotto gli standard, disegnati per bambini con disabilità mentali.

Secondo ricerche condotte dall'European Roma Rights Centre (ERRC) e dal Fondo Istruzione Rom (ERF), i bambini rom rappresentavano più della metà della popolazione studentesca in 14 delle 19 scuole visitate dai ricercatori.

Le scuole di pratica ammazzano le possibilità dei Rom nel mercato del lavoro

"La cosa allarmante è che è i direttori scolastici, i genitori e gli stessi studenti mettono sullo stesso piano "scuole di pratica" e "scuole per Rom", dice Tara Bernard, che ha partecipato al progetto di ricerca.

Così, alcuni esperti cechi mettono in guardia contro la richiesta dei gruppi rom di abolire le scuole di pratica, per integrare completamente i bambini rom nel sistema scolastico. "Il nostro sistema educativo non è ancora pronto. Espelleremmo soltanto quei bambini dalle scuole. Si limiterebbero ad abbandonare. dice il sociologo Ivan Gabal.

Decisioni affrettate

Le organizzazioni rom che sono dietro la ricerca, puntualizzano che i centri di consiglio psicologici-pedagogici che decidono circa la disposizione dei bambini nelle scuole di pratica, adoperano la medesima metodologia usata prima del 2005. I ricercatori hanno trovato che la decisione riguardo un bambino rom viene spesso presa in una singola sessione che dura dai 15 ai 30 minuti.

"La Repubblica Ceca non ha una legge che ordini di ripetere il giudizio che pone i bambini nelle scuole di pratica," dice Bernard. Aggiunge poi che la grande maggioranza di questi bambini non saranno mai in grado di continuare nell'istruzione secondaria o superiore.

I rappresentanti dei centri di consiglio psicologici-pedagogici ribattono che i bambini rom sono stati trasferiti nelle scuole di pratica su loro stessa richiesta.

La ricerca ERRC-ERF lo conferma, ma i suoi autori puntualizzano che spesso i loro genitori hanno agito così per essere andati loro in classi speciali segregate, e perché non avevano abbastanza informazioni su cosa significasse per i loro bambini andare alle scuole di pratica.

La mancanza di istruzione nella comunità Rom si traduce allora in alti tassi di disoccupazione. Secondo una indagine della Banca Mondiale, la qualità complessiva dell'istruzione tra i Rom è andata costantemente discendendo dal 1989.

I gruppi rom criticano anche la mancanza di statistiche. Soltanto di recente il Ministero dell'Istruzione ha iniziato a raccogliere dati sulla nazionalità degli studenti, la lingua che parlano a casa e il tipo e grado di scuola che frequentano. Sinora sono state disponibili soltanto delle stime.