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La redazione
-

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 19/03/2010 @ 09:11:48, in blog, visitato 1495 volte)

Di Valeria Venturini su Euroalter.it

("Gypsies". Photo by: mieszko.stanislawski/Flickr).

[...]

CHI SONO I ROM?
I Rom sono parte integrante del territorio europeo da migliaia di anni, arrivando ad oggi ad una stima approssimativa di 10-12 milioni di persone: la minoranza etnica piu diffusa sul territorio, presenti in tutti e 27 gli stati membri, in molti dei quali si registrano episodi di particolare violenza e intolleranza, che aumentano in maniera esponenziale.
Lo spostamento dei Rom si è inoltre incrementato notevolmente a seguito dell'allargamento UE verso l'Est Europa, tra il 2004-2007.

Ci troviamo nel cosiddetto "Decennio per l'inclusione dei Rom nel territorio europeo" (2005-2015) indetto dalla Commissione Europea (anche se in pochi sembrano saperlo) : la Commissione Europea ha deciso di organizzare ogni due anni un vertice sui Rom con l'obiettivo di riunire alti rappresentanti delle istituzioni UE, dei governi nazionali e delle organizzazioni della società civile di tutta Europa. In qualità di Presidente della Commissione, Barroso ha dichiarato che tali eventi rappresentano "un'opportunità unica per dare più che mai priorità ai problemi dei Rom".
Il primo vertice si è tenuto a Bruxelles il 16 settembre 2008; il secondo vertice si terrà a Cordoba (Spagna) l'8 aprile 2010.

I 10 PRINCIPI DI BASE COMUNI SULL'INCLUSIONE dei Rom sono:
1.Politiche costruttive, pragmatiche e non discriminatorie
2.Approccio mirato esplicito ma non esclusivo
3.Approccio interculturale
4.Mirare all'integrazione generale
5.Consapevolezza della dimensione di genere
6.Divulgazione di politiche basate su dati comprovati
7.Uso di strumenti comunitari
8.Coinvolgimento degli enti regionali e locali
9.Coinvolgimento della società civile
9.Partecipazione attiva dei Rom

Si alza però un grido d'allarme preoccupante.

COSA NE PENSANO I GAGE'?
Negli ultimi due anni le indagini europee hanno mostrato come nel 77% dei casi, gli intervistati, Gagè, ovvero i non Rom, considerano uno svantaggio sociale essere Rom, e circa un quarto degli europei si sentirebbe a disagio ad averli come vicini di casa.
La comunità Rom soffre una massiccia discriminazione in Europa, indistintamente; una segregazione che in alcuni paesi sembra sempre più somigliare alle "leggi razziali" di inizio secolo.
In alcuni paesi come la Romania non è difficile trovare scritte fuori dai locali "vietato l'accesso ai rom"; in Italia, a Roma, qualche settimana fa una donna Rom ha dovuto pagare un caffè due euro, piuttosto che 85 centesimi, con la giustificazione sbrigativa del gestore: "cosi non vengono più".
E intanto continuano gli sgomberi in Italia e i pestaggi nell'Est Europa.

Una vita ai margini, in condizioni disastrose, soprattutto per i bambini, che nascono spesso con gravi malattie; una vita in baracche, al freddo, con poche possiblità di trovare lavoro, se non mendicando.
E troppo spesso per le strade italiane si sente dire: "non hanno voglia di lavorare, non è nella loro cultura".
Ma nessuno conosce davvero questa cultura.
Tutti ne parlano, politici in primis, e nessuno ne sa niente.

QUALI MOTIVAZIONI LI SPINGONO A PARTIRE?
Non si tratta di "cultura del viaggio": pochi sono quelli che continuano a viaggiare per amore per la libertà, come i Gitanos in Spagna.
I Rom nella maggioranza dei casi lo fanno per necessità.
Un cittadino Rom, intervistato da un responsabile della Commissione Europea ha così risposto:
"In Romania mi aspetto di mangiare una volta al giorno. In Finlandia mi aspetto di mangiare tre volte il giorno. Questa è la differenza".
Troppo semplice da comprendere?

Le differenze all'interno della cultura Rom sono enormi: un gruppo della Romania non può certo essere confrontato con un gruppo proveniente dal Kosovo.
Ciò non è così incomprensibile: le famose riunioni di condominio sono emblematiche di come sia difficile la convivenza tra persone con abitudini e schemi di riferimento differenti dai nostri.

Per questo ho voluto trattare questo argomento una seconda volta, per vedere quali misure sono state prese dall'inizio di questo decennio dell'inclusione, e ne tratterò ancora in futuro, dato il poco spazio di cui dispongo, e data la complessità e la delicatezza dell'argomento.
Gli esempi che vado ad illustrare, sono estremamente sintetizzati e pertanto possono risultare poco chiari, ma spero possano servire come uno spunto di riflessione sull'argomento a tutti coloro che ne siano interessati.

L'EUROPA
La Commissione Europea per i diritti umani ha criticato fortemente paesi come Italia, Bulgaria e Grecia, e in generale i paesi dell'Est Europa, per i trattamenti discriminatori adottati nei confronti di Rom e Sinti all'interno dei paesi.
Se ci cerca di capire come l'Europa affronti il problema Rom, ci si trova davanti a misure e interventi eterogenei, proprio come la popolazione a cui si riferisce, dove spesso nessuno si preoccupa effettivamente di chiedere ai diretti interessati la propria opinione al riguardo.
L'Unione Europea ha cercato di dare una cornice di riferimento ai provvedimenti individuali dei singoli stati, dal 2001 ad oggi, ma ogni stato ha deciso in maniera autonoma le misure da adottare.

Circa 300.000 Rom vivono in REPUBBLICA CECA, arrivando ad essere circa il tre per cento della popolazione.
Un rapporto di Amnesty International, intitolato "Ingiustizia rinominata", esamina il lavoro delle autorità della Repubblica Ceca che, nonostante una sentenza del 2007 della Corte Europea per i diritti umani, continuano a inserire i bambini e le bambine rom in scuole per alunni con "lieve disabilità mentale", impartendo loro in questo modo un'istruzione inferiore agli standard.
"L'istruzione è la via per uscire dal circolo vizioso di povertà ed emarginazione che colpisce gran parte della popolazione rom. Se il governo della Repubblica Ceca non darà uguali opportunità ai bambini e alle bambine rom, negherà loro la possibilità di avere un futuro migliore e di partecipare pienamente alla vita del paese".
Sempre in REPUBBLICA CECA c'è stato un progetto chiamato "Vesnička soužití" (Progetto coesistenza), promosso da varie ONG locali, che ha permesso la costruzione di abitazioni nella città di Ostrava, tra Rom e non che avessero perso le proprie abitazioni (30 famiglie in tutto).
Il governo ha stanziato circa 2.455.423 euro per il progetto, e sembra che la combinazione case-lavoro sociale abbia avuto un effetto positivo.

In ITALIA negli ultimi anni è cresciuto il problema nomadi, che ha visto il proliferare di leggi sbagliate e talvolta razziste, che non solo non risolvono nessun "problema", ammesso che si possa definire tale, ma fomentano la paura e la discriminazione anche di coloro che vivono qui da generazioni, con un lavoro, una famiglia e un'ottima padronanza della lingua italiana.
C'è stata anche la proposta del Ministro Maroni di fare un censimento, che di per sè sarebbe una buona idea, non discriminatoria e utile, anche a livello statistico, alla quale è poi stata aggiunta la clausola delle impronte digitali: chiara violazione di diritti umani, e del principio di uguaglianza.
Il rapporto Europeo sulla questione abitativa dei Rom, fa riferimento al progetto "Città sottili" come il più virtuoso realizzato in Italia: nato dall'Unità Sanitaria Locale, con il Comune di Pisa e una serie di organizzazioni non governative presenti sul territorio, con il patrocinio dell'USL, e finanziato dalla Regione Toscana, l'ambizioso progetto, nato nel 2002, auspicava uno smantellamento dei cosiddetti "campi nomadi" nell'area di Coltano (tra Pisa e Livorno) a favore di una costruzione di unità abitative.
Le attività sono state seguite da tre mediatori Rom, e alcuni abitanti del campo hanno lavorato nella costruzione di queste case.
Nonostante il progetto sia stato il perno di un dibattito politico, e con un seguito di opinione pubblica non indifferente, è stato portato avanti con molte difficoltà, tanto da arrivare al punto che le case sono state costruite ma nessuno ci vive e nessuno ne parla più, per evitare una "guerra tra poveri".
Le varie amministrazioni nel corso degli anni non hanno saputo decidere come allocare le famiglie, che nel frattempo sono cresciute numericamente, e il progetto è rimasto in una fase di stallo, sotto il pesante velo dell'omertà.

In UNGHERIA gli attacchi sono in crescita: nel 2008 ci sono stati 16 incidenti con armi contro cittadini Rom; in SERBIA è forte soprattutto il problema abitativo; in KOSOVO e ROMANIA sono frequenti gli attacchi violenti, spesso perpetuati dalle forze dell'ordine, nei confronti di questa minoranza.

In INGHILTERRA, il motto è: "right to school, right to the future".
La riforma dell sistema scolastico, febbraio 2009, ha proposto una nuova esperienza di inclusione sociale verso i giovani Rom e Travellers (nomadi).
Lo "UK department for children, schools and families" ha così commentato:
"Possiamo immaginare quanto possa essere difficile per un bambino imparare, se posto costantemente sotto pressione di essere catalogato come "gipsy", rom o traveller? (…)
Serve un sistema di inclusione per tutti i bambini. Tutti i background culturali devono essere capiti e rispettati (…) Dobbiamo far crescere la consapevolezza nelle autorità locali, scuole, genitori, e bambini, affinchè si possano fare passi avanti verso il cambiamento di cui abbiamo bisogno
".

La SPAGNA è il terzo paese, dopo Romania e Bulgaria, per numero di Rom: un esempio di virtuosismo è stato il "Piano di Integrazione per i Rom in Catalonia" (2005-2008), che si riferisce soprattutto ai Rom provenienti dall'Est Europa: il governo ha finanziato 3.5 milioni di euro annui per la sua implementazione, (al quale si aggiungono i finanziamenti di singole regioni e ONG) e una serie di azioni per la loro "integrazione"(con tutti i rischi che questa parola comporta) negli ambiti del lavoro, scuola e problemi abitativi.

In IRLANDA, nel 2007 i Travellers erano 8099, di cui circa il 22% in abitazioni specifiche.
Negli ultimi anni si è cercato di far fronte al problema abitativo e il 97% di essi è stato messo in abitazioni regolari; sono inoltre nati molti organi istituzionali che si occupano attivamente dell'argomento e che cercano di dar loro la possibilità di una partecipazione attiva, come "Accommodation Consultative Committee" (LTACC), o il "Council Traveller Accommodation Programme" (TAP).

La FRANCIA con la legge Besson(1990; 2000) ha decretato che ogni città con più di 5000 abitanti deve avere un'area di accoglienza: Sarkozy ha poi aggiunto nel 2003 la postilla che chi non rispetta le regole dei campi è fuori per sempre.
Le zone di accoglienza sono in questo caso un luogo di passaggio, e sono previsti programmi abitativi per coloro che decidano di trattenersi a lungo.

In GERMANIA, a Monaco, nel 1929 esisteva un "Ufficio centrale zingari" che sarebbe sfociato in uno sterminio di una violenza cieca: memore del passato, il paese ha perciò accolto i Rom come minoranza nazionale.
Sono state assegnate case, assistenza e condizioni favorevoli per lavorare, ovviamente a patto che vengano rispettate le leggi.

Consiglio di leggere i rapporti del FRA (European Agency for Fundamental Rights) che spiegano nel dettaglio le misure, virtuose e non, adottate dai paesi membri UE.
E' evidente la necessità in ogni paese di un ufficio che si occupi direttamente della questione, e soprattutto di sfatare il mito "zingaro" e tutte le discriminazioni annesse a questo termine improprio.

Una sola voce non può certo cambiare le coscienze, ma può essere un primo impulso al cambiamento, soprattutto culturale, di cui l'Europa ha sicuramente bisogno.

 
Di Fabrizio (del 22/03/2010 @ 09:12:02, in blog, visitato 2097 volte)

Nata in Serbia nel 1976, laureatasi all’Accademia di Belgrado, è venuta in Italia, a Milano, nel 1999. Attrice di teatro, è stata interprete anche in fiction televisive e film.

A Milano prende consapevolezza delle condizione dei rom e inizia così l’impegno per il suo popolo come mediatrice culturale per i bambini rom nelle scuole elementari. Questa esperienza la segna e da essa iniziano le tappe della sua attività di militante per i diritti dei rom sia sul piano artistico, che la vede protagonista e autrice di spettacoli sullo sterminio dei rom e sulla condizione zigana in Italia, sia su quello più politico con l’impegno a livello nazionale e internazionale con associazioni e istituzioni che si occupano di lotta alla discriminazione e al razzismo.

Questo impegno la vede candidata alle ultime elezioni politiche ed europee, mentre la sua attenzione si allarga alla condizione dei migranti nel nostro paese, alla precarietà dell’assistenza sanitaria e all’impoverimento della scuola pubblica. In questo vede il degrado prima di tutto culturale di un paese che non offre futuro ai propri figli e riporta le condizioni sociali indietro di decenni, quando scuola, salute e sicurezza sociale erano discriminanti di classe, per cui i ricchi avevano tutto e ai poveri toccava la carità.

Da questo punto di vista la Lombardia è un modello negativo che va rovesciato perché proprio l’investimento nella scuola, nella salute, in quello che si chiama stato sociale è la risposta concreta alla drammatica crisi occupazionale e insieme al bisogno di sicurezza sociale che è il fondamento di una società giusta.

Contro la barbarie della Lega, la politica anti-immigrati, la desolazione culturale della giunta lombarda manda una "zingara" al Pirellone

Il gruppo su Facebook


Dijana Pavlovic è un personaggio molto noto ai lettori della Mahalla. Chi  vuole, potrà conoscerla meglio e dialogare con lei, via chat su questo sito (vedi colonna a destra), giovedì 25 marzo dalle 21.00 alle 22.00. Siete tutti invitati a partecipare. Il risultato di questa chiacchierata sarà poi messa online.

Chi non potesse collegarsi, può scrivere le sue domande in un commento a questo post, ed io gliele porrò

 
Di Fabrizio (del 26/03/2010 @ 09:27:15, in blog, visitato 2059 volte)

Di seguito il testo della lunga intervista collettiva a Dijana Pavlovic di ieri sera.

Franco Marchi
Buona sera a tutti sono Franco. Penso che uno degli spazi dove bisogna agire nelle comunità sinte e Rom sia la scolarità e la cultura, ripetendo anche percorsi fatti da altri come Senghor nella sua Africa. La cultura è una delle forme più belle e non violente di lotta di un popolo. Ho letto interventi dove si ipotizzava anche la scuola parentale. Cosa ne pensi? La regione che dovrebbe fare per agevolare questo percorso?

Dijana Pavlovic
Ho fatto la mediatrice culturale in una scuola elementare di Milano ed è lì che ho capito l'importanza della cultura a partire dai più giovani per farli crescere in un mondo migliore. Per quanto riguarda cosa può fare la regione penso che si debbano assolutamente evitare per i Rom come per tutti gli altri le classi separate, che inducono a vedere il mondo diviso sin da piccoli. Dovrebbe inoltre favorire la formazione anche degli adulti per farne dei cittadini consapevoli dei propri diritti.

Franco Marchi
Infatti l'integrazione è reciproca, spesso si parla di integrazione a senso unico. Rom fra gli "italiani" o stranieri fra i locali. Dall'integrazione nascono scambi che arricchiscono i gruppi. L'integrazione a senso unico è assimilazione.

Dijana Pavlovic
Sono assolutamente d'accordo perché l'integrazione a senso unico è una perdita di ricchezza culturale, di conoscenza e di crescita civile.

Mahalla
Franco però poneva anche un'altra domanda, riguardo alle attività curriculari fuori da scuola.

Franco Marchi
Mi riferivo ad un convegno credo di Rom e Sinti Insieme.

Dijana Pavlovic
Se si riferisce ai giovani, mi sembra determinante garantire loro la possibilità di non essere esclusi nei gradi superiori della scuola, cosa che per i Rom è praticamente la norma. Inoltre, quando penso alla formazione anche degli adulti, penso a corsi di educazione civica per renderli consapevoli dei loro diritti, sulla base di una conoscenza delle leggi. Affrontiamo nel rispetto ognuno della sua cultura i percorsi che riguardano il lavoro, la scuola e l'abitare. Parliamo concretamente di che cosa si può fare, mentre sappiamo che le istituzioni fanno poco o nulla.

Franco Marchi
E' corretto non escludere gli adulti

Mahalla
Ti faccio una domanda suggeritami da Isabella da Livorno: Per te cosa significa la parola integrazione? Quale percorso ritieni debba essere intrapreso e quali azioni debbono essere fatte sia dalla parte delle istituzioni, sia dalla parte dei Rom?

Dijana Pavlovic
C'è da ricordarsi inoltre che prima di tutto per essere inseriti e non integrati bisogna partire dalle condizioni materiali in cui sono costrette le comunità Rom.

Mahalla
Quindi quale sarebbe un percorso possibile?

Dijana Pavlovic
Ripeto, prima di tutto partiamo dalla situazione dei campi. Finché ci sono persone costrette a vivere nelle baraccopoli, è difficile parlare di integrazione, ma solo di disgregazione. Quindi affrontiamo nel rispetto della cultura di ognuno i percorsi che riguardano il lavoro, la scuola e l'abitare. Parliamo concretamente di che cosa si può fare, mentre sappiamo che le istituzioni fanno poco o nulla.

Mahalla
A tale proposito, sempre Isabella chiede: Personalmente ritengo irrinunciabile la presenza dei Rom quando si debba decidere su cose che li riguardano. Sembra invece che le istituzioni spesso decidano cose sui Rom, senza che questi siano presenti, in certi casi con la scusa che non hanno la capacità di comprendere bene la lingua e quello che viene detto e deciso e che la loro presenza sarebbe solo di facciata. Con quali forme ritieni si possa garantire la rappresentanza al popolo Rom, sempre che anche tu la ritenga una priorità.

Dijana Pavlovic
Il mio amico Jovica, un maestro di fisarmonica dice che ha trenta allievi italiani, imparano a suonare la musica rom, dice che si vogliono bene e che secondo lui questa è la vera integrazione: volersi bene.

Franco Marchi
Passare dal "per" al "con"

Dijana Pavlovic
Giusto, basta con l'assistenzialismo e aiutiamo i Rom ad essere padroni di se stessi.

Mahalla
Isabella si riferiva a come coinvolgere i Rom e i Sinti nelle decisioni che li riguardano.

Franco Marchi
Credo che, almeno nelle comunità sinte, uno dei possibili strumenti del lavorare "con" sia l'impegno di alcuni dei pastori evangelici che rappresentano le loro comunità non solo religiose.

Dijana Pavlovic
Invitarli a partecipare in tutte le occasioni in cui ci si occupa di loro a tutti i livelli, istituzionali, amministrativi, ecc.

Mahalla
A tale proposito: Il comune di Milano e anche quello di Roma vogliono chiudere i campi nomadi. Che ne pensi?

Dijana Pavlovic
Va bene chiudere i campi ma non per creare altri ghetti peggiori degli attuali. E' la volta che si vedrà veramente se si vogliono risolvere i problemi dei Rom. A Milano per esempio dei 13 milioni stanziati, 9 se ne vanno in "sicurezza", il resto va alle associazioni che dovrebbero gestire al chiusura e avviare percorsi di lavoro e abitazione; ma è evidente che con quei soldi non si farà. Anche in questa occasione parlano tutti tranne gli interessati che non sanno che fine faranno e nessuno gli dice niente. Bisogna uscire da questa logica per cui i Rom sono come bambini ai quali altri devono accudire.

Mahalla
Prima di continuare, volevo sapere se c'era qualcun altro in linea, o se Franco aveva altre domande

Franco Marchi
Grazie al prefetto sta andando meglio a Verona. 1,4 milioni di euro e solo 200.000 in sicurezza, dove sono comprese alcune azioni positive.

Dijana Pavlovic
Beh, mi toccherà mica dire viva la lega?! Manderemo De Corato, il vicesindaco dei 200 sgomberi a imparare da Tosi, questo vuol dire che non siamo messi molto bene.

Franco Marchi
È Perla Stancari quella che ha i meriti, con l'appoggio del prefetto di Venezia. Sarebbe bene chiedere a Davide Casadio se è nato un dialogo. In settembre Tosi rifiutò di incontrarlo.

Masilia Amieri
Ciao a tutti sono Masilia Amieri. Zingara Rom Italiana, non vivo a Verona, ma vi seguirò nel discorso.

Dijana Pavlovic
Bene, la inviteremo al convegno che stiamo preparando a Milano sulle esperienze positive.

Mahalla
Ciao Masilia, hai domande?

Masilia Amieri
Ciao, per ora no ma vi sto seguendo

Dijana Pavlovic
Al convegno che prepariamo vogliamo invitare Rom e Sinti a raccontare la loro situazione e il loro punto di vista.

Masilia Amieri
Mi domando il perché nella mia Regione Marche non ci sono queste problematiche dei campi nomadi?

Dijana Pavlovic
Domandati chi governa a Milano e chi da voi. Ce l'avete la Lega?

Franco Marchi
Milano e Verona sono sovrapponibili, come altre città. Istituzioni chiuse e per fortuna una presenza di associazioni sostenute dalle diocesi (lo scrivo da laico)

Mahalla
Prima si parlava di scuola. Lì nonostante tutto dei progressi son stati fatti. Grossi punti critici riguardano l'accesso ai servizi e al lavoro. Che ne pensi, Dijana?

Dijana Pavlovic
La situazione era critica prima ed è peggiorata con la grave crisi economica. Ai Rom rimangono lavori marginali e sottopagati perché in questo paese nessuno combatte veramente il lavoro nero e i padroni ne approfittano. Inoltre le associazioni fanno più assistenzialismo sulle pratiche che altro.

Mahalla
Corsi professionali, autoimprenditorialità, mettersi in cooperativa... esiste una via d'uscita?

Dijana Pavlovic
Queste sono cose possibili ma ci vuole un impegno non delle associazioni ma delle istituzioni amministrative.

Masilia Amieri
Ma qui nelle Marche noi Rom lavoriamo tutti

Franco Marchi
Condivido, dove non c'è il dramma degli sgomberi il problema è il lavoro. I giovani, ne ho trovati di buona volontà, sono quasi totalmente disoccupati.

Masilia Amieri
Scusatemi tutti ma devo uscire. Buon proseguimento a voi.

Dijana Pavlovic
Ci informi sulla situazione dei Rom nelle Marche: chi sono, quanti sono?

Franco Marchi
Masilia mi sembra che sia uscita...

Dijana Pavlovic
Peccato, ci sarebbe piaciuto parlare con lei.

Franco Marchi
Nelle Marche i Rom sono stanziali da centinaia di anni. Mediamente hanno una scolarità più bassa ma ci sono parecchi laureati ed imprenditori. La punta dell'iceberg è Santino Spinelli, ma tanti sono inseriti professionalmente a livelli elevati.

Dijana Pavlovic
Quindi sono tutti cittadini italiani. Anche i Rom di Milano sono stanziali ma la maggior parte sono immigrati, prima dalla Jugoslavia, ora dalla Romania e provengono ovviamente dalle zone più povere arrivano senza nulla tranne la loro disperazione.

Mahalla
Credo che il discorso su questa differenza, vada affrontato con Masilia e non ora.

Franco Marchi
Infatti, c'è una enorme diversità fra gli ultimi arrivati e anche fra quelli che sono arrivati 30-70 fa. Come molti Rom che erano nella parte occupata dagli italiani nella ex Jugoslavia, che sono italiani da decine di anni.

Mahalla
Parlavi della situazione dei Rumeni, cosa può fare il comune o la regione?

Dijana Pavlovic
Intanto garantire loro i diritti fondamentali come la cura, che non è loro garantita, la scolarità ai loro bambini. Allestendo anche con la protezione civile condizioni di vita accettabili e avviare percorsi di inserimento al lavoro con borse e corsi.

Mahalla
Chi se ne deve occupare? Il comune, la regione, il volontariato?

Dijana Pavlovic
La regione, la provincia, il comune: ognuno secondo le proprie competenze, ricordando anche che esistono fondi europei per promuovere l'inserimento sociale dei Rom e dei Sinti.

Franco Marchi
Soldi che non vengono mai chiesti...

Dijana Pavlovic
Appunto. E questa è una scelta politica per lasciare le cose come stanno e usare gli "zingari" per le campagne elettorali. Bisogna anche dire che è anche responsabilità delle associazioni, che lo sanno ma non li sollecitano.

Mahalla
Un altro punto dolente, è la scarsa trasparenza sulle spese che gli enti pubblici hanno in questi capitoli. Cosa proporresti?
.
Dijana Pavlovic
C'è scarsa attenzione a questo aspetto, basterebbe domandarsi cosa sono costati alle casse pubbliche i 200 sgomberi di De Corato. Bisogna chiedere alla politica di rendere pubblici i capitolati di spesa, anche per ridurre al silenzio chi dice che i Rom sono mantenuti dallo stato.

Mahalla
Franco, o chiunque sia in linea, ci sono altre domande?

Franco Marchi
Stavo pensando alla chat del 2005 di Radames Gabrielli su questo sito e attuale anche oggi. Dijana, pensi che i progetti delle microaree possano interessare anche ai Rom? Oppure per i Rom dei campi di sosta sia più corretto pensare ad altre soluzioni abitative?

Dijana Pavlovic
Certo, rispettano in molti casi le esigenze delle diverse comunità. Le soluzioni abitative non possono essere nei campi di sosta, ma devono poter rispettare le diverse situazioni e le diverse esigenze, pensa a cosa è una famiglia allargata per esempio.

Franco Marchi
È una domanda che mi sono posto più volte, molti Rom di recente immigrazione provengono da realtà stanziali. Come molti Romeni, che a volte sono immigrati alla spicciolata e vivono come i Romeni gagè, svolgendo lavori normali specialmente nell'edilizia.

Dijana Pavlovic
Ma non solo rumeni. In quasi tutti i campi di Milano da anni hanno già fatto la richiesta per la casa popolare.

Mahalla
Il testo di quest'intervista sarà messo online venerdì mattina. Grazie a tutti, se a mente fredda vorrete aggiungere qualcosa, vi chiedo di commentare domani (oggi ndr).

Franco Marchi
Buona serata a tutti.

Dijana Pavlovic
Grazie per le domande e anche per le informazioni. Io penso che sia importante continuare questo lavoro dopo il voto con un impegno comune. Oltre che candidata sono anche mamma di un bambino di 4 mesi che devo nutrire. Buon voto!

 
Di Sucar Drom (del 27/03/2010 @ 09:20:29, in blog, visitato 1949 volte)

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Di Sucar Drom (del 09/04/2010 @ 12:00:29, in blog, visitato 1415 volte)

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L’Istituto di Cultura Sinta è stato contattato da Daniela Giuliani dell’Antoniano perché avrebbero l’intenzione di selezionare una bambina o un bambino sinto o rom per la prossima edizione dello Zecchino d’Oro. Ma non solo perché stann...

Prignano sulla Secchia (MO), memorie del Porrajmos la persecuzione dei Sinti e dei Rom sotto il fascismo
La Federazione Rom Sinti Insieme e il Comune di Prignano sulla Secchia invitano tutti alla commemorazione “Memorie del Porrajmos la persecuzione dei Sinti e dei Rom sotto il fascismo” che si terrà a presso la Sala Convegni del Municipio di Prignano sulla Secchia sabato 10 aprile 2010, dalle o...

Córdoba, Rom e Sinti: rispettare i diritti!
La situazione degli sgomberi a Milano e il "piano nomadi" del Comune di Roma, ma anche il riconoscimento come minoranza etnico-linguistica e il problema delle discriminazioni. Saranno queste le istanze che la Federaz...

Rom e Sinti, la Commissione europea interviene
Le comunità Rom e Sinte, la più consistente minoranza etnica dell'Unione europea, continuano a trovarsi confrontate a una discriminazione e a una segregazione persistenti. In una relazione pubblicata oggi la Commissione europea sollecita gli Stati membri a usare i fondi dell'UE ai fini de...

Giornata Internazionale dei Sinti e dei Rom
Noi romá, romá senza paura, non sappiamo se qui staremo bene o male, ma ci restiamo. Andiamo dappertutto, m...

Roma, il Pd chiede ad Almanno di seguire la strada tracciata dal Sindaco Veltroni
"Risalgono a maggio e a novembre del 2009 le richieste formalizzazione dal Pd di un Consiglio straordinario sui contenuti del Piano nomadi. Al di là della disponibilità verbale del sindaco, apprese a mezzo stampa nei giorni immediatamente successivi alla formalizzazione, ad oggi continua la suppon...

Amnesty International: stop agli sgomberi forzati
"Azioni concrete contro la discriminazione, la povertà, e l’esclusione dei Rom in Europa". Le chiede all’Unione europea Amnesty International, durante il secondo summit Ue sui Rom e sui Sinti che si sta concludendo a Cordoba...

Rom e Sinti in Europa
Per il secondo anno consecutivo è arrivato dagli Stati Uniti il messaggio di Hillary Rodham Clinton, Segretario di Stato americano per la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. Il messaggio della Clinton, a nome del Presi...

 
Di Sucar Drom (del 20/04/2010 @ 00:42:35, in blog, visitato 1446 volte)

Mantova, Nicola Sodano è il nuovo Sindaco
Nicola Sodano è stato proclamato sindaco di Mantova; oggi il primo cittadino ha fatto il suo ingresso nel palazzo municipale di via Roma. Sempre oggi l'ufficio centrale elettorale dovrebbe certificare l'elezione dei quaranta consiglieri comunali: avrebbe dovuto farlo ieri ma l'esame di 55 schede contestate ha richiesto un supplemento di lavoro. Intanto, Sodano parla della su...

Torino, per un giorno cittadini come gli altri
Ieri davanti alla Sindone, in Duomo, sono sfilati un centinaio di cittadini rom e sinti. Accompagnati dalla presidente Carla Osella dell’AIZO, sono arrivati, sotto un violento scroscio di pioggia, nel primo pomeriggio, ragazzi, famiglie, un folto...

Francia, Django Reihnardt la leggenda del jazz
Una piazza della capitale francese da pochi giorni porta il suo nome, accanto al mercato delle pulci. D’altra parte non poteva essere altrimenti dato che, grazie a lui e alla sua chitarra, la Francia e Parigi sono state il punto di riferimento del jazz europeo tra le due guerre mondiali. Eppure di nascita era be...

Ministero dell'Interno, iniziative dell'Italia: sicurezza, immigrazione e asilo
Il Ministero dell’Interno ha fatto il bilancio delle azioni del Governo italiano in tema di sicurezza, immigrazione e asilo, attraverso la pubblicazione "Iniziative dell’Italia: sicurezza, immigrazione e asilo". La pubblicazione contiene anche alcune righe su quanto il Governo Italiano sta approntando per le minoranze sinte e rom. Dal testo si evince che sono stati stanziati 64 milioni di euro per i primi intervent...

Mantova, il neo Sindaco incontra Sucar Drom
Questa mattina il Vice Presidente dell'associazione Sucar Drom, Bernardino Torsi, e il Segretario, Carlo Berini, hanno incontrato il neo Sindaco di Mantova, Nicola Sodano. L’incontro si è svolto nell’ufficio del Sindaco in via Roma, sede del Comune...

Amnesty International, firma contro il "piano nomadi"
Continua la campagna di sensibilizzazione di Amnesty International sulla situazione dei Rom. Dopo la presentazione del documento “Stop agli sgomberi forzati dei rom in Europa”, diffuso giovedì 8 aprile dall’associazione, in occasione del secondo summit dell’Unione europea sulle...

Milano sceglie la forza
Il Comune ha dismesso ogni politica per l’immigrazione, preferendo additare gli stranieri come responsabili del degrado, sgomberando i rom rumeni a ritmo continuo, usando la polizia locale per interventi di pubblica sicurezza. E affermando, nel contempo, il proprio potere municipale. Stanti le ultime stime dell’ISMU (Blangiardo, et al...

Milano, continuano gli sgomberi e si pensa a nuove misure draconiane
Il Comune di Milano continua la politica degli sgomberi contro i Rom con cittadinanza rumena e i Sinti camminanti con Cittadinanza italiana. Gli sgomberi sono così tanti e continui che diventa difficile avere un quadro completo. Oggi la notizia che gli Agenti del Nucleo Pr...

 
Di Sucar Drom (del 06/05/2010 @ 09:56:40, in blog, visitato 1609 volte)

Prignano sulla Secchia (MO), luogo della memoria (cronaca fotografica)
Giacomo "Gnugo" De Barre, sopravvissuto, leader sinti, l'inizio del convegno, L'incontro tra il Senatore Mercenaro e Vladimiro "Cavallini" Torre, la sala del convegno, la musica sinta, la musica sinta guidata dal Pastore Lanco...

Milano, l'Inter multietnica sconfigge il Barcellona e la Lega Nord
Luci a San Siro. Stavolta non solo per Milito, Eto'o, Messi e Ibrahimovic, ma anche per un gruppo di bambini Rom e di varie altre etnie a cui l'Inter e Mastercard, sponsor della Champions, hanno dato la possibilità di sfilare con gli idoli di tanti bambini italiani. Una decisione quella di Moratti e dell'Uefa che la L...

Messina, i Rom presentano ricorso al Tar contro lo sgombero
Le associazioni si mobilitano con un appello di solidarietà ed"esprimono perplessità sulle scelte adottate dagli enti pubblici" e chiedono "la convocazione urgente del tavolo annunciato in sede di Consulta del Volontariato, da parte dell'assessore Caroniti", ovvero uno spazio di confronto che "dovrebbe...

Milano, gli sgomberi sono 71 e non si fermano...
Una cinquantina di vigili urbani hanno eseguito l’ennesimo sgombero, il settantesimo dall’inizio dell’anno. Questa volta è si è svolto un doppio sgombero in un'area demaniale in via Vittorini, nella zona sud di Milano. I Vigili urbani hanno allontanato oltre 200 Sinti spagnoli in sosta con 50 roulotte e...

Alba (CN), picchia la figlia perchè si è fidanzata con un ragazzo sinto
Un operaio 40enne originario di Asti, ma da tempo abitante ad Alba, non accettava che la figlia quindicenne si fosse fidanzata con un ragazzo appartenente alla minoranza dei Sinti italiani, per questo l’aveva pedinata e l’aveva aggredita verbalmente tra i bus in sost...

Palermo, protesta razzista contro i Rom
Ieri, in questo post, abbiamo pubblicato un comunicato stampa del Partito di Rifondazione Comunista, sulla vicenda di una casa confiscata alla mafia e assegnata dal Comune di Palermo ad una famiglia Rom, non voluta dai vicini. Un commentatore, Piero Fullone, ha scritto: “Poi ci lamentiamo che vince la lega… Be al nord non sareb...

Albania, la Regione Molise finanzia un asilo per bambini rom
Incontro a Lezhe e partenza per l'Italia. Per il Governatore del Molise Iorio (in foto) e la delegazione regionale in visita in Albania da tre giorni, ieri pomeriggio si è concluso il viaggio oltre l'Adriatico dopo l'ultima visita in programma. Accolto dal sindaco Viktor Tushaj, Iorio ha incontrato il presidente e i consiglieri comunali. Presente a...

Roma, il film "Sotto il Celio Azzurro" esce nelle sale
Cinquanta bambini di 25 Paesi che crescono insieme nel cuore di Roma. È la scuola dell'infanzia "Celio Azzurro" (salita San Gregorio, 3), nata vent'anni fa, nel giugno '90, "quando l'immigrazione non era neppure sentita come un problema", spiega uno dei fondatori, e oggi direttore, Massimo Guidotti. Ad avviarlo la Caritas e la Provincia, che quasi s...

Roma, la Provincia ha formato quindici mediatori culturali
“L'unico modo di concepire la sicurezza per le nostre comunità è investire nell'integrazione”, partendo da questa considerazione, l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio (in foto), ha spiegato il progetto 'Percorso di formazione ed orientamento per l'inclusione socio-lavorativa', un corso di formazio...

Via Rubattino n. zero, vite in sospeso: cronache da uno sgombero nella città di Milano
Sarà inaugurata a Milano la mostra “Via Rubattino n. zero, vite in sospeso: cronache da uno sgombero nella città di Milano”. L’evento è il 10 maggio, alle ore 15.30, presso l’Università degli stud...

Ciao Charly, una pioggia di fiori per salutare un leader sinto
Ora riposa nella cappella di famiglia al cimitero di Rivalta, Luciano Truzzi, da tutti conosciuto come «il Charly». Riposa e veglia sulla sua comunità sinti del campo di Roncina dopo l'intensa giornata di lacrime, abbracci e applausi che ieri lo ha accomp...

 
Di Sucar Drom (del 30/05/2010 @ 09:03:42, in blog, visitato 1770 volte)

Roma, Trenitalia vuole schedare i passeggeri se sono Rom
Segnalare e contare "eventuali passeggeri di etnia rom" che salgono e scendono dal treno alla fermata di Salone, tra Roma Tiburtina e Avezzano. La "selezione" è affidata a controllori e capotreni alle prese con un modulo prestampato di Trenitalia (in foto), secondo l'azienda però mai in pratica utilizzato, che non menziona pas...

Roma, le FS prendono provvedimenti disciplinari ma i razzisti sono sempre in agguato
Ferrovie dello Stato rende noto che si sono conclusi i lavori della Commissione interna d'inchiesta, riunitasi il 7 e 8 maggio scorsi, "in relazione all'indebita produzione e distribuzione di un modulo per la segnalazione di passeggeri di etnia Rom sui treni della linea FR2". L'inchiesta ha rilevato che ta...

Milano, scontri in via Triboniano
Circa 150 persone, tra Rom e attivisti dei centri sociali, si sono scontrati, nel pomeriggio di giovedì, a Milano con le forze dell'ordine fuori dal campo rom di via Triboniano. I Rom volevano raggiungere Palazzo Marino, per manif...

Milano, scontri e feriti in via Triboniano
Lancio di sassi, manganellate e auto in fiamme. Gli scontri fra alcune decine di Rom del campo regolare di via Triboniano e le forze dell'ordine sono scattati alle quattro del pomeriggio. I Rom volevano raggiungere Palazzo Marino, sede del Comun...

Milano, i video degli scontri in via Triboniano
Scene di guerriglia urbana in via Barzaghi a Milano, vicino al campo rom di via Triboniano. Giovedì pomeriggio i Rom si sono scontrati con le forze di polizia in assetto anti-sommossa e hanno lanciato sassi e bastoni contro gli agenti. Le violenze sono cominciate intorno alle 16.30, quando è...

Milano, tensione altissima in via Triboniano dopo gli scontri
Dopo la sassaiola, gli scontri con la polizia e i disordini di giovedì sera (guarda il video...) la tensione rimane alta nel campo rom di via Triboniano a Milano, presidiato dalle forze di polizia. A farne le spese, denuncia don Virginio Colmegna, sono stati gli operatori della Casa della Carità, che da anni operavano tra i nomadi del campo assicurando, oltre alla solidarietà, anche un...

Milano, basta strumentalizzare i Rom!
Gli scontri di giovedì a Milano sono un fatto grave, frutto dell’incapacità del Comune di Milano di costruire un dialogo con i Rom. L’Amministrazione comunale ha abdicato al suo ruolo istituzionale e ha lasciato un vuoto che è stato occupato da persone che stanno usando i Rom p...

Ascoli Piceno, l'identità sommersa
Sabato 29 maggio sarà presentato ad Ascoli Piceno il libro “l’identità sommersa” a cura di Francesca Innocenzi, edito da Edizioni Progetto Cultura. L’evento inizierà alle ore 18.00 nella Sala Conferenze della Libreria Rinascita in piaz...

Il Governo italiano dice no al riconoscimento dei Sinti e dei Rom
No all’introduzione del crimine di tortura nel codice penale. No al riconoscimento dello status di minoranza linguistica alle comunità rom e sinte presenti in Italia. Sì alla costituzione di una istituzione nazionale indipendente per la promo...

Rom e Sinti, siamo indignati!
Il prossimo 9 giugno, in occasione dell’esame periodico (universal periodical review) a Ginevra, il Governo italiano dovrà rispondere alle raccomandazioni poste al nostro Paese dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite...

 
Di Fabrizio (del 07/06/2010 @ 01:11:03, in blog, visitato 1470 volte)

Ho dato una ripulita (una faticaccia!) al mio magazzino di documenti/dichiarazioni/curriculum e varia umanità.

Ora ha un aspetto molto più spartano, ma almeno ci si naviga senza problemi e forse si può persino trovare quel che si cerca.

Se avete un po' di tempo che vi avanza, dateci una sbirciata, c'è davvero molto materiale, con qualche chicca di antiquariato.

 
Di Fabrizio (del 18/06/2010 @ 09:21:10, in blog, visitato 2015 volte)

Questo post (non è farina del mio sacco), è dedicato a Giancarlo Ranaldi, che ringrazio per le informazioni e gli spunti che ogni tanto mi da. Una piccola precisazione, conosco Miguel Martinez, l'autore del post originale, da qualche anno, ed in passato ci scambiavamo spesso opinioni. Mi aveva già raccontato brevemente questa storia ambientata ad Imola, e recentemente l'ha descritta per esteso sul suo blog. Buona lettura.

Mercoledì, 20 gennaio 2010

Una decina di anni fa, abitavo a Imola e avevo in casa dieci amici Rom.

La faccenda era meno problematica di quanto potrebbe sembrare: io me ne stavo a tradurre al mio computer, loro a guardare la televisione, allattare la bambina piccola e raccontarsi i loro sogni o a esaurire le loro poche schede telefoniche con chiamate interminabili a cugini sparsi per mezzo mondo. La cosa più preoccupante era che avevano riempito il frigorifero di sacchi di carne, comprati a poco prezzo su chissà quale mercato alternativo, ma le romnijà sono attente casalinghe, e il sangue che colava sul pavimento, lo pulivano subito e non dovevo mai pensare a fare da mangiare.

Così, tra una traduzione e l'altro, avevo un buon argomento per rispondere a chi mi urlava sui forum virtuali, "parli bene tu, se ti piacciono tanto gli zingari, perché non te ne prendi uno in casa?"

In quel periodo, avevo conosciuto a un tavolino in piazza l'allora segretaria della Lega Nord, una giovane signora molto energica che alternava i volantinaggi contro gli extracomunitari al suo lavoro di donna delle pulizie in case private. Giovanna - la chiamerò così - aveva ovviamente le idee tutte sbagliate, ma era onesta, coraggiosa e dotata di un notevole senso dell'umorismo.

Un giorno, nell'ambito delle solite cose inter-multi-culturali in cui eccellono le giunte di sinistra, avrebbe dovuto esibirsi al Teatro Comunale di Imola la Kocani Orkestar, un vivace gruppo di musicisti Rom della Macedonia, sassofoni, trombe e clarinetti, con tutta l'ebbra allegria scaramantica con cui si caccia l'orrore imminente.

Molto prima, avevo conosciuto un musicista Rom su un treno, che ascoltava nastri con le strane melodie islamo-slavoniche dei sufi bosniaci, e mi raccontava dei pericoli del suo mestiere: a un suo collega, avevano sparato durante un matrimonio, perché la sua musica non era piaciuta a qualcuno. La follia, l'inatteso, la morte, sono sempre in agguato, e per questo occorre battere forti i piatti e ridere molto.

Ho telefonato al sindaco - impresa non facile, visto che lo avevano appena cacciato di casa, ma questa è un'altra storia - dicendogli che avevo dodici profughi Rom squattrinati che avrebbero voluto assistere allo spettacolo. E così, va detto a suo onore, mi ha fatto avere subito i biglietti.

Come potete facilmente calcolare, i profughi erano solo dieci, insomma ci ho marciato un po' anch'io.

Un biglietto era per me e uno era ancora da piazzare. Così telefonai a Giovanna, dicendole che avevo un biglietto in più per il teatro, senza accennarle che sarei arrivato anche con qualche amico.

Al teatro, ci hanno dato il palco d'onore, da cui dominavamo dall'alto la folla di abituali frequentatori di teatro, curati e composti come avviene solo in provincia, più quella particolare umanità che non manca mai quando c'è qualcosa di esotico.

Giovanna e la mia banda di clandestini, zoppi, profughi, extracomunitari, musulmani, zingari e mamme allattanti (tutto in uno e pure moltiplicato) si sono guardati in faccia, e si sono capiti subito.

Io avevo fatto conoscere molti italiani ai miei amici, ma con poche eccezioni - tra cui Riccardo Venturi - erano persone in qualche maniera mediate, come sono coloro che tollerano gli zingari nonostante tutto. I Rom, pur comportandosi con grande cortesia, mi confidavano sempre qualche riserva, notavano qualcosa che non quadrava, qualche sottile elemento di ipocrisia, che non era altro che la somatizzazione della buona coscienza borghese.

Che Giovanna fosse a capo della Lega non significava nulla per i miei amici: a parte la mitica figura di Tito, la politica era un concetto del tutto incomprensibile per loro, una bizzarra astrazione.

In tanti secoli di difficile convivenza con i gagè avevano affinato invece un'istintiva percezione che andava all'essenza delle persone: e con Giovanna, capirono con uno sguardo che si trattava di una persona che non aveva nulla di falso. Mentre la stessa semplicità non intellettuale che portava Giovanna a militare nella Lega,  la stessa concretezza manuale del suo lavoro, le permisero di mettersi immediatamente alla pari del gruppo di Rom.

Quella sera, sul palco d'onore, tra il clamore degli strumenti della Kocani Orkestar, la segretaria della Lega Nord, solo all'inizio un po' imbarazzata, ballò con Bechir, gioioso e bruttissimo e affettuoso zingaro affetto dalla sindrome di Down, arrivato in Italia su di un motoscafo, che faceva sempre la cortesia con i non Rom, di parlare, non in Romanè, ma in un fitto serbo tutto suo.

Qualche giorno dopo, Giovanna mi telefonò per darmi qualche dritta per trovare lavoro per uno dei miei amici. Non alla maniera di chi aiuta gli extracomunitari, ma come si fa tra esseri umani che si danno una mano.

Siccome i Rom mi hanno chiesto spesso di Giovanna, qualche mese fa le ho telefonato. E' stata espulsa dalla Lega, per chissà quali feroci beghe interne, fatta fuori da qualche potentato locale; ma dice di credere sempre nell'Ideale.

Forse capite perché mi fa orrore demonizzare o santificare qualcuno come persona, solo in base al raggruppamento astratto - etnico, politico, religioso, umano - in cui le incredibili complessità del destino lo hanno fatto capitare.

 

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