Rom e Sinti da tutto il mondo

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 11/11/2012 @ 09:11:00, in scuola, visitato 1424 volte)

 Post plebeo e ad alto tasso di intolleranza (GRATUITA?)

    Ricordate quel film di Mike Nichols? Il laureato è uno che vorrebbe un matrimonio felice e magari una bella macchina e tanti figli, ma la potenziale (e borghesissima) suocera, piuttosto che ammollare l'adorata figlioletta a qualcuno senza arte né parte, è disposta a scoparsi lei il giovanotto, per ricattarlo e minacciarlo in futuro. E non è che il giovanotto in questione resista più di tanto a queste avances.

Qualche anno fa, davo una mano a traslocare i volumi del Centro Documentazione dell'Opera Nomadi di Milano... a proposito, che fine avrà fatto? (non l'Opera Nomadi, il centro intendo). Al centesimo scatolone, bestemmiavo sulla mole di libri scritti su di un popolo tendenzialmente ANALFABETA.

Da quando frequento Rom e Sinti, per forza ho iniziato a frequentare anche laureati. Sempre di più. Probabilmente è dovuto al momento di crisi: senza prospettive di lavoro e con un riconoscimento pubblico prossimo allo zero, è probabile che nei campi trovino quel po' di considerazione che altrove viene negata loro.

Dentro i campi, timidi, i laureati rispondono con sorrisi e magari fanno qualcosa coi bambini. Quando ne escono, scrivono, convinti di aver scoperto un filone che darà loro fama e importanza. E cosa scrivono di bello? Di cosa hanno visto, di come provare ad instaurare un rapporto tra DIVERSI? Di solito invece scrivono rimasticature di altri laureati (di più lungo corso), sulle origini degli zingari, sul loro cammino, sulla loro miseria materiale ed intellettuale, su quanto noi stanziali siamo razzisti e malvagi... insomma, cose risapute.

Il problema è che questo timbro di notizie, da parte di una classe che ha studiato da dirigente, restituisce lo STATUS QUO, il perpetrarsi della distanza che si è creata nel tempo. Mi son chiesto spesso se sia un comportamento cosciente, mirare a mantenere lo STATUS QUO, o sia la reazione di chi col mondo del lavoro (che continuo a considerare il motore universale del cambiamento) ha pochi rapporti precari, ma alla fine abbia comunque una casa che lo attenda, finita la corveé al campo nomadi. Altro punto su cui mi interrogo: quanto è disposta ad imparare (a mettersi in discussione), una persona che spesso si auto-considera già istruita?

Insomma: cosa si può pretendere da una situazione così socialmente sfilacciata? Attualmente: di farsi una risata di tanto in tanto, senza perdere la speranza che questo rapporto possa evolversi. L'esempio mi viene da una delle ultime letture di Paul Polansky (anche lui è laureato, nessuno è perfetto...) a cui ho assistito. Domanda, da parte di un laureato in antropologia:

  • Come sei riuscito a svolgere il tuo lavoro di antropologo tra gli zingari?

Risposta:

  • Gli zingari non sanno neanche cosa sia, l'antropologia. Hanno però dei bisogni, come tutti, e meglio degli altri sanno riconoscere se qualcuno si interessa a loro con sincerità e con impegno. Abbiamo costruito un rapporto, e così sono stato facilitato nel mio lavoro di antropologo. Ma tutto ciò è venuto dopo.
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Di Fabrizio (del 10/11/2012 @ 09:03:59, in scuola, visitato 990 volte)

Lettere

Gentile direttore, da cosa si misura la civiltà di un Paese?

Sono comparsi in città dei manifesti imbarazzanti: "Abbiamo fatto pagare i Rom e i Sinti" - Lega Nord. Non credo che qualcuno potrà dimenticare quei bambini che camminavano lungo la strada senza marciapiede, la mensa vietata, l'accesso alla scuola materna proibito. Ci sono stati buoni cittadini che hanno raccolto la cifra necessaria per ripristinare i diritti negati a quei bambini a cui non solo è stata fatta pagare la crisi e la povertà delle proprie famiglie, ma sulle cui spalle è stato costruito un pezzettino della campagna elettorale.

Bisogna creare un nemico per giustificare e coprire il vuoto delle proprie idee, la crudeltà del proprio cuore e la pochezza del proprio operato. Meglio prendersela con i Rom piuttosto che affrontare, di fronte alla cittadinanza, lo scandalo delle mostre taroccate e delle centinaia di migliaia di euro regalati ad Artematica. Meglio insultare i Sinti piuttosto che raccontare dei tagli ai servizi sociali e alla scuola, dell'aumento dei costi per le famiglie. Meglio prendersela con qualche migrante piuttosto che raccontare di quando si spendevano allegramente i soldi della cittadinanza per le Miss Padania o i mondiali delle nazioni non riconosciute.
Siamo una delle città più inquinate d'Europa e il primo Consiglio Comunale sull'argomento sarà convocato a novembre, a pochi mesi dalla fine del mandato. Una grande prova di efficienza! Meglio parlare e prendersela con i poveracci, che non hanno voce. Meglio alimentare l'odio, il disprezzo.

Caro direttore, le ripeto la domanda iniziale: da cosa si misura la civiltà di un Paese? Dalla capacità, fra le altre cose, di creare anticorpi contro questo razzismo e questo modo di fare politica. Abbiamo bisogno di altro.

Paola Dioni

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Di Sucar Drom (del 09/11/2012 @ 09:08:02, in Italia, visitato 843 volte)
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Di Fabrizio (del 08/11/2012 @ 09:03:27, in conflitti, visitato 1408 volte)

Rassegna stampa (immagine da gijobs.com)

Panico tra le popolazioni a nord e a sud, per l'arrivo di pericolosi extraterrestri... anche se la loro presenza è documentata almeno dal 1422. Le potenti truppe italiche, intervenendo immantinentemente e con sommo sprezzo del pericolo, mantengono il controllo della situazione. Il presidente Obama, interpellato sull'ipotesi di un intervento USA, ha risposto di avere altre gatte da pelare. (DISCLAIMER: nessun gatto è stato maltrattato per questo annuncio)


ROMAGNAnoi - RIMINI - Blitz di carabinieri in un accampamento di nomadi. L'alta concentrazione di Rom e Sinti presenti l'altro giorno in città ha messo in allarme la popolazione e di conseguenza i carabinieri che sono intervenuti per controllare che tutto fosse in ordine. Alle 13 e 10 di sabato scorso, a seguito di una mirata attività informativa svolta sul territorio, i carabinieri del nucleo radiomobile di Rimini, delle stazioni di Santarcangelo e Viserba sono intervenuti a Santarcangelo di Romagna dove erano stati segnalata la presenza cospicua di camper e roulotte di nomadi nelle aree di sosta adiacenti alla città.

I carabinieri, in maniera oculata, hanno svolto un capillare controllo del territorio finalizzato ad identificare le persone che sostavano. L'attività permetteva di individuare che si trattava per lo più di giostrai giunti nella città clementina in occasione della festività dei morti e della tradizionale fiera di San Martino che si svolgerà nel prossimo week end. I controlli permetteva ai militari di effettuare un monitoraggio preciso dei componenti familiari che effettivamente sostano nelle aree industriali, artigianali e nelle adiacenze del cimitero. Questa azione di verifica e prevenzione sul territorio proseguirà incessantemente anche nei prossimi giorni e fino all'evento fieristico.


La città DI SALERNO - Ancora zingari in città. Nuovo campo nomadi nel piazzale retrostante lo stadio comunale Pastena, in piazza Pozzo, e, come da copione, arriva la protesta dei residenti. Dopo l'intervento delle forze dell'ordine per convincere alcuni gitani a cambiare locazione circa due settimane fa, il problema si ripropone con una nuova tribù, ancora più numerosa della precedente, che ha trovato collocazione alle spalle dell'impianto di viale Barassi. Il gruppo di zingari si trova nella zona da due giorni. Secondo alcuni abitanti del quartiere, si tratterebbe di almeno una ventina di unità e sei di mezzi, tra cui roulotte ed autovetture.

Diversi residenti del quartiere Taverna delle Rose avrebbero già fornito informazioni utili al comando di Polizia municipale di Battipaglia. Gli agenti, coordinati dal comandante Gerardo Iuliano, dovrebbero attivarsi nelle prossime ore. I medesimi residenti avrebbero poi intenzione di richiedere al comando di Polizia municipale un maggior controllo della zona e magari l'installazione di una telecamera da collegare all'impianto generale di videosorveglianza.

Un dispositivo per la ripresa e la registrazione delle immagini è già presente in viale Barassi, nel piazzale antistante lo stadio Pastena. La richiesta degli abitanti è di installare una telecamera anche nella zona retrostante l'impianto, dove solitamente trovano rifugio i gitani di passaggio.


OK, non c'è neanche la notizia. Ho pubblicato il tutto solo per la coincidenza di aver letto di seguito i due articoli lunedì scorso, sperando di evitare una qualsiasi psicosi.

A proposito di psicosi... mettete insieme un articolo di settimana scorsa, la provincia profonda e una misteriosa macchina rossa. Ecco una notizia di mercoledì scorso:

L'Eco di Caserta - ROCCAMONFINA (Caserta) – Ma cosa sta succedendo nel paese roccano? Da giorni un’auto rossa circola in paese in cerca di bambini. Qualche settimana addietro, nella vicina Teano, mentre una mamma era intenta ad aggiustare la maglietta al figlioletto, degli uomini, verosimilmente zingari, si avvicinano alla signora e stavano prelevando il bambino più piccolo dalla carrozzina, fortunatamente il fratellino più grande si è accorto ed ha iniziato ha strillare mettendo in fuga i malfattori. Un altro caso è successo qualche giorno addietro a Roccamonfina quando ad un bambino della locale scuola media, mentre usciva dalla scuola dopo il solito orario, si è avvicinata un’auto rossa con a bordo gli stessi uomini che inequivocabilmente erano zingari, si sono avvicinati al bambino invitandolo ha salire sull’auto che lo avrebbero accompagnato a casa dai genitori. Il bambino, memore delle raccomandazioni dei genitori, spaventato rifiuta l’invito senza dare per nulla ascolto ai due uomini, così corre, raggiunge casa e racconta l’accaduto ai genitori. A questo punto crediamo che le forze dell’ordine devono dare risposte ai cittadini per far si che nei paesi torni la tranquillità.


Per terminare, vorrei riconoscere il merito a quell'articolo di settimana scorsa che, coscientemente o meno, sembra aver innescato questa nuova spirale di terrore e fantascienza:

Il fattaccio "sembra" sia avvenuto a Corsico, in realtà si "sarebbe" svolto a Pieve Emanuele, i carabinieri competenti quindi sono quelli di Rozzano e non di Corsico (ndr: siamo nella periferia sud-ovest di Milano).

Tralascio gli scontati giudizi sull'imparzialità del Giornale:

  • Si accenna addirittura ad un colpo di pistola, è possibile che nessun altro riporti la notizia?
  • Come mai a distanza di una settimana nessuno ne ha più parlato?
  • Oltre metà dell'articolo è composto da ipotesi, segnalazioni già smentite in passato e dati che non c'entrano niente col caso segnalato. Tutto finalizzato all'affermazione che appare a metà scritto "Suggestioni? Mica tanto"
  • L'idea è che più che di rapimento, si parli di "rapimenti percepiti"
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Di Fabrizio (del 07/11/2012 @ 09:08:15, in musica e parole, visitato 985 volte)

Trovata lunedì mattina nella posta. Per ascoltarla in italiano ed in lingua originale QUI

Lei stava appoggiata
al muro vicino
all'Hotel Tevere con in mano
un bicchiere di plastica
quando iniziò a piovere.
Ho cercato una moneta, le sono
andato vicino
e l'ho fatta cadere nel bicchiere.
Cadde sul fondo
di un'aranciata.
Sono arrossito, ho guardato
i suoi occhi devastati e la pelle
e i capelli diventati prematuramente
grigi, e ho detto che
mi dispiaceva, che avevo pensato
avesse bisogno di soldi.
"Ne ho bisogno", rispose
e sorrise "Stavo
solo bevendo
qualcosa".
E restammo così
a ridere assieme
mentre guardavamo le gocce di pioggia cadere
sul lago d'arancia
sopra la moneta che affondava.

Traduzione: Bruno Gullì

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Di Fabrizio (del 06/11/2012 @ 09:03:37, in Regole, visitato 933 volte)

Da Roma_und_Sinti
Ricordate? Mahalla 12 aprile 2012

Rivista svizzera censurata per la copertina sul ragazzo rom

GINEVRA 30 ottobre, 2012 (AP) Il Garante svizzero sulla stampa ha accolto la denuncia contro una rivista che ha usato l'immagine di un ragazzo rom che impugnava un'arma, per illustrare una storia su presunte minacce da parte di bande zingare.

Martedì il Consiglio della Stampa Svizzero ha detto che la rivista zurighese Weltwoche è colpevole di "distorsione" e "discriminazione" per aver pubblicato l'immagine sopra il titolo "Arrivano i rom: razzie in Svizzera".

La foto, scattata nel 2008 dal fotografo italiano Livio Mancini, raffigurava in realtà un bambino che giocava con una pistola giocattolo in una discarica in Kosovo.

I gruppi europei di Rom e Sinti avevano accusato la copertina di infiammare i pregiudizi contro i due gruppi etnici, [...].

La decisione del Garante non avrà conseguenze al di là della censura pubblica. La rivista non ha risposto alle richieste di un commento in proposito.

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Di Fabrizio (del 05/11/2012 @ 09:02:55, in media, visitato 1517 volte)

Rassegna stampa

Come sempre, nelle rassegne stampa rischia di finirci di tutto, e la logica dello scritto apparirà (forse) solo al termine. Portate pazienza.

L'Osservatorio 21 luglio (nato da poco e quindi attivissimo in fase di lancio) lo scorso 1 novembre ha segnalato alle autorità competenti il blog (non il sito, vedremo in seguito la differenza) Via i Rom – cacciamo gli zingari dall'Italia!

Sono andato a leggermi di cosa scriva quel blog. Prima dei contenuti, un'occhiata alla grafica: pagina scura ma con diverse sfumature di colore, caratteri semplici e leggibili. Insomma, niente che ad uno primo sguardo possa ricondurre ad un sito di estrema destra o razzialmente caratterizzato. La stessa impronta viene mantenuta nell'introduzione, dove una storia commovente caratterizza meglio l'intento del blog. La riporto integralmente:

    Questo sito nasce nel 2007 quando un gruppo di zingari rom massacrò mio padre per derubarlo di soli 30 € contanti, un cellulare dal valore di 20 € ed un braccialetto d'oro. Ancora ricordo quel giorno come se fosse oggi. Chiamò l'ospedale a casa avvertendo mia madre di ciò che era accaduto e delle gravi condizioni in cui versava mio padre. Ci precipitammo immediatamente al nosocomio. Quando arrivammo vidi quel corpo tumefatto, il viso irriconoscibile, lo zigomo rotto, un occhio rientrato e tanto sangue. Ore di agonia, di sofferenza, di dolore. Mio padre non ce la fece. Morì e quei delinquenti non furono mai presi. Intanto la mia famiglia era distrutta. Dovetti crescere senza un padre, senza il suo affetto, senza il suo conforto, senza il suo dialogo, senza il suo sorriso, senza i suoi consigli, senza niente. Quei delinquenti oltre che uccidere materialmente mio padre, uccisero dentro anche me, la mia anima, il mio spirito, il mio io. Il sito nasce inizialmente per sfogare la mia rabbia, il mio dolore, la sofferenza alimentata ulteriormente dal fatto che a quel brutale gesto non era seguita quella che si definisce “giustizia”. Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi.

Ricordatevi: questa è l'introduzione, cioè il ponte che dall'anonimato di un sito porta al suo svilupparsi. Storia commovente, dicevo, che occupa con vari particolari, tra il lacrimevole e lo splatter, quasi tutta l'esposizione. Storia di un bravo ragazzo toccato non tanto nel portafoglio ma negli affetti più cari, così che possiamo empaticamente identificarci in lui, il suo dolore, la sua rabbia. Identificazione necessaria, perché non troveremo da nessuna parte altri indizi sull'autore del blog, sul nome della vittima, su chi materialmente la uccise. Riguardo agli assassini, sappiamo solo che fu "un gruppo di zingari rom". Quindi, a rigor di logica, se l'assassinio fosse stato compiuto, ad esempio, da "il cartello di Medellin", il nostro avrebbe chiesto di cacciare dall'Italia tutti i Colombiani! Non pensiate che si tratti di un errore di logica; secondo me è il passo successivo alla storia lacrimevole: una parola d'ordine SEMPLICE e CHE DIA UN COLPEVOLE, così da terminare con un occhiolino ai sentimenti anti-sistema che oggi vanno per la maggiore, "Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi." A questo punto dopo l'introduzione allo svolgimento vero e proprio.

Chiameremo questa fase la vendetta, cioè il mix di "cose che non vanno" e come rimediare, cioè "non farsi prendere per scemi", che si sviluppano su due binari diversi. I temi affrontati riguardano singoli episodi di cronaca nera, quasi tutti senza commento da parte dell'autore, ed i colpevoli non sono più solo i Rom, ma anche Filippini, Rumeni... che, se vogliamo dare una logica al tutto, dovrebbero essere TUTTI INDISTINTAMENTE CACCIATI. Ma questo non viene affermato da nessuna parte, stranamente questo elenco REALE di cronaca nera non riguarda nessun fatto in cui gli Italiani siano anche lontanamente ritenuti colpevoli. Penso, perché sarebbe abbastanza complicato, per lo stesso ragionamento di base, cacciare gli Italiani dall'Italia, tanto, le "cose che non vanno" continuerebbero a non andare... Ma intanto, da un singolo fatto iniziale, la colpa è stata estesa ad un numero ragguardevole di COLPEVOLI: tanti, stranieri, violenti, ecc.

Ci sono anche due mini-dossier, dove i Rom tornano protagonisti della cronaca: Alba Adriatica (a Pescara) e i Casamonica (a Roma), ma se il primo è soprattutto la testimonianza di una convivenza mancata, il secondo è il racconto di un'integrazione riuscita al contrario, dove un gruppo di Rom arrivato dall'Abruzzo si è talmente integrato da aver sostituito i romani nei loro traffici tradizionali, compreso il complesso meccanismo che mischia attività economiche, malavita e coperture politiche. Per terminare con le sezioni del sito, una scarna raccolta di video.

La seconda fase della vendetta spetta ai commenti, cioè come rimediare allo stato attuale delle cose. Se l'autore del blog non si spinge oltre l'incerto confine del razzismo, i commentatori non sembrano porsi questo limite, nel far quadrare un iniziale storia commovente con soluzioni da III Reich. Eccone alcuni:

  • Hai proprio ragione antonella via dall'italia questi zingari che insudiaciano, moralmente e fisicamente le nostre strade, fanno la bella vita alle spalle dei poveri italiani che lavorano per mantenere la propria famiglia e per finire non hanno un benemerito ca**o di lavoro.
  • Però penso anche che difficilmente da uno zingaro rom, data la sua scarsa propensione ad adattarsi e a rispettare le più elementari regole di buon senso vigenti in una nazione, si possa ottenere insegnamenti di come migliorarci. Le cronache giornaliere parlano chiaro: stupri, spaccio di stupefacenti, rapimento e sfruttamento di bambini, aggressioni mortali, furti ecc.
  • CONCORDO PIENAMENTE CON TE, ANCHE SE NON CI CONOSCIAMO ABBIAMO LE STESSE IDEE, SE FOSSE X ME RIAPRIREI I LAGER E LA BRUCEREI TUTTA STA GENTE DI MERDA. PURTROPPO DI GENTE COME NOI CE N\'E\'
  • Concordo! Salviamo la Patria da questa gente!!
  • CI HANNO ROTTO IL CAZZO STI ZINGARI DI MERDA!!!!! PREDIAMOLI A CALCI IN CULO!!!!!!!!!!
  • Devono essere bruciati vivi nei forni crematori,hanno rotto il cazzo le nostre città sono piene di questi esseri su-umani che vivono di rapine e furti.
  • A CHE CAZZO SERVONO I ROM???? VIVONO SOLO PER DELINQUERE E ROMPERE I COGLIONI A CHI LAVORA, FANNO TANTI FIGLI PERCHE\' PER OGNI FIGLIO LO STATO DA LORO UN CONTRIBUTO GIORNALIERO TALE CHE A FINE MESE DIVENTA UNO STIPENDIO D\'ORO
  • bravissimi, fuori dalle palle questa feccia pezzente rom. I paesi seri la merda nomade la cacciano giustamente a calci, noi fessi li raccattiamo tutti

Non ho riportato i nomi dei commentatori, ma al solito tanto più un commento è forcaiolo, quanto il commentatore si difenderà tramite l'anonimato. Anonimi i commenti, anonimo l'autore e pure la vittima iniziale. Il tutto suggellato dal fatto di essere un blog e non un sito, per cui si può solo risalire alla piattaforma che ospita il blog, ma a nessuno di quanti ha trasformato una storia personale in voce di popolo. O meglio, gli unici che possono risalire a questi dati sono Wordpress (the Content is not pornographic, does not contain threats or incite violence towards individuals or entities, and does not violate the privacy or publicity rights of any third party;) da una parte, l'autorità giudiziaria dall'altra.


Verrebbe da dire, è il mondo virtuale, bellezza! dove chiunque può montare o smontare un frammento di vita e farne una piattaforma politica.

Ma ragionando su quello che è il mondo virtuale, avrei un'ultima osservazione da fare. Da molto tempo i giornali "tradizionali" stanno assumendo modalità comunicative proprie delle rete telematiche per sollevarsi dalla loro crisi. In questo caso mi sembra che avvenga il contrario: si utilizza uno strumento aperto come il blog, per adottare strategie comunicative proprie dei mezzi di comunicazione che perseguono un obiettivo politico.

Vittimismo, vuoti di memoria, nemici necessari, commenti forcaioli che si vogliono mascherare da opinione della massa, fanno parte del piatto che ogni giorno ci viene servito dai mezzi d'informazione eterodiretti. Vale la legge della concorrenza, i meccanismi valgono purtroppo tanto a destra che a sinistra.

Vediamo come si coniuga questo sistema con notizie differenti. Useremo il Giornale e la recente morte di Pino Rauti come controprova. Nell'articolo di Stenio Solinas (occorre dire che in altri articoli il Giornale ha corretto il tiro) un protagonista delle pagine nascoste e violente della nostra storia, viene ricordato come se fosse stato solamente un intellettuale che non ha capito come fosse cambiata la politica. Fascista sì, ma galantuomo.

Stragi, strategia della tensione, pestaggi... su questo un silenzio di tomba.

Io, che da ragazzo ho vissuto quegli anni, penso che molti testimoni delle nostre storie oscure sono spariti in cause poco chiare, probabilmente per paura che potessero squarciare questo silenzio tombale. Pino Rauti è morto ad 85 anni, come si dice "tranquillo e con l'affetto dei suoi cari". E questa morte, così incongruente con la sua storia, mi da l'idea di segreti così al sicuro, che non c'è stato bisogno di ammazzarlo.

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Di Fabrizio (del 04/11/2012 @ 09:11:35, in Europa, visitato 913 volte)

31 ottobre 2012
Germania: il presidente del Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia contro il razzismo nel dibattito in materia di asilo.
"Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza".

Nel dibattito sul numero sempre maggiore di richiedenti asilo provenienti dai Paesi balcanici, il Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia il Governo tedesco dal razzismo e populismo.

"Introdurre ora un visto per persone provenienti dalla Serbia o dalla Macedonia, sarebbe un'azione sbagliata" ha affermato il presidente del Consiglio, Romani Rose. "Fate attenzione al razzismo ed al populismo; questo non deve accadere alle persone di colore o di origini diverse che si trovano costrette a viaggiare in Germania" ha aggiunto. In sostanza, secondo Rose, in Germania si finge di non vedere l'esistenza di accampamenti di Sinti e Rom provenienti dalla Macedonia o dalla Serbia per motivi di asilo. "Si dovrebbe analizzare ogni singolo caso con attenzione anziché liquidarlo in maniera frettolosa" e ancora "in Serbia ed in Macedonia abbiamo la presenza di un razzismo inimmaginabile" e quindi per tale motivo, secondo Rose, queste persone hanno deciso di intraprendere un viaggio verso la Germania.

La recente inaugurazione a Berlino del monumento per ricordare l'Olocausto dei Sinti e Rom uccisi dai nazisti è visto da Rose come un impegno da parte dello Stato e della società tedesca. "Il razzismo contro i Sinti ed i Rom deve essere bandito proprio come l'antisemitismo. Ne consegue che questi argomenti devono essere trattati negli attuali dibattiti politici per potersi assumere ognuno le proprie responsabilità. Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza. Si dovrebbe riflettere soprattutto sul fatto di andare a caccia di voti con slogan populisti e sul fatto di fare dei Sinti e dei Rom il capro espiatorio della criminalità e del tasso elevato della disoccupazione" ha aggiunto Rose.

(Angela Forese)


Sullo stesso argomento:

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Di Sucar Drom (del 03/11/2012 @ 09:16:20, in Europa, visitato 855 volte)
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Di Fabrizio (del 02/11/2012 @ 09:06:00, in media, visitato 1020 volte)

Raccontavo ieri che di questi tempi, in mancanza di determinate certezze è più facile prendersela con chi, Rom e Sinti, certezze non le ha mai avute. Alla stessa maniera, nella vulgata popolare è lo zingaro che rimane il ladro per eccellenza, mentre la realtà quotidiana ci restituisce esempi a non finire di furti commessi da colletti bianchi.

Fateci caso: quand'è che un giornale parla di un furto? Ormai, non è più possibile nascondere il SISTEMA di ladrocinio che regola la pubblica amministrazione; a parte ciò la cronaca accenna ai furti quando:

  1. siano coinvolti Rom o Sinti (o si presume lo siano);
  2. la vittima è un personaggio famoso. 

Il ministro Elisa Fornero rientra nel secondo caso. Non solo, come personaggio pubblico, visti i tempi che corrono, è anche uno dei più impopolari in circolazione. Difatti, la notizia del furto nel caso del ministro (DISCLAIMER: il furto rimane un reato, non vorrei essere accusato di induzione al crimine!) ha sollevato soddisfazione repressa soprattutto tra precari, gente che ha perso il potere d'acquisto negli ultimi anni ecc. Insomma, tra quelle fasce di popolazione dove maggiormente alberga l'antiziganismo.

Ho notato anche che nelle cronache giornalistiche stavolta mancava quella frasetta, che spesso compare quando non si sa cosa scrivere:

  • si sospetta che il furto sia stato commesso da un gruppo di zingari...

Frase che dice tutto e niente, ma contribuisce comunque a creare un sentimento negativo verso gli "zingari". Costava tanto metterla ANCHE a chiusura dell'articolo sulla Fornero?

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