Rom e Sinti da tutto il mondo

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 23/09/2011 @ 09:55:35, in media, visitato 1130 volte)

Fotografie di Ippolita Franciosi
Inaugurazione venerdì 30 settembre alle 18.30 con le danze rom "Ciceko" di Afrim e Julfidana Beizaku - Cafè de la paix in piazzetta Corelli 24 FERRARA dal 30 settembre al 9 ottobre h. 18-24

Dopo la guerra del Kosovo negli anni '90 i Rom sono stati costretti a fuggire: spostandosi con loro incontreremo i quartieri rom distrutti a Pristina, i villaggi dove ora risiedono, le feste rituali in Macedonia, dove molti Rom sono rifugiati e l'attaccamento alla propria cultura nella vita quotidiana in Italia, in provincia di Ferrara.

Saranno esposte anche le fotografie dei piccoli fotografi che hanno frequentato i laboratori fotografici in Kosovo e in Italia.

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Di Fabrizio (del 23/09/2011 @ 10:30:43, in conflitti, visitato 2095 volte)

Questo post verrà aggiornato (nel limite degli altri impegni) col susseguirsi degli eventi di questo venerdì. Non assicuro di riuscire a seguire tutto, quindi chi può mi dia una mano con le segnalazioni.

CRONACA (gli eventi, salvo diversamente indicato, vengono riportati col fuso orario italiano) - ANTEFATTI

  • ore 17.45 circa Finora avevano parlato solo le donne traveller, finalmente un maschio ha detto come la pensava, durante un'intervista a Sky. (da Camp Costant Dale Farm)
    Intanto tutto è tranquillo, Basildon per la seconda volta ha dovuto rimandare i suoi propositi bellicosi.  Si riprenderà lunedì a metà pomeriggio (ma non sarò in grado di seguire gli eventi come oggi). La diretta finisce qua, grazie a tutti per l'attenzione.
  • ore 16.30 circa Il giudice dice che qualsiasi ponteggio, tenda o proprietà sul terreno non può essere rimossa. Quindi Camp Costant non può essere mandato via (vedi QUI ndr) (da Twitter)
  • ore 16.00 circa Ora tutto sembra calmo a Dale Farm: i bambini giocano, il sole splende. Sembra l'inizio di un normale fine settimana. (da Camp Costant Dale Farm)
    In onda su News24 (da Camp Costant Dale Farm)
  • ore 15.45 circa Dicono gli avvocati di Dale Farm che se l'oggetto da rimuovere non è una roulotte, non può essere spostato senza il consenso del suo proprietario (da Twitter)
  • ore 15.30 circa Il tribunale ha stabilito che fu il consiglio di Basildon a cementificare l'area di Dale Farm (VEDI ndr), che di conseguenza non va più considerata Green Belt (fascia verde di rispetto ndr.) (da Twitter)
    Articolo su FRONTIEREnews.it (segnalazione di Francesca Barile)
  • ore 15.00 circa Tony Ball (leader conservatore ndr) dice che le ruspe e gli altri macchinari sono già stati affittati (vedi QUI ndr), e non possono ridarli indietro o riottenere la somma versata (da Twitter)
    Alla faccia dei solidali di Camp Costant che perseverano con la cucina vegana : - P (niente male, comunque ndr), i residenti stanno organizzando una mega salsicciata di fronte all'ingresso di Dale Farm (da Camp Costant Dale Farm)
  • ore 14.45 circa La BBC sta ora riprendendo le proteste dei sostenitori di Tony Ball (da Camp Costant Dale Farm)
    La seduta è stata sospesa per il pranzo (da Gipsy Council) (così mi preparo un caffè ndr)
  • ore 14.30 circa BEN FATTO PER  TUTTI QUANTI SONO COINVOLTI (E VI INVITO A COMPRARE UNA PINTA PER IL GIUDICE). Non è ancora finita, ma oggi di sicuro si sono fatti dei passi in avanti : - ) (da Camp Costant Dale Farm)
  • ore 14.15 circa Il giudice dice che occorreranno giorni e non settimane per pronunciarsi sul caso. Basildon ha ammesso che non esistono piazzole legali a sufficienza per i residenti di Dale Farm, come affermato anche da quei parlamentari che richiedono soluzioni alternative. Tony Ball è seduto di fronte a me, la testa fra le mani; Nora, una residente alla mia sinistra, agita e bacia il suo rosario per la gioia (da Twitter)
  • ore 14.00 circa Corre voce che il caso sia aggiornato a lunedì (da British_Roma)
  • ore 13.45 circa L'Alta Corte ha deciso di ascoltare due ulteriori elementi legali, prima di decidere se lo sgombero debba proseguire (da Camp Costant Dale Farm)
    Il giudice ha mostrato una foto aerea che dimostra come Dale Farm fosse precedentemente una discarica, che quindi i Traveller non possono essere rimossi legalmente, avendo comprato allora il terreno che poi hanno bonificato (da Twitter)
  • ore 13.30 circa A Dale Farm sono euforici, sembra che il giudice si sia espresso a loro favore (da Camp Costant Dale Farm). (Non ho notizie certe su cosa si sia dicendo in tribunale ndr.)
  • ore 13.00 circa Il giudice dice che i Traveller hanno diritto alla dignità, come qualsiasi altro cittadino. L'approccio degli ufficiali giudiziari viene descritto come carente e violento. Lo sgombero deve causare meno allarme ed angoscia possibili ai bambini e a tutti gli altri. (da Twitter)
    Dalla newsletter Dale Farm Solidarity: La campagna di difesa legale ha bisogno di sottoscrizioni: QUI con Paypal. Inoltre il Comitato di Solidarietà, rispondendo ad alcune polemiche apparse sulla stampa inglese, ribadisce di essere a Dale Farm su richiesta degli stessi abitanti, e che saranno questi a stabilire quanto debba durare la presenza del Comitato.
    A sua volta in tribunale l'avvocato della contea di Basildon ha definito i solidali come degli "intrusi", completamente al di fuori della realtà. (da Twitter)
    C'è anche chi li accusa di essere lì per soldi : - D (da TwitLonger)
  • ore 12.45 circa Il giudice è entrato adesso. Ulteriori aggiornamenti su Twitter (da Camp Costant Dale Farm)
  • ore 12.30 circa Mi sento un po' perso. Ora siamo in una scacchiera legale. Le autorità non vogliono guai con la televisione. La sentenza del tribunale può andare contro, ma io non vedo arrivare gli ufficiali giudiziari. Mezzanotte?? Sabato? Se vinciamo, come dice Tony ciò vorrebbe dire pianificare l'anarchia. La mia previsione è che nulla sarà deciso oggi, forse sarà dato più tempo per trovare un altro sito. Per ottenere permessi retroattivi di pianificazione potremmo avere bisogno dell'intervento dell'ONU - perché non cercarlo? Speriamo che il nuovo giudice usi il suo potere per prendersi cura dei Travellers. (da Camp Costant Dale Farm)
    Articolo sul Daily Mail.
  • ore 12.00 circa Per oggi buona fortuna a tutti. Mantenete la forza, mantenete la calma, mantenetevi sani e salvi ****** (da Camp Costant Dale Farm)
    Ci stiamo preparando (da Camp Costant Dale Farm)
    Articolo della BBC

Per iniziare, voglio mettervi nei panni degli abitanti di Dale Farm, a poche ore dal termine imposto dal tribunale durante il tentativo di sgombero di lunedì scorso. A parte l'evidente stanchezza per una situazione di precarietà che si trascina da anni, c'è il terrore per le esperienze che alcuni di loro hanno vissuto di persona durante sgomberi precedenti, riassunti nel video qui sopra (attenzione, è molto crudo anche per chi abbia assistito a scene simili in Italia!).

Le riprese sono del 2004, e quel ricordo permane tra tutti Traveller, regolari o meno. Proprio per evitare il ripetersi di quelle scene, in Gran Bretagna è emersa la figura dell'Osservatore Legale, cito dal Pacchetto Formativo: "Gli osservatori legali [...] ricordano agli ufficiali giudiziari che le loro azioni sono monitorate. Con la loro presenza aiutano a mantenere protette le persone in quanto deterrente dei mal comportamenti della polizia e se ci fossero incidenti, raccolgono informazioni che possano in seguito essere utili nei procedimenti in tribunale."

Se lo sgombero dovesse iniziare, potremo forse saperlo nel primo pomeriggio (la riunione del tribunale è prevista alle 11.30 ora di Londra).

Questo invece una recente dichiarazione di chi in anni di lotta per i diritti dei Traveller ne ha viste tante: "E' comunque strano che mentre la Bretagna e la Francia hanno protestato con indignazione quando c'era la pulizia etnica in Kosovo, nessuno nei governi, nei media e nemmeno l'ONU sembra protestare efficacemente su Sarkozy e la pulizia etnica a Dale Farm." Ronald Lee

Nel frattempo, i gruppi FB di appoggio a Dale Farm, sono in fibrillazione da ieri sera.

Aggiungo una considerazione personale su quanto potrebbe succedere oggi:

  • Per la gioia dei contribuenti inglesi, l'amministrazione avrebbe dovuto spendere 18 milioni di sterline per lo sgombero di lunedì scorso (oltre ad altri 5 di spese legali), ma ovviamente se Basildon dovesse tornare alla carica (oggi o chissà quando), dovrà spenderne ulteriormente. Inoltre la tariffa degli ufficiali giudiziari aumenta dopo le 20.00 se, come previsto, non riuscisse a terminare il suo "lavoro" e dovesse lavorare anche di notte.
  • Se è questo il concetto di contenimento della spesa pubblica che hanno i conservatori quando sono al governo...

Infine, per chi ha chiesto un riassunto completo che abbracci gli eventi degli ultimi decenni, QUI (in inglese)

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Di Fabrizio (del 24/09/2011 @ 09:24:57, in media, visitato 1997 volte)

Innanzitutto mi scuso con i lettori abituali: in queste settimane sto seguendo ed elaborando quasi unicamente le notizie che arrivano da Dale Farm e sono anche preso da urgenze milanesi, così non ho più tempo per le solite traduzioni su quanto avviene fuori dall'Italia.

Tra i fatti più importanti che ho letto ma non ho riferito:

  • in Repubblica Ceca da fine mese scorso c'è stata una recrudescenza di manifestazioni e atti di violenza da parte di associazioni e partiti paranazisti locali, principalmente nel nord del paese. Di fronte al rischio di vedersi sfuggire totalmente la situazione di mano, la polizia ceca sta operando arresti di massa negli ambienti della destra estrema (anche 41 in una volta sola);
  • in Ungheria sta facendo molto discutere il piano governativo di "assicurare" un lavoro obbligatorio ai Rom disoccupati, pena la perdita dei benefici sociali. A qualcuno ricorda i primi anni del New Deal di Roosevelt, ma già ci sono polemiche sulle condizioni di lavoro e sulle paghe e si parla di "lavori forzati";
  • per terminare, la conferenza dei sindaci a Strasburgo lo scorso 22 settembre. L'ho seguita poco, perché sin dall'inizio mi ha dato l'impressione dell'ennesima passerella dei soliti noti (se riesco, vedrò di tradurre il discorso di Thomas Hammarberg).

Quanto a Dale Farm, vi sto scrivendo giovedì 22 settembre, oggi sono a Bolzano e senza accesso al computer. Ieri è scaduto il rinvio imposto dal giudice allo sgombero di lunedì scorso, dovreste quindi avere già aggiornamenti su cosa è successo.

Mi limito a fare un bilancio di come i media hanno trattato la vicenda:

  • Bene Sky news, più di parte la BBC (niente comunque a che vedere con gli obbrobri che abitualmente trasmettono i nostri TG).
  • Riguardo alla stampa, The Guardian si conferma di una spanna superiore ai concorrenti.
  • Vergognosi il Daily Mail, The Sun e la stampa locale dell'Essex in generale: allarmisti, diffamatori e pieni di dichiarazioni smentite regolarmente dagli interessati; se tutto ciò non bastasse, mettiamoci anche le provocazioni vere e proprie.
    Sufficiente per la buona volontà che ci mette, il Morning Star (un mito della mia gioventù).
  • In Italia, un discreto ad Euronews, che ogni tanto ha preso qualche cantonata, ma è stata anche la testata online che ha dedicato più attenzione alla faccenda. Insufficienti gli altri media italiani, che non solo non hanno inviati in loco, ma spesso riportano notizie dalla stampa inglese senza prima verificarle.
  • Purtroppo, è il medesimo atteggiamento di molti blog italiani, anche quotati. La palma del peggiore va a Il Post, che prima pubblica un articolo su Dale Farm pieno di errori, poi in seguito ad un mio commento critico ma educato, ha cancellato post e commento.
  • Nel complesso, buona la prestazione di Facebook, Twitter e Youtube nel far circolare notizie di prima mano e favorirne la diffusione.
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Di Sucar Drom (del 25/09/2011 @ 09:04:10, in media, visitato 2162 volte)

Pubblicazioni
L'Istituto di Cultura Sinta su mandato della Sucar Drom ha pubblicato libri, cortometraggi, mostre e cd musicali. Alcune pubblicazioni sono disponibili e possono essere richieste, altre sono disponibili solo in visione presso l'Istituto, dove potete trovare anche una biblioteca catalogata con centinaia di titoli che speriamo in un futuro di rendere disponibile on-line.

Dal 2007 lo sforzo maggiore dell'Istituto si è concentrato sul web, questi sono gli spazi creati: Sucar Drom (italiano, sinto lombardo, english), U Velto – Il Mondo, notizie ed immagini dai mondi sinti e rom (traduzioni istantanee con Google Translate), U Velto Radio. Siamo presenti anche su Facebook e su Twitter. U Velto Radio ha una pagina dedicata su Facebook.

Di seguito il catalogo delle pubblicazioni e delle produzioni dell'Istituto

"Animanomade, un paesaggio di passaggio", anno 2000 (001)
Catalogo della mostra di pittura di Angelo Proietti detto Liga Vacche, sinto marchigiano. La pubblicazione è stata realizzata nel mese di maggio e presentata in concomitanza dell'esposizione delle opere naif di Angelo Proietti dal 10 giugno e al 15 luglio, presso il Palazzo del Plenipotenziario a Mantova. La pubblicazione e la mostra sono state curate dal pittore Luca Dotti, la critica è del pittore Nedo Consoli. La pubblicazione è stata realizzata con il contributo dell'Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova.

"Porrajmos", anno 2003 (002)
Il libro di Virginia Donati tratta la persecuzione su base razziale subita da sinti e rom durante il periodo nazifascista. Pubblicato nel mese di gennaio è stato presentato Il Giorno della Memoria nella Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi a Mantova. Il libro, oltre a un approfondito excursus storico sul Porrajmos (divoramento) ma anche sulla nascita del razzismo, tratta il concetto di memoria all'interno delle comunità sinte e rom italiane con diverse interviste inedite sia a leader sinti e rom che a sopravvissuti al Porrajmos. L'introduzione è di Giovanna Boursier e sulla copertina del libro è riprodotta l'opera "Porrajmos" (olio su tela, metri 2 x 1,50) donata all'Istituto dal pittore Luca Dotti. La pubblicazione è stata realizzata con il contributo del Comune e della Provincia di Mantova.

"La mediazione culturale: una scelta, un diritto", anno 2004 (003)
Atti del convegno tenutosi a Mantova nel marzo 2003 e organizzato dall'Istituto in collaborazione con il Comune e la Provincia di Mantova, patrocinato dalla Regione Lombardia. Il libro pubblicato nel mese di novembre con il contributo della Provincia di Mantova è una summa delle diverse esperienze di mediazione culturale realizzate in alcune Città italiane a partire dagli Anni Novanta. Uno dei concetti che emerge con più forza dal libro è il considerare "i sinti e i rom che pensano i sinti e i rom", restituendo a loro la dignità di soggetti del pensiero ed interrompere, per loro mano, un'antica sequenza in cui essi sono stati pensati da altri. E' uno dei primi convegni in Italia dove sinti e rom sono protagonisti. Il libro, dedicato all'amico scomparso Peppe Collu, contiene anche un cd multimediale con approfondimenti storici e legislativi, progetti e altro materiale.

"Live in Mantova", anno 2004 (004, quattro ristampe)
Cd musicale del fisarmonicista e cantante Aleksandar Stojkovic. Nato nella ex Yugoslavia, discendente da una famiglia di musicisti rom rumeni. Fin da piccolo suona la fisarmonica insieme alla propria famiglia nelle feste di paese. Negli anni diventa un virtuoso dello strumento che accompagna con una caratteristica voce blues, raccontando le storie rom tramandate oralmente per secoli. La sua musica nasce dalla contaminazione di diverse tradizioni, da cui emerge la tradizione balcanica. E’ in Italia dall’inizio degli anni novanta, scappato dalla guerra, e vive a Mantova da alcuni anni.

"Medi@zione", anno 2005 (005)
Cortometraggio sulla mediazione culturale, realizzato da Giancarlo Antonioli. Medi@zione è nato durante le riprese di un cortometraggio su una favola sinta ed è stato girato nell'estate del 2000 a Mantova. Offre uno spaccato del lavoro dei mediatori culturali della Sucar Drom nel cosiddetto "campo nomadi".

"Chilape di ressa", anno 2005 (006)
Gioco da tavolo su modello del gioco dell'oca (chilape di ressa nella lingua sinta lombarda), prodotto in alcune migliaia copie e distribuito a tutti i bambini frequentanti le scuole primarie (elementari) di Mantova. Il gioco è stato realizzato partendo dal testo teatrale sul fidanzamento e sul matrimonio nella cultura sinta, scritto nel 2004 dagli adolescenti sinti nel laboratorio teatrale ideato da Vittoria Dubinina a Mantova. Il testo teatrale e il gioco sono in lingua sinta. La produzione del gioco è stata guidata dal pittore Luca Dotti. La stampa è stata curata dall'Istituto con il contributo del Comune di Mantova.

"Farba & Ghia", anno 2005 (007)
Mostra di lavori pittorici e di ceramica (18 pezzi) realizzati dai bambini sinti che vivono a Mantova. L'evento si è tenuto nel mese di dicembre al Centro Culturale ARCI Tom. La mostra è il frutto del laboratorio di creatività e auto-narrazione "colori e canzoni, fantasia e creatività dell'infanzia sinta", organizzato dall'Istituto e tenuto dalla dott.ssa Maria Bacchi e dal prof. Andrea Sola. Obiettivo del laboratorio e della mostra è stato quello di offrire visione delle diverse interpretazioni della realtà e dare spazio a differenti modi di comunicare la propria identità culturale.

"...con gli occhi dei bambini", anno 2006 (008)
Mostra fotografica curata da Paola Dispoto, formata da 45 pannelli in formato A3 (297 x 420 mm) e realizzata con le foto realizzate da adolescenti sinti. Le foto sono state prodotte in due anni di lavoro, grazie al progetto dell'Istituto, denominato "pringiarasmi" (conosciamoci, in lingua sinta). Il progetto fotografico realizzato in collaborazione con diverse Comunità sinte nel Nord Italia è diventato una mostra fotografica grazie al contributo dell'Associazione Nevo Drom e la Fondazione ODAR di Bolzano. La mostra è stata presentata per la prima volta nel mese di maggio, durante la festa "mari festa" (la nostra festa) che ha presentato alla Città di Bolzano l'associazione Nevo Drom, fondata poche settimane prima.

"Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz", anno 2006 (009, ristampa in preparazione)
E' il secondo libro dell'Istituto dedicato al Porrajmos (divoramento). E' un testo didattico-documentaristico che raccoglie documenti, fotografie e testimonianze, alcune delle quali per la prima volta rese pubbliche. E' stato curato da tutto lo staff dell'Istituto e presentato il 27 gennaio a Mantova. Il libro offre uno squarcio inedito sul Porrajmos sopratutto su quanto successo nell'Italia fascista, grazie al contributo dello storico Luca Bravi. Di particolare interesse sono le interviste alle sopravvissute mantovane al Porrajmos che nel 2005 sono state insignite dell'Edicola di Virgilio dal Sindaco di Mantova che a loro ha chiesto scusa a nome di tutta la Città per le sofferenze patite durante il fascismo. Il libro, dedicato all'amica scomparsa Nives Gabrieli, è stato pubblicato con il contributo del Comune e della Provincia di Mantova.

"Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz", anno 2007 (010, quattro ristampe)
Mostra fotografica-documentaria sul Porrajmos (divoramento) in Germania e in Italia, formata da 22 pannelli (100 x 70 cm). E' stata curata da Carlo Berini, a partire dal lavoro svolto nella preparazione del libro "Porrajmos, altre tracce sul sentiero per Auschwitz" (ICS, 2006). La mostra, presentata per la prima volta a Bolzano il 27 gennaio, negli anni è stata esposta in diverse Città italiane e copie, su concessione dell'Istituto, sono state realizzate dall'Associazione Nevo Drom di Bolzano, dalla Regione Piemonte, dal Sistema Bibliotecario di Brescia e Cremona e dal Comune di Venezia. La mostra è stata realizzata dall'Istituto in collaborazione con l'Associazione Nevo Drom di Bolzano e con il contributo del Comune di Mantova e del Sistema Bibliotecario della Provincia di Mantova.

"Mengro labatarpe", anno 2008 (011)
Cortometraggio sulla condizione lavorativa dei sinti lombardi a Mantova. Mengo labatarpe (il nostro lavoro) documenta le storie lavorative di alcuni sinti e alcune sinte mantovane che lavorano come dipendenti di aziende o come padroncini. Il cortometraggio è stato realizzato per promuovere il progetto lavoro della Sucar Drom ed è stato distribuito a tutti i decisori pubblici della Provincia di Mantova. Prodotto dall'Istituto su un'idea di Carlo Berini è stato realizzato da Giancarlo Antonioli, Luca Dotti e Davide Gabrieli.

"Mengar nial", anno 2010 (012)
Mostra fotografica multimediale (20 fotografie + testo audio) realizzata dai preadolescenti sinti di Mantova. La mostra è stata esposta nel mese di settembre durante l'evento "idea 9m²" sulla riva del Lago Superiore di Mantova. Mengar nial (la nostra estate) è frutto di un laboratorio di fotografia e narrazione realizzato per offrire memoria dello spaccato di vita, totalizzante, vissuta dai bambini sinti nella segregazione abitativa del cosiddetto "campo nomadi". Il lavoro fotografico è stato guidato dalla fotografa Anna Maria Volpi, mentre le narrazioni dalla scrittrice Elena Borghi. La voce narrante della mostra è di Alisea Gabrieli mentre la parte tecnica è stata realizzata da Nico Proietti.

"The Bibiena Concert", anno 2011 (013)
Cd musicale del concerto tenuto dal Django's Clan nell'ottobre 2010 al Teatro Bibiena a Mantova, durante la Campagna Dosta!. Il cd offre il punto di svolta di questo gruppo musicale che da trio diventa quintetto. Dieci anni di attività concertistica per far rivivere e innovare la magia e la poetica di Django Reinhardt che ha offerto uno dei contributi più importanti alla cultura occidentale. Prodotto dall'Istituto con il contributo dell'Unione europea.

Per info: ics@sucardrom.eu

L'Istituto e la Sucar Drom hanno collaborato, a partire dagli Anni Novanta, alla realizzazione di diverse pubblicazioni di cui prossimamente pubblicheremo un elenco.

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Di Fabrizio (del 26/09/2011 @ 09:05:51, in lavoro, visitato 1453 volte)

Cingeneyiz.org 15/09/2011: I raccoglitori di rifiuti solidi chiedono una ricicleria

I rappresentanti di gruppi di cittadini principalmente di origine zingara che campano con la raccolta di cartoni e rottami, si sono recati nell'ufficio di Hakan Tütüncü, sindaco del quartiere di Kepez nella regione di Antalia (città sul Mediterraneo). I rappresentanti hanno chiesto l'appoggio di Hakan Tütüncü nel costruire un centro di riciclaggio per la raccolta e la rivendita dei rifiuti solidi.

Hakan Gezer - presidente dell'associazione rom Muratpaşa, Ferhat Uçakdağ - presidente dell'associazione Cultura, Cooperazione, Solidarietà Sociale dei Rom di Antalia, Doğan Arkın - presidente della Federazione Rom di Aydin, [...] hanno spiegato le loro richieste al sindaco. Tütüncü a sua volta ha risposto che non ci sono spazi liberi per realizzare il centro di riciclaggio e che chiederà alle fondazioni pubbliche di trovare una zona adatta in Antalia.

La raccolta di cartoni e rottami è una delle più comuni forme di sussistenza tra i cittadini di diversi gruppi zingari: Rom in Tracia, Marmara e nella regione dell'Egeo, Abdali nell'Anatolia centrale ed orientale, Dom nel sud-est della Turchia, per lo più campano di queste raccolte in difficili condizioni.

Source: CHA

Documentario (del 2005, durata 8'24", in turco) su chi raccoglie cartoni e rottami

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Di Fabrizio (del 26/09/2011 @ 09:10:15, in casa, visitato 1957 volte)

La proroga alla ordinanza che prevede la demolizione di sei casette all'interno del Q.re Terradeo (conosciuto come Campo nomadi abitato da numerosi anni da venti famiglie di etnia Sinta) a giorni sta per scadere.

Giovedì 22.09.2011 abbiamo avuto il previsto incontro con i due Commissari. Presenti questa volta, il Segretario Comunale e l' Arch. Stano.

Continuiamo ad avere l'impressione di avere di fronte persone con posizioni molto rigide, con una sola idea in testa: la demolizione delle sei "Casette in Legno", senza porsi, per ora, il problema di cosa succederà poi alle famiglie coinvolte in questa vicenda.
Abbiamo presentato ampiamente le nostre Proposte e visto l'aria che tirava, abbiamo comunicato che le stesse le avremmo formulate entro oggi 23.09.2011 per iscritto. Cosa che poi abbiamo puntualmente fatto, protocollandole.
Attendiamo ora dai due Commissari una risposta.

Riteniamo più che mai opportuno, per ogni evenienza, ampliare ed irrobustire la rete di sostegno alle nostre proposte per il raggiungimento di una equa soluzione.

Per Apertamente
Augusto Luisi

PS: alleghiamo:
- le proposte che "Apertamente" ha presentato ai Commissari,
- Il comunicato dei Gruppi Politici di Buccinasco a sostegno della Proposta presentata dalla nostra Associazione, UNITARIAMENTE sottoscritto da tutti, compreso il PDL.
Ora è in preparazione un documento delle Parrocchie e Caritas.


Proposte:

Gentili Signore

dr.ssa Francesca Iacontini, Commissario Prefettizio
dr.ssa Anna Pavone, Commissario,
e p.c. dr Alberto Scrivano, Segretario Generale Comune di Buccinasco

In seguito agli accordi presi nell'incontro del 22 settembre con la nostra Associazione, inoltriamo alla Loro attenzione le seguenti considerazioni e proposte.

La prima considerazione non può che riguardare, poiché l'argomento è stato sollevato in un precedente incontro, il tema del rispetto delle leggi, che Apertamente ha posto all'inizio del proprio Statuto, assumendo come riferimento della propria azione la Costituzione della Repubblica Italiana, insieme alle Dichiarazioni "sui diritti dell'uomo, delle minoranze o nazioni (ed è il caso nostro), dell'infanzia, delle donne e ogni altra dichiarazione o indicazione di carattere universale" (Statuto, art.2). E a questo abbiamo conformato le nostre azioni. È pertanto ovvio il rispetto delle leggi da parte nostra.

Nella pluridecennale vicenda dei Sinti di Buccinasco, varie Autorità hanno mancato, per errori od omissioni, e oggi ne viene chiesto conto agli abitanti del Quartiere Terradeo. Riteniamo che nella presente situazione sia necessario sanare le illegalità verificatesi, in modo che si possa procedere, così come meritoriamente (e finalmente) ha fatto il Commissario Prefettizio preposto al Comune di Buccinasco, nella definizione dello status del terreno comunale su cui il Quartiere insiste, compreso attualmente nei confini del Parco Agricolo Sud Milano.

Le proposte che ci sentiamo di fare, dopo esserci come d'abitudine consultati con gli abitanti del Quartiere, sono le seguenti:

1 - Confermiamo la richiesta di almeno una unità abitativa da assegnare alla famiglia più numerosa, che comprende anche minori con problemi sanitari, famiglia che dispone di un reddito stabile, ed è quindi in grado di sostenere costi di affitto e utenze.

2 - Per le altre famiglie, proponiamo che il Comune acquisti cinque (o sei, nel caso non fosse praticabile la precedente richiesta) case mobili usate, da collocarsi nelle corrispondenti piazzuole, una volta eliminate le costruzioni contestate. Esse saranno concesse ad affitto calmierato alle famiglie, con facoltà di riscatto attraverso il pagamento del canone. Dalle informazioni assunte, queste case mobili presentano i costi meno onerosi, rispetto ad altri prodotti, oltre a garantire la sicurezza degli impianti e un conveniente spazio abitabile.

3 - Per quanto concerne l'eliminazione delle edificazioni contestate, facciamo presente che gli stessi titolari possono provvedere in tempi ragionevoli allo smontaggio e allo stoccaggio, o eliminazione, o rivendita dei materiali recuperati, in modo da poter rientrare in parte dei risparmi investiti nella loro realizzazione.

4 – Rinnoviamo in questa sede, data la stretta connessione con le precedenti proposte, la richiesta che il Comune assegni a cooperative sociali di tipo B parti spesso marginali di appalti (pulizia marciapiedi, svuotamento dei cestini, traslochi, lavori di ripulitura e d'imbiancatura dei muri, piccole riparazioni murarie interni/esterni, montaggio e smontaggio di palchi e strutture provvisorie, cabine e pannelli elettorali, manutenzione piste ciclabili, ecc.), col patto esplicito che queste cooperative debbano prioritariamente ricorrere alla mano d'opera presente nel Quartiere. Ci pare questa una proposta utile a risollevare quelle fra queste famiglie che la crisi ha più duramente colpito, anzi che farne dei "clienti" forzati dei servizi sociali. Facciamo presente che in piccola parte alcune di queste attività già sono state affidate direttamente dal Comune a queste persone con risultati soddisfacenti.

Infine, in merito alla regolarizzazione del terreno, trattandosi di procedura, come ben sappiamo da precedenti tentativi, alquanto complessa, ci permettiamo di chiedere la maggior sollecitudine, onde scongiurare il rischio che il termine della Gestione Commissariale sopraggiunga senza che il percorso sia stato concluso o consolidato e quindi sia recuperabile e proseguibile a cura della

Ernesto Rossi, Augusto Luisi


Comunicato dei gruppi politici:

Buccinasco, 22 settembre 2011

Gent.ma
Dr.ssa FRANCESCA IACONTINI
Commissario Straordinario
COMUNE di BUCCINASCO

Oggetto: intervento campo "Sinti".-

Le sottoscritte forze politiche della città

Premesso che
ritengono fondamentale ogni intervento teso al ripristino della legalità sul territorio esprimendo quindi apprezzamento e condivisione degli sforzi che l'Amministrazione nel merito intende porre in atto e convinte che solo in un quadro di certezza del diritto è possibile promuovere il corretto sviluppo rivolgono alla S.V. Ill.ma un appello a valutare con disponibilità ed attenzione le proposte che associazioni ed enti interessati a favorire e completare l'integrazione di piena cittadinanza dei soggetti appartenenti alla minoranza etnica richiamati in oggetto.

Le stesse associazioni, infatti, hanno considerato opportuno raccordarsi con tutte le forze politiche della città e rappresentare loro più ipotesi di soluzione del problema che, contestualmente a nostro avviso, soddisfano l'esigenza di legalità e pongono i nuclei interessati nella condizione di tranquillità psicologica ed umana responsabilizzandoli e facendo loro condividere gli stessi obiettivi. Di cosa si tratti saranno ovviamente gli stessi organismi associativi a rappresentarli alla Sua attenzione. Noi li abbiamo condivisi.

Nostro compito è far presente che la situazione si trascina ormai da lunghi anni, come certamente avrà avuto modo di ricavare dalla copiosa documentazione che sappiamo essere stata presentata.

Non abbiamo dubbi che in buona parte la responsabilità è propria della "politica" non sufficientemente in grado di offrire risposte tempestive in assenza sempre di qualcuno degli interlocutori interessati.

Nelle incertezze e nei ritardi si sono situate e si situano tutte le situazioni lamentate e che è sacrosanto ricondurre a normalità sia con la definizione di un regolamento sia, appunto, con il ripristino della legittimità violata.

Un intervento, come quello paventato dall'ordinanza emessa all'inizio dell'estate, visto il periodo intercorso, poco propenso a dar avvio a qualsiasi iniziativa di sistemazione, viste le condizione economiche dei nuclei sui quali grava l'intervento, vista la presenza di ben quattro donne in stato di gravidanza, vista la condizione di grave patologia di una bambina di poco più di due anni, potrebbe portare ad una reazione difficilmente prevedibile e comunque ad un impegno di spesa dell'Amministrazione a garantire condizione di vivibilità civile di suoi cittadini attraverso l'ospitalità dei nuclei o presso abitazioni libere sul mercato o con ospitalità in strutture alberghiere.

E' nostro convincimento quindi, fermo restando la condivisione ed il raggiungimento, dell'obiettivo del ripristino della legalità in tempi certi, di un'azione più graduata nel tempo che ne faciliti la soluzione con soddisfazione di tutte le parti in causa.

Siamo certi che non vorrà mancare di valutare con l'attenzione dovuta quanto le verrà prospettato e costruire insieme un finale coerente agli elementi di criticità che abbiamo cercato di enucleare.

Siamo anche certi che non fermerà l'azione dell'Amministrazione nei confronti degli abusi perpetrati all'interno del territorio del parco anche prossimi ed adiacenti al campo "Sinti" con costruzioni e realizzazione di manufatti che nulla hanno a che vedere con il bisogno di un tetto dove riparare così come invece si configura, pur in assenza di autorizzazioni, la situazione di queste sei famiglie appartenenti ad una minoranza etnica.

RingraziandoLa della disponibilità, distintamente La salutiamo.

I Gruppi politici di Buccinasco: Partito Democratico, Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, Verdi, Lista civica "Per Buccinasco", PDL.

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Di Anna Luridiana (del 27/09/2011 @ 09:16:58, in conflitti, visitato 1893 volte)

Survival Nomade Awá picchiato brutalmente dai taglialegna 21 settembre

Un uomo Awá tra le ceneri di quella che prima era la foresta della tribù. - © Fiona Watson/Survival

Un uomo della tribù degli Awá, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori nomadi rimaste in Brasile, è stato brutalmente attaccato dai taglialegna che hanno invaso la sua terra.

Stando ai racconti, l’uomo stava cacciando nella foresta quando i taglialegna lo hanno legato e bendato, picchiato con violenza e poi hanno tentato di decapitarlo. Quando la moglie è accorsa per portargli aiuto, le hanno sparato, fortunatamente senza colpirla.

Nel corso delle ultime settimane, gli Awá hanno subito una serie di minacce da parte dei taglialegna, che intimano agli indiani di non entrare nella loro stessa foresta, pena la morte.

Tra i vari attacchi, uno è stato sferrato contro la sede del gruppo locale della Ong CIMI (il Consiglio Missionario Indigeno), che è stata svaligiata.

Le violenze sono state compiute per ritorsione contro l’intervento del governo, che ha chiuso le segherie dove viene lavorato il legno tagliato nella terra degli Awá. Nel corso dell’operazione sono stati arrestati due taglialegna.

Gli Indiani Awá vivono in territori ufficialmente riconosciuti come indigeni, ma le loro vite sono a rischio perché i taglialegna continuano ad abbattere illegalmente la loro foresta, a ritmi vertiginosi.

Nella terra degli Awá si sono insediati illegalmente anche coloni e allevatori di bestiame, che contribuiscono a distruggere ulteriormente la foresta.

Uno dei territori degli Awá è già stato deforestato per oltre il 30%.

Per gli Awá sta diventando sempre più difficile trovare selvaggina da cacciare. “Presto soffriremo tutti la fame” ha dichiarato a Survival Pirei Ma’a Awá. “I bambini avranno fame, mia figlia avrà fame e avrò fame anch’io. Non ci sarà più nulla nella foresta… I taglialegna arrivano con i loro camion e portano via tutti gli alberi.”

Survival ha scritto alle autorità brasiliane, evidenziando il pericolo di attacchi violenti e ribadendo la necessità urgente di allontanare gli invasori e di proteggere la terra della tribù, senza cui gli Awá non potranno sopravvivere.

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Di Sucar Drom (del 27/09/2011 @ 09:59:25, in casa, visitato 1552 volte)

Sempre dalla newsletter di Articolo 3, un aggiornamento su una situazione segnalata 10 giorni fa. di Elena Borghi*

Apriva la guida alla rassegna stampa della newsletter n.30 una riflessione sugli avvenimenti che da circa un mese animano la vita di Torrazza Coste (PV).
Niente di speciale, all’apparenza: una trattativa in corso tra due privati, per l’acquisto di un terreno parzialmente edificabile, sito in una delle vie più "in" del paese dell’Oltrepò. Un banale episodio di compravendita come ne accadono ogni giorno, senza mai finire sulle pagine dei giornali.
Ma questo caso è diverso. La notizia ha ottenuto l’attenzione del giornale locale, la Provincia Pavese, è passata di bocca in bocca tra i millesettecento abitanti di Torrazza – schieratisi a sostegno o contro il compaesano deciso a vendere quel terreno –, ha fatto mettere in campo polizia locale ed avvocati, e probabilmente sta guastando il sonno a più persone, coinvolte a vari livelli nell’episodio.
A trasformare questa ordinaria vicenda in fatto di cronaca è un particolare piccolo ma evidentemente insormontabile, l’appartenenza etnica degli acquirenti: rom, una parola minuscola che desta preoccupazioni enormi.

Avevamo promesso di approfondire l’episodio, e così abbiamo cercato di fare, recandoci a Torrazza Coste. Ma quel che possiamo raccontare è solo una serie di impressioni.
Le persone con cui abbiamo parlato, infatti, sono state vaghe e sfuggenti: tanto timide nell’azzardare commenti personali, quanto decise nell’affermare la propria estraneità ai fatti, restie a fare i nomi dei compaesani più direttamente coinvolti, caute nella scelta dei termini e barricate dietro una facciata politically correct impenetrabile, come chi si stia muovendo su un terreno pericoloso e cerchi di tenersi al riparo da possibili scivoloni.
Al Bar Sport siedono gli avventori più loquaci. Parlano della vicenda di via Moro come di una cosa che non li riguarda granché, cercano di esporre i fatti in ordine cronologico e di astenersi da notazioni personali. Punzecchiati sulla questione della petizione – che qualcuno in paese avrebbe organizzato per scongiurare l’arrivo dei rom, radunando oltre 350 firme [1] – si lasciano scappare un commento: "Beh, nessuno li vuole…", con il tono di chi sta dicendo la cosa più ovvia del mondo, una verità universale e condivisa.
Intanto, in via Moro scorre tranquillo il sabato pomeriggio, dietro i cancelli e i muri di cinta alti e robusti, dietro le porte blindate di villette pretenziose, troppo simili a miniature di castelli, dentro i Suv e sulla ghiaia dei vialetti d’ingresso, che annunciano ospitali: "Attenti al cane". Non c’è niente di così diverso, in fondo, in questa via e in questo paese, rispetto a centinaia di altre piccole città italiane, familiari a tutti noi; eppure, il sospetto che qui si stia consumando una silenziosa ingiustizia rende minacciosi particolari che, altrimenti, ci parrebbero assolutamente normali, addirittura rassicuranti.

Il terreno incriminato, ora deserto perché da giorni i futuri acquirenti non si fanno più vedere a Torrazza, sorge in mezzo a questo idillio borghese a tinte pastello: c’è una parte di verde ed alberi (per quelli che la famiglia rom ha abbattuto è già intervenuta la Forestale, con una multa al proprietario), una parte di semplice terreno, una piccola costruzione in pietra fatiscente – forse un ex capanno per gli attrezzi. Niente altro. Episodi spiacevoli, nei giorni in cui la famiglia è stata con i camper sul terreno? Pare di no. Arrivavano al mattino, ripartivano al tramonto. Segni di incuria, immondizie, rottami? No.
Sono stati fatti intervenire (a scopo preventivo, si direbbe) Carabinieri e Polizia locale; si sono ipotizzati sgomberi, scritte e firmate petizioni, allertate le autorità locali. Eppure i residenti di via Moro con cui abbiamo parlato dicono di non sapere nulla – più criptici della Sibilla, omertosi come neanche in terra di mafia.
Gli abitanti della prima casa in cui ci rechiamo ci danno un’indicazione nemmeno troppo velata. Loro naturalmente non sanno nulla, ma: "Chiedete ai signori di fronte, che sono i più aggiornati sulla questione", riferendosi ai proprietari della villa confinante con il terreno incriminato. Ma no, nemmeno loro sanno essere precisi. "Non voglio dire cose di cui non sono certa" – ripete la signora, assicurando che ora è l’amministrazione comunale a occuparsi dell’intera faccenda. Sì, forse una raccolta firme c’è stata, ma lei non ne sa granché. Stessi occhi sospettosi, stesse mezze parole anche nelle due case successive. Questi trecentocinquanta nomi paiono essersi volatilizzati.
Pare che il rogito ancora non sia stato stipulato, sembra che sia circolata una petizione e si siano raccolte delle firme, corre voce che la petizione sia stata recapitata in Comune, si dice che l’amministrazione si stia facendo direttamente carico della faccenda, forse alla ricerca di quella "soluzione pacifica che soddisfi i residenti" di cui parla la Provincia Pavese, e che consisterebbe nel "convincere i proprietari a trovare nuovi acquirenti".
Ripartiamo con i taccuini vuoti e nessuna vera informazione in più.

Ci rimane addosso solo un’impressione generale di disagio, l’inquietudine che inducono i luoghi apparentemente inattaccabili, perfetti, nel giusto – facciate dietro le quali spesso si consumano pesanti ingiustizie e prevaricazioni. E’ questo, il messaggio sotteso ai silenzi e alle parole vaghe delle persone che abbiamo intervistato?
E’, questa, una vicenda in cui qualcuno – elettori e cittadini benestanti, affidabili, "pacifici e forti" – sta non solo accettando di avere il coltello dalla parte del manico, ma decidendo di far valere questa condizione contro qualcun altro, persone che del coltello vedono sempre e solo la punta acuminata? Non possiamo ancora dirlo. Ripartiamo con il dubbio ben vivo in mente, in attesa che lo sviluppo degli eventi decida il carattere di questa piccola grande storia.
Poco fuori il paese, sul ciglio della strada si erge una chiesetta bianca, di cui qualcuno ha imbrattato la facciata, stampandovi un Sole delle Alpi leghista, bello grande, in verde d’ordinanza.

  • * Titolo da: Ascanio Celestini, I miei racconti "in fila indiana" contro il razzismo (Corriere Sera, 30/5)
  • [1] Firme contro l’area nomadi. Residenti di via Moro in rivolta (Provincia Pavese, 1/9)
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Di Fabrizio (del 28/09/2011 @ 09:32:49, in conflitti, visitato 2639 volte)

Fonti varie

Su Youtube da Euronews (20" in inglese ndr.) QUI in italiano.

Da domenica scorsa sono in corso violenti scontri a carattere etnico in tutto il paese.

Tutto è iniziato quando nel villaggio di Kanunitsa (160 Km. a sud di Sofia) un uomo è stato investito (decedendo in seguito) da un furgone guidato da un appartenente ad una famiglia rom molto ricca ed in vista nel paese. Come succede spesso in casi simili, si dice che la fortuna della famiglia sia collegata ad attività fuorilegge: in questo caso il commercio illegale di alcool.

L'investitore è poi fuggito. Gli abitanti del villaggio hanno immediatamente pensato che si fosse trattato di un'azione deliberata, a causa di minacce precedenti subite dalla vittima, ed hanno assalito la villa della famiglia rom. Durante questo assalto, ci sono stati 5 feriti, tra cui 3 poliziotti, ed un giovane è caduto in coma, morendo durante il trasporto in ospedale. La polizia ha operato 127 arresti ed è riuscita ad arrestare l'investitore, mentre cercava di oltrepassare il confine con la Turchia.

immagine dal sito della Radio Bulgara

Nonostante gli appello alla calma delle autorità, dello stesso primo ministro (e di converso, del capo dell'opposizione), di diverse organizzazioni, tra cui quelli di esponenti della minoranza turca e di altre associazioni civili e politiche, gli incidenti si sono subito propagati in tutto il paese, tanto nei piccoli villaggi che nelle grandi città, vedendo tra gli assalitori diversi fan ultrà delle squadre di calcio ed i soliti gruppi neonazisti; un dato significativo e preoccupante indicherebbe che un terzo di chi sta manifestando contro i Rom sia minorenne. Tra le città coinvolte Plovdiv (350.000 abitanti, ospita il quartiere di Stolipinovo, dove abitano 40.000 Rom), la capitale Sofia (con una manifestazione di migliaia di persone davanti al Parlamento), la città marittima di Varna (corteo di 200 persone verso la mahala rom di Maksuda), ed inoltre a Pleven e Burgas, con diversi incidenti che hanno coinvolto membri della comunità rom, le loro macchine e negozi.

Attualmente a causa dei timori, molti bambini sono tenuti a casa da scuola ed i loro padri non si stanno presentando al lavoro.

Si vocifera di possibili manifestazioni della comunità rom, per esprimere solidarietà e vicinanza alle famiglie dei morti e preoccupazioni per i disordini che sono succeduti, ma ovviamente il clima molto teso invita anche alla prudenza estrema prima di esporsi. Nel contempo, circolano anche voci (preoccupanti ma da verificare) che i Rom asserragliati nei loro ghetti, si stiano armando per resistere.

Sono in corso riunioni, tanto a livello locale che nazionale, sia nella polizia, che nel governo e nelle amministrazioni decentrate, che tra le associazioni della società civile, nel tentativo di porre freno alla catena di violenze che attualmente non si sono ancora fermate.


Nel contempo, la situazione rimane molto tesa anche in Repubblica Ceca, soprattutto nelle regioni confinanti con Polonia e Germania, nonostante l'azione repressiva della polizia.

Articolo Permalink Commenti Oppure (3)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 28/09/2011 @ 09:49:07, in lavoro, visitato 1856 volte)

Da Coopofficina

In Abruzzo nel mese di maggio 2011 è stato avviato il progetto Fattoria sociale bravalipè per dare occupazione ai giovani, in particolare giovani rom. L'iniziativa è stata promossa da una partership composta da associazione RomSinti@ politica, Centro studi e ricerche CILICLO', Azienda agricola Ciattoni.
Obiettivo ambizioso dell'iniziativa è di avviare due fattoria sociali in provincia di Chieti e di Pescara per dare occupazione a 15 giovani.

Dopo un periodo di preparazione dell'iniziativa dal 22 agosto 2011 sono iniziate le assunzioni di giovani e dai primi di settembre QUATTRO giovani rom sono stati regolarmente assunti e svolgono le attività agricole della fattoria.
Nelle prossime settimane saranno assunti altri giovani rom e non rom e nel mese di Marzo 2012 le assunzioni di dovrebbero completare con 15 giovani che lavorano.

I promotori dell'iniziativa in queste settimane stanno valutando la possibilità di apertura di punti vendita dei prodotti della fattoria sociale in alcune città, iniziativa che potrebbe dare occupazione ad alcune ragazze.

Portiamo a conoscenza che da ogni regione italiana è possibile acquistare i prodotti della fattoria sociale, attualmente i prodotti disponibili per la spedizione sono: miele ed olio extravergine di oliva biologico.

Nelle prossime settimane ci sarà una conferenza stampa dei promotori dell'iniziativa e dei giovani che già lavorano nella fattoria per informare l'opinione pubblica, i media, gli enti locali e le istituzioni dell'iniziativa, per sfatare il pregiudizio che " i rom non vogliono lavorare" , ma anche per far conoscere che i progetti destinati alla popolazione romanì devono essere adeguati ai bisogni della persona rom coinvolta nell'ottica della "normalità" e con il rifiuto di ogni forma di assistenzialismo.

Dott. Nazzareno Guarnieri

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