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Bulgaria
Di Fabrizio (del 28/09/2011 @ 09:32:49, in conflitti, visitato 1970 volte)

Fonti varie

Su Youtube da Euronews (20" in inglese ndr.) QUI in italiano.

Da domenica scorsa sono in corso violenti scontri a carattere etnico in tutto il paese.

Tutto è iniziato quando nel villaggio di Kanunitsa (160 Km. a sud di Sofia) un uomo è stato investito (decedendo in seguito) da un furgone guidato da un appartenente ad una famiglia rom molto ricca ed in vista nel paese. Come succede spesso in casi simili, si dice che la fortuna della famiglia sia collegata ad attività fuorilegge: in questo caso il commercio illegale di alcool.

L'investitore è poi fuggito. Gli abitanti del villaggio hanno immediatamente pensato che si fosse trattato di un'azione deliberata, a causa di minacce precedenti subite dalla vittima, ed hanno assalito la villa della famiglia rom. Durante questo assalto, ci sono stati 5 feriti, tra cui 3 poliziotti, ed un giovane è caduto in coma, morendo durante il trasporto in ospedale. La polizia ha operato 127 arresti ed è riuscita ad arrestare l'investitore, mentre cercava di oltrepassare il confine con la Turchia.

immagine dal sito della Radio Bulgara

Nonostante gli appello alla calma delle autorità, dello stesso primo ministro (e di converso, del capo dell'opposizione), di diverse organizzazioni, tra cui quelli di esponenti della minoranza turca e di altre associazioni civili e politiche, gli incidenti si sono subito propagati in tutto il paese, tanto nei piccoli villaggi che nelle grandi città, vedendo tra gli assalitori diversi fan ultrà delle squadre di calcio ed i soliti gruppi neonazisti; un dato significativo e preoccupante indicherebbe che un terzo di chi sta manifestando contro i Rom sia minorenne. Tra le città coinvolte Plovdiv (350.000 abitanti, ospita il quartiere di Stolipinovo, dove abitano 40.000 Rom), la capitale Sofia (con una manifestazione di migliaia di persone davanti al Parlamento), la città marittima di Varna (corteo di 200 persone verso la mahala rom di Maksuda), ed inoltre a Pleven e Burgas, con diversi incidenti che hanno coinvolto membri della comunità rom, le loro macchine e negozi.

Attualmente a causa dei timori, molti bambini sono tenuti a casa da scuola ed i loro padri non si stanno presentando al lavoro.

Si vocifera di possibili manifestazioni della comunità rom, per esprimere solidarietà e vicinanza alle famiglie dei morti e preoccupazioni per i disordini che sono succeduti, ma ovviamente il clima molto teso invita anche alla prudenza estrema prima di esporsi. Nel contempo, circolano anche voci (preoccupanti ma da verificare) che i Rom asserragliati nei loro ghetti, si stiano armando per resistere.

Sono in corso riunioni, tanto a livello locale che nazionale, sia nella polizia, che nel governo e nelle amministrazioni decentrate, che tra le associazioni della società civile, nel tentativo di porre freno alla catena di violenze che attualmente non si sono ancora fermate.


Nel contempo, la situazione rimane molto tesa anche in Repubblica Ceca, soprattutto nelle regioni confinanti con Polonia e Germania, nonostante l'azione repressiva della polizia.