Rom e Sinti da tutto il mondo

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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 09:20:10, in conflitti, visitato 2889 volte)

Da Roma_Shqiperia

BalkanInsight - La polizia albanese criticata dopo un attacco al campo rom By Besar Likmeta
Famiglia rom a Laprake. Photo by: UNHCR

Tirana, 11/03/2011 - La polizia albanese è stata accusata di razzismo dai media locali, dopo che tre giorni fa un campo rom alla periferia di Tirana è stato bruciato, da attentatori che non sono ancora stati trovati.

Alcuni residenti del campo, che ospitava circa 40 famiglie, hanno detto ai media locali che gli assalitori arrivavano di notte e li malmenavano con dei bastoni, mentre appiccavano il fuoco alle loro baracche; questo per diversi giorni, spingendoli a sloggiare.

I residenti dicono che la polizia non è riuscita ad impedire gli attacchi e fornire protezione alle famiglie, che ora si sono trasferite a vivere in altri insediamenti a Tirana e altrove.

Rimane dubbio se l'attacco è stato il risultato del razzismo, oppure è stato istigato da interessi finanziari immobiliari di chi cerca di costruire nell'area.

Venerdì la polizia ha negato di aver violato le leggi anti discriminazione sulle minoranze e la protezione dei bambini, mentre il caso rimane sotto esame.

Secondo il comunicato della polizia, i Rom "hanno dato inizio al conflitto" coi loro vicini, da cui l'escalation.

"Abbiamo chiesto ai Rom riguardo al fuoco che ha travoltole loro abitazioni, ma si sono rifiutati di testimoniare," si legge nel comunicato.

Secondo l'Unione dei Rom Albanesi, una OnG di Tirana, vivono in Albania sino a 150.000 Rom, parte di una comunità che lotta contro le discriminazioni, bassi tassi di alfabetizzazione e disoccupazione di massa.

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Di Fabrizio (del 18/03/2011 @ 09:00:24, in sport, visitato 1397 volte)

Segnalazione di Marco Brazzoduro

Rom, Romani, Rumeni,
concittadini di tutto il mondo,
inizia la Primavera.....
camminiamo?

Camminare ci piace, ci fa incontrare gli altri e ci rende consapevoli di dove viviamo...
Quest'anno vorremmo camminare anche per la Costituzione, davanti ai non più tollerabili soprusi del potentato politico, economico e mafioso.
Camminiamo perché la nostra esperienza si trasformi in proposta, il nostro sdegno in protesta, il nostro stupore in progetto.
Camminiamo perché è ora di cambiare il mondo.

iniziamo Domenica 20 marzo
Primaveraromana 2011


Quest'anno camminiamo anche in Sicilia.... sulle tracce della Marcia della Sicilia Occidentale che ebbe luogo dal 6 all'11 marzo 1967 promossa da Danilo Dolci e che vide la vasta partecipazione delle popolazioni del Belice e di molti intellettuali italiani.

Mercoledi 16 Marzo ore 18.00
ESC. Via dei Volsci 159. San Lorenzo
incontro pubblico di presentazione, discussione e condivisione della
Marcia per un Mondo Nuovo
per i diritti e i beni comuni. che si terrà da Menfi a Palermo dall'11 al 17 aprile
promossa da Stalker con Associazioni, Comuni e Movimenti siciliani
con videodocumenti della marcia del '67 e la partecipazione di Carola Susani

Oggi so che la mia voce è la voce di ciascun siciliano sensato, di ciascun italiano di buon senso di ciascun uomo al mondo consapevole se dico: Non si può continuare così.
Il vecchio mondo è finito, (...) non possiamo non vedere che un nuovo mondo ci occorre, nel quale possiamo svilupparci da uomini veramente vivi, cioè tutti coraggiosamente, attivamente, organicamente fratelli tra noi. (...)
Sappiamo che un enorme lavoro attende ciascuno di noi se vogliamo riuscire - con l’attenzione, l’intelligenza e l’impegno necessari - ad essere vivi come ci occorre a farci un mondo nuovo. (...) Sappiamo che dobbiamo produrre ciascuno fatti nuovi, costruire ciascuno un sano rapporto con gli altri, il suo pezzo di mondo nuovo.(...) Se noi riusciamo ad essere la vita, chi ci può fermare?
(Danilo Dolci, sabato 11 marzo 1967 piazza Kalsa, Palermo)

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Di Fabrizio (del 17/03/2011 @ 09:29:50, in Europa, visitato 1622 volte)

Giornata della memoria, protagonisti i popoli nomadi europei

LUGANO - In occasione della Giornata cantonale della memoria, che come ogni anno cadrà il 21 marzo, l'Associazione Ticinese degli Insegnanti di Storia ha organizzato nelle scuole una serie di appuntamenti dedicati ai popoli nomadi europei (Rom, Sinti, Jenish).

"Oggetto da secoli di periodiche persecuzioni, tra le principali vittime del tentativo di sterminio delle "razze inferiori" perpetrato dal nazismo durante la Seconda guerra mondiale, le comunità Rom, Sinti e Jenish sparse per l'Europa stanno diventando di nuovo, in questo ultimo decennio, bersaglio privilegiato dell'intolleranza e della diffidenza; un fenomeno, questo, che non risparmia né la Svizzera né il Ticino".

Per l'occasione sono previsti molteplici eventi nelle scuole, oltre ad una serata pubblica. Presso le scuole medie di Gravesano (la mattina) e le scuole medie di Camignolo (il pomeriggio), agli allievi delle classi quarte sarà rivolto un incontro così articolato: Visione del documentario "Liberi dentro… zingari e svizzeri" di Fabio Calvi, regista, che sarà presente in sala. Testimonianza di Ursula "Ushi" Waser, esponente della comunità Jenish e vittima del programma di rieducazione della Pro Juventute, ed intervento del trio musicale "I Muzikanti di Balval" che proporrà alcuni brani di musica rom.

Presso il Liceo Lugano 1 (la mattina) e il Liceo Lugano 2 (il pomeriggio) è prevista un'attività destinata agli studenti suddivisa in due parti.
La prima ha l'obiettivo di inquadrare il contesto storico in cui si delinea lo scontro tra civiltà sedentarie e nomadi e l'esito di tale scontro nel secondo conflitto mondiale. La seconda parte si prefigge di conoscere meglio le civiltà nomadi contemporanee nel contesto svizzero e italiano. E' previsto l'intervento di vari ospiti.

La sera di lunedì 21 marzo, alle 20.15, presso il Centro evangelico di Lugano (via Landriani 10), si terrà infine l'evento "Alle porte della città, parole e musiche nomadi" con la partecipazione di Giorgio Bezzecchi, di Maurizio Pagani e del gruppo «I Muzikanti di Balval».

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Di Fabrizio (del 17/03/2011 @ 09:02:30, in musica e parole, visitato 1340 volte)

Il link per chi legge da Facebook stavolta non lo metto, perché lì l'ho già pubblicato : - P

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Di Fabrizio (del 16/03/2011 @ 14:26:16, in casa, visitato 1803 volte)

Da Redattore Sociale

Le tre famiglie non volevano lasciare il campo. Costantin Ventila, rom romeno: "Comune e Casa della Carità mi hanno offerto 1000 euro per andarmene e altri 5 mila quando avrei trovato un appartamento. Ma io ho rifiutato"

MILANO - Sgomberate tre famiglie rom che vivono all'interno del campo rom di Triboniano. Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia di stato e della polizia locale che hanno bloccato le vie d'accesso al campo dove è stato vietato l'accesso a giornalisti e operatori della Casa della carità. Gli abitanti del campo si sono opposti allo sgombero. "Mi vogliono buttare in strada con i miei figli, non so dove mi vogliono mandare", denuncia Costantin Ventila, rom romeno, contattato telefonicamente. "Il comune e la Casa della carità - aggiunge Ventila - mi hanno offerto 1000 euro per andarmene da Triboniano e altri 5 mila quando avrei trovato un appartamento. Ma io ho rifiutato". Ventila, geometra sessantenne, è presidente dell'associazione "Avena Amenza Savale", da vent'anni in Italia e da sette anni abitante del campo comunale di via Triboniano. "Secondo me questa è una truffa: io sono un rom e se vado a cercare un appartamento non lo trovo - prosegue Ventila -.Tra l'altro, ci hanno sgomberato senza notificarci nulla: non abbiamo in mano nulla di scritto". In attesa che qualcuno, comune o Casa della carità, gli offrisse un'alternativa, Costantin Ventila si è rifugiato con la sua famiglia nella chiesa dei frati cappuccini davanti al Cimitero Maggiore. Ma ha poi lasciato quel rifugio. (dp/ar)

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Di Fabrizio (del 16/03/2011 @ 09:10:05, in sport, visitato 1490 volte)



I Mondiali Antirazzisti si svolgeranno quest'anno dal 6 al 10 luglio, ma dopo tre anni infatti i Mondiali Antirazzisti salutano Casalecchio di Reno e traslocano a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, nella località nota come Bosco Albergati (...).
Come ogni anno saranno cinque giorni di sport – con tornei di calcio, basket, pallavolo, rugby e cricket e possibilità di praticare yoga, pilates e giochi tradizionali dal mondo – e musica, cultura e dibattiti in nome dell'antirazzismo e a difesa del valore di tutte le diversità, siano esse di provenienza, di genere, di etnia o di abilità.

Bosco Albergati è una sorta di ritorno al passato con una situazione un po' più intima che assomiglia ad un vero e proprio villaggio dello sport contro le discriminazioni. Abbiamo avuto questa idea anche per ritrovare dei ritmi meno frenetici e maggiore intimità tra i partecipanti ai Mondiali. C'è dietro però anche una riflessione di carattere economico: montare un intero villaggio nello spazio di Casalecchio, che non era attrezzato, comportava costi altissimi. Bosco Albergati dà invece la possibilità di usufruire di attrezzature già presenti, per tentare di rendere economicamente più sostenibile la festa, soprattutto in tempo di crisi quando le sponsorizzazioni di enti, istituzioni e privati si riducono. Si tratta di un'edizione che vuole mantenere lo spirito originario di una festa popolare che accoglie, include e non esclude e che però ogni anno deve sempre più fare i conti con la crisi e i tagli delle sponsorizzazioni.

Come sempre, oltre al divertimento con sport e musica per tutti e a costo zero, i Mondiali Antirazzisti mettono al centro i contenuti, con riflessioni sui temi dell'integrazione, della multiculturalità e della lotta a qualsiasi forma di fobia del diverso. In linea di massima si cercherà di seguire con maggiore attenzione i piccoli segnali di cambiamento delle edizioni passate approfondendo il rapporto con le cooperative sociali per creare laboratori educativi. Temi primari saranno la lotta contro la discriminazione su Rom e Sinti, il tema della diaspora anche alla luce della carta dei migranti elaborata all'ultimo Social Forum Mondiale di Dakar, e l'attenzione alle diversità di genere e contro l'omofobia.
Pensiamo che ci sarà un rapporto molto proficuo con le comunità di migranti del territorio modenese e non e che si potrà riflettere a modo nostro sulle recenti rivoluzioni nei paesi nordafricani e sulle loro conseguenze migratorie. Continueremo l'impegno sul fronte europeo con il coinvolgimento di gruppi, associazioni e singoli in rappresentanza di ogni cultura e paese, per far sì che questa festa dello sport dimostri ogni anno di più il valore positivo dell'incontro e dello scambio attraverso il gioco.

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Di Fabrizio (del 16/03/2011 @ 09:07:05, in Europa, visitato 1322 volte)

Il sindaco di Šurice, gli zingari vengano a noi

Zoltán Végh, il sindaco del villaggio di Šurice, nella regione di Banská Bystrica, ha sostenuto che sarebbe felice di veder aumentare il numero di abitanti di etnia Rom nel suo villaggio.
Il sindaco Végh non è comunque un apostolo della fratellanza fra genti diverse ma piuttosto un uomo pratico e concreto ufficialmente consapevole del fatto che ad un maggior numero di zingari corrisponderebbe, per la municipalità di Šurice una maggiore allocazione di fondi pubblici anche in proporzione al numero di abitanti.
Alla prosperità del villaggio manca, insomma, un maggior tasso di natalità ed una bella e prolifica comunità Rom. “L’anno scorso sono morte 11 persone ed è nato un solo bambino. Il fattore principale è la mancanza di cittadini Rom, che normalmente hanno famiglie numerose”.

Végh vorrebbe vedere la sua gente, invece, crescere e moltiplicarsi perché se ci fossero bambini ci sarebbe anche un asilo ed una scuola. Con solo 13 ragazzini sotto i 15 anni questo non è ovviamente, ne economico e neanche possibile. Zingari o meno occorre un miracolo, la popolazione di Šurice è attualmente composta da 500 anime in rapida diminuzione.

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Di Fabrizio (del 15/03/2011 @ 09:27:39, in Italia, visitato 1691 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojislav

Consiglio Comunale CITTÀ DI TORINO

MOZIONE N. 8 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CASTRONOVO, CASSANO, FERRANTE E SILVESTRINI IN DATA 14 APRILE 2009

Approvata dal Consiglio Comunale in data 3 marzo 2011

OGGETTO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NAZIONE ROM.

Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO CHE

- l'8 aprile si celebra in tutto il mondo il "Romano Dives", la Giornata internazionale della nazione Rom, in ricordo di quell'8 aprile del 1971 quando a Londra si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rom e si costituì la Romani Union, la prima organizzazione mondiale dei Rom riconosciuta dall'ONU nel 1979;
- tale giornata è un momento importante per il popolo Rom e per l'umanità intera che può dirsi civile soltanto se a tutti i popoli è riconosciuta la pari dignità;

RICONOSCE E FA PROPRIA

la ricorrenza dell'8 aprile, impegnandosi a diffonderne il valore e il significato alle istituzioni e alla cittadinanza attraverso tutti i mezzi a sua disposizione;

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta a:
1) attivarsi affinché venga divulgata, al di là dei pregiudizi, la conoscenza della storia e della cultura di Rom e Sinti;
2) vegliare affinché questa parità venga fattivamente realizzata e non rimanga un mero proclama, avviando politiche attive anche per il superamento della ghettizzazione nei campi, per il contrasto di ogni forma di xenofobia e per il miglioramento della coesione e dell'inclusione sociale.

Espressioni di voto

FAVOREVOLI
BONINO GIAN LUIGI
BRUNO GIUSEPPE MAURIZIO
CASTRONOVO GIUSEPPE
CENTILLO MARIA LUCIA
CUGUSI VINCENZO
FERRANTE ANTONIO
GALLO DOMENICO
GALLO STEFANO
GENISIO DOMENICA
GENTILE LORENZO
GIORGIS ANDREA
LAVOLTA ENZO
LO RUSSO STEFANO
OLMEO GAVINO
PETRARULO RAFFAELE
RATTAZZI GIULIO CESARE
SALINAS FRANCESCO
TEDESCO GIULIANA
TROMBINI CLAUDIO
ZANOLINI CARLO

CONTRARI
BRESCIA MARIO
SAVINI MANUELA

ASTENUTI
BOERO VALTER
CUNTRÒ GIOACCHINO
SCANDEREBECH FEDERICA
VENTRIGLIA FERDINANDO

NON PARTECIPANTI
ANGELERI ANTONELLO
FIORINO SALVATORE
SALTI TIZIANA

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Di Fabrizio (del 15/03/2011 @ 09:25:32, in musica e parole, visitato 1639 volte)

Desideriamo invitarvi a partecipare alla serata "CHI SONO I NUOVI ITALIANI?", organizzata, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Olgiate Molgora LC, in collaborazione con l'Associazione La Conta, che ci sarà alle ore 21,00 di sabato 19/03/2011, con ingresso libero e gratuito, presso la sala Civica di Viale Sommi Picenardi a Olgiate Molgora (Lecco).

In particolare la serata sarà dedicata alla conoscenza della cultura del popolo Rom in Italia, attraverso la loro musica, i loro canti e le loro danze, in una ritrovata unità multiculturale ed inclusiva dei rom che abitano i nostri territori. Parteciperà alla serata Ernesto Rossi, studioso dei Rom e Sinti nonché presidente dell'Associazione "Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti" e dell'Associazione "ApertaMente di Buccinasco" che ci parlerà delle condizioni di vita dei Rom e dei Sinti in Italia e della loro cultura. Parteciperà altresì La Nuova Untza! un gruppo canoro/musicale rom di quattro musicisti (fisarmonica, chitarra, violino e clarinetto) più alcuni ballerini, diretto da Marian Badeanu, "Director" che animeranno una vera e propria festa Rom con splendidi canti, danze e musiche tradizionali/popolari Rom. La serata si concluderà con un buffet, offerto a tutti i presenti.

[...]

La Nuova UNTZA! Gruppo canoro/musicale rom, costituito normalmente da 4 elementi (una fisarmonica, un violino, una chitarra ed una tromba o sassofono) ma che nelle feste tradizionali può comprendere fino a circa 10 musicisti/cantori/ballerine/i, condotta da Marian Badeanu, "Director", violino solista e direttore del complesso, erede dell'associazione musicale "Untza!", fondata anni fa da musicisti immigrati a Milano, per far conoscere le musiche ed i canti tradizionali/popolari rom in particolare e più in generale dell'area dei balcani. Marian Badeanu 'Director' ha ispirato, e partecipato con Loredana e Ciprian, figli d'arte, al film/documentario "Miracolo alla Scala" di Claudio Bernieri, originale remake del "Miracolo a Milano" di De Sica e Zavattini, definito da Ermanno Olmi "un utile e bel documento".

Vi saremo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziata di cui sopra e/o diffondere la stessa tra le persone che ne possono esservi interessate. Vi ringraziamo in anticipo.

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Di Daniele (del 14/03/2011 @ 10:54:39, in Europa, visitato 1585 volte)

Da Roma_Daily_News

Iangreen.org - I rom vivono in povertà

Ci sono quasi 2,2 milioni di persone rom che vivono in Romania, il 75% dei quali vive in povertà. Poiché l'UE dichiara il 2010 come l'anno per combattere la povertà e l'esclusione sociale, la fondazione Proton inizia ad esplorare nuove opportunità di trasformare la vita per la comunità rom.

È ampiamente accettato che c'è un grande bisogno, tra i rom, d'istruzione, alloggio, assistenza sanitaria e identità. Senza un miglioramento di queste quattro grandi aree di necessità, il ciclico problema della povertà non può essere superato. Nel dicembre 2009 il dipartimento della commissione europea per l'occupazione, affari sociali e pari opportunità, ha pubblicato il seguente video ed articolo sul proprio sito web.

"I rom hanno i stessi sogni e speranze per il futuro come tutti gli europei: ad esempio, avere una buona educazione ed una carriera appagante e d'integrarsi nella società. Sebbene la discriminazione contro i membri di questa importante minoranza è ancora diffusa, ci sono esempi che i rom possono realizzare i propri sogni. Gli stati membri della UE insieme con le istituzioni della Comunità Europea, promuovono l'inclusione sociale dei rom e danno loro supporto per accedere all'istruzione, per trovare un lavoro e per partecipare alla vita pubblica. Questo cortometraggio si concentra sul caso dell'Ungheria e mostra esempi di iniziative che aiutano i rom a partecipare attivamente al miglioramento delle loro vite."

La fondazione Proton ha lavorato da diversi anni al fianco della King's Contruction, una società di sviluppo immobiliare che mette a disposizione una terra ed alloggi a prezzi accessibili nella zona di Costanza. Usando questa conoscenza ed attraverso la sua rete, la fondazione Proton ha recentemente iniziato a dialogare con i potenziali partner e con le organizzazioni per esplorare modi di lavorare insieme per fornire una risposta ai bisogni del popolo rom che vive in Romania.

Nel gennaio 2010 Amnesty International ha pubblicato il seguente rapporto nel proprio sito web:

"Ci sono quasi 2,2 milioni di rom in Romania – che costituiscono circa il 10% della popolazione totale. Come conseguenza di una diffusa discriminazione, il 75% dei rom vive in povertà, rispetto al 24% dei romeni e al 20% degli ungheresi, la più grande minoranza in Romania. I livelli di salute fisica e delle condizioni di vita dei rom, sono tra i peggiori del paese.
Anche se alcuni rom vivono in strutture permanenti con diritto di locazione, molte altre abitazioni di vecchia data rom, sono considerate dal governo come "temporanee" e non ufficiali ed i loro abitanti non hanno nessuna prova di locazione, il che aumenta la loro vulnerabilità allo sfratto.
Gli sgombri forzati violano gli standard legali regionali ed internazionali della Romania come quelli contenuti nella Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e la Convenzione europea sui diritti dell'uomo che esige che tutte le persone debbano avere un livello minimo di sicurezza nel diritto di proprietà, garantendo loro la tutela legale nei confronti degli sfratti, delle molestie e di altre minacce.

"Siamo zingari ed è per questo che non ci ascoltano" - Monika, maggio 2009.
Più di cento persone rom - incluso famiglie con bambini – vivono in baracche di metallo vicino ad una fabbrica di depurazione in Romania, dopo che sono stati sfrattati con la forza dalle loro case, secondo un nuovo rapporto di oggi di Amnesty.
Il rapporto, Trattati come rifiuti: case dei rom distrutte e salute a rischio in Romania, racconta come il popolo rom è stato sfrattato con la forza dalle autorità comunali da un edificio nel centro di Miercurea Ciuc – il capoluogo della provincia di Harhita nel centro della Romania. La maggior parte sono stati riaccolti dalle autorità in capanne di metallo alla periferia della città, dietro un impianto di depurazione. Alcuni hanno deciso di trasferirsi in una discarica vicino, piuttosto che vivere vicino al depuratore.
Erszebet, che vive accanto agli impianti di depurazione con il marito e nove figli, ha riferito ad Amnesty International com'è la vita in una capanna di metallo: "E' stretta, quando tutta la famiglia va a dormire non ci entriamo. Non possiamo fare il bagno, non ci possiamo lavare. E' troppo piccola. Non vogliamo che le ragazze più adulte fanno il bagno davanti al loro padre."
Le capanne di metallo temporanee e le baracche sono vicine al depuratore, nei 300 metri di protezione stabiliti dalla legge romena per separare le case da potenziali rischi di tossicità. La mancata tutela del diritto alla salute è un'altra violazione degli obblighi nazionali ed internazionali della Romania. Ilana ha raccontato ad Amnesty International: "Le case si riempiono di quell'odore. Di notte... i bambini si coprono la faccia con i cuscini. Non vogliamo mangiare quando sentiamo l'odore... ho avuto un altro bimbo che è morto a quattro mesi... non voglio perdere gli altri miei figli."
Le autorità romene devono fermare lo sgombero forzato delle famiglie rom e riposizionare immediatamente quelli che vivono da anni in condizioni pericolose vicino a discariche di rifiuti, impianti di depurazione o aree industriali alla periferia della città, ha dichiarato Amnesty International. L'organizzazione chiede al governo della Romania di riformare la propria legislazione sugli alloggi per incorporare gli standard internazionali sui diritti umani e con particolare attenzione agli alloggi.
Halya Gowan, Direttore del programma europeo di Amnesty International, ha dichiarato: "In tutto il paese le famiglie rom sono state sfrattate dalle loro case contro la loro volontà. Quando questo accade, non solo perdono le loro case, perdono i loro averi, i loro rapporti sociali, i loro accessi al lavoro ed ai servizi dello stato.
"Questo modello di sgomberi forzati, senza un'adeguata consultazione, comunicazione o sistemazione alternativa, perpetua la segregazione razziale e viola gli obblighi internazionali della Romania. Il calvario delle famiglie rom è proseguito per sei anni, ora è il momento per le autorità locali di fornire loro un alloggio adeguato vicino a servizi e strutture e in un luogo sicuro e sano. Qualcosa deve accadere adesso. Un esempio dev'essere impostato – gli sgomberi forzati devono essere fermati ed il diritto alla casa dev'essere garantito. E questo può e dovrebbe essere fatto dalle autorità di Miercurea Ciuc".

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