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Di Fabrizio (del 09/08/2013 @ 09:07:34, in lavoro, visitato 1626 volte)

Da Czech_Roma

L'Ufficio Ceco del Lavoro definisce le email di spam sui Rom come "bugie e sciocchezze" - Praga, 1.8.2013 23:10

Un'altra mail disonesta sta circolando online, dove il presunto autore Jirhì Mashka descrive come i Romanì starebbero "diventando ricchi" sfruttando il welfare. Email bufala che è anche stata spedita più volte al news server Romea.cz.

La Direzione Generale dell'Ufficio del Lavoro della Repubblica ha risposto con un comunicato stampa, definendola "un mucchio di bugie e sciocchezze". Ne pubblichiamo sotto la traduzione integrale:

    Comunicato stampa dell'Ufficio del Lavoro della Repubblica Ceca: il welfare è destinato solo ai veramente bisognosi ryz, press release of the Labor Office of the Czech Republic

Sta circolando ultimamente un racconto online in cui Jirhì Mashka, che firma la mail, descrive la vicenda di un romanì che gli avrebbe raccontato come "si diventa ricchi", tra l'altro, truffando il welfare. Dato che questa storia è semplicemente un mucchio di bugie e sciocchezze, l'Ufficio del Lavoro della Repubblica Ceca (U'P) considera necessario spiegare il reale stato delle cose riguardo il sistema di welfare in questo paese.

Secondo l'autore della mail, le "istruzioni" per ottenere la più alta somma di denaro possibile da un comune o dallo stato, è di partorire un bambino all'anno. Secondo la mail, ogni parto darebbe diritto ad un assegno di 230.000 corone (circa 90.000 euro, ndr).

E' un'assoluta sciocchezza. In primo luogo, la somma massimo che può essere concessa a un genitore per ogni figlio è di 220.000 corone. L'ammontare e la durata del beneficio dipendono dalle seguenti circostanze:

  • Almeno uno dei genitori deve avere, al momento del parto, un reddito corrispondente al 70% del 30% delle rate dei requisiti di soggiorno giornaliero (DVZ). Quest'informazione è necessaria per calcolare l'aiuto finanziario da erogare durante il congedo di maternità.
  • Se il reddito dei genitori eccede il DVZ, la maggior parte dei richiedenti può sperare di ricevere non oltre 11.500 corone al mese.
  • Se il reddito è inferiore o pari al 70% del 30% delle rate DVZ, allora si può sperare di ricevere 7.600 corone al mese.
  • Se nessuno dei due genitori mostra un reddito su cui basare un qualsiasi calcolo, allora il beneficio è di 7.600 corone (non negoziabile) sino al compimento del nono mese dalla nascita del bambino. Dopodiché la somma si riduce a 3.800 corone sino a quando il bambino compie quattro anni.
  • E' anche necessario comprendere che detti benefici possono applicarsi ad un bambino alla volta, di solito trattasi del più piccolo.

Da parte del sistema di supporto statale (SSP) c'è un altro beneficio, offerto come complemento direttamente al minore. E' un sussidio di base, a lungo termine, alle famiglie con figli, per aiutarle a coprire i costi associati al mangiare e alla crescita, che altrimenti sarebbero scoperti. Una qualifica per questo sussidio è il reddito della famiglia inferiore a 2,4 volte il reddito di sussistenza rispetto alla dimensione della famiglia. Nel decidere l'ammontare del sussidio, è determinante il reddito dichiarato nel corso dell'anno precedente, inclusi i benefici genitoriali. L'ammontare di questo sussidio dipende dall'età del bambino.

Non esiste la possibilità di distribuire in anticipo sotto forma di assegno questo denaro. I sussidi vengono elargiti mensilmente da U'P, tramite conto bancario o inviati all'ufficio postale.

Un altra tesi contenuta nella mail suggerirebbe a un padrone di casa di farsi carico del maggior numero possibile di affitti, per così poter ricevere migliaia di corone dalle casse comunali, a rimborso di alloggio e facilitazioni. In primo luogo, ciò sarebbe illegale. Se U'P o qualsiasi altro corpo amministrativo dovesse venire a conoscenza di un simile processo, dovrebbe immediatamente sottoporlo alle autorità di polizia giudiziaria della repubblica. Riguardo alle competenze di U'P, è in grado di dedurre la somma di tale eccedenza da quanto erogato come welfare, e recuperarlo dalla persona interessata (nei casi critici, si può coinvolgere un'agenzia di recupero crediti).

In tale contesto, l'U'P ritiene importante sottolineare che nessun comune è coinvolto nel pagare affitti individuali. L'autore di quella mail pensa probabilmente si riferisce ai contributi alloggiativi nel sistema SSP, o altre forme di aiuto per le abitazioni , disponibili per le popolazioni in difficoltà materiale. I costi dell'alloggio, per esempio, della corrente e dell'affitto, dev'essere regolarmente documentato da parte dei richiedenti, sia su base mensile che trimestrale. Gli organi competenti stabiliscono la somma specifica del sussidio secondo il reale e riconosciuto costo dell'abitazione. In entrambe i casi, famiglie o individui, bisogna avere un reddito basso.

Intanto che il contributo alloggiativo viene elargito, il proprietario o l'affittuario registrati all'indirizzo come residenti permanenti, hanno titolo a detto contributo soltanto se il 30% del reddito familiare non è sufficiente a coprire il costo dell'alloggio (35% a Praga) e se il 30% (35% a Praga) del reddito familiare è inferiore ai costi normativi pertinenti stabiliti per legge. Entrambe i sussidi possono essere rimborsati nel corso di 10 anni, per un massimo di soli 84 mesi. L'unica eccezione riguarda le case abitate da persone oltre i 70 anni, o quelle abitate da persone con disabilità residenti in appartamenti progettati o ristrutturati sulla base delle loro esigenze.

L'autore di questa mail piena di favole menziona anche quanto sia facile ottenere aiuti finanziari per l'acquisto di vestiti, carbone o cibo. Sostiene che una famiglia di cinque componenti può accumulare con questi benefici sino a 30.000 corone al mese.

L'autore intende riferirsi a quanti sono in difficoltà materiale e, ad esempio, ususfruiscono di contributi di sussistenza. Questi sussidi non possono, nel caso delle famiglie, arrivare a tali somme di denaro. Si basano sull'ammontare del reddito minimo di sussistenza stabilito legalmente.

L'autore della mail non dimentica di menzionare altri benefici che ritiene siano a portata di mano. Menziona sussidi per l'acquisto di cartelle e altro materiale scolastico per bambini.

Questo tipi di sussidi vengono elargiti ai bisognosi come assistenza immediata straordinaria. Tuttavia, anche in questi casi non è possibile abusare dei sussidi preposti. Per riceverli, si deve presentare il motivo provato di tale richiesta. La sede decentrata di U'P è ovviamente in grado di fornire il finanziamento quanto prima possibile, perché il richiedente non abbia problemi inutili. Nel contempo, però, detti uffici valutano i casi individuali attentamente. Tengono registrazione su come il richiedente adopera il denaro e gli chiedono di predisporne documentazione. Last but not least, ogni U'P è anche in gradose ci fossero dubbi sull'impiego corretto del sussidio, di avvalersi tramite pagamento diretto nel caso di doposcuola, campi, ecc.

Nel richiedere qualsiasi sussidio, o dal sistema si sostegno sociale statale o come aiuto per persone in difficoltà, il richiedente eil beneficiario devono anche fornire documentazione su tutte le forme di reddito. Se queste dovessero essere nascoste, il richiedente può essere multato e deve rimborsare all'U'P la somma erogata.

Le "istruzioni online su come diventare ricchi" terminano con un romanì immaginario che descrive l'opzione degli "acquisti", ad esempio di prodotti elettronici attraverso layaway (VEDI, ndr.) e portarli poi al più vicino negozio dei pegni. L'autore sottolinea anche che il miglior modo per accedere ai sussidi è di usare forza e pressioni contro il personale U'P.

E' altamente probabile che un simile scenario comporterebbe un reato. Inoltre, nel valutare le richieste di quanti sono in disagio materiale, U'P registra sempre tutte le fonti di reddito del richiedente e le attività in suo possesso.

Se qualcuno tentasse di fare pressioni fisiche o verbali al personale U'P, sarebbe considerata na forma di comportamento criminale, e le informazioni in merito comunicate immediatamente alle autorità di perseguimento penale. Corrisponde al vero che a volte il personale può trovarsi in situazioni simili, ma questo non soltanto con persone di origine romanì.

Tutte le nostre sedi hanno preso le necessarie misure di sicurezza e collaborano con la polizia municipale o con servizi di sicurezza privata, nel caso di simili incidenti. Il suo personale non si sottomette né a minacce né a violenze.

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Di Fabrizio (del 10/08/2013 @ 09:06:24, in Europa, visitato 1161 volte)

(piatto abbondante da accompagnare con un vino adeguato)

La recente condanna (all'ergastolo!) dei colpevoli di omicidio di 6 rom in Ungheria, ha riproposto il dibattito se quello sia o meno un paese razzista. Non pretendo di conoscere la realtà meglio di altri, ma dato che quotidianamente ricevo corrispondenze e rassegne stampa dai paesi dell'Europa Centrale e Orientale, credo di essermene fatto un'idea.

Per seguire i miei ragionamenti (che vi potranno sembrare macchinosi e parziali), dovrete tenere conto:

  • Che una RELTA' OGGETTIVA non esiste. Anche se siamo in un unico continente, anche se molti stati sono associati alla Unione Europea (o hanno zone confinanti legate da trattati e iniziative comuni), nazionalismi, spinte politiche ed economiche disgreganti la fanno da padrona. Notavo un po' di tempo fa, che mentre i media e i commentatori occidentali si concentrano spesso sulla situazione di miseria (o di impoverimento) all'Est, quelli orientali non si fanno scappare occasione per descrivere le condizioni terribili dei profughi arrivati qui. Insomma. tutti guardano sempre le pagliuzze altrui.
  • Nessuno è INNOCENTE A PRIORI. A partire dall'Italia: la situazione dei Romanì è tragica qua come altrove, le colpe andranno anche condivise, ma non esiste uno stato che possa ergersi a giudice degli altri.
  • I Romanì, pur essendo da decenni POPOLAZIONI STANZIALI nell'Europa Centro-Orientale (Germania compresa), nel tempo avevano mantenuto ambiti di migrazioni interne (ad esempio Ex Jugoslavia-Albania-Ungheria-Bulgaria / Bulgaria-Grecia-Turchia / Ucraina-Ungheria-Slovacchia-Repubblica Ceca-Polonia-Bielorussia / Repubbliche Baltiche-Polonia) per motivi di parentela ed economici, ambiti che tuttora resistono. Le recenti migrazioni indicano che i Rom di Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, prediligono i paesi del Nord Europa e il Canada (finché non ha chiuso le frontiere), quelli del Sud-Est emigrano anche nei paesi di lingua latina (ora un po' meno, data la crisi economica di questi ultimi).
  • Grossomodo, tutti conosciamo la situazione precedente al crollo del Muro di Berlino: bassi redditi e una serie di servizi di base forniti dallo stato. Più sfaccettata la situazione dei Romanì come "minoranza nazionale": in alcuni casi era pienamente riconosciuta (Serbia), in altri (Bulgaria) negata. Per fare un paragone con un'altra situazione politico-economica: la Turchia. Lì i Romanì (mancano cifre precise, potrebbero essere sino a un milione), per quanto marginalizzati e discriminati, hanno sempre riconosciuto l'autorità dello stato turco, e questo li ha messi al riparo da massacri e violenze come quelli subiti da Greci, Curdi e Armeni. Da questo punto di vista oggi la situazione è ancora frammentata: Bosnia e Slovenia sono state più volte messe sotto accusa dalla comunità internazionale, per il mancato riconoscimento dei diritti politici fondamentali a chi non appartenesse alle etnie maggioritarie.
  • ULTIMO PUNTO di queste prefazioni: quei servizi che erano assicurati a tutti, indipendentemente dall'etnia, sono andati privatizzandosi, ora prima ora dopo. Questo ha portato penuria di case, lavoro, prestazioni sociali e sanitarie, di cui hanno fatto le spese soprattutto le minoranze non riconosciute. Ci siamo noi, Occidente, dietro queste privatizzazioni (noi le si chiama delocalizzazioni), fu la stessa Unione Europea, una decina d'anni fa quando si allargò a Est, da un lato a richiedere a voce più rispetto per le popolazioni romanì, dall'altro a strangolarle (a strangolare i settori più poveri della popolazioni) con l'oggettivo aumento dei prezzi e i tagli che contemporaneamente chiedeva al welfare. Una politica sostanzialmente ipocrita, che ha però creato una classe di burocrati su come sopravvivere all'occidente.

DINTORNI:
La situazione di base (abbastanza simile in tutti i paesi dell'Europa Centro Orientale) è la presenza di minoranze romanì più consistenti che in Occidente, ma non coese. Quasi ovunque esistono fasce di popolazione romanì di piccola-media borghesia - proprietari, relativamente integrati (comunque, poco disposti a palesarsi) e altre in condizione di deprivazione estrema (ancora peggio, se possibile, che da noi). Cosa che ha anche portato al continuo crearsi e sciogliersi di partiti, partitini, cartelli politici romanì, funzionali a questo o quel capoclan.

Lo stesso vale per la classe intellettuale: professionisti, docenti, giornalisti, radio, giornali in abbondanza, con scarsissimo influsso su quella che si chiama "vita e politica reale". Assistiamo al paradosso che una scena abbastanza comune in Italia è la vecchia romnì che si fa leggere qualcosa dal nipotino che finalmente può andare una scuola, sempre più spesso da quelle parti la scena si svolge a parti invertite: sono gli anziani che leggono per il resto della famiglia, che non ha più risorse per frequentare la scuola.

Leggi e violenze razziali:
Un altro paradosso (ma anche in questo in Italia abbiamo una certa esperienza), è che in diversi stati dell'est esistono norme, leggi, regolamenti molto avanzati a tutela delle minoranze (che sono quasi infinite) e anche dei Romanì. L'Ungheria sino a qualche anno fa era presa ad esempio per l'esistenza di un autogoverno rom, qualcosa di simile esiste anche in Ucraina; Serbia Bulgaria e Romania hanno legislazioni molto più avanzate di quelle occidentali. Eppure, quasi nessun effetto hanno nell'arginare crisi di violenza e pogrom. Che sono difficilmente prevedibili, vanno ad ondate: fu la Romania ad inizio anni '90. poi di volta in volta toccò a Bulgaria, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca. Ricorrenti in Ucraina e nei paesi ex-URSS, ma le notizie che arrivano da lì sono sempre datate e frammentarie.

Razzismo:.
Non è solo Ungheria (ma ricordiamoci, nessuno è innocente, molti sono impuniti). Anche la Germania, per fare l'esempio di un paese che riteniamo esempio di "civiltà occidentale", ha avuto di recente spettri nell'armadio. E sempre dalla Germania (e dagli USA) è partito, una ventina di anni fa, un coordinamento fattivo tra vari nuclei della destra estrema e radicale [ricordo che movimenti simili si ebbero in tutta l'Europa Centro Orientale (per non parlare di quella Meridionale, a proposito di innocenza!), tra gli anni '30 e '40], che attualmente opera in stretto contatto in tutti i paesi che ci riguardano. Fisicamente, sono le stesse squadre a seminare il terrore o fare comizi congiunti in Germania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, e ci sono contatti molto avanzati con Serbia, Croazia, Slovenia, Romania, Bulgaria, Ucraina.

La Germania non è solo RAZZISMO VIOLENTO (che c'è ovunque e sa che può farsi sentire con poco), ma è anche (non è la sola) il paradigma del razzismo istituzionale, ad esempio:

  • impunità nel colpire i colpevoli di atti di razzismo "lievi o tollerabili". Non siamo ai livelli italiani, ma ad esempio per l'incendio che ricordavo nel link di sopra, non mi risulta che siano mai stati identificati i colpevoli. Situazione comune in tutta Europa (non solo all'est) e la sentenza ungherese è effettivamente una sorpresa. Niente a che vedere, ad esempio, col caso di Hadareni in Romania, dove ci sono voluti una decina d'anni per arrivare ad una sentenza, che alcuni dei parenti delle vittime contestano tutt'ora;
  • il razzismo istituzionale, è anche quello di uno stato che accoglie i profughi dal Kosovo, profughi che col tempo trovano scuola, casa, lavoro e dopo un decina d'anni si ritengono cittadini come gli altri. Finché, una notte, la polizia tedesca sfonda la porta di casa e ti imbarca con tutta la famiglia su un aereo, per tornare in Kosovo dove non hanno scuola, casa, lavoro. Tutto, per una ragione di stato.

Ungheria:
Dopo questa lunghissima parte introduttiva, eccoci. E' o non è un paese fascista? Non lo è, rispondo, ma se Orban sbagliasse qualcosa, allora il rischio sarebbe alto. Personaggio complesso, ha più volte ammesso di ispirarsi a Berlusconi (senza averne gli stessi capitali), ma a me ricorda Dollfuss, l'ultimo cancelliere austriaco prima dell'annessione alla Germania nazista. L'Europa contro cui sbraita, è la stessa che gli ha garantito il suo posto attuale.

Un breve riassunto della recente storia ungherese. Con la caduta del muro, i vecchi comunisti si riciclarono nel Partito Socialista, contrapposto all'altro blocco dei Liberali. Ma già precedentemente la legislazione ungherese era tra le più aperte in fatto liberalizzazioni e partecipazione dei capitali stranieri alle imprese, per cui i due blocchi (poco influenti gli altri partiti) si sono alternati senza grandi differenze sul piano economico. Anche perché a differenza degli altri paesi dell'ex blocco, con l'afflusso di capitali esteri l'Ungheria viveva una situazione di boom economico simile a quella dell'Irlanda. E purtroppo ne ha condiviso la fine, con indebitamenti pazzeschi con le banche (soprattutto tedesche) e una situazione di corruzione diffusa, che ha posto all'angolo i due partiti (il sistema elettorale è uninominale con soglia di sbarramento).

Dalla crisi sono emersi due soggetti:

  • FIDESZ (nazionalista)
  • JOBBIK (ancora più nazionalista)

Ecco, cosa fare con un governo di destra, in un paese in crisi, con un'opposizione di destra estrema con tendenze paramilitari? La scommessa di Orban si gioca tra un necessario risanamento, e la vulgata popolare (quell'accidenti che si chiamano elettori) che ha trovato il nemico esterno (LE BANCHE e LE MULTINAZIONALI) e quello interno (tanto per cambiare, EBREI e ZINGARI). Come anche da altre parti (non dirò quali) il populismo, il nazionalismo e l'antieuropeismo diventano le cifre distintive per restare a galla.

Politica interna: da un lato accarezzare la pancia di quell'Ungheria profonda e rancorosa emersa dalle urne, dall'altro, come succede nei paesi limitrofi, dare almeno l'impressione che tutto sia sotto controllo, colpendo le manifestazioni politiche-criminali-razziste più eclatanti.

Ma se questo non bastasse? Da un lato l'indebitamento, dall'altro i paramilitari che sognano le croci frecciate, girano come avvoltoi attorno alla testa di Orban. Lui, a differenza di Berlusconi, non ha giornali, tv, e altre utilità simili, il suo rapporto con i media è pessimo. Si è proposto come l'unico salvatore possibile, ma per farlo ha dovuto assumere le armi e la protervia dei suoi avversari più prossimi. Dovesse fallire, la loro strada è aperta.

CONTORNO - Investitori e benefattori:
Il crollo URSS e dei paesi satelliti, davvero qualcuno crede che sia avvenuto "solo" per motivazioni interne? Tutta l'Europa Centro-Orientale è divenuta in brevissimo tempo terra da colonizzare per gli appetiti USA ed Europei, con la Russia assolutamente incapace di contrastare economicamente questa tendenza. Visto in questa chiave, il massacro e la dissoluzione della Jugoslavia sancì l'esclusione del petrolio russo dalle rotte sud-europee, e il predominio americano rispetto alla UE. Pian piano, mentre anche la Cina si è fatta viva, mentre nei paesi con rilevanti presenze musulmane sono attivi Arabia Saudita e (dopo Erdogan) la Turchia. Con la crisi economica in Occidente, per un determinato periodo USA e Germania hanno resistito, ma con Obama anche gli ultimi appetiti si sono ridimensionati.

Ma il colonialismo non è soltanto militare o economico: Gli investimenti arrivano in due maniere: rilevare vecchie imprese statali o autogestite (nel caso ex-JU), o invece tramite vari fondi di solidarietà EU e progetti caritativi delle varie chiese, o fondazioni dagli equivoci obiettivi politici, come OPEN FOUNDATION - ma dotate di quel tanto di pragmatismo nella strategia che manca alla cultura europea. Come è successo e succede ancora in altri continenti, le motivazioni di questi interventi sono tante e spesso contrastanti: da una parte rimediare in qualche maniera al "default" economico e sociale di molti paesi, dall'altro svuotare quegli stessi paesi della capacità di badare a se stessi e renderli sempre più dipendenti dall'elargizioni di questi aiuti (e dal debito che si genera). Creare nel contempo una classe intellettuale-professionale poco legata alle dirigenze locali, che nel caso diventeranno emigranti qualificati ma sottopagati. E' quello che è avvenuto ANCHE in Ungheria, e si ripete nei paesi limitrofi. Orban lancia la sua guerra contro investitori che in questo momento non ci pensano minimamente ad investire, perché hanno finito la grana. Nel frattempo anche la Serbia sembra uscire dal suo antieuropeismo, il problema è se l'Europa ci sarà ancora.

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Di Fabrizio (del 11/08/2013 @ 09:05:26, in media, visitato 993 volte)

2 agosto 2013 - di Gabor Czene
traduzione dall'ungherese all'inglese su ROMEDIA FOUNDATION

Fanni Gurbai gioca nel ruolo di centrale nella squadra di pallamano femminile a Derecske, in seconda divisione. In precedenza aveva giocato nelle giovanili di Debrecen e si ispirava a Bojana Radulovics e Anita Goerbicz. Anche se spesso i tifosi locali la contestano per la sua etnia, è sempre stata ben accetta dalle compagne di squadra. Sinora, la pallamano l'ha aiutata a superare le situazioni di stallo, però lei ha trovato una nuova passione: il giornalismo.

Vive normalmente a Koeroesszakal, nella regione di Hajdu'-Bihar - un piccolo villaggio, con alti tassi di povertà - ma adesso stiamo parlando nel giardino di una pensione a Dunabogdany, non lontano dalla capitale. Fanni Gurbai è una delle dodici giovani romnià che stanno prendendo parte al media summer camp Buvero (conchiglia), organizzato da Romedia Foundation.

"Durante le due settimane di formazione, le ragazze - tra i 16 e i 22 anni - prendono confidenza con le basi del giornalismo, soffermandosi su visuals, cinematografia, e un uso complessivo di internet," dice Kristof Asbot, regista televisivo e ora leader del progetto. "Lo scopo non è di farne dei giornalisti professionisti, ma di stimolare il loro interesse verso la stampa e il mondo dei media, dando loro le conoscenze che le aiuteranno a navigare nelle piattaforme dei social media."

Le ragazze provengono da tutto il paese, ma soprattutto da piccoli villaggi. Alcune delle loro famiglie hanno avuto difficoltà a mandarle, mentre altre sono state aiutate da organizzazioni civiche locali, altrimenti non avrebbero potuto.

"All'inizio," dice Kristof Asbot, "due delle ragazze erano decisamente diffidenti e si erano chiuse a riccio. Difficile credere che dopo un paio di giorni si sarebbero mostrate così aperte e fiduciose."

"Le donne hanno un ruolo speciale nelle comunità rom, ecco perché è così importante dar voce alle loro opinioni," dice Kata Barsony, organizzatrice e direttrice esecutiva di Romedia Foundation. In origine avevano pianificato un evento su larga scala, ma tutte le domande furono respinte. Alla fine, il campus si è realizzato col sostegno di NED (Assegnazione Nazionale per la Democrazia).

Le apparecchiature tecniche sono state donate dalla Budapest Business School e dall'Università Corvinus. Le partecipanti hanno l'opportunità di provare in diversi modi le loro capacità, come con le riprese o conducendo interviste. Più avanti sul campo gireranno un video su un soggetto di interesse, in varie località come: Debrecen, Szekesfehervar o Pecs. Programmi simili a Buvero esistono anche in Germania e in Serbia. Al termine del campus, un gruppo ristretto verrà scelto per prendere parte allo Youth Media Summit di Belgrado.

Mercedesz Kalo', formatasi nella "Gypsy Row" a Szendroelad, ora studia alla scuola d'arte di Miskolc: "Mi piace mettermi alla prova e provare nuove cose, voglio essere una reporter," riassume i suoi progetti futuri. Dice anche: "I Rom hanno molte più opportunità di studiare di quanto pensiamo. A Szendroelad abbiamo molti programmi educativi,, soprattutto per bambini socialmente svantaggiati. Non è per niente facile, ma se si tiene duro, si può lasciare la povertà alle spalle."

Vivien Szajko', da Pecel, ha solo 16 anni, ma da quattro anni fa parte di un gruppo teatrale locale. Dicono che ha parecchio talento. E' interessata a fare cinema, ma soprattutto vuole diventare presentatrice di un canale musicale televisivo.

Tutti sono entusiasti della loro esperienza a Dunabogdany. Abbiamo chiesto a Vivien Szajko' di raccontarci cosa non le è piaciuto del campus. Dopo averci pensato un po', si è lamentata del doversi svegliare presto tutte le mattine, e che le lezioni obbligatorie iniziassero la mattina alle 7,30.

Hanno chiesto ai leader del campus di poter dormire di più, almeno la domenica. La mattina è stato concesso a tutti di svegliarsi alle 8.

La pagina su facebook

Video promozionale con i partecipanti a Buvero

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Di Fabrizio (del 12/08/2013 @ 09:05:12, in Kumpanija, visitato 1991 volte)

Frammenti in rete:

Citazioni da THE ROMANI ELDERS

  • Sono cresciuto con l'idea di essere uno zigano. Volendo uscire da quest'idea, mi pensai Rumeno (...) Ho riscoperto la mia identità (...). Voglio morire come una Persona Umana.
  • Essere Rumeno non significava più essere un cittadino dello stato di Romania, integratosi e che si sente legato ad essa. Piuttosto, significava d'improvviso confrontarsi in termine di sangue, eredi ed antenati. Ho avuto momenti difficili nel dichiarare che i miei predecessori erano Daci o Romeni. Sapevo che non era vero e ci mi rendeva differente dagli altri Rumeni. I miei predecessori erano zingari. Crebbi arrabbiato e inizia a chiedermi: "Chi sono veramente?"
  • La politica romanì deve trattare dei diritti umani generali, deve collegarsi ai valori comuni e ai codici morali, e non focalizzarsi esclusivamente sull'etnia o sui problemi nazionali. Perciò preferisco una linea di condotta che non passi per gli standard dei diritti umani internazionali o attraverso le loro istituzioni ed organizzazioni.
  • C'è una riluttanza dei governi nel condannare pubblicamente, in maniera chiara e inequivocabile, la violenza aperta e l'espressa ostilità che portano alla violenza contro le persone e la popolazione rom nel suo complesso.
  • Direi che come si trattano le persone rom nella vita di tutti i giorni, può servire come una specie di "barometro" per misurare lo stato della democrazia e la sua transizione alla democrazia in una varietà di paesi. Ugualmente. l'atteggiamento pubblico verso le questioni rom, serve come banco di prova della tenuta delle istituzioni democratiche, del ruolo della legge e per il consolidamento dei movimenti civili e delle associazioni. Questo è proprio il caso delle democrazie recentemente emerse nell'Europa Centrale e Orientale, dove vive la maggior parte della popolazione rom miondiale.
  • Siamo un popolo senza un territorio o uno stato proprio. Una delle conseguenze di questo fatto è che la nostra identità culturale e il nostro status di minoranza etnica sono stati difficilmente riconosciuti nella vita pubblica.
  • Non avendo controllo di confini o pretese territoriali, le questioni rom non sono percepite dalle politiche nazionali e internazionali come crescita delle "questioni della sicurezza", e quindi non viene data loro molta attenzione nelle negoziazioni bilaterali e/o multi/intergovernative riguardo la situazione delle minoranze. Non essendo riconosciuti come un popolo, e infine come minoranza nazionale, talvolta la vera "condizione umana" era e viene tuttora frequentemente negata a individui e comunità rom, come nel caso di tutto il pensiero e la pratica razzista.
  • Il pensiero e l'agire politico di individui, comunità e associazioni rom sembra dirigersi verso la "Soluzione della Dimensione Umana" dei loro problemi e le loro relazioni con le persone circostanti e le comunità locali che vivono accanto a loro, nel senso che la Dimensione Umana nell'OSCE deve comprendersi come componente interconnesso della costruzione della democrazia e delle misure di sicurezza in Europa. Questa "soluzione" ci sfida a ripensare le pratiche, attuali e durature, di amministrazione dei diritti civici ed umani, in collegamento diretto con unità e identità territoriali chiare, omogenee, identità infine "purificate" (locali, etniche, ecc.)

Due anni fa, al convegno AIZO

L'Olocausto ancora non è stato riconosciuto come fatto politico.
La povertà del nostro popolo, la capisco sino ad un certo punto, non oltre: non siamo a chiedere l'elemosina agli altri. La nostra miseria da forza ai nuovi nazisti, dobbiamo averne conoscenza per combatterli.
La nostra terra, il ROMESTAN, ci è stato copiata ed è diventato patrimonio dei discorsi della destra. Ricordatevi: in Germania la prima misura dei nazisti fu di togliere la cittadinanza ai sinti, e la loro prima richiesta a guerra finita fu di riaverla. Allora: la cittadinanza EU, richiesta da molti, non può essere una riparazione per la mancata cittadinanza nazionale.
Siamo una nazione culturale: IL NOSTRO SIMBOLO NON E' LO STERMINIO, MA LA SOPRAVVIVENZA.


Testimonianze e reazioni:

Nikralog
Bare dukhas shundjam ,so uguja amendir amaro pshal tai Baro Romano politiku Nicolae Gheorghe.
Leskire bucha tai leskiro dzhivipnasko drom so jov kerdja vash romani nacija, jachela an amare dzhija tai an amari historija.
Jov isis tai jachela pionero tai maribnari pal romani nacijaan tai romamani politika.
Lokhi phu leske tai rajo po du sveto.
Bare dukhasa
Normund Rudevich tai sari amari familija
Riga, Latvia

R.I.P. Nicolae Gheorghe!
You remain in our memories as intelligent and bright individual full of patriotism for Roma cause!
We always saw you as a person radiating optimism and respect.
All of us having the tests in this life to show our best qualities and YOU have passed this test of life with the high scores.
You indeed dedicated your life till the end to Roma and to larger civil society!
And this is the example for us to follow!
Valery Novoselsky,
Roma Virtual Network

În numele familiei Domnului Nicolae Gheorghe și a celor care i-au fost aproape, cu mare regret și durere profundă, confirm vestea decesul omului Nicolae Gheorghe.
Corpul neînsuflețit va fi depus în capela bisericii Șerban Vodă (str. Petre Țuțea – vezi hartă mai jos) începând de azi, orele 12.00.
Duminică, orele 13.00, la biserica mai sus amintită ne vom lua la revedere de la cel care a fost neprețuit pentru mulți dintre noi, de la care și în ultimele zile de viața ne vorbea despre poporul rom.
Dumnezeu sa-l odihnească.
On behalf of Mr. Nicolae Gheorghe family and those who were close, with great regret and deep sadness, we confirm the news Nicolae Gheorghe passed away.
We can pay our respect to to him at the church chapel Serban Voda (St. Peter Ţuţea - see map below) from today, 12.00.
Sunday, 13.00, to the above-mentioned church we shall say goodbye to the man who was invaluable to many of us that in the last days of life of the people we talked about Roma nation.
God rest him.
Ciprian Necula
Tel. 0729199395
Bucharest, Romania

Bara dukhasa ashundem o nasul vjastja – ke Nicolae Gheorghe – gelotar.
O Sunto Del te jertol les, taj te avel leske feder ando cheri, sar sas pe e phuv!
Leski buti sas pinżardj ande savori lumia,
Vo sas baro manush, savo dyja pesko ilo pala romany nacja.
Mek te avel vushoro phuv pe Leste
Nadya Demeter tai sa amari familia

Drago phralalen thaj phejalen,
Drako kolegura,
Le Evropako Forumo e Romento thaj e Phirunento dukhade ilesa asunga pal o meripe katar jekh ande amare bare Romane liderura o Nicolae Gheorghe ko 8 august 2013 besh.
O Nicolae Gheorghe sas drago amal thaj kolego save amen khetanes kergem bukij lesa but bersh. Vov puterde ilesa kergas bukij pal e roma dzi palutno momento katar leskoro trajo thaj ulavga amenca leskoro baro dzanipen thaj buxli politikani eksperienca.
Leskoro tradipe amendar si baro xasaripen na numa leskere themeske e Rumunia numa e sasti Romani nacijaki anda Evropa.
Savore e membrura anda ERTF bishaven peskere kondolencie karing e familia katar e Nikolae Gheorghe.
Nek ovel lokhi e phuv leske.
Rudko Kawczynski, Soraya Post, Sebihana Skenderovska, Asmet Elezovski, Gheorghe Raducanu, Svetlana Nentia, Ondrej Gina, Ljuan Koko, May Bittel, Robert Rustem, Clémentine Trolong-Bailly.
* * *
Drago phralalen thaj phejalen,
Dear colleagues,
The European Roma and Travellers Forum has learnt with shock and dismay of the untimely death of one of our greatest Roma leaders Nicolae Gheorghe, on 8 August 2013.
Nicolae Gheorge was a dear friend and collaborator whit whom we worked for many years.
He selflessly worked for the Roma till the very last moment and shared with us his vast knowledge and extensive political experience.
His passing away is a significant loss not only to his country Romania but to the whole Roma nation in Europe, particularly given his moral stature, his vision and his leadership.
All ERTF members express their sincere condolences to the bereaved family of Nicolae Gheorghe.
May his soul rest in eternal peace.
Rudko Kawczynski, Soraya Post, Sebihana Skenderovska, Asmet Elezovski, Gheorghe Raducanu, Svetlana Nentia, Ondrej Gina, Ljuan Koko, May Bittel, Robert Rustem, Clémentine Trolong-Bailly.

Dear Collaborators,
Dear Friends,
I wanted to write to express my sorrow at the sad news of the death of Nicolae Gheorghe. He was such a special person that no words are really adequate to describe him.
Yesterday, the Roma nation lost a dedicated Human Rights Fighter, a Diplomat, a Mediator and above all a great Human Being!
All of our friends that I have spoken to have their own treasured memories of Nicolae Gheorghe, and I know how much they valued their friendship.
He brought happiness to everyone that knew him, and he will be sadly missed.
For me, it was a great pleasure and a privilege to know him, to work with him and to learn from him.
In my life, I have been the student of two Roma teachers and true leaders.
Yesterday, I have lost one, miro drago dajo Nicolae.
Rest in peace.
Neka ovel lokhi tiri phuv drago dajo Nicolae.
Asmet Elezovski with his family
Kumanovo, Macedonia

Deal All,
so sad to know about the demise of Nicholae Gheorghe.
I think I met him at Zagreb in 2008. He was a sincere worker scholar for Roma cause.
May God rest his soul in peace!
Harish Thakur

O Bajram Haliti, editori e "Nevimatanqe informativnune agenciăko e Rromengeraqo" bićhalda aӡes telegramo e dukhaimasqo e Gheorghesqe Nicolauesqe familiake –e rromnăke Nicoleta, ćhejenqe thaj ćhavenqe savo pala o xarno nasvalipe mulo.
Pativalie Nicoleta,
Bare dukhasa sikava xor kethanutno dukhavipe feri o xasaripe Tumare kamle rromesqo (Ghorghe Nicolaesqo). Pativalimasa ano sa e vaktesko ӡivipen mangav te zurarav tumen kaj o ӡaipe naj agor e dromesqo., aj andrinpe ano nur savo kethanutnisarel.
E Rromani nacia, e Gheorghe Nicolausqe ӡaimasa, xasarda na numaj lidere e rromane naciăke, aj manuše savo kamla piro etnos thaj savenqe reslimata barikane ӡangla te arakhel thaj prezentuil, iskirisavolpes ano telegram e Bajram Halitesqo.
Bajram Haliti

Nicolae Gheorghe sas miri drago mal kajo 30 bersh, konessa tserdom but butti khetanes. Jou sas baro lieduro ta Phuro kon sikadan amenge drom kaj te dzas amengo Romano natsiessa. Nicolae tserdas pesko butti leskro dziessa/ilessa ta les sas dzanipe politikane puthibiessa.
Chi pistarava leskro butti kanik var.
Miri kondolensie leskro familiake ta chavorenge !
Mukh o Baro Del den Leske shukar stedos thaj baht aro rajo.
Miranda Vuolasranta

Lic. Federico Hoffmann R.
Telf. 2268 61 97
Fax: 2268 59 04
Yanko Weiss Reinhardt
Romalen, thaj Phralalen,
con gran pesar recibimos la noticia de la muerte de un gran Rrom, O baro Shero thaj baro manush, Nicolae Gheorghe Ya sabemos que cada uno que fallece de nosotros, es uno menos en la Lucha para nuestra Libertad y dignidad, especialmente cuando se trata de una gran personalidad como Don Nicolae. Ya sabemos que cada uno de nosotros un Diá tiene que morir, pero por lo menos sabemos que ahora podemos morir con Paz y en dignidad, en vez de morir en los campos de concentracón.Yo estoy seguro Don Nicolae, después de tanta lucha ,va encontrar la paz lo que merece junto al lado de Diós y su reino.
Adios Phrala thaj Amal
un ultimo abrazo de la distancia,descansa en la paz del Seńor
Mis más profundos pesamés tambíen a la Familia
Devlesa
Yanko

I was very shocked and sad when I hear about the death of Dr. Nicolae Gheorghe just a day after I saw his name in one of the Roma net works.
It is hard to add more after your thoughts abut Dr. Nikolae Gheorghe death, especially Thomas’ detailed account about him. I am really glad that I could meet him in the early 90s when Thomas organized a very important symposium at Greenwhich University on Roma Politics and Culture.
Having so many famous Roma activist and academics attending, I felt rather scared to give my talk. I remember well, that Dr. Gheorghe was sitting front of me, and his kind personality and interest gave me such a great support, that I forget all my anxiety in no time. After that I looked out to read his very thorough, intelligent yet never aggressive papers, that was to create understanding between the Roma and non-Roma population of his country and beyond.
After loosing two colleagues in Hungarian ethnomusicology in the last few months, I feel very sad to loose yet another excellent person in Romany studies.
I feel very honoured that I had the luck to have met him. My thoughts are with his family and people who lost a deeply human person.
Rest in Peace, Nicolae, and God be with you.
Iren Kertesz Wilkinson
London, UK

Chers amis,
C'est avec tristesse que nous avons appris le décès de Nicolae Gheorghe. Nous souhaitons lui rendre hommage. Il était l'un de ceux qui ont fondé l'organisation tsigane mondiale. Nous nous souvenons que de tels hommes ont eu à combattre dans les pires difficultés, et tout d'abord pour voyager librement. Et quand il pouvait participer aux congrès, c'était souvent sans argent pour la nourriture et l'hébergement. Les plus jeunes doivent pouvoir s'imaginer cela, s'en souvenir et mesurer le chemin parcouru.
Męme si parfois nous avons eu des désaccords, il demeure notre frère pour toujours.
***
Dear friends,
With sadness, our organisation learned Nicolae Gheorghe passing. We wish to pay a tribute to him. He was one of those who founded the world romany organisation. We remember that such men had to fight in the worst difficulties, first to travel freely. And when he could attend the congresses, it was often with the lack of money for accomodation. The youngers must be able to imagine it, to remember it and to measure progress.
Even if sometimes we could disagree, he'll be our brother for ever.
Jean-Claude Mégret
Romano Yekhipe France

In urma cu cativa ani, Nicolae avusee curajul sa-mi impartaseasca dificultatile princare treacea.
Intr-o zi ii trimisesem versurile de mai jos (autor necunoscut) si-mi scrisese ca este curios sa experimenteze universul din "cealalta perspectiva". Acum este "acasa" si sper implinit ca spirit.
Fie ca Nicolae sa-si gaseasca pacea si linistea mult dorita in D-zeu.
F.
Când singur pe drum sub poveri vei cădea
Zdrobit şi lipsit de putere,
Când nu va fi nimeni un sprijin să-ţi dea
Şi n-ai să găseşti mângâiere,
Atunci pe-ai Săi umeri Isus te va lua
Cu dragostea-I nespus de mare
Şi rănile toate ţi le va lega
În tine lăsând vindecare.
...
Când lipsuri şi temeri te vor încolţi
Să-ţi fure din piept fericirea,
Când glasuri străine te vor amăgi
Să cauţi în lume-mplinirea,
Atunci la Isus adăpost vei găsi
Şi n-ai să rămâi de ruşine;
În orice-ncercare tu vei birui
Căci Domnu-i alături de tine!
Când dorul de Casă, de Tatăl divin
Te va copleşi cu suspine,
Atunci nu uita că mai este puţin
Şi Domnul, Păstorul tău vine!
Oricâte eşecuri vei întâmpina
Şi-oricât valul greu te loveşte,
Să ştii că există în Cer Cineva
Ce nemăsurat te iubeşte!

NGO-OJQ-NVO-BRO
"Amareo Ternipe"
Gjakovë-Kosovo
Na-Rayipni-Organizata "Amareo Ternipe" andar i Gjakova/Kosova,
telegramo dukhaimsqo e familiake Nicolau
PO anav e NGo "Amareo Ternipe" kotar i Kosova/Gjakova bićhalav aӡes telegramo e dukhaimasqo e Gheorghesqe Nicolauesqe familiake –e rromnăke Nicoleta, ćhejenqe thaj ćhavenqe savo pala o xarno nasvalipe mulo.
Pativalie Nicoleta,
Bare dukhasa sikava xor kethanutno dukhavipe feri o xasaripe Tumare kamle rromesqo (Ghorghe Nicolaesqo). Pativalimasa ano sa e vaktesko ӡivipen mangav te zurarav tumen kaj o ӡaipe naj agor e dromesqo., aj andrinpe ano nur savo kethanutnisarel.
E Rromani nacia, e Gheorghe Nicolausqe ӡaimasa, xasarda na numaj lidere e rromane naciăke, aj manuše savo kamla piro etnos thaj savenqe reslimata barikane ӡangla te arakhel thaj prezentuil, iskirisavolpes.
Te avel lohki leski phuv! Sasa baro Manuš.
Respektea,
Emrah Cermjani
Consultant in a part of BPRI project at "Bethany Christian Services"-Mission in Kosovo
Ass.Director-OJQ-NVO-BRO-NGO-"Amareo Ternipe"-Gjakov/Kosovo
Musa Zajmi No:163
50 000 Gjakovë, Kosovë
E-mail: emrah.cermjani@gmail.com
amareo.ternipe@gmail.com
Mob: +377 44 569 634
www.amareo-ternipe.webs.com
www.radioprosperiteti.org

Dragi Nikolaj,
neka ti je pokoj dusi.
za Svetski parlament Roma,
Predsednik - Dragoljub Ackovic
Dear Nikolaj,
God rest your soul.
For Roma World parliment,
President- Dragoljub Ackovic

Dear friends - I was truly sorry to hear of Nicolae's death - I had heard of his being 'not well' a while ago. I first met Nicolae in 1998 during a Roma-Police seminar we organised in Peterborough, UK. He swept into the seminar room in a wide brimmed stetson hat - his personality and personal power were striking. I got to know him better, as a human being and not just a 'Roma leader' when my car ran out of petrol as I was driving him back to London from the seminar. It was a cold, rainy, grim Sunday, and I had been running guests back and forth to the train station all day. He said I had been mother to everyone but not to myself, pushed the car out of the middle of the road - and we sat for over an hour discussing our politics, our history and 'where we were coming from', unconcerned about how we could sort out our problem. I realised that Nicolae was not only an intellectual but also an enlightened and kindly man - the Roma cause has lost a great champion.
Rest in Peace!
Jeanette Buirski - formerly of European Dialogue


E ancora:

Romea.cz

Romea.cz

OSCE

Upre Roma

ERTF

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Di Fabrizio (del 13/08/2013 @ 09:00:05, in Italia, visitato 1210 volte)

Dignità o decoro? Sono indeciso.

Fa caldo, e allora queste sono le notizie agostane tipiche. Non dalla sola Firenze.

Il buon borghese che è in me sussurra sottovoce: E' GIUSTO... E c'è anche un IPERFANTOZZI, nascosto da qualche parte, che vorrebbe urlare: Sbraniamoli (o almeno assetiamoli).

Però, lontano dall'est, mi arriva un altro sussurro:

    un anno dopo la morte di Shemo
    la moglie mi chiese di andare a prendere
    due grandi pietre
    da un fiume limpido
    in montagna
    per la tomba di suo marito

    secondo la tradizione dei Rom
    i morti non hanno acqua in cielo
    a meno che qualcuno non metta
    due grandi pietre di fiume
    sulla loro tomba

    senza le pietre
    sono costretti ad elemosinare l'acqua
    il che va bene sulla terra

    ma non in cielo

    - PAUL POLANSKY - Pietre tombali
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Di Fabrizio (del 14/08/2013 @ 09:01:38, in casa, visitato 1489 volte)

(segnali di rivolta non ne vedo, ma facciamo circolare NDR)

Roulotte e camper equiparate a case nel decreto del Fare (foto LaPresse) BLITZ quotidiano Pubblicato il 11 agosto 2013 18.21

ROMA – Il decreto del Fare appena approvato dal Parlamento, equiparerebbe roulotte e camper a "interventi di nuova costruzione", ossia nuovi immobili che hanno bisogno di un apposito "permesso di costruire" per stazionare. Secondo Confindustria Veneto, si tratterebbe di uno schiaffo al turismo. Il governatore Luca Zaia che per primo ha dato l'allarme tuona: "Surreale e devastante per l'economia del Veneto, la prima regione turistica d'Italia e la prima in Europa per l'open air". Anche Debora Serracchiani presidente del Fiuli Venezia-Giulia gli fa eco: "Una norma assurda che va prontamente corretta perché gli effetti sull'economia turistica, anche del Friuli Venezia Giulia, sarebbero molto negativi. Roulotte e camper non sono case da assoggettare ad autorizzazioni urbanistiche ed edilizie.

Solo nella regione guidata dalla giovane governatrice del Pd, tra campeggi e villaggi turistici sono 35 le strutture che accolgono turisti in roulotte e camper (oltre che tende) facendo registrare nel 2012 223.800 arrivi e 1.883.000 presenze.

Il ministero dell'Ambiente è il responsabile dell'articolo, solo ritoccato in modo lieve dal Parlamento: nel rispondere alle critiche, dà una lettura opposta spiegando che la norma nascerebbe con l'esigenza di fare chiarezza rispetto al Testo unico dell'edilizia, una legge approvata nel 2001. Spiega Valentina Conte su Repubblica che

    "Laddove all'articolo 3 dice che 'prefabbricati e strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni " si considerano "interventi di nuova costruzione", appunto, ma solo se "utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee'.

Nel tempo molte procure hanno sequestrato campeggi per edilizia abusiva. Il loro modo di interpretare la norma nasceva dal fatto che alcune famiglie, anche a causa della crisi si erano "fermate" a vivere nei bungalow per un tempo superiore a quello di una breve vacanza.
Spiega Valentina Conti che

    "Il decreto Fare avrebbe dovuto chiarire Dunque esentare da permessi o balzelli roulette e camper in sosta momentanea per turismo. All'articolo 41 si legge infatti: 'Ancorché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti'.

Dunque le strutture provvisorie usate per le vacanze non avrebbero bisogno di permesso ma, come spiega ancora Conti, il caso non è chiuso. Confindustria e i governatori del Nord-Est temono infatti l'effetto "tassa sulle barche" e la fuga dei turisti in Slovenia e Croazia. Zaia spiega infatti che "l'Italia sarà l'unico Paese in Europa dove si chiederà alle strutture ricettive di dimostrare, camper per camper, roulotte per roulotte, il regime di temporaneità. Già in queste ore si fa concreta la disdetta di unità mobili di pernottamento già commissionate. Il blocco degli investimenti non era proprio l'obiettivo che il decreto Fare voleva evitare?.

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Di Fabrizio (del 15/08/2013 @ 09:07:02, in Europa, visitato 1249 volte)

Ragazza scomparsa, mentre peggiora la crisi dei Rom britannici - by Grattan Puxon

Erika Kacicova, di 13 anni, scomparsa dal 5 agosto (foto BBC)

11/08/2013 - E' stata la peggior settimana dai tempi di Dale Farm. Il governo sta chiedendo ai consigli locali di chiudere i campi, i Rom sono cacciati dalle vie delle città ed oltretutto è scomparsa una tredicenne (ritrovata sana e salva dopo due settimane, vedi DAILY MAIL, ndr.).

Erika Kacicova è stata vista l'ultima volta il 5 agosto a Darnall ed un uomo è stato arrestato come sospettato del rapimento. La polizia l'ha definito un incidente critico, in quanto ci sono timori per la sua sicurezza.

Nel frattempo, il segretario per le comunità Eric Pickles ha lanciato un doppi attacco sia a Rom che Traveller. Nonostante una diffida legale, sostiene una campagna anti-immigrati, il cui slogan "Andate a Casa o Verrete Arrestati" si diffonderà rapidamente in tutto il paese, dopo un'esperienza pilota a Londra.

Due furgoni pubblicitari hanno girato i quartieri londinesi più poveri, ammonendo gli immigrati illegali che sarebbero stai arrestati, detenuti per un periodo indefinito e deportati. A meno che non avessero scelto di autodenunciarsi, e di rimpatriare volontariamente verso destinazioni che includono Romania, Bulgaria, Serbia e Kosovo.

Nelle stazioni ferroviarie sono apparsi poliziotti e funzionari dell'immigrazione, per arrestare chiunque abbia un aspetto illegale. Mentre Rom lavoratori in proprio vengono costantemente minacciati dai tutori della legge.

"E' un inutile e continuo esercizio di spreco," dice Ladislav Balaz, di Europe-Roma. "Molti ritornano e la giostra riparte. Si aggiungono soltanto problemi, senza risolvere niente."

Ignorando questi fatti, Londra e le altre città più grandi si sono piegate a mandare lontano dalle proprie strade i più poveri e i Rom senza casa. Dormono all'aperto in una Zona Dispersa, e non avendo altri mezzi per sostenere se stessi (se non l'accattonaggio), le due cose li sottopongono a un trattamento fisico ancora più duro.

Pickles si è posizionato politicamente come zar britannico anti-zingari, caricando sulla sua stessa macchina i Traveller colti nel suo collegio elettorale. Sta alimentando le fiamme del pregiudizio richiedendo misure ancora più severe.

Questa settimana quel paffuto ministro ha esposto in un singolo documento il proprio concetto di robusti poteri ai consigli e ai proprietari terrieri, ora sotto la sua giurisdizione, per reprimere rapidamente gli accampamenti illegali e non autorizzati. Tutto ciò include chiaramente le baraccopoli dei Rom appena arrivati, recentemente demolite a Hendon, come gli assembramenti di roulotte dei gruppi di Romanì e di Traveller di più antico insediamento.

Mentre ai consigli viene detto di ignorare il loro dovere di fare controlli sociali prima di uno sgombero, le forniture di alloggi alternativi per chi è in stato di disperato bisogno, sono ridotte al lumicino. Nella migliore delle ipotesi, per quest'anno e per il prossimo c'è una previsione di 150 piazzole, quando le stesse autorità riconoscono la necessità per 3.000 famiglie. E ciò non tiene conto dei campeggi privati o comunali che possono essere chiusi nel frattempo.

"Mi sento intimidito da questo governo," dice un attivista del movimento 8 Aprile. "Ed ora abbiamo il timore di perdere Erika dalle nostre menti."

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Di Fabrizio (del 16/08/2013 @ 09:08:09, in Italia, visitato 1260 volte)

Tre giorni fa, la prima puntata. Sulla questione sbarcano anche ANSA e FORZA NUOVA di Pesaro.

14 agosto, 20:26 - Nomadi si lavano con acqua benedetta In santuario Pesaro. Forza Nuova, 'Spregio religione e fedeli'

    "Un gesto ignobile in spregio alla religione cattolica e al sentimento dei fedeli, nonché in odio alla cultura e alla tradizione italiana". Così Forza Nuova sull'episodio che ha visto protagoniste alcune nomadi che nel Santuario della Madonna delle Grazie a Pesaro si sono lavate con l'acqua benedetta per poi tornare tranquillamente a chiedere l'elemosina. Sul posto, su richiesta del priore, è anche intervenuta la polizia, ma quando gli agenti sono arrivati delle donne non c'era più traccia.

Come faceva notare l'amica che ha segnalato la notizia, dovrebbe essere la stessa religione di quello che lavava i piedi alle peccatrici... Comunque, aggiungeva un commento, inquietante il fatto che dopo il lavacro le donne siano letteralmente scomparse. Potrebbe trattarsi di ACIDO molto potente (lascio in sospeso di che acido stia cianciando).

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Di Fabrizio (del 17/08/2013 @ 09:08:21, in media, visitato 1113 volte)

CORRIERE DELLA SERA La città nuova di Maria Egizia Fiaschetti

Occhi di pece, acquattati tra le pagine. Assorti tra immagini e parole del taccuino che Rebecca Covaciu, 17 anni, custodisce come una reliquia. E' il suo piccolo tesoro, sopravvissuto agli sgomberi: "Lo tenevo sotto il cuscino assieme alla Bibbia e, quando ci cacciavano dalle baracche - ricorda l'adolescente Rom, originaria di Arad - temevo sempre che andasse distrutto". Il diario è ancora qui, dopo la diaspora dalla Romania in Italia passando per Brasile e Spagna. Intatto come il suo amore per l'arte: dai primi acquerelli con terra, fior e fili d'erba al liceo artistico Boccioni. Una favola a lieto fine se non fosse che, malgrado il successo del libro "L'arcobaleno di Rebecca" (UR Editore, 2012), per la ragazza i problemi non sono finiti. E a settembre, senza un sostegno economico, rischia di dover abbandonare gli studi a un passo dal diploma (l'anno scorso, era riuscita a iscriversi grazie a una borsa di studio).

Famiglia numerosa - oltre ai genitori quattro fratelli, una cognata e tre nipotini - e condizioni di vita precarie ("Viviamo in uno scantinato in viale Certosa, senza finestre né pavimenti. L'inverno è stato durissimo"). Tutti senza lavoro, a parte lei che, con i suoi disegni cerca di racimolare i 380 euro di affitto al mese:

    "Li vendo a offerta libera tra Brera, il Duomo e i Navigli", racconta la giovane pittrice dal tocco espressionista.

Con un trittico su Milano ha anche vinto un concorso: "La mia scuola ha avuto 6 mila euro per gli studenti poveri, io un computer, ma ho dovuto venderlo per aiutare a casa". Online naviga solo dagli internet point dei nordafricani: nativa digitale malgrado il divide, non solo tecnologico, con i suoi coetanei. Già, perché all'inizio i compagni di classe hanno fatto muro:

    "Ricordo l'assemblea su di me, non sopportavano che avessi fatto troppe assenze. Ho provato a spiegare la mia situazione: alcuni hanno capito, altri no. Il pregiudizio sui Rom, purtroppo, è ancora forte".

L'antidoto di Rebecca sono i suoi disegni: onirici, ma sempre con un sottofondo di realtà. Svelata dalle rime che li accompagnano:

    "La mia vita è come un armadio - annota la 17enne sulle prime pagine del suo diario - tanto tempo ho vissuto nel buio, poi ho visto una chiave d'oro, ho aperto la porta e sono uscita".

Quando parla della sua passione, Rebecca si illumina: "Vorrei finire il liceo e aiutare i bambini poveri e malati". Immagina laboratori di pittura in ospedale e corsi sui diritti umani. Nella testa, i suoi autori preferiti: Marc Chagall, Frida Kahlo, Jean-Michel Basquiat. Visionari e un po' sciamani come lei.

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Di Fabrizio (del 18/08/2013 @ 09:02:27, in Europa, visitato 1177 volte)

Notizia curiosa di otto anni fa

The Local Gruppo rom: "Zigeunersauce" è offensivo 15 Aug 2013 12:40 CET

Un gruppo di Sinti e di Rom sta chiedendo alle aziende alimentari tedesche di cambiare il nome della popolare Zigeunersauce, "salsa zingara". Ma i produttori non hanno fretta di ristampare le etichette.

Per i Tedeschi, la "salsa zingara" è una salsa unta, di pepe e pomodoro, con o senza cipolle. Ma per il ramo di Hannover dell'organizzazione culturale del Forum Sinti e Rom, il nome è offensivo.

Il termine Zigeneur, o zingaro, è carico di connotazioni negative, dice l'avvocato Kerstin Rauls-Ndiaye, che lavora presso l'ufficio legale che ha inviato una lettera a cinque dei principali produttori di alimenti, chiedendo loro di cambiare quel nome.

Anche se, ha detto al Sueddeutsche Zeitung, "è chiaro che non vogliono discriminare nessuno usando quella parola in relazione ad una salsa o a una cotoletta," Rauls-Ndiaye spiega che andrebbe cambiata.

Markus Weck, direttore del marchio alimentare Weck, ha detto al giornale che "i clienti sanno esattamente cosa stanno acquistando, quando comprano la Zigeunersauce. Ciò significa che non sarà facile cambiarne il nome," ha aggiunto, sottolineando nel contempo che la compagnia sta valutando seriamente la richiesta.

Riguardo alla lettera, Weck ha detto che "fin quando la richiesta sarà un caso a sé stante, non si sentiranno in obbligo di fare qualcosa." Ma se diventasse evidente che un vasto gruppo di persone si sentisse offeso dal nome, allora vi ripenserebbero.

Il gigante alimentare Unilever ha risposto con toni e argomenti simili al Sueddeutsche Zeitung, aggiungendo di essere aperto al compromesso. Ma perché avvenga questo compromesso, la compagnia dice che avrebbe bisogno di conferma dalle comunità rom e sinti sul fatto che il nome sia offensivo.

Il consiglio centrale in Germania dei Rom e dei Sinti dice di comprendere la lamentela del forum. Ha detto al giornale che mentre il termine "zingaro" era tecnicamente neutrale, "ha mostrato un chiaro collegamento con preconcetti estremamente negativi o persino stereotipi razzisti."

Tuttavia, non ha chiesto un cambio del nome Zigeunersauce.

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