Rom e Sinti da tutto il mondo

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Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 03/11/2011 @ 09:21:38, in Italia, visitato 1254 volte)

Dopo oltre cinque anni, niente sembra cambiato

di LUIGI SPEZIA

Il reportage: "Ci hanno distrutto la baracca, ora siamo qui, tra i cespugli. Non cacciateci più". Il difficile lavoro dei volontari della "Piccola Carovana"

Gli "invisibili" sono dappertutto, nelle praterie di Bologna, nascondono le loro tende nei parchi e nei campi trascurati, sempre più lontani dalla città, inseguiti dalle forze dell'ordine e per niente amati dai residenti. A Casteldebole, le ruspe hanno distrutto anche gli alberi, per spazzare via le tende. Cataste di tronchi divelti accanto alle misere cose ridotte a poltiglia. Tornate ad essere rifiuto, come del resto erano state prima di essere riusate. La scena non cambia, dai tempi di Cofferati. A Casteldebole, vicino a villa Ranuzzi, le ruspe hanno sgomberato decine di rom romeni non più tardi di dieci giorni fa. Sono rimaste solo le tracce della caccia agli "invisibili", qualcuno ha rialzato una tenda un po' più distante. "Due settimane fa qui c'era un villaggio rom, ci saranno state cinquanta persone. Era alla fermata dell'86, loro identificano i luoghi così. Quanto costa il lavoro di una ruspa? Se i soldi spesi dal Comune per questi interventi venissero usati per realizzare dei percorsi di reinserimento, sarebbe tutto di guadagnato. Gli sgomberi non risolvono il problema. Ed è chiaro che l'invisibilità, la mancanza di una casa e di un lavoro aumenta il ricorso all'illegalità".

Daniele Bergamini è presidente della coop Piccola Carovana, di cui è socio anche don Giovanni Nicolini. L'associazione per conto del Comune segue le famiglie rom sgomberate anni fa dal Reno, ora quasi tutte (una quarantina) dotate di alloggio. Ma i volontari non perdono di vista gli "invisibili", i romeni arrivati dopo gli sgomberi del Reno che cercano scampo dalle ruspe negli anfratti dei parchi e dei campi, da Borgo Panigale a Casteldebole, dal Navile al Reno, dalla collina ai Prati di Caprara a via Bassa dei Sassi. Famiglie disseminate, spesso con bambini piccoli "e da anni ormai i servizi sociali non se ne occupano più, quando arriva la polizia o i vigili per uno sgombero, le assistenti sociali non ci sono", dice Elisa Trimeni, volontaria del gruppo che in via Triumvirato incontra una donna rom di 23 anni con tre figli, il più grande di sette anni. Niente foto. I suoi occhi nerissimi, appena sa che c'è un giornalista, si riempiono di terrore: "Adesso mi portano via i figli?".
Elisa e Daniele le regalano un pacco di pasta, lei racconta che hanno distrutto la sua baracca in via Bencivenni e ora la famiglia vive nascosta tra i cespugli, "ma i vigili e i carabinieri vengono sempre a cacciarci via". E' di Brca, vicino a Craiova, "ma la mia casa è piccola e non c'è da mangiare. Qui mio marito ogni tanto trova un piccolo lavoro". I volontari la invitano ad un incontro, magari potrebbero trovarle un alloggio meno precario. I bambini ridono sull'altalena.

Anche nei boschi dei Prati di Caprara, a due passi dalla maternità del Maggiore, le ruspe hanno lasciato le tracce dei cingoli e i cumuli dei rifiuti. Qualcuno vive ancora lì. Ecco un uomo e una donna che si dileguano tra alberi e radure. Qualche tenda di cellophane e tracce di fuochi recenti. Anche qui, una volta, c'erano decine di rom: "Le nostre stime dicono che attualmente a Bologna ci sono dai 100 ai 150 "invisibili" - dice Bergamini - vanno e tornano, non vanno mai via del tutto. Li trovi magari a dormire al pronto soccorso dell'ospedale, a fare la doccia al dormitorio del Lazzaretto, a girare sui treni o a chiedere aiuto nelle parrocchie, alcune delle quali sono molto sensibili. Noi portiamo cibo, diamo consulenza psicologica. Una famiglia che viveva a Borgo Panigale l'abbiamo fatta rimpatriare con un aiuto economico. Ma ci vuole di più".

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Di Fabrizio (del 03/11/2011 @ 09:39:26, in scuola, visitato 1804 volte)

Istituto di cultura Rom Museo del Viaggio (Nella foto: l'albero delle pentole. Realizzzione di Mirko Bezzecchi)

IL POPOLO ROM CULTURA, LINGUA, POLITICHE SOCIALI, USI E COSTUMI, STORIA, INFANZIA

CALENDARIO 2011

3 novembre 2011
La cultura romanì tra passato e presente di Mirko e Giorgio Bezzecchi

10 novembre 2011
Comunità zigane e politiche pubbliche di Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi

1 dicembre 2011
La musica zigana di Jovica Jovic

15 dicembre 2011
Uno sguardo antropologico sull'infanzia rom di Sophie Alice Sarcinelli

DALLE 17.00 ALLE 19.00
AL MUSEO DEL VIAGGIO IN VIA IMPASTATO, 7 MILANO ROGOREDO
MM3 SAN DONATO

"Lingua e cultura Rom"

Il ciclo d'incontri di Cultura Romanì, curato da Giorgio Bezzecchi e Maurizio Pagani (entrambi con una ricca e ventennale esperienza maturata all'interno dell'Opera Nomadi e in collaborazione con A.P., università e centri di ricerca culturali), sarà volto ad approfondire il tema delle Politiche Pubbliche e gli aspetti culturali dei diversi gruppi rom e sinti.
Gli incontri avranno una frequenza bisettimanale per un totale complessivo di 50 ore. E' possibile iscriversi anche a uno o più cicli d'incontro di proprio interesse.

Il corso si avvarrà della partecipazione di studiosi e docenti universitari che operano da diversi anni nel Settore, proponendo approfondimenti di ricerca tematici.

Gli incontri tematici avranno come relatori filologi, antropologi, pedagogisti, sociologi, ma anche artisti e figure del popolo Rom e Sinto.
Il corso è rivolto a insegnanti, educatori, mediatori, assistenti sociali, amministratori e impiegati pubblici, studiosi, ricercatori…. e a chiunque abbia voglia di approfondire questo tema.

"Musica zigana"

Il Maestro Jovica Jovic, proporrà un corso di cultura musicale con l'uso e la conoscenza di alcuni strumenti musicali tipici e l'insegnamento della fisarmonica. Jovica è senz'altro oggi, unanimemente, riconosciuto come uno dei più valenti musicisti nato e formatosi all'interno delle comunità Rom.Autore e protagonista di numerose performance artistiche, metterà a disposizione il suo talento musicale e la grande generosità umana per accostarsi e approfondire la conoscenza e l'insegnamento della musica zigana, attraverso lezioni frontali e di gruppo.
Gli incontri avranno una frequenza bisettimanale per un totale complessivo di 50 ore.
Il corso è rivolto a coloro che intendono approfondire la propria conoscenza musicale.

I DOCENTI:

  • GIORGIO BEZZECCHI – presidente della cooperativa Romano Drom, è un Rom Harvato, esperto di processi e politiche di mediazione culturale. Da molti anni è uno dei massimi dirigenti dell'Opera Nomadi. Vive e lavora a Milano.
  • MAURIZIO PAGANI - dirigente dell'Opera Nomadi, da molti anni è attivamente impegnato in azioni di promozione sociale delle comunità zingare e studio delle politiche pubbliche. Vive e lavora a Milano.
  • SOPHIE ALICE SCARPINELLI - dottore in antropologia presso l'Ehess di Parigi - École des Hautes Études en Sciences Sociales - si occupa di antropologia dell'infanzia.
  • JOVICA JOVIC - Musicista Rom Dal 1971 al 1996 ha fatto il musicista in vari paesi d'Europa. Dal 1996 vive stabilmente in Italia e continua ad esercitare la professione di musicista.
  • MIRKO BEZZECCHI - Anziano della famiglia Bezzecchi, Rom harvato, è l'unico della sua famiglia di origine ad essere sopravvissuto al Porrajmos. E' cittadino italiano di origine slovena.
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Di Fabrizio (del 04/11/2011 @ 09:00:36, in conflitti, visitato 1221 volte)

E' da un po' di tempo che non dedico attenzione all'Ungheria. Di quanto è successo nei mesi scorsi a Gyöngyöspata ne parlai questa primavera. Trovo su Chiara-di-notte.blogspot.com l'aggiornamento che riporto sotto. Dall'autrice di quel blog mi arriva anche un invito a dare spazio a figure femminili che tra i Rom si battano non solo contro le discriminazioni esterne, ma anche contro quelle interne alla comunità, come ad esempio Ostalinda Maya Ovalle. Tempo permettendo, ci proverò.

L'articolo sara' un po' lungo - ed anche noioso -, pertanto ho scelto di proporlo diviso in piu' parti, in modo da renderlo maggiormente scorrevole alla lettura e piu' snello all'eventuale discussione che dovesse svilupparsi. Conto di poter, con le parti successive e i commenti, sviscerare quelle eventuali domande o dubbi che credo siano presenti quando si parla di zingari, di gadje', di razzismo, d'intolleranza, di colpe e cause di un fenomeno che ormai sta dilagando in tutta Europa.

L'Ungheria e' in crisi. Le tensioni con la popolazione zingara minacciano di lacerare l'intero tessuto sociale del paese. Nonostante il popolo rom abbia qui vissuto armoniosamente per cinque secoli, ora, con l'ascesa della destra xenofoba e razzista, vigilantes seminano il terrore nelle comunita' tzigane ed e' soprattutto nella citta' di Gyöngyöspata che il problema, alcuni mesi fa, e' esploso prepotentemente svegliando la coscienza sopita di molte persone.

Gyöngyöspata e' una piccola citta' che si trova nel nord-est dell'Ungheria, ad un'ora e mezzo di strada da Budapest. Per chi non conosce questa terra e vi si reca da turista, e' un luogo che possiede quel fascino tipico di ogni cittadina ungherese della regione: una imponente chiesa bianca e le case dai tetti rosso stucco disseminate lungo un ordinato e ben curato paesaggio di campagna. Pero', alla periferia, su entrambi i lati di un torrente che ogni volta che piove tracima, c'e' quello che i turisti non vedranno mai: il ghetto zingaro. Case fatiscenti dove il soffitto fa fatica a non crollare. Una cucina, un paio camerette e dieci, quindici, persone che ci vivono dentro ammassate. Sono moltissimi i bambini.

Se riuscirete a farvi accettare, potrete essere invitati ad entrare. Allora vi siederete su un letto povero e dondolante, mentre intorno a voi i bimbi, sorprendentemente tutti sempre allegri e sorridenti, inizieranno a danzare al ritmo di qualsiasi musica esca dall'altoparlante della vecchia radio. Nella piccola cucina, ci sara' di sicuro un'enorme pentola di riso bollente sul fuoco, quella che serve ogni giorno per il pranzo e la cena. La padrona di casa vi raccontera' con un sorriso pieno d'orgoglio della sua famiglia e dei suoi nipoti, molti dei quali vi fisseranno come se foste dei viaggiatori giunti da un lontano pianeta.

In queste famiglie, ormai, nessuno piu' ha un lavoro o la speranza di trovarne uno. Il tasso di natalita' nella comunita' tzigana e' il doppio di quello dei gadje' - i non zingari - e sono pochi i bambini che frequentano una scuola. Le cose sono precipitate negli ultimi tempi, con la crisi economica. Lo Stato risulta sempre piu' assente ed ha tagliato moltissimi dei fondi destinati al welfare e alla tutela delle minoranze. Per questo motivo un po' tutti, zingari e non, per ragioni diverse, stanno cominciando a perdere la pazienza, ed e' sempre piu' tangibile la sensazione che le due comunita', incitate anche dai tanti politicanti che mestano nel torbido, difficilmente riusciranno ad andare d'accordo come e' avvenuto in passato.



Quello della difficile coesistenza fra zingari e gadje', che piu' di ogni altra cosa rappresenta non solo simbolicamente l'enorme divario fra chi oggi ha qualcosa e chi invece non ha niente, e' un problema che esiste in tutta Europa. Dalla Bulgaria alla Gran Bretagna, dall'Italia alla Francia, oggi il vecchio continente e' alle prese con un nuovo focolaio di intolleranza xenofoba, ed anche stavolta, come sempre, a farne le spese saranno i piu' deboli, vale a dire coloro che non possono difendersi su cui si riversera' l'odio e la rabbia di tutti: gli zingari.

Si deve dire che fin da quando sono arrivati nel XV secolo, raramente le relazioni degli zingari con le comunita' locali sono andate lisce. Hitler non e' e non sara' certo l'ultimo ad aver tentato di sterminare questo popolo che gia' molti altri, in passato, avevano gia' cercato di cancellare dalla faccia della terra, ed e' nei discorsi di tanta gente, fra i buonismi ipocriti di chi si mette a piangere per i cagnetti abbandonati, che spesso si riscontra questo antico desiderio atavico: sterminare chi viene ritenuto diverso, inferiore, inutile, apportatore solo di degrado, sporcizia, malaffare.

Tutto cio' lo si puo' vedere bene da cio' che accade in molti paesi al cui governo sono arrivati partiti populisti e di chiara matrice razzista, ma anche laddove il diritto di rimanere zingari non era mai stato messo in discussione. Paesi in cui le tensioni continuano pero' ad aumentare. In Gran Bretagna, l'intolleranza e' cresciuta a dismisura negli ultimi anni a causa delle ondate di immigrazione dalla Romania e Bulgaria, ma anche in Bulgaria e Romania, paesi dove gli zingari hanno vissuto in gran numero per secoli, esiste tuttora un'inestinguibile discriminazione. Persino in Spagna, unico paese europeo che dopo la morte di Franco puo' vantare dei veri successi in fatto di tolleranza e integrazione, il tasso di abbandono della scuola da parte dei bimbi gitani e' dell'80%.

Nei confronti dei Rom persiste un po' ovunque l'immagine di una comunita' di fuorilegge, piccoli criminali, inetti, miserabili che sbarcano il lunario sopravvivendo ai margini della societa'. Questo, da alcuni anni, lo si riscontra anche in Ungheria, uno dei paesi in cui fino a poco tempo fa ci si poteva aspettare che le cose andassero meglio. Dopo tutto, gli zingari qui ci hanno vissuto per un lungo periodo di tempo - circa cinquecento anni – tanto che le parole "ungherese" e "tzigano" alla fine si integrano perfettamente. Come in Spagna per i gitani, l'immaginario artistico del Rom ungheresi, specialmente nella musica, si e' intrecciato con l'identita' culturale dell'intera nazione. Senza gli tzigani, infatti, Franz Liszt non avrebbe mai potuto comporre le sue melodie.

I Rom di Ungheria, fra l'altro, sono anche i piu' importanti dal punto di vista sociale e a un livello culturale piu' alto che altrove, ad eccezione forse della sola Russia. Ci sono quattro deputati rom nel parlamento ungherese, e l'unica eurodeputata rom a Strasburgo e' ungherese. Molti funzionari del governo lo sono, ed anche gran parte della burocrazia. Eppure, fra tutti i luoghi, e' proprio in Ungheria, dove non ci sono problemi legati all'immigrazione o alla lingua, che gli zingari sembrano costituire una potenziale e grave minaccia per il futuro della nazione.



Lo scorso marzo, centinaia di vigilantes in divisa hanno fatto irruzione in Gyöngyöspata rimanendovi per tre settimane. Vestiti in uniformi paramilitari nere, sono entrati nel ghetto zingaro ed hanno iniziato a pattugliarlo ostentatamente, come se fossero poliziotti. Appartenevano ad un'organizzazione chiamata Szebb Jövőért Polgárőr Egyesület (Guardia Civile per un Futuro Migliore), una frangia del partito di estrema destra Jobbik.

Con gli atteggiamenti tipici dei nazisti, questa gente ha pattugliato la citta' giorno e notte, gridando ed impedendo ai rom di dormire, oppure minacciandoli con armi e cani, o seguendoli ogni volta che lasciavano le loro case, senza che la polizia locale dicesse o facesse niente. I bambini avevano paura di andare a scuola, gli uomini non se la sentivano di andare a lavorare e alle madri veniva impedito di entrare nei negozi a comprare cibo. Questa situazione ha avuto fine solo quando la Croce Rossa ungherese ha evacuato tutti i rom, portandoli via a bordo di autobus.

E' stata l'ascesa dell'estrema destra magiara, che nelle ultime elezioni ha raggiunto oltre il 15%, che ha rinfocolato e dato forza a questo sentimento antitzigano che non si vedeva piu' dai tempi del nazismo. Qualcosa che preoccupa e spaventa tutti, persino i liberali ungheresi tradizionalmente di destra. Si deve tener conto che l'etnia rom in Ungheria rappresenta oltre l'8% dell'intera popolazione e cio' che potrebbe scaturire da un'eventuale sommossa, qualora gli animi fossero esacerbati, non e' prevedibile ne' auspicabile.

In questo clima d'intolleranza e razzismo, non sono mancate le violenze fisiche e neppure svariati attacchi omicidi: sono nove gli zingari uccisi negli ultimi tre anni. La tecnica preferita degli aggressori e' quella di colpire una casa ai margini di un villaggio, gettare una bottiglia molotov, attendere che gli abitanti fuggano dalle fiamme per poi sparare loro addosso quando escono. Ma al di la' di questi dati scioccanti e del cieco pregiudizio, cio' che manca e' una spiegazione del perche' tutto cio' stia accadendo proprio ora.

Ovviamente, si tratta anche di un problema locale. In Gyöngyöspata il problema sono gli alloggi, cioe' le misere case degli zingari, fatiscenti e considerate pericolose dal punto della stabilita' strutturale - anche se alcune sono migliori e piu' solide di altre - che sono tutte raggruppate insieme sul bordo della citta'. Quando la Croce Rossa ha proposto di risistemare alcune famiglie in alloggi meno malsani piu' vicini al centro della citta', cio' ha infiammato l'intolleranza dei gadje' che non volevano "mischiarsi" a chi, a loro giudizio, avrebbe portato in citta' degrado, sporcizia e traffici illeciti. Senza considerare che non si trattava di intrusi, di invasori, di inferiori da ghettizzare, ma di una popolazione ben radicata che vive in Ungheria da centinaia d'anni. Gli zingari di Gyöngyöspata, infatti, cantavano l'inno nazionale in faccia ai vigilantes. Ed avevano tutto il diritto di farlo essendo ad ogni effetto cittadini ungheresi, uguali agli altri per diritto costituzionale oltre che per diritto "umano".

 "Because your skin is a little darker" from Gypata on Vimeo.

(continua…)

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Di Fabrizio (del 04/11/2011 @ 09:05:53, in casa, visitato 1014 volte)

31/10/11

TORTONA - Proseguono gli incontri del Tavolo di Concertazione per Area attrezzata Comunità dei Sinti tortonesi voluti dall'amministrazione comunale e dai rappresentanti della comunità al fine di iniziare un percorso di adeguamento della struttura e di affrontare tematiche urgenti come le problematiche relative allo sgombero dell'area interessata dalla costruzione della nuova tangenziale.

I vari soggetti che abitualmente siedono al tavolo, tra cui il sindaco, Massimo Berutti, l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Orsi Carbone, l'assessore ai Servizi Sociali, Laura Castellano, il responsabile della Caritas Diocesana, Don Michele Chiappuzzi, il rappresentante dell'Associazione Sucar Drom per la tutela diritti e cultura Sinti, Carlo Berini, oltre a dirigenti dell'amministrazione comunale e alcuni rappresentanti della Comunità dei Sinti di Tortona, hanno ritenuto opportuno definire un Protocollo d'Intesa tra Comune e Comunità dei Sinti di Tortona che consenta l'avvio del progetto.

Nel corso dell'incontro di giovedì scorso più che un protocollo d'intesa è stato stilato un atto con cui le parti interessate riconoscono i propri impegni e le azioni da compiere.

Nello specifico l'amministrazione comunale acquisterà, una superficie che sarà messa a disposizione della Comunità dei Sinti, quale area aggiuntiva a quella esistente, per realizzare il trasferimento e il regolare insediamento dei nuclei attualmente residenti sull'area da loro occupata non regolarmente.

I nuclei della Comunità dei Sinti si impegneranno a trasferirsi, a propria cura e spese, nell'area resa disponibile del comune, contribuiranno, con modalità finanziarie e pratiche che si andranno a definire sulla base del progetto alla realizzazione dell'area.

"Con questo accordo – ha precisato l'assessore al Patrimonio e alle Infrastrutture, Stefano Orsi Carbone – procederemo all'acquisto del terremo di circa milleottocento metri quadri di cui disponiamo già l'impegno di vendita. In questo modo adempiremo a quanto richiesto dalla SCR eliminando la problematica che vincolava l'inizio dell'opera. Tengo a precisare che, come da progetto, l'area confinante con la nuova tangenziale sarà protetta con due guard rail e pannelli alti due metri, tutelando così anche gli abitanti del campo"

Nel corso dell'incontro i rappresentanti della Comunità dei Sinti hanno voluto sottolineare la loro posizione. "Per troppo tempo siamo comparsi sui giornali e, per questa ragione, vogliamo intervenire per far capire la nostra situazione – hanno dichiarato i rappresentanti della Comunità dei Sinti -. Una nostra rappresentanza partecipa a tutti gli incontri del tavolo di concertazione voluto dal Comune, con il quale ci siamo accordati per provvedere ai pagamenti dell'acqua e per lo spostamento dall'area sulla quale passerà la tangenziale. La fognatura l'abbiamo fatta a nostre spese, collaborando nei lavori. La luce la paghiamo e ci teniamo a dire che dal Comune non abbiamo mai ricevuto dei soldi, né oggi né in passato. Ci stiamo regolarizzando nei limiti delle nostre possibilità. Noi siamo una minoranza linguistica; siamo cittadini sinti italiani e nati in Italia da numerose generazioni. La maggior parte dei nostri vecchi è nata a Tortona. Noi non disturbiamo e non diamo fastidio a nessuno, abbiamo la residenza e siamo cittadini tortonese, e troviamo ingiusto che, per colpa di chi sbaglia, si generalizzi creando una sorta di diffidenza nei nostri confronti. Purtroppo, nonostante i nostri bambini vadano a scuola regolarmente e giochino a calcio nelle squadre cittadine, siamo ancora troppo discriminati e nei nostri confronti ci sono troppi pregiudizi. La nostra è una tradizione che dura da più di 2000 anni e la gente dovrebbe conoscerla per capire il nostro modo di vivere. Il Vescovo e le associazioni di volontariato ci sono molto vicini; con lo stesso Vescovo abbiamo dei momenti di aggregazione. Noi chiediamo solo rispetto e dignità, le stesse cose che noi diamo agli altri; la possibilità di integrarci, abbiamo anche fatto dei corsi di formazione ma nessuno ci assume. E chiediamo di non comparire più sui giornali e di essere lasciati stare. Noi siamo disposti ad assumerci i nostri doveri ma chiediamo più rispetto".

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Di Sucar Drom (del 05/11/2011 @ 09:52:51, in blog, visitato 1144 volte)

Energia elettrica, la Federazione Rom e Sinti Insieme incontra l'Autorità per l'energia e per il gas
Dal mese di settembre l'ENEL non ha più rinnovato i contratti a forfait (forniture temporanee) per l'erogazione dell'energia elettrica. Al posto dei vecchi contratti ha imposto dei nuovi contratti temporanei a consumo, secondo quanto disposto dall'Autorità per l'energia e per il gas con Delibera n.67/2010...

Milano, nuova amministrazione, vecchi sgomberi!
Intervista ai volontari del servizio di Medicina di strada del Naga in merito ai recenti sgomberi nel territorio milanese. Allontanamenti spontanei, prevenzione di insediamenti abusivi, sgomberi civil...

Censimento 2011, come funziona e cosa fare
Da alcuni giorni è iniziato in Italia il 15° Censimento dell'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), l'ultimo è stato dieci anni fa. Il Censimento serve a "contare" la popolazione e a raccogliere informazioni che costituiscono il punto di partenza per individuare adeguate politiche e azioni di sviluppo...

Milano, la Consulta Rom e Sinti presenta un documento al Sindaco
Oggi, lunedì 24 ottobre dalle ore 16, rappresentanti della Consulta Rom e Sinti di Milano saranno presenti davanti a Palazzo Marino (in foto) in occasione della riunione del consiglio comunale...

Lanciano (CH), 18° edizione del Festival Alexian and International Friends
Il 29 ottobre prossimo la 18° edizione del Festival Alexian and International Friends fra gli ospiti che si esibiranno Lino Patruno e i Ladri di Carrozzelle. Confermata la partecipazione di Ferdi Berisa vincitore del Grande Fratello 2009 e di Povia vincitore di San Remo del 2006. Presenterà l’evento la famosa conduttrice Rai Lorena Bianchetti...

Federazione all'Autorità: sospendete la delibera 67/10 e istituite un tavolo tecnico
Il 13 ottobre scorso una delegazione della Federazione Rom e Sinti Insieme ha incontrato il dott. Egidio Fedele Dell'Oste e due suoi collaboratori (Direzione Tariffe) dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. L'incontro è stato cordiale e ha fatto emergere le criticità che tantissimi sinti e rom in Italia hanno sollevato in questi giorni, dopo l'entrata in vigore della...

Rom e Sinti, TUTTI UNITI il 9 novembre a Roma
Il 9 novembre 2011 si terrà a Roma in piazza Montecitorio la prima manifestazione unitaria delle associazioni sinte e rom italiane. L'idea della manifestazione è stata lanciata nei mesi scorsi da Radames Gabrielli, Presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme che coordina 22 associazioni sinte e rom a livello nazio...

Pisa, niente scuolabus per i bimbi Rom di Marina
Per chi suona la campana a Pisa? Quante volte ancora attraverseremo, indifferenti, i confini che ci allontanano dalla cosiddetta civiltà per approdare nei paludosi territori dominati dalla barbarie? Gran...

Tortona (AL), i sinti: basta falsità, chiediamo più rispetto!
A Tortona (AL) da alcuni mesi un esponente politico locale interviene a sproposito sulla situazione abitativa delle famiglie sinte residenti. Per questa ragione le famiglie sinte hanno redatto un comunicato che nei giorni scorsi è stato diffuso dalla stampa locale...

TUTTI UNITI, aderisci anche tu!
Mercoledì 9 novembre 2011 si terrà a Roma la manifestazione nazionale TUTTI UNITI (crohl chetane), promossa dalle associazioni sinte e rom in Italia. La manifestazione è stata lanciata da Radames Gabrielli, Presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme...

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Di Fabrizio (del 06/11/2011 @ 08:54:47, in casa, visitato 1433 volte)

Chiediamo a coloro che possono farlo d’intervenire presso il Prefetto Lombardo con una mail o telefonicamente per chiedere che ci venga dato il tempo materiale di eseguire gli ordini ricevuti, come già è successo e sta succedendo. Non si può chiedere a famiglie con bambini e donne incinte (una ha partorito alcuni giorni fa, un’altra è prossima) di stare sotto la pioggia, non essendo ancora pervenute tutte le case mobili sostitutive delle casette da demolire. Si chiede di sospendere l’ordinanza o prorogare i termini, essendovi la volontà di ottemperare. PER INVIARE MAIL

COMUNICATO dell’ASSOCIAZIONE APERTAMENTE
Nonostante l'accordo raggiunto tra le parti tradotto in delibera dal Commissario, la firma dell'applicazione dello stesso da parte delle sei famiglie sinte , queste sono state bersagliate da ben 4 ordinanze di demolizione esecutive (vedi cronache precedenti, ndr.).

Due nell'ultima settimana.

Quattro di queste famiglie hanno svuotato completamente la vecchia abitazione.

Tre alle quali sono state assegnate altrettante case mobili (che però sono oggetto di contestazione perché ammalorate e forse più vecchie di quanto ci hanno detto), stanno smontando la vecchia abitazione. Operazione che dovrebbe terminare per domenica sera, nonostante il maltempo.

Altre tre famiglie, quelle col maggior numero di figli, stanno attendendo la notizia di quando arriveranno le loro case mobili. Nel frattempo sono ferme nell'operazione di demolizione delle loro vecchie case perché non avrebbero dove andare con i loro figli.

In questo quadro, c'è pendente sul capo di tutte e sei le famiglie, l'ultima ordinanza esecutiva per il 07.11.2011. Non solo, ci è giunta la notizia che per lunedì mattina 07.11.2011, è stata predisposta una azione sul Q.re Terradeo (Campo sinti ) ad opera delle Forze dell’Ordine.

Da noi interpellato il Segretario Comunale ha confermato e si è dichiarato impotente a revocare o modificare l'ordine già impartito.

Come Associazione Apertamente a fronte di questa incomprensibile ed irresponsabile decisione, riteniamo non si possano lasciare da sole queste Famiglie.
Saremo lunedì mattina al Quartiere con loro, come abbiamo fatto per questa vicenda in questi mesi, dalle ore 07.30. Vi invitiamo a intervenire sul Commissario per revocare o prorogare questa inutile ed assurda decisione ed ad essere presenti con un vostro rappresentante al Quartiere Terradeo.

Stiamo mandando questa comunicazione a tutte le Forze Politiche di Buccinasco, di Destra, di Centro e di Sinistra, alle Parrocchie, alla Caritas Decanale alle Direzioni Didattiche, il Tavolo Rom e Sinti di Milano ed a tutti coloro nel recente passato ci hanno sostenuto per la soluzione positiva di questa incredibile vicenda.

Per Associazione Apertamente
Rossi Ernesto, Luisi Antonio
Buccinasco 05.11.2011

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Di Fabrizio (del 07/11/2011 @ 09:02:48, in Europa, visitato 1239 volte)

Chiara-di-notte.blogspot.com

Per cercare di comprendere il perche' delle gravi tensioni che esistono fra rom e non rom, pero', non basta solo attribuire la responsabilita' a certe frange estremiste dei gadje', che sono sicuramente il problema principale e piu' immediato, ma non l'unico. Occorre anche individuare cio' che e' legato alle diverse appartenenze all'interno della comunita' tzigana e, cosa importante, tener conto della storia recente dell'Ungheria, che come quasi tutti i paesi dell'est Europa ha attraversato decenni di regime comunista.

Sebbene, quando si parla di tzigani, ci si riferisca spesso ad un'unica entita' linguistica e culturale, le cose stanno in verita' in modo un po' diverso, poiche' le anime che compongono la comunita' sono almeno tre. Ci sono i Romungro, i rom di lingua ungherese, che rappresentano circa il 70% degli tzigani nel paese, i cui antenati hanno vissuto in Ungheria da cosi' tanto tempo da diventarne elemento culturale integrante e che includono la maggior parte degli artisti e degli intellettuali. Ci sono poi i Vlach (20% del totale), discendenti degli zingari fuggiti dalla Romania dov'erano tenuti schiavi nel XIX secolo, che parlano la lingua Lovari. Infine, i Beas (10%) che parlano un antico dialetto rom, giunti in terra magiara due secoli fa.

Tutto questo crea inevitabili incomprensioni perche' non e' solo la lingua che differenzia le varie anime che compongono la comunita', ma e' la stessa concezione di "appartenenza". I Romungro si sentono sia tzigani che ungheresi. Un mix di due culture in cui credono di aver assorbito il meglio di entrambe, essendosi da tempo spogliati di tutto cio' che ritenevano in contrasto con una convivenza civile con i gadje'. I Vlach e i Beas, invece, respingono generalmente qualsiasi tipo di integrazione, rimanendo attaccati agli usi e alle tradizioni degli antenati, rifiutandosi in molti casi di imparare la lingua ed essendo refrattari a dare un'istruzione ai loro figli.

Ma a parte il fattore che riguarda le strade separate percorse dai vari gruppi, come molte altre cose, i problemi in Gyöngyöspata e non solo in Gyöngyöspata, hanno origine dal comunismo, ovvero dal suo crollo. Nel periodo comunista, tutti dovevano lavorare. Chi non lo si faceva, andava in prigione. Il regime comunista non ha mai voluto considerare gli zingari come minoranza, ma piuttosto come un problema sociale. Nel 1961, il Partito Socialista Ungherese dei Lavoratori, scriveva: "Nonostante alcune caratteristiche etniche, i Rom non costituiscono una nazionalita'. Coloro che lo affermano preservano la segregazione degli zingari e rallentano la loro integrazione nella societa'". Gli zingari erano dunque, come tutti gli altri, semplicemente dei proletari che avevano bisogno di essere costretti nel sistema, solo piu' indisciplinati.

Sono stati di conseguenza relegati in soluzioni abitative di scarsa qualita' e costretti alla fatica, come tutti gli altri. La maggior parte dei Rom lavorava nelle citta', nelle fabbriche o nei cantieri edili. Quelli di campagna lavoravano in aziende agricole di piccole dimensioni o nei villaggi, impiegati nella raccolta della frutta o scavando nei campi. Il regime non voleva che ottenessero una maggiore istruzione, perche' aveva bisogno di manodopera non qualificata e a buon mercato. Cosi', gli tzigani, come comunita' e come etnia, sono scomparsi per lungo tempo, assorbiti e diluiti nel sistema socialista.

Ma quando quel sistema e' collassato in modo quasi improvviso nel 1989, il problema dei Rom, come molti altri a cui il comunismo aveva promesso risposte definitive, si e' riproposto in modo, per molti versi, piu' acuto di prima. Quando le fabbriche e gli impianti produttivi hanno chiuso alla rinfusa, sono stati i lavoratori non qualificati e di basso livello - rom in particolare - ad essere maggiormente penalizzati e a restare praticamente senza niente di cui vivere. La crisi economica successiva, poi, ha fatto il resto. Si consideri che, negli ultimi due anni, la disoccupazione rom e' aumentata dal 15% all'85%. E oggi sembra che gli tzigani siano entrambe le cose: sia una minoranza etnica che un problema sociale.

In assenza di lavoro, i poveri si sono affidati al welfare. La mungitura del sistema e' diventata cosi' una strategia per sopravvivere. I sussidi di disoccupazione, di maternita', l'assegno per figli e molti altri piccoli benefici, davano almeno la possibilita' di vivere. Non certo per diventare ricchi, ma per uno stile di vita accettabile, e non solo per chi era tzigano, ma per chiunque si trovasse in condizione di profonda poverta'.

Cio' e' durato per quasi vent'anni. Per tenere bassa la tensione sociale e' stato scelto di dedicare sempre piu' fondi al welfare, senza far nulla per creare occupazione o ricostruire un tessuto produttivo nel quale tutte queste persone povere potessero trovare occupazione. Tutti i governi che si sono succeduti da allora, sia di sinistra che di destra, hanno scelto l'immobilismo e di non fare niente al riguardo. Cosi' lo Stato si e' indebitato sempre di piu', arrivando al punto, oggi, da non poter piu' sostenere la spesa sociale. Di questo, cioe' dell'impoverimento del paese, nonostante ad usufruire del welfare siano e siano stati soprattutto i non rom - gli zingari sono solo un terzo delle famiglie in poverta' assoluta - sono ciononostante i rom ad essere accusati, in quanto individuati come i soli ad aver "munto" lo stato.

C'e' inoltre la questione della criminalita'. Esistono due linee di pensiero ovviamente in antitesi fra loro: c'e' chi considera gli zingari solo delle vittime, colpevoli di nient'altro se non di essere quello che sono, ed e' l'idea per cui lottano gli attivisti e le organizzazioni che si occupano della difesa dei diritti delle minoranze etniche e culturali vestendo i panni di difensori della comunita' rom, e chi, invece - praticamente la stragrande maggioranza degli ungheresi -, la pensa in modo diametralmente opposto.

Cio' genera odio in entrambe le comunita' e la gente ha esperienza quotidiana di questo conflitto. A scuola, molti sono i bambini non rom in conflitto con i loro compagni rom. E' quindi qualcosa che si radica nelle coscienze fin dall'infanzia e spesso sono i genitori stessi ad indicare ai propri figli l'altro come un probabile pericolo. Non sono piu' isolati ormai i casi in cui ci sono aggressioni, sia da parte che dall'altra. Si formano gruppi e bande di giovani al cui naturale conflitto che anima un po' tutti gli adolescenti, si aggiunge anche l'odio etnico. Sono a volte episodi terribili fatti di faide anche cruente in cui a farne le spese, spesso, sono sempre le persone piu' deboli. I bambini e le donne. Gadje' o rom che siano. In mezzo a tutto cio', non mancano pero' manifestazioni di civile convivenza, in cui le due parti si incontrano e si rispettano, ma perche' cio' sia possibile e' necessario che alla base ci sia una educazione, civile ed etica, possibile solo con la scolarizzazione piu' ampia che istruisca i giovani e li sottragga alla strada ed alle attivita' illecite.

Uno dei reati che piu' fa infuriare i gadje' di Gyöngyöspata e' il furto di frutta e verdura dai loro giardini. Gli alberi da frutto sono sempre stati una risorsa per la popolazione locale, ma nessuno si preoccupa piu' di prendersene cura perche', ogni volta che i frutti arrivano a maturazione, gli alberi vengono saccheggiati. D'altro canto non si puo' neppure impedire a chi non ha un lavoro e non sa come nutrire i figli, di appropriarsi di qualcosa che gli e' necessario alla sopravvivenza, anche se appartiene a qualcun altro. Il conflitto e' dunque fra chi possiede qualcosa, anche se poco, e chi non ha davvero niente.

E' quello che le autorita' chiamano reato di sopravvivenza, che in qualche modo e' diventato accettabile e la polizia generalmente tollera. Ma anche se e' cosi' a livello politico, cio' non rispecchia la realta' quotidiana, e non fa altro che aumentare l'intolleranza della gente comune, sempre piu' arrabbiata, verso i rom che vengono considerati "protetti" nei loro reati, anche se si tratta di reati di misera entita'. Tutto questo senza che qualcuno abbia il coraggio di porsi la domanda: se le parti fossero invertite le cose andrebbero diversamente?

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Di Fabrizio (del 07/11/2011 @ 09:52:58, in media, visitato 1360 volte)

Lunedì 14 novembre - ore 21.00
Circolo ARCI Martiri di Turro - Via Rovetta 14, Milano - ingresso gratuito, con tessera Arci

proiezione di
"Ho incontrato anche zingari felici" (Skupljaci perja) – Jugoslavia - 1967 di Aleksandar Petrovic

Presenta la serata Ivana Kerecki - Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

secondo appuntamento della terza edizione della rassegna di film "HO INCONTRATO ZINGARI FELICI" (Maladilem bachtale Romenca - da Upre Roma), organizzata dall'associazione La Conta, in collaborazione con l'associazione Aven Amentza - Unione di Rom e Sinti, con l'associazione ApertaMente, la redazione di Mahalla e con il circolo ARCI Martiri di Turro

E' stato il primo film di successo ad affrontare l'argomento. Alterna scene di vita che oggi definiremmo di maniera, ad uno sguardo attento e partecipe alla vita comunitaria, ai suoi amori e dissidi. Fu forse anche il primo film che illustrò il supposto nomadismo di Rom e Sinti, non come uno loro necessità di viaggiare, ma legato  a motivazione precise. Ciononostante, non è un semplice documentario, una trama sottile collega le scene che descrivono il loro modo di vita, nel quadro del complesso tentativo della Jugoslavia di allora  di integrare le sue diverse etnie e popolazioni.

Segnò anche il successo internazionale di Bekim Fehmiu, attore di origine albanese morto a giugno 2010, conosciutissimo in Italia per la sua interpretazione di Ulisse nell'Odissea televisiva alla fine degli anni '60.

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Di Fabrizio (del 08/11/2011 @ 09:20:10, in Italia, visitato 2346 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

Da Mahalla: Il programma del convegno

a cura di Paolo Bonetti, Alessandro Simoni e Tommaso Vitale
Giuffrè, Milano 2011. 1382 pagine, 2 tomi.
ISBN 88-14-15676-X

Il volume rappresenta un'assoluta novità nel panorama della letteratura giuridica italiana. Si tratta, infatti, della prima opera che cerca di fornire una visione completa, aggiornata e interdisciplinare dei problemi giuridici relativi alla condizione in Italia delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. I capitoli fanno riferimento a molteplici aspetti con ricadute di rilievo tanto per la giurisprudenza costituzionale che per quella ordinaria, ma anche per il diritto dell'UE e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Sono così approfonditi tutti gli aspetti della condizione delle singole persone (italiane, straniere o apolidi) e dello status della minoranza in sé, le norme statali e regionali rilevanti, le prassi istituzionali e i problemi di discriminazione, le raccomandazioni e le proposte emesse da organismi internazionali. Le analisi vanno a toccare il diritto costituzionale, pubblico e regionale, il diritto amministrativo e urbanistico, il diritto penale e processuale penale, il diritto civile, il diritto del lavoro, il diritto internazionale e dell'Unione europea. Sono presenti altresì riflessioni di diritto comparato (Francia, Spagna, Ungheria, Romania, Stati dell'ex-Jugoslavia), nonché analisi empiriche sulle prassi amministrative e giudiziarie. Oltre ad analisi svolte da giuristi accademici, l'opera contiene contributi di magistrati e avvocati, ma anche di sociologi, politologi, epidemiologi, antropologi e linguisti scelti tra coloro che più si sono distinti nello studio del mondo rom e sinto. Sono altresì presenti contributi di rappresentanti di istituzioni statali italiane, della Commissione europea, del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, nonché testimonianze di rappresentanti dell'associazionismo rom e sinto. L'appendice contiene un'articolata bozza di progetto di legge elaborata dai curatori.

In questa direzione ci piacerebbe organizzare anche con gli autori alcune presentazioni del volume (per il quale nessun autore o curatore percepisce diritti d'autore) in diverse città italiane, magari mantenendo lo stile con cui è stato costruito il convegno prima e il libro poi, ovvero avvicinando collaborativamente accademici, istituzioni e terzo settore, e in particolare le associazioni in cui si esprime la partecipazione di Rom e Sinti, e contestualmente discutendo le ipotesi di progetto di legge. In tali eventi si potrebbe presentare il volume (per il quale nessuno riceve alcun diritto d'autore) e discutere anche le ipotesi di progetto di legge. Ci comunichi ogni idea in proposito, per poterci organizzare insieme e anche con l'editore Giuffré.

Nello stesso spirito, ti invitiamo a diffondere l'informazione sul volume su siti internet, e a segnalarlo a riviste per recensioni.

Nonostante il grande lavoro per immaginare il convegno prima, e per realizzare il volume in seguito, continuiamo a pensare che tutto ciò non sia altro che un punto di partenza, e ci piace pensare che la nostra collaborazione possa continuare su questo tema, così importante.

Con molta cordialità e sincera riconoscenza,

Paolo Bonetti, Alessandro Simoni e Tommaso Vitale

INDICE
TOMO I
PAOLO BONETTI, ALESSANDRO SIMONI e TOMMASO VITALE
Presentazione. La condizione giuridica di Rom e Sinti in Italia: dall'ascolto e confronto alla proposta ....................................................... 1
GIORGIO NAPOLITANO
Telegramma del Presidente della Repubblica ........................................... 11

Sezione I
INTRODUZIONE
PAOLO BONETTI
I nodi giuridici della condizione di Rom e Sinti in Italia ......................... 15

Sezione II
ASPETTI GENERALI
DIETER HALWACHS
Possiamo dire che Roma, Sinti, Calé, ecc. sono un'unica minoranza linguistica? ............................................................................................... 127
FRANCESCO PALERMO
Rom e Sinti come minoranza. Profili di diritto pubblico italiano e comparato e di diritto internazionale ............................................................ 151
SERENA BALDIN
Le minoranze rom in Europa: proposte classificatorie e accomodamento delle istanze identitarie ........................................................................... 175
GIANNI LOY
Diritto e legislazione su Rom e Sinti "dal nostro punto di vista" ............. 203
ALESSANDRO SIMONI
Il "problema di una gente vagabonda". Retrospettiva sulla percezione degli "zingari" nella cultura giuridica italiana ........................................... 225
TOMMASO VITALE
Gli stereotipi che ingombrano politiche e rappresentazioni ........................ 255
ANNA RITA CALABRÒ
Segregazione urbana e debolezza delle politiche sociali ............................. 273

Sezione III
ASPETTI DI DIRITTO COMUNITARIO E INTERNAZIONALE E DI DIRITTO DEGLI STRANIERI
MATTEO FORNARA
I principi di base comuni sull'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti elaborati dagli organismi dell'Unione europea ............................................ 293
JAMES A. GOLDSTON e COSTANZA HERMANIN
Corti europee e cause pilota: una finestra d'opportunità per combattere la discriminazione dei Rom in Italia? ......................................................... 303
DELFINA BONI
La libera circolazione dei Rom e dei Sinti all'interno dell'Unione europea ....................................................................................................... 321
GIULIA PERIN
L'applicazione ai Rom e ai Sinti non cittadini delle norme sull'apolidia, sulla protezione internazionale e sulla condizione degli stranieri comunitari ed extracomunitari ..........................................................................363
GRÉGOIRE COUSIN e FRANCESCA MARIANI
Il passepartout dell'"ordine pubblico". Politica e diritto nelle prassi di allontanamento dei "rumeni detti rom" in Italia e Francia ........................ 415

Sezione IV
BREVE CASISTICA DI MODELLI EUROPEI
FERNANDO REY MARTÍNEZ
L'uguaglianza razziale/etnica e i Gitani in Spagna: fatti, garanzie, prospettive ............................................................................................. 457
KATALIN KELEMEN
Tutela giuridica della minoranza rom nell'ordinamento giuridico ungherese ...................................................................................................... 477
SIMINA TANASESCU
Protezione giuridica e inclusione sociale della minoranza rom in Romania ...................................................................................................... 505
MARIA DICOSOLA
Strumenti di protezione giuridica delle comunità rom negli stati dell'ex-Jugoslavia ............................................................................................ 527
CHRISTOPHE LE BERRE
Categorie giuridiche e identità etnica nel diritto francese: dalle gens du voyage alla "questione rom" ................................................................. 553

Sezione V
EGUAGLIANZA, DISCRIMINAZIONI E AZIONI LEGALI
MARZIA BARBERA
I Rom e i paradossi del diritto antidiscriminatorio .................................. 587
TIZIANA VETTOR
Il lavoro delle persone rom e sinti, tra esclusione e interventi promozionali 613
ALESSANDRO MAIORCA
Il quadro degli strumenti di tutela giuridica in Italia contro le discriminazioni nei confronti delle persone rom e sinte ......................................... 625
VICTORIA VASEY
Casi riguardanti Rom e Sinti presentati presso la Corte europea dei diritti dell'uomo ........................................................................................ 647
ALBERTO GUARISO
Azione civile antidiscriminatoria e tutela dei Rom: ipotesi su un sodalizio mancato ........................................................................................... 659
EVA RIZZIN e ANGELICA BERTELLINI
Istigazione all'odio razziale e discriminazioni nel discorso pubblico italiano. Dai rapporti di ricerca alle cause strategiche .................................. 673
PALMINA TANZARELLA
La propaganda d'odio razziale nel discorso pubblico. Alcune riflessioni .. 691

TOMO II
Sezione VI
INTEGRAZIONE, PARTECIPAZIONE E COMUNICAZIONE
FEDERICO FURLAN
Rom e Sinti nelle legislazioni regionali .................................................... 703
NANDO SIGONA
Discriminazione, cittadinanza e partecipazione politica .......................... 739
GIULIO ENEA VIGEVANI
Obblighi dei mezzi di comunicazione e prevenzione della stigmatizzazione .................................................................................................... 747

Sezione VII
I DIRITTI A CIRCOLARE, A SOGGIORNARE E AD ABITARE
CECILIA CORSI
I diritti delle persone rom e sinte alla circolazione, al soggiorno e all'abitazione ........................................................................................ 759
ANTONIO TOSI
Le politiche abitative per i Rom e i Sinti ................................................ 791
NICOLA BASSI
Le diverse forme di abitazione dei Rom e dei Sinti nel diritto amministrativo e nel diritto urbanistico ............................................................. 805
ELENA PACIOTTI
Le condizioni abitative dei Rom e dei Sinti in Italia di fronte ai suoi obblighi internazionali e comunitari: i rapporti dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali ........................................................... 813
GIOIA SCAPPUCCI e ROVENA DEMIRAJ
Il diritto all'abitazione di Rom e Sinti: gli obblighi dell'Italia alla luce della giurisprudenza del Comitato europeo dei diritti sociali relativa all'articolo 31 della Carta sociale europea (riveduta) .............................. 823
LORIS LEVAK
Libertà di circolare e soggiornare e diritto alla casa: il punto di vista di un Rom ................................................................................................ 841
FABRIZIO CASAVOLA
Politiche abitative sinte e rom ................................................................ 843
LIVIO NERI
I profili giuridici dello sgombero degli insediamenti abusivi ..................... 849

Sezione VIII
I DIRITTI LINGUISTICI, CULTURALI E DELL'ISTRUZIONE
GIOVANNI POGGESCHI
I diritti linguistici dei Rom e dei Sinti: una nuova sfida per la tutela giuridica della diversità ............................................................................... 861
VALERIA PIERGIGLI
I diritti culturali e dell'istruzione delle persone rom e sinte ...................... 893
ELENA ROZZI
Discriminazioni dei minori rom e sinti rispetto al diritto all'istruzione: uno sguardo socio-giuridico .................................................................... 941
DIMITRIS ARGIROPOULOS
Diritto alla cultura e all'educazione in una prospettiva romanì .............. 969
ELISABETTA CIMOLI
Gli interventi di volontariato a sostegno scolastico dei Rom e Sinti ......... 983
GIORGIO BEZZECCHI
Mediazione culturale: uno strumento fondamentale ................................ 991
MASSIMO MAPELLI
Interventi e opportunità sociali per contrastare l'esclusione urbana dei Rom ..................................................................................................... 997

Sezione IX
FAMIGLIA E DIRITTI DEI MINORI
ELISABETTA LAMARQUE
La tutela legale della famiglia ................................................................ 1007
PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA
Il diritto alla vita privata e familiare, i diritti dei bambini rom e sinti e la loro tutela .......................................................................................... 1021
CARLOTTA SALETTI SALZA
Le adozioni dei minori rom e sinti in Italia. Risultati di una recente ricerca sulla prassi tra il 1985 e il 2005 .................................................. 1047

Sezione X
IL DIRITTO ALLA SALUTE
FULVIA MOTTA e SALVATORE GERACI
L'accesso di Rom e Sinti al diritto e alla tutela della salute ..................... 1065
LORENZO MONASTA
La condizione di salute delle persone rom e sinte nei campi nomadi ......... 1081

Sezione XI
ASPETTI PENALI E PROCESSUALI
LUCA MASERA
Il diritto penale di fronte a Rom e Sinti .................................................. 1099
FRANCESCO VIGANÒ
La giurisprudenza sui reati commessi da Rom e Sinti nei confronti dei minori ................................................................................................... 1109
GIULIO UBERTIS
Multiculturalismo e processo penale ........................................................ 1127
LORENZO TRUCCO
Le persone rom e sinte nel processo penale e nell'ordinamento penitenziario ........................................................................................................ 1137
LAURA LAERA
L'applicazione delle misure di protezione e il trattamento penale dei minori nomadi .......................................................................................... 1145
SABRINA TOSI CAMBINI
Chi ruba i bambini? I risultati di uno studio sui casi di presunto tentato rapimento di minori gagé da parte di Rom nel periodo 1986-2007 ......... 1155

Sezione XII
LE SFIDE PER IL FUTURO
ANDRZEJ MIRGA
Crimini d'odio contro Rom e Sinti nell'area OSCE: una tendenza pericolosa .................................................................................................... 1169
MAURIZIO CERMEL
Rom e Sinti: cittadini senza patria o popolo europeo transnazionale? ...... 1185
NICOLAE GHEORGHE
Non si tratta di un «problema rom», né «europeo», si tratta di un «problema rumeno» ...................................................................................... 1213
MICHAEL GUET
Le misure contro il razzismo e l'intolleranza a protezione dei popoli rom e sinti: le raccomandazioni del Consiglio d'Europa ................................. 1231
TOMMASO VITALE e LORIS CARUSO
Ripensare le politiche a livello locale dentro il quadro di una tutela nazionale delle minoranze .......................................................................... 1241

Sezione XIII
VERSO UNA LEGGE ITALIANA PER IL RICONOSCIMENTO E LA TUTELA DELLA MINORANZA DEI ROM E DEI SINTI?
OLGA MAROTTI
Verso una legge italiana per il riconoscimento delle minoranze rom e sinte? ........................................................................................................ 1263
MAURIZIO PAGANI
Tra "legge" e "questione sociale" ............................................................ 1271
GIANCARLO PEREGO
Non ai margini, ma al centro: verso una legge italiana per il riconoscimento e la tutela delle minoranze dei Rom e dei Sinti? ........................... 1275

APPENDICE
UN'IPOTESI DI PROPOSTA DI LEGGE: NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITÀ DELLA MINORANZA DEI ROM E DEI SINTI
PAOLO BONETTI, ALESSANDRO SIMONI e TOMMASO VITALE
Relazione generale .................................................................................. 1281
Bozza di proposta di legge: indice e articolato .......................................... 1295

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Di Fabrizio (del 08/11/2011 @ 09:51:01, in musica e parole, visitato 1495 volte)

Nella foto di Steed Gamero - © Gruppo Every One, 2 novembre 2011, da sinistra Fabrizio Casavola (Mahalla), Dario Picciau, Paul Polansky, Roberto Malini presso l'Associazione La Conta di Milano

Io e Paul Polansky siamo seduti al bar uno di fronte all'altro. Sul tavolino tanti libri e due bicchieri di birra. So che la sera mi aspetta un compito non facile: dobbiamo presentare il suo ultimo libro uscito da appena 2 giorni, e ovviamente non ho ancora potuto leggerlo.

Per fortuna il posto è tranquillo. Paul mi ha riassunto i capitoli principali, a cui ho dato una rapida scorsa, poi gli faccio alcune domande su quelle che mi sembrano le questioni chiave sollevate. Ci accordiamo: durante la presentazione, leggerò l'inizio di quei capitoli e gli porrò 2 o 3 domande per volta, altre (spero) verranno dal pubblico, lui risponderà.

Non voglio fare una brutta figura di fronte a lui e al pubblico, così gli dico che mentre aspettiamo darò un'altro sguardo al libro, "RANDOM", per farmene un'idea meno approssimativa. Lui annuisce e si concentra nella traduzione in spagnolo di alcune sue poesie.

Leggo con attenzione ma poca partecipazione l'introduzione di Pietro Marcenaro e poi quella sua. Passo alle pagine interne, scorro la prima parte sulla Spagna. E da questo momento termina la mia intenzione di leggere a caso e la mia improbabile carriera di critico. Perché quando passo distrattamente al secondo capitolo, la storia diventa un film breve e appassionante che non riesco ad abbandonare: quei personaggi lì vedo davanti a me, reali, in tutto simili a tanti che conosco. Riconosco il loro modo di parlare e ricordare, le strade percorse, le loro vicissitudini, forse ne sento persino l'odore. Ho persino paura che qualcuno possa notare il mio turbamento. Cerco di calmarlo uscendo a fumare una sigaretta.

A parte questo, cosa potete trovare in 206 pagine, al prezzo di 18 euro? Tante cose. Chi già conosce l'autore, troverà la risposta ad una domanda che viene naturale farsi: come ha iniziato a vivere con gli zingari e perché ha iniziato a scriverne. Chi non lo conosce, potrà fare un viaggio introduttivo nella storia, cultura, religione, dei popoli rom e sinti in Europa e altrove.

Polansky è nel contempo un antropologo severo ed un testimone partecipe. Ama ripetere: "Vivo tra gli zingari come uno studioso, ma ne scrivo con le loro parole e la loro mente." ...Le loro parole e la loro mente: ecco il senso del turbamento che descrivevo prima, perché Polansky sa anche essere scrittore di razza. Asciutto, fotografico.

E poi, il libro va letto anche per le piccole chicche:

come quando racconta di un Rom scampato alla guerra, che nel 1948 aiuta un Tedesco residente nei Sudeti ad abbandonare la Cecoslovacchia comunista, che stava espellendo tutti i cittadini di origine tedesca;

o di quando ricorda un suo viaggio nel deserto del Rajastan: giunto nei pressi di un accampamento zingaro, questi gli chiesero se voleva ascoltare la loro musica. Si misero a suonare, ed eruppe una musica che a decine di migliaia di km. e a secoli di distanza, assomigliava in tutto al cante hondo dei gitani.

Lasciamo il libro per un momento, e facciamo un confronto:

Indian Rajasthan Gypsy dance

cante jondo almeria pirri fandangos

Voi che dite?

Non voglio dilungarmi, il libro potrà anche stupire o far discutere, visto che l'argomento ZINGARI rimane scottante. L'importante è approcciarlo con la serietà e la passione necessarie.

Termino riportando l'ultima pagina del libro, per la sola ragione che è bella:

Vivendo con loro ho scoperto che le differenze tra loro e me sono così piccole che a volte non riesco a vederle affatto. L'amore delle madri per i loro figli mi ricorda l'amore della mia per i suoi sette figli. Infatti, ho notato che le madri, e in generale le famiglie gitane, sono molto più premurose di quanto non siano le famiglie europee o americane di oggi. Gli Zingari anziani non vengono messi in case di cura come fossero dei lebbrosi ma, al contrario, vengono accuditi e rispettati nella propria casa e dalla propria famiglia. Ciò non accade spesso nella civiltà occidentale.

So che, quando sarò vecchio, sarà probabilmente una famiglia di Zingari a prendersi cura di me fino alla mia morte e non uno dei miei quattro figli.

Grazie Dio, per aver creato gli Zingari. Possano essi ereditare la terra, come Dio ha promesso loro!

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