Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
Notizie in italiano dai Rom, Sinti, Kalé, Pavees di tutto il mondo

La redazione
-

\\ Mahalla : VAI : Regole (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 21/06/2007 @ 00:20:16, in Regole, visitato 1231 volte)

20 giugno 2007 - LETTERA APERTA ALLA CITTADINANZA E ALLE ISTITUZIONI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Acli, Arci, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, Cgil, Cir, Cisl, Consorzio Farsi Prossimo , Naga e Uil

La situazione in Italia

La condizione dei richiedenti asilo in Italia è molto critica. La mancanza di una legge sulla tutela del diritto d’asilo, pure sancita dall’articolo 10 della nostra Costituzione, ha prodotto in questi anni una situazione di estremo disagio e sofferenza per persone che sono state costrette a lasciare la propria terra e i propri affetti a causa delle persecuzioni subite.

Prima che la richiesta d’asilo venga esaminata dalle apposite Commissioni Territoriali possono passare tempi che variano sensibilmente da Commissione a Commissione: dalle poche settimane nelle Commissioni del Sud Italia ai molti mesi (quasi un anno) nella Commissione territoriale di Milano, senza contare le migliaia di domande ancora pendenti presso la cosiddetta Commissione Stralcio di Roma. Nel frattempo il richiedente asilo attende quasi un anno per vedersi rilasciare un permesso di soggiorno che consente di lavorare regolarmente.

Queste lunghe attese per la definizione della domanda di asilo determinano conseguenze gravi: oltre al disagio derivante dal protrarsi di una condizione di incertezza e spesso di vera e propria indigenza, risultano evidenti le difficoltà di inserimento socio-lavorativo, dovute principalmente ai lunghi tempi di attesa per l’ottenimento di un permesso di soggiorno che consente di lavorare regolarmente.

Desta, inoltre, preoccupazione il ricorso al trattenimento dei richiedenti asilo all’interno dei Centri di Identificazione in modo sempre più generalizzato: la scarsa possibilità di uscita diurna (come è evidenziato dal numero bassissimo di autorizzazioni all’allontanamento dai centri) configura una privazione della libertà personale non soggetta al controllo dell’autorità giudiziaria. Il fatto che nella medesima area (ad esempio in via Corelli a Milano) sorgano centri dalle finalità molto diverse provoca, infine, il concreto rischio che si verifichi nei fatti una assimilazione sostanziale e del tutto impropria dei centri per richiedenti asilo con i Centri di Permanenza Temporanea (strutture destinate all’esecuzione delle espulsioni).

La situazione a Milano

La città di Milano si è trovata recentemente a dover affrontare l’afflusso consistente di profughi del Corno d’Africa, la maggior parte dei quali è titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Queste persone giungono quasi interamente dalle regioni meridionali, dove sono sbarcati fortunosamente, dove sono stati accolti (in massa) temporaneamente e dove, a tempo di record, è stata loro concessa una protezione umanitaria, anch’essa temporanea.

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) non solo non è dotato di posti sufficienti in accoglienza, ma non è neanche in grado di valutare la portata di questi flussi, di individuarne le provenienze dalle Commissioni Territoriali meridionali e di coinvolgere strutture sia pubbliche che private esterne allo SPRAR che, in questa fase, possono fornire un supporto ad un sistema inadeguato.

Il compito di segnalare le presenze al Servizio Centrale dello SPRAR spetta alle Prefetture (su indicazione della Questura che ha accolto la richiesta di asilo), ma a Milano questo sistema non sembra funzionare: i richiedenti asilo non vengono adeguatamente informati sui loro diritti, attendono a lungo la convocazione presso la Commissione Territoriale e, dopo l’audizione, attendono ancora molti mesi per conoscere l’esito della richiesta.

Soltanto pochi richiedenti asilo, che si rivolgono direttamente agli sportelli del Comune o alle organizzazioni più visibili sul territorio riescono ad inserirsi nello spazio angusto del Sistema di protezione, mentre la maggior parte di essi cerca rifugi di fortuna, caratterizzati da condizioni igieniche preoccupanti, o si accampa nei pressi dei parchi cittadini: al momento ci sono circa 100 profughi, prevalentemente sudanesi, lungo la ferrovia dello Scalo Romana, mentre più o meno cinquanta persone, in prevalenza eritrei, dormono lungo i binari del tram, tra le aiuole dei bastioni di Porta Venezia. E’ oltretutto molto probabile che nel giro di pochi mesi il numero di profughi accampati in questi luoghi aumenti, per via dell’incremento degli sbarchi nelle coste meridionali nel periodo estivo.

L’Italia oggi non è come in passato un Paese di transito di rifugiati, ma di insediamento a più lungo termine. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato le nostre organizzazioni intendono richiamare l’attenzione della cittadinanza sulle condizioni di vita di queste persone, sollecitando al tempo stesso le istituzioni centrali e locali a procedere con urgenza verso:

1. LA RAPIDA APPROVAZIONE DI UNA LEGGE ORGANICA SUL DIRITTO D’ASILO;

2. LA RIDUZIONE DEI TEMPI DI ATTESA, ANCORA TROPPO LUNGHI, PER LA CONVOCAZIONE DEI RICHIEDENTI ASILO IN COMMISSIONE E PER LA RISPOSTA ALLA DOMANDA DI ASILO (PROCEDURE PIÙ CELERI E TRASPARENTI) ;

3. L’AUMENTO DEI POSTI IN ACCOGLIENZA PREVISTI DAL S.P.R.A.R. NONCHÉ UN PROGRAMMA EFFICACE DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE SOCIO-LAVORATIVA GESTITO A LIVELLO LOCALE, MA COORDINATO, MONITORATO ED ADEGUATAMENTE FINANZIATO A LIVELLO CENTRALE DAL MINISTERO DELL’INTERNO E ANCI;

4. UN MAGGIOR COORDINAMENTO TRA ENTI LOCALI E PRIVATO SOCIALE PER FACILITARE PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO RIVOLTI A RICHIEDENTI ASILO, RIFUGIATI E TITOLARI DI PORTEZIONE UMANITARIA.

Acli

Arci

Caritas Ambrosiana

Casa della Carità

Cgil

Cir

Cisl

Consorzio Farsi Prossimo

Naga

Uil

 

Ricevo da Mauro Bulgarelli, senatore dei Verdi

Cari amici,

in allegato troverete la bozza di un disegno di legge da me presentato in senato - Norme in materia di soggiorno e cittadinanza dei componenti delle comunità nomadi - che sarei lieto potesse avere circolazione tra i vostri contatti. Abbiamo cercato di mettere a punto un testo volutamente coinciso, nella speranza che possa essere maggiormente incisivo e trovare referenti interessati in ambito parlamentare. Ovviamente, qualunque suggerimento che vogliate darci è ben accetto.

Cordiali saluti
Mauro Bulgarelli, senatore dei Verdi

DISEGNO DI LEGGE

di inziativa del Senatore Bulgarelli

Norme in materia di soggiorno e cittadinanza dei componenti delle comunità nomadi

Onorevoli Senatori. – La posizione giuridica delle popolazioni rom, sinte e caminanti non può essere ricondotta ed accomunata a quella degli immigrati, poiché, a differenza di questi ultimi, che provengono da una nazione che, almeno teoricamente, li esprime e li rappresenta, i primi sono popoli senza territorio, senza Stato. Per tali ragioni, il presente disegno di legge propone che le norme in materia di soggiorno e di cittadinanza tengano conto della specificità delle minoranze rom, sinte e caminanti rispetto agli immigrati e agli altri stranieri, e, in particolare, che siano previste agevolazioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana per il minore nomade nato in Italia, rispetto alla disciplina vigente dettata in via generale per gli stranieri, nella cui nozione non rientrano i nomadi. I Rom, Sinti e Caminanti presenti in Italia sono circa 150 mila, segnando una concentrazione nettamente inferiore a quella di altri paesi europei. Di questi, meno della metà hanno già la cittadinanza italiana. I Rom provenienti dall'est europeo sono circa 80.000 e sono giunti in Italia prevalentemente dal 1967 in poi. Tra i Rom provenienti dai paesi dell'Est i rumeni sono particolarmente numerosi e la loro presenza è in crescita. I Rom, Sinti o Caminanti presenti nel nostro paese (spesso da decenni) ma senza cittadinanza italiana sono almeno 60.000, prevalentemente i Rom Khorakhanè e Rom Dasikhanè (o Rom serbi: cristiani e ortodossi) oltre ai già citati rumeni. Molti degli appartenenti a queste comunità ormai non sono più "nomadi" in senso stretto da diverse generazioni ed è quindi contraddittorio considerarli sbrigativamente - come di fatto fa la normativa italiana - semplici cittadini stranieri. Anche i nuovi arrivi, peraltro, hanno alle spalle lunghe tradizioni di inserimenti abitativi tradizionali. La mancanza della cittadinanza italiana crea molti problemi proprio nel percorso di inserimento sociale, soprattutto dei minori. I (pochi) Rom che hanno acquisito la cittadinanza italiana lo hanno fatto o perché da bambini sono stati riconosciuti come figli di un cittadino italiano o perché, raggiunti i 18 anni di età, hanno richiesto e ottenuto la cittadinanza. Oggi questa seconda strada si è fatta molto più difficile: non solo la cittadinanza va chiesta dopo i 18 anni e prima di compiere i 19 anni, ma perché vi sia il riconoscimento è necessario che essi dimostrino di essere nati in Italia, di non aver mai abbandonato il territorio nazionale, e che la loro residenza sia stata sempre legale ovvero, con una interpretazione piuttosto rigida, che i genitori abbiano sempre avuto il permesso di soggiorno. Il risultato di questa situazione, in relazione ai percorsi di scolarizzazione, è che quanti hanno fatto il tradizionale percorso scolastico, compiendo i 18 anni, rischiano, se non hanno cittadinanza o permesso di soggiorno, di non avere il riconoscimento dei titoli di studio e - se non hanno ancora portato a compimento il ciclo di studi - di considerare seriamente la prospettiva di un loro abbandono. Non mancano attualmente, anche a livello regionali, proposte ed iniziative per favorire l'accoglienza e integrazione di queste comunità, a partire dal riconoscimento al diritto sia alla stanzialità che al nomadismo. L'accesso all'istruzione e alla casa, l'inserimento nel mondo del mondo sono tutti aspetti fondamentali di un processo che deve essere condiviso e partecipato dai cittadini, dalle comunità nomadi e dalle istituzioni ma che rischiano di trovare ostacoli concreti e normativi. Per l'accesso ai bandi per l'edilizia popolare, ad esempio, si dà, doverosamente e giustamente, priorità agli sfrattati. Ma se un rom non ha la residenza non può risultare sfrattato. La creazione e il miglioramento di aree di sosta attrezzate può trovare ostacoli nelle comunità locali, trattandosi di permanenza, sul territorio, di cittadini stranieri in alcuni casi sprovvisti di permessi di soggiorno. Allo stesso modo, l'ammissione a corsi di formazione professionale trova un limite nell'assenza dei permessi di soggiorno. Nell'aprile 2006 l'Italia è stata richiamato dall’Unione Europea per violazione della Carta sociale europea revisionata in merito alle condizioni abitative di Rom e Sinti sul territorio italiano ma una politica inclusiva efficace, rispetto a quella contrassegnata da una logica di esclusione, non favorisce solamente chi è “nuovo cittadino”. Essa accresce la qualità generale della vita sociale, compresa la sicurezza di tutti i cittadini; ciò è possibile soprattutto se si sposta l’accento sulla partecipazione e, quindi, sulla cittadinanza, che al riconoscimento dei diritti connette anche il rispetto dei doveri sanciti dalle leggi. In vista della riforma della cittadinanza e delle norme che ne regolano l'acquisizione, il presente disegno di legge parte proprio da questi elementi di fondo su cui costruire le basi effettive su cui consolidare, di conseguenza, le azioni per una politica inclusiva efficace , nel rispetto delle differenze , verso le popolazioni rom, sinti e caminanti, per segnalare la specificità della loro identità culturale e la peculiarità dei problemi ad esse collegati.

DISEGNO DI LEGGE

Norme in materia di soggiorno e cittadinanza dei componenti delle comunità nomadi

Art. 1

1. Fatte salve le disposizioni generali di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, gli appartenenti alle popolazioni rom , sinti e caminanti possono ottenere il permesso di soggiorno dopo due anni di permanenza documentata e regolare in Italia .

2. Nelle more della revisione delle norme sulla cittadinanza di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, gli appartenenti alle popolazioni rom , sinti e caminanti residenti in Italia da almeno dieci anni ed in possesso della carta di soggiorno rilasciata ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, possono richiedere la cittadinanza italiana.

3. I minori rom, sinti e caminanti nati in Italia acquistano automaticamente la cittadinanza italiana ai sensi della lettera b-bis) del comma 1 dell'articolo 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotta dal comma 4 del presente articolo.

4. Dopo la lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è aggiunta la seguente: "b-bis) chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori appartenenti alle minoranze rom, sinte e caminanti ed in possesso di carta di soggiorno".

 
Di Fabrizio (del 02/05/2007 @ 09:49:10, in Regole, visitato 1946 volte)

Da Romanian_Roma

Il 26 aprile 2007 il Tribunale Europeo per i Diritti Umani si è espresso su due casi riguardo i pogroms anti-Rom che ebbero luogo in Romania agli inizi degli anni '90. Il governo rumeno porta la responsabilità di aver infranto diversi articoli della Convenzione Europea sui Diritti Umani, ed ha rimediato pagando considerevoli somme per i danni ed i costi affrontati dai richiedenti, oltre ad intraprendere misure volte al miglioramento delle loro condizioni di vita e delle relazioni interetniche. [...]

Gergely contro la Romania, il primo dei due casi affrontati, riguarda gli incidenti in cui venne dato fuoco a diverse case rom del villaggio di Casinu Nou, nel distretto di Harghita, e le famiglie rom costrette a lasciare il villaggio. Il secondo caso, Kalanyos ed altri contro la Romania, tratta di un incidente simile avvenuto il giugno 1991 nel vicino villaggio Plaiesii de Sus. A seguito del brutale pestaggio di due Rom, un non-Rom era morto, di conseguenza 28 case rom erano state sistematicamente distrutte e le famiglie cacciate dal villaggio. In entrambe i casi, le autorità locali erano state assenti o avevano partecipato attivamente agli attacchi. Le investigazioni ufficiali furono superficiali, mancarono di indicare le responsabilità degli individui colpevoli o provvedere indennizzi alle vittime. [...]

Con una procedura raramente adoperata, il Tribunale Europeo per i Diritti Umani ha isolato questi due casi sulla base delle dichiarazioni del governo rumeno che contengono una serie di ammissioni: i suoi agenti, difatti, sarebbero colpevoli di infrazione dell'art. 3 (proibizione della tortura), art. 6 (diritto ad un equo processo), art. 8 (rispetto dell'individuo e della vita familiare), art. 13 (diritto ad un indennizzo effettivo) ed art. 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione Europea. Il governo ammette di "aver mancato di investigare per chiarire pienamente le circostanze che portarono alla distruzione delle case e dei possessi dei richiedenti, cosa che li ha portati a vivere in condizioni improprie, rendendo loro difficile la richiesta di azione civile per i danni patiti, come pure l'esercizio del loro diritto alla casa, alla vita privata e familiare." Inoltre, il governo esprime rincrescimento per il fatto che "mancarono i rimedi per la protezione dei diritti dei richiedenti, quando cercarono giustizia presso i tribunali, e questo fu dovuto al fatto che erano di origine Rom".

In aggiunta, il governo intraprese una serie di misure atte a migliorare le relazioni interetniche come pure le condizioni di vita delle due comunità. Per terminare, il governo si è impegnato a pagare danni per € 133.000 alle quattro presone coinvolte nei due casi.

[...]

Rif: il caso Hadareni

 
Di Fabrizio (del 31/03/2007 @ 17:30:58, in Regole, visitato 2900 volte)

Da Mundo_Gitano

Dichiarazione del Parlamento Catalano sul riconoscimento della persecuzione e genocidio dei Rom

Letta nella Sessione Parlamentare del 29 marzo

L'articolo 607 del Codice Penale richiama la punizione del crimine di genocidio per "quanti, con l'intenzione di totale o parziale distruzione di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso [...], ne uccidono uno o più membri [...], assoggettano il gruppo o i suoi componenti a condizioni d'esistenza che mettono la loro vita in pericolo o grave stato di salute [...], portano il gruppo o i suoi membri alla dispersione, l'adozione di qualsiasi misura che restringe il loro modo di vita o la riproduzione, od attraverso lo spostamento forzato dei componenti da un gruppo all'altro".

Occorre tener conto dei seguenti fatti storici:

- Tra il 1499 e il 1783 il quello che oggi è il territorio di Catalonia, furono approvate almeno una dozzina di leggi che proibivano l'identità e i segni culturali della comunità Rom, allo scopo di assimilarli forzatamente o della loro sparizione come popolo. Le ragioni proprie di questi testi legali si basavano sull'idea di costruire e consolidare uno stato unificato con una propria egemonia culturale durante questo periodo, rendendo le differenze inattendibili e mettendo in discussione il potere stabilito. Il risultato fu la sostituzione di una lunga coesistenza tra culture e religioni di popolazioni numericamente diverse tra loro, col fanatismo e la repressione.

- La Corona catalano-aragonese pure seguì questa politica anti-Rom, inizialmente con l'espulsione della comunità Rom, che si evolse poi nell'assimilazione forzata dei sui membri, passando attraverso la schiavitù e la persecuzione criminale dei Rom e dei suoi simboli storici (linguaggio, vestiti, occupazioni, residenza e mobilità tra gli altri).

- Causa una mancanza nel manuale lavorale, dopo l'espulsione degli Arabi, l'oppressiva persecuzione e le politiche di assimilazione furono modificate così che la comunità Rom  fosse considerata come possibile forza lavoro, specialmente per lavori in campagna. D'altra parte, la residenza dei Rom continuò ad essere limitata e vennero applicate misure discriminatorie, con l'obiettivo di eliminare l'identità Rom.

- La repressione raggiunse una scala più vasta e crudele il 30 luglio 1749 con "Il Grande Raid". Durante il regno di Fernando IV venne emesso un ordine reale per imprigionare tutti i Rom nei diversi territori, senza riguardo all'età, sesso o salute. E' stato documentato che almeno nove milioni di Rom vennero imprigionati o furono mandati ai lavori forzati in miniera o negli arsenali, dove molti di loro perirono.

- Visto che con nessuna delle misure applicate portarono alla sparizione della comunità Rom, al tempo di Carlo III furono applicate politiche di integrazione con lo scopo dell'assimilazione culturale, che includeva la perdita del loro linguaggio e la sedentarizzazione forzata.

- Nel XX secolo, con la Guerra Civile e la seguente dittatura di Franco, si intensificò l'intolleranza verso la comunità Rom. La loro lingua venne nuovamente proibita e fu considerata come un gergo deliquenziale, contro cui applicare la legge sul pericolo sociale. Resta da dire che il Regolamento della Guardia Civil incluse due articoli apposta sui Rom, che violavano la presunzione d'innocenza. Nel contempo, tanto l'Amministrazione come pure istituzioni religiose e caritatevoli finanziarono programmi dedicati ad insegnare ai Rom a non essere Rom.

- Con la promulgazione della Costituzione Spagnola terminò la discriminazione legale, con l'articolo 14 che riconosce che tutti i cittadini Spagnoli sono uguali di fronte alla legge, senza differenza di nascita, sesso, opinioni religiose o qualsiasi altra condizione personale o sociale. Lo stesso articolo 14 della Costituzione ha ispirato leggi che promuovono azioni affermative destinate a particolari gruppi sociali, basate sul principio di eguaglianza delle opportunità attraverso il trattamento differenziale di quanti siano differenti per garantire l'eguaglianza.

Considerando le conseguenze economiche, sociali e culturali di tutte le leggi anti-Rom che si sono susseguite nei secoli e che continuano a pesare sulla società odierna e che sono in larga parte la causa dell'ineguaglianza dei Rom.

Il Parlamento Catalano:

  1. Dichiara e riconosce che i Rom che vivono in Spagna, e specificatamente in Catalonia, sono stati vittime di un genocidio storico e continuato.
  2. Deplora le leggi razziste ed anti-Rom che hanno guidato le istituzioni catalane e tutte quelle situazioni che hanno prodotto trattamenti discriminatori e la vulnerabilità della comunità Rom attraverso la storia.
  3. Promette di lavorare per l'applicazione di politiche inclusive, effettive e determinate con l'obiettivo di raggiungere all'eguaglianza delle opportunità per i membri della comunità Rom in Catalonia ed il riconoscimento ed il mantenimento dei segni della sua cultura ed identità, secondo le risoluzioni 1045/VI e 1046/VI del Parlamento,  le menzionate risoluzioni del governo, l'articolo 42.7 dello statuto autonomista e la Direttiva EU 2000/43/CE, riguardo all'applicazione del principio di pari trattamento degli individui, senza differenza di origine razziale o etnica.

Palazzo del Parlamento, 29 marzo 2007

 
Di Fabrizio (del 28/03/2007 @ 10:34:27, in Regole, visitato 2290 volte)
Un paio di giorni fa, il padre della famiglia Mogos, Marin Mogos, si è suicidato per strangolamento nel centro di transito dell'aeroporto di Bucarest. Nel 1990. a seguito dei disordini per la caduta del dittatore Ceausescu, la sua famiglia fuggì in Germania. I Mogos, assieme ai loro tre figli, chiesero di rinunciare alla cittadinanza rumena e diventarono apolidi.

A seguito del rifiuto della loro richiesta d'asilo e del successivo procedimento al tribunale di Wiesbaden, la famiglia venne espulsa in Romania nel 2002. Per paura di rappresaglie in Romania, la famiglia rifiutò di entrare in Romania e da allora finirono in quella terra di nessuno del centro di transito. Il cibo e le medicine erano insufficienti (Mogos soffriva di diabete). Tutta la famiglia ha sofferto di depressione e stati di paura. La figlia maggiore ha probabilmente lasciato il centro di transito nel frattempo. L'insostenibile situazione a portato Mogos al suicidio.

Questo tragico evento mette un'ombra nella tanto celebrata entrata di Romania e Bulgaria nell'Unione Europea e pone il fatto che nell'Unione Europea ci sono cittadini di seconda classe - senza stato, che formalmente erano cittadini rumeni. Persone che, per ragioni consce e comprensibili, non vogliono più essere cittadini di Romania e rifiutano di ritornarci, mentre hanno paura di perdere la possibilità di rimanere in Germania, dove si sono integrati.

Persone, che pure loro integrati in Germania e ancora apolidi, ma che hanno richiesto la loro rinaturalizzazione sono parimente minacciati di deportazione in Romania. A loro viene risposto che la rinaturalizzazione può avvenire in Romania. Molti anni di vita in Germania, la nascita e la crescita dei bambini e il terminare di un'integrazione di successo sono totalmente ignorati.

Come ex cittadini rumeni, i Rom apolidi sono effettivi cittadini dell'Unione Europea. La burocrazia tedesca nondimeno adopera lo status di apolide per farne cittadini di seconda classe ed escluderli dalla libertà di movimento come diritto fondamentale nella EU. Il governo rumeno presta la sua assistenza a questa procedura.

Förderverein Roma e. V. si rammarica profondamente per la tragica morte di Marin Mogos  e condanna fermamente l'ignoranza e l'attitudine inumana delle autorità tedesche.

Förderverein Roma e. V.
Stoltzestraße 17
60311 Frankfurt am Main
00 49 69/440123
foerderverein. roma@t-online. de

 
Di Fabrizio (del 26/03/2007 @ 09:17:00, in Regole, visitato 2476 volte)

Da Roma_Daily News

Canadian Press - Updated: Fri. Mar. 23 2007 3:19 PM ET

CALGARY - L'essere nato in Canada non aiuterebbe il figlio di una Rom rumena, attualmente in carcere per furto nello stato di Alberta.

Secondo un portavoce della Canadian Border Services Agency, il bambino, che probabilmente nascerà nel Centro Detenzione di Calgary, sarà deportato assieme a sua madre una volta emessa la sentenza.

"Faremo tutto il possibile," conferma Lisa White. "Il bambino sarà un cittadino canadese, e vogliamo che la famiglia resti unita."

"Ma se riuscissero ad estradare una persona con un bambino che è cittadino canadese, sarebbe meglio se fossero estradati assieme. Il bambino andrà con la madre."

La madre-in-attesa, con altre tre donne e due uomini, è accusata di furto in un negozio di liquori a Calgary gennaio scorso. Un video li riprende mentre alcuni di loro distraevano i commessi, e gli altri si impossessavano della merce.

Ancuta Sardaru, Luliana Boana, Aurora Ciuciu e Viorel Chiciu sono stati condannati a tre mesi di prigione, mentre Illeana Miclescu e Lucian Poenaru Miclescu hanno ottenuto una pena aggiuntiva di un mese. Anche una ragazza di 17 anni è stata accusata e il suo caso è stato discusso venerdì al tribunale minorile. Il suo caso verrà giudicato il 19 aprile.

Anche se  la Canadian Border Services Agency intende emettere un decreto d'espulsione, il caso potrebbe essere dilazionato. Il gruppo aveva richiesto lo status di rifugiati a causa della loro origine zingara, ed ogni decreto d'espulsione può essere appellato.

"Una volta emessa la sentenza e se altre città non hanno carichi pendenti contro di loro, possiamo espellerli," spiega Lisa White.

"48 ore dopo che li abbiamo presi in custodia, loro hanno diritto ad appellarsi all'Immigration and Refugee Board,  che determinerè il destino di queste persone."

Il gruppo ha altri capi di accusa, incluso qualcuno a Winnipeg. "Non sono sicura del numero esatto di accuse, ma... se Winnipeg lo richiede, dovremo farli giudicare anche lì," dice Const. Pat Chabidon, notando che i crimini di cui sono accusati sono simili a quelli di Calgary. [...]

La "deportazione" di un bambino figlio di rifugiati non è fuori dall'ordinario, dice Stephen Jenuth, avvocati di Calgary già coinvolto in altri casi simili.

"Il bambino nato in Canada ha il diritto di restare in Canada, ma dev'esserci qualcuno che ne sia il garante," dice Jenuth, che è anche presidente dell'Associazione Libertà Civili dell'Alberta.

Un sacco di cose potrebbero entrare in gioco nel determinare una decisione in un senso o nell'altro.

"Il bambino rimarrà cittadino canadese e potrebbe non essere deportato perché non avrebbe alcuno status in Romania," dice Jenuth.

"Cosa succederebbe a questo bambino al suo arrivo? Dipende dalla legge rumena. Può dare la cittadinanza ad un bambino nato in altri stati?"

E' probabile che la Canadian Border Services Agency  possa ordinare una deportazione condizionale, che diverrebbe effettiva se la richiesta di rifugio fosse archiviata, dice Jenuth.

[...]

 
Di Sucar Drom (del 16/03/2007 @ 10:10:09, in Regole, visitato 1599 volte)

Invitiamo tutti alla conferenza "cittadinanze imperfette" che si terrà a Mantova il 21 marzo 2007, dalle ore 15.30, nella Sala Conferenze del Palazzo del Plenipotenziario, in piazza Sordello, 43.

Il 21 Marzo è stato dichiarato Giorno Internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale dall’Assemblea Generale delle Nazione Unite, come reazione all’omicidio di settanta dimostranti anti-apartheid a Shaperville, in Sud Africa nel 1960.

Durante la conferenza sarà presentato il libro “cittadinanze imperfette” e saranno raccontate le discriminazioni subite dalle popolazioni rom e sinte in Italia e in particolare nella Provincia di Mantova. Sarà anche dimostrato che la distinzione razziale è un’invenzione recente, legata al mito e alla superstizione e lontana dalla scienza.

La conferenza è organizzata dall'Associazione Sucar Drom, in collaborazione con Assessorati alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Mantova, United Against Racism, Istituto di Cultura Sinta. L'iniziativa è all'interno delle manifestazione organizzate in Europa nella Settmana Europea Contro il Razzismo (17 - 25 marzo) e l'Anno Europeo per Pari Opportunità per Tutti.

Di seguito il programma

ORE 15.30, Fausto Banzi (Assessore alle Politiche Sociali, Provincia di Mantova), Cesarina Baracca (Assessore alle Pari Opportunità, Provincia di Mantova), Yuri Del Bar (Consigliere Comunale, Comune di Mantova).

ORE 16.00, il razzismo, tra mito e scienza di Daiana Gabrieli, Diego Saccani e Manuel Gabrieli (Servizio Civile Nazionale Ente Morale Opera Nomadi Mantova).

ORE 16.30, cittadinanze imperfette di Nando Sigona (Oxford University, OsservAzione).

ORE 17.15, le discriminazioni di Carlo Berini (Istituto di Cultura Sinta).

Dibattito e conclusioni

Per informazioni
Associazione Sucar Drom
via don Enrico Tazzoli n. 14, 46100 Mantova
telefono 0039 0376 360643, fax 0039 0376318839
e- mail: sucardrom@sucardrom.191.it

Riferimenti cittadinanze imperfette

 

 
Di Fabrizio (del 28/02/2007 @ 10:26:09, in Regole, visitato 2242 volte)

Ricevo da Mariagrazia Dicati

[...] Giovedì 15 febbraio una donna Rom è stata tradotta, insieme ai due figli di 1 e 3 anni, dal carcere femminile di Napoli presso la Corte di Appello per l'udienza relativa all'accusa di evasione dagli arresti domiciliari, per il reato di furto. Assistevano al processo chiusi in una gabbia di ferro.
Per questo bruttissimo episodio non abbiamo visto o ascoltato una protesta coerente alla gravità del fatto,

INTERVIENE L'UNICEF con la seguente dichiarazione

Dichiarazione del Presidente dell'UNICEF Italia Antonio Sclavi: «Suscita sdegno e viva preoccupazione la notizia delle due bambine Rom di 1 e 3 anni, rinchiuse in una gabbia assieme alla madre durante un'udienza svoltasi giovedì scorso presso la Corte di Appello del Tribunale di Napoli.

Ritengo ingiustificabili comportamenti così lesivi dei diritti dei bambini, ancora più gravi perché avvenuti nel nostro paese e auspico che a simili episodi facciano seguito provvedimenti efficaci da parte delle autorità competenti.

Non bisogna dimenticare che fenomeni di questo tipo, oltre ad offendere la dignità dei minori, possono causare loro anche gravi traumi psicologici.

Mi auguro che tutto ciò induca il paese a una riflessione che riconosca la necessità di ampliare il sistema di garanzie dei diritti, istituendo al più presto il Garante nazionale per l'infanzia e i Garanti regionali (ove ancora non istituiti)con il compito di tutelare i diritti dei bambini in tutto il territorio, attraverso un continuo ed attento monitoraggio.

Occorre inoltre che gli operatori competenti in materia di giustizia e sicurezza ricevano un'adeguata formazione sui diritti dei bambini, affinché prevalga l'interesse superiore dei minori in tutte le decisioni e circostanze che li riguardano e a nessun bambino venga mai più riservato un trattamento tanto discriminante e lesivo della dignità.»

 
Di Fabrizio (del 27/02/2007 @ 09:54:00, in Regole, visitato 5708 volte)

Da Roma_Italia

Di: Blaga Bangieva - http://international.ibox.bg/news/id_692666547

Non sta aumentando il numero di nomadi sugli aerei in volo verso l'Italia da Sofia e Bucarest. Non c'è afflusso di Bulgari e Rumeni alla frontiera italo-slovena, vicino a Trieste - la porta naturale dell'Italia per i lavoratori che arrivano dai due paesi balcanici.


Nei primi due giorni da quando Bulgaria e Romania hanno raggiunto l'UE, la vera invasione non arrivava da fuori , ma dall'interno, dice la pubblicazione "Balkans". Il rapporto è collegato con le notizie di ieri che a Torino l'ultimo nato del 2006 ed il primo del 2007 erano Rumeni.

Rumeni e Bulgari hanno già adesso gli stessi diritti di Francesi, Tedeschi e Spagnoli.

Il "Corriere della Sera" ha accennato alle loro speranze che la UE non si dispiaccia di questa espansione.

Inoltre OnG italiane come "Caritas" e la Fondazione "Iniziative ed esami delle società multi-etniche" sono in competizione nel fare prognosi su quanti Rumeni e Bulgari arriveranno in Italia.

Le aspettative variano tra i 60 e i 105 mila in corsa verso l'Italia. Non è facile fare pronostici esatti, ma gli Italiani mostrano di aver timore degli Zingari, che sono circa il 2,5% della popolazione totale dei due paesi balcanici.

Secondo il "Corriere della Sera" il governo italiano starebbe considerando un disegno di legge sugli Zingari che arrivano in Italia, la maggior parte senza documenti.

Il giornale poi afferma che a Capodanno, da tutti i centri di permanenza temporanea, sono stati rilasciati i Bulgari e i Rumeni, arrestati perché con documenti irregolari o col permesso di residenza scaduto.

 
Di Fabrizio (del 11/02/2007 @ 10:31:47, in Regole, visitato 1912 volte)

Nel novembre scorso una delegazione di ''cancellati'' sloveni si era recata a Bruxelles chiedendo all'Europa di intervenire. La Commissione europea, per voce di Franco Frattini, si tira però fuori: non è competenza nostra

[...]
La deportazione dei Berisha

Intanto un nuovo caso getta ombra sul comportamento delle autorità slovene che comunque non si scompongono più di fronte alle critiche delle organizzazioni umanitarie e di Amnesty International, contando sulla comprensione delle istituzioni comunitarie e del commissario Frattini.

Alcuni giorni fa la polizia di Lubiana ha prelevato da un centro di accoglienza per stranieri e deportato in Germania la numerosa famiglia rom di Ali Berisha, originaria del Kosovo. Le autorità tedesche stanno ora vagliando la possibilità di concedere ai Berisha quell'asilo politico che la Slovenia ha negato loro e che la stessa Germania precedentemente non aveva concesso.

In questa vicenda s'intersecano le lacune legali sui cancellati e l'atteggiamento poco flessibile nei confronti dei rom. Ali Berisha è un cancellato in quanto negli anni '80 e '90 visse e lavorò in Slovenia. La Germania, dove era poi emigrato, non gli aveva concesso l'asilo politico e Berisha, pur di non tornare nel Kosovo, dove i rom continuano ad essere discriminati e anche perseguitati dai nazionalisti albanesi, aveva deciso di tornare con la sua famiglia in Slovenia.

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


24/05/2022 @ 10:25:31
script eseguito in 82 ms

 

Immagine
 1995 - redazione del bollettino per le scuole IL VENTO E IL CUORE... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 270 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< maggio 2022 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020
Novembre 2020
Dicembre 2020
Gennaio 2021
Febbraio 2021
Marzo 2021
Aprile 2021
Maggio 2021
Giugno 2021
Luglio 2021
Agosto 2021
Settembre 2021
Ottobre 2021
Novembre 2021
Dicembre 2021
Gennaio 2022
Febbraio 2022
Marzo 2022
Aprile 2022
Maggio 2022

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoE-mail: giovannidinatale1954@gmail.comOf...
28/12/2021 @ 11:20:35
Di giovannidinatale
Hi we are all time best when it come to Binary Opt...
27/11/2021 @ 12:21:23
Di Clear Hinton
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2022 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source