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Spagna
Di Fabrizio (del 31/03/2007 @ 17:30:58, in Regole, visitato 2702 volte)

Da Mundo_Gitano

Dichiarazione del Parlamento Catalano sul riconoscimento della persecuzione e genocidio dei Rom

Letta nella Sessione Parlamentare del 29 marzo

L'articolo 607 del Codice Penale richiama la punizione del crimine di genocidio per "quanti, con l'intenzione di totale o parziale distruzione di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso [...], ne uccidono uno o più membri [...], assoggettano il gruppo o i suoi componenti a condizioni d'esistenza che mettono la loro vita in pericolo o grave stato di salute [...], portano il gruppo o i suoi membri alla dispersione, l'adozione di qualsiasi misura che restringe il loro modo di vita o la riproduzione, od attraverso lo spostamento forzato dei componenti da un gruppo all'altro".

Occorre tener conto dei seguenti fatti storici:

- Tra il 1499 e il 1783 il quello che oggi è il territorio di Catalonia, furono approvate almeno una dozzina di leggi che proibivano l'identità e i segni culturali della comunità Rom, allo scopo di assimilarli forzatamente o della loro sparizione come popolo. Le ragioni proprie di questi testi legali si basavano sull'idea di costruire e consolidare uno stato unificato con una propria egemonia culturale durante questo periodo, rendendo le differenze inattendibili e mettendo in discussione il potere stabilito. Il risultato fu la sostituzione di una lunga coesistenza tra culture e religioni di popolazioni numericamente diverse tra loro, col fanatismo e la repressione.

- La Corona catalano-aragonese pure seguì questa politica anti-Rom, inizialmente con l'espulsione della comunità Rom, che si evolse poi nell'assimilazione forzata dei sui membri, passando attraverso la schiavitù e la persecuzione criminale dei Rom e dei suoi simboli storici (linguaggio, vestiti, occupazioni, residenza e mobilità tra gli altri).

- Causa una mancanza nel manuale lavorale, dopo l'espulsione degli Arabi, l'oppressiva persecuzione e le politiche di assimilazione furono modificate così che la comunità Rom  fosse considerata come possibile forza lavoro, specialmente per lavori in campagna. D'altra parte, la residenza dei Rom continuò ad essere limitata e vennero applicate misure discriminatorie, con l'obiettivo di eliminare l'identità Rom.

- La repressione raggiunse una scala più vasta e crudele il 30 luglio 1749 con "Il Grande Raid". Durante il regno di Fernando IV venne emesso un ordine reale per imprigionare tutti i Rom nei diversi territori, senza riguardo all'età, sesso o salute. E' stato documentato che almeno nove milioni di Rom vennero imprigionati o furono mandati ai lavori forzati in miniera o negli arsenali, dove molti di loro perirono.

- Visto che con nessuna delle misure applicate portarono alla sparizione della comunità Rom, al tempo di Carlo III furono applicate politiche di integrazione con lo scopo dell'assimilazione culturale, che includeva la perdita del loro linguaggio e la sedentarizzazione forzata.

- Nel XX secolo, con la Guerra Civile e la seguente dittatura di Franco, si intensificò l'intolleranza verso la comunità Rom. La loro lingua venne nuovamente proibita e fu considerata come un gergo deliquenziale, contro cui applicare la legge sul pericolo sociale. Resta da dire che il Regolamento della Guardia Civil incluse due articoli apposta sui Rom, che violavano la presunzione d'innocenza. Nel contempo, tanto l'Amministrazione come pure istituzioni religiose e caritatevoli finanziarono programmi dedicati ad insegnare ai Rom a non essere Rom.

- Con la promulgazione della Costituzione Spagnola terminò la discriminazione legale, con l'articolo 14 che riconosce che tutti i cittadini Spagnoli sono uguali di fronte alla legge, senza differenza di nascita, sesso, opinioni religiose o qualsiasi altra condizione personale o sociale. Lo stesso articolo 14 della Costituzione ha ispirato leggi che promuovono azioni affermative destinate a particolari gruppi sociali, basate sul principio di eguaglianza delle opportunità attraverso il trattamento differenziale di quanti siano differenti per garantire l'eguaglianza.

Considerando le conseguenze economiche, sociali e culturali di tutte le leggi anti-Rom che si sono susseguite nei secoli e che continuano a pesare sulla società odierna e che sono in larga parte la causa dell'ineguaglianza dei Rom.

Il Parlamento Catalano:

  1. Dichiara e riconosce che i Rom che vivono in Spagna, e specificatamente in Catalonia, sono stati vittime di un genocidio storico e continuato.
  2. Deplora le leggi razziste ed anti-Rom che hanno guidato le istituzioni catalane e tutte quelle situazioni che hanno prodotto trattamenti discriminatori e la vulnerabilità della comunità Rom attraverso la storia.
  3. Promette di lavorare per l'applicazione di politiche inclusive, effettive e determinate con l'obiettivo di raggiungere all'eguaglianza delle opportunità per i membri della comunità Rom in Catalonia ed il riconoscimento ed il mantenimento dei segni della sua cultura ed identità, secondo le risoluzioni 1045/VI e 1046/VI del Parlamento,  le menzionate risoluzioni del governo, l'articolo 42.7 dello statuto autonomista e la Direttiva EU 2000/43/CE, riguardo all'applicazione del principio di pari trattamento degli individui, senza differenza di origine razziale o etnica.

Palazzo del Parlamento, 29 marzo 2007