Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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Conoscere non significa limitarsi ad accennare ai Rom e ai Sinti quando c'è di mezzo una disgrazia, ma accompagnarvi passo-passo alla scoperta della nostra cultura secolare. Senza nessuna indulgenza.

La redazione
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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 08/12/2012 @ 09:04:34, in Europa, visitato 828 volte)

Da Czech_Roma

Prague, 27.11.2012 0:31 Commento: "Yuck, l'hanno toccato gli zingari!" First published in Deník Referendum. Miroslav Hudec, translated into English by Gwendolyn Albert

"Yuck, l'hanno toccato gli zingari!" Il grido proveniva dalla madre di un bambino di due anni che, spaventato, è scoppiato a piangere. Si era incuriosito per qualcosa sopra un cestino dei rifiuti in una città della Boemia del Nord. Il primo ammonimento di non toccare il cestino sembrava aver terminato il suo effetto - sembrava non aver capito.

Dall'aspetto e dal comportamento, immaginai che probabilmente venivano da una famiglia povera. La madre indossava un cappotto rosa un po' sporco e fumava mentre parlava ad alta voce col ce3llulare attaccato all'orecchio, controllando il bambino di tanto in tanto con rapide occhiate, mentre lui cercava in giro qualcosa di divertente.

Mi è venuta in mente quella madre "bianca" quando ho letto l'articolo su Právo intitolato "A nessuno piacciono i Romanì, ma gli estremisti stanno perdendo" del 22 novembre. Non so chi abbia effettivamente toccato il cestino prima del bambino, e probabilmente non lo sa neanche sua madre. La piazza era silenziosa come se tutti lì attorno fossero morti da tempo in quel noioso, ventoso tardo pomeriggio di sabato. Evidentemente, la madre aveva usato quello che considerava il suo argomento pregnante per non toccare il cestino.

Nel concetto popolare, il termine "zingaro" intende qualcosa di realmente detestabile. Sostanzialmente, un sinonimo per asociale. Questo stereotipo concettuale dura da decenni e viene tramandato da generazioni. "Sono come zingari bianchi", dicevano i nostri genitori 50 anni fa, parlando di gente disordinata, il cui aspetto personale o i quartieri dove vivevano erano trascurati, o in qualche manieri problematici. Se gli intervistati di recente dall'agenzia di sondaggi STEM soltanto hanno avuto un ricordo di quelle nozioni, quando hanno risposto alle domande sulle persone rom, non c'è da stupirsi se il risultato è che "nessuno" li ama.

 
Di Fabrizio (del 04/12/2012 @ 09:07:27, in Europa, visitato 1085 volte)

27 novembre: Finalmente, dopo sette mesi il municipio [di Nish, ndr.] ha fornito la corrente elettrica a questi esseri umani. by Paul Polansky

Il caso presentato luglio scorso

 
 
Di Fabrizio (del 14/11/2012 @ 09:04:59, in Europa, visitato 1031 volte)

Cambridge news Assessore si  scusa per una mail "scherzosa" sui Traveller by Chris Havergal

Ha causato delle scuse la mail che prendeva in giro i Traveller, inviata dall'assessore incaricato della riapertura del sito di Meldreth.

Mark Howell, membro del gabinetto per l'alloggio del South Cambs District Council, ha ammesso di aver fatto "stupidamente" circolare una foto di un falso segnale stradale che mostrava una roulotte e le parole "F*** off gypos". Sotto, chiedeva: "Pensate che la contea ne ordinerà un po'?"

La mail venne spedita sei anni fa ai colleghi del consiglio, quando era in un gruppo indipendente, ma venne poi ripresa dagli oppositori al controverso piano di riaprire il sito di Mettle Hill a Meldreth.

Il consigliere Robin Page, uno dei destinatari delle mail, dice che Howell era d'accordo che i Traveller fossero a Meldreth, ma non lo era il reparto Papworth and Elsworth da lui rappresentato, che ne chiese le dimissioni.

Dice Howell: "Quella mail di oltre sei anni fa non è stata altro che uno scherzo privato tra amici di un gruppo indipendente di cui allora facevo parte, ed ora viene usata per scopi politici. Chiunque mi conosca sa che non condivido le opinioni lì contenute, e che ho lavorato senza sosta per tutti i residenti da quando sono stato eletto consigliere. Col senno di poi è stata una cosa stupida inviarla e posso solo chiedere scusa se qualcuno si è offeso."

Il consiglio si è riunito stasera (8 novembre, ndr.) per discutere il progetto di acquistare e ristrutturare Mettle Hill, focolaio di criminalità e vandalismo sino alla chiusura nel 1996.

Il consigliere Mark Howell

Oltre 500 abitanti si riuniranno in un'assemblea martedì (scorso. ndr.), e tra loro i Traveller che vivono al lato opposto del sito e che sono, secondo loro, a minaccia di sgombero.

Il consigliere Page, che rappresenta Haslingfield e The Eversdens, ha detto che il comportamento di Howell è stato "intollerabile".

"Penso sia stato vergognoso," ha detto Page. "Penso che non solo avrebbe dovuto lasciare la giunta, ma dimettersi da consigliere."

Diversi membri del consiglio negli anni recenti hanno fatto dichiarazioni incandescenti sui Traveller. Il conservatore Mervyn Loynes disse di voler "mettere un campo minato" attorno a Smithy Fen in Cottenham.

Il consigliere Loynes ha accettato di partecipare ad una commissione d'inchiesta.

La consigliera Deborah Roberts ha detto che i Travellers di Smithy Fen dovrebbero essere lasciati "a mollo" nelle acque di scarico e che si sarebbe lanciata in un attacco suicida esplosivo sull'insediamento se avesse avuto il cancro.

Nessuna consultazione su Mettle Hill

Il sito di Mettle Hill

Dice un consigliere che gli abitanti in prossimità di un ex sito di Traveller vorrebbero dire la loro sulla riapertura.

In una riunione convocata sull'argomento a Meldreth, la consigliera Susan Van de Ven, che rappresenta Melbourn, Meldreth e Shepreth, ha lamentato la totale mancanza di consultazioni.

Oltre 500 persone si sono radunate in una saletta dopo che il consiglio distrettuale di South Cams aveva fatto trapelare di voler acquistare e ristrutturare i lotti del vicino Mettle Hill - che furono esposti a criminalità e vandalismi sino alla chiusura nel 1996.

Ha detto Van de Ven: "Sono arrabbiata perché nessuno di noi ne sapeva niente fino alle 10 di mercoledì 31 ottobre, ma il consiglio della contea ne aveva parlato con quello di quartiere già dall'estate scorsa."

"Meldreth è una questione molto sentita, sono orgogliosa di vivere in questa comunità che si è ben integrata con i Traveller, e la nostra campagna deve riflettere questo spirito. E' un tema che suscita parecchia attenzione ed  è importante che sia data retta ai nostri punti di vista."

Il consiglio ha annunciato l'intenzione di spendere 500.000 sterline, finanziate dal governo, per riaprire Mettle Hill con nuovi servizi e con un numero di piazzole tra le 8 e le 10.

Un portavoce ha detto che l'apertura del sito aiuterebbe a mantenere i propri obblighi di fornire sufficienti sistemazioni per i Traveller e ha promesso che il sito verrà gestito con cura.

Il progetto verrà discusso dalla maggioranza stasera alle 18 e poi dovrà essere votato dal consiglio il 22 novembre.

[...]

 
Di Fabrizio (del 04/11/2012 @ 09:11:35, in Europa, visitato 918 volte)

31 ottobre 2012
Germania: il presidente del Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia contro il razzismo nel dibattito in materia di asilo.
"Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza".

Nel dibattito sul numero sempre maggiore di richiedenti asilo provenienti dai Paesi balcanici, il Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia il Governo tedesco dal razzismo e populismo.

"Introdurre ora un visto per persone provenienti dalla Serbia o dalla Macedonia, sarebbe un'azione sbagliata" ha affermato il presidente del Consiglio, Romani Rose. "Fate attenzione al razzismo ed al populismo; questo non deve accadere alle persone di colore o di origini diverse che si trovano costrette a viaggiare in Germania" ha aggiunto. In sostanza, secondo Rose, in Germania si finge di non vedere l'esistenza di accampamenti di Sinti e Rom provenienti dalla Macedonia o dalla Serbia per motivi di asilo. "Si dovrebbe analizzare ogni singolo caso con attenzione anziché liquidarlo in maniera frettolosa" e ancora "in Serbia ed in Macedonia abbiamo la presenza di un razzismo inimmaginabile" e quindi per tale motivo, secondo Rose, queste persone hanno deciso di intraprendere un viaggio verso la Germania.

La recente inaugurazione a Berlino del monumento per ricordare l'Olocausto dei Sinti e Rom uccisi dai nazisti è visto da Rose come un impegno da parte dello Stato e della società tedesca. "Il razzismo contro i Sinti ed i Rom deve essere bandito proprio come l'antisemitismo. Ne consegue che questi argomenti devono essere trattati negli attuali dibattiti politici per potersi assumere ognuno le proprie responsabilità. Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza. Si dovrebbe riflettere soprattutto sul fatto di andare a caccia di voti con slogan populisti e sul fatto di fare dei Sinti e dei Rom il capro espiatorio della criminalità e del tasso elevato della disoccupazione" ha aggiunto Rose.

(Angela Forese)


Sullo stesso argomento:

 
Di Sucar Drom (del 03/11/2012 @ 09:16:20, in Europa, visitato 859 volte)
 
Di Fabrizio (del 01/11/2012 @ 09:11:37, in Europa, visitato 1997 volte)

(Scritto complicato dedicato ai solutori più che abili)

In un'epoca in cui le notizie girano veloci, non so chi abbia l'onore della scoperta. Il fronte della tessera recita: diventare Rom... conviene. Il retro riporta i vantaggi riservati agli iscritti che, scusandomi per le imprecisioni, sarebbero:

  • accesso alla casa
  • accesso alla scuola
  • lavoro
  • accesso ai servizi sanitari...

Gli amici antirazzisti hanno denunciato il carattere razzista della storia (d'altronde, se ti dichiari antirazzista, cos'altro devi fare?). Io invece sono stato colpito subito da quel simbolo. Osservatelo bene: non vi sembra di aver già visto qualcosa di simile?

A me, ad esempio, ricorda moltissimo la simbologia delle democrazie popolari e socialiste, in buona parte finite in soffitta una ventina e passa di anni fa. E, pensa che ti ripensa, mi viene in mente che sotto quei regimi TUTTI (che fossero Rom, Calmucchi, Uzbechi o altro) avevano almeno casa, scuola, lavoro, sanità garantiti. Con tutta una serie di controindicazioni, sintetizzate nella parola REGIMI (ad esempio, dubito che una linguaccia come me avrebbe potuto far carriera da quelle parti). Ma intanto, registrerei l'attenzione a queste preoccupazioni materiali, su cui tornerò alla fine.

Cambiando discorso: mi capita, sempre più spesso, di essere rimproverato per questa mia linguaccia, da destra e da manca, da antirazzisti o dai razzisti... "Dovresti essere più serio," mi dicono, "e raccontare una realtà di miseria, depravazione, discriminazione..."

Non ci crederete, ma se dovessi raccontare storie di case minuscole, separazioni familiari, lavoro da inventarsi ogni giorno ecc. farei prima a scrivere un'autobiografia. Perché, allora?

Escludendo un mio problema di rimozione psicologica, per una volta tanto usiamo Tiziano Terzani per una citazione che non sia alla cazzo.

Se davvero vuoi conoscere qualcuno, ti consiglio di evitare i convegni, con le solite litanie e i soldi che entrano nelle tasche dei soliti organizzatori. La conoscenza passa dalla pancia prima che dalla testa.  Se vuoi conoscere i Rom:

  • mangia assieme a loro
  • giocaci a pallone
  • alzati alle 6 di mattina per recuperare il ferro con loro
  • fatti una scazzottata (attenzione alle controindicazioni!)
  • RIDI E FATTI PRENDERE IN GIRO!

Ma attenzione, il riso non è soltanto un antidoto per sopportare (e possibilmente superare) "miseria, depravazione, discriminazione". E' un cambio di prospettiva, nella propria testa prima che nel sistema.

Riso o umorismo? Se permettete la questione diventa culturale: quando si vive nelle condizioni materiali dei Rom e dei Sinti in Europa, saper sdrammatizzare, fare festa ad ogni piè sospinto è un modo per resistere e non annichilirsi. E' un loro patrimonio culturale che potremmo apprendere. Perché è così difficile imparare da loro? Perché:

  1. l'umorismo è per definizione immateriale, e quindi tendiamo a sottovalutarlo;
  2. riconoscere che un popolo semi-analfabeta usa un sistema di resistenza così sofisticato, presuppone dargli una dignità e un sapere (un bagno di umiltà da parte nostra) che invece tendiamo a negare, concentrandoci solo sulle sue condizioni materiali;
  3. è un po' come se, avendo condiviso un lungo tratto di storia con l'altra minoranza europea da sempre esclusa -gli Ebrei- ne avesse assimilato alcuni tratti culturali. Ma gli Ebrei sono sempre stati più istruiti, e sono riusciti a proporsi sotto questo aspetto. Però, da quando noi Europei abbiamo fornito gli Ebrei di uno Stato, un esercito e soprattutto di un nemico (i Palestinesi), abbiamo scoperto che forse non ci erano più così simpatici, e smettevano i panni delle povere vittime. Che sia questa la nostra paura nascosta? Di perdere anche il povero zingaro e di ritrovarci di fronte un popolo con gli stessi nostri appetiti e prepotenze, ma forgiato alla resistenza da secoli di storia?

E così, finisce che il "povero zingaro", diventa il Rom a cui neghiamo ogni minimo percorso di integrazione. Tornando a Diventare Rom... conviene, lo stiamo GIA' diventando, ogni giorno di più le certezze che avevamo su casa, lavoro, scuola e sanità SONO CARTA STRACCIA. Chi è il colpevole? Poco importa: incapaci di reagire, finiremo per rovistare nei cassonetti come loro, facendoci guardare in cagnesco dai mendicanti che, come leghisti dell'ultima ora, ci cacceranno anche da lì dicendo che c'erano prima loro.

Come terminare questi ragionamenti, non lo so. Ma, per restare in tema, l'immagine di fare a cazzotti davanti ad un cassonetto, fa ridere o piangere?

 
Di Fabrizio (del 30/09/2012 @ 09:19:22, in Europa, visitato 1334 volte)

Accordeon.org [...]

Il Musée de la Musique (Paris 19e) sta preparando un'importante mostra dedicata al chitarrista Django Reinhardt (1910-1953) e alla sua epoca. La mostra intitolata "Django Reinhardt, Swing de Paris" si terrà dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013.

Il progetto Django Reinhardt fa parte di un ciclo di esposizioni presentate e prodotte al Musée de la Musique, dedicate ai grandi musicisti popolari del XX secolo, come Jimi Hendrix, John Lennon, e più recentemente Miles Davis, Georges Brassens, e Bob Dylan.

Un'opera giudicata essenziale per questa esposizione, è conservata nelle collezioni del Polo Fisarmoniche a Tulle. Si tratta di una fisarmonica cromatica modello Chroma 348, marca Maugein Frères, fabbricata nel 1928, di colore verde marmorizzato. Queste le sue caratteristiche tecniche:

  • destra: 3 file, 34 bottoni, 3 voci
  • sinistra: 4 file, 48 bassi, 4 voci.

Dunque, questa fisarmonica da Tulle andrà in esilio per alcuni mesi nella capitale, per arricchire ed illustrare la mostra del Musée de la Musique.

 
Di Fabrizio (del 27/09/2012 @ 11:22:35, in Europa, visitato 1299 volte)

foto da Repubblica

La notizia che circola da ieri, dell'arresto di una presunta banda di SCHIAVISTI (chiamiamo le cose col loro nome), ovviamente è circolata rapida come un fuoco di fascina. Non è da escludere che, come in altri casi gli arresti siano avvenuti in tempi diversi, e per la riservatezza delle indagini tutta l'operazione sia stata svelata a fatti compiuti. Lo dico, perché in passato mi è capitato di seguire casi simili.

Chi si è autonominato difensore "a prescindere" dei Rom e dell'umanità offesa, già ieri diceva che non si trattava di un'indagine contro LA RIDUZIONE IN SCHIAVITU', bensì della solita politica anti-rom, che mira a fare dello "zingaro" il nemico pubblico. Non intendo entrare in questa polemica dai toni scontati; lascio anche perdere il peso che una notizia simile ha tra le cronache di questi giorni. Mi limito a farvi notare alcuni particolari, che probabilmente stanno sfuggendo sull'emozione del momento:

  1. in effetti i titoli di giornali parlano di "una banda di rom sfruttatori", quindi se da un lato c'è l'etnicizzazione (scusate il termine) del crimine, e questo dovrebbe essere proibito, dall'altro non si scrive e non si lascia intendere che tutti i Rom lo siano, anzi, i fatti raccontati svelano esattamente l'opposto;
  2. come lettori siamo portati a pensare che azioni simili siano quasi sempre estemporanee e magari dettate da opportunità politiche, io invece sono convinto che in diversi settori le varie politiche repressive (perché di REPRESSIONE si tratta, buona o cattiva che sia) vadano coordinandosi a livello europeo; faccio un esempio: il fatto che contemporaneamente un'operazione simile sia avvenuta in Francia, dobbiamo leggerlo come una coincidenza o no?

Dopo oltre una ventina d'anni che, fortunatamente per ragioni indipendenti dalla mia professione, frequento anche l'ambiente dei mendicanti, posso dire:

  1. da un lato, c'è chi lo fa, o continua a farlo, per la sua condizione di miseria, di volta in volta considerandolo come un lavoro o come una semplice necessità. Senza essere costretto a farlo da bande organizzate di criminali, ma solo dalla propria condizione personale. Se il paragone non appare azzardato, è un discorso simile a quello (altrettanto datato) della prostituzione, anche se immagino che le tariffe siano diverse;
  2. dall'altro lato, in tutti questi anni, via via ho sentito parlare di traffico di persone dalla Bosnia (anni '90), dal Kosovo (anni 2000) e sempre più spesso dalla Romania. Ma 20 anni fa mi ricordo di cronache simili che accompagnavano l'arrivo delle ondate di immigrati dal nord Africa, dove i Rom non c'entrano. Quindi l'idea che mi son fatto non è di una TARA CRIMINALE presente in questo o in quel popolo, ma di un business che sia alimento della miseria.

Business che esiste (è sempre esistito, anche quando toccava agli Italiani partire per TERRE LUNTANE), non lo nego. E non nego che siano indagini delicate, soprattutto per la condizione delle vittime, di cui dopo nessuno si interessa più. Ma, visto il ripetersi decennale di cronache simili, col tempo mi si è formata in testa una domanda, a cui non riesco a dare risposta:

  • è immaginabile l'esistenza di un'organizzazione straniera che in tutti questi anni si amputa e si riforma in est Europa, Africa, America del sud (una specie di SPECTRE dei poveri)? E' possibile che operino da così tanto tempo in Italia senza avere basi, accordi, coperture con ITALIANI? E perché tra i periodici arresti non ci sono Italiani? Chi li copre?

Tutto ciò, parlando della nuda cronaca nera. Dietro, mettiamoci qualche arida cifra:

  • ad esempio, in Romania lo stipendio di un dottore si aggira sui 500 euro, quello di un operaio sui 200 (quando c'è il lavoro, s'intende). Per arrivare in Italia non devi affrontare il Mediterraneo in barcone, o viaggiare nascosto sotto gli assali di un TIR, bastano invece 24 ore di pullman e 100 euro. Se le condizioni economiche sono queste, il razzismo diviene un elemento secondario e continueranno ad arrivare; non ci sono leggi, polizia o documenti che potranno fermarli. Nel contempo, chi arriva impara presto che anche soltanto chiedendo l'elemosina o finendo nei piani bassi della malavita da strada, si possono guadagnare con poco sforzo e senza documenti cifre equivalenti o superiori ad uno stipendio medio rumeno; di questo c'è qualcuno che ne ha fatto un business. Si tratta di una massa di arrivi a getto continuo che non ha alcun interesse a politiche di integrazione, piuttosto adopera la strategia del mordi e fuggi. Lo stesso discorso vale per Spagna e Francia.

Per terminare, casi simili hanno comunque conseguenze su noi stanziali, sulle vittime di questi traffici, su chi è Rom e non solo non c'entra con queste storiacce, ma vive anche nel terrore (giudicate voi se esistenziale o reale) che i propri figli cadano preda dei trafficanti o piuttosto degli assistenti sociali. Paura sottopelle e diffusa, che può coniugarsi tanto nel foraggiare il meccanismo politico-industriale della sicurezza, che nel nostro timore di fare la carità di fronte ad una mano tesa.

Anch'io, sul fare la carità ho le idee confuse. Ripropongo le riflessioni di un po' di tempo fa, e vediamo se è possibile ripartire.

 
Di Fabrizio (del 12/09/2012 @ 09:23:55, in Europa, visitato 1240 volte)

Introduzione

    Ieri ho scritto gli appunti sul mio diario, a proposito di un'altra visita il 17 agosto a Nikol e alla sua famiglia, che sono stati sgomberati da Belgrado tre mesi fa, quando la loro baracca è stata demolita dalle ruspe, per far posto ad un'altra strada comunale. Ho inviato le mie note a diversi colleghi interessati alla situazione di questa famiglia. Ne ho mandato copia anche a Marija, che non ho ancora incontrato, segretaria del sindaco per lo Sviluppo Internazionale, che dovrebbe riferire al sindaco sulla questione rom, ma non durante la sua sostituzione estiva. Questa è una versione modificata di quel rapporto:

Cari colleghi,

Venerdì [17 agosto] con Ceda sono andato all'indirizzo riportato sulla carta d'identità di Nikol, una piccola mahala di baracche in un parco industriale abbandonato lungo la strada che parte dal centro commerciale "Tempo". Volevo scoprire perché lui e la sua famiglia fossero dei senzatetto, nonostante avesse un indirizzo sul documento d'identità.

Fui sorpreso di scoprire che sua madre viveva lì. Ci ha invitato ad entrare e ci siamo intrattenuti per circa mezz'ora. Piangeva perché non poteva avere con lei Nikol e la sua famiglia. I suoi "parenti" non lo permettevano. Crediamo che per parenti intendesse la famiglia del suo ultimo marito (ne ha avuti tre: il padre di Nikol è stato il primo) che è morto tre anni fa.

Ieri (sabato) sono andato a trovare Nikol e la sua famiglia all'incrocio tra via 7 Luglio e la strada che porta al Teatro Nazionale.

Sono stati contenti di vedere il mio amico Marco e me. Ho detto subito a Nikol che il giorno prima ero stato a casa di sua madre. Ovviamente, lo sapeva già (mentre ero da lei le ha telefonato due volte), ma volevo farlo uscire allo scoperto. Mi ha chiesto perché avessi copiato i dati della sua carta d'identità. Gli ho detto che avevo bisogno di quelle informazioni per aiutarlo. Ha detto di apprezzarlo.

Gli ho chiesto perché non vivesse con sua madre. Ha detto che i suo cugini lo hanno picchiato e cacciato via. Hanno anche picchiato sua madre. Non ha detto perché, solo che era impossibile vivere là. Ha detto che i rom strozzini del posto l'avevano trovato oggi all'incrocio. Erano in taxi e l'hanno seguito, minacciandolo. Due settimane fa Nikol con la sua famiglia erano scappati dal magazzino abbandonato (dove il comune li aveva sistemati con altre quattro famiglie, dopo essere stati sgomberati da Belgrado), a causa delle minacce degli strozzini, che cercavano sua zia perché il nipote doveva loro dei soldi per la droga. Dopo le prime minacce, Nikol aveva denunciato alla polizia il pestaggio della zia da parte degli strozzini, ma dopo ulteriori minacce aveva ritrattato la sua testimonianza. Ora vivevano per strada, dormendo la notte nei parchi o in edifici abbandonati.

In questo parchetto, ho visto alcune pile di cartoni appoggiati a terra come materassi. Ho chiesto a Nikol dove dormissero la notte. Ha risposto lì attorno, dove trovavano una cantina in un edificio abbandonato accessibile. Hanno trascorso la giornata all'incrocio, lavando i vetri delle macchine.

Gli ho detto che avevo parecchi vestiti da uomo che potevo dargli. Mi ha detto che non aveva bisogno di vestiti, avevano bisogno di cibo. Gli ho detto che avrebbe potuto vendere i vestiti domani al mercato delle pulci della domenica. Ha detto che non poteva andare là, gli strozzini lo avrebbero trovato.

I bambini si rincorrevano con allegria lì attorno ma la zia di Nikol (la sorella di sua madre) e suo marito non si sono alzati dal marciapiede su cui erano seduti. Erano molto depressi. Nikol ha detto che sua moglie avrebbe avuto un incontro in municipio, lunedì alle 8.30 di mattino.

Il centro sociale Santa Sava si era offerto di pagare il loro affitto, se avessero trovato un posto per 50 euro al mese. Hanno detto che non riuscivano a trovare un posto. Se non si fosse trovato una soluzione lunedì in municipio, Nikol ha detto che avrebbe mandato i bambini a mendicare, per trovare il denaro per prendere l'autobus che li riportasse a Belgrado. Almeno, lì poteva guadagnare qualcosa e sarebbe stato lontano dagli strozzini che li inseguivano.

Attorno non ho visto cibo, nemmeno una crosta di pane. Gli ho detto che l'indomani avrei portato loro qualcosa da mangiare. Mi hanno chiesto quando. Ho detto, a mezzogiorno circa.

 Dopo aver inviato questo rapporto ai miei colleghi, Marco, che ha fatto da interprete all'incontro con Nikol, mi ha inviato questa correzione: "Hanno detto di dormire in edifici residenziali che abbiano le cantine aperte, piuttosto che in edifici abbandonati; per questo hanno paura che i residenti vedendoli in cantina li prendano per ladri."

Dopo aver ricevuto la sua copia del rapporto, Ceda mi ha informato che Sunja, la moglie di Nikol, tempo fa aveva chiesto shampoo contro i pidocchi per i suoi bambini. Mi ha detto che se compravo del cibo per loro, avrei dovuto portarglielo. L'ho invitato a venire con me e si è detto d'accordo.

Abbiamo preso l'autobus delle 13:05 per il mercato di Durlan. Prima siamo andati da un macellaio all'angolo, che griglia gratis tutta la carne che si compera da lui. Ho preso due chili di kebab (carne, ndr.). Ci hanno detto di tornare tra mezzora a prendere la carne grigliata. Nel frattempo abbiamo comperato dieci forme di pane e due chili di pomodori.

Abbiamo preso un taxi per incontrare Nikol e la sua famiglia. Erano seduti all'ombra di un piccolo gruppo di alberi e cespugli all'incrocio della 7 Luglio. Nikol aveva una spugna in mano, ma non stava lavorando. Per la verità, non c'era molto traffico quella domenica pomeriggio. Erano le 14:30 circa.

Nikol non aveva molte nuove. Non mi ha menzionati gli strozzini zingari. Soltanto che l'incontro di domani in municipio sarebbe sto per sua zia e non sua moglie. Comunque, mi haq detto che avevano trovato un appartamento per i bambini. Costava 140 euro al mese. Il centro sociale ne aveva offerti solo 50. Ho detto a sua zia di informare il municipio sull'offerta e che a mia volta avrei fatto pressione sul sindaco per trovare i fondi mancanti.

Sunja era ancora più contenta lo spray per i pidocchi che il cibo, anche se i bambini si sono buttati sul pane come se non avessero mangiato da tanto tempo. Hanno mangiato pochissimo kebab. Era ovvio che il pane costituiva il loro alimento principale. A dire il vero, si sono comportati come se sino allora non avessero mai mangiato carne.

La farmacista mi aveva consigliato lo spray, invece dello shampoo contro i pidocchi. Dato che questa famiglia non sapeva assolutamente dove o quando avrebbe potuto rifornirsi di acqua, lo spray era più pratico. Ho preso diverse foto dei bambini che mangiavano assieme alla madre e alla zia (qui non riportate, ndr.).

[...] Nonostante le terribili condizioni, i ragazzi sembrano felici, ignari del pericolo che gli strozzini potrebbero tentare di rapirli e mandarli all'estero in una qualche banda di accattoni, come punizione-risarcimento per il prestito di 150 euro fatto al loro cugino scappato a Belgrado.

    Capita, a proposito di Polansky, che qualcuno mi chieda perché lui sia ancora in giro per l'Europa a raccontare le stesse storie e presentare nuovi libri. Altri mi chiedono perché non lo faccia gratuitamente. Tutto ciò che ho raccontato e tradotto di lui negli anni scorsi, è stato finanziato da quei libri e dalle conferenze che tutt'ora tiene. Quando si parla di Rom, di conflitti a bassa o alta intensità, bisogna tradurlo in medicine che nessun altro fornisce, in lunghi ed estenuanti viaggi e trattative perché le autorità riconoscano loro i diritti più elementari, ed altro ancora... Soldi: volgarmente parlando.
    A volte e col tempo, il caso può assumere rilevanza internazionale, come il campo di concentramento di Lety trasformato in porcilaia, o il decennale avvelenamento da metalli pesanti nei campi profughi in Kosovo; altre volte è lavoro quotidiano, poco visibile, come il recente caso dei Rom sgomberati a forza da Belgrado di cui sopra avete letto un particolare.
    C'è ancora bisogno di voi, di solidarietà che vada oltre le belle parole e le buone intenzioni. C'è bisogno di lettori, di chi voglia mettersi in gioco organizzando un incontro, di chi faccia circolare questi messaggi. Paul Polansky tornerà in Italia a fine settembre e ci rimarrà almeno tutta la prima settimana di ottobre. Fatevi vivi.
 

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