Rom e Sinti da tutto il mondo

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La redazione
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\\ Mahalla : VAI : Europa (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 09/09/2008 @ 08:54:27, in Europa, visitato 1074 volte)

Stimate amiche e amici:

Sono contenta di dirvi che potete già vedere nelle nostre pagine web l'album di fotografie che abbiamo organizzato il passato mese di agosto a Madrid contro il razzismo che patiscono i nostri fratelli gitani in Italia. http://www.unionromani.org/notis/noti2008-09-03.htm

Ugualmente abbiamo "caricato" quattro video che sono una testimonianza fedele del corso della manifestazione, degli slogan che si sono ripresi in coro e dei discorsi pronunciati davanti all'Ambasciata Italiana di Madrid. http://www.unionromani.org/videos.html#manimadrid

Come sempre, restiamo per tutto a vostra disposizione.

SILVIA RODRÍGUEZ - Departamento de Comunicación de la Unión Romaní

UNION ROMANI
Dirección Postal/Postal Address:
Apartado de Correos 202
E-08080 BARCELONA (Spain)

Tel. +34 934127745
Fax. +34 934127040
E-mail: u-romani@pangea.org
URL: http://www.unionromani.org/index_es

 
Di Fabrizio (del 08/09/2008 @ 08:43:01, in Europa, visitato 1332 volte)

Un'altra intervista, questa volta di un Rom. Da Roma_Francais

Saimir Mile: "Contro l'immagine del gitano ladro"

L'associazione La voix des Roms, creata nel 2005, ha il proprio blog per parlare della cultura Rom e combattere la "gitanofobia", "perché non siamo inevitabilmente quello che gli altri vedono in noi". Incontro col suo presidente, Saimir Mile. INTERVISTA di Viola Fiore.

 (video in francese)

Quali sono i pregiudizi più importanti di cui soffrono i Rom?
Credo che il pregiudizio più grande sia dire che i Rom sono ripiegati su sé stessi, chiusi nella loro comunità e non interessati ad integrarsi nel paese dove vivono. L'immagine che si alimenta è quella del gitano ladro che vive in un campo sporco, meglio se conduce una Mercedes e ha denti d'oro. E' importante dire che i Rom che vivono in campi rovinati ai margini delle città sono una minoranza. In Francia, per esempio, non rappresentano che l'1% o l'1,5% dei 500.000 Rom che vivono nel paese. Dire che i Rom sono rinchiusi nella loro comunità, è avere di loro un'infima conoscenza.

Quindi chi soni i Rom?
Bella domanda. Ma prima di rispondere, sarebbe bene porre la stessa questione riguardo gli altri popoli europei: chi sono i Francesi? Gli Italiani? Sono identità diverse che si sono fuse nel tempo sino a costituire le nazioni attuali. In origine, i Rom erano abitanti dell'India meridionale, da cui furono cacciati circa 800 anni fa. Da là è nato il popolo rom, diversificato attraverso i luoghi che ha attraversato priam di arrivare, infine, in Europa.

Che dire del sentimento di appartenenza di questo popolo?
Il sentimento identitario è molto forte tra i Rom. Ho un cugino, in Albania, che voleva sposare un'Albanese, ma i suoi genitori, entrambe rom, si sono opposti. Esiste una volontà diffusa di restare "tra Rom", ma non è sempre così. Spesso, le donne incontrano degli ostacoli quando vogliono sposare un "gadjo", qualcuno che non è Rom, e che di solito dopo il matrimonio non si integra nella comunità. Il problema è facile da capire: più si è rifiutati, esclusi dalla società, più si ha la tendenza a ripiegarsi nella propria comunità. E la storia dei Rom è piena di rifiuti.

In Francia, come in tutta Europa, l'integrazione è molto limitata. In altri paesi va meglio?
Prima della guerra, le cose andavano meglio nei Balcani. In Albania, il paese da cui arrivo, c'era molto più mescolanza: gli Albanesi imparavano il romanès (lingua parlata dai Rom e dai Sinti) nei villaggi, cosa inimmaginabile in Francia!

Perché falliscono i progetti d' integrazione?
Perché non c'è una visione globale, serena e chiara di quello su cui si vuole intervenire. La terminologia lo mostra molto bene: in Francia, si parla di "gens du voyage" quando i Rom non sono più nomadi da tempo. Questa definizione mostra che l'individuo rom non esiste, e questo in una Repubblica che rifiuta il comunitarismo. A quello stadio, se le istituzioni persistono a chiamare "nomadi" i Rom, è perché loro vogliono che siano nomadi. Chiarire questa falsa informazione, significa perdere i lavori e le sovvenzioni legate a quello che si chiama "l'etno-businnes rom". Che alcuni chiamano "l'industria Zingara".

Gli specialisti del "problema gitano" sono numerosi: le imprese che gestiscono le "aree di accoglienza" (i campi, spesso creati vicino a discariche o ditte inquinanti, dove vive una parte della popolazione rom), le imprese della sicurezza, le associazioni a cui lo Stato francese ha delegato la gestione dell'amministrazione e dei servizi per i Rom, ecc. Spesso, tutte queste organizzazioni sono molto controproducenti, perché mantengono la popolazione in una situazione di dipendenza totale.

A livello europeo, quali sono le principali politiche per i Rom?
In Europa, domina ancora la concezione dei Rom come popolazione "asociale". Il primo passo da superare, secondo noi, è quello del riconoscimento giuridico dei Rom e della loro cultura. Da qualche anno, grazie allo sviluppo di Internet, abbiamo installato una rete con altre associazioni di Rom di differenti paesi europei. Nel 2001, abbiamo elaborato assieme uno statuto del popolo rom che occorre fare approvare dall'Unione Europea. Ma il cammino per il riconoscimento è ancora lungo.

 
Di Fabrizio (del 07/09/2008 @ 14:27:13, in Europa, visitato 1374 volte)

Da Roma_Daily_News

Oggi (6 settembre ndr) ho parlato con Thomas Hammarberg, commissario del Consiglio d'Europa per i diritti umani. Era profondamente preoccupato per la reazione UE alla risposta italiana alla richiesta della Commissione di chiarimenti sulla presa delle impronte ai Rom. Ha detto che questo legittimerà ulteriori discriminazioni e accuse ai Rom di crimini potenziali. Hammarberg si è anche interrogato sul diritto del commissario Jacques Barrots di parlare a nome della commissione in questione.

Irka Cederberg - giornalista

irka.cederberg@telia.com
Davidshallsgatan 25 A S-21145 Malmö Sweden
Tel +46-40-232402
mobil +4670-6368817

 
Di Fabrizio (del 06/09/2008 @ 08:57:39, in Europa, visitato 1681 volte)

Un'intervista (tradotta dall'inglese) che non mi ha convinto del tutto. Mi sembra che emergano ancora i soliti stereotipi, oltre ad parecchie informazioni e considerazioni utili. Mi si dirà che in fondo sono le opinioni di un payo (se non sapete che cos'è leggetevi il post ; - ) ), ma io trovo che quest'intervista possa essere un buon passo iniziale per chi vuole avvicinarsi al mondo dei Rom.

Da Roma_Daily_News

Divers.ro

Ha lavorato direttamente con i Rom di Spagna e Romania. Ne parla in tutta onestà, a volte brutalmente, di un mondo che conosce bene. Con un master in pedagogia, educatore di strada ed ora coordinatore di un centro per bambini abbandonati, Juan Carlos Sanz Miguel presenta una realtà che non sempre è conveniente.

Cosa pensano gli spagnoli dei Rom? La loro opinione differisce da quella sui rumeni?
Prima di tutto, gli spagnoli hanno un'impressione peggiore sui Rom, comparata a quella sui rumeni. In Spagna, abbiamo diversi stereotipi riguardo agli Zingari, e quelli che provengono dalla Romania hanno la peggior reputazione. Per la mia esperienza, gli Zingari spagnoli sono considerati come pigri, ladri, asociali nel senso che non osservano le norme, che non hanno certificati di nascita e i documenti personali che ha ogni persona regolare, che si attaccano rigorosamente alle loro tradizioni e violano i diritti delle donne. Sono disprezzati dagli altri perché non collaborano, perché non si assumono responsabilità. Sono molto chiusi e legano soltanto fra loro. Questo perché c'è un conflitto costante con le autorità. E gli Zingari rumeni hanno la peggior reputazione: sono ladri, i più pigri, più di quelli spagnoli. Come succede in Italia.

I Rom della Spagna e quelli di Romania hanno lo stesso stile di vita?
In molte cose si assomigliano. Vivono in ghetti ai margini delle città e si guadagnano da vivere allo stesso modo: lavorano in contesti che non sono al 100% legali, dove possono far affari tra loro. Commerciano fiori, rottami, macchine usate e molti altri materiali di riporto. E' chiaro che ne i Rom rumeni ne quelli spagnoli accetterebbero un piano di lavoro ben stabilito, di lavorare un certo numero di ore al giorno.

Per loro la cosa più importante è la famiglia, il significato della parola famiglia è molto chiaro, e la loro casa non è così importante. Non importa se non c'è abbastanza spazia per tutta la famiglia (la famiglia estesa). Ho notato che i Rom rumeni non hanno una coesione familiare così forte come quelli spagnoli. Comparato alla Romania, l'abbandono dei bambini è minore in Spagna. Quasi inesistente. D'altra parte, i Rom spagnoli non sono così bravi nel capitolo "scuola", un fatto provato dal basso numero di Rom che frequentano i programmi educativi. Di solito, hanno poche necessità e tentano di evitare il dottore, non avendo documenti personali, ma se succede che hanno bisogno di cure mediche, i giovani Rom spagnoli le richiedono ugualmente, proprio come quelli rumeni. Vogliono essere visitati subito. Non importa se ci sono altre persone in attesa. Devono essere i primi.

Ma le donne, in entrambe i casi, vengono per ultime, dopo i bambini. Non ricevono alcun rispetto. Sono sacrificate al benessere della famiglia.

Il mondo zingaro è molto chiuso, diviso in differenti clan - domatori di orsi, calderai ecc. - che non comunicano tra loro. Sono molto possessivi. Per mostrare agli altri la loro forza, i Rom spagnoli marcano il loro territorio con avvisi come: "Atención! Esta obra la vigila un gitano!" (Attenzione! Questa opera è sorvegliata da un gitano!). E' come una precauzione. Sono assieme a tutta la famiglia, con i membri del gruppo che si difendono l'un l'altro. Se c'è un conflitto, viene risolto secondo la legge Zingara. Per capire gli Zingari, devi essere come uno di loro.

Puoi darci esempi di posti in Spagna con grandi gruppi di Rom?
Gli Zingari si riuniscono in posti chiamati "tierra de nadie" (terra di nessuno). Ci sono aree dove nessun altro potrebbe vivere. Un esempio può essere Cańada Real, 14, 14 km. dal centro di Madrid. E' un posto accanto alla discarica cittadina. Le case sono povere e sporche, e molti dei Rom che vivono lì sono di origine rumena. Ci sono molti posti simili, ma questo è il più grande.

Pensi che i Rom incontrino difficoltà nel loro sforzo di integrarsi nella società?
I Rom soffrono di cattiva percezione e non penso neanche che abbiano la voglia di integrarsi. Danno sempre l'impressione di non aver bisogno di nessun altro eccetto che la loro famiglia. In Romania si parla di Rom e rumeni, mentre in Spagna parliamo di Gitanos e payos (termine peggiorativo che i Rom spagnoli usano per identificare chi non è come loro). Penso che non saranno mai totalmente integrati, ma non è soltanto colpa loro. La società è ugualmente responsabile.

Il mondo accetta la cultura zingara, ma non le persone che l'hanno creata. Una scuola non potrà aiutare un bambino Rom finché non cambierà la maniera di relazionarsi con loro. Conosco la storia di un bambino che la maestra aveva spostato da un'altra collega, ma il bambino rifiutò di andarci perché non voleva stare accanto ad uno zingaro.

Com'è la situazione dei bambini Rom in Spagna? E' permesso loro di andare a scuola?
In Spagna è chiaro: molto spesso, le famiglie Rom non mandano i loro figli a scuola per due ragioni: l'educazione che ricevono è istituzionale e non li riguarda, la scuola è il posto dove loro imparano cose che non hanno a che fare con la cultura e la tradizione zingara; di solito, i Rom piazzano i loro campi alle periferie delle città, lontani dal centro e dal mondo moderno. E allora, un'unità educativa deve accettare i Rom per quello che sono: Rom. Così un bambino, quando va a scuola, va in un posto che è contro di lui.

In Romania, alle famiglie Rom sono stati dati dei soldi per mandare i loro bambini a scuola, ma non penso che questa sia la soluzione. Se qualcuno già li manda, gli altri li isolano perché quando la gente parla degli Zingari, parla di qualcosa di cattivo, di pericoloso. Dobbiamo accettare i Rom come popolo, e non come un gruppo di individui.

"I Rom possono abusare dei loro bambini, ma non li venderanno"
I bambini Rom sono più oggetto di abusi e traffici di persone?
Sì. Imparano in tenera età che devono aiutare la famiglia. La famiglia è qualcosa di sacro di cui tu non parli con nessuno. Non trattengono niente dei soldi che raccolgono dall'elemosinare, lavare i vetri o da altre attività, tutto va al capofamiglia. In Spagna ho incontrato casi dove i ragazzi sotto i 15 anni erano usati per spacciare droga

Sino al 2002, il quartiere La Celsa - chiamato anche El hipermercado de las drogas (l'ipermercato delle droghe) era un posto dove si vendevano un sacco di narcotici. Quando le forze dell'ordine circondarono La Celsa, questi minori erano quelli che portavano fuori la droga. La polizia non potè arrestarli per due ragioni: avevano tutti meno di 16 anni e non c'era un dipartimento specializzato per le infrazioni dei minori.

Ci sono associazioni che appoggiano la popolazione Rom in Spagna?
La più grande associazione che gode di un ampio riconoscimento è la Fundación Secretariado Gitano. Sviluppano molti programmi con e per i Rom, e sono presenti anche in Romania, dato il gran numero di Rom che vive lì.

Quanti lavorano nell'istruzione per i Rom devono lavorarci assieme per molto tempo. Nel primo anno, ti valutano da distante. Non ti permettono di stare troppo vicini. Quando vedono che veramente sei interessato e fai qualcosa di buono con loro, iniziano ad aprirsi. Allora diventi una delle persone più importanti nella loro vita. (Mihaela Dumitrascu – DIVERS – www.divers.ro)

Originario di Santa Cruz de la Salceda (Spagna) con un master in pedagogia, Juan Carlos Sanz Miguel, è stato per otto anni presidente esecutivo della Association Ciudad Joven di Madrid, dove ha lavorato anche come educatore di strada. E' interessato specialmente nella formazione e riabilitazione dei Rom nel quartiere Pozo del Tio Raimundo, che dovrebbero avvicinarsi al centro di cura diurno dell'associazione. E' arrivato in Romania cinque anni fa e ora è vice presidente dell'Associazione dei Fratelli di Marist delle Scuole in Romania (AFMSR) e coordinatore in una delle case del Centro Marcelin Champagnat di Bucarest, che ospita bambini abbandonati, molti dei quali di etnia Rom.

 
Di Fabrizio (del 04/09/2008 @ 09:14:17, in Europa, visitato 1359 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

The Associated Press - 1 settembre 2008

SARAJEVO, Bosnia-Herzegovina: Un'agenzia internazionale dei diritti umani dice che assisterà la polizia bosniaca nel combattere i crimini motivati razzialmente.

L'Ufficio OCSE per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani dice che i poliziotti bosniaci verranno formati nel riconoscere i crimini basati sull'odio e nel collaborare con le comunità che ne sono vittime.

Il vice Ministro Mijo Kresic dice che saranno introdotte punizioni più dure contro i crimini basati su nazionalità, orientamento religioso o politico.

L'ufficio OCSE, riferendosi all'ODIHR, ha detto nel 2006 di essere preoccupato sugli attacchi a persone ritornate dopo il conflitto etnico in Bosnia del 1992-95 e per le minoranze, inclusi i Rom.

L'ufficio ha raggiunto lunedì l'accordo col Ministero della Sicurezza.

 
Di Fabrizio (del 03/09/2008 @ 08:48:27, in Europa, visitato 1550 volte)

Da Roma_Daily_News

Regno Unito / Finlandia / Lituania / Slovacchia

Convenzione sull'Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne

Estratto dalle osservazioni conclusive del Comitato ONU sulla "Convenzione per l'Eliminazione della Discriminazione contro le Donne" (CEDAW) [...] nella sua 41a sessione tenutasi dal 30 giugno al 18 luglio

Rapporto pubblicato venerdì 29 agosto 2008 (tutti i link sono in inglese ndr)

Tutte le informazioni sulla 41a sessione

Regno Unito
. . . . preoccupati che le donne di diverse comunità etniche e di minoranza, incluse le comunità viaggianti, continuano a soffrire di discriminazione multipla, particolarmente nell'accesso all'istruzione, impiego e servizi sanitari. Il Comitato nota che le donne [delle comunità] etniche e minoritarie sono sotto-rappresentate in tutte le aree del mercato lavorale, particolarmente nelle posizioni decisionali, hanno alti tassi di disoccupazione e pagano un notevole gap nella loro paga oraria confrontata a quella maschile. Le donne di differenti comunità etniche e di minoranza sono anche ampliamente sotto-rappresentate nella vita politica e pubblica. Il Comunicato nota che che le donne delle comunità viaggianti sperimentano alti numeri di aborti e feti nati morti, ed hanno il più alto tasso di mortalità infantile tra tutti i gruppi etnici. Si nota anche che le donne delle comunità etniche e minoritarie soffrono di alti tassi di depressione e malattie mentali, mentre le donne di discendenza asiatica hanno i più alti tassi di suicidio e di autolesionismo.
http://www2. ohchr.org/ tbru/cedaw/ United_Kingdom. pdf

Finlandia
31. Mentre notiamo che le misure prese dallo Stato per accrescere la consapevolezza delle donne Rom sui loro diritti e la loro integrazione nella società finnica, il Comitato rimane preoccupato perché queste donne continuano ad affrontare forme multiple di discriminazione basata sia sul sesso che sull'origine etnica, inclusi alto tasso di disoccupazione, difficoltà nell'accesso ai servizi e discriminazione all'interno delle loro stesse comunità.

32. Il Comitato richiama lo Stato ad implementare misure efficaci per eliminare la discriminazione contro le donne Rom ed aumentare il  loro godimento dei diritti umani. Incoraggia lo Stato ad essere proattivo nelle sue misure per prevenire la discriminazione contro le donne Rom, sia nelle loro comunità che nella società maggioritaria, a combattere la violenza contro di loro, ed aumentare la loro consapevolezza sulla disponibilità dei servizi sociali e sugli aiuti legali come pure a fare passi per familiarizzarle con i loro diritti di eguaglianza e non-discriminazione. Il Comitato richiede che lo Stato fornisca, nel suo prossimo rapporto, informazioni sulla situazione delle donne dei gruppi etnici di minoranza, incluso l'accesso all'istruzione, impiego e servizi sanitari, e sull'impatto delle misure prese per aumentare questi accessi e sui risultati ottenuti, come pure i progressi di tendenza.
http://www2. ohchr.org/ tbru/cedaw/ Finland.pdf

Lituania
28. Mentre notiamo varie misure prese dallo Stato, incluso il Programma per l'Integrazione dei Rom nella Società Lituana (2000-2004 and 2008-2010) ed il Programma di Sviluppo Rurale Lituano per il 2007-2013, il Comitato nota con preoccupazione che i gruppi vulnerabili delle donne - per esempio donne rurali, donne con disabilità, donne appartenenti alle minoranze etniche, incluso donne Rom, donne migranti ed anziane - continuano a soffrire di discriminazione nell'istruzione, nell'impiego, nella casa ed altre aree, sulla base del loro genere e sesso, ed in altri campi, essendo così esposte a forme multipli di discriminazione. A questo riguardo, il Comitato nota purtroppo che le informazioni presentate dai rapporti statali non erano sufficientemente specifici riguardo alle donne e non coprivano adeguatamente la situazione di tutti questi gruppi.
http://www2. ohchr.org/ tbru/cedaw/ Lithuania. pdf

Slovacchia
22. Mentre si riconoscono le misure prese dallo Stato per il Decennio dell'inclusione Rom 2005-2015, il Comitato è preoccupato perché le donne e le ragazze Rom rimangono in situazioni vulnerabili e marginalizzate, specialmente riguardo sanità, istruzione ed impiego.

23. Il Comitato preme perché lo Stato prenda misure efficaci, incluso misure speciali temporanee in accordo con l'articolo 4, paragrafo 1 della Convenzione e Raccomandazioni Generali dei 25 del Comitato, per eliminare le forme multiple di discriminazione contro le donne e le ragazze Rom ed aumentare il rispetto per i loro diritti umani. Richiama anche lo Stato ad accelerare l'ottenimento de facto per le donne Rom dell'eguaglianza, rafforzando il coordinamento tra tutte le agenzie che lavorano sui Rom, sulle tematiche della non discriminazione e dell'eguaglianza di genere, particolarmente nelle aree della salute, istruzione e partecipazione nella vita pubblica. Il Comitato preme perché lo Stato implementi misure mirate per eliminare la discriminazione contro le donne Rom in tutte le aree con un'agenda specifica, che controlli lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi dichiarati, inclusi quelli compresi nel Decennio dell'Inclusione Rom 2005-2015, e prenda se necessario azioni correttive. Il Comitato preme perché lo Stato prenda misure concrete per cambiare la tradizionale percezione dei Rom da parte della popolazione maggioritaria, incluso programmi mirati alla consapevolezza e alla sensibilizzazione, in particolare in quei settori della società dove queste attitudini sono evidenti. Richiama lo Stato a fornire nel prossimo rapporto periodico una fotografia completa della situazione delle donne e delle ragazze Rom, inclusi i dati disaggregati per sesso riguardo le opportunità ed i successi nell'istruzione, nell'accesso all'impiego ed ai servizi sanitari e la partecipazione alla vita pubblica ed al processo decisionale.

30. Mentre si riconoscono le spiegazioni date dalla delegazione sui presunti casi di sterilizzazioni forzate di donne Rom, e prendendo nota della legislazione sulla sterilizzazione recentemente adottata, il Comitato rimane preoccupato per le informazioni ricevute rispetto alle donne Rom che testimoniano di essere state sterilizzate senza previo ed informato consenso.

Inoltre il Comitato raccomanda che lo Stato prenda tutte le misure necessarie per assicurare che le recriminazioni espresse dalle donne Rom riguardo la sterilizzazione forzata siano debitamente riconosciute e che alle vittime di tali pratiche sia garantita effettiva compensazione.
http://www2. ohchr.org/ tbru/cedaw/ Slovakia. pdf

 
Di Fabrizio (del 01/09/2008 @ 09:19:32, in Europa, visitato 1517 volte)

Da La voix de Rrom

Grazie al film "Il tempo dei gitani" del regista serbo Emir Kusturica, il pubblico il pubblico ha avuto una descrizione di ciò che furono negli anni '70 e '80 le reti mafiose che sfruttavano i bambini rrom nella Yugoslavia di allora. Si prenderanno in considerazione le immagini di questi campi di roulottes in Italia, dove erano tenuti da adulti abietti i figli forzati a mendicare, a volte lontani dalla loro famiglia. Quel tempo è passato, ma il film è sempre là per ricordarcelo. E là anche per mostrarci come dei ragazzi che non avevano mai visto una roulotte ci vivevano per la prima volta. Cominciò un secondo episodio all'inizio degli anni '90, quando dei Rrom rumeni vennero in Francia accompagnati da "passatori" che li misero nelle roulottes. Ancora là, hanno dovuto adattarsi a questo habitat - se così possiamo chiamare le roulottes rovinate e senza ruote dove erano stati relegati dai loro passatori - ma non è durato. Una volta liberati dai loro debiti verso i passatori, hanno costruito piccole baracche con materiale di recupero ed hanno provato sempre a sopravvivere ai margini delle grandi città francesi, lavorando in nero, recuperando ferraglia e vendendo fiori o giornali...

Dal 2002, la Romania e la Bulgaria hanno firmato accordi con i paesi Schengen, permettendo a tutti i possessori di passaporti di questi paesi di circolare liberamente e senza obbligo di visto nello spazio Schengen per una durata inferiore ai tre mesi. Cinque anni più tardi, questi paesi si sono uniti all'Unione Europea ed i controlli alle frontiere sono stati soppressi. Si arriva quindi da Sofia o da Bucarest a Parigi come se si venisse da Marsiglia, portando solo la carta d'identità con sé.

Disgrazia!

E' precisamente il periodo dove l'azione governativa si misura con le cifre. Evidentemente, la regola è più severa in materia d'immigrazione che su quella dell'impiego o del potere d'acquisto. Nell'agosto 2007, poco dopo aver assunto le sue funzioni ministeriali, M. Hortefeux ha preparato il terreno dicendo che la realizzazione dell'obiettivo quantificato in materia di espulsione di stranieri sarà difficile da raggiungere causa l'ingresso della Romania e della Bulgaria nell'Unione Europea, rappresentando i cittadini di questi due paesi circa un terzo degli espulsi nel 2006. Enorme! Vorrebbe dire che 8.000 Rumeni e Bulgari sono stati espulsi nel 2006, pur sapendo che in virtù degli accordi internazionali avessero il diritto di ritornare, come effettivamente hanno fatto. E tra questi 8.000, sono quasi tutti Rrom. Un semplice calcolo del costo di queste misure porta alla cifra ben rotonda di 80 milioni di euro. Quanti alloggi sociali si sarebbero potuti costruire con questi soldi gettati negli abissi della demagogia? Detto questo, M. Hortefeux non abbassa la guardia. Continuerà ad espellere i Rrom rumeni e bulgari, anche se cittadini europei. Nel 2007, rappresentarono circa 3.000 espulsi, sistematicamente tornati in Francia ed altri 30 milioni di euro. Come fare per espellere dei cittadini europei?

E' tutta una questione di transizione. Per quanto europei che siano, i Rumeni ed i Bulgari hanno uno statuto ibrido che assomiglia molto di più al regime di stranieri extracomunitari che a quello di comunitari. La Francia si è ben premurata di limitare i diritti di questi nuovi europei, particolarmente riguardo al diritto del lavoro, da cui indirettamente dipende anche il diritto di soggiorno. Ed ecco come si gioca per raggiungere le cifre di espulsione, con gente che si espelle anche più volte l'anno.

E per prendere comunque un aspetto di innovatore, ogni tanto, prima dell'espulsione, si raccolgono un certo numero di famiglie nel mucchio, che si pretende di "aiutarle ad integrarsi". E si inventano così "i villaggi di inserimento", queste specie di centri chiusi e sorvegliati; si osa chiamarli così! Questi MOUS (controllo d'opera urbana e sociale) di cui non si vede bene il carattere urbano o sociale: i siti sono sorvegliati 24h/24 e l'accesso è proibito a tutte le persone esterne, senza previa autorizzazione speciale. Quelli "accompagnati socialmente" che vi vivono non hanno l'autorizzazione a lavorare dalla prefettura, che è tuttavia destinataria dei progetti. Le buone idee dei Rrom che ci vivono, compreso in materia di imprenditorialità, sono soffocate dalla mancanza di "titoli di soggiorno". Il mantenimento di questi che vengono presentati come "scelti per fortuna" in una situazione di pressione costante, dove anche i corsi di formazione sono considerati come costrizioni, il prezzo da pagare per restare nei prefabbricati dei "villaggi d'inserimento", è una bomba a scoppio ritardato. Non ci si integra più dei propri fratelli o cugini che vanno da una baraccopoli all'altra rischiando le espulsioni. Non si sa dunque ciò che queste iniziative daranno tra qualche anno, ma nel frattempo, si sa che "bengalo" in rromani vuol dire diabolico.

 
Di Fabrizio (del 23/08/2008 @ 09:20:55, in Europa, visitato 1356 volte)

Da Czech_Roma

Più impegno per aiutare i Rom nei ghetti

Most, 18 agosto (CTK) - Dzamila Stehlikova, Ministro per i Diritti Umani e le Minoranze, ha detto lunedì scorso alla stampa che la città ceca di Most, base di una grande comunità Romanì, ha ufficialmente riunito una dichiarazione sull'associazione locale per migliorare la vita nelle località socialmente escluse.

Il progetto di associazione locale è partito dall'Agenzia governativa per l'Integrazione Sociale, fondata dall'ufficio della Stehlikova e sta funzionando da aprile.

Most è una delle 12 località in cui l'agenzia ha gradualmente stabilito le sue filiali.

Stehlikova ha detto che la dichiarazione è già stata firmata in tutte le località, eccetto la città di Ostrava, nord Moravia, dove la firma è prevista per il 25 agosto.

Oltre a coordinare i passi fatti dalle municipalità verso la graduale eliminazione dei ghetti, l'agenzia governativa aiuterà anche a gestire i fondi UE per migliorare la situazione nell'istruzione, impiego, sistemazione e sanità dei Rom, come pure a combattere il crimine e la dipendenza da droghe nella comunità.

A Most, l'associazione comprende l'ufficio municipale, quello del lavoro e le OnG, ha detto Stehlikova.

I partecipanti all'associazione di Most valuteranno i singoli progetti alla scopo di rallentare e poi eliminare l'esclusione sociale nelle località malfamate come il quartiere di Chanov.

Marek Podlaha, il direttore dell'agenzia, ha detto che la prima cosa da fare è uno studio sul campo che deve essere accluso alla domanda di sovvenzione.

This story is from the Czech News Agency (ČTK).

 
Di Fabrizio (del 22/08/2008 @ 09:15:01, in Europa, visitato 1532 volte)

Da British_Roma

MigrantInfoSource - La Situazione della Comunità Rom di Glasgow

Di fronte a durezze, razzismo e discriminazioni crescenti nell'Europa Centrale ed Orientale dopo la caduta dei regimi socialisti, i Rom sono fuggiti in gran numero da una situazione che peggiorava, prima come richiedenti asilo e poi, dal maggio 2004, come "nuovi" cittadini di un'Unione Europea allargata. D'altro canto, sono stati incrociati da una nuova ondata di attitudini anti-Rom emergenti nell'Europa Occidentale, sottolineata dalla speculazione dei media sulle conseguenze, reali ed immaginarie, di un'immigrazione su larga scala dei Rom dall'Est.

"Sproporzionalmente coinvolti da povertà e discriminati nell'impiego, istruzione, sanità, servizi amministrativi e altri, affrontano ostacoli considerevoli nel pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali"

Questo Rapporto riunisce la ricerca sull'esclusione sociale dei gruppi della minoranza Rom in Europa e le loro sfide nel migrare in Europa Occidentale. Si focalizza particolarmente sulla significativa comunità di Rom slovacchi a Govanhill, Glasgow. Lo studio esamina il lavoro dei fornitori di servizio, e guarda ai successi e alle sfide all'interno di una politica più vasta, politiche sociali e contesti culturali.

Università della Scozia Occidentale. Commissionata e fondata dall'Associazione di Cura e Salute della Comunità di Glasgow Sud Est e da Oxfam.

I risultati principali della ricerca:

  • I governi, tanto a livello UK che scozzese, non solo hanno fallito nel giocare la loro parte nella salvaguardia dei diritti dei Rom come gruppo etnico riconosciuto in Europa, ma anche nel promuovere e far crescere la consapevolezza dei diritti dei Rom entro la UK.
  • Molti dei problemi dei Rom provengono dalla loro deliberata esclusione dalla cittadinanza nei paesi UE da cui provengono. Questa esclusione è il risultato di  un razzismo profondo e radicati a tutti i livelli della società.
  • Dato il continuare della persecuzione ed esclusione dei Rom in Slovacchia e Repubblica Ceca, non è illogico vedere i Rom come un gruppo che continua ad essere "spinto" all'estero più che essere "attirato" dalle promesse di impiego.
  • I Rom si trovano principalmente nel lavoro part-time e temporaneo, esclusi dalle principali strutture come risultato dai servizi d'impiego del settore pubblico e dipendono dai "capibanda" per il lavoro e la casa. Come risultato sono spesso incapacitati ad accedere ai benefici come il contratto di lavoro, salario minimo, diritti pensionistici, vacanze pagate, congedo di maternità e congedo pagato di malattia.
  • Riguardo alla casa, i Rom sono particolarmente vulnerabili nella dipendenza del settore privato, causa la loro situazione lavorativa e conseguentemente sperimentano alti affitti, condizioni sotto gli standard e accordi di locazione inesistenti. Questo porta al sovraffollamento dato che le famiglie sono forzate a riunire le loro risorse, sfratti, e rapporti forzati nella comunità come conseguenza di aumentati rumori e spreco.
  • Le barriere nell'accedere ai centri dei servizi sanitari riguardano la lingua e la cultura. Queste barriere impattano sulla capacità dei Rom di registrarsi e sulla loro comprensione dei protocolli come la prenotazione degli appuntamenti. Gli operatori sanitari hanno trovato livelli crescenti di malnutrizione tra i bambini, sovraffollamento e infestazioni, tutti portano a significativi rischi sanitari pubblici.

(English only) Click here to download the report pdf or click here to download the briefing

 
Di Fabrizio (del 19/08/2008 @ 09:09:39, in Europa, visitato 1399 volte)

Da Hungarian_Roma

Durante la commemorazione dell'Olocausto Rom il 2 agosto a Budapest, il leader rom ungherese Aladar Horvath si è appellato al mondo perché si fermi la diffusione di idee neonaziste in Ungheria e in Europa. Ha detto che anche se l'Ungheria è membro della NATO e dell'Unione Europea, la violenza razzista minaccia i Rom.

"La transizione dal sistema statale socialista al capitalismo ha rigettato i più deboli, persone escluse dalla società a causa del loro retroterra sociale e razziale," ha detto Horvath. "Il nuovo sistema che è emerso non è stato capace di mantenere le sue promesse." Invece dell'attesa inclusione sociale, i più poveri sono diventati permanentemente disoccupati e l'autogoverno Rom si è trasformato nella "derisione governance " I più svantaggiati sono stati messi a forza nei bassifondi, ed i loro ghetto ne criminalizzano gli abitanti ed intensificano la polarizzazione razziale, un substrato del pensiero neo nazista. "Gli Zingari possono essere odiati anche se non vivono in un ghetto, anche se sono ricchi, anche se sono assimilati," ha concluso Horvath.

Bigotry Monitor: Volume 8, Number 33

 

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