Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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Di Fabrizio (del 13/05/2009 @ 09:45:33, in Italia, visitato 1593 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

AMNESTY INTERNATIONAL invita
Nei giorni 21, 22, 28 e 29 maggio dalle 16 alle 20 al corso di Educazione ai Diritti Umani:

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI:
DIRITTI CALPESTATI, RIVENDICAZIONI E BATTAGLIE DI OGGI

organizzato dal gruppo 001 presso la sala convegni della Città dell’altra Economia in Largo Frisullo a Roma. In quattro incontri il seminario svilupperà il tema dei Diritti Economici, Sociali e Culturali, i cosiddetti diritti di seconda generazione. I forti livelli di disuguaglianza economica e sociale sperimentati oggi nel mondo si traducono in gravi violazioni degli obblighi internazionali in materia di diritti umani. I diritti all’alimentazione, all’alloggio, alla salute, all’istruzione e al lavoro sono anch’essi pilastri imprescindibili della Dignità Umana, insieme ai diritti civili e politici. Oggi in tutti i paesi i movimenti sociali portano avanti rivendicazioni sulla base di tali diritti, negati o violati dalle macro riforme economiche e da scelte politiche orientate al perseguimento di obiettivi economici più che di benessere sociale. Le lezioni-dibattito vedranno la presenza di numerosi attivisti ed esperti, che hanno portato avanti battaglie in prima persona o che le hanno sostenute, e che descriveranno i “desc” nel loro contesto giuridico e attraverso testimonianze concrete. Al fine di comprendere al meglio la complessità, ma allo stesso tempo l’universalità e indivisibilità dei diritti umani, abbiamo selezionato tre aree geografiche diverse tra loro ma caratterizzate tutte dall’urgenza di porre rimedio a situazioni di violazione grave della Dignità Umana: Messico, Nigeria e Italia.

Per iscriversi basta scrivere a
Amnesty International Gruppo 1 - gr001@amnesty.it
Oppure telefonare a 320.2364565 / 349.4444370

Per informazioni:
www.amnestyroma1.it (sito Gruppo 1 di Amnesty)
www.amnestylazio.it (sito Circoscrizione Lazio di Amnesty)
www.amnesty.it (sito Sezione Italiana di Amnesty)

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI:
DIRITTI CALPESTATI, RIVENDICAZIONI E BATTAGLIE DI OGGI

CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA - SALA CONVEGNI Largo Dino Frisullo (ex Mattatoio Testaccio)
Tutti gli incontri si terranno con orario 16:00-20:00

Giovedì 21 Maggio “LE IMPRESE
Diana Cortese (Amnesty Gruppo 1) Presentazione del corso.
Gerardo Romei (Amnesty International) Multinazionali e diritti.
Benedetto Fassanelli (Comm. Equo e Solidale) Imprese e commercio equo.

Venerdi 22 Maggio “IL MESSICO
Diana Cortese (Amnesty Gruppo 1) Messico: Protestare è un delitto.
Proiezioni del Centro di Diritti Umani della Montagna di Tlachinollan.
Monica Mazzoleni (Amnesty International) Le azioni di Amnesty in Messico.
Alejandro Gonzalez (Attivista Diritti Umani) Diritto all’Informazione in Messico.

Giovedì 28 Maggio “L’ITALIA ED I ROM
Marika Vellei (Amnesty Gruppo 1) Essere Rom in Italia.
Prof. Marco Brazzoduro (Docente “La Sapienza”) Diritto all’abitazione in Italia
Girolamo Grammatico (rivista Shaker) Abitare le case e abitare la mente.
Romà ONLUS (Ass. di Rom e Sinti italiani) Diritto all’abitazione dei ROM.

Venerdi 29 Maggio “LA NIGERIA
* presso la Sala Riunioni della CAE
Diana Cortese (Amnesty Gruppo 1) Nigeria: economia, risorse e diritti.
Javier Gonzalez (Amnesty International) Le azioni di Amnesty in Nigeria.
Prof.ssa Adriana Piga (Docente “La Sapienza”) Nigeria: petrolio e violenza.

Al termine del corso a tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di frequenza da parte di Amnesty International

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Di Fabrizio (del 13/05/2009 @ 09:07:56, in Italia, visitato 2029 volte)

Segnalazione di Lia Didero

(Proposta per una assemblea antirazzista unitaria da tenersi il 13 Maggio)
Un anno fa, il 13 maggio del 2008, la città di Napoli è stata teatro di un orribile pogrom, a colpi di spranghe di ferro e bottiglie molotov, contro le misere baracche di una inerme comunità di rom che da alcuni anni si era insediata nei pressi di via Argine a Ponticelli.
Un episodio infame le cui immagini hanno fatto il giro del mondo e che bruciano ancora nella nostra memoria e coscienza civile, come le fiamme che hanno distrutto quelle povere abitazioni.
Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo che il campo su cui si accanì con particolare ferocia la "folla di cittadini" insisteva su un'area interessata dal "contratto di quartiere", un affare per decine di milioni di euro.
Una città degna di fare parte dell'Unione Europea non può e non deve dimenticare, non può essere silente di fronte a ciò che nella nostra storia collettiva questa vergogna ha rappresentato e tuttora rappresenta.

Un anno fa il pogrom dei campi rom di Ponticelli non è stato un evento isolato, ha significato l'inizio di una stagione maledetta contro gli immigrati, a Napoli e nell'hinterland napoletano, che ha visto nel giro di pochi mesi: l'incendio doloso ed il successivo sgombero dell'edificio occupato dagli immigrati e rifugiati africani di via Trencia a Pianura, vicenda che ha visto gli immigrati arrivare ad occupare il Duomo di
Napoli per obbligare il comune ad una soluzione abitativa temporanea che non ha visto ancora la sua conclusione definitiva; le aggressioni a sfondo razzista nei confronti della comunità di immigrati di via dell'Avvenire a Pianura, pilotate da personaggi della destra napoletana e che hanno visto per protagonisti noti pregiudicati; infine il massacro dei sei immigrati a Castelvolturno, colpevoli solo di essere di colore, da parte del braccio del clan dei casalesi facente capo a Setola.

Tutti questi episodi sono apparsi, ed appaiono tuttora, avere come unico filo conduttore interessi trasversali, immobiliari e speculativi, che affondano le radici nel malaffare e nella collusione camorristica, da parte di chi ha usato il paravento del razzismo per nascondere la verità agli occhi di una opinione pubblica accecata dalle campagne mediatiche che sempre più insistentemente nel nostro paese agitano il fantasma della xenofobia e dell'intolleranza razziale.

Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo quello che abbiamo visto e sentito con le nostre orecchie a Ponticelli, a Pianura ed a Castelvolturno: immobili confiscati anni fa dal comune che sarebbero rientrati in possesso dei proprietari ma che non posso essere venduti perché "purtroppo occupati dagli immigrati", i lavori per il terzo stralcio della L.219 e per il "contratto di quartiere" di Ponticelli e Pianura sullo sfondo delle "esplosioni" di razzismo, gli interessi per i lavori di ristrutturazione e la crescita del valore degli immobili "una volta che gli immigrati sarebbero andati via"; l'illusione del lavoro, dell'alloggio o della crescita del valore del proprio bene immobiliare instillata ad arte agli italiani protagonisti di questi episodi di aggressioni razziste; il sogno che la città di Castelvolturno diventerebbe come "Malibu" se solo venisse "riequilibrata la presenza dei migranti sul litorale domizio", etc.

A distanza di un anno non è stato celebrato un solo processo nei confronti dei mandanti e dei responsabili dell'incendio dei campi di Ponticelli e degli altri episodi gravissimi accaduti a Pianura e Castelvolturno, mentre invece procede speditamente il solo processo nei confronti della minorenne rom accusata del tentativo di "furto di bambino" (episodio da cui sarebbe scaturita la "rabbia" degli abitanti
contro i campi) che in primo grado ha già visto una condanna a tre anni e otto mesi.

Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo l'accanimento giudiziario nei confronti di questa ragazza, che tra l'altro non faceva parte della comunità rom che viveva nei campi assaltati con le bottiglie
molotov, la quale durante il processo ha visto violati alcuni suoi diritti fondamentali come la mancata traduzione degli atti nella sua lingua madre, il rifiuto della concessione del gratuito patrocinio a spese dello Stato, una sostanziale mancata verifica delle incongruenze nell'unica testimonianza che la accusa.

Non dimenticheremo mai l'atteggiamento dei media che, anche durante l'assalto ai campi da parte di personaggi noti perlopiù alle forze dell'ordine, trasmettevano ossessivamente la notizia del tentato rapimento del bambino, episodio che qualora venisse confermato dalla magistratura, costituirebbe un precedente giuridico unico nella intera storia della giurisprudenza italiana, avallando uno dei peggiori stereotipi che da secoli viene ingiustamente cucito addosso alle popolazioni rom.

Per queste ragioni il prossimo 13 maggio non può essere una data come le altre, non può essere occasione di passerelle politiche in nome "dell'antirazzismo", non può essere solo una giornata in cui si proclami
l'immunità dal razzismo delle istituzioni e si celebri il falso sermone della città da secoli non razzista perché "ponte tra le culture del mediterraneo"; il 13 Maggio deve essere una giornata di denuncia, contro la camorra, contro il malaffare, contro i pericoli di una politica eversiva che a Napoli potrebbe far scoppiare l'inferno se la città non si dotasse da subito del coraggio di raccontare e di denunciare, unico modo per evitare che simili vicende possano accadere in futuro.

Chiediamo pertanto a tutt@ gli/le antirazzist@i, alle forze politiche e sindacali, alle comunità immigrate, ai/alle tant@ cittadin@ napoletan@ che hanno a cuore il futuro della nostra città di unirci tutti per promuovere una assemblea pubblica aperta, da celebrarsi possibilmente nel giorno 13 maggio, nella quale chiedere:

- che la Corte d'Appello garantisca un processo equo e giusto alla ragazza condannata per il supposto "furto di bambino;
- che vengano accertate le vere cause che si nascondono dietro l'incendio delle baracche che insistevano su un area destinata ad importanti interventi edilizi nel quartiere di Ponticelli;
- che si accertino le cause e che si celebrino i processi sulle denuncie effettuate per gli episodi accaduti a Pianura tra luglio e settembre 2008;
- che la magistratura faccia il possibile per accertare le vere cause che hanno portato alla morte di sei africani innocenti a Castelvolurno il 19 settembre del 2008;
- che si indaghi sulle presenze di personaggi legati ai clan della camorra nell'assalto ai campi rom di Ponticelli e negli episodi gravi che hanno visto come teatro il quartiere di Pianura tra i mesi di luglio e settembre 2008.

Questo appello vuole essere una proposta aperta a qualsiasi contributo. Crediamo fermamente che sia necessario che il 13 maggio diventi una occasione di confronto tra tutt@ gli/le antirazzist@ e che sia un momento in cui ciascuno abbia diritto di parola.

Ad ognuno di fare qualcosa...

Assopace Napoli - Associazione per la Pace
Da: Assopace Jerusalem jerusalem@assopace.org

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Di Fabrizio (del 13/05/2009 @ 08:59:35, in Italia, visitato 6818 volte)

Negli ultimi due anni la situazione delle popolazioni Rom/Sinti in Italia è diventata, se mai fosse possibile, ancora più precaria ed incerta.
Dal governo alle amministrazioni comunali sino ai mezzi di comunicazione nazionali e locali, si insiste sull'emergenza rom, individuando nella loro presenza uno dei mali da debellare. In realtà questo clima anti-rom funziona da laboratorio sociale di restringimento delle libertà individuali e collettive, arrivando a proporre vere e proprie soluzioni di apartheid differenziato e di criminalizzazione di questa minoranza.

L'ASSOCIAZIONISMO
Questo clima politico e sociale ha visto la crisi di alcune organizzazioni e l'ascesa di nuovi soggetti. UPRE ROMA intende collaborare col mondo dell'associazionismo, in particolare con chi si occupa di Rom e Sinti, ma per non replicare errori che altri hanno commesso in passato vuole caratterizzarsi come associazione che:
1) Non opera PER i Rom/Sinti, ma CON i Rom/Sinti, rimanendo aperta al contributo di tutta la società civile;
2) Non si fa scudo della situazione emergenziale in cui vivono oggi migliaia di Rom e Sinti, allo scopo di rendere costante la loro situazione di dipendenza, esautorandoli di fatto della loro soggettività e possibilità di migliorare, agendo così da INTERMEDIARI verso i media, le istituzioni, l'opinione pubblica.

OLTRE L'EMERGENZA
Oggi i Rom, molto più di 10 anni fa, si trovano bloccati nell'accesso alla casa, al lavoro, ai servizi di base. Chiusi nei "campi", istituzionali o improvvisati, corrono il rischio di perdere la loro storia e cultura e di diventare sempre più esclusi senza identità.
L'attività di UPRE ROMA, oltre alla doverosa denuncia di questa situazione di ghettizzazione sociale, intende "...promuovere tutti gli ambiti culturali, formativi, informativi e attività sociali, nei quali si può realizzare l’espressione della cultura e delle tradizioni rom e sinte e un impegno civile che favorisca le relazioni interculturali e, in applicazione della Costituzione italiana, l’affermazione dei diritti civili, contro ogni forma di ignoranza, di intolleranza, di violenza, di censura, di ingiustizia, di discriminazione economica, sociale, razziale, di genere per una piena coesione sociale." (dallo statuto associativo)

I PRIMI PASSI
Non si tratta di rinchiudersi in un nuovo ghetto costituito dalla propria identità, ma di recuperare le proprie radici e tutti i propri aspetti positivi come popolo per poter interloquire col mondo attorno, aprendosi anche a forme di comunicazione non sperimentate nel passato, offrendo un dialogo con quella parte profonda e radicata nella cultura rom che muove i sentimenti più antichi e nobili dell'animo umano e nella quale ognuno si può riconoscere: la bellezza.

Per questo i nostri primi progetti prevedono:
1) UN LABORATORIO TEATRALE perché il linguaggio teatrale è universale, come la musica (altro patrimonio culturale dei Rom e dei Sinti), e permette soprattutto ai più giovani di esprimersi, superare le proprie paure, comunicare col prossimo.
2) RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA ROMANI' attraverso un'iniziativa di legge popolare, e riconoscimento dei Rom e Sinti come minoranza linguistica italiana (vedi legge 482 del 15 dicembre 1999). Questa modalità prevede la raccolta di firme e quindi l'iniziativa e il coinvolgimento dei rom e dei sinti e un'apertura all'intera società con la quale confrontarsi sui diritti della cittadinanza.
Su queste iniziative e sulle altre future, contiamo di informarvi in seguito.

Potete contattarci a upre.roma@sivola.net

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Di Fabrizio (del 12/05/2009 @ 09:18:50, in Italia, visitato 1526 volte)

"ROM E SINTI: ESCLUSIONE O INSERIMENTO?"
Rho (Milano), 15 e 16* maggio 2009
Area sosta rom via Sesia, 21

Moderatore: Beppe Gandolfo, Canale 5

h. 09,00 Saluto delle autorità Regione Lombardia
Presentazione: Jonko Jovanovic, vice presidente nazionale A.I.Z.O.
Mamma, li zingari! Carla Osella, presidente nazionale A.I.Z.O.
Intervento On. Patrizia Toia, eurodeputata

I mezzi di comunicazione di massa rispetto alla comunità romani:
la formazione dell’opinione pubblica Dario Paladini di Terre di Mezzo, giornalista e redattore di Redazione Sociale
I rom sui media e in rete Dario Picciau, Gruppo EveryOne

Identità, memoria e futuro Anna Rita Calabrò, Università di Pavia
La crisi nelle giovani generazioni Elisa Bertazzo, presidente A.I.Z.O. Veneto
Quale futuro per la terza generazione? Lia Beltrami Giovanazzi, Assessore Solidarietà Internazionale e alla Convivenza, Provincia Autonoma di Trento

I Rom: il popolo che non esiste Marcella Delle Donne, direttivo nazionale A.I.Z.O., docente Università "La Sapienza" Roma
Furto per sopravvivere o delinquenza abituale? Aurelio Barazzetta, magistrato

Interventi dei rom e sinti Manuel Innocenti, Francesco Karis

h. 13,00 Pranzo

II PARTE

h. 14,30 Ripresa lavori

Testimonianza:
Hanno bruciato viva mia madre: storia dell’ex Jugoslavia Branko Sulejmanovic

Sgomberi e Marce verso il nulla Roberto Malini, Gruppo EveryOne

Quali interventi per costruire canali di comunicazione?
Creazione di strumenti di interazione con le società maggioritarie Claudia Biondi, Caritas Ambrosiana

Le radici e le ali (progetto Dipartimento Politiche giovanili) Mara Francese, Università di Torino

Fuori dal ghetto per una cittadinanza condivisa Maria Luisa Chiarini e sinti di Casalmaggiore (CR)

Il progetto mondiale dell’International Romani Union Haliti Bajram, Segretario Generale IRU, Serbia

La mia vita da musicista Jovic Jovica Balval

Iniziative e proposte dell’U.E. Viktoria Mohacsi, eurodeputata in attesa di conferma

Comunicazioni di:
Massimo Mapelli, Casa di Carità,
Valerio Pedroni, Comunita’ Padri Somaschi,
Cooperativa INTRECCI,
Elena Sachsel, NAGA,
Ornella Bergadano membro esecutivo P.D. Lombardia, Delega Integrazione,
Gruppo Verdi, Consiglio Regione Lombardia

DIBATTITO
Proposte conclusive Carla Osella, presidente nazionale A.I.Z.O. e Consiglio

h. 20,30 Serata di musica gitana

E’ gradita la prenotazione c/o segreteria sede nazionale:

A.I.Z.O. rom e sinti
via Foligno, 2 - 10149 Torino
tel.: 011 - 7496016
fax: 011 - 740171
cell.: 348 - 8257600
e-mail: aizoonlus@yahoo.it

*Il 16 maggio è riservato esclusivamente ai volontari ed operatori dell’A.I.Z.O.

L’A.I.Z.O. rom e sinti è nata nel 1971 con delega di 431 famiglie di sinti.
Cardine dell’Associazione è la difesa dei diritti del popolo romani purtroppo sempre più ai margini della società e oggetto di discriminazioni continue. L’Associazione cammina quotidianamente accanto a loro nei propri luoghi di abitazione coinvolgendoli in percorsi di accompagnamento all’inserimento nel tessuto sociale attraverso programmi di promozione all’inclusione sociale, valorizzazione della loro cultura, di inserimento scolastico, di avviamento al lavoro, sviluppa percorsi d’identità volti ad agevolare l’impegno civico che li coinvolga in una cittadinanza attiva e responsabile.
E’ molto attiva nel settore della sensibilizzazione della società maggioritaria attraverso progetti di formazione, educazione interculturale, seminari, mostre fotografiche, offrendo ai vari enti sia istituzionali che del no-profit consulenze con l’obiettivo di migliorare la qualità della loro vita
.

Per arrivare a RHO:
via Treno: da stazione Centrale di Milano prendere Trenino fino a Rho (45’)
da Porta Garibaldi prendere metropolitana fino a stazione di Rho (20’)
via Auto: dall’autostrada di Torino uscire a Rho
dall’autostrada di Milano uscire a Como – Chiasso e poi c’è l’uscita per Rho

Il sito del Convegno è a 15 minuti di strada dalla stazione di Rho

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Da Roma_Italia (i link sotto riportati sono in formato .pdf ed in inglese)



Brussels, Budapest, Firenze, New York, 5 Maggio 2009:
Col pretesto di condurre un censimento per ragioni umanitarie, l’Italia sta costantemente violando i fondamentali diritti di Rom e Sinti tutelati dalla legislazione Europea. È quanto afferma il contenuto di due lettere inviate ieri alla Commissione Europea da parte di alcuni gruppi per la difesa dei diritti umani. In tali lettere, indirizzate ai Commissari Europei Spidla e Barrot, i gruppi European Roma Rights Centre, osservAzione e l’Open Society Institute richiedono che la Commissione avvii le procedure di infrazione in relazione alla mancata applicazione da parte dell’Italia della Direttiva Europea sull’Uguaglianza Razziale e la Direttiva Europea sulla Protezione dei Dati Personali.

Undici mesi dopo l’attuazione da parte del Governo Italiano della propria “Dichiarazione sullo stato d’emergenza riguardante gli insediamenti di comunità nomadi nei territori delle regioni di Campania, Lazio e Lombardia” ed i regolamenti a supporto di essa, il Governo ha concentrato la sua “risposta all’emergenza” nella schedatura coercitiva di Rom e Sinti in numerosi campi, fotografandoli e prendendo loro le impronte digitali, perquisendone le abitazioni senza un ordine del tribunale, in alcuni casi usando le informazioni raccolte per deportare chi non era in grado di dimostrare il proprio diritto a vivere in Italia.

Il Governo Italiano sostiene fermamente che non sia stato creato nessun database e che il censimento sia stato condotto nel rispetto di leggi e regolamenti nazionali ed internazionali riguardanti la protezione della privacy. Le organizzazioni firmatarie delle lettere hanno supportato le proprie richieste con un memorandum congiunto, nel quale si delinea nel dettaglio il processo di attuazione del censimento ed il modo in cui esso abbia violato i regolamenti, previsti dalla legislazione europea, tramite minacce, intimidazioni ed altre forme di coercizione, rilevanti mancanze per quanto concerne un’adeguata fornitura delle informazioni e il consenso informato, e la diffusa pratica di fotografare Rom e Sinti.

Nel commentare le reali ragioni dietro il censimento, le organizzazioni che hanno firmato le lettere sottolineano l’aumento negli interventi da parte delle Forze dell’Ordine e dei controlli sull’immigrazione, nonché la crescente minaccia di sgomberi forzati per molti Rom e Sinti.

Il testo completo del memorandum e delle lettere inviate ai Commissari Spidla e Barrot sono disponibili qui:

· Memorandum congiunto alla Commissione concernente le infrazioni dell’Italia
· Lettera al Commissario Spidla
· Lettera al Commissario Barrot

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
Sinan Gokcen, ERRC, sinan.gokcen@errc.org , +36.1.413.2200
Luis Montero, OSI, Luis.Montero@osf-eu.org , +44 7798737516
Piero Colacicchi, osservAzione, pierocolacicchi@tele2.it , +393.408.142.94

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Di Fabrizio (del 12/05/2009 @ 09:02:30, in Italia, visitato 1651 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

Mosaici Comunicazione e il cantiere sociale Decolliamo ORGANIZZANO:

La città sicura è una città che si-CURA
Riflessioni e proposte sulle periferie interculturali
Roma, via Alberini (Colli Aniene) 14-17 maggio 2009

Tra le mura del centro e le corsie del Grande Raccordo Anulare, c’è un deserto. Un deserto di valori e di relazioni. E’ una città di tutti e di nessuno, una città di identità che non si incontrano, una città senza parole, insicura.

Il deserto, appunto. Dove l’altro è un nemico, da picchiare o da derubare. Quartieri in cui si abita ma non si vive. Condomini in cui si ‘ciatta’ con il mondo ma non si conosce il vicino di casa.

Il deserto genera razzismo. Le aggressioni nei confronti di cittadini immigrati sono in aumento e spesso purtroppo gli autori rimangono impuniti. Il deserto genera anche paura. Un quartiere senza relazioni fa paura.

A Colli Aniene, in Quinto Municipio, per quattro giorni si parlerà di questo. Senza verità in tasca, ma con la necessità di trovare al più presto la CURA. Partendo dal confronto tra soggetti diversi e dalle potenzialità, dalle piccole oasi nel deserto. Dai luoghi abbandonati che possono trasformarsi e generare relazioni sociali, dialogo e convivenza.

PROGRAMMA

Giovedì 14 maggio ore 16.00:
inizio lavori, presentazione del seminario
‘VIVERE LE PERIFERIE, ABITARE LE RELAZIONI’
LA PERIFERIA ROMANA TRA PASSATO PRESENTE E FUTURO
-IL DESERTO OLTRE LE MURA

-moderatore Carlo Moccaldi
A.Medici (vicepres. V Municipio) Dialogo e convivenza nel V municipio,
A. Virgili conflitti e identità
S. Paoluzzi P. Bochicchio “Memoria delle periferie”
Rappresentante Comunità Rom Nedzib e Dragan “Colli Aniene: Vivere oltre il cavalcavia”
P. Vitale Comitato popolare per la lotta della casa “La situazione dell’emergenza abitativa nel V municipio”
F. Manujibeya (Mosaici) Razzismo e xenofobia nelle periferie romane
Osservatorio Razzismo “Casi di violenza in periferia”

Ore 18.00 presentazione mostra fotografica ‘l’Italia Accanto

-Banco informativo: “Io non ho paura”.

- Cena Sud Americana

Venerdì 15 maggio ore 16,30
OASI E MIRAGGI
-intervengono:
F. Manujebeya l’esperienza delle consulte”
Rappresentante comunità latino americana “L’accoglienza di Roma oggi”
Rappresentante comunità marocchina “L’esperienza della convivenza nell’emergenza abitativa”
T. Kuzik “Una piccola Kiev a Ponte Mammolo, l’aggregazione della comunità ucraina attraverso il mercato”
C. Moccaldi l’integrazione nel condominio

- Cena Araba

Sabato 16 maggio ore 16,30
INCONTRI PERIFERICI
PROIEZIONI, MUSICHE E SPETTACOLO

Gruppo percussioni Tor Sapienza Musica balcanica Alessandro menestrello vu’ Cumprà
Proiezione del documentario: “Colli Aniene: Percorsi di periferia

Domenica 17 maggio ore 16,30
LA CURA DELLA CITTA’ SICURA
LUOGHI, INCONTRI, RELAZIONI

ore 15,30
intervengono:
R. Mastrantonio (VII Municipio)
G. Rocca “Arte e integrazione”
L. Carocci, “progetto Mediazione sociale”
Sos Razzismo: “L’integrazione attraverso le banche del tempo”
C. Moccaldi “la convivenza possibile, la cura attraverso i luoghi di incontro”
A. Virgili “Le “Romano Pijats” laboratorio di dialogo interculturale”
Conclusione: A. Medici (V Municipio) “Punto della situazione e nuove prospettive. Da dove ripartiamo?”

Cena Rom

Ore 18.00 esposizione dell’artigianato Rom

Ore 20.00 musiche del mondo intorno al fuoco

IL PROGRAMMA AGGIORNATO è DISPONIBILE SUL SITO http://www.piazzavittorioweb.it/
Per info:----Silvia Paoluzzi 338 4283 726 Carlo Moccaldi 392 9959935

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Di Fabrizio (del 11/05/2009 @ 15:40:32, in musica e parole, visitato 1714 volte)

Ricevo da Marco Brazzoduro

Il 13 maggio (mercoledì) alle ore 17.30 nella sala Don Luigi Di Liegro Palazzo Valentini (Via Quattro Novembre, 119/A - Roma) MONI OVADIA presenta il libro "Speranza"

L'autore, Antun Blažević, in arte Tonizingaro, è nato nel 1961 a Sremska Mitrovica nella ex-Jugoslavia. Vive in Italia dal 1981, dove lavora, come mediatore culturale Rom, nelle scuole della capitale e presso l’Associazione Arci Solidarietà. Appassionato di teatro e di musica, cerca di svegliare le anime perdute, parlando, nei suoi spettacoli, dei diritti e dei doveri del popolo Rom.

Tristezza ironica, gioia di vivere, speranza: sono i fili conduttori che accompagneranno il lettore in questo viaggio. Racconti e poesie si alternano con vivace ritmicità e sono lì a testimoniare la quotidianità di questo popolo, i Rom, che può insegnare ciò che nel nostro mondo si è dimenticato: la verità semplice di chi non ha niente, la cui unica ricchezza sono le proprie tradizioni e la propria cultura. (Editrice UNI Service)

Hanno aderito: Massimiliano Smeriglio Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione); Gianluca Peciola Consigliere provinciale), Claudio Cecchini (Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia ) Paolo Ciani (Comunità San.Egidio), Marco Brazzoduro Professore della Sapienza) , Nazzareno Guarnieri Presidente della federazione Rom e Sinti), Graziano Halilovic Presidente della associazione Roma Onlus), Ulderico Daniele ( Il Tetto), Claudio Graziano e Roberto Ermanni (Arci Roma), Anna Maria Rivera .(antropologa)

Sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni comunali, provinciali e regionali

Moderatore: Valerio Tursi

La presentazione sarà accompagnata dalle musiche del gruppo Gipsy Balkan

Antun Blazevic
mediatore culturale Rom
tel:3201748101

http://theatrerom.blogspot.com/

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Di Fabrizio (del 11/05/2009 @ 09:22:43, in Regole, visitato 1467 volte)

Da La voix des Rroms (articolo precedente QUI)

Giovedì scorso 7 maggio 2009, la 17^ correttiva del Tribunale di Grande Istanza di Parigi ha reso nota la sua decisione riguardo la trasmissione "Delinquenza: la via dei Rom". Yves-Marie Laulan, intervenuto nella trasmissione, come pure Marc Tessier, ex proprietario di France Télévisions, sono stati condannati a pagare ammenda oltre ai danni e agli interessi. Le associazioni rrom, che avevano iniziato la procedura con un semplice reclamo al procuratore della Repubblica, si dicono soddisfatte a metà per la decisione.

Di certo non ci sono precedenti giudiziari: France Télévisions condannata per incitamento all'odio razziale, ed inoltre, grazie all'iniziativa di una serie di associazioni rrom che hanno avuto fiducia nella giustizia.

Ma, occorre incitare al genocidio per essere condannati? Perché i propositi di Yves-Marie Laulan, il solo intervenuto alla trasmissione ad essere stato condannato, più che un incitamento all'odio, corrispondono ad un incitamento al genocidio. Laulan aveva infatti affermato tra l'altro che "per agire bene", occorreva "sottrarre questi bambini" alle loro famiglie.

Inoltre, il fatto di parlare di "criminalità organizzata su base di clan o etnica", di "Dalton" che "sparano a tutto ciò che si muove", dire che "quella gente là è spaventosamente pericolosa" (Xavier Raufer) non è stato giudicato come incitamento all'odio razziale. Niente di più che stampare sullo schermo "Delinquenza: la via dei Rom" e sistematicamente riportare la discussione verso le reti mafiosi ed il pericolo dei Rrom, come ha fatto Yves Calvi.

Le associazioni rrom ritengono che si tratti di un primo segnale positivo per fare muro all'antiziganismo nei media, ma restano determinate a proseguire nelle loro azioni, compreso con la giustizia.

E' stato dedicato un sito internet alla trasmissione "Delinquenza: la via dei Rom", sul quale sarà pubblicata tra l'altro la decisione integrale del tribunale, quando sarà in nostro possesso.

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Di Fabrizio (del 11/05/2009 @ 09:13:05, in musica e parole, visitato 1163 volte)

Il 17 Maggio l'Alexian Group inaugura la prima edizione della Festa dei Popoli a Chieti
Domenica 17 maggio l'Alexian group si esibirà in concerto a Chieti presso la Villa Comunale a partire dalle ore 21.00

Il concerto si svolge nell’ambito della manifestazione " Festa Dei Popoli" organizzato Centro Interculturale Mondo Famiglia e la Banca del Tempo in collaborazione con l’Associazione Them Romano.

La prima edizione della Festa Dei Popoli vuole essere il momento culminante di un percorso condiviso con tutte le realtà che si occupano di immigrazione ed integrazione a Chieti. L'idea di una grande festa felicemente condivisa nasce dalla convinzione che l'incontro tra entità culturali differenti e la moltiplicazione degli sguardi , siano fonte preziosa per costruire una dimensione interculturale della città di Chieti e per la sensibilizzazione alla ricchezza che la scoperta e la valorizzazione della diversità e l'accoglienza dell'altro permettono di acquistare .

In occasione del concerto il gruppo presenterà in anteprima nazionale il nuovo Cd dal titolo “Me pase ko Murdevèle – Io ac-Canto a Dio” prodotto e distribuito a livello internazionale dalla Compagnia Nuove Indie. Il Cd contiene undici brani religiosi in cui si evidenzia la spiritualità delle diverse comunità Romanes che professano religioni diverse fra loro ma uniti dalla stessa cultura e dalla stessa filosofia di vita .

Il cd è presentato da Monsignor Carlo Ghidelli Arcivescovo di Lanciano-Ortona.

Il gruppo composto da Alexian Santino Spinelli (fisarmonica), Luciano Pannese (contrabasso), Andrea Castelfranato (chitarra), Gennaro Spinelli (percussioni), da anni ricerca e valorizza la cultura musicale romaní. Il concerto non é altro che un percorso musicale e canoro (in lingua romaní) attraverso gli stili musicali romanès, per un viaggio ideale attraverso l'intimità della storia e della cultura Romanì interpretata in maniera assolutamente originale.

Il leader del Gruppo Alexian Santino Spinelli, fisarmonicista e cantautore conosciuto a livello internazionale per le sue numerosissime attività culturali, ha già pubblicato cinque Compact Disc distribuiti a livello internazionale.

Per maggiori informazioni
http://www.alexian.it
tel 392 3577386
email giuliadirocco@fastwebnet.it

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Di Fabrizio (del 10/05/2009 @ 09:33:54, in musica e parole, visitato 1592 volte)

Da welove-music.net

Matar Muhammad (1939-1995) è stato un preminente esponente libanese del buzuk (bouzouki). Nato nella valle della Bekaa, in Libano, nel 1939 da una famiglia dom (la minoranza rom del Medio Oriente e del Libano), è forse il più famoso musicista levantino emerso da questa minoranza nel riconoscimento (anche se locale). Iniziò ad apprendere il buzuk (bouzouki) a 17 anni, tramite suo padre e suo fratello maggiore. Debuttò all'inizio degli anni '60 nei programmi arabi della BBC, e più tardi divenne famoso attraverso l'interpretazione di "Arduna ila al-abad" durante il Festival di Baalbek. Nonostante ciò, la sua principale fonte di sopravvivenza veniva dal suonare nei caffè e nelle feste a Beirut. Ci sono un sacco di aneddoti in Libano su Matar che accettava pressappoco quasi niente in cambio di suonare fino alla fine (come una bottiglia di whisky e una cena). In quel senso, appartiene ad un vasto gruppo di artisti libanesi che allo stesso modo si sostenevano nella seconda metà del XX secolo (sino alla guerra civile libanese, 1975-1990).

Matar Muhammad contrasse la poliomelite e fu conseguentemente affetto da una paralisi parziale che gli impedì di suonare il suo strumento nei suoi ultimi anni. Morì nel 1995. La sua storia è quella di un solista eccezionale ed improvvisatore immaginifico che tuttavia fu estremamente trascurato. [...]

Per ascoltare un esempio della sua musica

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