Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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\\ Mahalla : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 13/04/2006 @ 10:44:56, in media, visitato 1801 volte)
Una segnalazione da
Si è tenuto un mese fa il convegno:

Diamo voce alla Pace - I media siano strumenti di pace

Il dibattito, presentato da Danilo De Blasio, ha visto, tra gli altri, gli interventi di Francesco Anfossi, Caporedattore di Famiglia Cristiana, Gennaro Schettino, Direttore di Metropoli, inserto multi culturale de La Repubblica, Marina Ponti, Direttrice della Campagna O.N.U. per gli Obiettivi del Millennio, Farian Sabahi, Docente all'Università Bocconi di Milano e Siena e Loretta Napoleoni, economista, che ha curato diversi testi sul terrorismo, Irma Dioli, Assessora alla Pace della Provincia di Milano e di Giorgio Bezzecchi, in quel caso nel ruolo di mediatore culturale di origine rom.

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Di Fabrizio (del 13/04/2006 @ 09:46:20, in Europa, visitato 1508 volte)

Praga, 8. 4. 2006, 16:07 (CTK): Un gruppo di giovani Rom ha montato un banchetto all'esterno del centro commerciale Sterboholy, nel tentativo di illustrare la loro situazione e di controbattere i pregiudizi di quanti li considerano tutti ladri. I volontari al banco simulavano una perquisizione dei clienti che entravano al centro: "Vogliamo che la gente si renda conto cosa significa essere considerati ladri senza esserlo", questa la dichiarazione di Jarmila Balazova, presidente di Romea che ha collaborato all'iniziativa.

[...] Durante l'evento, tenutosi in occasione della Giornata Internazionale dei Rom, gli organizzatori distribuivano volantini con sopra scritto: "Immaginate di sentirvi ladri per tutta la vita. Pensate ai Rom senza pregiudizi."

La maggior parte dei passanti ha accettato il volantino e si è fermata a discutere con i volontari.

Romea negli ultimi giorni ha promosso diversi eventi per spingere la popolazione ad abbandonare le tradizionali ed inconcludenti opinioni sulla minoranza rom.

[...]

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Di Fabrizio (del 12/04/2006 @ 10:41:55, in casa, visitato 1530 volte)

Par Pierre DAUM / 6 aprile 2006 - Le Petit-Bard, a Montepellier, è una città-quartiere di 800 alloggi abitati quasi esclusivamente da immigrati del Maghreb e da alcuni gitani. Durante anni e forse decenni , gli agenti immobiliari hanno amministrato questa decina di blocchi organizzati in una sola comproprietà, utilizzando metodi fraudolenti: dilazione di lavori di mantenimento e di riparazione, prelievi eccessivi dagli abitanti, fatture false, realizzazione di lavori per società amiche, malversazione. Nel 2001, parallelamente al fallimento dell'ultimo "sindacato di gestione" ed alla nomina da parte del tribunale di un amministratore giudiziario, un reclamo è stato depositato da decine di abitanti contro gli ultimi tre amministratori.

Su incarico del giudice, un esperto si è incaricato delle analisi contabili sui documenti forniti dalle stesse agenzie. Dopo tre anni di ricerca, l'esperto ha concluso la sua relazione confermando l'esistenza di un "buono numero di anomalie e di attività fraudolente, alcune suscettibili di qualificazione penale". Il giudice istruttore ha allora aperto un'inchiesta sugli agenti immobiliari disonesti? Ha convocato un'udienza? Ha cercato di sapere se alcune somme deviate sono andate nella tasca dei messi in causa? Affatto. Si è accontentato di un'informativa di polizia.

Anche se conferma la maggior parte la maggior parte dei rilievi dell'esperto contabile, e che questi rapporti d'affari possono essere definiti abuso di fiducia, per il giudice trattasi di semplici difetti di gestione (e quindi senza rilevanza penale).

A fine dicembre 2005, dinanzi alla minaccia di chiusura dell'istruttoria condotta così timidamente, Stéphane Fernandez, avvocato di una quindicina di abitanti del Petit-Bard, ha richiesto un approfondimento dell'indagine. Rifiutato del giudice d'istruzione. L'avvocato, che ha fatto appello, deve essere ascoltato oggi dalla camera d'ufficio. "Se ricevessi un nuovo rifiuto," spiega Stéphane Fernandez, "è quasi certo che la causa beneficerà di non luogo a procedere." Una prospettiva bruciante per le famiglie del Petit-Bard. "Durante anni, truffatori conosciuti da tutti hanno rubato i magri risparmi di centinaia di lavoratori immigrati, approfittando della loro scarsa padronanza del francese e della loro difficoltà a difendere i loro diritti, e questa gente non dovrebbe essere proseguita? Sarebbe enorme!" insorge Abdenour Tataï, presidente dell'associazione Justice pour le Petit-Bard.

Tanto più che le conseguenze di queste frodi si fanno crudelmente sentire oggi: non soltanto la zona è rovinata, in mancanza di lavori effettuati con il denaro versato durante anni alla comproprietà (per il solo esercizio 1999-2001, almeno 160.000 euro sarebbero scomparsi), ma l'amministratore giudiziario esige carichi molto elevati per dare un colpo di spugna ai debiti lasciati dagli amministratori.

© Libération

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Di Fabrizio (del 12/04/2006 @ 10:23:18, in sport, visitato 1951 volte)

DECIMA EDIZIONE DEI MONDIALI ANTIRAZZISTI!
Grazie alla vostra partecipazione annuale, il supporto e il vostro entuasismo siamo arrivati alla decima edizione!!!
Festeggiamo insieme questo importante compleanno a Montecchio (RE) dal 12 al 16 luglio!
Troverete da adesso in poi sul sito www.mondialiantirazzisti.org tutte le informazioni necessarie come le regole per il torneo di calcetto, un programma sempre piú aggiornato e news rispetto le squadre iscritte al torneo. Speriamo di rivederci a Montecchio. Siete tutti invitati.
Per venire ai Mondiali Antirazzisti non è obbligatorio essere iscritti al torneo di calcetto o basket.

TORNEO DI CALCIO
Le iscrizioni al torneo si apriranno il 14 aprile sul sito www.mondialiantirazzisti
tramite un modulo di iscrizione.
Al torneo di calcetto potranno partecipare complessivamente 192 squadre femminili, maschili e miste.
Per promuovere una rappresentanza il più possibile internazionale ed evitare che le squadre di alcuni paesi, in primo luogo Italia e Germania, siano presenti in eccedenza, verranno favorite innanzitutto le iscrizioni di squadre miste, di comunità di migranti e di quelle provenienti da paesi dell’Est. Anche le squadre che da anni arricchiscono la festa e contribuiscono attivamente alla buona riuscita dei Mondiali saranno priveligiate alla iscrizione.
Ricordiamo a tutti che il torneo è non competitivo. Le regole sono consultabili sul sito.

TORNEO DI BASKET
Verrá nuovamente organizzato il torneo non competitivo di basket. Presto pubblicheremo sul sito dei mondiali le regole ed il numero di squadre che possono partecipare.
È possibile iscriversi mandando una mail a: teams@mondialiantirazzisti.org.
Sarà possibile anche l’iscrizione direttamente al Parco Enza.

Vi ricordiamo che i Mondiali Antirazzisti sono una festa non-commerciale!
La partecipazione ai tornei di calcio e basket, gli spettacoli ed i concerti sono gratuiti.
L’uso del campeggio e dei servizi igienici è gratuito.
Preghiamo comunque tutte le squadre di verificare se possono dare una quota d’iscrizione volontaria per l’autofinanziamento dei Mondiali Antirazzisti, versandola poi presso una della casse.
Essere non comercial … ha dei costi!

Per un mondo senza frontiere e senza discriminazioni!
Mondiali Antirazzisti

Progetto Ultrà und Istoreco
teams@mondialiantirazzisti.org
www.mondialiantirazzisti

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Di Fabrizio (del 11/04/2006 @ 10:50:30, in Regole, visitato 1950 volte)

di Adrian Marsh - Beyoglu, Istanbul: Nell'edizione del 5 aprile del giornale Hurriyet, appare questo commento riguardo al confronto tra i sostenitori del PKK curdo e i residenti Rom a Dolapdere (quartiere di Istambul ndr.): "Qualcuno potrebbe sminuirli [i Romilor]... ma loro sarebbero veri cittadini."

Si pone la questione: quali cittadini? La Repubblica Turca sino a pochi anni fa manteneva una legge sul diniego di cittadinanza, in base alla quale "i Çingenes" venivano parificati ad anarchici, spie ed indesiderabili (Atto di Residenza, 1934). Abrogato su pressione delle organizzazioni turche ed internazionali sui diritti dell'uomo, i media sono perplessi sull'inclusione sociale degli "esmer vatandaslari" o "cittadini dalla pelle bruna" (termine usati solo per i Rom, benché la Turchia sia piena di gente di ogni colore).

L'aperta dichiarazione di sostegno alla Repubblica, mostrato dalla marea di bandiere esposte ieri a Dolapdere, ha avuto il chiaro scopo di separare i Rom dalla comunità Curda locale, certamente più religiosa e conservatrice, nell'incastro di etnie e conflitti che animano la Turchia. Nell'ordine: "Siamo Turchi, Musulmani e Rom" per riassumere i discorsi fatti tante volte negli ultimi anni. L'insistenza con cui i Çingenes reclamano la loro complessa identità, è in aperto contrasto con le modalità delle altre minoranze nel chiedere un'identità separata (come parte della comunità Curda). Questo è confermato dall'orgoglio dei genitori nei confronti dei loro figli quando sono a militare, per esempio. A differenza della situazione di altri paesi, c'è un'identificazione attiva tra Rom e stato.

Sinora cos'ha offerto lo stato e la società in generale a queste richieste di cittadinanza? Lo ritroviamo nel commento iniziale: li si difende in maniera discriminatoria verso le altre etnie, li sis dipinge in maniera stereotipata come "buffa gente", senza preoccupazioni, querula e spendacciona. Oppure violenti, criminali e licenziosi. Una sorta di eterno bambino, che non ha il coraggio delle proprie azioni. E' un'immagine che appare frequentemente nei media popolari e nell'immagine pubblica. Prima degli eventi di Dolapdere, nessuno ti avrebbe messo in guardia sul quartiere come un covo di militanti curdi separatisti, ma piuttosto avrebbe avuto paura che gli "zingari" potessero rubare la borsa o il telefonino. E' successo anche a me, mentre camminavo attorno all'Università Bilgi (dove insegno, con un campus a Dolapdere e un altro a Kustepe, entrambe quartieri rom). Era un motociclista, che addirittura fermò il suo mezzo, tanto era profondo la sua voglia di avvisarmi. Poi è rimasto ancora più confuso di me, quando gli ho menzionato le mie origini rom.

Oggi abbiamo celebrato il nostro compromesso di residenti Rom e cittadini della Repubblica, cosa che può essere vista come un gradino verso il cambio d'attitudine verso i Rom [...]. I problemi rimangono i costi legati all'inclusione sociale, e la definizione di un percorso concomitante con le altre etnie escluse. E kla definizione di un modello di cittadinanza che si attagli ad un miglior futura per la nostra comunità in Turchia.

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Di Fabrizio (del 11/04/2006 @ 10:05:28, in musica e parole, visitato 2862 volte)

La Compagnia del Teatro Officina e gli Ospiti della Casa della Carità presentano

l' evento teatrale su memoria storica e intercultura

"VOCI DAI QUARTIERI DEL MONDO"

Regia di Massimo de Vita

con il Patrocinio della Provincia di Milano
- produzione Teatro Officina e Fondazione Casa della Carità -

con la partecipazione di Lella Costa
….e dopo una lunga notte sarà FESTA con l'Original Rom Big Band 
per affermare il valore della pace e della solidarietà

12 APRILE 2006 - ORE 20.30

AL TEATRO DAL VERME

Via San Giovanni Sul Muro (MM1 CAIROLI)

INGRESSO GRATUITO

Informazioni: 02.2553200
 

Un quartiere di una grande metropoli può ancora avere memoria della sua storia?
Sì che può. Non la troverà forse nei monumenti, e neppure nei libri di scuola: sta nascosta nella storia delle persone semplici, impregnata dei colori e degli odori che riempivano l'aria di certi giorni, depositata nei resti che la Storia ha lasciato dietro di sé (le aree industriali dismesse sono come grandi musei sempre aperti).
E chissà se la memoria degli Stranieri che ora abitano Milano ha qualche radice comune con la nostra memoria storica?
Questo spettacolo è fatto con le memorie degli anziani di Crescenzago e con quelle degli Ospiti Stranieri della Casa della Carità di Don Virginio Colmegna.
Le mette accanto e lascia che qualcosa accada nello spettatore.
Tocca allo spettatore cogliere i possibili legami e cercare di ricomporre un senso.
Tocca a noi cittadini - in fondo - lavorare per una città solidale e rispettosa delle diverse culture di provenienza.

 

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Di Fabrizio (del 11/04/2006 @ 00:35:54, in Italia, visitato 1376 volte)
Ma se al posto del direttore della Nexus, prendevano il + malmesso del campo + malmesso...
Secondo voi si notava la differenza?
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Di Fabrizio (del 10/04/2006 @ 11:33:48, in musica e parole, visitato 1682 volte)

Scrive Elisabetta Vivaldi: Il 7 Aprile, è stato presentato a Novi Sad un libro dedicato a Trifun Dimic (romologo 1956-2001). Il memoriale, realizzato anche grazie al contributo di Dragoljub Ackovic, vuole essere un omaggio ad un grande letterato rom contemporaneo.
Poeta, traduttore, scrittore ed esperto di folklore Trifun Dimic ha onorato e rappresentato la comunità rom con opere di grande consistenza. La sua morte inaspettata ha influito sul proseguimento di tanti altri progetti letterari rimasti, purtroppo, incompleti.
Consiglio agli interessati di Romologia di prestare attenzione a questo autore perchè merita davvero di essere ricordato.
(Le sue opere sono state pubblicate in romanès in serbo ed in lingua inglese)

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Di Fabrizio (del 10/04/2006 @ 09:20:06, in Italia, visitato 2114 volte)

Vigilia di scrutinio elettorale, dedicata a rimettere in ordine le (mie) idee. Chi sono gli "Zingari"?

  • per qualcuno sono un problema (in effetti...);

ma nell'immaginario collettivo

  • sono un gruppo di deviati o criminali;

oppure (come se fosse necessario individuare un'immagine speculare)

  • un insieme strano di ballerini, cavallerizzi e suonatori di talento.

Stabilito che non si nasce ladri o artisti, dagli ultimi due approcci non si tira un ragno fuori dal buco, se non il rafforzare un immaginario che non risolve i problemi esistenziali, ma li perpetua. Proviamo a stabilire un punto di partenza dai PROBLEMI: ad esempio, la prima volta che, mio malgrado, entrai in un campo, capii subito che era uno schifo e che le malattie (o gli incendi) non sono razziste: ci mettono niente a lasciare le baracche e giungere alle nostre case.

MANDARLI LONTANO DALLE NOSTRE CASE, non risolve il problema a nessuno. Nota Tommaso Vitale:

...Se si costruiscono delle case popolari, queste per legge devono possedere i requisiti di abitabilità. Si possono costruire degli obbrobrii che vengono criticati a lungo: è una questione di merito sulla qualità e l’opportunità dell’intervento pubblico ed attiene alla sfera del un giudizio politico sulla politica sociale. Nel caso dei campi per i Rom, però, il problema non è se un campo è bello o brutto, se è funzionale o meno, se è collocato nel luogo più opportuno o meno, se è una forma di intelligenza o di stupidità sociale. Il problema è se questi campi rispettano i criteri minimi di abitabilità: reti elettriche e fognarie....

A queste persone sono implicitamente attribuiti dei requisiti che sono propri degli animali, dei quali si prevede che di giorno agiscano grazie alla luce del sole e che di notte si orientino al buio, ed espletino le funzioni corporali all’aria aperta. Per questo gli animali non hanno bisogno della rete elettrica e fognaria. I requisiti di animalità sono attribuiti di fatto dal trattamento amministrativo che spesso subiscono i Rom. Certo, si può obiettare che quegli habitat siano stati costruiti così in emergenza, e che poi “i Rom si sarebbero arrangiati”: ma l’arrangiarsi non rientra nella legalità, e un’amministrazione non può programmare una modalità di risoluzione illegale. È un’obiezione insostenibile. Evidentemente, nei confronti dei Rom, scatta un’idea differenzialista per la quale essi manifestano esigenze tutte diverse dalle nostre, intendendo per nostre le esigenze della ‘comune umanità’...

Soluzioni che poggiano sull'IMMAGINARIO (buono o cattivo che sia). Eppure non si tratta di una presenza recente. La loro presenza in Italia è testimoniata dal 1422.

Esiste un problema culturale? Della loro lingua, delle espressioni artistiche, del sincretismo religioso, ne sappiamo pochissimo. Allora, quando va bene, è più comodo etichettarli come "artisti naturali incompresi".

Sì, ma che senso ha questa cultura, se non ha possibilità di esprimersi e di confrontarsi? Se rimane chiusa nei ghetti o nei campi? E' come parlare dei menestrelli medievali, con la differenza che i cavalieri antichi sono estinti, e qua ci riferiamo a un popolo che vive in mezzo a noi. Insomma, buoni o cattivi, sembra che l'importante sia percepirli come DIVERSI.

Diversi, lo siamo tutti, non vedo qua il problema. Il problema è quando la diversità è un alibi per vivere separatamente e senza confronto. Da questo tipo di diversità, non può che nascere una società malata, da un lato e pure dall'altro.

Mentre si continuano a tenere le distanze, i Rom e i Sinti (per natalità o per fuggire alle guerre e alle persecuzioni), sono diventati la minoranza etnica più vasta della Comunità Europea. 10/12 milioni (non lo sappiamo), più degli abitanti dell'Austria o del Belgio. E si affacciano nuove generazioni... - http://sivola.blog.tiscali.it/yf1926617/

La diversità: si parla di loro come se fossero un corpo unico, ma è la stessa storia che ha fatto nascere presenze varie e distanti: tra un Lom in Iran e un Sinto in Germania ci sono tanto similitudini che mondi di differenze.

Tendono a nascondersi: è parte della loro cultura, ma c'è tra loro il muratore, il giardiniere, la babysitter, magari li conoscete e vi hanno sempre nascosto la loro identità. Non sapete se vivono in un campo o in casa. Chiediamoci perché la maggior parte di loro nasconde la sua origine anche se non ha commesso nessun reato.

In realtà, la loro storia va paragonata alle tante minoranze, che in 1000 anni di storia europea si son trovati a scegliere tra assimilazione o sterminio. Apposta, ho usato la parola assimilazione, che è una parola brutta quasi come sterminio. Perché sono le alternative che l'Europa offre da quando ha coscienza di essere continente, diciamo dalle crociate. Faccio notare che in questi secoli ce ne sono di Rom che si sono assimilati, si sono annullati, e quindi non ha senso logico chiedere “quando saranno assimilabili”?

Sterminio e assimilazione non sono le condizioni più propizie al diffondersi di una cultura. Magari qualcuno conosce qualcosa di più, grazie a concerti o convegni che ALTRI organizzano al posto loro.

Conoscersi: in forme differenti, con buona parte di loro condividiamo (da più di 500 anni) un territorio, dove entrambe i popoli (Rom ed Italici) sono stati prima nomadi e poi hanno teso a sedentarizzarsi. Oggi tra Rom e Sinti il nomadismo è un fenomeno residuale, la maggior parte è diventata stanziale quando ho potuto, o è condannata al nomadismo dello sfrattato (cacciato dalla Romania, dalla ex Yugoslavia, dalle tante periferie).

Se manca la consapevolezza di un territorio dove poter stare, la cultura (i costumi, le tradizioni) saranno per il Rom il baluardo con cui difendersi, non il patrimonio da diffondere. La sua unica preoccupazione (comune oggi a buona parte di loro): il mettere assieme il pranzo con la cena.

Quindi la politica, lasci ai Rom e ai Sinti (se vorranno) lo spiegare le proprie usanze e sistema di valori, ma offra invece soluzioni per vivere e convivere (evito il termine INTEGRARSI che può essere equivocato)

In tempi più fortunati, non sarebbe stato uno scandalo chiedere aiuto per una fascia sfortunata della popolazione (si presume 150.000 Rom e Sinti in Italia). Ma oggi questa scelta (politica) si scontra con:

  • fallimenti precedenti;
  • scontento sociale delle altre fasce povere della popolazione (anche loro toccate dalla crisi), che non ci stanno a dividere una torta sempre più piccola.

Cosa chiedere: se alcune istanze (fine delle politiche discriminatorie, riconoscimento come minoranza) hanno valore di diritto universale, quindi spettano alla "politica alta", la convivenza e le scelte territoriali spettano alla politica locale.

Il programma che porto ad esempio (che, beninteso, non è automaticamente replicabile, è solo la sintesi di un lavoro non improvvisato) ha questi punti di forza:

  • nasce sai Rom stessi e dalla LORO conoscenza del territorio dove vivono da anni;
  • valorizza un patrimonio locale (il verde pubblico) sempre più raro e maltrattato da interessi privati;
  • valorizza professioni antiche della comunità e professioni nuove, quando il comune ha investito in corsi professionali senza curare la continuità;
  • il piano si concretizza in soluzioni abitative più rispettose della persona e delle tasche dei contribuenti;
  • prevede uno sviluppo di benessere comune a tutta la popolazione;
  • non ultimo, visto che le famiglie che l'hanno elaborato sono cittadini italiani e votano, hanno la forza di sostenere le loro decisioni e di spingere i politici a riflettere su questa forza che sinora non hanno mai valutato.

Tutto questo lo scrivo, prima di conoscere i risultati di queste nervose elezioni. E' un discorso che volevo rivolgere tanto a destra che a sinistra, quindi incrocio le dita e tengo per me le speranze sul risultato. Mi permetto una sola nota polemica: se il sistema maggioritario avrebbe dovuto assicurare più governabilità a questo paese, il rischio che si corre, questa campagna elettorale ne è stato l'esempio lampante, è di trasformare le elezioni in referendum. Purtroppo, un referendum infinito, che toglie ossigeno alla POLITICA vera:

  • fare del proprio paese/quartiere un posto vivibile;
  • trasmettere le esperienze e imparare dagli altri;
  • affrontare le proprie responsabilità senza dare la colpa ad altri.

Non vi mancano queste cose?

Taccuini elettorali precedenti

PS: lo so, che a molti il brano musicale scelto sembrerà un cavolo a merenda (e pure vecchio!). Dopo una campagna elettorale sfibrante come come un derby argentino, avevo voglia di un motivo meticcio e speranzoso.
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Di Fabrizio (del 10/04/2006 @ 01:53:51, in media, visitato 1719 volte)

Mamma mia! Neanche una settimana fa, dicevo che il Giornale stava togliendomi una delle mie poche certezze. Ma che per fortuna, almeno dedicava una misera pagina alla storia europea dei Rom e tre pagine alla volta per ogni loro malefatta.

Ieri altra escalation: ben 11 pagine di intervista a uno dei Rom + discussi in Italia. Curiosi??

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