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Francia
Di Fabrizio (del 12/04/2006 @ 10:41:55, in casa, visitato 1371 volte)

Par Pierre DAUM / 6 aprile 2006 - Le Petit-Bard, a Montepellier, è una città-quartiere di 800 alloggi abitati quasi esclusivamente da immigrati del Maghreb e da alcuni gitani. Durante anni e forse decenni , gli agenti immobiliari hanno amministrato questa decina di blocchi organizzati in una sola comproprietà, utilizzando metodi fraudolenti: dilazione di lavori di mantenimento e di riparazione, prelievi eccessivi dagli abitanti, fatture false, realizzazione di lavori per società amiche, malversazione. Nel 2001, parallelamente al fallimento dell'ultimo "sindacato di gestione" ed alla nomina da parte del tribunale di un amministratore giudiziario, un reclamo è stato depositato da decine di abitanti contro gli ultimi tre amministratori.

Su incarico del giudice, un esperto si è incaricato delle analisi contabili sui documenti forniti dalle stesse agenzie. Dopo tre anni di ricerca, l'esperto ha concluso la sua relazione confermando l'esistenza di un "buono numero di anomalie e di attività fraudolente, alcune suscettibili di qualificazione penale". Il giudice istruttore ha allora aperto un'inchiesta sugli agenti immobiliari disonesti? Ha convocato un'udienza? Ha cercato di sapere se alcune somme deviate sono andate nella tasca dei messi in causa? Affatto. Si è accontentato di un'informativa di polizia.

Anche se conferma la maggior parte la maggior parte dei rilievi dell'esperto contabile, e che questi rapporti d'affari possono essere definiti abuso di fiducia, per il giudice trattasi di semplici difetti di gestione (e quindi senza rilevanza penale).

A fine dicembre 2005, dinanzi alla minaccia di chiusura dell'istruttoria condotta così timidamente, Stéphane Fernandez, avvocato di una quindicina di abitanti del Petit-Bard, ha richiesto un approfondimento dell'indagine. Rifiutato del giudice d'istruzione. L'avvocato, che ha fatto appello, deve essere ascoltato oggi dalla camera d'ufficio. "Se ricevessi un nuovo rifiuto," spiega Stéphane Fernandez, "è quasi certo che la causa beneficerà di non luogo a procedere." Una prospettiva bruciante per le famiglie del Petit-Bard. "Durante anni, truffatori conosciuti da tutti hanno rubato i magri risparmi di centinaia di lavoratori immigrati, approfittando della loro scarsa padronanza del francese e della loro difficoltà a difendere i loro diritti, e questa gente non dovrebbe essere proseguita? Sarebbe enorme!" insorge Abdenour Tataï, presidente dell'associazione Justice pour le Petit-Bard.

Tanto più che le conseguenze di queste frodi si fanno crudelmente sentire oggi: non soltanto la zona è rovinata, in mancanza di lavori effettuati con il denaro versato durante anni alla comproprietà (per il solo esercizio 1999-2001, almeno 160.000 euro sarebbero scomparsi), ma l'amministratore giudiziario esige carichi molto elevati per dare un colpo di spugna ai debiti lasciati dagli amministratori.

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