Rom e Sinti da tutto il mondo

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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 29/03/2006 @ 10:34:12, in Kumpanija, visitato 3197 volte)
Ho trovato su questo blog, un articolo interessante sull'origine e lo sviluppo della metallurgia nell'Asia del Sud Est, sulle caste della classe dei fabbri e sul conseguente ruolo avuto dai Rom e dalle altre popolazioni arrivate in Europa nel Medio Evo, nello sviluppo della metallurgia europea prima della rivoluzione industriale.
PS l'articolo è in inglese, ma facilmente comprensibile
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Di Fabrizio (del 30/03/2006 @ 09:24:13, in blog, visitato 4258 volte)
E' un argomento che ogni tanto ritorna. Mi scrive Elisabetta:

Vorrei contribuire alla questione linguistica del termine Mahala. In primo luogo si ricorda che nel serbo-croato (dicitura old fashon si quello che oggi confluisce nelle lingue: serbo-croato e bosniaco (diviso a sua volta in bosniaco (croato), bosniacco (musulmano) e serbo di bosnia...non esistono le doppie, quindi non si può scrivere, a mio parere, Mahala con due LL. In turco, da cui provengono spesso molti termini invece è scritto con due LL.Il significato semantico è pressochè lo stesso, il lessema provieme quasi certamente dall'arabo.

Ecco un esempio di cosa è pubblicato nel DEANOVIĆ M., JERNEJ J.(1994) Hrvatsko-Talijanski Rječnik (Vocabolario Croato-Italiano), Školska Knjiga, Zagabria p.384 "gradska četvrt,  quartiere m. di città, rione, (ulica) via.
Attualmente mi trovo in Serbia (Belgrado) per motivi di ricerca/aggiornamento. Sembra che la parola "Mahala" non venga utilizzata, è infatti assente in uno tra i più popolari dizionari in commercio attualmente, Sjeran N.(12001) Novi standardni Recnik,Predrag & Nenad, Belgrado ... infine “Mahala” in lingua bosniaca (bosanski i bosniacki jesik) vuol dire “quartiere, circondario” secondo Isaković.
ISAKOVIĆ A.(1995) Rječnik Bosanskoga Jezika (Dizionario della Lingua Bosniaca), Bosanska Knjiga, Sarajevo, p.166

Spero di essermi resa utile com questo mio piccolo contributo specialistico.
Elisabetta Vivaldi
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Di Fabrizio (del 30/03/2006 @ 10:12:29, in scuola, visitato 2421 volte)
26 Marzo 2006

Nuova vita per i racconti a rischio discriminazione

By Charlene Sweeney

LA ricca cultura orale dei Viaggianti Scozzesi è diventata parte di un vasto progetto di ricerca, che vuole superare i secoli di discriminazione rivolti alla comunità.

Lo studio è durato tre anni, ed è stato condotto dall'Elphinstone Institute e dall'Università di Aberdeen, col finanziamento dell'Heritage Lottery Fund; è la prima iniziativa di questo genere nel Regno Unito.

Il progetto intende preservare e promuovere ballate, melodie e storie originarie della comunità dei Viaggianti Scozzesi, tramandate di generazione in generazione.

C'è il rischio reale che queste tradizioni vadano perse, perché gli stessi Viaggianti tendono a reprimere la propria cultura e nascondere la loro identità.

Viaggianti e Romanichals sono considerati un gruppo di minoranza etnica distinta dal Governo scozzese, ma - nonostante una esplicita richiesta del Parlamento nel 2001 - le due comunità non sono riconosciute nel Race Relations Act.

Stanley Robertson, Viaggiante che risiede ad Aberdeen, è convinto che questo progetto potrà contribuire a mantenere il patrimonio culturale.

"La lingua e la cultura hanno sofferto perché molti di noi dagli anni '50 non hanno più voluto essere associati ai Viaggianti" ci dice. "Volevano diventare Scaldies [non-Viaggianti] e togliersi un'etichetta che reputavano scomoda."

Crede che così i giovani saranno spinti al recupero delle loro radici. "Ci sono studenti che sono venuti nel mio ufficio a chiedermi, 'Sai dirmi perché mi sono state deliberatamente negate la mia lingua e la mia cultura?' La colpa è stata dei lor genitori, ma ora questi giovani vogliono conoscere meglio loro stessi."

"La gente non dovrebbe a priori chiudere la propria mente ai Viaggianti. Deve aprire gli occhi e non giudicarci secondo l'immagine che si è formata di noi."

Ian Russel, direttore dell'Elphinstone Institute e coordinatore della ricerca, ritiene che l'iniziativa contribuirà a riconoscere il contributo portato dai Viaggianti Scozzesi alla società. "E' gente eccezionale con centinaia di canzoni e ballate nella loro memoria. Sono molto importanti per la Scozia. Possiamo imparare molto da loro."

Stanno già emergendo i frutti di questa ricerca, che indaga sulla "diversità culturale"  che esiste tra i Viaggianti scozzesi. "Non si stanno limitando a guardare il passato [...] molti giovani Viaggianti stanno avvicinandosi ad internet e alle nuove tecnologie per diffondere le loro tradizioni sinora orali."

Alcune tra le centinaia di storie e canzoni riemerse durante la ricerca saranno incluse nel CD "Rum, Scum, Scoosh" edito dall'Elphinstone Institute, mentre altre saranno pubblicate sul sito web curato dal centro.

Ali Jarvis, direttore ad interim della Commissione sull'Uguaglianza Razziale in Scozia, così ha accolto il progetto: "La comunità Romanichal/Viaggiante è tra le più vilipese in Scozia. Hanno di fronte altissimi livelli di discriminazione, che si perpetuano attraverso gli stereotipi dei media. In Scozia nessuno dovrebbe nascondere la propria identità".

Un portavoce del Governo ha così concluso: "I Romanichals/Viaggianti sono un gruppo riconosciuto dalla nostra campagna Una Scozia Molte Culture" aggiungendo che la campagna verrà rilanciata anche durante l'anno in corso, con l'intervento di Viaggianti che illustreranno le discriminazioni a cui sono soggetti.

Rif: 11 settembre 2005

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Di Sucar Drom (del 30/03/2006 @ 10:47:05, in Italia, visitato 2369 volte)
Gentile Candidata/o,

come Lei sa le Minoranze Nazionali Sinte e Rom, denominate “zingari” e “nomadi” in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di discriminazione, emarginazione e segregazione.

Le discriminazioni sono estese a tutti i campi, dal pubblico al privato, pertanto l’emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Sinti e dei Rom si trasforma in discriminazione etnica.

In Italia le molteplici comunità rom e sinte, presenti in Italia da seicento anni, non sono ancora riconosciute come Minoranze Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questo status prevede.

Le politiche sociali rivolte alle popolazioni sinte e rom tendono apertamente all’inclusione sociale, all’integrazione, all’assimilazione.

Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale, riconoscendo le loro società, le loro culture e le loro lingue sinte e romanés.

L’Italia nega ai Sinti e ai Rom l’applicazione della Convenzione Quadro per le Minoranze Nazionali e nega la Carta Europea sulle Minoranze Etnico Linguistiche che tutela le lingue minoritarie.

I novantamila Sinti e Rom Italiani vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.

Inoltre, in Italia si costruiscono ancora i “campi nomadi”, luoghi di segregazione che concentrano gli individui contro la loro volontà.

La maggioranza dei Comuni ha emanato delle ordinanze di “divieto di sosta ai nomadi” che, in palese contrasto con il dettato costituzionale (articoli 3 e 16), negano il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale ai soli Cittadini Italiani riconosciuti come “nomadi”, “zingari” o “girovaghi”.

In questa situazione drammatica i Rom provenienti da Bosnia, Confederazione Yugoslava, Croazia, Bulgaria, Romania, Polonia, Ungheria subiscono oltremodo politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere scappano dai loro paesi d’origine per i conflitti etnici e le guerre civili e l’Italia nega loro i più elementari diritti.

Segregati nei “campi nomadi” delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senz’acqua, luce e servizi igienici, costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.

La situazione è talmente grave che anche la Chiesa Cattolica è “scesa in campo” pochi settimane fa, come avrà letto, denunciando il razzismo e la xenofobia di cui sono bersaglio queste popolazioni.

Ancora oggi in Italia non è riconosciuto il Porrajmos, la persecuzione razziale subita dai Sinti e dai Rom durante il fascismo e il nazismo che ha portato allo sterminio della metà dei Sinti e dei Rom in Europa.

Chiediamo che ai Sinti e ai Rom Italiani sia riconosciuto lo status di Minoranze Nazionali e che siano considerati protagonisti nelle scelte politiche e sociali del loro Paese. Chiediamo siano attuate e favorite politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

Inoltre, chiediamo che siano attuate politiche di accoglienza a favore dei Rom Europei, presenti attualmente in Italia e si concerti una politica europea capace di rimuovere le cause che provocano la loro immigrazione nel nostro Paese.

Per queste ragioni chiediamo il Suo impegno, nella prossima legislatura, per promuovere leggi che facciano proprie le disposizioni della Raccomandazione n.1557/2002 del Consiglio d’Europa.

Istituto di Cultura Sinta - Associazione Sucar Drom - Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova

Rif:
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Di Fabrizio (del 31/03/2006 @ 10:04:31, in blog, visitato 2426 volte)

Settimana convulsa, con il blog che va e viene. Avevo bisogno di qualche buona notizia e Aleksandra, dopo aver traghettato i suoi lettori tra guerre, ospedali e discariche, dove il passato si somma all'oggi, finalmente ha una notizia che vi riporto integralmente:

FATIMA...

Anche se la cicatrice è ancora evidente, Fatima è guarita ed è tornata alla vita di sempre, ma ora ha tanti nuovi amici: i bambini dell'asilo. Il tempo qui è migliorato, presto potremo iniziare i lavori al tetto della baracca.
Ringraziamo tutti coloro che con il loro aiuto ci hanno permesso di migliorare le condizioni di questa famiglia e di curare Fatima; in particolare, la Comunità di S. Egidio di Roma tramite la Sig.ra Elena Sibani, I professori e gli studenti del Corso di Laurea in Scienze per la Pace dell'Università degli Studi di Pisa, Padre Agostino Rota Martir, Giovanni Rota Martir, Gabriella Negrini e tutti coloro che hanno contribuito a diffondere il nostro appello.

Tutto il resto (foto, notizie, ricordi e riflessioni) lo trovate sulla "prima linea" di Prokuplje (per i Per i Diritti Umani, lo Sviluppo e la Pace, è bene ricordarlo)

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Di Fabrizio (del 31/03/2006 @ 10:25:21, in Italia, visitato 2493 volte)

Per chi s'è perso le lezioni di giornalismo di Tikla (agosto scorso), ecco un nuovo redattore:

Vi ricordate di Xavier, il nipote di zio Kalderosh?
Bravo ragazzo, ma non sa rubare, non ha mai avuto un lavoro e non brilla certo per intelligenza, ha il curriculum perfetto per diventare giornalista.
In questi giorni è a Roma per fare un po' di pratica. Ci scrive:

Ciao zio e ciao Kumpanja tutta!

Ho fatto tutto come mi avete detto, e adesso lavoro come addetto stampa per la campagna elettorale. Qua però ci sono due schieramenti, e non mi ricordavo bene chi mi avevate indicato, così ho scelto quello di destra (a leggere la cronaca giudiziaria, questi ci sanno fare di computer).

Vi parlerò della persona che in questi giorni è diventato il mio idolo: si chiama Gianni Alemanno. E' un fiero difensore delle nostre più antiche tradizioni: "cacciare i nomadi fuori dalla realtà metropolitana: se sono nomadi vengono e se ne vanno", sottolinea Alemanno, "non rimangono qui vent'anni". (19/3/06) e dopo aver detto così, potrebbe persino diventare sindaco. Credo che mi piacerebbe lavorare come sindaco...

Senti senti zio, cosa ho scoperto: Gianni Alemanno nasce a Bari nel 1958 ma già nel 1970 lascia la Puglia natia e arriva a Roma. Ha solo12 anni, così mi pare, ma già allora capisce che la politica ha bisogno di lui. Roma, negli anni '70 era una città difficile e Gianni si appoggia ad una banda originaria della città, dove i giovani più ricchi di iniziative sono Teodoro Bontempo e Francesco Storace. La banda si fa rispettare: quanto a teste spaccate non è seconda a nessuno, neanche ai nostri parenti a Roma arrivati sempre in quel periodo. Ci tengono alla reputazione: se (dicono) noi ci specializziamo nel riciclo delle autoradio, si dice che alcuni elementi della loro banda abbia pericolose vicinanze con quelli della Magliana. Insomma, gente che ci capisce.

Alemanno, basta guardarlo in faccia, si tiene lontano dalla violenza spicciola: un po' di giornalismo, la laurea in ingegneria, la politica, insomma, fa di tutto per non lavorare e ci riesce pure bene. Le teste calde vanno e vengono, qualcuno come Storace si ricicla dalle parti della TV, poi in regione, poi alla sanità, anche Alemanno, più discreto, è uno che non lo schiodi e anche se in posizioni di secondo piano riemerge sempre. Altro che vent'anni!

E Roma? Cambiano i sindaci, la città cambia molto più lentamente. Nella capitale è arrivato Veltroni il buono: quello che da giovane faceva il giovane comunista e da vecchio il giovane americano. Veltroni il buono incappa, come tutti, nei Rom. Parla di lavoro e solidarietà, ma sui campi fa un po' di confusione: i Rom li prende da una parte e li sposta dall'altra, come se giocasse a dama.

La periferia di Roma, se possibile, è ancora più dura di quando arrivò Alemanno. Rom ed estremismo di destra. Alemanno spera di guardarla dall'alto, lasciandola ad una banda sola, la sua, che non se va. I Rom, lontano dalla città: Tivoli e Vetralla sono avvertite!

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Di Daniele (del 01/04/2006 @ 09:59:21, in musica e parole, visitato 1619 volte)
(28/03/2006) - Un libro di Sandro Costarelli , Rose Marie Callà e Sandra Talone dal titolo “ Incontro con gli Zingari – Introduzione alla conoscenza dei Rom” edito da ISCOS Marche. L’opera sarà presentata nel pomeriggio di venerdi’ 21 aprile presso la sala consiliare al Castello di Falconara in occasione del convegno dal titolo “Noi e i Rom “ organizzato dagli Assessorati all’Immigrazione e alle Politiche Sociali del Comune e dall’Osservatorio Sociale del Centro “ Più “ di via Roma,2 in collaborazione con ISCOS Marche Onlus. La pubblicazione aiuta innanzitutto a comprendere contrapponendo le verità storiche assodate alle dicerie comuni non supportate da documenti e da tesi sostenibili in termini scientifici. Si parla del mondo dei Rom, un orizzonte plurale di esistenze, di storie, di esodi. Gli zingari pur nelle varie differenze etno – antropologiche hanno un “ quid” che li accomuna . Principi ed idealità consolidatisi nei tempi, ma che permeano l’essere zingaro. A cominciare dalla libertà che caratterizza la filosofia di questo popolo che per secoli ha fatto dei flussi migratori, una regola di vita. Giunti dall’India in Europa nel Quattrocento, i flussi migratori proseguirono poi verso Asia , Africa, Americhe ed Oceania. Il senso di libertà a cui accennavamo si è tradotto per anni nel nomadismo quale scelta di vita. Il concetto patriarcale di famiglia i poteri degli anziani e il loro ruolo fondamentale all’interno dei nuclei familiari, l’essere uomo in contrapposizione all’essere donna nella divisione dei ruoli e nella gestione della famiglia e dell’economia, rappresentano gli altri tasselli che caratterizzano gli zingari nella loro totalità. Dopo una panoramica generale sull’universo zingaro, il testo analizza altre tematiche connesse scendendo di più nello specifico. L’introduzione generale alla cultura degli zingari funziona da “ apripista” per la trattazione di altre tematiche quali : “zingari ed educazione” , “ zingari e scolarizzazione” , “ zingari e sanità”,le condizioni di vita dei minori”. A queste tematiche, ne vanno aggiunte altre importanti per accrescere la conoscenza di un universo attorno al quale certi luoghi comuni hanno in certi casi “ fatto pessima letteratura” dando visioni distorte della realtà. Ci riferiamo alla religione, al lavoro , all’economia e a tutto ciò che costituisce rituali, valori e credenze.

La presentazione del libro è prevista all’interno di un convegno anch’esso organizzato dagli Assessorati alle Politiche Sociali e all’Immigrazione di Falconara e dall’Osservatorio Sociale del Centro “ Più” di via Roma,2 Il convegno, pur prevedendo la partecipazione di illustri relatori, non sarà solo un momento di incontro per addetti ai lavori, ma considerando che a Falconara l’universo Rom costituisce una realtà fortemente cristallizzata nel tessuto sociale cittadino, si tratterà anche di un appuntamento per incontrarsi e scambiarsi esperienze nell’ottica di una volontà di crescita all’interno di un processo di integrazione e di condivisione. Nel corso del convegno oltre al libro, saranno illustrati da parte dell’Osservatorio Sociale del Centro “ Più”alcuni dati relativi all’indagine conoscitiva sulla presenza dei Rom a Falconara. Previsti inoltre numerosi interventi da parte di qualificati relatori che affronteranno le maggiori tematiche legate alla sedentarizzazione dei cittadini Rom nella realtà territoriale locale.

In serata al termine del convegno al Palaliuti di Castelferretti è in programma il concerto dell’Alexian Group di Santino Spinelli.

“ Uno degli obiettivi principali del convegno – spiega l’Assessore all’Immigrazione Susanna Cimarelli – è l’integrazione che passa attraverso la conoscenza. A Falconara la situazione dei minori Rom sta cambiando. Il numero di minori che frequenta la scuola è sempre crescente e sta diminuendo il tasso degli abbandoni scolastici precoci. Anche il processo di emancipazione delle donne Rom nel nostro territorio, è in una fase avanzata. Numerose sono le donne entrate nelle cooperative sociali e che accettano qualunque lavoro pur di contribuire fattivamente ad aumentare il bilancio familiare. Una situazione dinamica in costante movimento proiettata verso l’integrazione e la condivisione di esperienze di maturazione e di crescita comuni”.
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Di Fabrizio (del 01/04/2006 @ 22:13:32, in blog, visitato 1872 volte)

Questa settimana sono passato dalla versione DBlog 2.0 provvisoria a quella definitiva.

Non so cosa sia successo, ma non funzionano più i commenti. O meglio, qualsiasi cosa scriviate, apparirà solo il vostro nick e l'orario del commento, ma il testo però sarà VUOTO. : - (

Non ho ancora capito da cosa dipenda... nel frattempo se avete dei commenti da lasciare, scrivetemeli in email, indicando anche il post a cui si riferisce e se lo volete rendere pubblico agli altri lettori, così lo aggiungerò in fondo al post (o in ogni caso, lo leggerò).

Come si dice: mi scuso per il disagio, le trasmissioni riprenderanno regolarmente appena possibile.

DISCLAIMER: quanto segue non è un pesce d'aprile

Qualche progresso nella campagna elettorale che sto seguendo assieme alle famiglie del campo comunale di via Idro 62. Abbiamo il candidato nelle liste del Consiglio di Zona, si presenta con i DS. Forse non è il partito che sarebbe piaciuto a tutti, ma da qualche parte si doveva cadere.

Invece il programma è stato presentato a tutte le associazioni di zona e ai partiti dell'Unione, presente il candidato sindaco. Scrivevo le volte scorse: un programma OPEN SOURCE pensato per le esigenze di tutti, non solo dei Rom perché,come si dice al campo: "Siamo stufi di chiedere la carità, e tutti devono avere la possibilità di star meglio, se c'è un interesse comune."

Una cosa difficile era individuare un rappresentante del campo che potesse rappresentare tutte le famiglie. Alla fine si è imposto un compromesso: un "ORIUNDO" che però conosce e frequenta le famiglie da oltre 16 anni, e che conosce bene anche la realtà politica-associativa della zona. Inoltre... è uno storico redattore della Mahalla. Per lui vale lo stesso discorso della lista: bisogna sapersi accontentare.

Per il momento, il campo è unito sul programma, e stanno succedendo altre strane cose... per la prima volta si è fatto vivo un rappresentante di AN a parlare con le famiglie e guardare con i propri occhi le condizioni di vita.

Che altro? Ci sono momenti belli: come quando quelli che sono senza certificato elettorale vanno per la prima volta a richiederlo all'anagrafe. Altri meno belli: come quando agli appuntamenti con le liste e le associazioni, mi ritrovo costantemente da solo, perché dal campo se ne sono dimenticati...

Ormai, siamo in ballo, tutti alla loro maniera. E già si presentano i prossimi scogli: discuterne a livello provinciale e riuscire a promuovere un tavolo di discussione

  • tra i sindaci dei comuni coinvolti;
  • e un altro tra i gruppi rom e sinti che vivono nell'area;

nonostante le apparenze, sono entrambe difficili alla stessa maniera: a parole si dovrebbe collaborare, ma nel pratico mettersi assieme a discutere tra chi ha la stessa fascia tricolore o tra chi vive le medesime difficoltà, è possibile solo superando le piccole gelosie, i particolarismi, le paure e le pigrizie. Se sindaci e rom sapessero di essere così simili e prevedibili!

Il vostro redattore/candidato/traduttore vi saluta e si scusa se in questi periodi ha troppe cose da fare e seguire

PS: se qualcuno ha bisogno, da due giorni ho una quindicina di GMAIL a disposizione

ALTRE COSE DA SAPERE:

Il programma:

I vostri soldi

Taccuini elettorali

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Di Fabrizio (del 02/04/2006 @ 09:03:00, in Europa, visitato 1467 volte)


E' uscito l'aggiornamento di marzo 2006 di PICUM.org con le notizie e l'evoluzione politica riguardanti i diritti sociali fondamentali degli immigranti non documentati in Europa. Disponibile nel formato Word nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, olandese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.

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Di Fabrizio (del 03/04/2006 @ 03:20:07, in Regole, visitato 1478 volte)

Da Saimir Mile, per l’associazione Aver(1), Centro di ricerca e d’azione contro tutte le forme di razzismo.

Il presunto mistero dei Rroms

I Rroms(2) comunitaristi? [Cioè referenti a loro stessi e al loro sistema di valori] Ecco una questione che vale per tutti, profani come esperti sui Rroms. Precisiamo innnanzitutto che "Rrom" è utilizzato qui nel senso largo del termine ed include tanto Rroms, in senso stretto, che Sinti (chiamati Manouches) e Kalé (Gitans). L’insieme di questi gruppi condivide una stessa origine indiana e, in gradi variati, in funzione della loro storia specifica, gli stessi riferimenti linguistici, culturali e storici. Tutta una serie di persone dai profili diversi, da alcuni sociologi all’agricoltore passando per giornalisti o lavoratori sociali, si soddisfa a mettere in evidenza il preteso "mistero" di questo popolo. Male conosciuti, i Rroms lo sono, il che fa supporre la loro chiusura su se stessi, che, a sua volta, fa supporre il loro comunitarismo.

Ma l'ignoranza su questo popolo non nasce dalla sua presunta chiusura, ma soprattutto alla mancanza d’interazione con gli altri, che credono di sapere già tutto. E quindi, occorre dirlo, ciò è funzionale sistema a diverse persone nel preservare gelosamente "il mistero " su questa gente sconosciuta... La scelta è molto ampia, da Lorca o Hugo sino alle società di consulenza in sicurezza, passando per ogni specie di "specialisti " in scienze sociali. Certamente, né gli interessi né i contesti sono gli stessi, tra la descrizione degli occhi di brace di Esmeralda, il negoziato dei contratti di vendita di materiale di sicurezza o quello della pubblicazione d’un best-seller che si dice "d'indagine sugli zingari", non è che un festival di stereotipi. Il risultato è sempre lo stesso: il Rrom è relegato allo stato di oggetto trascurato e spesso pericoloso. Ecco il risultato del modo di fare paura - pardon, di fare politica al giorno d'oggi.

E, tra le altri paure, quella del comunitarismo. Non è tra le qualità più redditizie, oggi come oggi. Anche se il timore dello zingaro "che vive di rapine" e che gira in Mercedes rende quella del zingaro comunitarista caduca, ridicola anche quando sembrerebbe profittevole. Al massimo quest'ultima [paura] nutrirebbe la prima. Ovviamente, investendo la totalità della "gens du voyage". Che si parli del nostro gruppo, o dei "musulmani della Francia "... In un caso come nell'altro, ci si spinge e poi si precipita verso il comunitarismo, più o meno coscientemente e più o meno volontariamente. Si negano identità culturali autentiche socialmente benefiche e si forzano gli interessati in scatole identitarie non pertinenti per loro e pericolose per l’insieme della società . Queste etichette sono altrettante bombe a scoppio ritardato, mentre si prende a pretesto il rifiuto del comunitarismo per mantenere questa classificazione. Sì, il comunitarismo fa timore, ma ci si chiede ci realmente cosa lo causa e come si potrebbe rallentarlo?

Possiamo chiedercelo, in assenza di ogni finalità politica - a parte quella di una società armoniosa nella sua diversità ed in vista di sradicare la peste della ghettizzazione. Questo non avverrà certamente negando l’identità culturale e linguistica delle varie componenti della nazione francese . Al contrario. Né l’identità marocchina o algerina, né la rrom sono incompatibili con la coesione della nazione, a condizione di riconoscere in loro cosa hanno di pertinente: una storia, una lingua, un sistema di valori. Sono, precisamente, questi elementi che compongono la diversità della società francese - generalmente considerata come la sua ricchezza - in questa quello di più sano, e non qualche religione o modo di vita, reali o supposti. Un riconoscimento di queste identità cancellerebbe le frustrazioni del loro peso, sommato a quello dell'abbandono a scapito di "marchi depositati " da altri per conto loro. Sono queste frustrazioni, sornionamente mantenute, che accelerano la scoppio della bomba della società multietnica

(1) Aver significa "altro" o "differentemente".
(2) Rrom ed il suo plurale Rroms, conformemente alle norme linguistiche, scritto nell'ortografia d’origine (congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa).

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