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Francia
Di Fabrizio (del 03/04/2006 @ 03:20:07, in Regole, visitato 1508 volte)

Da Saimir Mile, per l’associazione Aver(1), Centro di ricerca e d’azione contro tutte le forme di razzismo.

Il presunto mistero dei Rroms

I Rroms(2) comunitaristi? [Cioè referenti a loro stessi e al loro sistema di valori] Ecco una questione che vale per tutti, profani come esperti sui Rroms. Precisiamo innnanzitutto che "Rrom" è utilizzato qui nel senso largo del termine ed include tanto Rroms, in senso stretto, che Sinti (chiamati Manouches) e Kalé (Gitans). L’insieme di questi gruppi condivide una stessa origine indiana e, in gradi variati, in funzione della loro storia specifica, gli stessi riferimenti linguistici, culturali e storici. Tutta una serie di persone dai profili diversi, da alcuni sociologi all’agricoltore passando per giornalisti o lavoratori sociali, si soddisfa a mettere in evidenza il preteso "mistero" di questo popolo. Male conosciuti, i Rroms lo sono, il che fa supporre la loro chiusura su se stessi, che, a sua volta, fa supporre il loro comunitarismo.

Ma l'ignoranza su questo popolo non nasce dalla sua presunta chiusura, ma soprattutto alla mancanza d’interazione con gli altri, che credono di sapere già tutto. E quindi, occorre dirlo, ciò è funzionale sistema a diverse persone nel preservare gelosamente "il mistero " su questa gente sconosciuta... La scelta è molto ampia, da Lorca o Hugo sino alle società di consulenza in sicurezza, passando per ogni specie di "specialisti " in scienze sociali. Certamente, né gli interessi né i contesti sono gli stessi, tra la descrizione degli occhi di brace di Esmeralda, il negoziato dei contratti di vendita di materiale di sicurezza o quello della pubblicazione d’un best-seller che si dice "d'indagine sugli zingari", non è che un festival di stereotipi. Il risultato è sempre lo stesso: il Rrom è relegato allo stato di oggetto trascurato e spesso pericoloso. Ecco il risultato del modo di fare paura - pardon, di fare politica al giorno d'oggi.

E, tra le altri paure, quella del comunitarismo. Non è tra le qualità più redditizie, oggi come oggi. Anche se il timore dello zingaro "che vive di rapine" e che gira in Mercedes rende quella del zingaro comunitarista caduca, ridicola anche quando sembrerebbe profittevole. Al massimo quest'ultima [paura] nutrirebbe la prima. Ovviamente, investendo la totalità della "gens du voyage". Che si parli del nostro gruppo, o dei "musulmani della Francia "... In un caso come nell'altro, ci si spinge e poi si precipita verso il comunitarismo, più o meno coscientemente e più o meno volontariamente. Si negano identità culturali autentiche socialmente benefiche e si forzano gli interessati in scatole identitarie non pertinenti per loro e pericolose per l’insieme della società . Queste etichette sono altrettante bombe a scoppio ritardato, mentre si prende a pretesto il rifiuto del comunitarismo per mantenere questa classificazione. Sì, il comunitarismo fa timore, ma ci si chiede ci realmente cosa lo causa e come si potrebbe rallentarlo?

Possiamo chiedercelo, in assenza di ogni finalità politica - a parte quella di una società armoniosa nella sua diversità ed in vista di sradicare la peste della ghettizzazione. Questo non avverrà certamente negando l’identità culturale e linguistica delle varie componenti della nazione francese . Al contrario. Né l’identità marocchina o algerina, né la rrom sono incompatibili con la coesione della nazione, a condizione di riconoscere in loro cosa hanno di pertinente: una storia, una lingua, un sistema di valori. Sono, precisamente, questi elementi che compongono la diversità della società francese - generalmente considerata come la sua ricchezza - in questa quello di più sano, e non qualche religione o modo di vita, reali o supposti. Un riconoscimento di queste identità cancellerebbe le frustrazioni del loro peso, sommato a quello dell'abbandono a scapito di "marchi depositati " da altri per conto loro. Sono queste frustrazioni, sornionamente mantenute, che accelerano la scoppio della bomba della società multietnica

(1) Aver significa "altro" o "differentemente".
(2) Rrom ed il suo plurale Rroms, conformemente alle norme linguistiche, scritto nell'ortografia d’origine (congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa).