Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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La redazione
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 07/11/2012 @ 09:08:15, in musica e parole, visitato 977 volte)

Trovata lunedì mattina nella posta. Per ascoltarla in italiano ed in lingua originale QUI

Lei stava appoggiata
al muro vicino
all'Hotel Tevere con in mano
un bicchiere di plastica
quando iniziò a piovere.
Ho cercato una moneta, le sono
andato vicino
e l'ho fatta cadere nel bicchiere.
Cadde sul fondo
di un'aranciata.
Sono arrossito, ho guardato
i suoi occhi devastati e la pelle
e i capelli diventati prematuramente
grigi, e ho detto che
mi dispiaceva, che avevo pensato
avesse bisogno di soldi.
"Ne ho bisogno", rispose
e sorrise "Stavo
solo bevendo
qualcosa".
E restammo così
a ridere assieme
mentre guardavamo le gocce di pioggia cadere
sul lago d'arancia
sopra la moneta che affondava.

Traduzione: Bruno Gullì

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Di Fabrizio (del 06/11/2012 @ 09:03:37, in Regole, visitato 929 volte)

Da Roma_und_Sinti
Ricordate? Mahalla 12 aprile 2012

Rivista svizzera censurata per la copertina sul ragazzo rom

GINEVRA 30 ottobre, 2012 (AP) Il Garante svizzero sulla stampa ha accolto la denuncia contro una rivista che ha usato l'immagine di un ragazzo rom che impugnava un'arma, per illustrare una storia su presunte minacce da parte di bande zingare.

Martedì il Consiglio della Stampa Svizzero ha detto che la rivista zurighese Weltwoche è colpevole di "distorsione" e "discriminazione" per aver pubblicato l'immagine sopra il titolo "Arrivano i rom: razzie in Svizzera".

La foto, scattata nel 2008 dal fotografo italiano Livio Mancini, raffigurava in realtà un bambino che giocava con una pistola giocattolo in una discarica in Kosovo.

I gruppi europei di Rom e Sinti avevano accusato la copertina di infiammare i pregiudizi contro i due gruppi etnici, [...].

La decisione del Garante non avrà conseguenze al di là della censura pubblica. La rivista non ha risposto alle richieste di un commento in proposito.

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Di Fabrizio (del 05/11/2012 @ 09:02:55, in media, visitato 1491 volte)

Rassegna stampa

Come sempre, nelle rassegne stampa rischia di finirci di tutto, e la logica dello scritto apparirà (forse) solo al termine. Portate pazienza.

L'Osservatorio 21 luglio (nato da poco e quindi attivissimo in fase di lancio) lo scorso 1 novembre ha segnalato alle autorità competenti il blog (non il sito, vedremo in seguito la differenza) Via i Rom – cacciamo gli zingari dall'Italia!

Sono andato a leggermi di cosa scriva quel blog. Prima dei contenuti, un'occhiata alla grafica: pagina scura ma con diverse sfumature di colore, caratteri semplici e leggibili. Insomma, niente che ad uno primo sguardo possa ricondurre ad un sito di estrema destra o razzialmente caratterizzato. La stessa impronta viene mantenuta nell'introduzione, dove una storia commovente caratterizza meglio l'intento del blog. La riporto integralmente:

    Questo sito nasce nel 2007 quando un gruppo di zingari rom massacrò mio padre per derubarlo di soli 30 € contanti, un cellulare dal valore di 20 € ed un braccialetto d'oro. Ancora ricordo quel giorno come se fosse oggi. Chiamò l'ospedale a casa avvertendo mia madre di ciò che era accaduto e delle gravi condizioni in cui versava mio padre. Ci precipitammo immediatamente al nosocomio. Quando arrivammo vidi quel corpo tumefatto, il viso irriconoscibile, lo zigomo rotto, un occhio rientrato e tanto sangue. Ore di agonia, di sofferenza, di dolore. Mio padre non ce la fece. Morì e quei delinquenti non furono mai presi. Intanto la mia famiglia era distrutta. Dovetti crescere senza un padre, senza il suo affetto, senza il suo conforto, senza il suo dialogo, senza il suo sorriso, senza i suoi consigli, senza niente. Quei delinquenti oltre che uccidere materialmente mio padre, uccisero dentro anche me, la mia anima, il mio spirito, il mio io. Il sito nasce inizialmente per sfogare la mia rabbia, il mio dolore, la sofferenza alimentata ulteriormente dal fatto che a quel brutale gesto non era seguita quella che si definisce “giustizia”. Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi.

Ricordatevi: questa è l'introduzione, cioè il ponte che dall'anonimato di un sito porta al suo svilupparsi. Storia commovente, dicevo, che occupa con vari particolari, tra il lacrimevole e lo splatter, quasi tutta l'esposizione. Storia di un bravo ragazzo toccato non tanto nel portafoglio ma negli affetti più cari, così che possiamo empaticamente identificarci in lui, il suo dolore, la sua rabbia. Identificazione necessaria, perché non troveremo da nessuna parte altri indizi sull'autore del blog, sul nome della vittima, su chi materialmente la uccise. Riguardo agli assassini, sappiamo solo che fu "un gruppo di zingari rom". Quindi, a rigor di logica, se l'assassinio fosse stato compiuto, ad esempio, da "il cartello di Medellin", il nostro avrebbe chiesto di cacciare dall'Italia tutti i Colombiani! Non pensiate che si tratti di un errore di logica; secondo me è il passo successivo alla storia lacrimevole: una parola d'ordine SEMPLICE e CHE DIA UN COLPEVOLE, così da terminare con un occhiolino ai sentimenti anti-sistema che oggi vanno per la maggiore, "Vedevo e vedo troppe cose che in Italia non vanno. Porgere l'altra guancia si, ma non fino a farsi prendere per scemi." A questo punto dopo l'introduzione allo svolgimento vero e proprio.

Chiameremo questa fase la vendetta, cioè il mix di "cose che non vanno" e come rimediare, cioè "non farsi prendere per scemi", che si sviluppano su due binari diversi. I temi affrontati riguardano singoli episodi di cronaca nera, quasi tutti senza commento da parte dell'autore, ed i colpevoli non sono più solo i Rom, ma anche Filippini, Rumeni... che, se vogliamo dare una logica al tutto, dovrebbero essere TUTTI INDISTINTAMENTE CACCIATI. Ma questo non viene affermato da nessuna parte, stranamente questo elenco REALE di cronaca nera non riguarda nessun fatto in cui gli Italiani siano anche lontanamente ritenuti colpevoli. Penso, perché sarebbe abbastanza complicato, per lo stesso ragionamento di base, cacciare gli Italiani dall'Italia, tanto, le "cose che non vanno" continuerebbero a non andare... Ma intanto, da un singolo fatto iniziale, la colpa è stata estesa ad un numero ragguardevole di COLPEVOLI: tanti, stranieri, violenti, ecc.

Ci sono anche due mini-dossier, dove i Rom tornano protagonisti della cronaca: Alba Adriatica (a Pescara) e i Casamonica (a Roma), ma se il primo è soprattutto la testimonianza di una convivenza mancata, il secondo è il racconto di un'integrazione riuscita al contrario, dove un gruppo di Rom arrivato dall'Abruzzo si è talmente integrato da aver sostituito i romani nei loro traffici tradizionali, compreso il complesso meccanismo che mischia attività economiche, malavita e coperture politiche. Per terminare con le sezioni del sito, una scarna raccolta di video.

La seconda fase della vendetta spetta ai commenti, cioè come rimediare allo stato attuale delle cose. Se l'autore del blog non si spinge oltre l'incerto confine del razzismo, i commentatori non sembrano porsi questo limite, nel far quadrare un iniziale storia commovente con soluzioni da III Reich. Eccone alcuni:

  • Hai proprio ragione antonella via dall'italia questi zingari che insudiaciano, moralmente e fisicamente le nostre strade, fanno la bella vita alle spalle dei poveri italiani che lavorano per mantenere la propria famiglia e per finire non hanno un benemerito ca**o di lavoro.
  • Però penso anche che difficilmente da uno zingaro rom, data la sua scarsa propensione ad adattarsi e a rispettare le più elementari regole di buon senso vigenti in una nazione, si possa ottenere insegnamenti di come migliorarci. Le cronache giornaliere parlano chiaro: stupri, spaccio di stupefacenti, rapimento e sfruttamento di bambini, aggressioni mortali, furti ecc.
  • CONCORDO PIENAMENTE CON TE, ANCHE SE NON CI CONOSCIAMO ABBIAMO LE STESSE IDEE, SE FOSSE X ME RIAPRIREI I LAGER E LA BRUCEREI TUTTA STA GENTE DI MERDA. PURTROPPO DI GENTE COME NOI CE N\'E\'
  • Concordo! Salviamo la Patria da questa gente!!
  • CI HANNO ROTTO IL CAZZO STI ZINGARI DI MERDA!!!!! PREDIAMOLI A CALCI IN CULO!!!!!!!!!!
  • Devono essere bruciati vivi nei forni crematori,hanno rotto il cazzo le nostre città sono piene di questi esseri su-umani che vivono di rapine e furti.
  • A CHE CAZZO SERVONO I ROM???? VIVONO SOLO PER DELINQUERE E ROMPERE I COGLIONI A CHI LAVORA, FANNO TANTI FIGLI PERCHE\' PER OGNI FIGLIO LO STATO DA LORO UN CONTRIBUTO GIORNALIERO TALE CHE A FINE MESE DIVENTA UNO STIPENDIO D\'ORO
  • bravissimi, fuori dalle palle questa feccia pezzente rom. I paesi seri la merda nomade la cacciano giustamente a calci, noi fessi li raccattiamo tutti

Non ho riportato i nomi dei commentatori, ma al solito tanto più un commento è forcaiolo, quanto il commentatore si difenderà tramite l'anonimato. Anonimi i commenti, anonimo l'autore e pure la vittima iniziale. Il tutto suggellato dal fatto di essere un blog e non un sito, per cui si può solo risalire alla piattaforma che ospita il blog, ma a nessuno di quanti ha trasformato una storia personale in voce di popolo. O meglio, gli unici che possono risalire a questi dati sono Wordpress (the Content is not pornographic, does not contain threats or incite violence towards individuals or entities, and does not violate the privacy or publicity rights of any third party;) da una parte, l'autorità giudiziaria dall'altra.


Verrebbe da dire, è il mondo virtuale, bellezza! dove chiunque può montare o smontare un frammento di vita e farne una piattaforma politica.

Ma ragionando su quello che è il mondo virtuale, avrei un'ultima osservazione da fare. Da molto tempo i giornali "tradizionali" stanno assumendo modalità comunicative proprie delle rete telematiche per sollevarsi dalla loro crisi. In questo caso mi sembra che avvenga il contrario: si utilizza uno strumento aperto come il blog, per adottare strategie comunicative proprie dei mezzi di comunicazione che perseguono un obiettivo politico.

Vittimismo, vuoti di memoria, nemici necessari, commenti forcaioli che si vogliono mascherare da opinione della massa, fanno parte del piatto che ogni giorno ci viene servito dai mezzi d'informazione eterodiretti. Vale la legge della concorrenza, i meccanismi valgono purtroppo tanto a destra che a sinistra.

Vediamo come si coniuga questo sistema con notizie differenti. Useremo il Giornale e la recente morte di Pino Rauti come controprova. Nell'articolo di Stenio Solinas (occorre dire che in altri articoli il Giornale ha corretto il tiro) un protagonista delle pagine nascoste e violente della nostra storia, viene ricordato come se fosse stato solamente un intellettuale che non ha capito come fosse cambiata la politica. Fascista sì, ma galantuomo.

Stragi, strategia della tensione, pestaggi... su questo un silenzio di tomba.

Io, che da ragazzo ho vissuto quegli anni, penso che molti testimoni delle nostre storie oscure sono spariti in cause poco chiare, probabilmente per paura che potessero squarciare questo silenzio tombale. Pino Rauti è morto ad 85 anni, come si dice "tranquillo e con l'affetto dei suoi cari". E questa morte, così incongruente con la sua storia, mi da l'idea di segreti così al sicuro, che non c'è stato bisogno di ammazzarlo.

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Di Fabrizio (del 04/11/2012 @ 09:11:35, in Europa, visitato 904 volte)

31 ottobre 2012
Germania: il presidente del Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia contro il razzismo nel dibattito in materia di asilo.
"Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza".

Nel dibattito sul numero sempre maggiore di richiedenti asilo provenienti dai Paesi balcanici, il Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom mette in guardia il Governo tedesco dal razzismo e populismo.

"Introdurre ora un visto per persone provenienti dalla Serbia o dalla Macedonia, sarebbe un'azione sbagliata" ha affermato il presidente del Consiglio, Romani Rose. "Fate attenzione al razzismo ed al populismo; questo non deve accadere alle persone di colore o di origini diverse che si trovano costrette a viaggiare in Germania" ha aggiunto. In sostanza, secondo Rose, in Germania si finge di non vedere l'esistenza di accampamenti di Sinti e Rom provenienti dalla Macedonia o dalla Serbia per motivi di asilo. "Si dovrebbe analizzare ogni singolo caso con attenzione anziché liquidarlo in maniera frettolosa" e ancora "in Serbia ed in Macedonia abbiamo la presenza di un razzismo inimmaginabile" e quindi per tale motivo, secondo Rose, queste persone hanno deciso di intraprendere un viaggio verso la Germania.

La recente inaugurazione a Berlino del monumento per ricordare l'Olocausto dei Sinti e Rom uccisi dai nazisti è visto da Rose come un impegno da parte dello Stato e della società tedesca. "Il razzismo contro i Sinti ed i Rom deve essere bandito proprio come l'antisemitismo. Ne consegue che questi argomenti devono essere trattati negli attuali dibattiti politici per potersi assumere ognuno le proprie responsabilità. Ci sentiamo discriminati quando le questioni relative all'abuso del diritto di asilo, che emergono in pubblico, vengono quasi sempre associate alla nostra minoranza. Si dovrebbe riflettere soprattutto sul fatto di andare a caccia di voti con slogan populisti e sul fatto di fare dei Sinti e dei Rom il capro espiatorio della criminalità e del tasso elevato della disoccupazione" ha aggiunto Rose.

(Angela Forese)


Sullo stesso argomento:

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Di Sucar Drom (del 03/11/2012 @ 09:16:20, in Europa, visitato 851 volte)
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Di Fabrizio (del 02/11/2012 @ 09:06:00, in media, visitato 1013 volte)

Raccontavo ieri che di questi tempi, in mancanza di determinate certezze è più facile prendersela con chi, Rom e Sinti, certezze non le ha mai avute. Alla stessa maniera, nella vulgata popolare è lo zingaro che rimane il ladro per eccellenza, mentre la realtà quotidiana ci restituisce esempi a non finire di furti commessi da colletti bianchi.

Fateci caso: quand'è che un giornale parla di un furto? Ormai, non è più possibile nascondere il SISTEMA di ladrocinio che regola la pubblica amministrazione; a parte ciò la cronaca accenna ai furti quando:

  1. siano coinvolti Rom o Sinti (o si presume lo siano);
  2. la vittima è un personaggio famoso. 

Il ministro Elisa Fornero rientra nel secondo caso. Non solo, come personaggio pubblico, visti i tempi che corrono, è anche uno dei più impopolari in circolazione. Difatti, la notizia del furto nel caso del ministro (DISCLAIMER: il furto rimane un reato, non vorrei essere accusato di induzione al crimine!) ha sollevato soddisfazione repressa soprattutto tra precari, gente che ha perso il potere d'acquisto negli ultimi anni ecc. Insomma, tra quelle fasce di popolazione dove maggiormente alberga l'antiziganismo.

Ho notato anche che nelle cronache giornalistiche stavolta mancava quella frasetta, che spesso compare quando non si sa cosa scrivere:

  • si sospetta che il furto sia stato commesso da un gruppo di zingari...

Frase che dice tutto e niente, ma contribuisce comunque a creare un sentimento negativo verso gli "zingari". Costava tanto metterla ANCHE a chiusura dell'articolo sulla Fornero?

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Di Fabrizio (del 01/11/2012 @ 09:11:37, in Europa, visitato 1957 volte)

(Scritto complicato dedicato ai solutori più che abili)

In un'epoca in cui le notizie girano veloci, non so chi abbia l'onore della scoperta. Il fronte della tessera recita: diventare Rom... conviene. Il retro riporta i vantaggi riservati agli iscritti che, scusandomi per le imprecisioni, sarebbero:

  • accesso alla casa
  • accesso alla scuola
  • lavoro
  • accesso ai servizi sanitari...

Gli amici antirazzisti hanno denunciato il carattere razzista della storia (d'altronde, se ti dichiari antirazzista, cos'altro devi fare?). Io invece sono stato colpito subito da quel simbolo. Osservatelo bene: non vi sembra di aver già visto qualcosa di simile?

A me, ad esempio, ricorda moltissimo la simbologia delle democrazie popolari e socialiste, in buona parte finite in soffitta una ventina e passa di anni fa. E, pensa che ti ripensa, mi viene in mente che sotto quei regimi TUTTI (che fossero Rom, Calmucchi, Uzbechi o altro) avevano almeno casa, scuola, lavoro, sanità garantiti. Con tutta una serie di controindicazioni, sintetizzate nella parola REGIMI (ad esempio, dubito che una linguaccia come me avrebbe potuto far carriera da quelle parti). Ma intanto, registrerei l'attenzione a queste preoccupazioni materiali, su cui tornerò alla fine.

Cambiando discorso: mi capita, sempre più spesso, di essere rimproverato per questa mia linguaccia, da destra e da manca, da antirazzisti o dai razzisti... "Dovresti essere più serio," mi dicono, "e raccontare una realtà di miseria, depravazione, discriminazione..."

Non ci crederete, ma se dovessi raccontare storie di case minuscole, separazioni familiari, lavoro da inventarsi ogni giorno ecc. farei prima a scrivere un'autobiografia. Perché, allora?

Escludendo un mio problema di rimozione psicologica, per una volta tanto usiamo Tiziano Terzani per una citazione che non sia alla cazzo.

Se davvero vuoi conoscere qualcuno, ti consiglio di evitare i convegni, con le solite litanie e i soldi che entrano nelle tasche dei soliti organizzatori. La conoscenza passa dalla pancia prima che dalla testa.  Se vuoi conoscere i Rom:

  • mangia assieme a loro
  • giocaci a pallone
  • alzati alle 6 di mattina per recuperare il ferro con loro
  • fatti una scazzottata (attenzione alle controindicazioni!)
  • RIDI E FATTI PRENDERE IN GIRO!

Ma attenzione, il riso non è soltanto un antidoto per sopportare (e possibilmente superare) "miseria, depravazione, discriminazione". E' un cambio di prospettiva, nella propria testa prima che nel sistema.

Riso o umorismo? Se permettete la questione diventa culturale: quando si vive nelle condizioni materiali dei Rom e dei Sinti in Europa, saper sdrammatizzare, fare festa ad ogni piè sospinto è un modo per resistere e non annichilirsi. E' un loro patrimonio culturale che potremmo apprendere. Perché è così difficile imparare da loro? Perché:

  1. l'umorismo è per definizione immateriale, e quindi tendiamo a sottovalutarlo;
  2. riconoscere che un popolo semi-analfabeta usa un sistema di resistenza così sofisticato, presuppone dargli una dignità e un sapere (un bagno di umiltà da parte nostra) che invece tendiamo a negare, concentrandoci solo sulle sue condizioni materiali;
  3. è un po' come se, avendo condiviso un lungo tratto di storia con l'altra minoranza europea da sempre esclusa -gli Ebrei- ne avesse assimilato alcuni tratti culturali. Ma gli Ebrei sono sempre stati più istruiti, e sono riusciti a proporsi sotto questo aspetto. Però, da quando noi Europei abbiamo fornito gli Ebrei di uno Stato, un esercito e soprattutto di un nemico (i Palestinesi), abbiamo scoperto che forse non ci erano più così simpatici, e smettevano i panni delle povere vittime. Che sia questa la nostra paura nascosta? Di perdere anche il povero zingaro e di ritrovarci di fronte un popolo con gli stessi nostri appetiti e prepotenze, ma forgiato alla resistenza da secoli di storia?

E così, finisce che il "povero zingaro", diventa il Rom a cui neghiamo ogni minimo percorso di integrazione. Tornando a Diventare Rom... conviene, lo stiamo GIA' diventando, ogni giorno di più le certezze che avevamo su casa, lavoro, scuola e sanità SONO CARTA STRACCIA. Chi è il colpevole? Poco importa: incapaci di reagire, finiremo per rovistare nei cassonetti come loro, facendoci guardare in cagnesco dai mendicanti che, come leghisti dell'ultima ora, ci cacceranno anche da lì dicendo che c'erano prima loro.

Come terminare questi ragionamenti, non lo so. Ma, per restare in tema, l'immagine di fare a cazzotti davanti ad un cassonetto, fa ridere o piangere?

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Di Fabrizio (del 31/10/2012 @ 09:09:39, in casa, visitato 1434 volte)

Segnalazione di Giacomo Marino

 La videointervista di MNews.it

Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) - Lo sgombero del campo Rom di via Del Fortino è stato portato a termine brillantemente nella mattinata di oggi, con l'abbattimento delle baracche e l'avvio delle attività di bonifica dell'area. L'operazione coordinata dal sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino, si è svolta in assenza di problemi di ordine pubblico, con le pattuglie di carabinieri e polizia che hanno monitorato la situazione a distanza senza alcuna necessità di intervenire. I mezzi pesanti e le maestranze sono entrati nel campo intorno alle 8,30, provvedendo all'abbattimento delle baracche ormai disabitate e alla messa in sicurezza dell'area, letteralmente invasa da enormi cumuli di rifiuti di ogni genere. La decisione dell'Amministrazione comunale di procedere al definitivo smantellamento del campo non ha incontrato resistenze. Anzi ha trovato la piena collaborazione da parte di un gruppo di ex residenti che, forniti di caschi e tute da lavoro, hanno voluto affiancare gli operai nelle operazioni di pulizia.

Giova ricordare che alle famiglie rom sgomberate dal campo sono stati assegnati gli alloggi appositamente acquisiti dal Comune. Avviato circa dieci anni, il processo di delocalizzazione è stato ultimato con successo dall'Amministrazione comunale a guida Costantino. Dal momento dell'insediamento avvenuto lo scorso mese di maggio, il sindaco ha inteso dare una forte accelerata al progetto che ruotava attorno a due capisaldi: l'inclusione nel tessuto sociale delle famiglie rom; la riqualificazione dell'area, con il recupero del palazzetto dello sport, l'insediamento della caserma della Polizia Municipale nei locali dell'ex carcere di via Del Fortino, dove verranno trasferiti anche gli uffici afferenti all'area delle politiche sociali e dove verrà istituita la biblioteca comunale.

L'operazione odierna è stata concordata nei minimi particolari con la Prefettura di Reggio Calabria. In queste ultime settimane, il sindaco, dottore Costantino, ha avuto diversi incontri con il prefetto Piscitelli, seguiti da "vertici" con il dirigente del Commissariato di polizia di Condofuri Marina, Filippo Leonardo, con il comandante della compagnia carabinieri di Melito, Gennaro Cascone e con il comandante della Polizia Municipale, Antonio Onofrio Laganà.

Il campo rom insisteva nell'area di via Del Fortino da altre mezzo secolo. Il suo quasi totale azzeramento (nella parte alta sono rimaste in piedi un paio di baracche, occupate da famiglie che avranno assegnata a breve l'abitazione), ha di fatto rappresentato un evento storico per la cittadina di Melito di Porto Salvo. Di fondamentale importanza è risultata anche la collaborazione intessuta dall'Amministrazione comunale con l'Opera Nomadi. La via del dialogo privilegiata dall'assessore di riferimento, il vicesindaco Annunziato Nastasi, alla lunga ha consentito di centrare perfettamente l'obiettivo prefissato.

"Per l'Amministrazione comunale di cui mi onoro di essere la guida - ha dichiarato il sindaco, Gesualdo Costantino - quella di oggi sarà una giornata da ricordare a lungo. Dopo oltre cinquant'anni è stata cancellata l'autentica bruttura costituita da questo campo, all'interno del quale centinaia di persone hanno vissuto in condizioni igieniche-sanitarie pessime. Ringrazio sua eccellenza il prefetto Vittorio Piscitelli, per il sostegno che ha assicurato a questa operazione, così come ringrazio le forze dell'ordine per averci affiancato quest'oggi con assoluta professionalità, la polizia municipale, la protezione civile e quanti si sono impegnati per chiudere una pagina ingloriosa delle vicende nostrane. Da oggi si cambia registro. Quest'area sta per diventare oggetto di interventi importanti. Procederemo, infatti, al recupero del palazzetto dello sport, alla riqualificazione dell'ex depuratore comunale, al posto del quale sorgerà un Parco dell'acqua, all'insediamento della caserma di Polizia municipale, degli uffici delle politiche sociali e delle attività produttive, nei locali dell'ex carcere. In questo modo avremo raggiunto diversi obiettivi. In primo luogo avremo favorito l'inclusione sociale dei rom e, in seconda battuta, restituiremo alla collettività un'area rimasta per troppo tempo abbandonata al degrado".

Melito di Porto Salvo, lì 25 ottobre 2012

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Di Fabrizio (del 30/10/2012 @ 09:14:59, in Kumpanija, visitato 1512 volte)

Fabrizio Santori, è presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale. Ci eravamo già occupati di lui questa primavera.

Questa foto di Pino Cruciatti lo ritrae durante il recente sgombero a Tor de Cenci, mentre col suo IPAD controlla che qualche pericoloso criminale non sia nascosto per sfuggire alla retata (segnalazione di Eugenio Viceconte).

Ma neanche Santori è una macchina, e così capita, appena può, che sul suo profilo Twitter riprenda un'immagine che gira su Facebook da qualche mese:

Immagine tratta da Osservatorio21luglio.org

Io rimango del mio parere: non è questa la stagione consigliata per giocare al piccolo campeggiatore (in effetti sinora non avevo capito che lo scopo di Santori fosse di mandare i Rom in vacanza).

Se però questo presidente della commissione ecc. ecc. volesse realizzare il suo sogno, assieme a quello di tutti quanti sognano di toglierselo dalle palle, gli consiglio la lettura  di un articolo (che altrimenti avrei giudicato inutile e un po' idiota) apparso settimana scorsa su MILANOFINANZA, dove troverà consigli utili per giocare a fare lo "zingaro".

CON UNA RACCOMANDAZIONE: i due americani dell'articolo si stanno godendo la vita con i LORO soldi, non vorrei che Santori (visti i tempi che corrono) lo facesse con i NOSTRI.

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Di Fabrizio (del 29/10/2012 @ 09:19:36, in media, visitato 1167 volte)

La voix des Rroms mette in guardia i media par voxrromorum le 16 octobre 2012

Questo è un messaggio che inviamo a tutti i media francesi:

Signore e signori, questo avvertimento non riguarda tutti i media, ma un buon numero e il vostro può essere tra quelli. Vi chiediamo quindi di prestare attenzione a questo messaggio.

Da qualche mese, la politica dello "smantellamento dei campi illegali", associati (a torto) sistematicamente ai Rom, si accompagna ad una campagna di demonizzane dei Rom, di cui vi state facendo complici. L'ultimo atto è stato il reportage di France 2 di ieri sera, chiaramente di parte quando si domanda ad una madre di famiglia "cosa pensate degli abitanti di Marsiglia che hanno CHIESTO ai Rom di partire?" (il campo rom dato alle fiamme il mese scorso, ndr.) E di seguitoil gestore di un bar, che dice di non aver mai avuto problemi, ma che impugna una mazza da baseball per difendersi! Per non parlare di una signora anziana, neanche lei ha mai avuto problemi, ma che ha paura di "essere aggredita". Da parte rom [si è dato ascolto ad] una ragazza che afferma di mangiare nella spazzatura.  Vi ricordiamo che succede dappertutto, non solo ai Rom. Alcuni hanno persino fatto una scelta consapevole e militante contro la società dei consumi.

Europe 1 quando ha titolato "I Rom potranno diventare ortofonisti", con un'ironia di cattivo gusto, persino disgustosa, in un articolo che menziona soltanto l'allargamento dei mestieri autorizzati  per Rumeni e Bulgari, senza dire l'essenziale: che questi ultimi devono comunque avere la residenza con la carta di soggiorno, per lavorare ed accedere anche a questi mestieri.

Non può mancare L'Express, con un servizio del 10 ottobre intitolato "Essere vicini dei rom", dove si piange sulle sfortune che devono subire i "residenti esasperati".

Per non parlare dell'enorme operazione poliziesca che ha preceduto di qualche giorno il pogrom di Marsiglia: 11 Rom arrestati, consegnati all'odio della folla, presentandoli all'unisono come trafficanti e schiavisti di bambini, perché i LORO figli avrebbero potuto essere arrestati per piccoli furti. E dopo questa frenesia mediatica, il pogrom di Marsiglia, la caccia generalizzata al Rom da parte della polizia, il blackout totale su questo affare. Perché? Perché l'obiettivo è stato raggiunto? E' questo che volevate, signori giornalisti? Ci sono ebrei tra di voi? Chiedete ai vostri genitori di raccontarvi gli articoli contro gli ebrei negli anni '30.

Ad ogni espulsione [...], ripetete come pappagalli: "lo sgombero è avvenuto senza problemi". E' così da 20 anni, senza problemi. Per utilizzare il vostro gergo NON E' UNA NOTIZIA! I Rom non sono violenti. Aspettate disordini con la polizia per mettere del sangue sui vostri fogli? Ne sarete responsabili. Già lo siete con l'invocazione all'odio tramite i "residenti esasperati". Mentre vi stiamo scrivendo, la polizia caccia i Rom, con neonati in braccio, dai marciapiedi di Marsiglia, di Noisy le Grand ed ancora altrove. Siete complici di questa politica. Avete deciso di farvi eco della disumanizzazione dei Rom, preambolo necessario a qualsiasi genocidio! Tra di voi sono rari quanti rispettano la loro professione ed il dovere di informare in maniera equilibrata. Non dimenticate, in un contesto in cui l'informazione è veloce, anche la storia passa più veloce di prima. Sarà quella a condannarvi come complici di una politica mortifera. Tenetene conto e reagite di conseguenza!

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