Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

ASSETTO VARIABILE

E' sospeso sino a data da destinarsi.

Le puntate precedenti sono disponibili QUI


Volete collaborare ad ASSETTO VARIABILE?
Inviate una
mail
Sostieni il progetto MAHALLA
 
  
L'associazione
Home WikiMAHALLA Gli autori Il network Gli inizi Pirori La newsletter Calendario
La Tienda Il gruppo di discussione Rassegna internazionale La libreria Mediateca Documenti Mahalla EU Assetto Variabile
Inoltre: Scuola Fumetti Racconti Ristorante Ricette   Cont@tti
Siamo su:  
AVVISO AI NAVIGANTI: qui potrete trovare molte notizie che abitualmente non volete conoscere.

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 07/05/2012 @ 09:28:12, in Europa, visitato 1045 volte)

Da Baltic_Roma

The Jewish Chronicle Gruppo giovanile neonazista finanziato dal Consiglio d'Europa - By Marcus Dysch

02/05/2012 - Un gruppo neonazista lituano è stato adottato in un consiglio che riceve fondi dall'Unione Europea.

L'Unione della Gioventù Nazionalista Lituana (ULNY) è stata eletta all'unanimità nel Consiglio delle Organizzazioni Giovanili Lituane (LCYO), durante la conferenza nazionale dello scorso fine settimana.

L'ULNY è una dei principali organizzatori della marcia neonazista che si tiene annualmente a Vilnius durante il Giorno dell'Indipendenza. Sono state lanciate petizioni internazionali perché l'evento di quest'anno, che ha avuto luogo l'11 marzo, fosse cancellata.

Il gruppo ombrello LCYO è la più grande OnG giovanile in Lituania, ed è sostenuta finanziariamente tanto dal governo che dalla UE. E' composta da 64 gruppi ed oltre 200.000 aderenti.

Tutto ciò significa che la fascista ULNY è su un piano di parità con gruppi studenteschi ed organizzazioni sociali.

La presidente della LCYO, Loreta Senkutė, ha detto ai media che l'ULNY ha spiegato il suo lavoro prima che il voto avesse luogo, ricevendo "grande supporto".

La votazione per l'adesione dell'ULNY ha visto 19 voti a favore, nessuno contrario e sette astensioni.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 08/05/2012 @ 09:25:21, in Italia, visitato 978 volte)

Stanotte rileggevo il mio vecchio blog, Pirori, e tra i vecchi post ho ritrovato questo del maggio 2004. Chissà se quel razzista è ancora in circolazione, e chissà se è cambiato qualcosa...

Io odio i neri, gli zingari (e un po' anche i gialli): non mi sento più sicuro di girare in città. Sono Italiano e me ne vanto.

Me ne vanto di meno quando incontro un francese o un inglese: mi guardano sempre con quella superiorità di chi è un popolo da almeno 1000 anni, mentre di Italia se ne è cominciato a parlare da neanche 200. Ma in casa ho il TV color, il DVD, l'HiFi e tutte quelle cose col nome inglese. Se me le portassero via, mi sentirei un po' nero anch'io. E ho paura.

Gli zingari non hanno tutte queste cose, ecco mi sentirei un po' zingaro...

Loro non pagano le tasse come me, per scacciare la paura loro rubano i TV color, e poi li rivendono a noi italiani, o ci allevano dentro le galline. Io, piuttosto che rimanere senza TV color, lo comprerei persino da uno zingaro (e magari ci risparmio, basta stare zitti).

Io pago le tasse per stare in pace, e con le tasse mando i figli a scuola. Adesso, anche gli zingari vogliono mandare a scuola i figli (con i soldi che paghiamo noi!) Abbiamo fatto un presidio, alla fine alcuni loro genitori li hanno ritirati dalla scuola. Poi, andando a lavoro, ho trovato uno di questi bambini zingari per strada. Magari quel bambino andava a chiedere il mangel, o a rubare. M'è venuto un pensiero strano in testa: e se quello andava a rubare, io con quelli del presidio (tutti italiani, lavoratori, padri di famiglia) non è che ce l'abbiamo mandato noi??

A scuola, con gli zingari, stanno succedendo cose strane: prima, o i soldi (le mie tasse!) non venivano spesi, oppure dovevamo pagare di tasca nostra quello che lo stato ci doveva. Adesso la scuola ha tutta una serie di finanziamenti che neanche mi aspettavo. Però gli zingari sono sporchi: adesso a scuola hanno chiesto persino una lavatrice. Ho fatto 2 conti: se ci tassiamo noi genitori, avremo la lavatrice a scuola, e forse ci risparmiamo su quello che pagavamo prima (o almeno andiamo in pari).

La lavatrice: è un idea che ho avuto parlando col dottore; però si è aperto un nuovo problema. Il campo degli zingari fa schifo solo ad immaginarlo... non c'è acqua o corrente, certo che i bambini arrivano sporchi a scuola. Ma, se per caso lì dentro scoppiasse un'epidemia, le malattie (che non sono razziste come me), prima o poi arrivano anche da noi. Potremmo fare un nuovo presidio, perché gli zingari vadano via, magari al posto del campo, non faranno un parco, ma speriamo almeno in un supermercato (ce ne sono già altri otto). E poi, mi sono detto: "Quelli" dove vanno? Non che me ne importi, ma lo so già, staranno qui attorno e gireranno nuovamente nel quartiere. Anche ad arrestarli tutti, poi dove li si mette? Io non so più se sono razzista, o se è solo la paura che scrivevo all'inizio... ma tra uno zingaro che ho già visto e uno sconosciuto che verrà poi, forse preferisco quello che ho già visto, che il figlio va a scuola, che magari gli ho dato dei vestiti alla mamma… Cercate di capirmi!

Credo che il Comune non ascolterà questi pensieri di un razzista, e sgombererà il campo con la polizia e con le ruspe (che io pago con le mie tasse). Si aspetterà che gli sia grato di questo quando ci saranno le elezioni. Dopo le elezioni, avremo un altro accampamento abusivo, poco distante dal primo, e dovremo ricominciare ad odiarci da capo, come se niente fosse successo.

Odiare per me non è un problema, sono abituato. Sono molto più preoccupato perché le mie tasse da anni sono finite in un giro vizioso: polizia, ruspe, sgombero dell'immondizia quando non se ne può più. Ogni anno senza che niente possa cambiare. Gli zingari montano un campo, il Comune lo smonta, il Comune monta un campo, gli zingari lo demoliscono.

Forse sarebbe meno pesante per le mie tasche, se il Comune li pagasse per montare, e tenere in ordine, dove li manda. I soldi, ho scoperto ci sono, ma se non vengono spesi, non è che saranno investiti per fare quel parco che avremmo bisogno. No! Tornano in tesoreria, o a Bruxelles o chissà dove. Ho il sospetto che per farmi un favore, mi nascondano i soldi... e questo non è bello, se sei convinto che i ladri siano gli zingari!

Insomma, caro diario, sono sempre razzista, ma a ragionare mi è venuto una gran mal di testa. Cosa mi rimane di sicuro? La mia paura. Se non ne avessi così tanta, parlerei con gli zingari per capire chi è il ladro. Ma non ne sono capace, e forse anche lo zingaro avrà paura di parlare con me. Saremo condannati ad odiarci, e per fortuna è quello che sappiamo fare meglio.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 08/05/2012 @ 09:46:59, in Italia, visitato 2211 volte)

Il Programma:

Qualcosa su di noi:
Via Idro si trova a Milano, in zona nord-est praticamente al termine di via Padova, non lontano dalla tangenziale est, al confine con i comuni di Sesto San Giovanni e Cologno Monzese.

Quasi in aperta campagna, al numero 62, da oltre 20 anni vi risiedono in un campo comunale circa 120 Rom Harvati, metà di loro hanno meno di 18 anni. Di lontana origine croata, sono presenti nella zona da oltre 40 anni, prima in sistemazioni di fortuna e dal 1989 lì regolarmente residenti.


Sono cittadini italiani, scolarizzati dalla metà degli anni '80, iscritti al SSN. Inizialmente era solo un prato abbandonato, dove erano piazzate le roulotte attorno ad un sentiero che lo percorre come un anello, sentiero poi asfaltato dal comune. Data la situazione di relativa tranquillità degli anni scorsi, le famiglie hanno potuto col tempo sistemare i propri spazi, rendendo il campo simile ad un piccolo campeggio. Nel villaggio ci sono anche due MONUMENTI:

  • proprio di fronte all'ingresso LA GRANDE SERRA DEL PERDUTO LAVORO, costruita quando la cooperativa LACI BUTI (Buon Lavoro nella loro lingua, la cooperativa è formata dai rom stessi diplomatisi operatori del verde agli inizi degli anni '90) coltivava piante da vendere al mercato. Ora il monumento è in disuso, perché il comune non ha più rinnovato la licenza di vendita.
  • Al centro del villaggio: il CENTRO POLIFUNZIONALE. Costruito una quindicina d'anni fa dal comune, nelle intenzioni doveva essere un centro comunitario, presidio sanitario e sociale. In tutti questi anni è stato adoperato 5-6 volte. E' intenzione degli abitanti riportarlo all'originaria funzione, già ora sarebbe possibile utilizzarlo per tenere corsi di cucito e sartoria. Inoltre potrebbe aprirsi ad iniziative e mostre in collaborazione con la zona.

Inoltre nel villaggio risiedono gli ultimi allevatori di cavalli dell'area di Milano, eredi di una lunga tradizione. Anni fa, quando nell'insediamento si erano formate diverse squadre di calcio, divise per età, era stata anche bonificata un'area per sistemarla a terreno di calcio, che fu teatro di memorabili sfide con altre squadre del quartiere.

Questo, in poche parole, il vissuto di un insediamento storico. Sia chiaro, i problemi non sono mai mancati e non mancano tuttora. Ma nei decenni passati, la comune volontà degli abitanti, delle varie amministrazioni comunali, dei cittadini e dei volontari di zona, avevano fatto sì che questo fosse conosciuto come un campo modello nella realtà milanese. L'abbandono degli ultimi anni, la mancanza di manutenzione e di politiche sociali, assieme alla volontà delle ultime amministrazioni di procedere ad una progressiva chiusura del campo, hanno portato ad un progressivo deteriorarsi della situazione.

Da questo è nato un progetto partecipato di riqualificazione dell'insediamento, accompagnato da un lungo confronto tra gli stessi abitanti e le forze politiche e sociali della zona, per dare finalmente sicurezze a chi risiede in zona da decenni ed all'insediamento un carattere di villaggio solidale pienamente inserito nell'area del costituendo Parco della Media Valle del Lambro. Il progetto spazia in diversi ambiti: da quello del lavoro, all'abitare, alla scuola, all'interazione col quartiere e con la città. E' anche il senso della partecipazione per la prima volta della comunità di via Idro alla festa VIA PADOVA E' MEGLIO DI MILANO, in quanto componente degli storici quartieri di Crescenzago-Gobba-Adriano. Sperando, con il contributo di artisti, cantanti, musici, scrittori e vari testimoni, di offrirvi un panorama ricco ed interessante di questa cultura, vi aspettiamo tutti il 19 e 20 maggio.

Programma

Sabato 19 maggio

  • dalle 10.00 alle 12.00: Ti costruisco una storia: laboratori per bambini - Preparazione con i bambini dei costumi e delle scenografie dello spettacolo teatrale del pomeriggio. Laboratorio curato da Stefania Benedetti, Mela Tomaselli, Karisa Kahindi (a cura di associazione AB)
  • dalle 10.30 alle 11.30: Il tempo dell'incertezza: comunità stanziali e sgomberate a confronto - Letture di brani dei libri METROPOLI PER PRINCIPIANTI (Gianni Biondillo) e di I ROM DI VIA RUBATTINO - UNA SCUOLA DI SOLIDARIETA' (a cura di Elisa Giunipiero e Flaviana Robbiati), effettuate dagli autori e con la presenza dei protagonisti. (a cura di Martesana 2 e Comunità rom di via Idro)
  • dalle 16.00 alle 17.00: Racconterò una fiaba che mi hanno raccontato - "L'anim-attrice" Stefania Benedetti condurrà per mano il pubblico attraverso un racconto del popolo rom (a cura di associazione AB)
  • dalle 19.00 alle 20.00: The million dollar Kid - Proiezione del documentario (40’ circa) sui Traveller in Irlanda, alla presenza del regista Gian Maria Carrara, presso il centro polifunzionale. Interazione con gli ultimi allevatori di cavalli della città, che risiedono proprio in via Idro (a cura di Vivere in Zona 2 e Comunità rom di via Idro)
  • dalle 21.00 alle 23.30: Musiche randagie – Antonio Ricci, Valeria Lista, Rosa Maurelli, Rosanna Casè e Piero Leodi. - Pietro Marazza e Paola D'Alessandro. - OSPITE SPECIALE: Alessio Lega (a cura di Comunità rom di via Idro e Anpi Crescenzago)

Domenica 20 maggio

  • dalle 10.30 alle 11.30: Non siamo nomadi, siamo cittadini? - presentazione del libro VICINI DISTANTI, CRONACHE DA VIA IDRO (a cura di Fabrizio Casavola). L'autore intervisterà alcuni protagonisti del libro su problemi, speranze, racconti, promesse, riguardo la loro presenza quarantennale in zona 2, da ascoltarsi nelle loro piazzole di sosta, sorbendosi un caffè (a cura di Vivere in Zona 2 e Comunità rom di via Idro)
  • dalle 15.00 alle 18.00: I nipoti di Zampanò - Clown, trampolieri, mangiafuoco, fachiri e giocolieri... grandi e piccini faranno un balzo indietro nel tempo, com'era una volta lo spettacolo itinerante, in compagnia degli artisti del Circo Ciccioli (a cura di Vivere in Zona 2)
    tra le 18.00 e le 18.30: arrivo della Biciclettata poetico meticcia con performance poetica (a cura di Teatro degli Incontri)
    dalle 18.30 alle 21.00: Video e suoni con Annese e Finessi – DALLE TERRE DI NESSUNO, 2009, 53', documentario di Elvio Annese - “Se un giorno d'inverno un suonatore di fisarmonica...” Un film di Valerio Finessi con Jovica Jovic. Due sguardi sui mutamenti urbani (a cura di City ART)
    dalle 21.30 alle 22.30: Dopocena con Ratko - Cabaret con Luca Klobas (Zelig). Consigli, suggerimenti, opinioni e dritte per neoarrivati e lungodegenti, su come sopravvivere all'Italia e agli italiani (a cura di Vivere in Zona 2)

Inoltre, durante tutta la durata della festa: per i più piccini, giro del villaggio di via Idro a dorso di pony.

Il villaggio vedrà l'esposizione di ZigZart: un evento di urban art con 10 installazioni che si relazionano con la realtà urbana, estrapolando significati dai luoghi toccati, danno visioni creative cercando di costruire relazioni e istigare processi trasformativi. Il villaggio nomade è un luogo urbano, un possibile terreno comune, dove sperimentare convivenze e relazioni tra culture diverse, tessere fili tra una realtà concreta degli abitanti del villaggio e il mondo circostante. (evento a cura di Sitart)

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 09/05/2012 @ 09:43:00, in conflitti, visitato 957 volte)

(AGI) - Pescara, 19:12 07 MAG 2012

Circa venti giovani si sono presentati nella notte all'interno del Bingo che si trova lungo la via Vestina, a Montesilvano (Pescara), con i volti coperti da passamontagna e sciarpe. Cercavano i nomadi, che spesso frequentano questa struttura ma da qualche giorno non si fanno vedere. La loro frequentazione del Bingo si e' interrotta presumibilmente a seguito dell'omicidio di Domenico Rigante, l'ultra' 24enne di Pescara che sarebbe stato ucciso proprio da un rom, Domenico Ciarelli, arrestato sabato dalla polizia.

Nell'ambiente nomade si temono ritorsioni da parte dell'ambiente della tifoseria pescarese a cui Rigante apparteneva. Quando c'e' stata l'irruzione nel Bingo erano presenti circa 30 giocatori. Dopo aver fatto un giro senza trovare cio' che volevano i giovani si sono allontanati e hanno chiesto scusa per l'irruzione. Non sarebbero state viste armi ma non si esclude che l'obiettivo fosse quello di aggredire e picchiare gli zingari. Quando sono andati via, erano le 2.30 circa, e' stato lanciato l'allarme e sono stati avvertiti i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e si stanno occupando delle indagini. (AGI) Pe1/Ett

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 10/05/2012 @ 09:09:12, in Italia, visitato 937 volte)

OPERA NOMADI DI REGGIO CALABRIA - COMUNICATO STAMPA

L'omicidio del giovane Domenico Rigante è un fatto grave che va affrontato assicurando tutti i colpevoli alla giustizia, nel rispetto della legge italiana. Questo significa che le istituzioni pubbliche che in modo efficiente hanno provveduto all'arresto del presunto omicida devono, allo stesso modo, condannare e contrastare le azioni con le quali la comunità rom di Pescara è stata minacciata e criminalizzata come colpevole del reato.

Contro queste azioni illegali di "etnicizzazione del reato" le istituzioni, fino ad oggi, hanno fatto molto poco : li hanno subite e tollerate . Lo striscione lasciato appeso di fronte al comune di Pescara con scritto "avete cinque giorni per cacciarli dalla città" mette in evidenza l'approccio utilizzato delle istituzioni locali. Per questo atteggiamento tollerante tante famiglie rom di Pescara, persone per bene che non c'entrano nulla con l'omicidio, per paura di subire delle violenze, hanno deciso di allontanarsi dalle loro case.

    Ci chiediamo se così facendo le istituzioni pubbliche abbiano garantito la sicurezza anche ai cittadini rom. L'approccio tollerante utilizzato dalle istituzioni, forse per evitare reazioni peggiori da parte del gruppo ultrà, comunque lascia spazio alla realizzazione di altre violenze, le stesse che hanno portato all'omicidio del giovane Rigante.

Anche l'approccio dei media è stato, a nostro parere, molto discutibile.

I media nazionali, che non subiscono le pressioni dei gruppi locali, hanno riportato gli episodi gravi delle minacce che hanno spinto alcune famiglie rom ad allontanarsi dalla città, come delle semplici "tensioni" successive all'omicidio, senza esprimere alcuna forma di condanna verso queste. Nessuna condanna neanche verso quei politici locali che hanno apertamente appoggiato queste iniziative discriminanti, accompagnate dalle frasi "riprendiamoci il territorio". Descrivere questi fatti di grave discriminazione come se fossero una "normale reazione" all'omicidio, significa indirettamente accettarli e legittimarli.

Episodi di questo genere sono azioni di razzismo, che troppo spesso hanno preparato atti violenti contro delle famiglie inerme e totalmente estranee ai fatti criminali che arbitrariamente gli vengono addebitate.

    A nostro parere la condanna verso queste posizioni deve essere chiara e inequivocabile e per questo non si devono accettare attenuanti e giustificazione di nessuna specie. Proprio perché, dopo un atto di grave violenza come è stato l'omicidio di questo giovane, vanno scongiurate in modo netto altre violenze.

Da lodare, invece, è il comportamento civile del padre del giovane ucciso. Quest'uomo , nonostante il suo grande dolore per la perdita di un figlio, ha invitato gli ultrà alla calma chiedendo giustizia e non vendetta. Siamo vicini a questo padre che, dimostrando grande dignità ed equilibrio, ha capito che la giustizia per suo figlio non si otterrà con gli atti di razzismo verso la comunità rom. Atti assurdi e arbitrari come l'omicidio di suo figlio, atti il cui argomento etnico è una pura invenzione.

    I fenomeni criminali, che esistono in tutte le città, non hanno mai avuto una connotazione etnica come alcuni lasciano intendere applicando l'approccio del capro espiatorio. Approccio che serve altri interessi e non certo quelli del bene comune. La criminalità, in ogni città, è una problematica di tipo sociale che va affrontata con seri provvedimenti sociali e non attraverso la costruzione di "scontri tra gruppi etnici", che in realtà non esistono. Questo è un modo subdolo di affrontare le questioni sociali che non ha mai portato ad alcuna soluzione, ma ha aumentato i problemi.

Invitiamo pertanto il comune di Pescara a condannare apertamente gli atti di discriminazione posti in essere contro i cittadini rom, a collaborare con le associazioni locali che da tempo denunciano l'esistenza di problemi sociali (non etnici) sul territorio e a realizzare con queste gli interventi necessari.

Reggio Calabria, 7 maggio 2012
Il presidente
Sig. Antonino Giacomo Marino

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 

Da Roma_Daily_News

Petition with GoPetition - Su Facebook

Toma Nikolaev è un rispettato attivista dei diritti rom, ed ex candidato al Parlamento. Perseguitato in Bulgaria a causa delle sue critiche all'apartheid che esclude la maggior parte dei 700.000 Rom di Bulgaria, è stato direttore del giornale bilingue DeFacto sino alla chiusura.

Temendo per la propria vita, dopo che una bomba era stata posta vicino a casa sua, Nikolaev chiese asilo in Gran Bretagna. Ne seguì un lungo processo, mai terminato, durante qwuel periodo Nikolaev continuò ad aiutare i Rom. Si unì alla campagna per salvare la comunità di Dale Farm, interrotta dall'assalto della polizia antisommossa il 19 ottobre 2011.

L'8 aprile 2012, giorno della nazione rom, Toma Nikolaev ha partecipato ad un  sit-in di fronte all'ambasciata bulgara a Londra. Poco dopo venne arrestato su mandato europeo e passò tre giorni in custodia prima di essere rilasciato su cauzione. E' stato convocato al tribunale dei magistrati di Westminster alle 9.30 del 22 maggio.

E' la prima volta che un importante attivista politico rom viene portato davanti a questo tribunale, di solito riservato alle estradizioni e ai casi di terrorismo.

Nikolaev potrebbe essere estradato in Bulgaria, dove lo attende una condanna al carcere, imposta per le sue critiche al governo.

I Rom in Bulgaria costituiscono l'8% della popolazione, vivono soprattutto in quartieri isolati e soffrono il 70% di disoccupazione. In questa condizione di esclusione sociale, gli attivisti rom sono oggetto di persecuzione giudiziaria e poliziesca, e anche di violenza da parte dei movimenti nazionalisti e razzisti, in particolare del partito Ataka. Questo il motivo per cui non è sicuro per Nikolaev, sua moglie ed i suoi figli di tornare in Bulgaria. Ci appelliamo quindi al tribunale dei magistrati di Westminster per impedire il procedimento di espulsione richiesto dallo stato bulgaro, e permettere a Toma Nikolaev di rimanere in Gran Bretagna, dove gli sia concesso di richiedere asilo politico.

Il nostro appello è rivolto alla regina Elisabetta II, al Governo e al Parlamento del Regno Unito. Chiediamo loro di intervenire nel caso di Toma  Nikolaev, offrendo così all'Unione Europea e al mondo un esempio di civiltà e rispetto per i diritti umani. Facciamo anche pressione all'Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite, Antonio Guterres; all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Navi Pillay; il Commissario Europeo per i Diritti Umani, Nils Muiznieks; il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, e a tutta la società civile perché non rimangano indifferenti ad un caso paradigmatico delle attuali condizioni dei Rom e di quanti difendono i loro diritti.

Speriamo in un verdetto giusto ed umanitario nel caso di Toma Nikolaev, ed estendiamo a quanti risponderanno a questo appello i nostri migliori ringraziamenti.

Chiediamo che Toma Nikolaev ottenga il diritto di rimanere in Gran Bretagna e non venga estradato in Bulgaria, dove la sua vita e la sua libertà son in pericolo.

We appeal to:
- the Westminster Magistrates' Court
- Queen Elizabeth II
- the Government and Parliament of the United Kingdom
- the United Nations High Commissioner for Refugees, Antonio Guterres
- the UN High Commissioner for Human Rights, Ms. Navi Pillay
- the European Commissioner for Human Rights, Nils Muiznieks
- the President of the European Parliament, Martin Schulz

alle bleiben!
______________
admin@alle-bleiben.info
www.alle-bleiben.info
______________
Roma Center Göttingen e.V.
Postfach 30 05
37020 Göttingen
______________
www.roma-center.de
mail@roma-center.de
______________
Zuwendungen können auf das folgende
Konto überwiesen werden:
Roma Center
Sparkasse Göttingen
K-Nr. 170 399
BLZ 260 500 01
Verwendungszweck: alle bleiben

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 11/05/2012 @ 09:17:11, in musica e parole, visitato 1093 volte)

Assaman Martedì 08 Maggio 2012 13:27 - Scritto da Alessandra Montesanto

    In Razzisti a parole (per tacer dei fatti) - un saggio edito da Laterza nella collana Il nocciolo - Federico Faloppa prende in considerazione parole, modi dire e frasi ricorrenti nella comunicazione degli italiani che suggeriscono una mentalità ancora molto, troppo chiusa nei confronti degli stranieri. Ma il linguaggio è anche un pretesto per analizzare le politiche in atto, il mondo dell'informazione e la società stessa in relazione ai temi dell'intercultura e delle nuove forme di polis e di cittadinanza.

Perché ha sentito l'urgenza di scrivere questo saggio? Si può parlare, oggi, ancora di "razzismo"?
Lavoro sui temi del libro da una quindicina d'anni, ormai. E proprio dall'osservazione del linguaggio, e dei suoi usi, ho avuto l'impressione che in questi ultimi quindici anni - malgrado nel frattempo la società italiana sia diventata più complessa, si sia arricchita di presenze, sia diventata, per usare un termine chiaro ancorché discusso, molto più "multiculturale" - il nostro modo di rappresentare questa ricchezza, questa "diversità" (in particolare quella apportata dai migranti), e di parlarne, sia diventato paradossalmente più approssimativo, più stereotipico, e poco rispondente alla realtà. Anzi, mi pare che - per una serie di fattori precisi e concomitanti - atti non sporadici di xenofobia, un evidente "razzismo istituzionale" (a questo proposito, invito a leggere il recente libro di Clelia Bartoli Razzisti per legge), un disarmante conformismo dell'informazione - si sia anche creato, in particolare nel decennio 2001-2011, un discorso razzista diffuso, direi egemonico: talmente egemonico da apparire spesso normale, da non fare più scandalo, da non poter essere quasi messo in discussione. Da passare paradossalmente per "realista" (malgrado gli stessi dati lo sconfessino), in opposizione a quel presunto "buonismo" cui si attribuiscono - artatamente - tutti i mali... Da queste constatazioni è nata l'urgenza di scrivere un pamphlet che tentasse di decostruire questo discorso egemonico, proponendo al lettore alcuni semplici esercizi di smontaggio dei "testi" e quindi dei messaggi, più o meno celati, che questi veicolano.

Nel libro ha preso in considerazione alcune parole ed espressioni di uso comune: "negro", "clandestino", "vu' cumprà": soffermiamoci sulla loro accezione negativa - specie nel caso dei "clandestini" e cerchiamo di capire cosa nasconde questa terminologia...
Provo a essere sintetico, anche se certi argomenti - in termini linguistici - andrebbero sceverati con scrupolo. La lingua di per sé non è né buona né cattiva. Dipende dai contesti, dagli usi, da fattori para-linguistici ed extra-linguistici (come, rispettivamente, l'intonazione e le convenzioni sociali, ad esempio). È altrettanto vero, però, che sul piano del significato alcune parole hanno connotazioni negative, valutative, offensive più marcate rispetto ad altre. Ed il significato è legato certo al momento dell'enunciazione, ma anche alla storia, al "peso" che una certa parola porta con sé. Ebbene, gli esempi che lei ha fatto, da questo punto di vista, sono diversi. Negro, seppur etimologicamente "corretto", ha assunto nel tempo connotazioni estremamente negative, ed oggi viene utilizzato soprattutto con intento ingiurioso (in binomi lessicali o espressioni fisse come "sporco negro", "negro di merda"). Clandestino ha conosciuto uno slittamento semantico importante, ed e diventato, soprattutto nell'ultimo decennio, una sorta di iperonimo per migrante, immigrato irregolare, richiedente asilo, rifugiato, ecc.; anzi - questa e la tesi che sostengo - è diventato un termine per indicare non uno statuto temporaneo, ma quasi permanente: si è clandestini ontologicamente, per natura, prima ancora di esserlo di fronte alla legge. Vu' cumprà, neologismo degli anni Ottanta che sembrava scomparso, riaffiora non di rado nel linguaggio giornalistico, ed anzi - in ragione della sua stabilità nella lingua - è diventato anche morfologicamente produttivo (avendo originato i vari vu' lavà, vu' parcheggià, vu' stuprà, ecc.). Queste e altre etichette hanno usi e storie diverse, dicevo. Ma hanno una drammatica affinità: possono essere pericolosamente ambigue, insinuanti, offensive. E sono ormai parte di un lessico xenofobo riconoscibile, strutturato, diffuso. E di cui si fa sicuramente abuso, sia nel linguaggio politico, sia in quello quotidiano e - mi si perdoni il bisticcio - dei quotidiani e dei mezzi di informazione.

Molto interessante il capitolo che riguarda la cosiddetta "Discriminazione transitoria positiva": di cosa si tratta ? E quali sono le conseguenze nei confronti degli alunni stranieri?
Con quel capitolo ho tentato di criticare non solo l'impianto della cosiddetta "mozione Cota" (quella, tanto per capirci, che nel 2008 proponeva l'introduzione di "classi separate" nelle scuole italiane, indirizzate agli "immigrati" o ai "figli di immigrati" che non padroneggiassero l'italiano) - un impianto fondato su pochi triti luoghi comuni, privo di qualsiasi base glottodidattica - ma anche il linguaggio, approssimativo, sciatto, fumoso, con cui essa venne scritta e presentata, dentro e fuori il parlamento. Se si legge con attenzione quel testo, è facile trovarvi lacune, contraddizioni, falsi presupposti che non dovrebbero essere presenti in un documento del genere: un documento che tratta un argomento cosi importante come l'educazione delle nuove generazioni e l'idea di società che, a partire dalla scuola, si vuole costruire. Ma lo stesso esercizio di smontaggio si potrebbe fare su molti altri testi proposti e discussi negli anni scorsi, non solo dalle maggioranze di centro-destra. Perché il punto non è (soltanto) quello di accusare di incompetenza gli estensori di quella particolare mozione. È anche quello di puntare il dito contro i molti, troppi discorsi privi di argomentazioni solide, in tema di immigrazione: redatti per fini elettorali, o sull'onda dell'emozione suscitata da fatti di cronaca più o meno gravi. Tornando alla scuola, non dimentichiamo che questa istituzione ha un ruolo - e una responsabilità - fondamentale. Sia perché - nei fatti - è già da anni un formidabile laboratorio di convivenza, dialogo, "intercultura". Sia perché ha il ruolo, preziosissimo, di trasmettere un pensiero critico e di raccontare la complessità agli italiani e ai "nuovi italiani". Non a caso si è cercato, e si cerca di depotenziarla ad ogni occasione: sottraendole risorse, competenze, autorevolezza.

È ancora in atto, a suo parere, una "politica della paura" che porta a considerare gli immigrati come una minaccia per la sicurezza sociale?
Il governo in carica, per fortuna, ha smesso di calcare la mano sul tema. E anzi, mi pare aver derubricato la voce "paura percepita" dalla lista dei problemi e delle priorità della sua agenda politica. Tuttavia, se a livello politico nazionale la tensione si è (forse) affievolita, ed i toni sembrano meno allarmistici, non bisogna dimenticare che quei veri e propri carceri che sono i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), sono ancora in piedi, e lavorano a pieno regime. E obbligano alla detenzione coatta centinaia di persone (molte delle quali - tra l'altro - avrebbero diritto a protezione internazionale senza se e senza ma) per le quali è stato di fatto abolito l'habeas corpus. Inoltre, a livello locale (sui media, nelle ordinanze comunali, ecc.), spesso i discorsi paiono essere sempre quelli: "attenzione, elettori, immigrati e rom sono sempre, per definizione, una minaccia!"

Perché la paura e la diffidenza sono rivolte, in particolare, nei confronti dei cittadini rom?
La paura nei confronti degli "zingari" ha origini lontane, e oggi vive - soprattutto - di "sentito dire", quando non di vere e proprie "leggende urbane", bufale (come quella sulle zingare rapitrici di neonati). Per questo è difficile da sradicare, o almeno da ridimensionare, da contestualizzare. Diciamo, in breve, che gli "zingari" hanno storicamente rappresentato (non soltanto in Italia) l'anomalia, l'altro che incombe - a milioni, ma in Italia sono circa 160.000 - sulle nostre certezze e sul nostro benessere, il mostruoso e repellente. Li abbiamo spesso visti, e usati, come capro espiatorio per eccellenza. E li descriviamo - si pensi a certa stampa locale, non solo di destra - come la principale causa di degrado urbano e di tensione sociale. Ebbene, questa "caccia alle streghe" (alimentata spesso ad arte a fini elettorali) dovrebbe finire. E dovremmo smettere di esprimerci per iperboli, senza sapere bene di che cosa stiamo parlando (rom, zingari, slavi, nomadi: siamo sicuri che queste parole siano sinonimi?), e cominciare invece ad affrontare razionalmente le questioni, qualora e quando queste si presentino, evitando ad esempio di "etnicizzare" ogni singolo comportamento, ogni singola devianza.

I mass-media (la stampa e la televisione, in particolare) contribuiscono a veicolare un certo "razzismo democratico"?
A ragione Giuseppe Faso ha coniato, alcuni anni fa, l'espressione "razzismo democratico" (si veda il suo - giustamente fortunato - libro Lessico del razzismo democratico, del 2008), mettendo alla berlina non soltanto gli usi più scopertamente "razzisti" del linguaggio (ad esempio gli insulti cosiddetti "razziali", le espressioni chiaramente offensive) ma anche le formule che sembrano più neutre, e che neutre - a ben guardare - non sono affatto: penso al tanto diffuso «non sono razzista, ma...», penso - come già accennato - all'abuso di clandestino, penso alla stessa parola etnico (ed "etnici" guarda caso sono sempre gli altri), o a giovani immigrati per parlare delle "seconde generazioni", e di persone nate qui, che quindi non sono mai "migrate". Ma non si tratta solo del lessico, che è poi l'aspetto più superficiale. Si tratta anche di argomentazioni fallaci, di errate implicazioni (in presenza di un crimine, il sospetto cade prima sullo straniero), di cliché infondati, di strategie discorsive che riducono i fenomeni migratori - e le rivendicazioni dei migranti - a "problema", o il concetto di sicurezza a una questione di ordine pubblico legata alla presenza di stranieri, ecc. Ebbene, i media (ad eccezione di rari casi) hanno troppo spesso veicolato, più o meno deliberatamente, quest'insieme di pratiche discorsive. O meglio: troppo spesso non hanno fatto nulla per contrastarlo. E non bastano delle scuse una tantum (vedi l'ormai celebre caso de "La Stampa", l'11 dicembre scorso) per fermare la tendenza, per dissimulare l'abitudine. Lo sanno bene i colleghi dell'associazione "Carta di Roma", o dell'associazione "Giornalisti contro il razzismo", o di COSPE, o di "Occhioaimedia", che tentano con attività di monitoraggio e formazione a vari livelli di chiedere ai giornali, e ai giornalisti, di riflettere criticamente su usi e abusi, e di dimostrare maggiore responsabilità e professionalità nel dare notizie riguardanti i migranti, gli "zingari", le minoranze.

Quale soluzione suggerisce per una vera "integrazione" degli stranieri?
Non sono né un politico né un "tecnico". E quindi non ho una "soluzione". Anche perché le soluzioni non possono essere "una" soltanto, né unilaterali. Vanno tentate e negoziate, sempre: tra tutti gli attori sociali (anche, quindi, ascoltando e coinvolgendo gli "altri"). Senza contare che, in termini di "integrazione" milioni di stranieri sono (e si sentono) già parte della comunità nazionale, sono italiani a tutti gli effetti: continuare a non riconoscerlo non solo è profondamente ingiusto nei loro confronti, ma stupidamente errato sul piano della conoscenza dei fatti. L'"integrazione" già c'è, e già - malgrado la complessità dei processi - funziona piuttosto bene: basta guardarsi intorno.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 11/05/2012 @ 09:48:43, in scuola, visitato 952 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojisvav

JusticeTv Mercoledì, 09 Maggio 2012 15: :24 - Scritto da Martina Chichi

In Croazia, per la prima volta, un tribunale nazionale condanna una donna accusata di aver discriminato la comunità rom. È accaduto a Fiume, dove, due anni fa, un'esercente ha rifiutato di accogliere nel suo negozio due ragazze di origine rom che si erano presentate per svolgere un tirocinio richiesto dalla scuola secondaria superiore.

La titolare dell'esercizio aveva chiuso loro in faccia la porta del locale chiamandole "zingare". Le studentesse hanno denunciato l'episodio alla preside della scuola di economia frequentata e, dopo aver trovato un altro negozio per svolgere le ore di pratica necessarie per superare l'anno, si sono rivolte al tribunale per ottenere giustizia.

Il giudice ha condannato il gesto d'intolleranza della donna, ordinandole di pagare una pena pecuniaria. Si è trattato, secondo la pronuncia, di un caso di discriminazione su base etnica. Caso che ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica in una città multiculturale come Fiume, dove gli episodi di intolleranza verso le comunità rom e sinti non sono affatto rari.

Le giovani sono rimaste soddisfatte. "Credo che il verdetto aprirà la strada ad altri processi e aiuterà molte persone che vengono danneggiate perché non appartenenti alla maggioranza etnica che c'è nella popolazione" ha commentato una delle ricorrenti.

È un verdetto importante per la Croazia, perché per la prima volta è un tribunale nazionale a emanare una condanna. Finora vicende legali analoghe avevano trovato seguito solo presso la Corte europea dei diritti dell'uomo.

La discriminazione scolastica in Croazia era stata oggetto, nel 2010, di una sentenza dei giudici di Strasburgo. Quattordici ricorrenti di origine rom lamentavano il fatto di aver visto inserire i propri figli in classi composte esclusivamente da ragazzi della stessa etnia. In quella occasione la Corte aveva ritenuto che formare nelle scuole elementari classi separate per i bambini rom li sottoponesse a un trattamento differente rispetto a quello degli altri alunni. Le classi separate finivano per sfavorire il grado di istruzione dei bambini, senza tenere conto delle esigenze di coloro che conoscevano male la lingua croata. La Croazia era stata condannata a risarcire per danni morali i ricorrenti, colpevole di aver discriminato la comunità rom e di non aver garantito il diritto all'istruzione.

Fa notizia, quindi, la sentenza di condanna per discriminazioni di un tribunale croato, accolta nella giurisprudenza nazionale come un significativo precedente.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 12/05/2012 @ 09:02:59, in Kumpanija, visitato 1638 volte)

Capita, di sentire paragonare la situazione di Rom e Sinti in Europa a quella dei nativi americani. Una delle cose che può unirli, è la conoscenza dell'erboristeria tradizionale, conoscenza che col tempo sta sparendo tra le comunità romanì. Non conosco approfonditamente la situazione dei nativi americani, ma vedo che tra loro questa memoria viene tramandata come identità culturale.

Indian country By ICTMN Staff May 4, 2012 RSS - Pat Gwin, direttore alle Risorse naturale della Nazione Cherokee, discute sulle piante con Cathy Monholland, storica delle tribù e specialista del curriculum culturale, in preparazione della seconda conferenza annuale etnobotanica  della Nazione Cherokee. La conferenza si terrà il 24-25 maggio. (Courtesy of Cherokee Nation)

Imparare come i Cherokee usavano le piante tradizionale come medicina, cibo, riparo, armi e altro ancora prima del Trail of Tears (l'esodo forzato dalle terre native ndr.) e di come alcuni componenti delle tribù stanno operando per preservare le tradizionali conoscenze ecologiche, e coltivare giardini con queste piante  importanti per gli Cherokee. Poi si andrà a piedi verso Rocky Ford, a nord di Tahlequah, Oklahoma, per osservare queste antiche piante crescere nel loro ambiente naturale e ascoltare come iniziare il proprio giardino cherokee.

La seconda conferenza annuale etnobotanica  della Nazione Cherokee si terrà il 24-25 maggio. Il primo giorno, gli oratori condivideranno alcune conoscenze tradizionali riguardo le piante della Riserva Cherokee del complesso tribale W.W. Keeler a Cherokee, Oklahoma. La conferenza si concluderà con la visita guidata a Rocky Ford.

"Scopo della nostra conferenza è far crescere la consapevolezza e l'apprezzamento per le piante cherokee, che ci fornivano non solo da mangiare ma anche medicina," dice Cathy Monholland, storica delle tribù e specialista del curriculum culturale per la Nazione Cherokee, in un comunicato stampa. "In molti hanno interesse ma non la competenza riguardo a queste piante, quindi vogliamo insegnare di più su queste piante che ancora sono importanti nella vita dei Cherokee, ed il nostro cammino nella natura ha lo scopo di permettere alle persone di osservare alcune di queste piante nel loro habitat naturale."

Clint Carroll (Courtesy of the University of Minnesota)

Il primo giorno l'oratore ospite Clint Carroll, della Nazione Cherokee, evidenzierà le diverse sfide contemporanee che il suo popolo deve affrontare nel preservare la conoscenza ambientale degli indiani americani e le sue pratiche, col discorso: "Cosa sappiamo su ciò che vive nel mondo selvatico: la conoscenza ambientale cherokee attraverso le epoche". Carroll è dottore associato in studi degli indiani americani all'università di Minnesota–Twin Cities ed ha lavorato come tecnico all'ambiente e alle risorse naturali per la Nazione Cherokee.

Dopo il discorso di Carroll, i maestri giardinieri Tony e Carra Harris presenteranno alle 13.30 "Se le piante potessero parlare: una relazione cherokee". La coppia ha coltivato una delle più grandi collezioni nella nazione di piante significative per i Cherokee. Tony illustrerà come le piante erano usate per medicina, cibo, ripaqro, armi, strumenti e a scopo cerimoniale, prima del Trail of Tears. Carra presenterà idee e risorse per iniziare un proprio giardino cherokee.

La giornata conclusiva vedrà una passeggiata guidata di due ore nella natura, durante la quale i relatori della conferenza ed i rappresentanti del dipartimento alle Risorse Naturali illustreranno alcune delle piante presentate nella conferenza.

"Portiamo i partecipanti dove possono vedere crescere le piante, cosa che normalmente non è proponibile in un ambiente suburbano," ha detto Pat Gwin, guida alla camminata e direttore alle Risorse Naturali della Nazione Cherokee. "L'ambiente naturale dell'altopiano di Ozark assomiglia all'ambiente più a est dove vivevano i Cherokee."

La conferenza è gratuita ed aperta al pubblico. Per la passeggiata nella natura, verrà data precedenza ai primi arrivati. Informazioni sulla Conferenza Etnobotanica della Nazione Cherokee, contattare Monholland (001) 918-453-5389.

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Di Fabrizio (del 13/05/2012 @ 09:11:55, in casa, visitato 1318 volte)

Sitart.org  Milano 19 - 20 Maggio 2012

ZigzArt è il titolo dell'evento promosso da SITART nel campo Rom di via Idro a Milano.
Il progetto nasce con le intenzioni di riqualificare più che il luogo, le relazioni tra i Rom e i cittadini in occasione della festa di "Via Padova è meglio di Milano" cantiere d'integrazione multiculturale in progress.

Gli artisti: Ilaria Beretta, Beppe Carrino, Angelo Caruso, Federico De Leonardis, Carlo Dulla, Pino Lia, Elisabetta Oneto, Sabina Sala, Stefano Sevegnani, con la direzione artistica di Jacqueline Ceresoli, hanno creato installazioni site-specific, temporanee sul luogo, per condividere con gli abitanti un progetto di estetica sociale e di arte sostenibile.
Sitart, da anni agisce nei luoghi urbani con azioni di Social Art: una forma di arte pubblica attiva, temporanea, che trasforma le relazioni tra gli artisti, le persone, il luogo e il pubblico in un progetto di attivazioni di dinamiche culturali e sociali.

Social Art di Jacqueline Ceresoli

Nell'era dell'iperconnessione veloce "Tout change, tout bouge, tout va de plus en plus vite" e la rete per alcuni è una corsia preferenziale che accelera contatti ed evoluzioni sociali, per altri, gli emarginati digitali, separa vite, stili e identità di moltitudini di persone che si rifugiano in campi situati ai confini della città dove, nei migliori casi, si recupera un modello di comunità agricola, di villaggio contadino, in alternativa al modello urbano, ponendo alla base della società non il denaro, ma il patto di rispetto e di solidarietà tra gli individui.

Il Campo di via Idro è un Eden anomalo, trasformato in centro di convivenza tra etnie diverse, situato al termine di via Padova e vicino alla Tangenziale est, abitato da oltre 20 anni da circa 120 Rom Harvati, diventati cittadini italiani. Questa tribù urbana è costituita da residenti iscritti al Servizio Sanitario con bimbi scolarizzati e la metà di loro ha meno di 18 anni. Date queste condizioni di stanzialità, ex nomadi hanno trasformato il campo in una comunità, dove si contano più case che roulotte, molte delle quali con verande, orti o giardini, cavalli, galli e galline, tacchini, cani, gatti, ponendosi in un rapporto osmotico con il territorio, ma non con il tessuto urbano. In questa comunità di integrati, ma divisi dai cittadini per scelte di vita, 9 artisti italiani diversi per età, formazione e linguaggi adottati, hanno creato site-specific e installazioni a tecnica mista temporanee sul luogo, per condividere con gli abitanti un progetto di estetica sociale e di arte sostenibile promosso da Sitart.

ZigzArt nasce con le intenzioni di riqualificare più che il luogo, le relazioni tra i Rom e i cittadini in occasione della festa di via Padova, cantiere d'integrazione multiculturale in progress.
Dall'inizio di via Idro, lungo la Martesana, all'angolo di via Padova fanno capolino le vele colorate e i nastri di carta riflettente che definiscono un "Isola" immaginaria di Stefano Sevegnani, affacciata sul Naviglio.
Da via Padova fino al Villaggio Idro si estende intorno alla campagna limitrofa il "Serpente d'oro", di Sabina Sala, composto da chicchi di grano: l'oro del Mediterraneo e delle civiltà contadine.
Ilaria Beretta evoca il concetto di "migrazione" con una gigantesca capanna di stoffa, come ready made del nomadismo dei Rom, prototipo di abitazione di uomini in movimento, divenuti stanziali con la casa.
All'ingresso del Villaggio, troverete disegnato sul muro con martello e scalpello l'opera "Pastorale" di Federico De Leonardis, un grande bastone, simbolo del pastore che guida e accudisce al suo gregge, come insegna di un modello di vita idilliaca e bucolica, come alternativa a quello urbano.
Angelo Caruso ricopre con "Foulards" variopinti di gusto gitano, donati dalle donne del Villaggio, "la grande serra del perduto lavoro" della Cooperativa Rom che coltivava piante da vendere al mercato ora abbandonata, qui riutilizzata come rifugio per galline e altri animali da allevamento, cavalli al pascolo, liberi di circolare sull'antistante orto coltivato: è un'altra evocazione simbolica di vita agreste, perduta con la rivoluzione industriale, quando l'uomo ha interrotto la relazione con la natura.

Zigzagando dentro il villaggio, lungo la strada principale, noterete l'installazione "Fiat Lux", realizzata con alcune centraline di energia in disuso, trasformate da Carlo Dulla in simbolici altarini, in cui compaiono ex voto di luce, di gas e di acqua come apparizioni, presenze miracolose non sempre garantite in questo campo.
Davanti al Centro Polifunzionale del villaggio, pensato come presidio sanitario, sociale e culturale, sempre chiuso e poco utilizzato dal Comune, Elisabetta Oneto presenta, "Pori", un'installazione di code di cavallo, che per i Rom rappresenta un mezzo di trasporto, di sostentamento ed è il simbolo della loro cultura nomade.
All'interno dell'edificio, Beppe Carrino ha rivestito una stanza con "Scritture del corpo": una serie di disegni a matita che rappresentano i calchi di mani, piedi e fronte di varie persone e abitanti del Villaggio. Questa istallazione ambientale prevede il coinvolgimento del pubblico che si presterà a lasciare una traccia del suo passaggio nel campo.
Nel cortile dell'edificio dismesso, c'è ormeggiata una "Bari–Barca" di Pino Lia, a forma ellittica, in centro una ruota, simbolo del timone, circondata da ramificazioni dalle quali pendono guanti in lattice e rose con immagini multietniche, come metafora del viaggio e delle migrazioni di popoli sulla scia del sogno di una terra promessa.
Sitart, da anni agisce nei luoghi urbani con azioni di Social Art: una forma di arte pubblica attiva, temporanea, che trasforma le relazioni tra gli artisti, le persone, il luogo e il pubblico in un progetto di attivazioni di dinamiche culturali e sociali, mettendo in discussione il ruolo dell'artista in questo ambito, meno autoreferenziale e più utile alla collettività, sull'esempio della "Scultura Sociale" di Beuys e trasforma Milano in un prototipo di "Museo diffuso", dal centro alle periferie, open-space di un'arte sostenibile contro la museificazione dell'arte contemporanea, dinamica e complessa.

Info:
Titolo: ZigZart - Evento organizzato da SITART - Ideato e curato da Angelo Caruso - Direzione artistica Jacqueline Ceresoli - Direzione all'accoglienza nel Villaggio Fabrizio Casavola - Luogo: via Padova angolo via Idro al Campo Nomadi sul Naviglio Martesana. - Periodo: 19+20 Maggio 2012

Partner: Comunità Rom di Via Idro, Comitato Vivere in Zona 2, Associazione AB, City Art, Anpi Crescenzago, Martesana 2, Teatro degli incontri.

Per info: Angelo Caruso - Cell. 3357689814
info@sitart.orgwww.sitart.orgwww.meglioviapadova.org
Per informazioni: City Art, tel. 02-87167065, cell. 335-7689814, www.cityart.it, info@cityart.it

Patrocinio: Comune di Milano - Consiglio di Zona 2

Articolo Permalink Commenti Oppure (0)  Storico >>  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587

Titolo
Quest'anno ci saranno le elezioni europee. Ti senti coinvolto:

 Per niente
 Poco
 Normalmente
 Abbastanza
 Molto

 

Titolo
La Newsletter della Mahalla
Indica per favore nome ed email:
Nome:
Email:
Subscribe Unsubscribe

 

********************

WIKI

Le produzioni di Mahalla:

Dicono di noi:

Bollettino dei naviganti:

********************


Disclaimer - agg. 17/8/04
Potete riprodurre liberamente tutto quanto pubblicato, in forma integrale e aggiungendo il link:
www.sivola.net/dblog.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. In caso di utilizzo commerciale, contattare l'autore e richiedere l'autorizzazione.
Ulteriori informazioni sono disponibili QUI

La redazione e gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ai post.
Molte foto riportate sono state prese da Internet, quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non hanno che da segnalarlo, scrivendo a info@sivola.net

Filo diretto
sivola59
per Messenger Yahoo, Hotmail e Skype


Outsourcing
Questo e' un blog sgarruppato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare.
Alcune risorse sono disponibili per i lettori piu' esigenti:

Il gruppo di discussione

Area approfondimenti e documenti da scaricare.

Appuntamenti segnalati da voi (e anche da me)

La Tienda con i vostri annunci

Il baule con i libri Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.


Informazioni e agenzie:

MAHALLA international

Romea.cz

European Roma Information Office

Union Romani'

European Roma Rights Center

Naga Rom

Osservazione


Titolo
blog (2)
Europa (7)
Italia (6)
Kumpanija (2)
media (2)
musica e parole (4)

Le fotografie più cliccate


03/04/2020 @ 03:13:49
script eseguito in 156 ms

 

Immagine
 Usten Romalen!... di Fabrizio



Cerca per parola chiave
 

 
 

Circa 4378 persone collegate


InChat: per non essere solo un numero scrivete /n  e poi il vostro nome/nick

< aprile 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             
Titolo
blog (506)
casa (438)
conflitti (226)
Europa (986)
Italia (1410)
Kumpanija (377)
lavoro (204)
media (491)
musica e parole (445)
Regole (348)
scuola (335)
sport (97)

Catalogati per mese:
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
BuongiornoStai cercando un prestito per far rivive...
01/04/2020 @ 08:38:18
Di DIDIER
BuongiornoQuesto messaggio è per gli individui, ch...
01/04/2020 @ 08:37:22
Di FRANCO
 

Locations of visitors to this page

Contatore precedente 160.457 visite eliminato il 16/08/08 per i dialer di Specialstat

 Home page © Copyright 2003 - 2020 Tutti i diritti riservati.

powered by dBlog CMS ® Open Source