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Croazia: Rom discriminate, negoziante condannata
Di Fabrizio (del 11/05/2012 @ 09:48:43, in scuola, visitato 931 volte)

Segnalazione di Stojanovic Vojisvav

JusticeTv Mercoledì, 09 Maggio 2012 15: :24 - Scritto da Martina Chichi

In Croazia, per la prima volta, un tribunale nazionale condanna una donna accusata di aver discriminato la comunità rom. È accaduto a Fiume, dove, due anni fa, un'esercente ha rifiutato di accogliere nel suo negozio due ragazze di origine rom che si erano presentate per svolgere un tirocinio richiesto dalla scuola secondaria superiore.

La titolare dell'esercizio aveva chiuso loro in faccia la porta del locale chiamandole "zingare". Le studentesse hanno denunciato l'episodio alla preside della scuola di economia frequentata e, dopo aver trovato un altro negozio per svolgere le ore di pratica necessarie per superare l'anno, si sono rivolte al tribunale per ottenere giustizia.

Il giudice ha condannato il gesto d'intolleranza della donna, ordinandole di pagare una pena pecuniaria. Si è trattato, secondo la pronuncia, di un caso di discriminazione su base etnica. Caso che ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica in una città multiculturale come Fiume, dove gli episodi di intolleranza verso le comunità rom e sinti non sono affatto rari.

Le giovani sono rimaste soddisfatte. "Credo che il verdetto aprirà la strada ad altri processi e aiuterà molte persone che vengono danneggiate perché non appartenenti alla maggioranza etnica che c'è nella popolazione" ha commentato una delle ricorrenti.

È un verdetto importante per la Croazia, perché per la prima volta è un tribunale nazionale a emanare una condanna. Finora vicende legali analoghe avevano trovato seguito solo presso la Corte europea dei diritti dell'uomo.

La discriminazione scolastica in Croazia era stata oggetto, nel 2010, di una sentenza dei giudici di Strasburgo. Quattordici ricorrenti di origine rom lamentavano il fatto di aver visto inserire i propri figli in classi composte esclusivamente da ragazzi della stessa etnia. In quella occasione la Corte aveva ritenuto che formare nelle scuole elementari classi separate per i bambini rom li sottoponesse a un trattamento differente rispetto a quello degli altri alunni. Le classi separate finivano per sfavorire il grado di istruzione dei bambini, senza tenere conto delle esigenze di coloro che conoscevano male la lingua croata. La Croazia era stata condannata a risarcire per danni morali i ricorrenti, colpevole di aver discriminato la comunità rom e di non aver garantito il diritto all'istruzione.

Fa notizia, quindi, la sentenza di condanna per discriminazioni di un tribunale croato, accolta nella giurisprudenza nazionale come un significativo precedente.