Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 05/01/2011 @ 09:23:52, in Italia, visitato 1620 volte)

Sui recenti eventi a Sesto Fiorentino (leggi QUI e QUI) segnalo questa lettera di Franco Marchi

Egregio sindaco Gianassi,

Ho letto con piacere la missiva inviata a don Alessandro Santoro (leggi QUI ndr).
Le avevo scritto un altro messaggio, e penso che ne abbia ricevuti molti e che non possa rispondere a tutti, considero quanto scrive a don Alessandro come una risposta a me e ad altri che le hanno scritto. Ed altri leggeranno la mia missiva a Lei per semplificare le comunicazioni, cosa che so che è cosa alla quale Lei tiene per come vedo che ha organizzato e razionalizzato la stessa.

Come le scrivevo ho letto la sua breve biografia sul sito del comune e non le nascondo che mi piace. E proprio per questo, in questa missiva che leggerà la sua segreteria sarò franco e spero conciso.

Trovo una sorta di affanno nel leggerla. Un affanno che forse nasce dal fatto che dal 1990 i trasferimenti agli enti locali territoriali sono in continuo calo e per un amministratore che desidera amministrare in forma corretta è fonte sia di ansia sia di limiti che a volte possono costringere a delle scelte nel destinare le risorse.

A Quaracchi non può e non deve vivere nessuno, sottoscrivo questa sua affermazione, ma lo sgombero senza alternative porta a conseguenze gravi ed immediate in chi ci abita e che ritiene che essa sia la miglior soluzione possibile. Come Lei sa nella piccola comunità vivono anche bambini, anziani e malati che hanno diritti in quanto persone, riconosciuti da leggi europee ed italiane. Ho letto su un foglio elettronico locale interventi di suoi elettori che descrivono la piccola comunità come "difficile", ma fatta di persone che hanno diritti. Condivido quanto hanno scritto, e Le ricordo che le soluzioni e le risorse non devono essere solo del suo comune, ma, il problema deve essere affrontato con il grande comune sul confine, Firenze, e altri soggetti pubblici e gruppi di volontariato. Si lamenta che Sesto è stato lasciato solo ad affrontare gravi problemi, ma adesso che Quaracchi è esploso come problema, penso che possa avere la forza di risolvere l'emergenza attraverso la sua lunga esperienza e i valori che l'hanno portato in politica. Non diventi un nuovo De Corato toscano, ma segua la tradizione della sua terra che fra le molte cose fu il primo stato, come Granducato, che abolì la pena di morte e che fu con un suo conterraneo, Filippo Mazzei, l'ispiratore della parte più bella della costituzione statunitense, ovvero il diritto alla felicità.

Come scrivevo prima non è la crisi economica che taglia le gambe agli enti locali ma la scelta di ridurre i trasferimenti dal 1990 da parte di tutti i governi che si sono susseguiti. Lei scrive:
"Non si tratta di cinismo, ma di responsabilità. Cinici sono tutti quanti ritengono si debba fare tutto per tutti." e anche "A loro, come a tutti i cittadini di Sesto devo il mio impegno prioritario, senza distinzione né di razza né di etnia."
Mi permetta di contraddirla su due punti. Gli stranieri come gli italiani sono cittadini di Sesto, pagano tasse e gli stranieri comunitari possono votare e venire eletti. La comunità non deve essere divisa fra gli uni e gli altri. Lei oltre che persone amministra un territorio con le sue caratteristiche e i suoi problemi.

Scrive anche: "Purtroppo io non ho soluzioni". Credo che convenga con me che le soluzioni vadano cercate, e a volte con difficoltà, senza accettare una soluzione, quella di adesso, che peggiora e di molto le condizioni di un gruppo di persone. Riunisca intorno ad un tavolo amministratori, con le loro frustrazioni per non poter dare alcune risposte, e associazioni con i loro sogni. È probabile che ci si possa avvicinare alla miglior soluzione possibile, e chi non verrà a quel tavolo convocato da Lei se ne assume le responsabilità. Porti ad un livello collettivo quello che sente come sua responsabilità il dover scegliere fra creare o tagliare.

Concludo dicendo che mi ha fatto sorridere quando ha scritto: "Capisco anche come sia più facile e di maggior colore, e certo di maggior risonanza, attaccare un Sindaco radicato nei valori della sinistra piuttosto che i rappresentanti del Governo, ma io mi assumo, e per intero, soltanto le responsabilità che ho..."
I comportamenti più discriminanti sono fatti da amministratori del centrodestra, una minoranza del centrosinistra, però, non è da meno. A Padova un paio di anni fa alcuni consiglieri del PD, uno comunale ed altri circoscrizionali, organizzarono una raccolta di firme contro i rom, in poche ore smisero dopo l'intervento del sindaco Zanonato. Non abbia timori, non è più facile attaccare un sindaco di sinistra, per me è sicuramente più difficile perché penso ai tanti che si assumono oneri nel rapporto con alcuni cittadini che pochi, anche nel centrodestra fanno.

La prego pertanto a non credere che non vi siano soluzioni.

franco marchi

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Di Fabrizio (del 06/01/2011 @ 09:35:34, in media, visitato 1178 volte)

Suggerimento di Maria Natanson

 Link per chi legge da Facebook

Trovato nella calza ; - ) (che da domani si torna alla dura storia)

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Di Fabrizio (del 07/01/2011 @ 09:47:16, in Europa, visitato 1656 volte)

Da Roma_Daily_News

Roma Holocaust

1931
Inizio dei disordini contro le due "razze straniere non-europee" in Germania (Ebrei e "zingari") da parte dell'Ufficio Informazioni NS (NS-Auskunftei) dell'"SD del Reichsführer-SS" a Monaco.

1933
Richiesta da parte dell'"Ufficio Razza e Insediamento" (Rasse- und Siedlungsamt) delle SS a Berlino per la sterilizzazione degli "zingari e mezzi zingari".

Dal 1934
Ci sono tentativi da parte delle agenzie per escludere Sinti e Rom dalle organizzazioni professionali.

15 settembre 1935
Promulgazione delle "Leggi Razziali di Norimberga" (Nürnberger Rassegesetze). Frick, ministro degli interni del Reich dice il 3 gennaio 1936: "Di regola, le razze indipendenti in Europa includono, a parte gli Ebrei, solo gli zingari". Vengono interdetti i matrimoni misti tra Sinti e non-Sinti.

Novembre 1936
Istituzione dell'"Unità di Ricerca sull'Igiene Razziale" (Rassehygieneinstitut) sotto la guida del dr. Robert Ritter al ministero degli interni del Reich.

Dal 1936
Sinti e Rom sono deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald, Mauthausen e Ravensbrück.

Agosto 1938
Il dr. Adolf Würth, "ricercatore sulla razza" per Himmler, dice "Per noi la questione zingara è primariamente una questione di razza. Proprio come lo stato nazionalsocialista ha risolto la questione ebraica, così dovrò sistemare pure la questione zingara".

1 ottobre 1938
Assorbimento del nazionalsocialista "dipartimento di polizia zingara" a Monaco da parte del Dipartimento di Polizia Criminale del Reich (dal 27 settembre 1939: V Dipartimento dell'Ufficio Principale di Sicurezza del Reich, o RSHA /Reichssicherheits hauptamt/) sotto il comando dell'SS-Oberführer Arthur Nebe, ora superiore anche a Ritter. La deportazione di Ebrei e "zingari" è attuata da Adolf Eichmann nella Sezione IV B4. La Gestapo requisisce le proprietà di Sinti e Rom, rubate loro con la deportazione.

8 dicembre 1938
"Decreto base" di Himmler allo scopo di avviare a soluzione la questione zingara riguardo l'esistenza della razza".  Lo RSHA "accerta" l'affiliazione "zingara" sulla base dei "rapporti sulla razza" di Ritter.

Dal marzo 1939
Nel "Vecchio Reich" vengono emessi ordini per la marcatura speciale di Sinti e Rom e vengono istituite "carte d'identità razziali". Nel "Governatorato Generale vengono forniti passaporti gialli per Ebrei e "zingari" con una "J" o una "Z" nera.

21 settembre 1939
Conferenza dei capi dipartimento dei polizia della sicurezza e dei capi degli Einsatzgruppen, o gruppi di azione speciale, sotto la presidenza di Heydrich, sulla preparazione della deportazione dei "rimanenti 30.000 zingari" dal territorio del Reich verso la Polonia.

13 ottobre 1939
L'SS-Hauptsturmführer Braune informa Eichmann che l'SS-Oberführer Nebe vuole sapere "dove mandare gli zingari di Berlino".

16 ottobre 1939
Lo "SD Danube" informal'SS-Oberführer Nebe che "tre o quattro vagoni per zingari possono essere aggiunti al primo trasporto ebraico" che lascerà Vienna il 20 ottobre 1939. "I trasporti lasciano regolarmente Vienna, Mahr-Ostrau e Katowice".

17 ottobre 1939
"Decreto Confinamento" (Festschreibungserlaß) di Himmler. I 21 "uffici zingari" di Königsberg, Praga, Vienna e Monaco per Amburgo, sotto l'Ufficio Principale Sicurezza del Reich, devono erigere campi assembleari simili a quelli di concentramento in preparazione per il trasporto ai campi di sterminio.

30 gennaio 1940
Heydrich tiene una conferenza con i capi delle SS sulla deportazione di "tutti gli Ebrei nel nuovo Ostgaue e 30.000 zingari dai territori del Reich e dall'Ostmark come l'ultimo movimento di massa nel Governatorato Generale".

27 aprile 1940
Ordini di Himmler per le prime deportazioni di intere famiglie. A maggio i treni della deportazione con 2.800 Sinti e Rom tedeschi nel "Governatorato Generale" partono da Amburgo, Colonia e Hohenasperg vicino a Stoccarda.

1940
Nel campo di concentramento di Lackenbach a sud di Vienna, i corpi di Sinti e Rom assassinati vengono sepolti in fosse comuni nel cimitero ebraico, gli altri verranno deportati attraverso il ghetto di Lodz nel campo di concentramento di Kulmnhof nel 1941.

Dal maggio 1941
Nella Serbia occupata si devono indossare bracciali gialli identificativi con la parola "zingaro". Nei ghetti e nei campi di concentramento della Polonia occupata, Sinti e Rom devono indossare bracciali con la lettera "Z".

7 agosto1941
Un ordine di Himmler dichiara che il "Dipartimento di Polizia Criminale del Reich userà i rapporti di razza per decidere" su ulteriori deportazioni di Rom e Sinti tedeschi nei campi concentramento. L'"Unità di Ricerca sull'Igiene Razziale" produrrà circa 24.000 "rapporti" entro la fine del 1944.

Dall'estate 1941
Sinti e Rom sono sistematicamente colpiti nelle zone orientali dai cosiddetti Einsatzgruppen come pure da unità della Wehrmacht e della Ordnungspolizei. Otto Ohlendorf , capo dell'SS Einsatzgruppe dichiarerà al processo di Norimberga: "Non c'era nessuna differenza tra zingari ed Ebrei, lo stesso ordine si applicava ad entrambi".

10 ottobre 1941
Conferenza sulla "soluzione della questione ebraica" e sugli "zingari da evacuare" nel Protettorato di Boemia e Moravia, tra i capi delle SS Heydrich, Frank, Eichmann e Günther.

Gennaio 1942
5000 Sinti e Roma dal ghetto di Lodz sono assassinati nelle camere a gas del campo di sterminio di Kulmhof. Tutte le famiglie sinte e rom della Prussia orientale, la maggior parte contadini con aziende agricole e bestiami propri, sono deportati nel campo di concentramento di Bialystok e da lì nel 1943 ad Auschwitz.

7 luglio 1942
Il Reichskommissar per l'Ostland sugli "zingari": "Intendo che siano trattati alla stregua degli Ebrei".

29 agosto 1942
Elogio per l'amministrazione militare tedesca in Serbia: là, con l'aiuto delle camere a gas, "le questioni ebrea e zingara sono state risolte".

14 settembre 1942
Thierack, ministro della giustizia del Reich, verbalizza in una discussione con Goebbels: "Riguardo allo sterminio della vita asociale, il dr. Goebbels è dell'opinione che Ebrei e zingari siano semplicemente da sterminare. L'idea dell'annientamento attraverso il lavoro è la migliore". Il 18 settembre 1942 Thierack discute con Himmler, Streckenbach e altri capi SS l'attuazione dei programmi nelle iniziative delle SS, delle fabbriche d'ami tedesche e dei campi di concentramento.

2 dicembre1942
Lettera segreta dal capo della cancelleria del partito, Martin Bormann, dal "quartiere generale del Führer" ad Himmler nell'Ufficio Principale di Sicurezza del Reich, che asserisce che "il Führer non approverebbe" che "zingari" individuali fossero esclusi dalle "attuali misure" di sterminio per "ricerche sui costumi tedeschi".

16 dicembre 1942
"Decreto di Auschwitz" di Himmler per la deportazione di 22.000 Sinti e Rom europei, inclusi gli ultimi 10.000 dai territori del Reich, nella sezione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau denominato "campo zingaro".

Maggio 1943
Il dr. Josef Mengele diventa SS dottore del campo di Auschwitz. La sua prima azione è di mandare gassati diverse centinaia di Sinti e Rom. Continua le sue "ricerche sui gemelli", sostenuto dall'Associazione Ricerca Tedesca (Deutsche Forschungsgemeinschaft) e dall'Istituto Kaiser Wilhelm, attraverso l'uccisione di bambini ebrei e sinti. Anche in altri campi di concentramento, Sinti e Rom sono vittime di agghiaccianti esperimenti medici.

16 maggio1944
Il tentativo del comandante del campo di concentramento di mandare i rimanenti 6.000 Sinti e Rom del "campo zingari" nelle camere a gas, fallisce di fronte alla resistenza degli uomini, armati di vanghe, bastoni epietre.

2 agosto 1944
Dissoluzione del "campo zingaro" di Auschwitz-Birkenau. Dei 6.000 Sinti e Rom superstiti a luglio 1944, 3.000 sono deportati in altri campi di concentramento, gli altri 3.000 vengono uccisi nella notte tra il 2 e il 3 agosto.

Maggio 1945
Il numero di Rom e Sinti uccisi nei campi di concentramento e dagli SS Einsatzgruppen alla fine della guerra è stimato in mezzo milione. Dei 40.000 Sinti e Rom tedeschi ed austriaci registrati dai nazisti, oltre 25.000 vennero assassinati.

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Di Fabrizio (del 07/01/2011 @ 13:15:33, in lavoro, visitato 1313 volte)

Alto Adige di Antonella Mattioli

I Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, grazie a un affitto molto inferiore ai prezzi di mercato

BOLZANO. Prima il corso per gelatai, approvato nel 2009 dalla giunta provinciale, costato complessivamente 222 mila euro e finanziato dal Fondo sociale europeo; poi lo stage, adesso i Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, la struttura che si trova sui prati del Talvera vicino all'omonimo campo da calcio. Realizzato dalla Provincia e dato in concessione al Comune, il complesso dispone di bar e ristorante. Di recente la giunta comunale ha deliberato l'affidamento della gestione del Righi alla cooperativa Aquila. Il tutto all'interno del progetto di inserimento lavorativo autonomo di cittadini Sinti residenti in città. Il canone di subconcessione annuale è stato stimato dagli uffici comunali in 12.300 euro annui, che però sarà dimezzato in base alla scopo sociale della concessione che andrà avanti fino al 31 ottobre 2012. Il contratto è stato stipulato con Radames Gabrielli, in qualità di presidente della cooperativa Aquila. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto finanziato dal Fondo sociale europeo «Sintengre Avarpen - il lavoro dei Sinti». Alla coop l'obbligo di versare una cauzione pari alla metà del canone pagato.

Il bar, chiuso da circa un anno, dovrebbe riaprire fra qualche settimana grazie ad un'iniziativa destinata a far discutere esattamente com'era successo due anni fa con il corso per gelatai pensato e voluto proprio per la famiglia Gabrielli.

In precedenza, per circa cinque anni, il bar è stato gestito da Stefano Pizzo della cooperativa Cs2a: canone d'affitto 1.800 euro al mese contro i 512 chiesti oggi ai Gabrielli. «Noi - spiega Pizzo - più volte avevamo fatto presente che 1.800 euro al mese erano troppi: il bar è decentrato e proprio per questo il funzionamento è strettamente legato alle partite di baseball e di calcio. Anche in estate il giro è limitato, perché per la sua collocazione risente molto del vento che spira dalla Val Sarentina. Vedo però che ora ai Sinti il Comune concede un prezzo speciale: è chiaro che dovendo pagare un canone che è meno di un terzo del nostro la musica cambia».

Prevedendo le critiche, in Comune difendono l'iniziativa: «È sbagliato - dice l'assessore alle politiche sociali Mauro Randi - fermarsi all'aspetto economico. Questa è una grossa sfida per i Sinti: dovranno mettersi in gioco e dimostrare di sapersela cavare da soli. E comunque, se è vero che si rinuncia ad incassare un canone più elevato, è altrettanto vero che si risparmierà sui sussidi economici concessi ai meno abbienti. È un investimento che si fa pensando al futuro: queste persone devono imparare a diventare autosufficienti. Verseranno i contributi e un domani avranno una pensione». Anche l'assessore Patrizia Trincanato, che ha sempre seguito i problemi dei nomadi, è fermamente convinta della bontà dell'iniziativa: «Tutti si lamentano del fatto che i Sinti non lavorano, questa è l'occasione per dimostrare il contrario».

Sullo stesso tema
Il bar Righi al centro delle polemiche

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Di Fabrizio (del 08/01/2011 @ 09:15:17, in Italia, visitato 1817 volte)

Buccinasco.net

Occuparmi della Lega Nord di Buccinasco mi risulta sempre imbarazzante. La loro inconsistenza politica farebbe quasi tenerezza se non fosse pericolosa per la civile convivenza e la serenità del nostro Comune. Ne parlo oggi perché ho letto l'ennesimo articolo sul quotidiano Il Giorno. Ma cosa dice la Lega Nord di Buccinasco per bocca del suo portavoce Nando Uggeri (nella foto)?



Parla del nuovo piano regolatore? Parla della crisi economica e delle centinaia di famiglie di Buccinasco in difficoltà? Del lavoro? Della disoccupazione? Dell'ambiente a rischio? Della viabilità? Del federalismo?

Macché! Indovinate un po'?!

Sì avete indovinato, Nando Uggeri ci parla - come sempre - del nostro campo Sinti (clicca QUI + QUI + QUI link interni) al Q.re Terradeo esprimendo le sue deliranti preoccupazioni.

E di cosa è preoccupato? Si preoccupa del successo delle politiche di integrazione e di una delle pochissime iniziative positive della Giunta Cereda (PDL + Comunione & Liberazione), cioè della realizzazione di una "ciclofficina" (clicca QUI 250 Kb pdf) con i soldi stanziati dal Ministro leghista Roberto Maroni a cura della Prefettura di Milano (clicca QUI 130 Kb pdf).

Un progetto unico ed esemplare, qualcosa di cui essere orgogliosi, qualcosa che sta funzionando da decenni, indipendentemente dal colore politico delle Amministrazioni che si sono succedute, anzi, tutto è cominciato negli anni '90 con la prima Giunta Lanati (Forza Italia) con la Lega Nord in maggioranza.

Caspita ragazzi ! Figuriamoci se ci fossero stati dei veri problemi cosa avrebbero detto e scritto!

Probabilmente il sogno dei leghisti locali sarebbe quello di avere, anche a Buccinasco, un bel campo Rom, delle fatiscenti baracche, illegalità, sporcizia e malattie.

Magari un posto da sgomberare con tanto di telecamere e scontri con la Polizia (vedi il caso di Opera), con delle belle roulotte in giro per la città e postulanti bambini sporchi e scalzi davanti alle nostre Parrocchie ...

Risolvere i problemi? I "padani" romanamente se ne fregano! Per ottenere che cosa? Facile: un pugno di voti in più alle prossime elezioni.

Speriamo e lavoriamo seriamente in modo che i loro sogni non si realizzino mai a Buccinasco Italia, speriamo che voi elettori sappiate tenerli lontani dai posti di comando... altrimenti sapete già cosa vi aspetta.

Niente di personale.

Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione (seria)
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it

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Di Fabrizio (del 08/01/2011 @ 09:46:05, in Kumpanija, visitato 1265 volte)

2 da Radicali Italiani

E' morto a Roma per una grave forma di tumore Paolo Pietrosanti, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito. Nato nel giugno del 1960, giornalista e scrittore, è stato storico militante e dirigente radicale sin dalla fine degli anni '70. Iniziò il suo impegno politico partecipando attivamente all'organizzazione delle iniziative antimilitariste e nonviolente dei Radicali e della Loc (Lega degli Obiettori di Coscienza) negli anni '70 e '80, subendo anche un arresto a Comiso. Autore di analisi e documenti sulla nonviolenza e sulla lotta al razzismo e all'antisemitismo, è stato tra i più grandi diffusori in Italia del pensiero di Gandhi e Martin Luther King, autore tra l'altro di pubblicazioni, libri, interventi sui metodi della disobbedienza civile e della nonviolenza passiva. E' stato più volte candidato tra i capilista radicali alle elezioni europee, politiche e amministrative. Tra i principali temi che da sempre hanno caratterizzato il suo impegno, la campagna per la salvezza dalla pena di morte in Usa di Paula Cooper, quella per i diritti del popolo Rom, le azioni contro le dittature comuniste dell'Europa centro-orientale. Per queste ultime in particolare fu arrestato a Varsavia nel 1986 e subito dopo espulso. E' stato rappresentante all'Onu dell'Unione Internazionale dei Rom, oltre che Presidente onorario della prima organizzazione europea del popolo Rom. Tra i promotori del Partito Radicale Transnazionale alla caduta del muro di Berlino, si trasferì dal '90 al '93 a Praga, dove nacque un nucleo molto attivo di radicali impegnati sui temi transnazionali.

A causa della malattia perse la vista e dal 2000 si è battuto per la trasmissione della cultura e dei testi in formato audio-digitale a beneficio dei non vedenti, alla cui conclusione positiva dette un contributo determinante durante l'ultimo Governo Prodi, quando ebbe l'incarico dal Ministero dei Beni Culturali di trattare con gli editori la relativa convenzione.

E' possibile portare l'ultimo saluto presso la Clinica Villa Speranza (Via della Pineta Sacchetti, 235 – Roma) fino alle ore 12 di sabato 8 gennaio. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

Prossimamente verrà svolta a Roma una cerimonia laica in sua memoria.

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Di Fabrizio (del 09/01/2011 @ 09:36:59, in scuola, visitato 1378 volte)

CorriereFiorentino.it Una storia dove tutti sembrano più buoni, un po' da libro Cuore, ma tocca accontentarsi, e buon ritorno a scuola

Un ragazzino di dieci anni scrive al sindaco: «Non potreste mettere più pulmini, così anche noi rom possiamo andare a scuola come gli italiani?»

«Caro sindaco, ho 10 anni e abito al campo rom del Masini, vicino al viadotto Indiano. Faccio la quinta, e la scuola mi piace. Però c'è una cosa che mi dispiace molto: il pulmino ci porta a scuola solo alle 10 ed il pomeriggio dobbiamo andare via prima, così perdiamo quasi tre ore di lezione al giorno». Inizia così la lettera inviata a Matteo Renzi da un bambino rom. Una missiva che, ieri mattina, il sindaco ha menzionato come uno dei più bei ricordi del 2010. Parole, quelle del piccolo studente di una primaria fiorentina, che hanno sortito quasi subito l'effetto sperato. Il Comune ha infatti provveduto a potenziare il servizio dei cosiddetti pullman gialli, consentendo così al gruppo di alunni di arrivare in orario.

«Vado anche abbastanza bene, sono il più bravo della classe nel calcolo mentale - scrive Marco (nome di fantasia ndr) al sindaco - io cerco di studiare, ma tante volte arrivo a scuola e non capisco di cosa parlano perché hanno già incominciato da un'ora. Non potreste mettere più pulmini, così anche noi rom possiamo andare a scuola come gli italiani?» . Una richiesta a cui il sindaco ha risposto dopo poche ore: «Ho chiesto all'assessore all'educazione, di provare a vedere se riusciamo a migliorare il servizio. Mi raccomando: tu continua a studiare alla grande!» . Soddisfatto anche il preside della scuola, Doriano Bizzarri: «Andiamo fieri di questo progetto organizzato assieme al Quartiere 4 e, nonostante i primi disagi, siamo soddisfatti della risposta del Comune - spiega- un ottimo presupposto per favorire l'integrazione, non solo a parole» .

Il trasporto scolastico che serve i campi rom della città rientra infatti in un progetto più ampio, che prevede la distribuzione omogenea dei bambini e dei ragazzi su tutto il territorio comunale, evitando che certi istituti si trasformino in ghetti. «A moltissimi dei bimbi rom piace molto venire a scuola ed è difficile che vi rinuncino- ragiona il preside Bizzarri - oltretutto, in questo modo, dopo continueranno a frequentare le medie della stessa zona, perché non si vogliono staccare dagli amici delle elementari» . Una buona notizia, che si conclude con le parole tipiche della dolcezza disarmante di un piccolo studente: «Caro sindaco, io sono un bambino rom e tu sei una persona importante eppure mi hai risposto. Ti voglio dire che il servizio è migliorato molto. Anche i miei amici sono contenti. Loro non lo sanno che è perché ti ho scritto, non l'ho detto, ma io lo so. Farai il sindaco per molto tempo vero?» .

Claudio Bozza
05 gennaio 2011

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Di Fabrizio (del 09/01/2011 @ 09:39:14, in casa, visitato 1504 volte)

Segnalazione di Spazio Mondi Migranti

 Link per chi legge da Facebook

In una videolettera al sindaco di Firenze Matteo Renzi, al sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
Ecco il testo della videolettera che ho scritto:

Caro Sindaco di Firenze Matteo Renzi, sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi, presidente della regione Toscana Enrico Rossi, ho deciso di rivolgermi a voi con questa videolettera.

E' freddo. In questi giorni di gennaio il clima è rigido. Una banalità metereologica che per alcuni rappresenta la differenza fra la sopravvivenza e l'abbandono della vita.
"E' il suo tempo", dicono i saggi, "è inverno", e conformano le azioni al clima. D'inverno non si semina e non si ara la terra, la si lascia riposare. A gennaio non si dovrebbero abbattere baracche travestite da case senza prevedere un alloggio alternativo per i suoi abitanti Rom. Eppure è quello che rischia il campo di Quarracchi. Due baracche sono state distrutte nei giorni scorsi e sei delle persone che vi abitavano le sto ospitando nel mio minuscolo teatro, Cabina Teatrale; con l'aiuto di don Alessandro Santoro e della Comunità delle Piagge.
Vi chiedo una dichiarazione dello stato di emergenza che permetta alla protezione civile di aprire un tendone riscaldato, almeno per il periodo invernale.
Non voglio credere a chi dice che la vita degli esseri umani senza tessera elettorale non vi interessa. Io credo invece che l'abbiate in testa ma non abbiate trovato la strada per incrociarla con il cuore.

La politica che sogno non raccoglie voti dalla disgregazione del tessuto sociale, ma rammenda le ingiustizie intrecciando la speranza al cambiamento.
Matteo Renzi, Gianni Gianassi, Enrico Rossi, in più occasioni avete mostrato di apprezzare le raccolte fondi a favore dell'ospedale pedriatico Mayer. Anch'io guardo con ammirazione e gratitudine a questo ospedale d'avanguardia per i nostri figli, per questo vorrei che consideraste la possibilità di evitare che altri bambini rom possano essere costretti al ricovero per mancanza di una struttura di emergenza che permetta loro, cittadini del mondo, di ripararsi dal freddo.
Se davvero un bambino rom vale come un bambino italiano, non c'è motivo per cui non permettiate al vostro pensiero di fidanzarsi con l'accoglienza.
La povertà non si ferma con una ruspa e non si estromette dalla storia edificando un muro. Io so che alcune di queste scelte sono politicamente difficili, non sono facili, ma quelle vite, quelle esistenze, hanno la feroce urgenza dell'adesso.

Non c'è libertà se Firenze sceglie la guerra contro i suoi abitanti costruendo un sistema di privilegi basato sull'esclusione.
Non c'è sicurezza, nello scegliere la guerra contro chi arriva in Italia per lavorare ed è costretto ad elemosinare un briciolo della nostra felicità.
La democrazia non si esaurisce nello svolgimento delle elezioni, ma si concretizza nella costruzione di una società che ponga le persone prima degli oggetti, la vita prima della "roba".

Oggi mi piacerebbe respirare il sudore delle migliaia di giovani che nel novembre del 1966 arrivarono a Firenze per spalare il fango e i detriti della più grande alluvione capitata nella città di Dante.
Abbiamo bisogno della solidarietà espressa da quei tanti fiorentini che abitavano sopra e nei pressi del carcere delle Murate e che quel giorno d'alluvione accolsero i detenuti nelle loro abitazioni, dopo che le guardie aprirono le celle perché non facessero la "fine del topo".

Oggi abbiamo bisogno delle Chiese, che aprano le porte delle canoniche e la casa del Signore.
Oggi vorrei rivivere la decisione di quel circolo Arci che aprì i suoi spazi al primo piano per ospitare in salvo le mucche degli allevatori.
Anche oggi abbiamo bisogno di quelle stanze, anche se non sono le mucche, a dover essere salvate. Possiamo riuscirci scrollando dalle nostre spalle l'apatia dell'indifferenza, del "vorrei ma non posso", del "non tocca a me" o del "ma cosa vuoi che possa farci?"

Li chiamano "zingari", ma io in quelle persone, in quelle mani grandi, gonfie di vita, in quei tagli alle dita, in quelle ferite ai polpastrelli, riconosco le mani di mio nonno contadino. In quello strenuo attaccamento alla vita, in quella lotta per la sopravvivenza riconosco l'urgenza del nascere di ogni bambino.
E in quelle braccia, in quelle gambe, in quegli occhi, in quel naso, riconosco l'unica razza, quella umana.

Non è impossibile. E' necessario, costruire un'accoglienza.
Ed è questo quello che vogliamo. Per noi, per tutti noi.

Saverio Tommasi

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Di Fabrizio (del 10/01/2011 @ 09:21:37, in media, visitato 1717 volte)



7 gennaio 2011 Siccome si sa che gli zingari rubano i bambini, allora Denise Pipitone può essere anche quella ragazzina ritrovata nel 2008 in Grecia. Così almeno dicono durante Quarto Grado, condotta da Salvo Sottile, nel servizio di ricostruzione del caso di Denise, dove affermano testualmente che in Grecia viene ritrovata (e si mostrano le foto) una ragazzina rom che somiglia tantissimo alla scomparsa, ma poi la zingara che la conduceva per mano "scompare nel nulla con la bimba, la cercano in tutti i campi rom ma non la trovano".

Mica vero. Era stata ritrovata sull'isola di Kos una bimba di otto anni che somigliava a Denise, scomparsa quattro anni fa (il 1 settembre 2004) a Mazara del Vallo mentre giocava in pieno giorno nel giardino della sua casa. L'Interpol aveva anche arrestato una donna di trent'anni (una rom albanese) che si faceva passare per la madre della bimba, ma non parlava italiano. A portare gli agenti dalla bambina, una turista italiana che aveva acquistato da lei un braccialetto era rimasta colpita dalla somiglianza. Così almeno era stata raccontata la storia, con dovizia di particolari fantasiosi, dai giornali italiani il giorno prima. Il giorno dopo, la doccia fredda: l'esame del Dna ‘scopre' che la bimba era proprio figlia dell'albanese che diceva di esserne la madre. Tu guarda il caso, alle volte.

La polizia ha fatto sapere che dall'esame del dna è emersa "una compatibilità ereditaria" tra la bambina e la zingara albanese arrestata, che aveva sempre affermato di esser sua madre. "Al 99% non è Denise bensì la figlia dell'albanese" dicono dalla Grecia dopo avere avuto i risultati, ancora informali, dell'esame. "I risultati ufficiali li avremo domani, attendiamo ulteriori disposizioni della magistratura"

scriveva il Giornale. A Mediaset si vede che, a distanza di due anni, ancora non se ne sono fatti una ragione.

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Di Fabrizio (del 10/01/2011 @ 09:53:32, in Italia, visitato 1425 volte)

Wikirom

Nell'ambito delle manifestazioni per il Giorno della Memoria 2011 sono in programma quattro incontri sui temi della cultura e dell'attualità Rom in Italia, con uno sguardo sulle politiche di maggior successo per un'integrazione nel rispetto delle differenze.
L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Anci Ideali (Fondazione Europea delle Città) ed è realizzata dall'associazione RomSinti@Politica in collaborazione con le più importanti federazioni delle associazioni Rom, enti locali ed altre organizzazioni italiane ed europee (in Spagna, Belgio e Romania). Capofila dell'intero progetto è Cittalia (Fondazione Anci Ricerche).
A Torino l'organizzazione dell'iniziativa è curata da IDEA ROM ONLUS in collaborazione con il Museo Diffuso della Resistenza e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Torino.
Il corso è rivolto ad amministratori e funzionari pubblici, ONG che lavorano con i Rom, rappresentanze ed associazioni di Rom, scuole (dirigenti, docenti, studenti interessati), giornalisti e professionisti dei media. Beneficiari diretti dell’azione sono i Rom che vivono nei territori coinvolti mentre quelli indiretti sono i cittadini nella loro generalità.

Il modulo formativo è gratuito e prevede i seguenti incontri:

Venerdì 28 gennaio 2011 ore 15/18 - Sala Colonne Palazzo Civico, p. Palazzo di Città 1 - Torino
Risoluzione dei conflitti, stereotipo e pregiudizio: il ruolo degli schemi cognitivi e dei processi di categorizzazione.
Conducono il dott. Gabriele Guazzo (coordinatore del progetto – Cittalia) e il dott. Dimitris Argiropoulos (Università di Bologna). Presenta l'incontro e modera gli interventi il prof. Nanni Salio (Presidente del Centro Studi "Domenico Sereno Regis" di Torino).

Venerdì 11 febbraio 2011 ore 15/18 - Museo Diffuso della Resistenza, c. Valdocco 4/A - Torino
Legislazione locale, regionale, nazionale ed europea su discriminazione e razzismo.
Conduce il dott. Marco Brazzoduro (Università di Roma). Presenta l'incontro e modera gli interventi il dott. Lorenzo Trucco (Presidente nazionale dell'ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione).

Venerdì 25 febbraio 2011 ore 15/18 - Museo Diffuso della Resistenza, c. Valdocco 4/A - Torino
Identità: storia, politica e cultura.
Conduce il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì). Presenta l'incontro e modera gli interventi don Fredo Olivero (Responsabile del Servizio Migranti della Caritas Diocesana di Torino).

Venerdì 11 marzo 2011 ore 15/18 - Sala Colonne Palazzo Civico, p. Palazzo di Città 1 - Torino
Mediazione culturale e partecipazione attiva: metodologia e progettualità.
Conducono il dott. Nazzareno Guarnieri (presidente Federazione Romanì) e il dott. Dimitris Argiropoulos (Università di Bologna). Presenta l'incontro e modera gli interventi il dott. Filippo Furioso (Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "Leonardo da Vinci" di Torino).

Per maggiori informazioni: http://www.morespect.eu/en2/
Per partecipare al corso è necessario l'accredito con la scheda d’iscrizione (www.idearom.it)

IDEA ROM ONLUS – via Garibaldi 13, 10122 Torino – fax 011.82731123
www.idearom.it - idea.rom@gmail.com

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