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Bolzano: il Comune affitta il bar Righi ai nomadi a prezzo stracciato
Di Fabrizio (del 07/01/2011 @ 13:15:33, in lavoro, visitato 1489 volte)

Alto Adige di Antonella Mattioli

I Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, grazie a un affitto molto inferiore ai prezzi di mercato

BOLZANO. Prima il corso per gelatai, approvato nel 2009 dalla giunta provinciale, costato complessivamente 222 mila euro e finanziato dal Fondo sociale europeo; poi lo stage, adesso i Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, la struttura che si trova sui prati del Talvera vicino all'omonimo campo da calcio. Realizzato dalla Provincia e dato in concessione al Comune, il complesso dispone di bar e ristorante. Di recente la giunta comunale ha deliberato l'affidamento della gestione del Righi alla cooperativa Aquila. Il tutto all'interno del progetto di inserimento lavorativo autonomo di cittadini Sinti residenti in città. Il canone di subconcessione annuale è stato stimato dagli uffici comunali in 12.300 euro annui, che però sarà dimezzato in base alla scopo sociale della concessione che andrà avanti fino al 31 ottobre 2012. Il contratto è stato stipulato con Radames Gabrielli, in qualità di presidente della cooperativa Aquila. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto finanziato dal Fondo sociale europeo «Sintengre Avarpen - il lavoro dei Sinti». Alla coop l'obbligo di versare una cauzione pari alla metà del canone pagato.

Il bar, chiuso da circa un anno, dovrebbe riaprire fra qualche settimana grazie ad un'iniziativa destinata a far discutere esattamente com'era successo due anni fa con il corso per gelatai pensato e voluto proprio per la famiglia Gabrielli.

In precedenza, per circa cinque anni, il bar è stato gestito da Stefano Pizzo della cooperativa Cs2a: canone d'affitto 1.800 euro al mese contro i 512 chiesti oggi ai Gabrielli. «Noi - spiega Pizzo - più volte avevamo fatto presente che 1.800 euro al mese erano troppi: il bar è decentrato e proprio per questo il funzionamento è strettamente legato alle partite di baseball e di calcio. Anche in estate il giro è limitato, perché per la sua collocazione risente molto del vento che spira dalla Val Sarentina. Vedo però che ora ai Sinti il Comune concede un prezzo speciale: è chiaro che dovendo pagare un canone che è meno di un terzo del nostro la musica cambia».

Prevedendo le critiche, in Comune difendono l'iniziativa: «È sbagliato - dice l'assessore alle politiche sociali Mauro Randi - fermarsi all'aspetto economico. Questa è una grossa sfida per i Sinti: dovranno mettersi in gioco e dimostrare di sapersela cavare da soli. E comunque, se è vero che si rinuncia ad incassare un canone più elevato, è altrettanto vero che si risparmierà sui sussidi economici concessi ai meno abbienti. È un investimento che si fa pensando al futuro: queste persone devono imparare a diventare autosufficienti. Verseranno i contributi e un domani avranno una pensione». Anche l'assessore Patrizia Trincanato, che ha sempre seguito i problemi dei nomadi, è fermamente convinta della bontà dell'iniziativa: «Tutti si lamentano del fatto che i Sinti non lavorano, questa è l'occasione per dimostrare il contrario».

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