Rom e Sinti da tutto il mondo

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L'essere straniero per me non è altro che una via diretta al concetto di identità. In altre parole, l'identità non è qualcosa che già possiedi, devi invece passare attraverso le cose per ottenerla. Le cose devono farsi dubbie prima di potersi consolidare in maniera diversa.

Wim Wenders
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 19/06/2009 @ 09:16:25, in scuola, visitato 1601 volte)

Ricevo da Maria Gabriella De Luca presidente dell'Associazione "Terra di Confine" Onlus di Catanzaro

Vi voglio raccontare una storia, non è semplice da raccontare, forse più che una storia voglio provare a far capire come è difficile, complicato e spesso doloroso, occuparsi del popolo rom... quanti se, quanti ma, quante incertezze... in questi giorni ho vissuto una vicenda che mi ha fatto star male, che ha messo in discussione il mio impegno, che ha vanificato il mio lavoro, che mi è cascata fra capo e collo senza che nemmeno me ne rendessi conto... perché io purtroppo vivo in un mondo parallelo dove quello che conta è l’essere umano senza alcuna distinzione, dove vuoi per gli altri quello che desideri per te e tratti i figli degli altri come fossero i tuoi figli.

Bando ai preamboli... Quest’anno dopo 9 anni di progetti all’interno della scuola ma soprattutto di grande impegno nel settore della scolarizzazione dei bambini rom e nella lotta all’emarginazione, all’analfabetismo e alla dispersione scolastica, mi ritrovo di colpo fuori da questo canale che rappresentava per me e per l’associazione "Terra di Confine" l’unica gratificazione economica, benché misera e non rispettosa del mia professionalità. L’unica sicurezza che mi permetteva di affrontare il mio impegno e portarlo avanti pur fra tante difficoltà, avendo un ruolo ben preciso all’interno di una scuola che purtroppo non ha mai accettato me nella stessa misura in cui non accetta i bambini rom.

Quest’anno il Vice-Presidente della Giunta Regionale il prof. Domenico Cersosimo ha deciso di modificare la Legge Regionale 27/85, dando titolarità solo alle scuole di presentare i progetti, tutto ciò ha permesso al 4° Circolo Didattico di Catanzaro di considerare poco appetibili la mia collaborazione e la mia professionalità nei confronti di una "minoranza" di bambini, come quella dei bambini rom.

La mia posizione non è mai stata facile, mai improntata al dialogo e alla collaborazione, fra chi ha ritenuto sufficiente aprire le porte della scuola e far entrare anche i bambini rom nelle classi, facendo ricadere gli insuccessi e la mancata integrazione sugli stessi, quasi come se fosse una tara ereditaria, facendo pagare ai figli le colpe dei propri padri e dei propri avi; e chi invece lotta da sedici anni a fianco di questo popolo e soprattutto dei più piccoli, in un cammino che li vede protagonisti e attori del proprio cambiamento, nel pieno rispetto di una umanità che va aldilà di qualsiasi senso di appartenenza.

So che prima di decidere le modifiche apportate alla legge sono stati ascoltati i rappresentanti della scuola, io ritengo che era un dovere morale ascoltare anche l’altra parte, le associazioni. Sono convinta e sicura che lo strapotere dato alla scuola non porterà a cambiamenti positivi, soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli: rom, stranieri e diversabili. Una scuola che si ritiene "onnipotente" deve avere al suo interno professionalità, competenze e soprattutto una umanità vera e manifesta, di cui purtroppo le nostre scuole sono carenti. Se il pensiero alla base dei cambiamenti era quello di evitare gli sperperi inutili dovuti ai cosiddetti "finanziamenti a pioggia", il clientelismo alla base di certe logiche di potere, ma soprattutto creare "rete" e "coesione" fra le scuola, nutro seri dubbi che tutto ciò avverrà.

Fuori dalla scuola decido di impegnare tutte le energie all’interno dell’accampamento nella Scuoletta Arcobaleno, anche perché amaramente mi rendo conto che la scuola non accetta la mia mediazione, anzi a volte ho l’impressione che sia addirittura controproducente, mi ritrovo come si suol dire "tra l’incudine e il martello"... a settembre 2008, fra le tante cose, inizio un percorso di scolarizzazione con una ragazza di 22 anni, mai andata a scuola. Con lei decidiamo di affrontare questa sfida, provare ad arrivare alla licenza media. Non è facile, anzi è durissima, ma lei è tenace, affronta le difficoltà, si mette in gioco... quante difficoltà, tradurre in italiano per lei che ha sempre parlato e pensato in dialetto è stata una vera impresa, memorizzare le tabelline che incubo! Ma alla fine era riuscita ad imparare a leggere e comprendere, a scrivere quasi correttamente sotto dettatura, a fare le quattro operazioni. Sicuramente non è tanto, certamente non si può parlare di una preparazione di 5° elementare, ma per lei... per noi... è tanto... è quasi un miracolo. A questo punto bisogna affrontare l’ultimo ostacolo gli esami. Vado a parlare con la dirigente del IV Circolo, spiego che la ragazza non frequenterà la scuola pubblica, che continueremo a prepararla per prendere la licenza media, che forse potrà servirle per frequentare un corso di formazione a bassa scolarizzazione. Spiego inoltre che tutto questo potrà essere un punto di partenza per i tanti ragazzi che in accampamento sono completamente analfabeti, che questa esperienza potrà essere di stimolo per gli altri... spiego tutto e penso di essere capita ed ascoltata... giovedì 11 e venerdì 12 la ragazza sostiene gli esami di idoneità alla scuola media (così si chiamano adesso), la accompagno e mi rendo conto che il clima non è dei migliori, conosco tutte le insegnanti di commissione e capisco che sono molto mal disposte, continuo comunque a sperare... e invece ieri mattina tutto è svanito di fronte ai risultati affissi sul portone... la ragazza è stata bocciata!!! Perché? Perché??? Me lo chiedo e non so darmi una risposta, e soprattutto non so darmi pace. Tanto ci sarebbe ancora da dire, ad esempio sui livelli di scolarizzazione, a dir poco inadeguati, dei bambini rom che frequentano quella scuola e che comunque continuano ad essere promossi, ma il discorso sarebbe troppo lungo... una sola certezza mi resta che anche questa volta riuscirò a ricostruire dalle macerie...

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Di Fabrizio (del 19/06/2009 @ 09:11:28, in musica e parole, visitato 1484 volte)

Bruskoi Prala presenta a Torino (Imbarchino del Valentino) il 27 e 28 Giugno 2009

Stage di Danze della tradizione tzigana di Transilvania

Benki Iambor:
Danzatore rom di Szacsavas (Transilvania) è nato in una famiglia di musicisti.
Ballerino ufficiale del gruppo del suo paese e del gruppo Nadara. Attualmente collabora con Bruskoi Prala animando stages di danza.

Il corso prevede un approccio graduale alle più importanti danze rom di Transilvania che hanno attinto nei secoli alla tradizione ungherese e romena, rielaborandole. Verranno insegnate sia le danze semi libere (csingeralas, manele..) che le danze di coppia di origine ungherese o romena (csardas, invertita..) Per i danzatori sarà particolarmente interessante lo studio dei giochi di percussione ritmica corpo, mentre le danzatrici avranno sicuramente modo di appassionarsi al manea o mahala, danza di origine turca le cui movenze riprendono quelle della danza del ventre. Lo stage è indirizzato a danzatori di tutti i livelli (massimo di 25 posti).

Orari:
Sabato 27 dalle 15 alle 18
Domenica 28 dalle 13,30 alle 16,39

E' IMPORTANTE ISCRIVERSI!
bruskoiprala@gmail.com
Marco: 3393878818

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Di Sucar Drom (del 18/06/2009 @ 20:53:56, in blog, visitato 1249 volte)

Caro Gheddafi, noi non ti vogliamo incontrare
Al Leader della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista (Per conoscenza, alle e ai rappresentati del governo italiano e dell’Unione europea)...

L'ira degli ebrei romani
"Questa visita è un insulto. Il viaggio di Gheddafi in Italia si sta risolvendo in un tour penoso, che per il nostro Paese si è rivelato un fallimento politico e economico. E anche Berlusconi non lo riconosco più". Riccardo Pacifici è scosso. Il presidente della Comunità ebraica...

Crescono i casi di razzismo in Italia
Crescono i casi di razzismo riportati dai media, e si tratta soprattutto di atti di violenza fisica o a danno di cittadini romeni. Erano 119 casi nel 2007, sono stati 124 nel 2008 e 76 nei primi 3 mesi e mezzo di quest'anno, per un totale di 319 episodi. Il monitoraggio sulla stamp...

Gaspar Miklos Tamàs: sta nascendo qui a Budapest il nuovo fascismo europeo
«Sì, la democrazia è in pericolo. In tutta Europa o quasi, ma l'Ungheria è un caso estremo». Ecco il monito di Gaspar Miklos Tamàs, padre del dissenso sotto il comunismo, filosofo e docente, forse la massima voce critica del paese. Perseguitato...

Roma, presentati i risultati del progetto ''Diritto alla Scuola, Diritto al Futuro''
E' stato presentato oggi, presso la Comunità di Sant'Egidio, il progetto ''Diritto alla Scuola, Diritto al Futuro'' per la riuscita scolastica dei bambini Rom e Sinti, finanziato con il fondo per l'inclusione sociale degli immigrati del Ministero del...

Repubblica Ceca, Anna Polakova chiede asilo al Canada
Situazione drammatica nella Repubblica Ceca per la minoranza rom. Alcuni attivisti per i diritti civili hanno invitato i Rom a lasciare la Repubblica Ceca e fare richiesta di asilo in Canada. Dall’inizio dell’anno alcune centinaia...

Como, il Sindaco dice "bugie" sul caso dell'anziana sequestrata da due agenti di Polizia locale
Hidden Side ha segnalato un aggiornamento sul caso dell’anziana che ha subito il sequestro e la violenza da parte di due Vigili Urbani del Comune di Como. L’episodio è grave ma è la punta di un iceberg che fa molta fatica ad emergere. Questi due Vigili urbani sono p...

Brescia, ancora oscuro il futuro del Punto d'Incontro
Dopo sei mesi i Lavoratori del Punto Incontro di via Saffi cercano ancora una volta di sensibilizzare la cittadinanza bresciana sulla possibile chiusura del servizio e sulle incertezze dei lavoratori dell’ufficio...

Roma, legge e razzismo: esperti a confronto sul “Codice della persecuzione”
Legge e razzismo saranno al centro di un incontro, questa sera alle 17.45 nella sala Refettorio della Camera dei deputati, in via del Seminario, destinato a presentare l'ultima opera del professor Ernesto De Cristofaro Codice della persecuzione – I giuristi e il razzismo nei regimi fascista e nazista. L'autore, ...

Napoli, l'indifferenza razzista di fronte alla morte di un uomo
Nel corso di un agguato di camorra tra due clan rivali, alla stazione della funicolare di Napoli, il 26 maggio è stato ucciso per errore un musicista romeno, appartenente alla minoranza rom, che si guadagna da vivere suonando la fisarmonica sui treni. Colpito a una ga...

Milano, Roberto De Corato è un criminale
Il Vice Sindaco De Corato è un criminale che mantiene la parola e che certo non si ferma davanti alle semplici proteste. Alcuni giorni fa aveva affermato: «Non gli daremo tregua - ripete -. Li inseguiremo. I rom abusivi devono andarsene da Milano, devono capire che qui non c’è aria. C...

Roma, camerieri e manovali i baby-lavoratori
Un'inchiesta di Ires e Save the Children fa luce sulla piaga del lavoro minorile nella Capitale, ancora troppo diffuso. Il 27% dei minori coinvolti è di nazionalità italiana...

Opera (MI), lasciate in strada diciassette persone, bambini compresi
Operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale di Opera a cui si sono aggiunti, in seconda battuta, la Polizia Locale di Locate Triulzi ed i Carabinieri di Pieve Emanuele. Su richiesta del Sindaco di Opera Ettore Fusco c’è ...

Roma, assemblea contro il pacchetto sicurezza
Il ddl 733 (Pacchetto sicurezza) è in corso di approvazione al Senato. Nonostante le proteste e le mobilitazioni organizzate in questi mesi dalle/dai migranti, dalle/dagli occupanti di casa, dalle femministe e dalle lesbiche, dalle/dagli studenti, dalle associazioni di medici, insegnanti e avvocati, e partecipate da tutte e tutti coloro che non accettano più la cultura della paura e del controllo, m...

Roma, Roberto Mastrantonio: "Trasferite i rom del Casilino 900"
«Adesso basta, voglio una data. Il campo Casilino 900 deve essere spostato. Sono state dette solo bugie, i programmi sono slittati e ora hanno perfino avviato un altro censimento, è il quinto e non si capisce a cosa serve. Stavolta vado fino in fondo: ho organizzato una manifestazione per i...

Minori rumeni non accompagnati: magistrati, prefetti e sindaci per una rete territoriale d'intervento
Con una circolare congiunta dei ministeri Interno e Giustizia in tema di protezione dei minori rumeni non accompagnati o in difficoltà presenti sul territorio italiano, sono state eman...

La misteriosa paura degli inermi
Stela Anton è rumena, rom, ha 65 anni, e chiedeva l’elemosina a un crocevia di Como. Nel 2008, il sindaco della città, Stefano Bruni, aveva emesso, in accordo col prefetto, una severa ordinanza contro l’accattonaggio per la tutela del “decoro e della dignità cittadini”. Il Co...

Rom e Sinti, convocata l'assemblea nazionale della federazione "Rom Sinti Insieme"
Il coordinatore Yuri Del Bar ha convocato l’Assemblea Nazionale della federazione “Rom e Sinti Insieme” per il giorno martedì 23 giugno 2009, dalle ore 10.30 alle ore 16.00, presso la Sala stampa d...

Il prossimo tuo
Questo fine settimana esce nelle sale il film “Il prossimo tuo”, di Anne Riitta Ciccone, interpretato da Maya Sansa, Diane Fleri, Jean-Hugues Anglade ed Esther Elisha. Le storie al centro del film sono quelle di una giovane hostess che ha paura di volare, di un reporter traumatizzato d...

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Di Fabrizio (del 18/06/2009 @ 09:23:26, in conflitti, visitato 1349 volte)

Segnalazione di Ivana K Roman

da: U.R.Y.D. diaspora_rroms@yahoo.fr (5 giugno 2004) tradotto in Arcobaleno a Foggia

ASCOLTA IL FIUME IBAR

Ogni singola poesia, ogni parola, ogni pensiero espresso in questo libro - il primo di Neziri Nedžmedin - descrive la paura, la sofferenza e la nostalgia della casa della sua famiglia, quella della Rromani mahàla [area tipica Rromani nelle città balcaniche] nella "Kosovaqi Mitrovica" e per le case costruite secoli fa lungo le rive del fiume Ibar. Sono poesie legate a un dramma umano ben conosciuto. Una tragedia là accaduta, e come in ogni tragedia vissuta dai Rrom, impiglia di sofferenza e paura le tettoie rotte, gli anziani, tutte le case che hanno testimoniato la nascita e la crescita dei numerosi bambini, ma anche i vicoli polverosi dove scuri e sporchi correvano i Rrom a piedi nudi, ridendo e tenendo in mano una fetta di pane nero. La paura portata dei "dannati", che hanno incendiato il Kossovo e espulso tutti i diversi, anche quelli che non avrebbero fatto male a una mosca. Non è frutto della fantasia, è storia vera, di una sofferenza che solo i Rrom e chi abitava vicino a loro può comprendere. Nel nostro secolo. Dando il mio supporto a questo libro, mi aggiungo alla sua preghiera. E' stato scritto nel momento giusto, nel modo giusto. Per piangere la nostra tragedia. Sperando che non debba ripetersi ancora!
Alija Krasnići, scrittore Rromani

NON DIMENTICARE

1.

Proprio lungo l'Ibar
Scorreva la sua vita
La Rromani mahàla
Nella stretta via della Fabbrica
E qui erano germogliate le case
Come funghi dopo la pioggia
Offrivano un nido tiepido
Ognuno dipinto con caldi colori
A me, a te, a tutti
Lucidati vivamente
E con la forza della grazia
Assieme ai canti degli uccelli
Il sole
Coi suoi raggi d'argento
Fa brillare quei bambini scuri
E tutti i bambini echi della musica Rromanì
Che da da secoli
Presero l'anima e
Alleggerirono i cuori di quanti
Crebbero, invecchiarono e
Morirono lì.



2.

Arrivò infine il 1999
Anno scuro di miserie
Vide nascere le carovane
di Rrom colpiti dalla disgrazia
Guardate i piedi nudi dei bambini
Piangono e cercano
Chi amano
Dove ritroveranno una casa?
Dio mio, anche nel nido
L'uccello ha cessato di cantare
E gli strumenti han perso la loro voce
nei vicoli di Mitrovica
Non ci sono più giovani che sono per mano
Un acre odore di bruciato
Tutto è vuoto e cenere
Ogni casa, ogni incrocio
Nerofumo anche il cuore e l'anima
Persino la notte è piena di paura
Le case bruciarono a lungo
Dentro, solo cenere e carbone

3.

No, la tua foto non è più qui
Neanche la mia, o quella dei tuoi figli
Né i tuoi genitori
O la mia mentre camminavo per strada
nemmeno i miei amici del reggimento
Anche il cane ha smesso di abbaiare
Anche lui distrutto dalla mano del diavolo
Quindi, Rrom,
Apri i tuoi occhi:
Non potrai mai dimenticare
L'acqua fresca che ti scorreva accanto
O i fiori di Djurdjevdan
Neanche i fuochi
Con cui ci scaldavamo
E le tombe
E le nostre ombre
O la dolcezza del fiume Ibar
O Dio
Questo hanno fatto
Hanno separato il bambino da sua madre
E hanno gettato l'anziano nel fuoco

4.

Una madre indifesa è stata picchiata con odio
L'hai visto anche tu, mio Dio
Ci hanno gettato a terra come un vecchio straccio
E calpestato la nostra antica fratellanza
Bruciato tutto quel che ricordava
La tua presenza e la mia
Osservo da lontano
Non riconoscendo più
Brucia il mio cuore e piange
Come se fossimo divorati
Da ombre assetate di sangue umano
Ci hanno sottratto le ossa
E affamati fiutano i nostri passi
Non mi rimane una goccia di sangue Rom
Sole,
Perché i tuoi raggi
Non mi scaldano più
Cosa importa se l'oscurità è diventata la nostra casa
Cosa importa se il nostro cuore è avvolto nel dolore
Ritorna ancora l'andare dei Rrom

5.

Che la maledizione arrivi
Sul gradino della tua casa
e rafforzi i Rom
Che riprendono la strada del vento
O Vento, da quando mi sono fermato vicino all'Ibar
Il fiume che tu preferivi e carezzavi
Ho visto così tante immagini colme di dolore
In 500 anni
I miei antenati non ricordano
Qualcosa di simile
Voi, Dio, Sole e tu Vento
Terra dei miei nonni
Confidenti delle nostre estati
Persino le tombe
Non sono state risparmiate
La paura dei Rrom non può rimanere silenziosa
Se nessuno sa riconoscerla
Una fredda oscurità ha davanti agl occhi
Gli anni possano bruciare
Le pietre piangano le pietre
E le madri la tomba delle loro madri

6.

Cosa importa dove mi porterà l'esilio
Ho lasciato le ossa di mia nonna
Là, sulle sponde dell'Ibar
Come calmerò il pianto
Del bambino nella culla
Cosa racconterò all'anziano
Di quel che sta succedendo qui
E dove - ma cosa importa dove,
potranno tornare le ombre delle tombe
mentre i miei pensieri si confondono
Come la luce della lampada
Nella piccola casa che aveva mio nonno
In questa notte sorda
Anche la mia canzone Rromani
E' stata strangolata
Tutta la casa sta piangendo
Chi è scomparso
Cresce piano una nuova sofferenza
E sbuca la paura dal nido
La paura di una canzone che non potè nascere

7.

Dovunque vada
Avrò perso la strada di casa mia
Il giorno diviene notte
Una notte lunga, sempre più lunga...
Lunga come la morte
Non ci sono più
I raggi argentati del sole per i Rrom
Non ci scalderanno più
Buio, abbandono
Povera gente
Senza più danze
Là, accanto al fiume Ibar
Quando il diavolo
Ha mostrato
La realtà dietro il sogno
Tutte le pietre
Rimosse dai muri
Hanno lasciato un solo segno della loro scomparsa
Scure ustioni
Di ceneri
Silenti
gementi
Un'antichissima presenza cancellata

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Di Fabrizio (del 18/06/2009 @ 09:06:32, in musica e parole, visitato 1326 volte)

Ricevo da Veniero Granacci

INVITO: La Casa della Resistenza e l’Istituto storico della Resistenza "P. Fornara" vi invitano per un aperitivo cui seguirà la presentazione della mostra "Porrajmos" e lo spettacolo "Rom Cabaret"

Sabato 20 giugno 2009, ore 20.00 - 23.00
Casa della Resistenza
Via Turati 9, Verbania Fondotoce

Una storia da raccontare La persecuzione di Rom e Sinti tra ieri e oggi

"Quanti conoscono la parola Porrajmos? Pochissimi. Questo è l’indizio più significativo di come la memoria dei popoli che ci ostiniamo a chiamare zingari e nomadi fatichi a trovare ascolto e cittadinanza in Italia. Porrajmos è la parola che nelle lingue Sinte e Rom definisce il ‘divoramento’ subito in Europa tra il 1934 e il 1945".

L’Associazione Casa della Resistenza, in collaborazione con la Regione Piemonte, Assessorato alla Cultura, organizza una giornata di riflessione sul tema della discriminazione e della persecuzione verso le popolazioni Rom e Sinte attraverso la mostra storica Porrajmos. Sulle tracce della memoria che sarà presentata dal curatore, Carlo Berini, ricercatore dell’Istituto di cultura Sinta di Mantova.

Rom Cabaret Spettacolo con testi e musica popolare di artisti Rom
di Dijana Pavlovic
con Diana Pavlovic, Jovica Balval, Marta Pistocchi

"La convivenza tra comunità diverse in un medesimo territorio – non solo possibile, ma anche auspicabile – passa anche attraverso l’incontro e la conoscenza delle reciproche culture, unica via per dissipare incomprensioni, pregiudizi, luoghi comuni, diffidenze di tutti i tipi".

Alla presentazione della mostra seguirà lo spettacolo teatrale Rom Cabaret di Dijana Pavlovic, con Jovica Balval e Marta Pistocchi. Lo spettacolo è nato come occasione di incontro tra la cultura Rom e la rappresentazione che ne ha fatto la tradizione occidentale attraverso l’immagine romantica del mondo zingaro. Di fronte alle vicende drammatiche degli ultimi anni, che a partire dal caso di Opera sono culminate nella cosiddetta "emergenza Rom", è nata l’esigenza di attualizzare lo spettacolo e trasformarlo in uno strumento non solo di conoscenza e confronto, ma anche di denuncia. Attraverso poesie e racconti, musica e canzoni popolari, interviste e immagini si racconta la storia del popolo Rom (anche nei suoi momenti più drammatici, come lo sterminio nei campi di concentramento nazisti) e la condizione attuale dei Rom in Italia tra sgomberi e pregiudizi. Il tono è ora poetico, ora amaro e drammatico, senza dimenticare l’ironia e anche l’autoironia delle barzellette Rom.

Con il patrocinio di:

Consiglio Regionale del Piemonte - Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel VCO P. Fornara"

Sezione didattica
Istituto storico Resistenza e società contemporanea "P. Fornara"
Corso Cavour 15, 28100 Novara
tel. 0321 392743; fax 0321 399021
email: didattica@isrn.it ; sito web: www.isrn.it

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Di Fabrizio (del 18/06/2009 @ 07:19:29, in Europa, visitato 1381 volte)

Da La voix des Rroms

 (video in inglese)

In Italia ci si consegna ai pogrom, in Repubblica Ceca si fa campagna proponendo la "soluzione finale", un po' dappertutto nell'Europa Centrale ed Orientale si piazzano i bambini rrom nelle scuole per handicappati mentale, in Francia si strappano le tende di famiglie che si mettono per strada, ora, è la volta dell'Irlanda del Nord, dove da qualche giorno, gruppi estremisti hanno per obiettivo delle famiglie rrom originarie della Romania.

Dove va l'Europa? Adolf Hitler aveva un progetto europeo. All'indomani della II guerra mondiale, gli Stati Europei misero in atto l'Unione Europea proprio per evitare il ritorno di quel progetto. Siano ancora a tempo per evitare quel ritorno.

La voix des Rroms chiede alle istituzioni europee di adottare rapidamente lo Statuto quadro dei Rrom nell'Unione Europea, proposto dalla Rete rrom degli attivisti sulle questioni giuridiche e politiche (RANELPI)*. L’adozione immediata di questo statuto quadro che ha appena ricevuto l'appoggio della presidenza dell'Unione Rromani Internazionale (OnG a statuto consultivo presso l'ONU) e la sua messa in opera diviene ormai un'urgenza.

* Il progetto di Statuto quadro è disponibile in inglese, francese, ungherese, italiano, polacco e rumeno sul sito http://www.rroma-europa.eu

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Di cicciosax (del 17/06/2009 @ 09:24:27, in Italia, visitato 1600 volte)

La moglie del romeno ucciso: "L'ambulanza solo dopo mezz'ora" di Cristina Zagaria

"Il mio Petru è stato lasciato morire. C' era una sola ambulanza e ha portato via il 14enne. Mio marito è rimasto a terra per 30 minuti. Se era italiano sarebbe stato diverso, a noi ci lasciano finire così". Parole forti nella denuncia di Mirella, la compagna del romeno Petru Birlandeanu ucciso per errore dai killer della camorra. Un delitto compiuto durante una sparatoria tra la folla avvenuta poco prima delle otto di sera martedì a Montesanto.

"Per 5 minuti ha parlato. Per 10, mi ha guardato fisso negli occhi e, quando io gridavo, lui scuoteva la testa e mi stringeva più forte la mano. Per mezz' ora il corpo di mio marito Petruè rimasto per terra e nessuno ha fatto niente. Ci guardavano tuttie c' era anche chi mi scattava fotografie. È arrivata un' ambulanza, ma non era per noi era per il bambino ferito. Due feriti un' ambulanza sola... per l' italiano". Un' accusa. Lunga trenta minuti. Mirella è spaventata e arrabbiata. Mirella ha poco più di vent' anni ed è la moglie di Petru Birlandeanu, il romeno ucciso per errorea Montesanto. Mirella fumae piange. Fuma e si preme le mani sulla testa. Fuma Winston blu e si accuccia per terra, seduta sul cordolo dell' aiuola davanti all' obitorio, tenendo stretta la mano al fratello. Ernesto Cravero, docente della Federico II, sul sito di Noi Consumatori, conferma il racconto di Mirella: "Ritorno verso il ferito, il poveretto non si muove più, la donna che era con lui piange in silenzio. Sento delle sirene, penso: è l' autoambulanza. No, è una volante. Sono disorientato...eppure l' ospedale dei Pellegrini è lì a 100 metri. Chissà, portarvi quell' uomo a braccia o in barella. Alle 20 gli addetti della funicolare chiudono le portea vetro per isolare quel poveretto che è ancora lì e non si muove più". La sparatoria è avvenuta tra le 19.30 e le 19,40: trenta minuti prima. L' accusa di Mirella è dura: "Se era italiano sarebbe stato diverso. Agli italiani noi romeni facciamo paura e ci lasciano morire". E Mirella, piccola donna vestita di nero, con le ciabatte aperte e due cerchi d' oro alle orecchie, in Italia da tre anni, non trova spiegazione né tregua. "Mio marito è morto per 8 euro. Tanti erano i soldi che aveva in tasca. Tanti i soldi che racimoliamo ogni giorno e spediamo quasi tutto in Romania, dove c' è la mia bambina". Petru e Mirella hanno due figli, la più grande ha 10 anni, il più piccolo ne ha 6 e vive a Napoli. "Ma non lo portavamo quasi mai con noi al lavoro", fa notare Mirella. Lavoro? Petru suonava la fisarmonica sulla Cumana, ma era un calciatore. Mirella mostra la carta di identità del marito e racconta: "Era un centravanti del Poli Iasi, serie A rumena. Amava seguire le partite del Napoli e quando poteva giocava con i bambini, insegnava a giocare a calcio anche agli italiani. Perché Petru era romeno, non rom". Quando pronuncia la parola "italiani" grida: "Gli italiani vogliono ammazzare anche me. Non ho visto niente, niente... ma ero lì e la mafia ora mi sta cercando". Un motorino sfreccia nel viale e lei scoppia a piangere. Un attimo dopo una sirena. Mirella si rannicchia e poi balza in piedi. I rumori della paura fanno affiorare i ricordi: "Siamo alla stazione. Sentiamo gli spari. Petru mi afferra e dice: "Corri". Vedo il sangue, ma lui mi dice che è solo un graffio e che devo correre. Fino alla fine ha pensato a me, a salvare me...a lui non ha pensato nessuno e io non potevo fare niente". Torna la rabbia, appannata dall' impotenza. Ora accanto a Mirella c' è suo fratello, una interprete romena, Elisabeta, Enzo Esposito dell' Opera Nomadi, Federico Zinnae Carlo Parato del Partito Identità Romena della Campania. Chi è accanto a Mirella ha già avviato la domanda in Prefettura (che si è già attivata) perché Petru sia riconosciuto vittima di mafia, mentre il Comune si è offerto di organizzare il trasferimento della salma in Romania. Ma Mirella non riesce a seguire niente. Si prepara a passare la notte piangendo, senza che le sue lacrime sfiorino mai il corpo di Petru, come vuole la tradizione. Telefona in Romania: "Preparate il vestito da sposo di Petru. Deve essere tutto pronto, per il funerale. Torniamo a casa presto, per sempre".
(16 giugno 2009)

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Di Fabrizio (del 17/06/2009 @ 09:07:42, in musica e parole, visitato 1187 volte)

Da Roma_Italia

Associazione Nazionale "THÈM ROMANÓ" ONLUS

In considerazione dei recenti avvenimenti sismici che hanno colpito l'Abruzzo si stanno organizzando una serie di iniziative su tutto il territorio Italiano volte a sostenere l'Orchestra Sinfonica Abruzzese duramente colpita dal sisma.

In tale contesto si propone l'esecuzione di un "Concerto di musica romanì"

con l'Orchestra Sinfonica Abruzzese da realizzarsi a Roma, Lanciano e Ancona nei giorni 13, 14 e 15 Novembre 2009.

SI RICHIEDE

Un valido sostegno!!!! !!! In tre modi e a seconda delle proprie possibilità:

Come coorganizzatore, come collaboratore e come aderente.

1) La coorganizzazione dell'evento prevede i seguenti termini:
compartecipazione con 2000 euro a copertura della spese dei concerti dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese
(cachet orchestra, teatro, pagamento della stampa delle partiture, pubblicità, SIAE, etc.).
Tutti e tre i concerti avranno una pubblicità unica di carattere nazionale e ciascuna associazione coorganizzatrice avrà diritto di apporre il proprio logo sul materiale pubblicitario ufficiale prodotto dall'Istituzione Sinfonica Abruzzese.
La conferenza stampa di presentazione dei concerti avverrà a Roma, in Campidoglio all'inizio di Novembre 2009 e ciascuna delle associazioni coorganizzatrici ha diritto di presiedervi, assieme ai sindaci delle tre città, alle autorità e al direttore artistico della Sinfonica Abruzzese M° Vittorio Antonellini.

2) La collaborazione consiste nel promuovere l'evento presso i propri contatti e i propri canali (riviste, mailing list etc.), nel cercare contatti con radio e riviste che possono sostenere l'evento (unico nel suo genere e di portata mondiale), di procurare contatti con musicisti rom diplomati capaci di suonare con l'orchestra sinfonica che sarà diretta, probabilmente, dal kalò spagnolo Paco Suarez (dipende dai mezzi economi a che avremo).

3) L'adesione: consiste nella libera sottoscrizione da parte di associazioni e di privati sul conto corrente postale dell'associazione Them Romano Onlus causale: Concerto Orchestra Sinfonica Abruzzese

CONTO CORRENTE POSTALE 201665
oppure sull' IBAN dell'associazione Them Romano Onlus
IBAN IT46Z07601155000000 00201665

Le associazioni coorganizzatrici finora sono:
Ass. Them Romanò Onlus di Lanciano, Ass. Altrevie di Roma, Arci Solidarietà Lazio di Roma, Coop. Ermes di Roma, Ass. Piemonte Grecia "Santorre di Santarosa" di Torino, Fondazione Casa della Carità di Milano, Ut Orpheus di Bologna, CNI di Roma, Ethnoworld di Milano.

Le associazioni collaboratrici finora sono:
Gruppo Everyone di Pesaro, Amici della musica di Campovalano di Teramo, Ass. Adriatica Mediterranea di Ancona, Istituto di Cultura Gitana (Barcellona) , Cooperativa L'occhio del Riciclone di Roma.

Le associazioni che aderiscono finora sono: Casa Laboratorio San Giacomo di Palermo.

Le radio che collaborano finora:
Radio Spazio 103 di Udine, Radio Flash di Torino, Radio Kjoi Voce della Speranza di Roma, Radio Onda D'Urto di Brescia, Radio Popolare di Roma.

Per ulteriori informazioni e delucidazioni non esitate a contattarci. Vi terremo informati costantemente sugli sviluppi dell'organizzazione!!!!!!!!!!!

BUT BAXT TA SASTIPE'!!!!!!!

Per il Coordinamento Nazionale Antidiscriminazione Sa Phrala

Ass. Them Romanò

Dott. Prof. Santino Spinelli "Alexian"

per contattarci
tel. 0872 660099
cell. 340 6278489
spithrom@webzone.it

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Di Fabrizio (del 17/06/2009 @ 08:53:15, in Italia, visitato 1722 volte)

Ricevo da Rosanna Ferrucci

Alla luce dell'esperienza del il Primo Congresso Nazionale della “Federazione Rom e Sinti insieme” riprendono a grandi passi, i lavori di quei Sinti e quei Rom che pensano al futuro dei loro diritti, quelli che si identificano nella sintesi dei principi emersi da questa prima consultazione nazionale.

Il primo grande innovamento è portato dell'esigenza generalizzata di aprire le porte a tutte le comunità di rom presenti sul territorio nazionale ed europeo. Attraverso una visione unitaria che non pretende di rappresentare tutti i rom ma dichiara di voler perseguire obiettivi unitari che riguardano anche tutti i gruppi europei: Rom; Sinti; Kalé; Manouches; Romanichels (oltre a rom, sinti e camminanti italiani).

Questo significa da un lato rilanciare i temi ormai condivisi:
1. il riconoscimento di minoranza linguistica
2. la conoscenza della cultura Romanì
3. abbandonare la politica dei campi nomadi per avviare una politica abitativa pubblica per tutti i cittadini
4. abbandonare ogni forma di politica differenziata, le forme di assistenzialismo culturale e definire un ruolo propositivo per il popolo Romanò
5. recupero e sviluppo di una economia romanì, tra tradizione e modernità.

Ponendo al centro dell’azione politico/culturale l’unità e la partecipazione attiva della popolazione Romanì, la promozione della cultura Romanì con il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità Rom e Sinte, quale strategie sia per stimolare processi di formazione alla partecipazione attiva, sia per l’orientamento delle scelte politiche e culturali.

Dall'altro lato significa aggiungere scopi e valori contestuali all'Europa.
La popolazione romanì è la più grande minoranza europea!
È arrivato il momento di cimentarsi nella progettazione e nella ricerca sul livello europeo oltre che sul livello nazionale.
Come prima conseguenza propone una nuova denominazione: FEDERAZIONE ROMANÌ.
Il popolo romanò ha la forza e le competenze per determinare il suo cammino.
La Federazione Romanì vuole essere lo strumento per realizzare questo cammino.

Il presidente
Nazzareno Guarnieri

Federazione Romanì
Sede legale: Via Altavilla Irpinia n. 34 - 00167 Roma
Codice fiscale 97322590585 – Email: federazioneromani@yahoo.it
Web: http://federazioneromani.wordpress.com

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Di Fabrizio (del 16/06/2009 @ 14:23:52, in scuola, visitato 1065 volte)

15:32 - CRONACA- 15 GIU 2009 Così la comunità di Sant'Egidio ha portato a scuola 30 bambini

Roma, 15 giu. (Apcom) - Una borsa di studio di 100 euro al mese destinata a ogni bambino che frequenta la scuola con regolarità. Poche e semplici regole: non superare le tre assenze ingiustificate al mese, partecipare alle attività extrascolastiche, incluse le gite, e niente accattonaggio. Così a Roma la comunità di Sant'Egidio ha recuperato 30 bambini rom, di famiglie originarie della ex Jugoslavia. Il progetto, partito dal campo di via dei Gordiani e da un centro di accoglienza della Comunità, si è via via esteso ad altri insediamenti, coinvolgendo 42 bambini in tutto. Il progetto è stato presentato questa mattina dal presidente della comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo e dal direttore generale del dipartimento immigrazione del ministero del Welfare, Giuseppe Silveri. L'iniziativa, ha spiegato Impagliazzo, è partita a settembre e punta sulla responsabilizzazione dei genitori che non solo devono garantire la regolare frequenza del figlio, ma partecipare attivamente, presentandosi spesso a scuola per parlare con gli insegnanti. I risultati, ha sottolineato, sono stati sorprendenti: la maggior parte dei genitori ha usato i soldi per acquistare quaderni e materiale scolastico. Su 42, solo 12 bambini non hanno rispettato le regole e non hanno ottenuto la borsa, vale a dire solo uno su quattro. Quasi tutti i bambini coinvolti sono stati inseriti nella scuola elementare Iqbal Masih; ma anche altre 5 scuole primarie sono state coinvolte, con l'inserimento di 7 bambini. "Questo è un progetto esemplare con un successo evidente - ha sottolineato Silveri - spiegando che è stato il ministero del Welfare a finanziare l'iniziativa con i fondi destinati all'integrazione. Già il Comune di Napoli e quello di Milano - ha aggiunto - hanno mostrato interesse per il progetto". Il costo dell'operazione è stato 134mila euro, ha spiegato Impagliazzo. Una cifra, ha sottolineato, piuttosto contenuta a fronte dei risultati ottenuti. "Ma la cosa più importante - ha aggiunto - è che il progetto è replicabile anche con operatori non della Comunità di Sant'Egidio. Il problema di molti progetti di inserimento scolastico - ha continuato - è che puntano tutto sull'inserimento e poi trascurano la frequenza. Negli ultimi anni sono cresciute molto le iscrizioni a scuola. Ma su 17.500 minori rom e sinti in Italia, solo 219 sono quelli iscritti alle superiori. Li perdiamo per strada. Questa iniziativa premia la frequenza, investendo tutto sulla continuità". Coinvolgendo e responsabilizzando la famiglia nella scolarizzazione del bambino - ha proseguito Impagliazzo - si mettono le basi per l'integrazione. Il risultato è un circolo virtuoso, che ci ha permesso di organizzare feste di quartiere a cui hanno partecipato famiglie italiane e rom, che si sono svolte senza alcun problema di razzismo. Quello che ci auguriamo ora è che diverse amministrazioni locali seguano l'esempio, adottando questo modello". "I soldi ci sono", ha sottolineato Silveri: "Le amministrazioni comunali - ha spiegato - hanno a disposizione i fondi erogati dal ministero del Welfare agli enti locali proprio per questo tipo di progetti". Ma dove i municipi manterranno i cordoni della borsa troppo stretti, la Comunità, ha annunciato Impagliazzo, lancerà "l'adozione a distanza": "Oggi noi - ha spiegato - seguiamo 8mila adozioni a distanza nei Paesi dell'Africa e dell'America Latina. Proporremo alle famiglie di buona volontà di fare altrettanto per bambini meno distanti, ma che hanno altrettanto bisogno: chiederemo di adottare un bambino rom, per permettergli di andare a scuola".

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