Rom e Sinti da tutto il mondo

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 09:38:02, in Italia, visitato 1096 volte)

Da Roma_Italia

Immaginate. Maggio - Giugno 2008

Quattro bombe molotov sono lanciate in un quartiere Ebreo in Italia. Due giorni dopo, assalitori bruciano un altro quartiere Ebreo causando la fuga di circa 800 residenti. Folle di persone sono viste salutare sul principale canale TV urlando: Via gli Ebrei! La polizia anti-rivolta non viene neppure avvisata quando avviene la radiodiffusione.

Le settimane seguenti, succedono diversi incidenti simili. Il ministro degli interni, conosciuto per le sue dichiarazioni anti-Semite quando era ministro del lavoro, decide che ai bambini Ebrei devono essere prese le impronte digitali per quelle che chiama "ragioni di sicurezza".

L'OCSE, organizzazione che tratta principalmente temi sulla sicurezza e la prevenzione e risoluzione dei conflitti, conosciuta per l'impegno estensivo nel combattere il razzismo e promuovere la tolleranza, annuncia di voler discutere entro un mese, durante il prossimo incontro a Vienna, della tematica relativa agli Ebrei.

L'OCSE pianifica le seguenti tre sessioni:

Ruolo e responsabilità delle autorità regionali e locali nell'assistere gli Ebrei nell'integrazione

Pratiche positive e maggiori sfide nel migliorare la situazione degli Ebrei a livello locale: esempi per le municipalità

Politiche per facilitare il pari accesso degli Ebrei ai servizi pubblici, in particolare i servizi sociali e l'istruzione

Effettivamente quanto sopra è difficile da immaginare. Sia gli incidenti che le reazioni sarebbero appena credibili anche ai più ostinati anti-Semiti. Sarebbe fuori questione che l'OCSE indirizzasse soltanto tematiche sui margini estremi dei temi rilevanti, ed evitasse di menzionare attacchi motivati etnicamente o l'evidente anti-Semitismo delle autorità italiana. Ci si aspetterebbe dai capi del mondo democratico dure parole contro l'Italia e condanna degli atti contro gli Ebrei.

Su http://www.ergonetwork.org/fascism.htm potete trovare l'intero articolo che presenta non solo una lunga lista di abusi in Italia contro i Rom, ma anche il fallimento delle organizzazioni Europee ed Intergovernamentali nel deplorare simili standard per i Rom come per le maggioranze etniche d'Europa, ma anche la riluttanza nel parlare contro l'anti-ziganismo. Conclude l'articolo:

L'anti-ziganismo continua ad essere la forma di razzismo in Europa più estesa, accettata ed impunita. L'attuale crisi italiana - in cui partiti con un'agenda esplicitamente razzista si impossessano dello stato e sviluppano la loro agenda esplicitamente razzista, mentre nel contempo fomentano il pubblico ad atti di violenza - non ha precedenti nell'Europa post-Olocausto.

Anche se ci sono state espressioni smorzate di preoccupazione per gli eventi attuali in Italia, nessuna entità ha osato accettare le misure apertamente - ad esempio invocando le disposizioni di emergenza di diritti dell'uomo del Trattato dell'Unione Europea - per l'unica ragione che, in Europa "tali misure polemiche non sono fatte in compagnie educate". Questa era, invero, la stessa logica che portò all'estesa tolleranza europea ed internazionale per Hitler. Dopo tutto, si riteneva a quel tempo, forse aveva dei punti positivi. Molti in Italia ed Europa sull'argomento dicono la stessa cosa, stridente con "la negligenza ed il disprezzo per i diritti umani*" (*dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - UDHR) nel caso dei Rom o "atti barbarici*" come i recenti eventi in Italia, Ungheria e Romania. Il 10 dicembre di quest'anno saranno passati 60 anni dall'adozione dell'UDHR. Molti dei Rom diranno giustamente che questi 60 anni sono passati invano.

Valeriu Nicolae – Executive Director
European Roma Grassroots Organisation
Strada Rezonantei Nr.1-3 Bl 15-16 Sc A Ap 3 Sector 4 Bucuresti Romania
Tel : (004) 0742379657 or 0727708788

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Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 09:38:50, in blog, visitato 1463 volte)

Da Deep Action

Carissimo Maroni, io sono un emigrato Italiano all'"estero".

Ho messo le virgolette alla parola estero, perche quando io partì, l'Olanda era "l'Estero", oggi questa parola per noi non dovrebbe più esistere nel suolo Europeo in quanto saremmo tutti "cittadini" Europei...

Invece carissimo Ministro Maroni, io sono qui nel ricordarle che noi Italiani "sangue del suo sangue" di norma all'estero non siamo ben visti, se lo ricorda lei questo, lo sa o non lo sa??????

Inoltre carissimo Ministro le vorrei ricordare la favola che il "precedente crea".

Se l'Italia ha preso di mira i Rom, non vedo perche un'altro paese Europeo non potrebbe farlo con gli Italiani, visto che sono i vecchi ma pur sempre mariuoli dell'Europa e non solo???

Creare un precedente.

La stoltezza e la velocità in cui tutto gira ci fanno dimenticare alcune cose, come quella cosa assai importante e cioè che è "creare un precedente".

Ogni Paese dell'Europa vorrebbe cacciare qualcuno dal proprio territorio ed ogni paese dell'Europa vorrebbe reprimere i non indigeni per preservare i propri di indigeni locali....

Ripeto ci sono moltissimi Italiani non graditi all'estero, cosa dobbiamo aspettarci che l'Olanda decida di prendere le impronte digitali a tutti gl'Italiani??????

No perche... Carissimo Maroni gli Italiani sono sempre Italiani e qui in Olanda anche l'Italiano più Olandese comunque è visto male, perche ragiona e ragionerà sempre diversamente da un'Olandese...

Poi ancora vorrei dirle...

Sono passati un po' di anni dalla fine del servizio obbligatorio di leva ed eccoci arrivati ad un punto in cui si fa notare la mancanza delle famose impronte digitali che ogni buon Italiano lasciava nei momenti di appartenenza all'esercito....

Non so se lo Stato abbia tutt'ora un mezzo così potente come lo era il servizio militare in merito alla famosa schedatura... sicuramente però oggi che non c'è più quello strumento anche gl'Italiani secondo me sfuggono nell'essere classificati e con ciò suggerirei per il bene dell'Italia e della sicurezza degl'Italiani di schedare anche loro prendendo a tutti i cittadini Italiani le proprie impronte digitali..... .

Ecco signor Ministro Maroni, le vorrei ricordare che in questo Mondo nessuno ha l'esclusiva per nulla se lei fa quello che vuole fare, non farà altro che creare un precedente, un precedente che potrebbe avere serie ripercussioni in ogni dove in Europa .

O si vuole insinuare una vera discriminazione a priori nei riguardi dei Rom, solo loro e solo loro???!!!!!!!!

Del resto se le forze di polizia avessero le impronte digitali di tutti gl'individui presenti nella propria Nazione si troverebbe agevolata e risolverebbe molti più casi.........

Su quindi carissimo Ministro Maroni, arrivi fino in fondo, ci mostri le famose cose che vi rendono tanto maci, dica la verità, tutti gl'individui della Nazione Italia saranno sottoposti alla registrazione delle proprie impronte digitali!!!!!!

Esca cosi fuori da queste piccolezze, discriminare.., noi??????????

No, noi stiamo censendo solo la Nazione Italia con tutti i suoi abitanti presenti nel momento del censimento... giusto per essere tutti più sicuri... no??!!!!!!!!

Su... su... Maroni... su............

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Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 10:01:39, in Regole, visitato 1273 volte)

Gio 10 Lug - 18.54 LUSSEMBURGO - La Corte di giustizia delle comunità europee ha stabilito oggi che la Romania può impedire a un suo cittadino di recarsi in un altro stato membro, da cui era stato rimpatriato perché irregolare, a condizione che sia una minaccia per l'ordine pubblico. Lo ha riferito un comunicato della Corte.

"Il diritto comunitario non osta a una normativa nazionale che consente di limitare il diritto di un cittadino di uno Stato membro di recarsi nel territorio di un altro Stato membro, in particolare perché questi vi si trovava in «situazione illegale», a patto che siano soddisfatte alcune condizioni", si legge nella nota.

In particolare, "il comportamento personale di tale cittadino deve costituire una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società".

La Corte era stata sollecitata ad esprimersi da un tribunale romeno, a cui il ministero dell'Interno di Bucarest aveva chiesto un provvedimento per vietare ad un romeno di tornare in Belgio per tre anni, dopo che da quel paese era stato espulso perché "in situazione illegale".

Secondo la Corte, il fatto che il romeno fosse irregolare in Belgio non costituisce di per sé un buon motivo per proibirgli di tornare, ma il divieto deve essere motivato da ragioni di comprovata pericolosità che il soggetto ha mostrato, soprattutto nel suo paese.

La più alta giurisdizione dell'Unione europea conferma inoltre che ogni stato membro può determinare le esigenze di sicurezza con cui trattenere i propri cittadini o rispedire in patria quelli degli altri paesi della Ue, ma che tali esigenze devono essere intese in senso restrittivo.

"I provvedimenti adottati per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza per essere giustificati devono essere fondati esclusivamente sul comportamento personale della persona nei riguardi della quale vengono applicati, mentre giustificazioni non direttamente legate al caso individuale in esame o attinenti a ragioni di prevenzione generale non possono essere prese in considerazione", ha detto la Corte.

Anche il governo italiano, nel fronteggiare l'asserita "emergenza sicurezza" ha chiesto alla Romania un coordinamento per gestire i dossier dei romeni espulsi dall'Italia, mentre la Camera sta esaminando la conversione in legge del decreto sulla sicurezza che contiene norme per rendere più facili le espulsioni anche dei cittadini comunitari.

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Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 17:02:18, in scuola, visitato 1361 volte)

Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

La voglia di schedare e classificare etnicamente gli "zingari" è ormai un vero e proprio virus che sta infettando le istituzioni democratiche. Ora il Ministro Maroni l’ha fatto diventare legge e politica dello Stato, ma il quadro inquietante che emerge man mano che si scava nella realtà è che, almeno in Lombardia, quel virus agisce da tempo. Avevamo già denunciato che la Polizia municipale di Milano dispone di una sua autonoma schedatura etnica, risalente al periodo ottobre 2006 – dicembre 2007, e ora scopriamo che iniziative analoghe furono promosse un anno fa addirittura nelle scuole.

Infatti, come ha segnalato il blog del Circolo Pasolini di Pavia (http://circolopasolini.splinder.com), è sufficiente visitare il sito internet dell’Ufficio scolastico provinciale di Milano, cercare un po’ ed ecco che salta fuori la circolare n. 3058 dell’11 giugno 2007 che invitava i direttori scolastici di città e provincia a procedere a una "rilevazione alunni rom sinti". A tal fine era stata fornita anche una "scheda rilevazione dati", prodotta dall’Ufficio scolastico per la Lombardia, da compilarsi a cura del singolo istituto scolastico: una scheda per ogni alunno "nomade".
Beninteso, che la scuola si preoccupi di monitorare il grado di apprendimento e di inserimento degli studenti ci pare assolutamente doveroso, specie in una regione come la Lombardia che da tempo registra un tasso di abbandoni scolastici superiore alla media nazionale e dove la crescente presenza di bambini provenienti da famiglie di immigrati richiede nuove e adeguate politiche.

Ma cosa c’entra questo con una schedatura rivolta esclusivamente agli alunni individuati come "nomadi", che siano essi cittadini italiani o stranieri, che vivano in campi oppure in appartamenti? E che senso ha classificare i bambini per appartenenza a gruppi etnici? Difatti, la scheda relativa al singolo alunno prevede di rilevare informazioni come "Indicare se l’alunno è Nomade italiano o straniero", "Gruppo nomade di appartenenza (Es. Sinti, Rom, Abruzzesi…)" e "Luogo di abitazione (Campo, Appartamento, …)".

Insomma, la realtà che sta venendo a galla non è soltanto che la presunta necessità di "sapere chi sono", invocata dal Ministro Maroni per legittimare la schedatura etnica di massa degli zingari, è una gigantesca menzogna per giustificare l’ingiustificabile, ma soprattutto che la cultura democratica e la legalità costituzionale stanno diventando un optional per troppe istituzioni pubbliche. E quando una cosa del genere può accadere persino nella scuola, allora vuol dire che le cose si stanno mettendo davvero male.

Oggi abbiamo presentato un’interpellanza al governo regionale in cui chiediamo che intervenga con urgenza, affinché questa banca dati etnica venga distrutta immediatamente. Non si può, infatti, un giorno rivendicare che la Regione possa gestire autonomamente persino la scuola e il giorno dopo fare finta di niente quando succedono fatti incredibili come quelli descritti sopra.

Ma soprattutto crediamo che sia necessario un grande moto di disobbedienza da parte del mondo della scuola per impedire che cose di questo tipo possano accadere di nuovo, anche se a chiederle sarà un Ministro.

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Di Fabrizio (del 15/07/2008 @ 00:55:54, in Italia, visitato 1620 volte)

Da Roma_Daily_News

Carissimi,

Potete aggiungervi alla nostra protesta contro le impronte digitali ai bambini Rom (qui il testo tradotto in italiano ndr). Basta aggiungere il vostro nome/titolo ed indirizzo mail e vi aggiungerete a quanti hanno già firmato. Le vostre mail e firme saranno inviate ai funzionari Italiani e della Commissione Europea.

A seguito del meeting di San Rossore un numero di partecipanti ha deciso di firmare la petizione contro l'anti-ziganismo che le Organizzazioni Rom Europee di Base facevano circolare. La dichiarazione è ispirata alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 giugno. Tra i firmatari ci sono il Presidente del Centro Marthin Luther King Jr di Atlanta, Isaac Newton , Joe Beasley Presidente di Ascensione Africana, Laura Balbo, ex ministro italiano delle Pari Opportunità e Doudou Diene - Relatore Speciale ONU sulle forme contemporanee di razzismo.

Sono disponibili una foto ed un video clip di Doudou Diene che decide di appoggiare una campagna contro ciò che sta succedendo in Italia, mentre mi mostra il proprio dito pronto per le impronte digitali in solidarietà.

Un articolo del Manifesto (verso la fine) che menziona la nostra azione.

I migliori saluti e grazie per ilvostro appoggio

Valeriu Nicolae – Executive Director
European Roma Grassroots Organisation
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Dichiarazione contro l'antiziganismo - San Rossore, Italia 10-11 luglio 2008

Noi sottoscritti, notando che l'antiziganismo continua ad essere la forma di razzismo più diffusa, accettata e principalmente impunita in Europa.

- rifiutiamo i rapporti ripetuti di dichiarazioni pubbliche di sentimenti anti-Romani di alti funzionari italiani,

- rifiutiamo il fatto che il governo Italiano descriva i Rom come la causa che "determina una situazione di serio allarme sociale, con possibili serie ripercussioni sull'ordine pubblico e sulla sicurezza" del resto della popolazione, giustificando uno "stato d'emergenza" di 12 mesi, in cui possono essere prese dai Prefetti misure straordinarie in deroga alle leggi,

- chiediamo alle autorità Italiane di astenersi dal condurre un censimento che includa la possibilità di prendere le impronte digitali ai Rom ed ai minori Rom, essendo questo in contraddizione con la proibizione di discriminazione diretta ed indiretta prevista nella direttiva UE su razza ed etnia, mentre un'ulteriore discriminazione tra i Rom e gli altri cittadini è promulgata perché gli ultimi non debbano subire simili procedure,

- chiediamo con urgenza che le autorità Italiane intraprendano immediatamente misure estensive per calmare gli infiammati sentimenti anti-Romani in Italia e rendano chiaro il proprio impegno per la promozione di una vibrante società multiculturale in Italia, come pure riaffermino pubblicamente la propria risolutezza nella lotta a tutte le forme di razzismo,

- chiediamo che le autorità Italiane rendano immediatamente pubbliche le informazioni dettagliate sulle persone portate alla giustizia per gli attacchi motivati razzialmente a persone e comunità Romani dall'aprile 2008,

- chiediamo che la Commissione ed il Consiglio assicurino che gli Stati Membri applichino costantemente e completamente le leggi UE, e prendano le misure necessarie in caso di infrazione,

- chiediamo che l'Agenzia per i Diritti Fondamentali dia il suo parere alle istituzioni dell'Unione sulla legalità di queste nuove misure intraprese dal governo Italiano,

- chiediamo alla Commissione ed al Consiglio di rafforzare ulteriormente le politiche UE sui Rom, lanciando una strategia UE sui Rom completa ed a lungo termine.

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Di Fabrizio (del 15/07/2008 @ 08:31:37, in Europa, visitato 1788 volte)

Da Roma_ex_Yugoslavia

Martedì 8 luglio 2008 - Persiste l'emergenza sanitaria nei campi Rom dell'ONU




QUANDO MILIONI DI GIOCATTOLI fabbricati in Cina furono recentemente richiamati per paura di avvelenamento da piombo, Time magazine, CNN e la maggior parte dei media ne fecero una notizia da prima pagina. Dottori di tutto il mondo furono citati per come la pittura al piombo potesse causare danni al cervello e agli organi, specialmente in bambini sotto i sei anni di età il cui sistema immunitario non era ancora pienamente sviluppato. Ma nessun media a suo tempo ha menzionato una parola sul peggior caso di avvelenamento da piombo nella storia medica: i campi ONU per persone internamente disperse (IDPs) nel nord Kosovo.

Forse per la maggior parte dei giornalisti, i campi di morte ONU non sono una nuova storia anche se le morti continuano a crescere. Ne ho scritto sull'International Herald Tribune. In seguito a questo, la ZDF (TV tedesca) fece un breve programma sui campi, e così fece Aljazeera. Bild Zeitung, il più diffuso giornale tedesco, non solo raccontò la storia, ma chiamo otto bambini (dopo che la loro madre ed un fratello erano morti di avvelenamento da piombo) in Germania per trattamenti medici dove le scansioni mostrarono che i bambini avevano gli organi danneggiati e danni irreversibili al cervello.

Questo è come successe

Il 16 giugno 1999, quattro giorni dopo l'arrivo delle truppe NATO, bande di estremisti Albanesi, guidate dagli ufficiali in uniformi nere dell'Armata di Liberazione del Kosovo, attaccarono quasi tutte le comunità Rom in Kosovo. Agli Zingari fu detto di fuggire o che sarebbero stati uccisi. Su di una popolazione anteguerra di circa 130.000, oltre 100.000 Rom nei seguenti tre mesi lasciarono il Kosovo.

Dopo la loro partenza, più di 14.000 case Zingare furono saccheggiate e poi distrutte.

Le truppe NATO rifiutarono di intervenire, dicendo che era un problema della polizia locale. Ma a quel tempo non c'era polizia locale. I Serbi che costituivano la polizia locale erano stati costretti dalla NATO a ritirarsi in Serbia.

Ho personalmente assistito a parte di questa diaspora, perché nel luglio 1999 l'ONU mi chiese di recarmi volontario in Kosovo e consigliarli sui problemi Rom. Per tre mesi, sono stato l'unico non-Zingaro a vivere 24 ore al giorno nel più grande campo ONU, Obilich. Durante il giorno, mi recavo spesso dove gli Zingari erano stati minacciati. Ho visitato particolarmente la più grande comunità Zingara in Kosovo, a Mitrovica sud. Là una comunità di oltre 8.000 Zingari (Rom, Askali ed Egizi) che vivevano in oltre 1.000 case erano state costrette a fuggire sotto l'occhio delle immobili truppe NATO.

La maggior parte degli Zingari di Mitrovica scappò all'estero. Circa 1.000 trovarono rifugio in una scuola serba chiusa per le vacanze estive. Per alcuni mesi organizzai acqua e cibo attraverso diverse agenzie di aiuto per questi Zingari accampati nella scuola.

Nel novembre 1999, l'UNHCR si prese carico di loro e li trasferì in quattro campi costruiti su di un terreno tossico, gli unici posti che l'ONU disse erano disponibili. Protestai, chiedendo l'attenzione degli ufficiali ONU - e specialmente dei capi dell'UNHCR a Pristina - sul fatto che queste aree intossicate potevano essere di detrimento alla salute di questi IDPs. L'UNHCR mi rassicurò dicendo che avevano firmato contratti con le municipalità locali, assicurando che gli IDPs sarebbero stati nei campi per soli 45 giorni. Alla fine di questi 45 giorni, avrebbero avuto ricostruite le loro case e vi avrebbero fatto ritorno, oppure sarebbero stati mandati come rifugiati in un altro paese estero. Sfortunatamente, dopo quasi nove anni e molte morti, a causa dell'avvelenamento da piombo, gli IDPs vivono ancora su un terreno contaminato.

Durante l'estate del 2000, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fece un'indagine medica a Mitrovica, perché a molti poliziotti ONU e soldati francesi furono trovati alti livelli di piombo nel sangue. Nel novembre 2000, l'OMS presentò un rapporto sanitario, dichiarando che la maggior parte di chi viveva a Mitrovica soffriva di avvelenamento da piombo. Il rapporto dichiarava che gli effetti peggiori si producevano sugli Zingari che vivevano nei campi ONU e raccomandava che i campi fossero evacuati e cintati così che nessuno potesse accedervi accidentalmente. Bernard Kouchner, l'attuale Ministro degli Esteri francese, era allora a capo dell'UNMIK. Disse agli autori del rapporto sanitario che lui era un dottore e comprendeva il pericolo di avvelenamento da piombo. Promise di prendere misure appropriate. Ma l'unica cosa che fece fu di chiudere la fonderia nelle vicine miniere di Trepca. Non evacuò e non chiuse i campi Zingari dove i livelli di piombo erano tre volte più alti della popolazione generale.

Invece di chiudere i campi Zingari, l'ONU costruì una pista che divideva due dei campi dai depositi di scorie tossici. Poi l'ONU mise cartelli in quattro lingue chiamando questa pista l'Alleato della Sanità. L'ONU costruì anche un campo da calcio ed uno da basket per i bambini Zingari accanto a 100 milioni di tonnellate di rifiuti tossici. Non venne detto loro che tramite questi sport, con l'apertura dei polmoni, sarebbero stati più vulnerabili all'avvelenamento da piombo.

Nonostante i ripetuti appelli per aiutare gli Zingari, specialmente quanti vivevano nei tre campi nell'area nord di Mitrovica, l'ONU fece esattamente l'opposto. Gli aiuti sul cibo vennero sospesi nel 2002, dicendo che era tempo che provvedessero loro ai rifornimenti. Nel campo di Zitkovac venne tagliata per sei mesi la fornitura d'acqua perché gli amministratori del campo - il partner ONU, Chiese al Lavoro Assieme - trovarono che gli Zingari usavano troppa acqua. Alla fine, gli Zingari di Zitkovac dovevano camminare per quattro km. due volte al giorno per prendere l'acqua potabile. In tutti i tre campi la maggior parte degli Zingari doveva passare dalla discarica per trovare il cibo.

Nell'estate del 2004, l'OMS fece un'indagine speciale nei tre campi dopo che Jenita Mehmeti, una bambina di quattro anni,morì per avvelenamento da piombo. Non era la prima. Sino allora in 28 (soprattutto bambini e giovani adulti) erano morti nei tre campi, ma Jenita fu la prima ad essere curata per avvelenamento da piombo prima che morisse. Nuovi esami del sangue presi dall'OMS mostrarono che molti bambini, i più vulnerabili all'avvelenamento, avevano livelli più alti di quanto la macchina potesse registrare.

I trattamenti medici a riguardo richiedono l'immediata evacuazione dalla fonte di avvelenamento e l'ospedalizzazione se i livelli di piombo superano i 40 mg/dl. Danni irreversibili al cervello iniziano di solito a10 mg/dl, specialmente in bambini sotto i sei anni di età il cui sistema immunitario deve ancora svilupparsi. Molti dei livelli di piombo nei bambini dei tre campi erano oltre i 65 mg/dl, i livelli più alti che la macchina dell'OMS potesse leggere. Lo staff dell'OMS sospettava che alcuni bambini (a causa dei loro sintomi) avessero livelli di piombo tra gli 80 e i 90. Come risultato, un bambino di sette anni aveva livelli di 120 mg/dl, il più alto nella storia medica.

Nel novembre 2004, l'OMS presentò all'UNMIK il suo rapporto sanitario sui campi Zingari, raccomandandone l'immediato sgombero. Anche se c'erano dei precedenti, quando l'ONU evacuò migliaia di Albanesi e Serbi del Kosovo quando si trattava di fatti che minacciavano la loro vita, questi Zingari non vennero evacuati. L'unica misura presa dall'ONU fu di iniziare incontri bimensili tra le agenzie ONU ed altre OnG per studiare il problema. Anche se molte OnG, compreso il Comitato Internazionale per la Croce Rossa, firmarono una petizione per chiedere all'ONU l'immediato sgombero di questi "campi della morte", l'ONU non prese nessuna decisione sino al 2006.

Nel gennaio 2006 l'ONU chiuse uno dei campi e spostò le 35 famiglie in una nuova località, a circa 50 metri dal vecchio campo. La nuova sistemazione venne chiamata Osterode. Era un'ex base NATO francese a nord Mitrovica, ma era stata abbandonata quando a molti soldati fu diagnosticato l'avvelenamento da piombo. Infatti, ai soldati francesi i medici dissero di non avere figli per nove mesi da quando avessero lasciato il campo a causa degli alti livelli di piombo nel loro sangue.

Tuttavia l'ONU, nella sua saggezza, ha speso oltre 500.000 € (donati dal governo tedesco) per risistemare questo campo. Immaginando che la maggior parte dell'avvelenamento da piombo venisse dal suolo, l'ONU ha cementato tutta l'area, ottenendo un certificato dal Centro per il Controllo del Disagio (CCD), un'agenzia fondata dall'ONU, che il campo era "libero da piombo". Anche se tutti questi campi sono stati costruiti sopra le vene delle miniere di Trepca, la maggior parte dell'inquinamento da piombo arriva tramite l'aria, da 100 milioni di tonnellate di scorie di fronte ai campi.

A settembre 2006, durante la sua prima conferenza stampa come capo dell'ONU in Kosovo, Joachim Ruecker annunciò orgogliosamente che l'ONU stava facendo qualcosa per gli Zingari che morivano per il piombo. Oltre a spostarli ad Osterode, che era stato dichiarato non libero dal piombo ma "più libero dal piombo", l'ONU iniziò a trattare gli intossicati con una dieta migliore. Per la prima volta dopo quattro anni, vennero forniti aiuti alimentari agli Zingari, che così non dovevano più recarsi alle discariche. L'ufficio USA di Pristina dono 1.000.000 di $ per questa "dieta migliore".

E' ben noto ai medici che una dieta appropriata può diminuire i livelli di piombo del 20%, ma solo se la persona affetta viene rimossa dalla fonte di avvelenamento. Nel caso degli Zingari infettati, ridurre il loro livello di piombo del 20% li avrebbe lasciati lo stesso con livelli pericolosamente alti. Per la prima volta in quattro anni, l'ONU procurò uno staff medico giornaliero per visitare gli Zingari. Sfortunatamente, l'avvelenamento da piombo può essere curato solo se il paziente viene allontanato dalla fonte di inquinamento.

Con la primavera 2006, furono chiusi due campi (Zitkovac e Kablare) ed oltre 100 famiglie vivono ora ad Osterode. Dopo tre mesi, vennero fatti gli esame del sangue e, secondo l'UNMIK, la salute degli Zingari andava migliorando, grazie alla nuova dieta ed i livelli di piombo stavano scendendo. Però, l'OMS e l'UNMIK rifiutarono di mostrare al pubblico o alle stesse famiglie Zingare la copia di questi esami del sangue.

Nel 2006 l'ONU annunciò che l'unica soluzione per gli Zingari che vivevano sui terreni tossici era ricostruire le loro case nel loro vecchio quartiere e spostarli là. Così l'ONU chiamò diversi donatori internazionali per ricostruire alcune case Zingare e diversi blocchi di appartamenti, con la promessa di spostare gli Zingari infettati dal piombo al loro vecchio quartiere. Sfortunatamente, come queste case furono completate tra l'estate e la fine del 2006, l'ONU non diede gli appartamenti a chi viveva nei campi avvelenati, ma principalmente a Zingari rifugiati del Kosovo che l'ONU voleva rimpatriare dalla Serbia e dal Montenegro, per mostrare che la politica di ritorno dei rifugiati stava funzionando.

Nell'aprile 2007, vennero interrotti tutti gli aiuti medici ed alimentari, perché l'ONU disse di non avere più fondi. Un'altra volta gli Zingari furono costretti a trovare il cibo nelle discariche. Ma il peggio doveva ancora arrivare.

Dato che molti bambini ad Osterode e nel vicino campo di Cesmin Lug mostravano segni comuni (piombo nei denti, vomito giornaliero e perdita della memoria), i leader del campo insisterono per nuovi esami del sangue nell'aprile 2008. Esami a caso su 105 bambini mostrarono risultati vacillanti. Per molti bambini del campo ONU "più libero dal piombo" di Osterode, i loro livelli di piombo erano raddoppiati dal loro trasferimento nell'ex base francese.

Visto che l'ONU, l'UNHCR e l'UNHCHR si rifiutavano di aiutare questi cittadini del Kosovo, mi sono appellato direttamente al Ministro della Sanità del neo dichiarato stato del Kosovo. Alush Gashi non è soltanto un dottore, ma anche un mio amico personale da anni. Una volta viveva e lavorava a San Francisco. Non solo gli ho scritto una mail, ma l'ho cercato anche nel suo ufficio, pregandolo di aiutare questa minoranza di cittadini. Lui capisce il problema. Conosce la situazione. Come dottore sa che questi Zingari devono essere evacuati immediatamente. Dice che il suo governo vuole aiutarli, ma sinora non hanno offerto nessun piano concreto.

Dal 2005 abbiamo cercato di obbligare l'ONU ad aiutare questi Zingari. Un avvocato americano, Dianne Post, ha tentato di citare l'ONU a nome delle diverse centinaia di  Zingari che vivono nei campi. La sua causa contro l'ONU al tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo è stata rigettata perché la corte ha dichiarato che solo uno stato, non un'organizzazione, può essere accusato. Anche se l'ONU era l'unico amministratore del Kosovo, il tribunale ha deciso che non poteva essere accusato. Ma ora che il Kosovo è finalmente un paese indipendente, può essere citato per negligenza, discriminazione ed omicidio non premeditato.

L'ONU ha una politica di compensazione per problemi simili. Ma gli avvocati ONU, per tre anni, hanno rifiutato di cooperare nel cercare una compensazione per gli Zingari o risolvere i loro problemi di salute. L'ONU non nega le proprie responsabilità ma rifiuta di rispondere sul proprio ruolo e sulle proprie norme.

Nel 2005 la Società per i Popoli Minacciati, la più grande OnG in Germania dopo la Croce Rossa, ha portato in Kosovo il massimo esperti tedesco sull'avvelenamento tossico, il dottor Klaus Runow. Anche se l'ONU ha provato ad escluderlo dai campi, ha potuto raccogliere 60 campioni di capelli dai bambini Zingari. Spedì i campioni ad un conosciuto laboratorio di Chicago. I risultati mostrarono che non solo molti dei bambini avevano i più alti livelli di piombo nella storia medica, ma che tutti avevano anche livelli di avvelenamento di altri 36 metalli pesanti. Nel tentare di difendersi, il personale ONU rispondeva che l'avvelenamento da piombo dipendeva dal fatto che gli Zingari fondevano le batterie delle auto. D'altra parte, il dottor Runow puntualizzava che nessuno di questi metalli pesanti si trovava nelle batterie delle auto.

Il dottor Rohko Kim, impiegato all'OMS di Bonn, venne raccomandato dall'ONU sulla questione. Anche se aveva ordini di non dare interviste o informazioni sui campi Zingari, potei parlare con lui. Gli chiesi se l'avvelenamento dipendeva dallo smaltire le batterie delle auto. Mi rispose di no. Mi disse che la maggior parte dell'avvelenamento proveniva dalla polvere tossica dei depositi di scorie e dal fatto che i campi erano costruiti sopra il terreno delle miniere. Disse che ogni bambino concepito nei campi avrebbe avuto danni irreversibili al cervello. Disse che avevamo già un'intera generazione di bambini Zingari avvelenati dal piombo. In un discorso pronunciato nel 2005 all'OMS, UNMIK e al Ministero della Sanità del Kosovo, il dottor Kim disse: "L'attuale situazione della comunità Rom che vive ora nei campi è estremamente, estremamente seria. Ho personalmente fatto ricerche sull'avvelenamento da piombo dal 1991, ma non ho mai visto nella letteratura una popolazione con livelli di piombo nel sangue così alti. Credo che il caso di Mitrovica nord sia unico, mai visto prima nella storia. Questo è la più grave catastrofe connessa al piombo nel mondo e nella storia." Nel 1999, l'ufficio USA di Pristina trasportò via aereo 7.000 Albanesi a Fort Dix, NJ, per proteggerli dai Serbi. Nel marzo 2004, la polizia ONU e la KFOR evacuarono 4.000 Serbi nella base KFOR per salvarli dagli Albanesi. Ci sono precedenti in Kosovo per salvare vite, ma non per 500 vite Zingare.

Sinora, 77 Zingari sono morti nei campi ONU. Sono successi anche molti aborti. L'ONU non ha mai investigato su queste morti o mai condotto un'autopsia. Tuttavia, dai sintomi descritti da genitori e vicini, i dottori consultati ritengono che l'avvelenamento da piombo ha contribuito alla maggior parte delle morti e degli aborti.

Qualche settimana fa un bambino Zingaro è morto ad Osterode. Aveva un mese d'età ed era nato con una grande testa, pancia gonfia e gambe piccolissime. Si è svegliato alle sei di mattina, vomitando ed è morto venti minuti dopo in ospedale.

Avvelenamento da piombo significa per i bambini una morte spaventosa e dolorosa. Jenita Mehmeti, quattro anni, frequentava l'asilo del campo, quando la sua insegnante notò che stava perdendo la memoria e faticava a camminare. Jenita fu rimandata alla sua baracca, dove per i seguenti tre mesi vomitò più volte al giorno, prima rimanendo paralizzata e poi morendo. Quando la sua sorellina di due anni mostrò gli stessi sintomi, il dottore ONU per Mitrovica rifiutò di curarla, dicendo che era in un campo ONU ad un km. dalla sua giurisdizione. Un'OnG la portò a Belgrado e le salvò la vita.

Paul Polansky è un autore americano e capo della missione Società per i Popoli Minacciati. Ha vissuto in Kosovo dal luglio 1999. Nel 2005 ha pubblicato un libro sui campi chiamati ONU-Sangue con Piombo. Può essere ordinato online pjpusa50401@yahoo.com Questo indirizzo email è protetto dallo spam, occorre attivare gli  JavaScript .

Rukija Mustafa morì nell'aprile 2005 assieme al suo neonato. Sopravvissero il marito ed otto bambini, tutti portati in Germania per cure mediche dalla Bild Zeitung, il più diffuso giornale tedesco in circolazione.

Nikolina Mehmeti, bambina di due anni sorella di Jenita che morì di avvelenamento da piombo. Poco dopo la morte di Jenita, Nikolina mostrò gli stessi sintomi. L'ONU a Mitrovica rifiutò di autorizzare le cure per Nikolina a Belgrado, anche se lei cadeva in coma continuamente. Una OnG Romani locale la portò a Belgrado e le salvò la vita. Più tardi un donatore americano diede alla famiglia un pezzo di terra a Priluzje dove costruirono una casa. I dottori a Belgrado dissero che se Nikolina fosse tornata alla fonte dell'avvelenamento, sarebbe morta come sua sorella.

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Di Fabrizio (del 15/07/2008 @ 09:11:06, in Europa, visitato 1293 volte)

Da Osservatorio sui Balcani

Saluto nazista durante un concerto di Thompson

Esaltazione del nazismo tra i giovani croati

10.07.2008 - Da Osijek, scrive Drago Hedl - Sempre più diffusa tra i giovani croati l’esaltazione dei simboli nazisti e del movimento ustascia della Seconda guerra mondiale. Secondo molti, complici del fenomeno sono le performance del cantante Marko Perkovic Thompson, appoggiato da politici e da circoli della Chiesa

La scorsa settimana presso il Tribunale di Zagabria, uno studente di ventun'anni è stato condannato con la condizionale ad una pena di 25 giorni di carcere e al pagamento di 1.600 kune (circa 220 euro), perché durante il concerto del controverso cantante Marko Perkovic Thompson, tenutosi a Zagabria il 30 maggio scorso, aveva indossato un cappello con lo stemma di una grande "U", simbolo del movimento filonazista ustascia della Croazia, al tempo della Seconda guerra mondiale.

Dal momento che la Croazia non dispone di una legge con cui si possa condannare l’esaltazione dei contrassegni e dei simboli nazisti, il giovane è stato condannato in base alla Legge sul disturbo dell’ordine e della quiete pubblica e in base alla Legge sui raduni in pubblico. Finirà in carcere solo se compirà un gesto simile nell’arco del prossimo anno. Si tratta comunque della prima volta che in Croazia viene comminata una pena per un gesto del genere, e nell’ultimo periodo di atti simili ce ne sono stati parecchi.

La pena inflitta al giovane, motivata dall’istigazione di simboli nazisti, è ritenuta da alcuni analisti croati, tra cui l’ex presidente del Comitato di Helsinki per i diritti umani in Croazia, Zarko Puhovski, come un segnale positivo della risolutezza del potere nel prendere di petto la situazione.

Altri, però, come l’ex ministro degli Esteri al tempo di Franjo Tudjman, Zvonimir Separovic, dicono che la stessa pena andrebbe inflitta anche per chi inneggia alla stella a cinque punte, simbolo comunista, sotto il quale in Croazia - afferma Separovic - sono state uccise alcune centinaia di migliaia di persone.

La sentenza dello studente ventunenne è giunta solo una decina di giorni dopo lo scandalo in una scuola di Makarska, cittadina sulla costa adriatica, dove 12 maturandi per la festa dell’ultimo anno si sono fatti fotografare sotto la svastica. I loro volti sorridenti, dietro i quali si vede bene la svastica, sono diventati uno scandalo di prim’ordine, mentre le foto sono finite anche sulle prime pagine dei giornali.

Il direttore del ginnasio di Makarska, Slavko Gudelj, ritiene però che tutta la faccenda abbia ricevuto una pubblicità inutile e che all’incidente sia stata data un’importanza immeritata.

"Si tratta di un colpo di testa e della mancanza di informazione di giovani generazioni non appesantite dalle vecchie ideologie", ha detto il direttore della scuola. Ma il giorno successivo, quando la polizia ha iniziato ad indagare sul caso, il direttore ha in qualche modo cambiato il tono della risposta: "Nessuna persona con un po' di senno potrebbe appoggiare l’ideologia che sta dietro a quei simboli", ha affermato Gudelj.

"Questi ragazzi sono il prodotto di una società che dagli anni novanta in avanti è diventata parzialmente ustascia, solo che questo non viene dichiarato pubblicamente e ad alta voce", ha detto al quotidiano "Slobodna Dalmacija" il professor Tvrtko Jakovina, esperto della Seconda guerra mondiale.

Dopo le reazioni negative dell’opinione pubblica, anche gli studenti si sono scusati, affermando che si è trattato solo di "un brutto scherzo", mentre altri di loro hanno cercato di relativizzare la questione dicendo che sulla foto non c’era la svastica, ma bensì "il simbolo indiano della pace e dell’amore".

Tuttavia, l’indagine condotta dimostra che la vicenda non è andata in modo così ingenuo. Prima di farsi fotografare davanti alla svastica, gli studenti della stessa classe del ginnasio avevano indossato delle magliette con scritto "Über alles", e alcuni di loro avevano proposto come "inno della loro generazione" la canzone ustascia "Jasenovac e Gradiska Stara", che inneggia all’uccisione di serbi, ebrei e rom nei due campi di concentramento ustascia durante la Seconda guerra mondiale.

Solo alcuni giorni dopo quanto accaduto, la Lega calcistica della Croazia è stata multata con 12.500 euro per il comportamento tenuto dai tifosi croati durante la partita Croazia – Turchia del 20 giugno a Vienna, che la Commissione disciplinare della UEFA ha valutato come xenofobo e razzista.

Reagendo alla sempre più diffusa esaltazione del nazismo tra i giovani croati, il presidente della comunità ebraica di Zagabria Ognjen Kraus ha inviato una lettera al ministro dell’Educazione Dragan Primorac nella quale, con amarezza, dice: "Mi congratulo con lei per la riforma della scuola, che ha conseguito nel suo mandato, ma che ha dato come esito lo spiacevole episodio dei maturandi di Makarska, cui non è stato da meno l’episodio dei giovani sulla piazza Ban Jelacic".

Sulla piazza principale di Zagabria, un mese fa, si era tenuto il concerto del cantante Marko Perkovic Thompson, le cui canzoni, secondo molti, tanto per le parole usate che per l’iconografia scenica, invitano i giovani ad esaltare il movimento ustascia. Tra il pubblico dei suoi concerti si possono vedere regolarmente dei giovani con indosso i simboli ustascia, e il noto cantante non li ha mai invitati una sola volta a non farlo.

Thompson è appoggiato da molti politici in Croazia, i quali ritengono che la sua vicinanza possa portar loro i voti dell’elettorato. È interessante che il suo concerto di Zagabria, al quale erano presenti circa 60.000 persone, perlopiù giovani, sia stato organizzato dalla città di Zagabria, a capo della quale c’è Milan Bandic, membro del Partito socialdemocratico.

Anche nei circoli della Chiesa cattolica Thompson gode di un certo appoggio. L’ordinario militare, il vescovo di Zagabria Juraj Jezerinac, ha letto alcune righe delle sue canzoni durante la liturgia a Vukovar, e quando i giornali hanno pubblicato la notizia, ha detto di non sapere che fosse Thompson l’autore di quegli scritti.

Dal momento che le cose evidentemente sono iniziate a sfuggire di mano, e dal momento che al premier Ivo Sanader di certo non serve questa immagine della Croazia alla vigilia dei negoziati per l’ingresso in Unione europea, ecco che per l’esaltazione dei simboli nazisti iniziano ad arrivare anche le prime sanzioni.

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Di Fabrizio (del 15/07/2008 @ 10:02:32, in Europa, visitato 1312 volte)

Da Roma_Daily_News

Forum Europeo dei Rom e Viaggianti
Comunicato stampa
NOTA di protesta contro il Governo Italiano

Strasburgo 10 luglio: Rudko Kawczynski, Presidente del Forum Europeo dei Rom e Viaggianti, ha consegnato a Pietro Lonardo, Rappresentante Permanente dell'Italia al Consiglio d'Europa, una nota di protesta richiedente di fermare l'azione anti-Rom delle autorità Italiane di prendere le impronte digitali dei Rom che vivono nei campi del paese, rifiutando le proteste delle Istituzioni Europee e delle organizzazioni Internazionali.

"Attività simili non sono soltanto una minaccia alla comunità Rom. Queste attività ci ricordano i periodi nazista e fascista nei primi anni '30, quando Rom/Sinti ed Ebrei vennero scelti per discriminazioni e persecuzioni che portarono poi al genocidio di milioni di innocenti. Al giorno d'oggi questa è una seria minaccia al futuro degli Europei, della democrazia e del ruolo della legge" ha scritto Kawczynski nella nota di protesta indirizzata al Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi.

La nota di protesta, scritta a nome dei 15 milioni di Rom, preme perché le autorità Italiane fermino immediatamente le attività anti-Rom e prendano tutte le misure necessarie per fermare i pogrom anti-Rom ed assicurino una vita salva e sicura a tutti i Rom che vivono in Italia come pure la piena implementazione delle leggi e degli standard internazionali.

"Crediamo che anche le istituzioni internazionali, come la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio d'Europa, l'OCSE e le Nazioni Unite debbano prendere posizione e condannare le azioni del governo Italiano come inumane ed inaccettabili" ha detto Kawczynski in una osservazione di chiusura della nota di protesta.

Il Forum Europeo dei Rom e Viaggianti ha osservato molto attentamente gli incidenti dei violenti attacchi ai campi in Italia, la brutalità e le violazioni della polizia, i discorsi d'odio, in cui centinaia di Rom sono stati obbligati a scappare per paura della propria vita.

* * *

Il Forum Europeo dei Rom e Viaggianti (ERTF), che ha un accordo di associazione col Consiglio d'Europa ed uno status speciale con questa istituzione, è l'organizzazione dei Rom Europei più grande ed inclusiva. Riunisce le principali OnG internazionali Europee ed oltre 1.500 organizzazioni Rom nazionali dalla maggior parte degli stati membri del Consiglio d'Europa.

Per ulteriori informazioni contattate:

European Roma and Travellers Forum
c/o Council of Europe
F – 67 075 Strasbourg
Tel.: 00 33 3 90 21 53 50
Email: ertf@ertf.org o ertf@coe.int

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Di Fabrizio (del 15/07/2008 @ 11:51:37, in Europa, visitato 1506 volte)

Da RomNews Network Newsletter

COMUNICATO STAMPA - Centro Europeo per la Ricerca sull'Antiziganismo
14 luglio 2008

Massimo Barra, capo della Croce Rossa Italiana, insiste che lo scopo di integrare i Rom nella società italiana. Ha detto, se ai bambini verranno prese le impronte digitali, sarà fatto "come un gioco",. Barra ha detto che la Croce Rossa "rispetta sempre i diritti umani. Noi stiamo costruendo ponti, non muri." - 5 luglio, The Times

Il Centro Europeo per la Ricerca sull'Antiziganismo, con base ad Amburgo, Germania, condanna nei termini più forti possibile l'involuzione della Croce Rossa Italiana nell'assistere il Governo Italiano nel registrazione e delineamento etnico dei Rom. Chiediamo che i membri della Società Civile Europea condannino questa azione della Croce Rossa Italiana e facciano pressione alla Croce Rossa (internazionale) che chieda alla sua divisione Italiana di ritirarsi da questo coinvolgimento.

La registrazione delle minoranze è contraria alla legislazione sui Dati Europei e Protezione delle Minoranze in Italia, e ieri, lo stesso Parlamento Europeo ha votato una Risoluzione contro le impronte digitali ai Rom in Italia, a riguardo una notizia recente della BBC.

L'annuncio che la Croce Rossa assisterà la polizia italiana nella registrazione e presa delle impronte dei Rom a Roma, Napoli e Milano è stato fatto da Massimo Barra,  capo della Croce Rossa Italiana, in un'intervista pubblicata sul Times del 5 luglio. E' stato confermato in una dichiarazione del Ministro italiano degli Interni, Roberto Maroni, pubblicata sul Südtiroler Zeitung del 10 luglio, che il governo di Silvio Berlusconi è orgoglioso della partecipazione della Croce Rossa nella registrazione etnica e presa delle impronte dei Rom.

La decisione della Croce Rossa Italiana di assistere un Governo neo-fascista nel censimento dei Rom è un'agghiacciante reminescenza della collaborazione della Croce Rossa con i nazisti durante la II guerra mondiale nella registrazione, deportazione e distruzione della vita Rom. Inoltre, oggi queste azioni sono convalidate da argomenti simili a quelli dei nazisti tedeschi, che dichiarano che i Rom ed i Sinti devono essere controllati come mezzo di "prevenzione del crimine".

Chiediamo ad ogni Tavolo e Struttura Organizzativa della Croce Rossa di condannare le azioni della Croce Rossa Italiana che appoggia le recenti misure del governo italiano contro i Rom.

Chiediamo una Dichiarazione ufficiale urgente della Croce Rossa Internazionale, che condanni il comportamento della Croce Rossa Italiana per il suo appoggio alle politiche del neo-fascista Governo italiano. Chiediamo un'interdizione immediata di questo appoggio alla Polizia italiana nel delineamento e registrazione etnici dei Rom.

Inoltre, chiediamo con urgenza ai membri della Società Civile Europea di fare pressione alla Croce Rossa ritirando il loro appoggio, e smettendo l'appoggio finanziario alle sue attività.

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Di Fabrizio (del 16/07/2008 @ 08:52:35, in media, visitato 1503 volte)

Da ArcoirisTv

Quest'incontro pubblico si è tenuto all'Università Orientale di Napoli, per discutere sui fatti accaduti a Ponticelli nel mese di Maggio del 2008, che hanno visto il presunto rapimento di una bambina da parte di una ragazzina Rom e la violenta risposta della popolazione locale nei confronti dei Rom stessi.

Hanno partecipato, esponenti di associazioni locali che lavorano per l'integrazione dei Rom stanziati in Campania, un esponente della comunità proveniente dalla ex Yugoslavia, presente in zona da circa 20 anni, il Prof Claudio Marta, membro italiano del comitato di esperti sui Rom del Consiglio d'Europa.

Questo dibattito è stato organizzato da Radioazioni.

Visita il sito: http://www.radioazioni.tk

Scarica il video: data: 12/07/2008 - fonte: diego nunziata - lunghezza: 113,00 min

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