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Romania
Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 10:01:39, in Regole, visitato 1471 volte)

Gio 10 Lug - 18.54 LUSSEMBURGO - La Corte di giustizia delle comunità europee ha stabilito oggi che la Romania può impedire a un suo cittadino di recarsi in un altro stato membro, da cui era stato rimpatriato perché irregolare, a condizione che sia una minaccia per l'ordine pubblico. Lo ha riferito un comunicato della Corte.

"Il diritto comunitario non osta a una normativa nazionale che consente di limitare il diritto di un cittadino di uno Stato membro di recarsi nel territorio di un altro Stato membro, in particolare perché questi vi si trovava in «situazione illegale», a patto che siano soddisfatte alcune condizioni", si legge nella nota.

In particolare, "il comportamento personale di tale cittadino deve costituire una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società".

La Corte era stata sollecitata ad esprimersi da un tribunale romeno, a cui il ministero dell'Interno di Bucarest aveva chiesto un provvedimento per vietare ad un romeno di tornare in Belgio per tre anni, dopo che da quel paese era stato espulso perché "in situazione illegale".

Secondo la Corte, il fatto che il romeno fosse irregolare in Belgio non costituisce di per sé un buon motivo per proibirgli di tornare, ma il divieto deve essere motivato da ragioni di comprovata pericolosità che il soggetto ha mostrato, soprattutto nel suo paese.

La più alta giurisdizione dell'Unione europea conferma inoltre che ogni stato membro può determinare le esigenze di sicurezza con cui trattenere i propri cittadini o rispedire in patria quelli degli altri paesi della Ue, ma che tali esigenze devono essere intese in senso restrittivo.

"I provvedimenti adottati per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza per essere giustificati devono essere fondati esclusivamente sul comportamento personale della persona nei riguardi della quale vengono applicati, mentre giustificazioni non direttamente legate al caso individuale in esame o attinenti a ragioni di prevenzione generale non possono essere prese in considerazione", ha detto la Corte.

Anche il governo italiano, nel fronteggiare l'asserita "emergenza sicurezza" ha chiesto alla Romania un coordinamento per gestire i dossier dei romeni espulsi dall'Italia, mentre la Camera sta esaminando la conversione in legge del decreto sulla sicurezza che contiene norme per rendere più facili le espulsioni anche dei cittadini comunitari.