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Fascismo rivisitato - il caso italiano
Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 09:38:02, in Italia, visitato 1233 volte)

Da Roma_Italia

Immaginate. Maggio - Giugno 2008

Quattro bombe molotov sono lanciate in un quartiere Ebreo in Italia. Due giorni dopo, assalitori bruciano un altro quartiere Ebreo causando la fuga di circa 800 residenti. Folle di persone sono viste salutare sul principale canale TV urlando: Via gli Ebrei! La polizia anti-rivolta non viene neppure avvisata quando avviene la radiodiffusione.

Le settimane seguenti, succedono diversi incidenti simili. Il ministro degli interni, conosciuto per le sue dichiarazioni anti-Semite quando era ministro del lavoro, decide che ai bambini Ebrei devono essere prese le impronte digitali per quelle che chiama "ragioni di sicurezza".

L'OCSE, organizzazione che tratta principalmente temi sulla sicurezza e la prevenzione e risoluzione dei conflitti, conosciuta per l'impegno estensivo nel combattere il razzismo e promuovere la tolleranza, annuncia di voler discutere entro un mese, durante il prossimo incontro a Vienna, della tematica relativa agli Ebrei.

L'OCSE pianifica le seguenti tre sessioni:

Ruolo e responsabilità delle autorità regionali e locali nell'assistere gli Ebrei nell'integrazione

Pratiche positive e maggiori sfide nel migliorare la situazione degli Ebrei a livello locale: esempi per le municipalità

Politiche per facilitare il pari accesso degli Ebrei ai servizi pubblici, in particolare i servizi sociali e l'istruzione

Effettivamente quanto sopra è difficile da immaginare. Sia gli incidenti che le reazioni sarebbero appena credibili anche ai più ostinati anti-Semiti. Sarebbe fuori questione che l'OCSE indirizzasse soltanto tematiche sui margini estremi dei temi rilevanti, ed evitasse di menzionare attacchi motivati etnicamente o l'evidente anti-Semitismo delle autorità italiana. Ci si aspetterebbe dai capi del mondo democratico dure parole contro l'Italia e condanna degli atti contro gli Ebrei.

Su http://www.ergonetwork.org/fascism.htm potete trovare l'intero articolo che presenta non solo una lunga lista di abusi in Italia contro i Rom, ma anche il fallimento delle organizzazioni Europee ed Intergovernamentali nel deplorare simili standard per i Rom come per le maggioranze etniche d'Europa, ma anche la riluttanza nel parlare contro l'anti-ziganismo. Conclude l'articolo:

L'anti-ziganismo continua ad essere la forma di razzismo in Europa più estesa, accettata ed impunita. L'attuale crisi italiana - in cui partiti con un'agenda esplicitamente razzista si impossessano dello stato e sviluppano la loro agenda esplicitamente razzista, mentre nel contempo fomentano il pubblico ad atti di violenza - non ha precedenti nell'Europa post-Olocausto.

Anche se ci sono state espressioni smorzate di preoccupazione per gli eventi attuali in Italia, nessuna entità ha osato accettare le misure apertamente - ad esempio invocando le disposizioni di emergenza di diritti dell'uomo del Trattato dell'Unione Europea - per l'unica ragione che, in Europa "tali misure polemiche non sono fatte in compagnie educate". Questa era, invero, la stessa logica che portò all'estesa tolleranza europea ed internazionale per Hitler. Dopo tutto, si riteneva a quel tempo, forse aveva dei punti positivi. Molti in Italia ed Europa sull'argomento dicono la stessa cosa, stridente con "la negligenza ed il disprezzo per i diritti umani*" (*dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - UDHR) nel caso dei Rom o "atti barbarici*" come i recenti eventi in Italia, Ungheria e Romania. Il 10 dicembre di quest'anno saranno passati 60 anni dall'adozione dell'UDHR. Molti dei Rom diranno giustamente che questi 60 anni sono passati invano.

Valeriu Nicolae – Executive Director
European Roma Grassroots Organisation
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