Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

siamo amici da quasi 50 anni, una vita! Per gli amici, questo e altro! Se passate di li', fategli un saluto da parte mia...

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Gli Zingari fanno ancora paura?

La redazione
-

\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 10/07/2012 @ 09:19:37, in scuola, visitato 1147 volte)

immagine da giovannamulas.baab.it

Poiché i genitori non sono più nomadi da un bel po' di tempo, anche quest'estate i bambini rom di via Idro non si sposteranno dal campo.

Cerchiamo per loro giochi, fumetti e libri di narrativa e di attività per le vacanze (anche usati ma in buone condizioni).
Si accettano anche giochi per play station 2 (particolarmente ambiti da un birbante di cui non faccio il nome).

E si accettano anche, perché siamo previdenti e pensiamo già alla riapertura della scuola, quaderni, penne, matite, colori ecc.

Per consegne e ritiri, anche a domicilio in zona 2 (massimo 3), scrivetemi o chiamatemi al 334-3532691, meglio entro la prossima settimana.

Invitandovi a diffondere, vi ringrazio anticipatamente.

Piero

PS: buone vacanze, ovunque le trascorriate. Se a Milano, anche in via Idro al Marina Social Rom.

 
Di Fabrizio (del 17/08/2012 @ 09:15:34, in scuola, visitato 1181 volte)

Capita spesso che qualcuno mi chieda la traduzione di qualche frase in romanes. Credo quindi che quanto segue possa interessare. A occhio e croce, il 90% delle parole riportate sono uguali a quelle usate dai Rom in Italia.

MEDIAROMA

Condivideremo alcune conoscenze per promuovere la lingua romanì. Di seguito troverete alcune parole ed espressioni raccolte dai volontari di Media Roma ad İstanbul. In futuro, il dizionario verrà ampliato col vostro contributo, includendo nuove parole ed espressioni da altre città.

Vocabolario romanes - preparato ad İstanbul

Termini base
Açho Devlesa: Arrivederci / Ca Devlesa: Tu possa essere felice / To alav sosi?: Come ti chiami? / Me isi nom o ...: Mi chiamo... / Tu Katar İsinan: Di dove sei? /Me isinom katar...: Sono di... / Romanes Canes: Parli romanes? (dialetto laxo) / Romanes Canesa: Parli romanes? / Sari Sinan: Come stai? / So Kerdan: Che hai fatto? / So Kerde: Cos'hanno fatto? / So Keresa: Che stai facendo? / Ci ki yavin: Sino a mattina / Ci ko kher: Verso casa / Ci: Sino - Verso / Laçi Tumari Rat: Buona notte a te /

Pronomi
Me: Io / Tu: Tu / Odava: Lui (dialetto xorahahane) / Odiya: Lei (dialetto xorahahane) / Odala (Xorahane) Voy: Lei (Laxo) / Voj: Lui (Laxo) / Von: Loro (Laxo) / Amen: Noi / Tumen: Voi / Odala: Loro (Xorahane) / Kadava: Questo (Xorahane) / Kava: Questo (Laxo) / Kiri: Suo (di lei) (Laxo) / Koro: Suo (di lui) (Laxo) / Kodova: Quello (Xorahane) / Kova: Quello (Laxo) / Moro: Mio / Toro: Tuo (Xorahane) / Tori: Tuo (femminile) (Xorahane) / Les Ki: Suo (di lei) (Laxo) / Les Kiri: Suo (di lei) (Xorahane) / Les Ko: Suo (di lui) (Laxo) / Les Koro: Suo (di lui) (Xorahane)

Casi
Kher: Casa / Ekherestar: Da casa / Ekhereste: A casa / Kokher: Verso casa
Veş: Foresta / Eveşestar: Dalla foresta / Eveşeste: Nella foresta / Koveş: Verso la foresta

Parentele
Baba: Nonna
Baçe: Fratello maggiore
Baye: Fratello maggiore
Biyav: Matrimonio
Bori: Sposa
Camutro: Sposo
Camutro: Testimone di nozze
Chavo: Figlio
Chay: Figlia
Mami: Nonna
Miday: Mia mamma
Modat: Mio papà
Mophral: Mio fratello
Nane: Fratello maggiore (Laxo)
Papu: Nonno
Phen: Sorella
Phral: Fratello

Organi
Chib: Linguaggio-Lingua
Çank: Gamba
Çhora: Barba
Dant: Dente
Gi: Stomaco
Kalinco: Fegato
Kan: Orecchio
Koçi: Ginocchio
Kuni: Gomito
Musi: Braccio
Mustaça: Baffi
Muy: Bocca
Nak: Naso
Naya: Dita
Phuy: Sopracciglio
Por: Intestino
Puro: Piede
Şoro: Testa
Thar: Palato
Vas: Mano
Vingise: Unghia
Yakh: Occhio
Yilo: Cuore

Cibo
Ambroli: Pera
Drakh: Uva
Fısıy: Fagioli
Lİnta: Lenticchie
Mamuxa: More
Mandro: Pane
Maro: Pane
Mayno: Pane (laxo)
Phabay: Mela
Rizi: Riso
Ron: Sale
Su: Acqua
Xabe: Cibo

Attrezzi
Amuni: Palo
Çaro: Piatto
Çhuri: Coltello
Gono: Sacco
Katuna: Tenda
Kihl: Olio
Klaşto: Pinza
Lil: Carta-Foglio
Mayaro: Mestolo
Mirakh/Meniya: Scarpa
Petalo: Ferro di cavallo
Pişot: Attizzatoio
Pürüstüya: Lana di ferro
Roy: Cucchiaio
Sarxa: Tenda
Sevli: Cesto
Sorula: Scarpa
Thav: Tela
Tover: Ascia
Trasta: Borsa

Natura
Derav: Mare
Forli: Oro
Lon: Fiume
Rukh: Albero
Rup: Argento
Xopaçi: Albero
Yak: Fuoco

Animali
Bakro: Pecora
Baliçho: Maiale
Başno: Gallo
Berali: Ape
Coro: Mulo
Cukel: Cane
Çhavri: Gallina
Çhavro: Gallina
Çirikli: Uccello
Gras: Cavallo
Guruv: Mucca
Kanzavuri: Hent
Kaxni: Gallina
Khuro: Puledro
Maçhe: Pesci
Maçho: Pesce
Meçka: Orso
Misirka: Tacchino
Paparuşka: Farfalla
Papin: Capra
Richini: Orso
Rukono: Cane
Şoşon: Coniglio
Xer: Asino

Numeri
Biş: 20
Deş: 10
Duy: 2
Efta: 7
İnya: 9
İştar: 4
İştarvardeş: 40
İştarvardeşopanç: 45
Mila: 1000
Milyoni: Milione
Oxto: 8
Panç: 5
Pançvardeş: 50
Şel: 100
Şov: 6
Şovvardeş: 60
Trin: 3
Trinvardeş: 30
Yek: 1

Calendario
Abreş: Quest'anno
April: Aprile
Bocuk: Dicembre
Breş: Anno
Chon: Mese
Dersi: L'anno prossimo
Disera: Ora
Dives: Giorno
Diyes: Giorno
İç: Ieri
Kham: Sole
Masek: Mese
Milay: Estate
Ratasa: Notte
Thera: Domani (Laxo)
Yavine: Domani
Yivent: Inverno

Termini generali
Bezaxa: Peccato
Çor: Ladro
Doş: Crimine
Drom: Strada
Gili: Canzone
Kher: Casa
Love: Soldi
Pares: Soldi
Sastipe: Salute
Saya: Soldi
Suno: Sogno

Aggettivi
But: Troppo
Buxlo: Ampio
Civdo: Vivo
Khanlo: Cattivo
Mulo: Morto
Phuri: Anziana
Phuro: Anziano
Rama: Giovane
Sano: Magro
Suslo: Umido
Şil: Tempo freddo
Şudro: Cibo freddo
Tank: Stretto
Tato: Caldo
Terni: Giovane per donna
Terno: Giovane per uomo
Thulo: Grezzo
Uço: Alto
Xarik: Piccolo
Xarno: Corto

 
Di Fabrizio (del 16/09/2012 @ 09:14:58, in scuola, visitato 986 volte)

Reggio Calabria - Brescia

OPERA NOMADI DI REGGIO CALABRIA - COMUNICATO STAMPA

La città si trova in un momento di incertezza e di grave crisi . Ma chi pagherà il prezzo più alto per questa situazione? I bambini e le bambine delle famiglie più povere, che tra qualche giorno dovranno iniziare la scuola, avranno la possibilità di studiare?

Ad Arghillà nord, lunedì prossimo quando comincerà la scuola , circa 90 minori non potranno andare a scuola in quanto il Comune ha deciso di non garantire loro il servizio Scuolabus ( il servizio che serve per portare i bambini e le bambine a scuola) perché le loro famiglie, che hanno un reddito di povertà, non hanno pagato la tassa di iscrizione per l'anno scolastico passato.

Da anni, l'Opera Nomadi chiede al Comune di Reggio Calabria di abrogare questa tassa, non solo per le famiglie rom di Arghillà, ma per tutte le famiglie reggine che hanno un reddito basso. Alle diverse richieste sono seguite delle promesse, ma la tassa non è stata abrogata.

Un'amministrazione comunale, a nostro parere, dovrebbe comportarsi come un buon padre di famiglia che garantisce a tutti i diritti fondamentali, sostenendo, soprattutto, i cittadini più deboli.

Le famiglie di questi minori vivono senza un reddito fisso e con pochi euro al giorno, ottenuti da lavori saltuari, devono provvedere al sostentamento del loro nucleo. Una famiglia, che si trova a vivere in queste condizioni economiche, se ha un'entrata di pochi euro con questa somma dovrà dare da mangiare ai figli, non potrà certo utilizzarla per pagare la tassa dello Scuolabus.

Senza considerare le gravi difficoltà economiche di queste famiglie ( non solo quelle rom) la Giunta Comunale, tre anni fa , con delibera nr 161 del 3 giugno 2009, ha deciso di imporre anche a loro la tassa di iscrizione al servizio di Scuolabus.

Questa delibera nei fatti impedisce alle famiglie povere di mandare i propri figli a scuola.

E' chiaro che questo provvedimento oltre a essere profondamente ingiusto è, soprattutto, anticostituzionale perché contraddice quanto stabilisce l'articolo 34 della Costituzione italiana: "l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita".

In tal modo si nega il diritto allo studio a questi minori, diritto già leso gravemente dalle condizioni di povertà e di emarginazione sociale in cui sono costretti a vivere.

Ribadiamo che quanto afferma l'associazione non è riferito solo le famiglie rom di Arghillà, ma a tutte le famiglie reggine che versano in gravi condizioni economiche per le quali, in questo momento di crisi, il Comune dovrebbe almeno evitare di gravarle di tasse ingiuste.

Da considerare che queste famiglie con l'inizio dell'anno scolastico dovranno provvedere anche ad acquistare, oltre il corredo scolastico, anche i libri di testo. Il Comune non ha saldato ai librai quanto dovuto per i libri di testo dell'anno 2011 e quindi i librai daranno i testi solo se i genitori li pagheranno.

Le famiglie che hanno un reddito basso, appena sufficiente per sopravvivere, come potranno garantire ai loro figli la possibilità di studiare?

La tendenza politica che si sta concretizzando è quella di consentire l'accesso all'istruzione solo alle famiglie con reddito medio-alto, quelle che si possono permettere alcune spese, escludendo quelle più povere.

Chiediamo al sindaco Arena e agli assessori di fermare questa tendenza anticostituzionale, garantendo gratuitamente, a tutte le famiglie a reddito basso, il servizio Scuolabus e la fornitura dei libri di testo.

L'istruzione per tutti non è solo un diritto individuale sancito dalla Costituzione ma è un ottimo investimento per il miglioramento della nostra città .

Reggio Calabria, venerdì 14 settembre 2012
Il presidente Sig. Antonino Giacomo Marino


Corriere della Sera Il Comune taglia il bus a 90 alunni nomadi
La Cgil: «La Loggia ci ripensi». Rolfi: «Hanno 75 mila euro di arretrati tra mensa e trasporti»

Il campo nomadi di Brescia (Cavicchi)

Via il servizio bus per novanta alunni che risiedono nel campi nomadi di via Borgosatollo 19 e di via Orzi nuovi 104. La denuncia arriva da Cgil Brescia, Opera Nomadi, Arciragazzi e Fondazione Guido Piccinni per i diritti dell’uomo. «Conosciamo la difficile situazione economica nella quale si trovano gli enti pubblici ma sappiamo anche che la crisi sta mettendo in difficoltà soprattutto le famiglie - si legge in una nota congiunta-. Brescia, volenti o nolenti e al di là delle isterie «sicuritarie», per quasi due decenni ha saputo accompagnare nell’iter scolastico generazioni di giovani concittadini in difficili condizioni socio economiche, e tra questi anche i minori dei due insediamenti coinvolti».

Per la Cgil e le altre associazioni questa scelta è innanzitutto politica: «La scelta di non garantire alcun servizio di trasporto scolastico per i minori in età scolastica delle strutture comunali di via Borgosatollo 19 e di via Orzinuovi 104, non può rispondere solo a logiche economiche, ma deve tenere conto della complessità della situazione». E chiedono al Comune un confronto con Sinti e Rom propedeutico ad un eventuale passo indietro. Il diritto all'Istruzione, è sancito dalla Costituzione.

la replica di Rolfi. Per il vicesindaco la polemica è strumentale: «Gli utenti di etnia rom e sinti che usufruiscono dei servizi scolastici a Brescia sono attualmente 73. Ma queste comunità hanno una morosità nei confronti del Comune di Brescia di 75 mila euro accumulata negli anni per servizi di mensa e di trasporto erogati e mai pagati». Per Rolfi non c'è alcuna discriminazione: «si tratta di rispettare le norme che le famiglie in questione non hanno mai voluto concordare. Ricordo alla Cgil che il diritto allo studio non è negato. Anzi, è un obbligo e pertanto deve essere adempiuto dalle famiglie senza alcuna scusa a riguardo».

Redazione Online

 
Di Fabrizio (del 25/09/2012 @ 09:13:00, in scuola, visitato 1070 volte)

di Lucio Bontempelli

Stamattina bussa in presidenza una bambina e mi chiede seria: "vorrei iscrivermi in prima media". Io trasecolo: è da sola? E i genitori? La faccio accomodare. Una storia interessante: di famiglia povera, i genitori lavorano tutto il giorno per sbarcare il lunario, trasferiti da poco in città non possono più accompagnare a scuola la bambina nel paese dove l'avevano iscritta. Non sembra abbandonata a se stessa, ma è certo temprata dalle difficoltà, è autonoma e capace di dare una mano alla sua famiglia, prendendosi responsabilità un poco più grandi di lei. Parla benissimo l'italiano e il rumeno, e mi dice di conoscere anche un po' di inglese: mi diverto a farci due chiacchiere in inglese, ma ben presto smetto perché farei una figuraccia: lo sa molto meglio di me! Purtroppo le mie prime medie sono piene, le chiedo dove abita per capire dove la posso indirizzare, ma lei si orienta poco a Pisa. Le dico di tornare con un genitore quando vuole. Dopo due ore torna con la zia. Spiego anche a lei la situazione, poi individuo due istituti comprensivi abbastanza vicini a casa loro e mi metto a telefonare. Finalmente le trovo un posto. Spiego, al telefono, che probabilmente non sarà un inserimento difficile: la bimba sa benissimo l'italiano, sembra molto educata e responsabile, probabilmente è anche brava (scolasticamente parlando). "Sarà mica ROM?", mi viene chiesto. Cavolo: mi sono dimenticato di chiederle l'etnia! E se fosse addirittura EBREA?

 
Di Sucar Drom (del 06/10/2012 @ 09:10:51, in scuola, visitato 1017 volte)
 
Di Fabrizio (del 07/10/2012 @ 09:16:16, in scuola, visitato 961 volte)

Da Slovak_Roma

ROMAREACT. org FLASHMOB, PER SVESTIRSI DEGLI STEREOTIPI, 30 settembre 2012

Un gruppo internazionale di 40 studenti ha lanciato romareact.org, una nuova piattaforma online per mobilitare le comunità rom con flashmob mozzafiato in cui ragazze e ragazzi pubblicamente si spogliano degli stereotipi.

Questa gioventù ne ha abbastanza di essere percepita come mendicanti, ladri, cartomanti, anche quando un numero crescente tra loro si sta laureando all'università.

"Make the Change" è il messaggio di appello all'azione del flash mob, che si riferisce ad un urgente bisogno di aiutare i Rom a sollevarsi dalla povertà e misurarsi con successo con i non-Rom.

Hanno perciò occupato il centro di Edirne in Turchia alle 13 di sabato 29 settembre, e messo in atto il primo flash mob nella storia del paese.

Anche la folla è rimasta attonita, era qualcosa di mai visto prima. Romnià danzatrici del ventre, cartomanti, mendicanti ed alcolizzati che attorniano un pubblico congelato. La musica li sblocca e si trasformano in avvocati, infermieri, ingegneri attraverso le loro storie personali che necessitano il cambiamento.

I "re-attori" - come la rete ERGO che si è occupata dell'iniziativa chiama i giovani agenti del cambiamento - vogliono anche mostrare la battaglia che i Rom istruiti conducono per essere differenti tanto nel mondo rom che in quello non-rom.

RomaReact.org intende celebrare il successo dei giovani rom istruiti, dando luogo ad eventi simili nelle loro stesse comunità e fornendo visibilità internazionale a loro. State all'erta!

ERGO Network ed i suoi membri in Albania, Bulgaria e Macedonia, hanno organizzato il flash mob per la campagna Roma Women Empowerment dal titolo Il Nostro Spazio, Il Nostro Spazio, Il Nostro caso. La campagna riguarda l'accrescimento delle donne rom. Ha anche una componente online nel sito Roma React, per visualizzare posti, spazi e casi delle donne rom nelle nostre società.

 
Di Sucar Drom (del 12/10/2012 @ 09:18:36, in scuola, visitato 866 volte)
 
Di Fabrizio (del 16/10/2012 @ 09:15:29, in scuola, visitato 1711 volte)

Da Baltic_Roma

The ADVOCACY PROJECT I BAMBINI SARANNO BAMBINI, CONDIZIONI PERMETTENDO - Elise Filo | Posted October 8th, 2012

Primo giorno di scuola

In Lituania il primo giorno di scuola (1 settembre) è caratterizzato da una mezza giornata, gratuita ed obbligatoria, durante la quale i genitori accompagnano i bambini nel cortile della scuola dove si riuniscono gli studenti di ogni grado. Il preside farà un discorso di benvenuto, verranno eseguite delle canzoni, ed alla fine dell'evento i bambini di ogni grado si terranno per mano. Gli altri li seguiranno all'interno. Lì, si divideranno e doneranno fiori alle insegnanti. Così inizia il nuovo anno scolastico.

Però a Kirtimai i bambini non cantano. Né sono in molti ad andare a scuola. E tra questi ci sono i molti che interrompono gli studi già dalle elementari. L'istruzione è uno dei problemi più formativi dei Rom in Lituania e Kirtimai non fa eccezione. Le ragioni sono tante, dai problemi logistici alla comprensione delle questioni sociali.

I bambini di Kirtimai frequentano una delle due scuole di Vilnius, di lingua lituana o russa, entrambe a poco più di quattro km. dall'insediamento. Già prima di iniziare la giornata scolastica, i bambini trovano le prime difficoltà ad arrivare a lezione. A causa della strategia contro lo spaccio di droghe, gli autobus nopn passano di frequente nell'insediamento. Di pomeriggio, ci vogliono due ore di attesa prima che parta il primo autobus verso Kirtimai, con grandi rischi per la sicurezza di questi bambini lasciati a se stessi (soprattutto d'inverno). D'inverno la frequenza deve anche fare il conto col fatto che molti bambini non possiedono scarpe o vestiti adeguati al rigido clima dello stato baltico. Capita che con queste condizioni gli autobus congelino, limitando ulteriormente le possibilità di partecipazione di questi studenti. A ciò si aggiungano le povere condizioni finanziarie delle loro famiglie: oltre a non avere le risorse per la scuola, la disoccupazione influisce sul senso dei tempi e delle scadenze. I libri scolastici non sempre vengono acquistati per tempo, ed i bambini non solo non sono in grado di seguire le lezioni, ma si trovano anche in imbarazzo nei confronti dei loro compagni di classe.

Anche raggiunta la scuola, spesso l'istruzione resta inaccessibile. Per quanto inaudito, insegnanti ed altro personale scolastico usano atteggiamenti e comportamenti discriminatori verso i bambini rom. E' una sfida la parte più coinvolgente per i bambini delle dinamiche scolastiche: l'amicizia. Gli studenti rom tendono a fare gruppo, i compagni di classe li evitano chiamandoli "zingari". La vergogna conseguente a queste interazione spinge molti bambini ad abbandonare, specialmente quando gli insegnanti non affrontano le discriminazioni.

Gli insegnanti non sono in grado di fornire un supporto adeguato. In aula sono oberati e non sono operatori sociali. Il budget scolastico soffre per i tagli; gli insegnanti sono esausti, perché sono pagati di meno ma le ore di lavoro aumentano. Sfortunatamente, quando si tratta dei bambini rom, non tutti hanno la pazienza che è cruciale per fornire loro un valido ambiente di apprendimento. Le questioni linguistiche ostacolano sin dall'inizio la partecipazione scolastica dei Rom. La loro prima lingua è il romanés; il livello di lituano o russo acquisito all'inizio della scuola è molto vario, ma spesso non fluente. I bambini tendono ad avere molta energia e non riescono a stare seduti durante tutti i 45' della lezione, che spesso non capiscono, così spesso lasciano la classe. Parte di questo problema discende anche dalla differente socializzazione che i bambini apprendono nell'insediamento; non hanno familiarità con le norme della società maggioritaria e non le impareranno se non verranno trasmesse loro dagli insegnanti a scuola. I bambini hanno bisogno di assistenza sociale. Crescono in una situazione molto difficile di esclusione, povertà e droghe. Non si tratta di situazione di comunità, ma di diffidenza e criminalità, e tutto ciò lascia un forte impatto sulla socializzazione dei bambini.

Da dove iniziare

Molti di questi bambini hanno sperimentato direttamente gli effetti perversi dello spaccio di droga a Kirtimai. Vivono in mezzo a tossicodipendenti e arresti, sostenendo traumi psicologici non curati. I bambini crescono nel timore delle autorità, non importa se giudiziarie o scolastiche, e parimenti, in assenza dei genitori, hanno paura di essere messi in orfanotrofio (dove spesso non viene rispettato l'obbligo di istruzione). Anche la situazione abitativa è fonte di ansia incessante. La case di Kirtimai sono una specie di limbo giuridico; in quanto non registrate sono a rischio perenne di demolizione. Le famiglie non si sentono sicure nelle loro tristi condizioni di vita. Kirtimai non è un ambiente favorevole allo studio.

Inoltre, e ci sono poche prospettive di successo, ai bambini manca la motivazione. Una volta che capiscono di "trascinarsi" dietro ai loro compagni di classe, capiscono anche che non potranno mai raggiungerli, né avere successo a scuola o realizzare i loro sogni d'infanzia, questi bambini si arrendono. Nella loro sfortuna, i figli di Kirtimai hanno una forte educazione alla realtà.

Vale la pena ricordare che attualmente si sta sviluppando un progetto, delegato a due insegnanti nelle due scuole di Vilnius, che coinvolge 78 bambini rom di Kirtimai.  Il progetto è ancora nella sua fase iniziale, scontando difficoltà logistiche che ora non vorrei affrontare. Ritengo comunque che sia uno strumento molto importante, se correttamente attuato, per l'integrazione scolastica.

Tuttavia, le soluzioni non arrivano da sole. Le facilitatrici scolastiche hanno il potenziale come modelli positivi e per facilitare la comprensione e le dinamiche sociali scolastiche; ma non il potenziale per risolvere le questioni sociali e materiali fuori dalle scuole. Se non ci sono autobus, non ci saranno alunni. Se non ci sono libri di testo, i bambini saranno svantaggiati in classe. Se la situazione a Kirtimai non cambia, senza prospettive costruttive nel futuro, non ci sarà motivazione e nessuna facilitatrice potrà salvare questi bambini.

Se non riusciremo ad educare questi bambini, se non saremo in grado di fornire loro un lavoro normale, questa sarà un'altra generazione perduta

 
Di Fabrizio (del 10/11/2012 @ 09:03:59, in scuola, visitato 998 volte)

Lettere

Gentile direttore, da cosa si misura la civiltà di un Paese?

Sono comparsi in città dei manifesti imbarazzanti: "Abbiamo fatto pagare i Rom e i Sinti" - Lega Nord. Non credo che qualcuno potrà dimenticare quei bambini che camminavano lungo la strada senza marciapiede, la mensa vietata, l'accesso alla scuola materna proibito. Ci sono stati buoni cittadini che hanno raccolto la cifra necessaria per ripristinare i diritti negati a quei bambini a cui non solo è stata fatta pagare la crisi e la povertà delle proprie famiglie, ma sulle cui spalle è stato costruito un pezzettino della campagna elettorale.

Bisogna creare un nemico per giustificare e coprire il vuoto delle proprie idee, la crudeltà del proprio cuore e la pochezza del proprio operato. Meglio prendersela con i Rom piuttosto che affrontare, di fronte alla cittadinanza, lo scandalo delle mostre taroccate e delle centinaia di migliaia di euro regalati ad Artematica. Meglio insultare i Sinti piuttosto che raccontare dei tagli ai servizi sociali e alla scuola, dell'aumento dei costi per le famiglie. Meglio prendersela con qualche migrante piuttosto che raccontare di quando si spendevano allegramente i soldi della cittadinanza per le Miss Padania o i mondiali delle nazioni non riconosciute.
Siamo una delle città più inquinate d'Europa e il primo Consiglio Comunale sull'argomento sarà convocato a novembre, a pochi mesi dalla fine del mandato. Una grande prova di efficienza! Meglio parlare e prendersela con i poveracci, che non hanno voce. Meglio alimentare l'odio, il disprezzo.

Caro direttore, le ripeto la domanda iniziale: da cosa si misura la civiltà di un Paese? Dalla capacità, fra le altre cose, di creare anticorpi contro questo razzismo e questo modo di fare politica. Abbiamo bisogno di altro.

Paola Dioni

 
Di Fabrizio (del 11/11/2012 @ 09:11:00, in scuola, visitato 1439 volte)

 Post plebeo e ad alto tasso di intolleranza (GRATUITA?)

    Ricordate quel film di Mike Nichols? Il laureato è uno che vorrebbe un matrimonio felice e magari una bella macchina e tanti figli, ma la potenziale (e borghesissima) suocera, piuttosto che ammollare l'adorata figlioletta a qualcuno senza arte né parte, è disposta a scoparsi lei il giovanotto, per ricattarlo e minacciarlo in futuro. E non è che il giovanotto in questione resista più di tanto a queste avances.

Qualche anno fa, davo una mano a traslocare i volumi del Centro Documentazione dell'Opera Nomadi di Milano... a proposito, che fine avrà fatto? (non l'Opera Nomadi, il centro intendo). Al centesimo scatolone, bestemmiavo sulla mole di libri scritti su di un popolo tendenzialmente ANALFABETA.

Da quando frequento Rom e Sinti, per forza ho iniziato a frequentare anche laureati. Sempre di più. Probabilmente è dovuto al momento di crisi: senza prospettive di lavoro e con un riconoscimento pubblico prossimo allo zero, è probabile che nei campi trovino quel po' di considerazione che altrove viene negata loro.

Dentro i campi, timidi, i laureati rispondono con sorrisi e magari fanno qualcosa coi bambini. Quando ne escono, scrivono, convinti di aver scoperto un filone che darà loro fama e importanza. E cosa scrivono di bello? Di cosa hanno visto, di come provare ad instaurare un rapporto tra DIVERSI? Di solito invece scrivono rimasticature di altri laureati (di più lungo corso), sulle origini degli zingari, sul loro cammino, sulla loro miseria materiale ed intellettuale, su quanto noi stanziali siamo razzisti e malvagi... insomma, cose risapute.

Il problema è che questo timbro di notizie, da parte di una classe che ha studiato da dirigente, restituisce lo STATUS QUO, il perpetrarsi della distanza che si è creata nel tempo. Mi son chiesto spesso se sia un comportamento cosciente, mirare a mantenere lo STATUS QUO, o sia la reazione di chi col mondo del lavoro (che continuo a considerare il motore universale del cambiamento) ha pochi rapporti precari, ma alla fine abbia comunque una casa che lo attenda, finita la corveé al campo nomadi. Altro punto su cui mi interrogo: quanto è disposta ad imparare (a mettersi in discussione), una persona che spesso si auto-considera già istruita?

Insomma: cosa si può pretendere da una situazione così socialmente sfilacciata? Attualmente: di farsi una risata di tanto in tanto, senza perdere la speranza che questo rapporto possa evolversi. L'esempio mi viene da una delle ultime letture di Paul Polansky (anche lui è laureato, nessuno è perfetto...) a cui ho assistito. Domanda, da parte di un laureato in antropologia:

  • Come sei riuscito a svolgere il tuo lavoro di antropologo tra gli zingari?

Risposta:

  • Gli zingari non sanno neanche cosa sia, l'antropologia. Hanno però dei bisogni, come tutti, e meglio degli altri sanno riconoscere se qualcuno si interessa a loro con sincerità e con impegno. Abbiamo costruito un rapporto, e così sono stato facilitato nel mio lavoro di antropologo. Ma tutto ciò è venuto dopo.
 
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