Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
Semplice: non lo faccio per essere alla moda!

L'OROLOGERIA DI MILANO srl viale Monza 6 MILANO

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Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

La redazione
-

\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 21/06/2008 @ 09:25:40, in scuola, visitato 1197 volte)

Praga, 17.6.2008, 16:04, (ROMEA/CTK) Jelena Silajdzicova, dell'associazione civica Slovo 21, ha detto ai giornalisti che oltre 2000 persone hanno partecipato al progetto di aiuto dei Rom a Praga, mentre oltre 800 di loro hanno frequentato corsi d'istruzione e di formazione ed oltre 200 hanno trovato nuovi lavori.

Il progetto "Supporto per i Rom di Praga", lanciato nel 2005, ha aiutato alcuni Rom a studiare alle scuole secondarie ed alle università

Il progetto terminerà ad agosto. Altre regioni hanno espresso il loro interesse nel modello, ha detto Silajdzicova. Nota ancora che gli autori hanno basato il progetto su stime qualificate, dicendo che nella capitale di 1,3 milioni di abitanti vivono circa 24.000 Rom, di cui l'80% è senza lavoro.

L'alto tasso di disoccupazione tra i Rom è causato, tra l'altro, dai loro bassi livelli di istruzione e qualificazione, discriminazione nel mercato del lavoro come pure un ben sviluppato mercato del lavoro nero, ha aggiunto.

Oltre a Slovo 21, hanno partecipato altre associazioni civiche come il distretto municipale Praga 3 ed una scuola municipale, come pure due partner stranieri. Il progetto ha ottenuto successo grazie alla partecipazione ed alla cooperazione di parti dell'amministrazione pubblica, di OnG ed istituzioni scolastiche, ha detto Silajdzicova.

Lo scopo è stato di creare un modello che potesse essere applicato in altre città ceche come pure altrove in Europa. Una delle attività principali del progetto è stata la preparazione dei giovani Rom alla scuola secondaria e agli studi universitari.

Gli autori inoltre hanno indirizzato trovare lavoro per i Rom e lanciato un sito web che offre posti vacanti. Il progetto all'interno dell'iniziativa Equal è costato quasi 27 milioni di corone.

 
Di Fabrizio (del 23/06/2008 @ 18:11:27, in scuola, visitato 1256 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

MILANO - Una classe ghetto per bambini rom. O quasi. Succede alla scuola dell´infanzia di via Magreglio a Milano. Il prossimo anno scolastico ci saranno 25 bambini rom, alcuni del vicino campo nomadi di via Triboniano. Di questi, tredici finiranno in un´unica classe, con altri quattro bimbi stranieri e otto italiani. Da qui la protesta del collegio scolastico: «Se il ruolo della scuola è quello di promuovere un pieno e completo processo di integrazione, come può il Settore educazione creare classi nelle quali c´è una presenza elevata di bambini della stessa etnia e in cui gli stessi, anziché beneficiare di una sana e serena integrazione, si vedranno maggiormente emarginati? Non sarebbe più rispettoso per i bambini un´equa distribuzione in almeno due scuole?».

Una richiesta arrivata, sotto forma di lettera, all´assessore comunale alle Politiche sociali e rilanciata dalla Cgil. «È giusto inserire i bambini rom nelle scuole comunali, ma metterne così tanti in un´unica classe diventa una forma di ghettizzazione, così non si costruisce l´integrazione», spiega Adriano Sgrò, segretario cittadino della Cgil-funzione pubblica. La scuola di via Magreglio ha quattro classi - che da settembre diventeranno cinque - e cento bambini, tra cui molti figli di stranieri. Ma mai, finora, bambini rom. I 25 in arrivo sono stati inseriti dalla Casa della Carità di don Virginio Colmegna (i genitori hanno firmato il "Patto di legalità") che, in realtà, aveva iscritto i bambini del Triboniano in cinque scuole della zona, per evitare alte concentrazioni, e invece ha scoperto che il Comune ha dirottato la maggior parte proprio in via Magreglio. La protesta delle insegnanti non è però una questione di razzismo, anzi. «Non è che non vogliamo questi bambini - spiegano - ma è un numero troppo alto, considerando che non abbiamo una formazione professionale adeguata e mancano mediatori culturali e strutture».

Ora, dopo la lettera inviata all´assessore Moioli e dopo la denuncia della Cgil, si aspettano risposte dal Comune. E fanno una riflessione amara: «Ci sentiamo ancora una volta abbandonate nella nostra dignità di professioniste e di lavoratrici. Dovremo affrontare una sfida come questa, senza nessun tipo di aiuto e di sostegno da parte dell´Amministrazione che tanto parla di qualità del servizio educativo e poco o nulla investe, riducendo i servizi a baby parcheggi e a pura assistenza sociale. Ma il ruolo di noi insegnanti è ben altra cosa».

23-06-2008 La repubblica LUCA DE VITO ORIANA LISO

 
Di Fabrizio (del 23/06/2008 @ 20:05:06, in scuola, visitato 1422 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

Al Ministro della Pubblica Istruzione MariaStella Gelmini

Egregio Sig. Ministro,

quale Presidente della "Federazione Rom e Sinti Insieme" e a nome mio personale, appartenente alla minoranza Rom, mi rivolgo a Lei in qualità di garante e responsabile del diritto allo studio nel nostro Paese.

Il clima di intolleranza che ha determinato in questi giorni gli episodi di violenza condannati in primis dall'Unione Europea di cui l'Italia è paese membro, deplorati anche da intellettuali, giornalisti, associazioni, comunità Cristiane, singoli cittadini, attraverso petizioni e appelli alle più alte cariche dello Stato e della Chiesa Cattolica, ricordano e reclamano la sicurezza anche per gli stessi Rom e Sinti.

Sicuramente il gesto della ragazzina di Napoli, forse di etnia rom, ha fatto da detonatore alle tensioni che covavano da anni, mettendo in moto una "giustizia fai da te", montata ora dopo ora tra gente esasperata e stufa del degrado, ma , individuare nei gruppi sociali più deboli o nelle etnie più indifese il nemico da prendere come pretesto per i problemi del momento, colpevolizzare interi popoli, accusati di essere per loro stessa natura subdoli, violenti, pericolosi, ci riporta a tempi di un nostro triste e funesto passato.

Siamo profondamente indignati per il comportamento di nostri concittadini che, ci condannano, non per responsabilità e colpe individuali, ma spesso per la nostra appartenenza etnica ignorando, le parole di un Grande come Primo Levi "Non comprendo, non sopporto che si giudichi un uomo non per quello che è ma per il gruppo cui gli accade di appartenere"

Siamo altresì indignati e preoccupati anche per tutti i Rom e Sinti in Italia da moltissimi anni, sprovvisti della cittadinanza Italiana, difficile se non impossibile da ottenere nelle condizioni in cui vivono, soprattutto ora.

Se l'attuale ondata , a mio avviso, irrazionale e pericolosa, scaturisce da una frattura culturale profonda, non vorremmo che fossero colpiti anche i nostri bambini, circa il 50% della nostra popolazione; sarebbe davvero insopportabile scoprire che anche nella tutela dei minori e dei loro diritti universali, esistono bambini di serie A e bambini di serie B.

Chiediamo a Lei di fare piena luce su quanto accaduto a una bambina Sinta di 8 anni a Brescia, oggetto di infamanti insulti da parte dei compagni di scuola e che è stata bersaglio di lanci di sassi. mentre si allontanava con la madre,

Fatti come questo, purtroppo non unici e non primi, contribuiscono a fomentare altro odio e altra violenza in un luogo che per sua natura e dovere istituzionale non può essere che educativo e rispettoso di tutte le culture, compresa quella dei Rom e dei Sinti.

Chiediamo a Lei di sollecitare i Dirigenti Scolastici, i Docenti e tutti coloro che lavorano nella scuola, affinchè vigilino perché simili episodi non si ripetano e non diventino ulteriore causa di abbandono scolastico da parte degli alunni Sinti e Rom frequentanti le scuole del nostro Paese.

Ci auguriamo che soprattutto i Docenti, si sentano impegnati nel loro difficile lavoro quotidiano e sappiano mettere in atto attraverso la loro etica professionale tutte le strategie possibili per arginare ed impedire quanto potrebbe accadere anche in loro presenza.

Siamo convinti che l'esempio e le idee di Don Milani siano più che mai attuali e siano certamente condivise dai Docenti che hanno nelle loro mani il futuro dei nostri bambini e di conseguenza anche il futuro del nostro Paese :

"Se mandate via i poveri dalla scuola non è più una scuola; è un ospedale che cura i sani e manda via i malati, diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile."

La testimonianze di Rebecca, ragazzina Rom prodigio, un talento che ricorda il grande artista Otto Mueller, sviluppato senza insegnanti, disegnando e dipingendo all'interno di baracche o sotto i ponti, perseguitata da razzismo e politiche intolleranti, o l'esempio del ragazzo Rom di quattordici anni che vive in un campo nomadi della provincia di Cagliari, risultato il più bravo della classe, per voti e condotta, costituiscono per tutti noi motivo di riflessione e di condanna per quanti, in questo momento, sollecitano provvedimenti in contrasto con i diritti dei bambini.

Molteplici sono le problematiche che impediscono ed interferiscono per una piena e completa scolarizzazione dei bambini Sinti e Rom, problematiche che non sempre la scuola da sola può e deve affrontare, in quanto sono di competenza di altri Enti ed altre Istituzioni.

Per questo Le chiediamo di affrontare questa vergognosa piaga del nostro Paese sia attraverso l'assunzione di responsabilità da parte di altri Ministeri, ma anche attraverso il coinvolgimento degli stessi Sinti e Rom che in questi anni hanno maturato la dovuta esperienza e competenza nel settore.

Nel ringraziare i Dirigenti e le Scuole che nell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale, hanno condiviso ed attuato il progetto Esmeralda per una corretta conoscenza dei Rom e dei Sinti, desideriamo citare ancora una volta gli insegnamenti di Don Milani :"Non dimentichiamo mai che il vero cantiere della pace e della guerra siamo noi nel piccolo ambito dei nostri rapporti quotidiani. Noi, come membri della specie umana, non siamo in condizione di continuare il nostro percorso storico se non confrontandoci con la presenza dell'Altro come tale".

La saluto con gratitudine

Federazione Rom e Sinti Insieme - Il presidente: Nazzareno Guarnieri

 
Di Fabrizio (del 26/06/2008 @ 09:25:59, in scuola, visitato 1378 volte)

Da British_Roma

By Deborah Lewis - 24/06/2008 - I TRAVELLERS hanno visitato scuole allo scopo di dissipare miti e pregiudizi, come pure per incoraggiare i loro bambini a frequentare la scuola.

Come parte del primo nazionale Mese di Storia dei Rom e dei Traveller (GPTHM), i travellers di Hyndburn - che ha una delle più grandi comunità nomadi nell'East Lancashire con 15 siti - sono andati a scuola per presentare agli studenti il loro modo di vita.

Le scuole coinvolte sono la St Paul's Primary di Oswaldtwistle, Sacred Heart Primary di Accrington, Huncoat Primary School e Rhyddings Business and Enterprise School di Oswaldtwistle.

Le visite, che sono partite lo scorso mese [...], sono state organizzate dalla squadra di sviluppo comunitario del Lancashire County Council.

Un numero di travellers di Hyndburn e Burnley ha messa a punto un comitato che ha organizzato le visite con le scuole.

Gill Cookson, coordinatrice allo sviluppo per l'area di Hyndburn, ha detto che lo schema ha segnato un "vero punto di svolta".

Gill, che ha lavorato con le comunità traveller per 10 anni, ha detto "C'è ancora tanta stampa negativa sui travellers, e una gran parte di questa iniziativa è stata dare alla comunità una possibilità di dire che non siamo tutti gli stessi, ed educare la gente sulla cultura di cui sono fieri."

"Abbiamo voluto aprire un canale di comunicazione e deciso di coinvolgere le scuole locali, perché avrebbe migliorato l'accesso degli insegnanti, e questo può aiutare ad affrontare i pregiudizi dei giovani."

"Tutte le scuole avvicinate sono state contente di avervi preso parte."

"Storicamente, i travellers sono preoccupati che i loro bambini si allontanino dalla loro cultura passando troppo tempo a scuola, questo significa che la frequenza alla scuola primaria è irregolare, e quasi inesistente a livello secondario. Molti lasciano a 11 anni."

"Si ritiene che qualsiasi qualificazione formale sia superflua, perché non ricercheranno impiego nei principali settori."

"Costruendo legami con Rhyddings, speriamo che i travellers vedano i benefici dell'educazione secondaria, cioè permettere ai giovani di operare scelte informate ed essere informati sulle occasioni disponibili."

"Questo riguardo a dissipare miti da ambo le parti."

I travellers hanno passato il loro tempo nelle classi rispondendo alle domande degli alunni sul loro stile di vita e raccontando la loro storia.

Giovedì si è tenuta una giornata aperta all'Hyndburn Youth and Community Centre con circa 30 travellers a parlare ai visitatori circa la loro cultura, offrendo brodo e torta preparato secondo la loro tradizione.

Dice Gill: "E' stato veramente un pieno successo. I bambini sono stati affascinati dalla cultura differente, ed alcuni dei bambini traveller hanno potuto parlare del loro patrimonio culturale con orgoglio, cosa che non era mai accaduta prima."

Ha detto di sperare che le visite continuino dopo la fine di questo mese.

Il Dipartimento per l'Infanzia, le Scuole e le Famiglie ha fondato il primo GRTHM, che ha visto la comunità dei 300.000 travellers in GB lavorare a fianco di autorità locali, scuole ed organizzazioni culturali per combattere il pregiudizio. Ha aggiunto Gill: "Dieci anni fa i travellers erano riluttanti a raggiungere la comunità più estesa, ma ora stanno muovendosi in avanti."

"E' un vero punto di svolta perché ci si sono buttati a corpo morto ed il successo ha dato loro fiducia, da tutto ciò sono nate un sacco di idee."

"E' il prodotto di anni di lavoro ed abbiamo passato gli ultimi 12 mesi preparandoci per questo, ma ne è valsa la pena."

 
Di Fabrizio (del 28/06/2008 @ 08:50:44, in scuola, visitato 1877 volte)

Da Roma_Francais

venerdì 20.06.2008, 04:51 - La Voix du Nord

Il sindaco di Wimille non ha l'intenzione scolarizzare i bambini Rom presenti su un terreno della città. Una decisione contraria alla legge. L'eletto auspica che la questione sia discussa alla CAB.

In questo momento in cui le scuole prendono le iscrizioni per il prossimo rientro, i bambini Rom di Boulonnais rischiano un altro anno di essere privati del corso. Antoine Logié, sindaco di Wimille, ci ha confermato che non auspicava l'immediata scolarizzazione dei bambini sul terreno del suo comune, vicino alla rotonda dell'uscita A16 Wimereux-Wimille. "C'è un problema che supera in gran parte la competenza del mio comune."

Occorre che sia discusso a livello della Comunità d'agglomerazione di Boulonnais. Il nostro deputato (Jack Lang, nota) potrebbe anche interessarsi dell'affare. Dal suo lato i volontari dell'associazione Agir avec les Roms non si scoraggiano: "Iscriveremo i bambini in comune nei prossimi giorni," garantisce Jeadette Vaillant, presidente della Lega dei diritti dell'uomo. "Ci incontreremo con i genitori di sette bambini che hanno l'età per andare alle scuole primarie." Per "affrontare" il sindaco, l' associazione non iscriverà i dodici più piccoli. Sei adolescenti saranno iscritti al collegio. "Non abbiamo voglia di andare allo scontro," insiste J. Vaillant. "Ma siamo sostenuti dall'ispettorato accademico." I Rom possono anche contare su di un alleato di peso: la legge, chiara sull'argomento. Dalla legge Ferry del 1882 modificata nel 1959, i bambini della comunità della gens du voyage dipendono dal diritto comune e la loro scolarità è obbligatoria sino a 16 anni. D'altra parte, il Codice dell'istruzione fa obbligo al sindaco d'effettuare un censimento di tutti i bambini presenti sul suolo del suo comune ed in età d' andare a scuola.

O. M.

 
Di Fabrizio (del 11/07/2008 @ 08:41:13, in scuola, visitato 1205 volte)

Da Roma_Francais

"La scuola deve giocare il proprio ruolo" - domenica 06.07.2008, 05:34 - La Voix du Nord

Giovedì sera, nella sala parrocchiale in route de Desvres, a Saint-Martin-Boulogne, s'è costituito un collettivo di difesa dei Rom. La sua prima azione, iscrivere sei bambini, di età tra i 6 e gli 11 anni, alla scuola di Wimille, comune dove sono installati.

"Buongiorno, mi chiamo Samantha, ho 8 anni, vorrei andare alla scuola a Wimille. Buongiorno, mi chiamo Abel, ho 7 anni, anch'io vorrei andare alla scuola a Wimille..." Anitsa, Samir, Sévère, Ionut, che per la circostanza ha messo gli abiti della domenica e le sue scarpe di vernice, vi accolgono nella sala parrocchiale di Saint-Martin-Boulogne messa a disposizione dall'abbé Boutoille, un posto dove funziona il seminario di pre-scolarizzazione animato dalle associazioni che sostengono e vengono in aiuto ai Rom.

Oltre a questi bambini e le loro mamme, rappresentanti della LDH, della FCPE, di Agir pour les Roms, dei Verdi, dei sindacati (Sud éducation solidaire) e dei cittadini. "Sono già due anni che i Rom sono arrivati nel Boulonnais" ricorda Jeadette Vaillant, presidente della LDH, senza omettere le numerose espulsioni di cui queste famiglie sono state oggetto nella nostra regione. Il presidente di Agir pour les Roms insiste: "Un certo numero tra loro hanno veramente l'intenzione di inserirsi nella nostra regione." "La scuola della Repubblica deve giocare il suo ruolo", reclama Christian Daquin, rappresentante della FCPE.

Il punto è che la domanda d'iscrizione di sei bambini, di età tra i 6 e gli 11 anni, alla scuola di Wimille, per il momento non è ancora realizzata. I rappresentanti di queste differenti associazioni si sono raggruppati in collettivo ed hanno deciso di interpellare il prefetto, la Halde, i difensori dei bambini ed il ministro dell'Educazione Nazionale per far rispettare gli articoli della Costituzione che data del 1946 e 1958.

Il parere del sindaco

Contattato sabato mattina, Antoine Logié, sindaco di Wimille, a cui il collettivo "rimprovera non di volere iscrivere i piccoli Rom per timore della reazione negativa dei genitori degli altri allievi e della popolazione", spiega di aver saputo della domanda d'iscrizione da rappresentanti della LDH e della FCPE solo sabato scorso. "I Rom si sono installati su un terreno umido e che appartiene allo Stato. Vogliono rimanere là? Bisogna scolarizzarli? Sarebbe auspicabile che la commissione insegnamento del consiglio municipale desse la propria opinione sulla questione. La direttrice della scuola primaria è stata contattata, così come i rappresentanti dei genitori degli alunni. I pareri sono estremamente condivisi. Mercoledì sera, parleremo di questo oggetto nel consiglio municipale." E' l'inizio di un'apertura?

In ogni caso, la negoziazione non si chiude.

 
Di Fabrizio (del 11/07/2008 @ 21:49:17, in scuola, visitato 1212 volte)

Ricevo da Michela

La vergogna comincia dalla scuola - circolopasolini@splinder.com
Benché nessuno voglia parlare di scuola non avendo alcun appeal, ne parlo e scrivo. Quella che segue è una circolare dell'Ufficio scolastico di Milano per la "rilevazione" degli alunni Rom e Sinti, rilevazione su base etnica. Da molto tempo ormai nella scuola italiana il degrado morale e civile impera passando inosservato. E' un degrado dei comportamenti, dei principi, del linguaggio, della mentalità. E' da tempo che a ottobre arriva nelle aule una circolare che parla di sussidi "ad alunni lombardi" intendendo con questo quelli residenti in Lombardia. Ma il linguaggio rivela. In una scuola italiana si può lasciare appeso al muro per mesi di una classe prima il discorso che Mussolini fece in occasione del concordato, e nessuno, delle centinaia di persone che vi transitano, dica nulla. Solo quando sono messi di fronte alla minaccia di una denuncia per apologia di reato si disturbano a toglierla. E quante altre cose si potrebbero raccontare se solo trovassero orecchie ad ascoltare. Non ci stupiamo quindi se troviamo in questa circolare una scheda con la dizione: "Indicare se l’alunno è Nomade italiano o straniero". (ic)

UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI MILANO
Formazione - Politiche giovanili e Sostegno alla persona

Prot. n. 3058
Milano, 11 Giugno 2007

Ai Dirigenti Scolastici
delle Scuole di Milano e provincia
Loro Sedi

Oggetto: rilevazione alunni ROM SINTI.
Si informano le SS.LL. che l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ha promosso l’approfondimento della sezione delle ricerca sugli insediamenti delle famiglie rom e sinte in alcune città della Lombardia, con particolare riguardo agli aspetti educativi che coinvolgono i minori rom e sinti.

A tale scopo - come sottolinea la lettera, prot. 11897 del 4/6/07 inviata dall’USRL a questo Ufficio- viene proposta la rilevazione in oggetto che ha come finalità una raccolta di dati quantitativi e qualitativi che permettano di leggere i seguenti aspetti:

Caratteristiche dell’alunno
Qualità della presenza in Italia
Situazione abitativa di provenienza
Iter scolastico pregresso
Modalità inserimento nella classe
Tipo di strutturazione delle scuole per accoglienza, inserimento, apprendimento
Livello di frequenza/ motivazione del minore nomade
Esiti scolastici
Rapporti con la famiglia

La tabulazione dei dati, che le SS.LL. vorranno cortesemente inviarci compilando l’allegata scheda, permetteranno non solo di avere un quadro dettagliato della realtà nelle scuole della nostra provincia , ma anche di utilizzare tali dati per una sempre migliore programmazione dell’offerta formativa sia della scuola sia di altri soggetti istituzionali e non, che sono interessati dalla problematica dell’inserimento sociale e scolastico dei minori “nomadi”.

Si invitano , pertanto, le SS.LL. a far pervenire entro il 6 Luglio 2007 le schede contenenti i dati relativi ai propri alunni rom e sinti, inviandole all’indirizzo e mail intercultura.csa.mi@tiscali.it alla cortese attenzione della Prof.ssa R.Spadaro, oppure tramite consegna a mano, che dal 20 Giugno 2007, data prevista per il trasloco, dovrà essere indirizzata a USP di Milano , Via Ripamonti 89 , piano 6° Area Intercultura Successo Formativo.

Si ringrazia per la loro cortese collaborazione e si porgono distinti saluti.

F.to Il Dirigente
Antonio Zenga

La scheda in allegato:
http://www.milano.istruzione.lombardia.it/circ2007/all_30587_07.doc

comprende le seguenti Voci

Denominazione scuola
Sigla Alunno
Età
Sesso
Indicare se l’alunno è Nomade italiano o straniero
Stato in cui è nato
Se straniero, anno di arrivo in Italia
Gruppo nomade di appartenenza (Es. Sinti , Rom , Abruzzesi….)
Luogo di Abitazione (Campo, Appartamento, ….)
Anno di arrivo nell’attuale scuola
Classe in cui è inserito
GRADO di scuola frequentata
Inserimento in classi inferiori all’età (n. anni di ritardo)
Inizio frequenza scolastica: se a settembre o in corso d’anno
Tipo di frequenza (regolare, saltuaria, a periodi alterni )
Proveniente da quale scuola: la stessa, altra italiana , altra straniera
Percorso scolastico pregresso: materna, elementare, media (indicare se in Italia o estero)
Livello conoscenza lingua italiana orale, scritta: nessuna, elementare , sufficiente,buona,…)
Esiti scolastici ottenuti Insuff. Scarsi Suff. Buoni
Programmazione didattica diversificata (per lingua italiana – per discipline…) se Sì Come:
Attività laboratoriali se Sì Quali,quando:
Attività di supporto con extrascuola se Sì Dove,chi:
Certificazione degli esiti: materiali di verifica “dedicati” se si Come, quali:
Rapporti con la famiglia: se si Come e perché:
Impiego di Mediatori Culturali: se Sì Quando:

Su: http://www.milano.istruzione.lombardia.it/circ2007/cprot30587_07.html  

 
Di Fabrizio (del 14/07/2008 @ 17:02:18, in scuola, visitato 1360 volte)

Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

La voglia di schedare e classificare etnicamente gli "zingari" è ormai un vero e proprio virus che sta infettando le istituzioni democratiche. Ora il Ministro Maroni l’ha fatto diventare legge e politica dello Stato, ma il quadro inquietante che emerge man mano che si scava nella realtà è che, almeno in Lombardia, quel virus agisce da tempo. Avevamo già denunciato che la Polizia municipale di Milano dispone di una sua autonoma schedatura etnica, risalente al periodo ottobre 2006 – dicembre 2007, e ora scopriamo che iniziative analoghe furono promosse un anno fa addirittura nelle scuole.

Infatti, come ha segnalato il blog del Circolo Pasolini di Pavia (http://circolopasolini.splinder.com), è sufficiente visitare il sito internet dell’Ufficio scolastico provinciale di Milano, cercare un po’ ed ecco che salta fuori la circolare n. 3058 dell’11 giugno 2007 che invitava i direttori scolastici di città e provincia a procedere a una "rilevazione alunni rom sinti". A tal fine era stata fornita anche una "scheda rilevazione dati", prodotta dall’Ufficio scolastico per la Lombardia, da compilarsi a cura del singolo istituto scolastico: una scheda per ogni alunno "nomade".
Beninteso, che la scuola si preoccupi di monitorare il grado di apprendimento e di inserimento degli studenti ci pare assolutamente doveroso, specie in una regione come la Lombardia che da tempo registra un tasso di abbandoni scolastici superiore alla media nazionale e dove la crescente presenza di bambini provenienti da famiglie di immigrati richiede nuove e adeguate politiche.

Ma cosa c’entra questo con una schedatura rivolta esclusivamente agli alunni individuati come "nomadi", che siano essi cittadini italiani o stranieri, che vivano in campi oppure in appartamenti? E che senso ha classificare i bambini per appartenenza a gruppi etnici? Difatti, la scheda relativa al singolo alunno prevede di rilevare informazioni come "Indicare se l’alunno è Nomade italiano o straniero", "Gruppo nomade di appartenenza (Es. Sinti, Rom, Abruzzesi…)" e "Luogo di abitazione (Campo, Appartamento, …)".

Insomma, la realtà che sta venendo a galla non è soltanto che la presunta necessità di "sapere chi sono", invocata dal Ministro Maroni per legittimare la schedatura etnica di massa degli zingari, è una gigantesca menzogna per giustificare l’ingiustificabile, ma soprattutto che la cultura democratica e la legalità costituzionale stanno diventando un optional per troppe istituzioni pubbliche. E quando una cosa del genere può accadere persino nella scuola, allora vuol dire che le cose si stanno mettendo davvero male.

Oggi abbiamo presentato un’interpellanza al governo regionale in cui chiediamo che intervenga con urgenza, affinché questa banca dati etnica venga distrutta immediatamente. Non si può, infatti, un giorno rivendicare che la Regione possa gestire autonomamente persino la scuola e il giorno dopo fare finta di niente quando succedono fatti incredibili come quelli descritti sopra.

Ma soprattutto crediamo che sia necessario un grande moto di disobbedienza da parte del mondo della scuola per impedire che cose di questo tipo possano accadere di nuovo, anche se a chiederle sarà un Ministro.

 
Di Fabrizio (del 16/07/2008 @ 10:17:40, in scuola, visitato 1224 volte)

Ricevo da Luisa

NON TOCCATE I BAMBINI ROM:
NO ALLA SCHEDATURA DEI BAMBINI ROM!
NO AL RAZZISMO DI STATO!

Domenica 20 luglio
a Lecce in P.tta de Pace
(di fronte scuola C.Battisti)
dalle ore 18,00 in poi
riflessioni, immagini, storie
e suoni dal campo ROM

OPPORSI AL PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO DI SCHEDATURA DEI BAMBINI ROM È UN DOVERE CIVICO, MORALE, CULTURALE E POLITICO.

ReteAntiRazzistaSalento
reteantirazzistasalento@yahoo.it
tel.320.0740257 - 329.6931041

RETE ANTIRAZZISTA SALENTINA
NON TOCCATE I BAMBINI ROM:
PERCHE' BISOGNA PROTESTARE CONTRO IL RAZZISMO DI STATO


IL DECRETO LEGGE CHE RISCHIA DI ESSERE RESO EFFETTIVO ANCHE NELLA REALTA' SALENTINA, DISPONE UNA SORTA DI CENSIMENTO DELLE COMUNITA' ROM, COMPRENSIVO DELLA RILEVAZIONE DELLE IMPRONTE DIGITALI, PRASSI CHE COINVOLGEREBBE ANCHE I BAMBINI E I MINORENNI, CON IL FINE FORMALE DELLA IDENTIFICAZIONE E QUANTIFICAZIONE DEL "FENOMENO", COME PRIMA RISPOSTA AD UNA SITUAZIONE DI "EMERGENZA SOCIALE".

QUESTA CONCRETA POSSIBILITA', BOLLATA COME DISCRIMINATORIA DAL PARLAMENTO EUROPEO, RAPPRESENTA PER TUTTI NOI UN GRAVE PERICOLO, POICHE' ESPONE L'INTERA SOCIETA' AD UNA PAUROSA REGRESSIONE DELLE CONQUISTE CIVILI E DEMOCRATICHE:

A LIVELLO GIURIDICO QUESTO PROVVEDIMENTO RIESCE NELLA DIFFICILE IMPRESA DI CONTRASTARE CON LA NOSTRA COSTITUZIONE E CON I RIFERIMENTI LEGISLATIVI INTERNAZIONALI RELATIVI AI DIRITTI UMANI (DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO, CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA).
RIEVOCA E RIPROPONE, IN MANIERA NEANCHE TANTO VELATA, LEGGI RAZZIALI CHE L'ITALIA, MEMORE DEL SUO RECENTE PASSATO STORICO, AVEVA RIPUDIATO ATTRAVERSO LA FORMULAZIONE DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E DEMOCRATICA.

A LIVELLO POLITICO APPROFITTA DELLA DISINFORMAZIONE E DEL PREGIUDIZIO.
PRETENDE DI GIUSTIFICARSI CON ESIGENZE DI "CONTROLLO E DI SICUREZZA", CHE IN REALTA' CREANO SOLO UN COMODO E FACILE CAPRO ESPIATORIO, CON LA CONSEGUENZA DI ALIMENTARE IL PREGIUDIZIO E DIFFONDERE INSICUREZZA.
MA QUESTO PROVVEDIMENTO VA ADDIRITTURA OLTRE! COINVOLGENDO IN MANIERA VERGOGNOSA E IMPROPONIBILE BAMBINI E MINORENNI, CONSIDERATI ALLA STREGUA DI PROBABILI E POTENZIALI CRIMINALI DI DOMANI E CONSENTENDO L'ESERCIZIO DI UN POTERE RAZZISTA E DISCREZIONALE SULLE COMUNITA' ROM.

A LIVELLO SOCIALE E CULTURALE DIFFONDE UNA PERCEZIONE DI INSICUREZZA CHE, PER LEGGE, VEDE COME PRINCIPALE RESPONSABILE UNA COMUNITA' PARTICOLARE E CIRCOSCRITTA, INCENTIVANDO ATTEGGIAMENTI E PRATICHE INTOLLERANTI E RAZZISTE GIA' AMPIAMENTE DIFFUSE NEL TESSUTO SOCIALE VANIFICANDO QUALSIASI PASSO AVANTI FATTO NEL SENSO DELL'INCLUSIONE SOCIALE, DEL DIALOGO E DEL CONFRONTO.

PROTESTARE
CONTRO QUESTO PROVVEDIMENTO
ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE ALLE INIZIATIVE CULTURALI E INFORMATIVE
CHE INTERESSERANNO IN QUESTI GIORNI IL TERRITORIO SALENTINO
È UN DOVERE CIVICO, MORALE,
CULTURALE E POLITICO DI TUTTI

 
Di Fabrizio (del 19/07/2008 @ 00:17:44, in scuola, visitato 1052 volte)
 
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