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Federazione Rom e Sinti insieme: lettera al Ministro dell'Istruzione
Di Fabrizio (del 23/06/2008 @ 20:05:06, in scuola, visitato 1377 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

Al Ministro della Pubblica Istruzione MariaStella Gelmini

Egregio Sig. Ministro,

quale Presidente della "Federazione Rom e Sinti Insieme" e a nome mio personale, appartenente alla minoranza Rom, mi rivolgo a Lei in qualità di garante e responsabile del diritto allo studio nel nostro Paese.

Il clima di intolleranza che ha determinato in questi giorni gli episodi di violenza condannati in primis dall'Unione Europea di cui l'Italia è paese membro, deplorati anche da intellettuali, giornalisti, associazioni, comunità Cristiane, singoli cittadini, attraverso petizioni e appelli alle più alte cariche dello Stato e della Chiesa Cattolica, ricordano e reclamano la sicurezza anche per gli stessi Rom e Sinti.

Sicuramente il gesto della ragazzina di Napoli, forse di etnia rom, ha fatto da detonatore alle tensioni che covavano da anni, mettendo in moto una "giustizia fai da te", montata ora dopo ora tra gente esasperata e stufa del degrado, ma , individuare nei gruppi sociali più deboli o nelle etnie più indifese il nemico da prendere come pretesto per i problemi del momento, colpevolizzare interi popoli, accusati di essere per loro stessa natura subdoli, violenti, pericolosi, ci riporta a tempi di un nostro triste e funesto passato.

Siamo profondamente indignati per il comportamento di nostri concittadini che, ci condannano, non per responsabilità e colpe individuali, ma spesso per la nostra appartenenza etnica ignorando, le parole di un Grande come Primo Levi "Non comprendo, non sopporto che si giudichi un uomo non per quello che è ma per il gruppo cui gli accade di appartenere"

Siamo altresì indignati e preoccupati anche per tutti i Rom e Sinti in Italia da moltissimi anni, sprovvisti della cittadinanza Italiana, difficile se non impossibile da ottenere nelle condizioni in cui vivono, soprattutto ora.

Se l'attuale ondata , a mio avviso, irrazionale e pericolosa, scaturisce da una frattura culturale profonda, non vorremmo che fossero colpiti anche i nostri bambini, circa il 50% della nostra popolazione; sarebbe davvero insopportabile scoprire che anche nella tutela dei minori e dei loro diritti universali, esistono bambini di serie A e bambini di serie B.

Chiediamo a Lei di fare piena luce su quanto accaduto a una bambina Sinta di 8 anni a Brescia, oggetto di infamanti insulti da parte dei compagni di scuola e che è stata bersaglio di lanci di sassi. mentre si allontanava con la madre,

Fatti come questo, purtroppo non unici e non primi, contribuiscono a fomentare altro odio e altra violenza in un luogo che per sua natura e dovere istituzionale non può essere che educativo e rispettoso di tutte le culture, compresa quella dei Rom e dei Sinti.

Chiediamo a Lei di sollecitare i Dirigenti Scolastici, i Docenti e tutti coloro che lavorano nella scuola, affinchè vigilino perché simili episodi non si ripetano e non diventino ulteriore causa di abbandono scolastico da parte degli alunni Sinti e Rom frequentanti le scuole del nostro Paese.

Ci auguriamo che soprattutto i Docenti, si sentano impegnati nel loro difficile lavoro quotidiano e sappiano mettere in atto attraverso la loro etica professionale tutte le strategie possibili per arginare ed impedire quanto potrebbe accadere anche in loro presenza.

Siamo convinti che l'esempio e le idee di Don Milani siano più che mai attuali e siano certamente condivise dai Docenti che hanno nelle loro mani il futuro dei nostri bambini e di conseguenza anche il futuro del nostro Paese :

"Se mandate via i poveri dalla scuola non è più una scuola; è un ospedale che cura i sani e manda via i malati, diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile."

La testimonianze di Rebecca, ragazzina Rom prodigio, un talento che ricorda il grande artista Otto Mueller, sviluppato senza insegnanti, disegnando e dipingendo all'interno di baracche o sotto i ponti, perseguitata da razzismo e politiche intolleranti, o l'esempio del ragazzo Rom di quattordici anni che vive in un campo nomadi della provincia di Cagliari, risultato il più bravo della classe, per voti e condotta, costituiscono per tutti noi motivo di riflessione e di condanna per quanti, in questo momento, sollecitano provvedimenti in contrasto con i diritti dei bambini.

Molteplici sono le problematiche che impediscono ed interferiscono per una piena e completa scolarizzazione dei bambini Sinti e Rom, problematiche che non sempre la scuola da sola può e deve affrontare, in quanto sono di competenza di altri Enti ed altre Istituzioni.

Per questo Le chiediamo di affrontare questa vergognosa piaga del nostro Paese sia attraverso l'assunzione di responsabilità da parte di altri Ministeri, ma anche attraverso il coinvolgimento degli stessi Sinti e Rom che in questi anni hanno maturato la dovuta esperienza e competenza nel settore.

Nel ringraziare i Dirigenti e le Scuole che nell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale, hanno condiviso ed attuato il progetto Esmeralda per una corretta conoscenza dei Rom e dei Sinti, desideriamo citare ancora una volta gli insegnamenti di Don Milani :"Non dimentichiamo mai che il vero cantiere della pace e della guerra siamo noi nel piccolo ambito dei nostri rapporti quotidiani. Noi, come membri della specie umana, non siamo in condizione di continuare il nostro percorso storico se non confrontandoci con la presenza dell'Altro come tale".

La saluto con gratitudine

Federazione Rom e Sinti Insieme - Il presidente: Nazzareno Guarnieri