Rom e Sinti da tutto il mondo

Ma che ci fa quell'orologio?
L'ora si puo' vedere dovunque, persino sul desktop.
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\\ Mahalla : VAI : scuola (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 05/10/2010 @ 09:13:32, in scuola, visitato 1328 volte)

Da Amnesty Italia

Dal diario di Marek

Martedì 27 agosto
Mi chiamo Marek e vivo con il mio papà, la mia mamma, un fratello e due sorelle nel villaggio rom, in periferia. Non abbiamo tanti soldi, ma i miei genitori lavorano tanto e dicono che andare a scuola è importante per il mio futuro.

Mercoledì 2 ottobre
L’altro giorno a scuola la maestra mi ha sgridato ingiustamente. Penso che io e la mia amica Anabela non le piacciamo molto. Siamo gli unici due bambini rom nella nostra classe.
Oggi una psicologa è venuta a scuola e voleva parlare con me. Siamo andati in un’aula da soli e mi ha chiesto di fare alcuni disegni e degli esercizi. Mi ha chiesto: "Qual è la capitale della Slovacchia?" Io le ho risposto Bratislava. Poi mi ha fatto altre domande e io sapevo tutte le risposte, ma non ho capito perché mi ha interrogato.

Lunedì 27 novembre
Oggi a scuola sono stato mandato in un’altra classe. Anche i miei amici che vivono nel villaggio rom come me sono stati messi in questa classe. È una classe speciale per "bambini che sono lenti a imparare", così ha detto la maestra, ma la mia mamma dice è la classe dei bambini rom. Infatti ci sono solo bambini rom in classe con me, ora.
Io voglio tornare con i compagni. Mia mamma è andata a protestare dal preside, ma ha detto che non posso tornare nella classe di prima. Ma io avevo buoni voti ed ero uno degli alunni più bravi della classe.

Marek è un nome di fantasia, ma la sua storia è la storia di tante bambine e tanti bambini rom che in Slovacchia sono privati del loro futuro perché segregati in classi "speciali", frutto della discriminazione e del pregiudizio nei confronti dei rom.

Dal 2007, Amnesty International sta chiedendo alle autorità slovacche di porre fine a questa segregazione e di garantire un uguale accesso all’istruzione a tutti i bambini e a tutte le bambine rom.

Se non hai ancora firmato l’appello, fallo ora!
Firma qui: http://bit.ly/ayJGWq

 
Di Fabrizio (del 25/09/2010 @ 09:33:03, in scuola, visitato 1170 volte)

16 settembre 2010 - L'ERRC (European Roma Rights Centre) invita tutti gli interessati a presentare domanda per il prossimo Corso di formazione per i diritti dei Rom/Sinti che sarà tenuto in Roma, Italia fra 8-14 Novembre 2010.

Il corso, della durata di 7 giorni è inteso per giovani Rom/Sinti, sia studenti o attivisti per i diritti dei Rom/Sinti/Diritti Umani di tutta Italia. Il corso offrirà un'introduzione ai diritti umani e un eccellente occasione di scambio, confronto di idee e di esperienze e di innovazione per i partecipanti che si trovano alle fasi iniziali della propria carriera.

Il corso di formazione costituirà un'occasione unica per immergersi nella teoria e nella pratica dei diritti umani, i diritti delle minoranze e la lotta alle discriminazioni, e di beneficiare dell'esperienza e delle conoscenze di esperti impegnati nel campo dei diritti umani. Il programma intensivo comprende un'ampia gamma di attività sociali che consentiranno ai partecipanti di stabilire contatti tra di loro e con gli esperti, assicurando che il programma sia istruttivo e piacevole.

Lo scopo principale del corso è lo sviluppo delle competenze in una nuova generazione di attivisti Rom/Sinti nell'uso degli strumenti e dei meccanismi nazionali, internazionali e regionali di promozione dei diritti dei Rom/Sinti, sia a livello locale che internazionale, e nel combattere le discriminazioni a partire dalla base fino al livello di governo nazionale.

Obiettivi del corso:

  • Analisi dei problemi e della situazione dei Rom/Sinti nei propri paesi in relazione ai valori e ai principi dei diritti umani universalmente accettati;
  • Sviluppo delle conoscenze nell'uso dei meccanismi nazionali (legislazione nazionale) e internazionale degli strumenti per i diritti umani (per es. Trattati delle Nazioni Unite, Trattati Europei, e altri meccanismi legali e politici del Consiglio Europeo e dell'Unione Europea) per proteggere e promuovere i diritti dei Rom;
  • Rafforzamento delle capacità di monitoraggio, denuncia e difesa contro le violazioni dei diritti umani;
  • Aumento della capacità di applicare le nozioni apprese all'interno delle organizzazioni e delle società/comunità, e
  • Esplorazione e facilitazione delle occasioni per stabilire contatti e sviluppare collaborazioni con esperti e ONG per sostenere la causa dei diritti dei Rom in Italia e in tutta Europa.

Partecipanti:

Il Corso di formazione per i diritti dei Rom fa parte del programma ERRC per aumentare le conoscenze degli attivisti Rom/Sinti. Le domande di partecipazione da parte degli attivisti Rom/Sinti interessati ai diritti umani sono benvenute. I candidati dovranno:

  • possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta (il corso prevede la lettura di documenti e materiale didattico),
  • avere un'età compresa tra i 20 e i 35 anni
  • possedere almeno una diploma di scuola secondaria.

I candidati dovranno dimostrare di essere attivi nel campo dei problemi dei Rom/Sinti e/o nel lavoro con le comunità Rom/Sinti in Italia. ERRC attribuisce particolare importanza alla partecipazione di donne Rom/Sinti, individui LGBT, Rom/Sinti portatori di handicap e altri tipi di minoranze.

Procedura per la presentazione delle domande:

Gli aspiranti alla partecipazione al corso dovranno presentare quanto segue:

  1. Modulo di iscrizione compilato - Clicca QUI,
  2. Curriculum Vitae/Resume (massimo due pagine);
  3. Lettera di presentazione da parte di un insegnante, professore o supervisore (leader di una comunità, leader religioso o attuale datore di lavoro) che sia a conoscenza del lavoro del candidato e del suo impegno nel campo dei diritti dei Rom/Sinti. La lettera dovrà spiegare la natura della relazione con il candidato, la durata della conoscenza reciproca, ed evidenziare i principali motivi che rendono il candidato adatto a partecipare al Corso di Formazione ERRC per i diritti dei Rom/Sinti.

Ai partecipanti selezionati verrà garantita una borsa di studio per il Corso di Formazione ERRC per i diritti di Rom/Sinti.Tutte le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, devono essere ricevute al più tardi entro il 17 ottobre 2010. Si invitano cordialmente i candidati a presentare le proprie domande di partecipazione prima di tale scadenza.

Le domande di iscrizione complete devono essere inviate per e-mail, come allegato, a Dora Eke: dora.eke@errc.org. Oggetto dell'e-mail: Corso di addestramento 2010 per i diritti dei Rom/Sinti.

http://www.errc.org/cikk.php?cikk=3683

 
Di Fabrizio (del 15/09/2010 @ 09:50:46, in scuola, visitato 1463 volte)

Segnalazioni di Stefano Pasta

In allegato l'articolo del Corriere della Sera, 14 settembre

Da Metro 14-10-2010 pag11
Piccoli rom a scuola.
Scuola da una settimana vagano fra ponti e zone degradate della città in cerca di un riparo, sfuggendo ai ripetuti sgomberi. Ma ieri mattina si sono presentati puntualmente sui loro banchi per il primo giorno di scuola. Per i 17 bimbi rom, fino a non pochi giorni fa accampati in via Rubattino, ieri, è suonata la prima campanella. Per altri 12 iscritti nelle elementari di Lambrate e Crescenzago, no. I continui spostamenti hanno impedito loro di arrivare in classe."Nelle condizioni in cui si trovano ora - spiega Elisa Giunipero della Comunità di Sant'Egidio - era veramente difficile vederli a scuola. E invece 17 di loro c'erano, a dimostrazione della grande volontà di integrazione, da parte loro e dei loro genitori. Alcuni sono stati accompagnati dai volontari, altri sono venuti con le famiglie - C'è chi ha fatto anche un'ora di strada per portarli a scuola. Speriamo di rivederli anche nei prossimi giorni "Maestre e volontari sono convinti che, senza il recente sgombero, ieri in classe sarebbero arrivati tutti e ventinove." E invece di quei dodici non sappiamo nulla - racconta Flaviana Robbiati, che insegna nell'elementare di via Cima - chissà dove sono. Forse a nascondersi fra qualche cespuglio...Purtroppo questi piccoli vedono cose che i bambini non dovrebbero vedere. Così non va bene"
Marco Bresolin

da d-news
14-09-2010
Diciassette presenti su 29 rom di via Rubattino
Banchi vuoti a Lambrate e Crescenzago. Ieri altro blitz.
Su ventinove iscritti dai 5 ai 13 anni alle scuole di Lambrate e Crescenzago, ieri mattina, primo giorno di scuola, se ne sono presentati 17. Quattro iscritti alle medie, tutti gli altri alle elementari. Sono arrivati con le cartelle e gli zaini preparati con una colletta, dai genitori e dagli insegnanti che in questi anni, insieme alla Comunità di Sant'Egidio stanno portando avanti numerosi progetti di integrazione. Una famiglia di rom ha dormito nei giardini davanti alla scuola di via Feltre per garatnire la le lezioni al figlio. La mamma ha partorito con un taglio cesareo 11 giorni fa. E ieri gli agenti della municipale hanno sgomberato ancora: 24 rom allontanati da Rubattino che si erano fermati in via Gozzoli.

da Dnews (freepress), 13 settembre 2010
Rubattino.
Lo sconforto dei volontari: «I blitz spostano il problema, non lo risolvono»
Primo giorno di scuola per i bimbi rom. «Ma ci aspettiamo molti banchi vuoti»
Docce in parrocchia:
Ieri pomeriggio, decine di alunni in via Pitteri per prepararsi al rientro in classe

Enza Mastromatteo
Milano
Stamattina suona la campanella di inizio lezioni anche per i 29 bambini sgomberati dal campo irregolare di via Rubattino, martedì scorso. «E purtroppo ci aspettiamo molti banchi vuoti», spiega Stefano Pasta, della Comunità di Sant'Egidio. «Nell'ultima settimana, alcune famiglie hanno subito un allontanamento al giorno. Ora sappiamo dove sono, riusciamo a restare in contatto con loro, ma domani chissà...», continua Pasta. Alcuni frequentano le classi delle scuole di Crescenzago e Lambrate già da due o tre anni. Per altri è il primo giorno. Da settimane, la comunità di Sant'Egidio, assieme alle maestre e al comitato genitori della scuola di via Feltre, nella parrocchia dei Santi Martino e Gerolamo Emiliani, portano avanti i corsi pre-scuola. «Questi sgomberi mandano all'aria il faticoso lavoro di questi anni. Il degrado in cui vivono non si combatte con i blitz, ma con l'integrazione», spiega Pasta, elencando i risultati raggiunti finora: due case cointestate a famiglie milanesi e rom,14 famiglie inserite in progetti di inserimento abitativo e borse lavoro per genitori rom, trasformate in assunzioni. «A novembre scorso c'erano 300 nomadi in via Rubattino. Martedì scorso erano meno di 200. Che fine hanno fatto gli altri? Non li hanno mandati via le ruspe, ma questi progetti di integrazione», sottolinea Pasta. Ieri pomeriggio, i volontari erano nella parrocchia di via Pitteri per permettere ai bimbi di fare una doccia. Gli sfollati di Rubattino hanno trovato una "casa" in altri posti di fortuna, all'ombra di nuove baracche. E stamattina alcuni di loro ci metteranno fino a un'ora e mezza di strada sui mezzi pubblici per raggiungere le loro scuole. Sempre che non arrivino di nuovo le ruspe.

da Redattore Sociale, 13 settembre
ROM/SINTI
Via Rubattino, a scuola dopo lo sgombero: in classe 17 bambini su 29
Catena di solidarietà di volontari, maestre e genitori dei compagni per procurare vestiti puliti. Nessun scuolabus del Comune di Milano per quelli ospitati nel dormitorio di viale Ortles
MILANO - Oggi è stato il primo giorno di scuola anche per i bambini rom che sono stati sgomberati da via Rubattino martedì scorso. Su 29 che erano iscritti alle scuole elementari della zona (via Feltre, Pini, Cima e Crescenzago) se sono presentati 17. "Hanno passato una settimana difficilissima: dormito dove capitava, saltato pasti -racconta Flaviana Robbiati, una delle maestre-, ma oggi c'erano, sono coraggiosi". 12 banchi sono rimasti vuoti: "Non sappiamo cosa accadrà domani - sottolinea Flaviana Robbiati -. I vigili urbani e la polizia continuano a cacciare queste famiglie ogni volta che decidono di fermarsi in qualche punto della città". Le maestre, i genitori dei compagni, i volontari della Comunità Sant'Egidio e della parrocchie non hanno mai lasciato solo i rom sgomberati. "Ieri abbiamo accompagnato i bambini nella parrocchia di via Pitteri per la doccia - racconta Elisa Giunipero della Comunità di Sant'Egidio -. Ci tengono molto a presentarsi a scuola puliti e in ordine". È partita anche una raccolta di vestiti, materiale scolastico, sacchi a pelo, coperte e tende. Questa mattina, di buonora, i volontari sono andati a prendere i bambini che si trovano in zone lontane dal quartiere Feltre. Anche quelli ospiti con le loro mamme nel dormitorio pubblico di viale Ortles. Il Comune, per ora, non ha fornito un servizio di scuolabus, almeno per quelli che sta ospitando. (dp)
© Copyright Redattore Sociale
da Redattore Sociale, 8 settembre 2010

08/09/2010
15.17
ROM/SINTI
Via Rubattino, nessuno abbandona i bambini sgomberati
"Continuiamo il pre-scuola con i bambini rom": la comunità di Sant'Egidio, le maestre e il comitato genitori della scuola di via Feltre non lasciano per strada i piccoli. E lo sgombero di ieri continua a suscitare critiche
MILANO - "Continuiamo il pre-scuola con i bambini rom": la comunità di Sant'Egidio, le maestre e il comitato genitori della scuola di via Feltre non abbandonano i rom sgomberati ieri da via Rubattino. "Lunedì si torna tra i banchi e vogliamo che arrivino preparati", afferma Elisa Giunipero, della comunità di Sant'Egidio. Da una settimana nella parrocchia dei Santi Martino e Gerolamo Emiliani 25 bambini del campo, dai 4 ai 13 anni, frequentavano il pre-scuola organizzato dai volontari per facilitare il loro ingresso nel mondo della scuola. "Siamo in contatto con le famiglie rom e troveremo il modo per farli venire", conclude Elisa Giunipero.
Lo sgombero di ieri continua a suscitare critiche. In un comunicato stampa del comitato genitori della scuola di via Feltre, il presidente Domenico Protti scrive che "tra cinque giorni, molti dei bambini presenti (29) avrebbero ripreso la scuola. L'unica possibilità per poter pensare ad un futuro diverso dai propri padri, dalle proprie madri. Negato. Bambini senza diritto di istruzione. Senza il diritto di sapere che si può vivere diversamente". "La politica e le istituzioni hanno offerto solo sgomberi. Sgomberi che hanno comunque un costo molto alto, nella speranza di essere ripagati con la moneta elettorale", commenta Domenico Protti.
I volontari, il comitato genitori e alcune maestre hanno seguito quest'anno i rom di Rubattino. "Qualcosa è cambiato -scrive il presidente del comitato genitori-. Si è creata una rete di solidarietà, di affetto, di contatti che con le proprie sole forze è riuscita a dare qualche speranza a qualcuna di queste famiglie. Qualche genitore Rom ha trovato lavoro, seppur temporaneo; qualche famiglia Rom è riuscita a trovare anche una casa".
La scuola è la scommessa delle famiglie rom. "Tutte hanno compreso l'importanza della scuola per i propri figli -sottolinea Domenico Protti- ed hanno messo in atto una grande determinazione e volontà nel far frequentare con continuità le lezioni, nonostante i continui disagi e incertezze a cui dovevano far fronte. Hanno capito che, attraverso la scuola, un processo di integrazione è possibile". (dp)
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07/09/2010
11.49
ROM/SINTI
Milano, sgomberati i 250 rom di via Rubattino
Le persone che si erano insediate nell'ex area industriale dell'Innocenti sono state allontanate dalla polizia, con l'assistenza dei servizi sociali, per trovare un primo, provvisorio rifugio. Il comandante Mastrangelo: "La situazione era pericolosissima"
MILANO – Annunciato più volte negli ultimi mesi, lo sgombero dell'insediamento rom nell'ex area industriale di via Rubattino a Milano è stato portato a termine questa mattina. All'alba della prima vera giornata d'autunno dell'anno, con pioggia e aria fredda, le 250 persone rom romene che da mesi bivaccavano tra le rovine cadenti dell'ex insediamento industriale dell'Innocenti sono state allontanate dalla polizia, con l'assistenza dei servizi sociali, per trovare un primo, provvisorio rifugio, pochi metri dopo l'uscita del campo, sotto il ponte della tangenziale est.
"Perché lo sgombero arriva sempre quando arriva freddo? -chiede un giovane rom in jeans e giubbotto di pelle -.Ci dicono 'andate via'... Ma dove andiamo? Tutta la gente deve sapere la vita che facciamo. Se non ci danno una casa e un lavoro, in inverno le persone moriranno di fame. O ci danno il denaro per fare un campo oppure sarebbe meglio che facessero come i francesi: almeno là ai rom hanno dato i soldi per tornare a casa. Siamo zingari, ma anche noi abbiamo il sangue rosso e il cuore buono".
Nell'ex area industriale "la situazione era pericolosissima - dice Tullio Mastrangelo, comandante della polizia locale di Milano -: ci sono plafond in ferro che penzolano dal tetto, qua e là buche profonde tre metri, come delle foibe, con il pericolo che qualcuno possa caderci dentro in ogni momento. Il comune e i servizi sociali hanno chiesto se accettavano l'accoglienza, per gli uomini in una struttura, per le donne e i bambini in un'altra, ma loro tendono a voler stare insieme".
"Sono stata qui domenica scorsa e la situazione era tranquilla, anche se c'era preoccupazione perché già da qualche giorno lo sgombero era stato annunciato -dice Patrizia Quartieri, consigliere comunale di Rifondazione Comunista-. A me aveva stupito, parlando con alcune mamme, la loro preoccupazione perché i loro figli non avrebbero più potuto frequentare la scuola: un discorso che, solo un anno fa, non avevo sentito fare e che testimonia il lavoro fatto dalla Comunità di Sant'Egidio e dal volontariato. Un lavoro, tra l'altro, che è sempre stato richiesto dall'amministrazione come una delle condizioni per l'integrazione. Loro, i rom, avevano preso seriamente quest'impegno. Non altrettanto l'amministrazione che, secondo me, ha voluto fare un regalo alla Lega perché siamo in campagna elettorale per le comunali. Ora li sposteranno di 500 metri, ma la situazione non cambia".
Da domani tutte le attività di integrazione, in primis la scuola, sono a rischio. Da due giorni era iniziato il pre-scuola, organizzato dal gruppo delle mamme di via Rubattino, dalla Comunità di Sant'Egidio, dai volontari della parrocchia dei Santi Martino e Gerolamo Emiliani e da due delle insegnanti delle scuole elementari della zona, a cui partecipavano 25 bambini del campo dai 4 ai 13 anni (vedi lancio del 5 settembre 2010, ndr). "Questo sgombero interromperà l'esperienza -dice Silvia Borsani, maestra elementare-. Oggi una bambina mi ha chiesto: 'Maestra, ma riuscirò ancora ad andare a scuola?'". (ar)
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07/09/2010
16.18
ROM/SINTI
De Corato: "La litania dei bambini che non potranno andare a scuola è falsa"
Il vice sindaco torna sullo sgombero di rom e sinti e risponde alle associazioni: "A mamme e bambini è stato offerto un tetto nelle strutture comunali e in 23 hanno accettato"
MILANO - "La litania dei bambini che non potranno andare a scuola è falsa, visto che a mamme e bambini è stato offerto un tetto nelle strutture comunali e in 23 hanno accettato". Il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, risponde alle reazioni delle realtà del volontariato più vicine ai rom, tra cui la Comunità di Sant'Egidio, innescate dallo sgombero della comunità nomade dell'ex insediamento produttivo dell'Innse, avvenuto in mattinata in via Rubattino a Milano (vedi lanci nel notiziario di oggi, ndr). "Solo dieci giorni fa i vigili hanno salvato una sedicenne rom da uno stupro di gruppo sotto minaccia di pistola arrestando un diciannovenne del campo. E qualche giorno fa la Polizia di Stato è riuscita a individuare un secondo responsabile che è finito in manette. Uno spaccato che è fintamente ignorato da quel mondo buonista dell'associazionismo e dei sociologi abituato per partito preso a difendere sempre e comunque gli abusivi. Anche perchè sul caso rom ci campano". Intanto anche la Lega Nord, per tramite del segretario milanese Igor Iezzi e dell'assessore provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini, ha espresso soddisfazione per lo sgombero.
"Con l'intervento di via Rubattino –prosegue De Corato – abbiamo smantellato il principale insediamento abusivo di Milano imponendo alla proprietà privata la messa in sicurezza. E abbiamo liberato i residenti che erano sotto scacco per le violenze dei 200 occupanti. La maggior parte se ne sono già andati fuori Milano con le proprie autovetture, mentre 23 (donne e minori) hanno accettato l'accoglienza nelle strutture comunali di viale Ortles e una donna con bimbo è stata accolta dai Padri Somaschi. Un segnale positivo, alla luce anche dei bus diretti in Romania, che cominciano a spuntare e che riportano in patria gli irregolari come è successo l'altro giorno al parco Cassinis. I nomadi stanno cominciando a capire che per loro Milano è off-limits".
"Ora serve riprendere i rimpatri fermi al 2008 -prosegue il vicesindaco-. Il ministro Maroni, che ha annunciato un giro di vite anche sui reingressi, ordini alle Prefetture di riattivare gli allontanamenti per violazione della direttiva europea n.38 del 2004. E in base alla quale nel 2008 sono stati 143 i romeni nullafacenti allontanati per cessazione di diritti di soggiorno e 32 per motivi imperativi di pubblica sicurezza". Ora che "la ‘bomba' Rubattino è stata disinnescata, i miei uffici sono letteralmente sommersi di ringraziamenti", dice De Corato, sottolineando il "terrore" che era stato espresso dai cittadini per la ripresa della scuola "alla luce dei tanti episodi di delinquenza, violenza e inciviltà" procurati, scondo De Corato, dai nomadi. "Milano è ostile agli abusivi -conclude il vicesindaco-. Che verranno continuamente sgomberati ovunque si posizionino". (ar)
© Copyright Redattore Sociale

Stefano Pasta
stefanopasta@gmail.com

 
Di Fabrizio (del 11/09/2010 @ 09:10:54, in scuola, visitato 1133 volte)

Segnalazione di Marco Brazzoduro

Stamattina, 9 settembre 2010, le operazioni del Comune di Roma contro gli insediamenti spontanei dei rom sono entrate nel vivo. Fin dalla mattina su via Prenestina, all’altezza di via De Chirico, un numero sproporzionato di appartenenti alle forze dell’ordine (polizia, carabinieri e municipale) è stato impegnato per procedere allo sgombero forzato di circa 80 rom provenienti da Craiova (Romania), di cui la metà bambini, che risiedevano da diversi mesi in una fatiscente costruzione abbandonata.

Molti dei bambini erano prossimi a cominciare il nuovo anno scolastico.

Non ci è stato possibile entrare nello spazio durante le operazioni di polizia, l’unica proposta d’accoglienza offerta dalle Istituzioni riguardava l’inserimento nei centri d’accoglienza comunali per sole donne e bambini e per un periodo di tempo limitato. Per quanto ci risulta tutti hanno rifiutato questa offerta di finta accoglienza volta a separare i padri dalle madri e i figli.

Le famiglie rom si sono quindi disperse sul territorio senza alcuna soluzione e continuamente incalzate dalle forze dell’ordine.

Per i bambini lunedì non suonerà la campanella della scuola e, assieme ai loro genitori, trascorreranno la notte tra parchi e cespugli alla ricerca di un pertugio dove rifugiarsi. Questa è la soluzione del Comune di Roma, del Prefetto Pecoraro e del Ministro Maroni.

Vogliamo ricordare alle Autorità competenti che, come ribadito all’Italia da Amnesty International, secondo la normativa internazionale, lo Stato ha il dovere di assicurare che nessuno rimanga senzatetto a causa di uno sgombero, se non può permettere un altro alloggio, le autorità sono tenute a fornire un’abitazione alternativa adeguata, sia che tu sia un uomo che una donna.

Se il buongiorno si vede dal mattino siamo di fronte all’inizio dell’ennesima illegale caccia al Rom.

POPICA ONLUS
ARCI ROMA

Claudio Graziano responsabile immigrazione ARCI di Roma
tel 3939465522-0641734712 www.arciroma.it

 
Di Fabrizio (del 09/09/2010 @ 11:23:54, in scuola, visitato 1505 volte)

Ricevo da Stefano Pasta

ASSOCIAZIONE GENITORI SCUOLA
ELEMENTARE "BRUNO MUNARI"


Milano, 8 settembre '10

Ieri mattina hanno sgomberato il campo rom di via Rubattino.

Come nel novembre dell'anno scorso, come papà e mamme dei compagni di classe di questi bambini eravamo presenti allo sgombero. Con noi le maestre dei nostri figli.

Uno sgombero annunciato. Ci siamo trovati verso le sei circa, nella speranza di un falso allarme, ma purtroppo, così non è stato.
Verso le sette, la pioggia e il freddo hanno scortato le forze dell'ordine e le ruspe dentro il campo.
Una storia che si ripete, la peggiore. Donne, uomini e bambini a cui non si offre nessuna speranza, nessun futuro, nessuna umanità.

Tra cinque giorni, molti dei bambini presenti (29) avrebbero ripreso la scuola. L'unica possibilità per poter pensare ad un futuro diverso dai propri padri, dalle proprie madri. Negato. Bambini senza diritto di istruzione.
Senza il diritto di sapere che si può vivere diversamente.

Ieri mattina, mentre ero nel campo, osservavo la barbarie di quella scena, donne uomini e bambini accampati tra la sporcizia, i topi, il freddo; e le Autorità che come unica soluzione, non riescono a fare altro che cacciarli, nella speranza che possano scomparire in altra sporcizia, convivere con altri topi, magari in un altro Comune. Tutto mi portava ad una considerazione: non è cambiato nulla.

Ora mentre scrivo mi accorgo che in realtà non è così.

Grazie all'impegno in quest'ultimo anno da parte delle maestre, delle mamme di Rubattino e delle comunità che operano nell'assistenza, come la Comunità di S. Egidio, qualcosa è cambiato:
si è creata una rete di solidarietà, di affetto, di contatti che con le proprie sole forze è riuscita a dare qualche speranza a qualcuna di queste famiglie. Qualche genitore Rom ha trovato lavoro, seppur temporaneo;
qualche famiglia Rom è riuscita a trovare anche una casa.

Tutte le famiglie Rom hanno compreso l'importanza della scuola per i propri figli ed hanno messo in atto una grande determinazione e volontà nel far frequentare con continuità le lezioni, nonostante i continui disagi e incertezze a cui dovevano far fronte. Hanno capito che, attraverso la scuola, un processo di integrazione è possibile. I bambini Rom hanno festeggiato con i nostri figli i compleanni, partecipato alle feste della scuola.

La politica e le istituzioni hanno offerto solo sgomberi. Sgomberi che hanno comunque un costo molto alto, nella speranza di essere ripagati con la moneta elettorale. Ero al campo e la sola cosa che le istituzioni offrivano, senza peraltro grande convinzione, è lo smembramento delle famiglie. Allontanare gli uomini dalle donne e dai propri figli.

Alcune maestre e mamme del nostro circolo, con la Comunità di S. Egidio, avevano già iniziato in questi giorni, un pre-scuola con i bambini Rom.

Sarà difficile, ma sono convinto che qualcosa cambierà ancora. Le maestre cercheranno ancora i propri alunni e i nostri figli inviteranno i loro compagni di classe ad una festa.
L'Associazione Genitori della Scuola Munari sarà al loro fianco.

Associazione Genitori
Scuola elementare "Bruno Munari"

Domenico Protti
Presidente
www.elementareinfeltre.it
info@elementareinfeltre.it

 
Di Fabrizio (del 07/09/2010 @ 09:30:41, in scuola, visitato 1538 volte)

Ricevo da Patrizia Quartieri

Ieri mi sono recata al campo Rom di via Rubattino, un insediamento spontaneo che si è riformato dopo lo sgombero dello scorso anno e dove, a fianco di una tranquilla vita di un gruppo sociale, ho constatato le condizioni igieniche e abitative in cui circa 200 persone si vedono costrette a vivere: la mancanza di acqua e la totale assenza dell'Amsa creano una situazione di cui i Rom stessi percepiscono la pericolosità.

Constata la situazione si pone un problema politico: si vuole o non si vuole risolvere il problema dei Rom? Lo sgombero dato per imminente non farà altro che spostare baracche, precarietà e emergenza sanitaria in altri quartieri.

Non si può aspettare oltre senza pensare a soluzioni vere: abitazioni e accompagnamenti lavorativi che mettano in grado queste famiglie di poter pagare l'affitto, mandare i figli a scuola e integrarsi realmente.

Tutto questo sarebbe costato meno degli sgomberi.

Gli sgomberi perpetuano i campi abusivi e le situazioni di pericolo, di cui le istituzioni diventano responsabili.

Metà degli occupanti sono bambini, una quarantina dei quali è iscritta alla scuola dell'obbligo; dalla scorsa settimana venti di loro hanno già iniziato un'attività scolastica con altrettanti volontari del quartiere.

Sgombero significa che l'anno scolastico non lo potranno nemmeno iniziare, nonostante la loro volontà. Si chiama "scuola dell'obbligo" solo perché è obbligatorio frequentarla o anche perché lo Stato e obbligato a permetterne la frequenza?

Genitori e insegnanti avevano già posto il problema alle istituzioni cittadine nell'estate (v. sotto)

Ines Patrizia Quartieri
Consigliere comunale


• al Sindaco di Milano
• al Presidente del Tribunale dei Minori di Milano
• al Prefetto di Milano
• al Questore di Milano
• al Direttore dll’USP di Milano
• al Direttore dell’USR della Lombardia
• al Presidente della Repubblica Italiana
E p. c.

• ai Consiglieri Comunali di Milano
• all’Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano
• ad Amnesty International
• agli organi di stampa

Oggetto: sgomberi insediamenti rom e diritto alla scuola

Egregi Signori,

alcuni scolari di etnia rom che frequentano le scuole dell’obbligo a Milano sono stati bocciati al termine del corrente anno scolastico a causa dell’elevato numero di assenze.

Tali assenze sono la conseguenza della catena di sgomberi che hanno subito da novembre in poi.

Ora ci troviamo davanti a un paradosso: le istituzioni con gli sgomberi rendono impossibile la frequenza, e sono sempre le istituzioni a bocciare perché le assenze sono troppe.

Ugualmente negativa è la situazione dei bambini che sono stati promossi pur avendo frequentato poco: a loro di fatto è stato impedito di apprendere e di avere una vita regolare, come loro diritto.

Dopo uno dei tanti sgomberi, in due casi, abbiamo anche provveduto al trasferimento ad altra scuola vicina al nuovo insediamento, ma dopo dieci giorni di frequenza un altro sgombero ha reso vana la nostra azione.

Il 13 settembre inizierà il nuovo anno scolastico, e il rischio fortissimo cui ci troviamo di fronte è quello di ripetere l’esperienza di quest’anno: decine e decine di bambini cui di fatto viene negato il diritto alla scuola.

Chiediamo alle istituzioni da voi presiedute di affrontare il problema e di trovare entro settembre una soluzione affinchè l’anno scolastico possa iniziare anche per i bambini rom sotto il segno del rispetto, della serenità, della continuità, dell’osservanza dei diritti sanciti dalla Costituzione e dall’ordinamento giuridico nazionale e internazionale.

Siamo a vostra disposizione per proporre soluzioni.

Ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

Flaviana Robbiati (maestra scuola primaria) [...]

Stefania Faggi (maestra scuola primaria) [...]

Assunta Vincenti (genitore scuola primaria) [...]

Bianca Zirulia (genitore scuola primaria) [...]

 
Di Fabrizio (del 13/08/2010 @ 09:29:21, in scuola, visitato 1716 volte)

Segnalazione di Marco Brazzoduro

Redattore Sociale - 29/07/2010

La denuncia di due docenti, preoccupate per la frequenza di 15 bambini iscritti negli istituti di via Feltre e via dei Pini, alla riapertura delle lezioni. L'assessore Moioli: "Non spetta alle insegnanti occuparsi della sicurezza"

MILANO - "Non spetta alle insegnanti occuparsi della sicurezza": risponde così Mariolina Moioli, assessore ai servizi sociali del comune di Milano, alle due insegnanti, Flaviana Robbiati e Stefania Faggi, delle scuole di via Feltre e via dei Pini, che le hanno scritto una lettera un paio di settimane fa per esprimerle la loro preoccupazione per i 15 bambini rom che frequentano i due istituti. Bambini che vivono nei vecchi capannoni dismessi di via Rubattino, insieme a circa 200 altri rom. Il rischio, secondo le insegnanti, è che gli sgomberi compromettano la loro frequenza alle lezioni. Questa mattina il sindaco Letizia Moratti e l'assessore hanno visitato proprio la scuola di via Feltre per celebrare la chiusura dei centri estivi. "Nella legalità c'è accoglienza per tutti - afferma Mariolina Moioli -. Il tema della sicurezza e la salvaguardia dei bambini, però, spetta innanzitutto al comune e poi agli insegnanti".

La lettera è sottoscritta anche da due genitori ed è indirizzata anche al Prefetto, al Questore, ai provveditori regionale e provinciale all'Istruzione, al Sindaco, ai consiglieri comunali e a Amnesty International. "Alcuni scolari di etnia rom che frequentano le scuole dell'obbligo a Milano sono stati bocciati a causa dell'elevato numero di assenze -si legge-. Tali assenze sono la conseguenza della catena di sgomberi che hanno subito da novembre in poi. Ora ci troviamo di fronte a un paradosso: le istituzioni con gli sgomberi rendono impossibile la frequenza, e sono sempre le istituzioni a bocciare perché le assenze sono troppe". Le insegnanti voglio capire cosa accadrà ai loro alunni rom alla riapertura delle scuole. "Il 13 settembre inizierà il nuovo anno scolastico, e il rischio fortissimo cui ci troviamo di fronte è quello di ripetere l'esperienza di quest'anno: decine di bambini cui di fatto viene negato il diritto alla scuola. Chiediamo alle istituzioni da voi presiedute di affrontare il problema e di trovare entro settembre una soluzione affinché l'anno scolastico possa iniziare anche per i bambini rom sotto il segno del rispetto, della serenità, della continuità, dell'osservanza dei diritti sanciti dalla Costituzione e dall'ordinamento giuridico nazionale e internazionale". Durante la visita alla scuola di via Feltre, l'assessore Moioli ha annunciato che Milano è stata premiata dal "Fiuggi Family Festival" come "Comune amico delle famiglie". Insieme a Milano il riconoscimento è stato assegnato anche ai comuni di Bareggio (Mi) e Parma. "Il premio non è per un progetto specifico -sottolinea il sindaco Letizia Moratti-, ma a un modello che abbiamo attuato per dare risposte alle domande delle famiglie". (dp)

 
Di Fabrizio (del 07/08/2010 @ 09:37:50, in scuola, visitato 1395 volte)

Da Czech_Roma

ČTK | 3 agosto 2010
Berlino, 2 agosto (CTK) - L'attivista Georg Armbruester ha detto lunedì a CTK che le organizzazioni romanì della Germania centrale premieranno un gruppo di 18 giovani rom di Ostrava, Moravia settentrionale, per aver vinto nel 2007 presso la Corte Europea dei Diritti Umani un ricorso legale contro lo stato ceco per discriminazione nell'istruzione (vedi QUI ndr.)

I Rom cechi riceveranno il riconoscimento il 16 dicembre a Berlino, ha detto Armbruester, del Centro Culturale di Documentazione dei Sinti e Rom Tedeschi ad Heidelberg.

"Saranno premiati per il loro coraggioso impegno," ha detto Armbruester.

Il tribunale aveva stabilito che la Repubblica Ceca aveva violato il divieto di discriminazione contenuto nella Convenzione Europea sui Diritti Umani, quando mandò 18 bambini di origine romanì in scuole speciali per bambini con difficoltà d'apprendimento.

I Rom di Ostrava, di età tra i 16 e i 22 anni, hanno fatto ricorso a Strasburgo per essere stati messi in scuole speciali nel periodo 1996-1999, in circostanze che violavano la Convenzione Europea sui Diritti Umani.

Il tribunale assegnò 4.000 euro a titolo di risarcimento per i danni morali subiti a ciascuno dei 18 ricorrenti ed un totale di 10.000 euro a tutti loro come risarcimento per le spese processuali.

Armbruester ha aggiunto che i giovani erano tra i candidati al primo premio, il Premio Europeo dei Sinti e Rom per i Diritti Umani, che è poi andato all'ex presidente del Parlamento Europeo, la francese Simone Veil.

"La giuria aveva un problema nel concordare su un premio unico. Come risultato, Manfred Lautenschlager, fondatore del premio, ha detto che in apprezzamento allo sforzo dei giovani, verrà loro conferito un riconoscimento speciale," ha detto Armbruester.

Assieme a loro, lo riceverà anche Agnes Daroczi, attivista ungherese per i diritti dei Rom.

Il premio viene assegnato ogni due anni. E' sponsorizzato con 15.000 euro. La prima volta venne assegnato nel 2008 all'ex ministro degli esteri polacco, Wladyslaw Bartoszewski.

[...]

 
Di Fabrizio (del 21/07/2010 @ 09:13:47, in scuola, visitato 1489 volte)

La notizia viene ripresa anche da Inviato Speciale, riporto invece quanto pubblicato dall'Avvenire (credo versione cartacea, segnalazione di Marco Brazzoduro)

Le "mamme-maestre" di via Feltre chiedono alle Istituzioni una soluzione per il nuovo anno scolastico
"Rom bocciati per troppe assenze" DI DANIELA FASSINI

Costretti a continue e prolungate assenze, a causa degli sgomberi, alcuni bambini rom, nell'anno scolastico che si è appena concluso, non so no stati ammessi alla classe successiva. "Diversi bambini sono sta ti bocciati perché non han no raggiunto il numero minimo delle presenze sufficienti per la promozione", racconta Assunta, in segnante della scuola primaria ma anche attiva nel l'organizzazione volontaria delle mamme-maestre di via Fel­tre, affiancate dalla Comunità di Sant'Egidio, per l'integrazione dei rom romeni più volte sgomberati dagli insediamenti di Lambrate e Rubattino.

"Così abbiamo deciso di scrivere una lettera alle istituzioni, al sindaco ma anche al presidente dei Tribunale dei minori, al prefetto, al questore e per conoscenza ad Amnesty International – informa 'la mamma–maestra' – per affrontare il problema e trovare entro settembre una soluzione". "Ora ci troviamo davanti a un paradosso – scrivono nella lettera – le istituzioni con gli sgomberi rendono impossibile la frequenza e sono sempre le istituzioni a bocciare perché le assenze sono troppe" . Sono perlopiù bambini i scritti alle scuole primarie, 12 per l'esattezza, che dovrebbero proseguire gli studi già iniziati e altrettanti nuovi iscritti, qualcuno anche alle medie.

"Chiediamo semplice mente che l'anno scolasti co possa iniziare anche per i bambini rom sotto il segno del rispetto, della serenità, della continuità, dell'osservanza dei diritti sanciti dalla costituzione e dall'ordinamento giuridico nazionale ed internazionale " conclude Assunta.

Sancito da convenzioni, patti e stabilito negli standard internazionali sui di ritti umani, quello all'istruzione è un diritto che tutti devono garantire. Per i bambini rom è anche qualcosa di più: per loro l'istruzione è una possibilità di riscatto, dalla povertà e dall'emarginazione.

IL CASO: CINQUE SGOMBERI E A SCUOLA TRA MILLE DIFFICOLTÀ
"Simone ha nove anni e frequentava la terza elementare quando lo scorso 19 novembre ha subito il primo sgombero da via Rubattino" inizia così il racconto di Stefano, volontario della Comunità di Sant'Egidio che ha seguito la vicenda personale di Simone, bocciato a scuola per le troppe assenze. "Da lì, dopo pochi giorni, la famiglia ha trovato 'rifugio momentaneo' in via Forlanini. Simone riusciva a frequentare la scuola, anche se non c'erano mezzi pubblici". Allontanata da Forlanini, a inizio anno, la famiglia si è poi trasferita in via Lorenteggio. Stefano e alcuni volontari della Comunità avevano già iniziato le pratiche per il trasferimento della scuola di Simone, impossibilitato a raggiungere tutte le mattine via Rubattino da Lorenteggio. "Neppure il tempo di completare le pratiche, ed ecco l'ennesimo sgombero – prosegue il racconto Stefano – Li abbiamo ritrovati a Chiaravalle e lì Simone ha potuto, ma solo per una settimana, frequentare la scuola di via Ravenna, al quartiere Corvetto".
Poi il 9 febbraio lo sgombero da Chiaravalle. Quella mattina Samuel era andato a scuola. "Dopo un mese passato a girovagare, la famiglia si è nuovamente insediata a Rubattino e tra aprile e maggio Simone è riuscito a frequentare la scuola, quella in cui aveva iniziato l'anno scolastico. Ma a fine anno aveva accumulato troppe assenze". (D.Fas.)

 
Di Fabrizio (del 09/06/2010 @ 09:09:03, in scuola, visitato 1364 volte)

Segnalazione di Ramo Mujkic

 il link per chi legge da Facebook

Tutti Giù Per Terra - 1997 - Walter lavora come obbiettore dell'ufficio immigrazione col compito di "Regolare la scolarizzazione dei Bambini Nomadi". Compito tutt'altro che facile. Anche per l'ignoranza delle maestre delle elementari...

 
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