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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 23/07/2009 @ 09:22:34, in media, visitato 109 volte)

Da Roma_Daily_News

Divers.ro

20/07/2009 - Dopo tre anni di tentativi, è stata fondata l'Associazione dei Giornalisti Rom (AJRr). Secondo il comunicato stampa, è un progetto ideato e finanziato dal Centro per il Giornalismo Indipendente (CJI) ed appoggiato da Amare Romentza.

AJRr ha cinque fondatori: George Lacatus, giornalista investigativo al Cotidianul – presidente; Ciprian Mailat – capo del dipartimento economico dall'Evenimentul Zilei – direttore esecutivo; Zoltan Petru – giornalista al Jurnalul National; Boby Neacsu – giornalista al Financairul; ed Antoaneta Etves, giornalista all'Evenimentul Zilei.

Lo scopo principale di AJRr è di promuovere standard di qualità nei media in relazione ai Rom - media di massa. Riguardo a ciò, i fondatori intendono organizzare formazione per giornalisti sui Rom nei media centrali, per eliminare dai loro articoli stereotipi e pregiudizi.

Nel contempo, AJRr intende organizzare formazione per i giornalisti rom, simili ai programmi organizzati da CJI, che saranno seguiti anche dai fondatori. AJRr intende anche monitorare come i media di massa relazionano sui Rom e porterà attenzione sul materiale che non rispetta i principi dell'obiettività riguardo ai Rom.

L'Associazione, che ha appena iniziato la sua attività, sarebbe grata di collaborare con qualsiasi associazione rom che abbia obiettivi comuni e sia interessata nell'ottenere esperienza nella formazione di attività delle OnG.

 
Di Daniele (del 19/07/2009 @ 09:38:06, in media, visitato 177 volte)

qualche altra notizia QUI e QUI

(per chi mi legge su Facebook, il link del video è QUESTO)

 
Di Fabrizio (del 16/07/2009 @ 09:06:21, in media, visitato 214 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

STRANIERI OVUNQUE. KALČ, MANOUCHES, ROM, ROMANICHELS, SINTI...
E' uscito il diciannovesimo numero di "Zapruder. Storie in Movimento".
maggio-agosto 2009
Lo puoi trovare in libreria o abbonarti per un anno (3 numeri, 30 €).

EDITORIALE
Andrea Brazzoduro e Gino Candreva Stranieri ovunque. Su una corda tesa

STRANIERI OVUNQUE. KALČ, MANOUCHES, ROM, ROMANICHELS, SINTI...
Mauro Turrini, Tra stigma e riappropriazione. La questione dell’origine degli “zingari” e dei “rom”
Benedetto Fassanelli, Un’ostinata autonomia. I rom nell’Europa moderna
Tommaso Vitale, Da sempre perseguitati? Effetti di irreversibilità della credenza nella continuità storica dell’antiziganismo

LE IMMAGINI
Stefano Montesi, Casilino 900

SCHEGGE
Luca Bravi, Colpirne cento e rieducarne uno. Internamento e sterminio dei rom nelle politiche del fascismo e del nazismo
Domenica Ghidei Biidu e Serena Marchetti, Abbecedario coloniale. Memorie di donne eritree nelle scuole italiane di Asmara
Stefano Agnoletto, Criticare la crisi. A proposito di una categoria fondamentale della storia economica e del suo uso pubblico

LUOGHI
Gino Candreva, Sulukulè, La prima casa. Un insediamento millenario a Istanbul

VOCI
Stalker/Osservatorio nomade, Campus rom. Pratiche autogestite dell’abitare

ALTRE NARRAZIONI
Daniele Biacchessi, Le bombe nelle piazze, le bombe sui vagoni... Dall’inchiesta al teatro (a cura di Lidia Martin)

STORIE DI CLASSE
Marco Brazzoduro, Rom e sinti a scuola. Luci e ombre della scolarizzazione

INTERVENTI
Mathieu Rigouste, Meta-manuale di meccaniche securitarie. Introduzione alla funzione capro espiatorio nel dispositivo di dominio francese

RECENSIONI
Tommaso Baris (Mirco Dondi, a cura di, I neri e i rossi), Liliana Ellena (Poropora Marcasciano, AntoloGaia), Stefano Galieni (Antonio Moresco, Zingari di merda), Diego Giachetti (Antonio Benci e Maurizio Lampronti, a cura di, Spoon River 1968), Maria Miseo (Timea Junghaus e Katalin Szekely, a cura di, Paradise lost), Andrea Tappi (Michele Colucci, Lavoro in movimento).

 
Di Fabrizio (del 12/07/2009 @ 09:28:36, in media, visitato 267 volte)

C'è maretta sul prossimo Meeting Antirazzista. Riprendo comunque una segnalazione di Nico Che dal sito Romadecade.org (se lo linkate vedete il trailer). Di Laura Halilovic se ne era parlato QUI

Domenica 12 luglio, la diciannovenne regista romanì Laura Halilovic riceverà il premio "Cinema Contro il Razzismo" durante il XV Meeting Internazionale Antirazzista di Livorno, sostenuto dalla Regione Toscana assieme a diverse amministrazioni locali ed associazioni. Halilovic ha ricevuto il riconoscimento per il suo documentario "Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen", che ha giugno ha vinto il Premio UCCA 2009 al Film Festival di Bellaria. Il film ha anche ricevuto una menzione speciale dalla giuria "per l'abilità di descrivere in maniera leggera, a volte ironica, ma sempre in maniera diretta, la propria storia, quella della sua famiglia e tramite ciò le difficili condizioni degli Zingari in Italia". Il Premio UCCA viene riconosciuto ai primi due documentari del Film Festival di Bellaria, ed i film premiati ricevono l'opportunità di essere proiettati in almeno 20 città italiane.

Dopo aver ottenuto il Premio UCCA, l'ufficio regionale dell'Istruzione in Piemonte ha fatto in modo di promuovere la proiezione di "Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen" in oltre 200 scuole superiori. Il film verrà presentato agli insegnanti in ottobre, e dal 2010 il documentario sarà disponibile nel catalogo di risorse per gli insegnanti. Le scuole avranno anche la possibilità di organizzare proiezioni seguite da dibattiti tra Halilovic e gli studenti.

"Io la Mia Famiglia Zingara e Woody Allen" è stato prodotto da Zenit Arti Audiovisive col supporto tra gli altri, del Fondo OSI di Corrispondenza del Decennio Rom, di RAI 3, del Ministero per le Pari Opportunità e del Fondo Film Documentari del Piemonte.

Per ulteriori informazioni su film, Documentary by Young Roma Filmmaker Wins Award.

 
Di Fabrizio (del 08/07/2009 @ 09:33:57, in media, visitato 232 volte)

Una segnalazione di Orietta Fossati a proposito di una nuova rivista in pubblicazione a Trieste

Nel quadro del controverso dibattito nazionale ed internazionale, da una parte, sulla possibilità/impossibilità d'integrazione dei migranti e delle sue eventuali modalità e, dall'altra, in presenza della complessità del processo d'integrazione, la maggior parte degli studi scientifici si focalizza sugli aspetti legali in un'ottica o marcatamente giuridica o marcatamente economica o sul tema dell'integrazione delle popolazioni migranti più "svantaggiate" in un'ottica di salvaguardia dei diritti umani. Questo approccio che caratterizza buona parte degli studi scientifici in materia rivela un paternalismo miserabilista-caritatevole, atteggiamento largamente diffuso non solo in ambito accademico ma anche tra coloro che si professano anti-razzisti.

"Temperanter", la rivista trimestrale di approfondimento edita dal "Centro Internazionale per le Ricerche e gli Studi Interculturali" (C.I.R.S.I.), si pone l'obiettivo di approfondire argomenti sociali e culturali di interesse nazionale ed internazionale nell'intento di mettere in discussione i luoghi comuni, gli stereotipi ed i pregiudizi che persistono nelle nostre società. Sul paternalismo miserabilista-caritatevole si fonda una visione stereotipata latente che relega il migrante ad un ruolo subordinato e sottomesso nella società d'accoglienza. Nell'arena politica come nell'immaginario collettivo, l'immigrato di sesso maschile è diventato il "vu' cumprà" per antonomasia, mentre la donna immigrata fa la "badante" o la "colf".

E' questa visione del mondo che il primo numero di "Temperanter", che sarà curato dalla Dr. Ingrid Stratti (PhD), esperta in gender equality policies, vuole mettere in discussione proponendo una riflessione sul tema "Donne migranti e pari opportunità: una sfida per tutti". A tal fine, i meccanismi di integrazione dei migranti qualificati, in generale, e della popolazione migrante femminile qualificata, in particolare, saranno analizzati per evidenziare quali siano le politiche d'ingresso che favoriscono o meno l'afflusso di "cervelli rosa", quali siano le politiche e le "buone prassi" in materia d'immigrazione e pari opportunità che facilitano o ostacolano la piena integrazione delle migranti nella società d'accoglienza, quali siano le strategie adottate dalle donne migranti qualificate per raggiungere un alto livello di integrazione, quale sia il ruolo dell'esperienza migratoria e della società d'accoglienza nel processo di affermazione professionale delle donne migranti qualificate, ecc.

Sono ammessi tutti gli approcci scientifici (sociologico, letterario, psicologico, giuridico, storico, transdisciplinare, comparativo, ecc.) senza limitazioni geografiche, per quanto riguarda il Paese di provenienza e di destinazione dei migranti, né temporali per quanto riguarda l'epoca storica approfondita. Gli abstract di massimo 1.500 caratteri accompagnati da una breve nota biografica saranno accettati fino al 15 luglio 2009. La redazione comunicherà entro il 20 luglio 2009 quali abstract sono stati accettati. Gli articoli e saggi brevi di lunghezza non superiore a 20.000 caratteri in lingua italiana, inglese o francese dovranno pervenire entro il 5 agosto 2009 all'indirizzo: temperanter@cirsi.net.

"Temperanter" - Rivista di approfondimento
Direttore responsabile: Lorenzo Dugulin
C.I.R.S.I. Editore
C.F. 90118200329
V.le R. Sanzio 17
I - 34100 Trieste

Tel. +39 334 3994638, e.mail: temperanter@cirsi.net , cirsi@cirsi.net
Website: www.cirsi.net
Iscr. n. 1092 al Registro Generale delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Autonoma F.V.G. – settori: culturale, dei diritti civili e delle attività innovative, solidarietà internazionale

 
Di Fabrizio (del 06/07/2009 @ 09:25:25, in media, visitato 798 volte)

Una segnalazione di Betti

Sulla provincia pavese di oggi (ieri ndr) c'era la seguente intervista ad un assessore. In questo momento non ho tempo di andare a verificare quali sono le sue deleghe, ci provo domani. le trovate comunque sul sito del comune di Pavia, www.comune.pv.it

Nota. Quando ho ricevuto la notizia, ho cercato su Facebook il gruppo indicato: non esiste più (speriamo).

IL CASO/2 Trivi: "Ma io non ho nulla contro i Sinti"

PAVIA.
"Via i nomadi da Pavia": si chiama così il gruppo di Facebook, che, tra le altre, ha guadagnato l’adesione dell’assessore al Commercio Pietro Trivi.
Gruppo nel quale un altro "ospite" è andato oltre, prospettando un gesto eclatante: bruciare i campi nomadi.

Trivi, perchè ha aderito a questo gruppo?
"Non ho nulla contro gli zingari, la mia iscrizione è stata una goliardata".

In che senso?
"Non ero stato l’unico ad aderirvi. Era una cosa fatta per cortesia, per spirito di amicizia nei confronti di chi aveva avuto l’idea. Guardi, glielo assicuro, io non sono assolutamente intollerante".

Ma ora è assessore...
"Lo ripeto, non sono razzista. Anzi, le dirò di più: li ho anche difesi gratuitamente gli zingari quando si sono rivolti a me. Semmai anche in campagna elettorale ho ribadito la necessità di spostarli da piazzale Europa e via Bramante. Da tempo e da più parti si auspica una collocazione più consona".

Ma qualcuno nello stesso suo gruppo di Facebook parla di bruciare i campi nomadi...
"Mi dissocio assolutamente da una simile affermazione. Le assicuro che al più presto mi cancellerò da quel gruppo".

 
Di Fabrizio (del 05/07/2009 @ 09:15:44, in media, visitato 128 volte)

Da Roma_Francais

Radio PRAHA [25-06-2009 15:07 UTC] Par Jaroslava Gregorová

Tomáš Bystrý è un giornalista, presentatore e reporter rom, ha vent'anni, e tra l'altro presenta dei modelli per la casa di moda SKIN FASHION. Ha cominciato a scrivere dalla scuola primaria dove aveva fondato un giornale. Più tardi, ha lavorato per la Radio rom Rota. Ha scritto articoli per la rivista mensile di Praga 4, Tucnák (Il pinguino). E' anche redattore del mensile Romano vod'i, pubblicato dall'Associazione civica Romea.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Quest'anno ha passato la maturità al liceo Eliska Krásnohorská di Praga, ma nel corso dei suoi studi ha seguito per più di un anno un corso sui media organizzato nel quadro del progetto "Il Sostegno dei Rom a Praga". Può dirci qualche parola sul progetto ed sul corso sui media?

Se non mi sbaglio, il progetto è durato quattro anni, e nel quadro di questo progetto le differenti organizzazioni  che si occupano di formazione e di impiego dei Rom hanno organizzato differenti corsi, sia di formazione che di riconversione professionale. Ho seguito il corso organizzato dall'Associazione civica Romea, [...] che aveva l'obiettivo di formare qualche giovane Rom che volesse lavorare nei mezzi d'informazione. Il corso mi ha dato tanto. Ma già alla scuola primaria, ho cominciato ad interessarmi al lavoro nei media. [Lì] ho fondato un giornale ed a quattordici anni ho lavorato come redattore esterno per la Radio Rom su Internet, Rota. Questo corso ha arricchito la mia conoscenza a livello dei media, e nel quadro dei differenti seminari che facevano parte del corso, ho avuto occasione di incontrare gente interessante, come la sociologa Jirina Siklová o la giornalista Jarmila Balázová e molte altre persone che ci hanno messo in testa tutte le cose utili al mestiere di giornalista. Ci hanno insegnato ciò che ci sarà utile nella pratica come giornalisti.

Ora cosa sta facendo? Lavora nei mezzi di informazione?

Attualmente coopero sempre con la rivista Romano vod'i, un mensile culturale, politico e sociale, pubblicato dall'associazione Romea. Esiste da sette anni e dal 2005 ho la mia rubrica "Visto dai nostri occhi" (Amare jakenza) che tramite inchieste e piccole interviste con differenti esperti riflette l'opinione dei giovani. Scrivo soggetti sui giovani rom e no, poiché da noi le attività, gli svaghi, le pene e gioie sono identici tanto per la gioventù rom e non rom.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Lei ha anche presentato dei modelli per la marca SKIN FASHION. Di che consiste e che si tratta?

Č la conclusione di un progetto di quattro anni, "Sostegno dei Rom a Praga". Si trattava di una campagna pubblicitaria in cui sono scelti i migliori laureati dei corsi di formazione e di riconversione professionale. Sono stato uno di loro, essendo uno dei primi nel corso sui media. L'obiettivo era, tramite manifesti di un'agenzia fittizia di modelli che creava modelli di abiti, di attirare l'attenzione del vasto pubblico su questo tipo di attività e mostrare che esistevano anche giovani Rom che non sono solo dei parassiti che abusano delle prestazioni sociali, ma che provano a trovare il loro posto in vari settori del mercato di lavoro e che si interessano alla formazione continua.

I genitori di Tomáš sono ovviamente Rom, la sua madre è centralinista in una clinica privata, suo padre è autista di taxi e lavora anche in una casa di pensione. Tomáš è passato un'infanzia eccezionale, molto felice come dice lui stesso. La sua famiglia è rispettosa delle tradizioni Rom, ma occorre precisare che le tradizioni Rom differiscono da una famiglia all'altra.

Tomáš Bystrý, photo: Archives de Tomáš Bystrý

Lei stesso ha mai risentito di un'avversione in ragione delle sue origini o le è mai capitato di essere aggredito o insultato?

Tutti quanti sono diversi dagli altri, che siano obesi, che abbiano i capelli viola, o una decina di piercing sul viso, diventano il centro d'interesse nella via o nel tram. Dunque noi anche, Rom riconoscibili, come è il mio caso. In molti credono che io sia pakistano. Quotidianamente ci si confronta con manifestazioni, in questo caso, non direi di razzismo ma di xenofobia. Quando sono sul tram o sull'autobus e vedo le vecchiette che stringono la loro borsa al petto per paura che punti al loro portafoglio, lo trovo sgradevole. D'altra parte a volte mi dico che è forse un pregiudizio, ma in questo caso osservo bene che le signore diventano più attente quando monto nel tram. Non sono stato vittima d'aggressione, eccetto una volta in una discoteca, tre piccoli giovani più o meno della mia età hanno cominciato ad appellarmi tipo: "Tu, italiano (denominazione per i Rom) tornatene nel tuo paese."

La capo redattrice della sezione rom della radio ceca, Anna Poláková, è stata obbligata ad emigrare in Canada (vedi QUI ndr) perché la sua famiglia era aggredita e non si sentiva più sicura nella Repubblica Ceca. Ha l'impressione che il razzismo aumenti nella Repubblica Ceca?

Anna Poláková

Credo effettivamente chel'estremismo sia cresciuto in questi ultimi mesi. Ciò è forse dovuto al fatto che i partiti estremisti approfittano dell'instabilità governativa e forse della crisi economica. Nondimeno in una società democratica, nel XXI secolo, quando tutti abbiamo appreso a scuola ciò che era Shoah, la gente nella Repubblica Ceca e in tutto il mondo non dovrebbe manifestare un tale estremismo. Gli estremisti sono molto professionali, hanno giuristi eccellenti e non sono più soltanto giovani di diciotto anni in giacche di cuoio, ma c'è una vera ideologia e fra i neonazisti c'è gente istruita e questo è molto pericoloso. Credo che attualmente si sia realmente testimoni di vari eventi di questo tipo, che sia l'incendio a Vítkov (vedi QUI ndr) e altre manifestazioni degli estremisti. Siamo testimoni del fatto che l'estremismo aumenta ed esiste realmente.

 
Di Fabrizio (del 30/06/2009 @ 09:24:43, in media, visitato 162 volte)

Da Roma_Daily_News

ISTANBUL - Un progetto intitolato "Giovani Cineasti Internazionali", promosso l'anno scorso dal Consolato Generale USA ad Istanbul e che fornisce istruzione sulla cinematografia a studenti di sei città turche. sta dando i primi risultati. Gli studenti di Edirne, che partecipano al progetto, hanno girato un film che presenta la vita dei cittadini rom nella loro città.

26/06/2009 - I giovani registi del futuro hanno preso parte al progetto [...] iniziato a luglio dell'anno scorso.

Lo scopo di questo programma era di promuovere una maggiore comprensione e consapevolezza tra i giovani di Turchia sulle questioni relative alla democrazia, diritti umani, tolleranza e diversità, questione femminile e crescita economica attraverso film e video creati da giovani. Quindi agli studenti è stato chiesto di fare dei film su questi argomenti. Gli studenti della città nord occidentale di Edirne, che in futuro vorrebbero diventare registi, hanno scelto i Rom che vivono nella città come tema dei loro film.

I giovani, che hanno ignorato tutti gli ammonimenti di tenersi lontano dai quartieri rom perché pericolosi, hanno girato due film che presentano la posizione dei cittadini rom nella vita sociale ed i problemi che affrontano nella vita giornaliera in città.

Parlando con l'agenzia di notizie Anatolia, Nefin Dinç membro del dipartimento comunicazioni della New York University e responsabile per il progetto, ha detto che è comune alla Turchia e agli Stati Uniti ed è stato supportato dal Dipartimento di Stato USA.  Ha detto che la città nord occidentale di Edirne, Artvin sul Mar Nero, le città nel centro dell'Anatolia di Sivas e Konya, e quelle sud orientali di Mardin e Hatay sono state scelte tra altre città turche per lo sviluppo del progetto. "72 studenti di queste sei città anno frequentato le classi del progetto. Attualmente i film sono in fase terminale. Abbiamo iniziato l'anno scorso a luglio e fatto un totale di 21 giorni di lezione in ogni città. Gli studi riguardavano argomenti come la sceneggiatura, la fotografia, il suono, le luci e l'editing", ha detto Dinç.

Sezen Çobanoğlu, membro della squadra che ha girato i film sul quartiere di Edirne più popolato dai Rom, Menzilahir, ha detto che come parte del progetto, hanno voluto fare un film che porti un messaggio sociale e per questo hanno scelto la gente che vive nel quartiere rom.

Abbiamo scoperto un mondo differente

Ha detto che hanno tentato di rimuovere i pregiudizi della società contro quella gente. "I cittadini rom sono esclusi dalla società, e noi abbiamo voluto mostrare questo fatto nei film. Ci siamo focalizzati sul concetto degli ALTRI nei nostri film, per mostrare l'effetto degli ALTRI nella società. Abbiamo programmato di rimuovere i pregiudizi sociali. Anche se la gente lì intorno ci ha ammonito dicendo che il quartiere era pericoloso, e che non potevamo entrarci senza avere lì amici tra i 15 e i 20 anni, siamo andati là e abbiamo fatto amicizie. All'inizio avevamo paura, ma là abbiamo scoperto un mondo differente," ha detto Çobanoğlu.

Un altro studente della squadra, Batuhan Kurt, ha espresso la propria felicità per essere parte del progetto. "Ero appassionato sul dirigere un film e questo progetto mi ha incoraggiato. Abbiamo imparato le scale della ripresa e la sceneggiatura durante il corso, e le abbiamo applicate. Ci siamo fatti degli amici nel quartiere dei Rom. Ci hanno aiutato, ci siamo davvero divertiti," ha detto Kurt.

Alcuni di quei 72 studenti [...] andranno negli Stati Uniti per apprendere ancora. Inoltre, gli studenti delle sei città si riuniranno il prossimo gennaio e valuteranno le loro produzioni.

I film girati saranno esposti nei festival filmici di Istanbul e Diyarbakir.

 
Di Fabrizio (del 03/06/2009 @ 09:24:32, in media, visitato 1225 volte)

CinemaItaliano.info

Mi chiamo Laura Halilovic sono nata il 22 novembre del 1989. La mia passione per la regia é nata quando avevo nove anni.

Ho vissuto al campo per anni e mi trovavo benissimo, poi mi sono trasferita alla Falchera quando ci hanno dato una casa popolare. Mi trovo bene anche qui. Qui ho anche girato il mio primo cortometraggio con un gruppo di amici. Voglio fare un documentario sui Rom per far conoscere agli altri la nostra vita. I Rom, o come vengono chiamati con un tono dispregiativo, gli Zingari, per la maggior parte vivono nelle case, i loro figli vanno a scuola, a differenza di quello che tutti credono, solo alcuni di loro vivono ancora girando come facevano una volta. Sono stati fatti film e documentari sulle loro usanze, sul loro modo di vivere, ma nulla i cui loro possano veramente riconoscersi. I registi e gli sceneggiatori presentano il mondo dei Rom con idee ancora molto stereotipate. Non sanno che alcuni non si direbbe che sono Rom e che molti di quelli che ancora oggi vivono viaggiando sarebbero felici di avere una casa popolare e di poter mandare i propri figli a scuola.

La gente oggi ha ancora paura, non si fida, appena sente la parola Zingaro si allontana e questo mi da molto fastidio, non ci fa sentire accettati in un paese che non è il nostro e nel quale stiamo cercando di costruirci un futuro e di dare un futuro ai nostri figli.


Regia: Laura Halilovic (opera prima)
Anno di produzione: 2009
Durata: 50'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Zenit Arti Audiovisive
Formato di ripresa: HD
Formato di proiezione: HD, colore
Altri titoli: Una Ruota del Carro, Io la Mia Famiglia e Woody Allen - A Wheel of the Wagon - Me, my Family and Woody Allen

Sinossi: Un viaggio intimo e personale tra la fine della vita nomade e lo stanziamento in una casa popolare di Torino. Laura è l'unica figlia femmina della famiglia Halilovic, una famiglia Rom arrivata in Italia dalla Bosnia negli anni sessanta. La regista diciottenne ci racconta in prima persona con ironia e senso dell’umorismo il suo rapporto con la famiglia e il suo percorso per accettare le proprie origini e allo stesso tempo realizzare il suo sogno di diventare regista.

Il documentario presenta una riflessione sulla fine della vita nomade, sulle relazioni con i parenti che ancora vivono nei campi e con i gagè, i vicini non rom. Più in generale è una riflessione sulla difficoltà nel rapporto con gli altri, sentimento che accompagna Laura sin dall’infanzia.

Ambientazione: Torino

Con il sostegno di: Piemonte Doc Film Fund

 
Di Fabrizio (del 29/05/2009 @ 09:22:13, in media, visitato 199 volte)

Sul sito della campagna "Giornalisti contro il razzismo" chiunque può segnalare episodi di cattiva informazione sui migranti, simili a quelli stigmatizzati nell'appello che ha dato il via alla campagna. Il modulo di segnalazione presente in questa pagina serve per citare episodi concreti e circostanze specifiche di servizi giornalistici che possono alimentare la paura, il razzismo e la violenza. L'obiettivo non è la delazione, ma l'esercizio del "consumo critico" di informazione da parte dei cittadini, affinché le redazioni degli organi di informazione non siano soggette solamente alla pressione che arriva dall'alto dei poteri politici, ma anche alla pressione democratica che la società civile è in grado di esercitare dal basso.

 
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Immagine
 Il gruppo Dhoad Gipsy del Rajasthan... di Fabrizio

Richiediamo chiarezza. Di Rom si parla poco e male, anche quando il tema delle notizie non è "apertamente" razzista o pietista, le notizie sono piene di errori sui nomi e sulle località

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