Rom e Sinti da tutto il mondo

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Wim Wenders
-

\\ Mahalla : VAI : lavoro (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 19/05/2011 @ 09:37:27, in lavoro, visitato 1087 volte)

Da Roma_Daily_News

ryz, Tn.cz, translated by Gwendolyn Albert - Prague, 15.5.2011 08:30

La stazione televisiva privata TV NOVA ha filmato giovedì scorso con una telecamera nascosta un episodio di discriminazione contro persone di colore, da parte di un'agenzia lavoro che assume per la fabbrica automobilistica Hyundai in Repubblica Ceca. František Holub, rom, e sua moglie Monika, non rom, cercavano entrambe lavoro alla fabbrica di Nošovice attraverso l'agenzia d'impiego A&T Construction. Holub dice che l'agenzia ha istruzioni di non assumere rom.

"Prima l'agenzia ciha promesso il lavoro, tutto era concordato, ma proprio prima di iniziare, un'impiegata dell'agenzia mi ha telefonato e chiesto se mio marito fosse rom. Ho detto di sì, e lei s'è scusata dicendo di non preoccuparli e di recarmi a lavoro. Io potevo andare, ma lui no," ha detto Monika Holubová a TV NOVA. "Ho chiesto cosa intendeva e lei mi ha detto che l'agenzia ha istruzioni direttamente da Hyundai di non prendere gente rom," ha detto Holubová, aggiungendo che il comportamento dell'agenzia l'ha molto offesa ed ha rifiutato il lavoro offerto.

Il management presso la Hyundai ha nettamente presole distanze dalle dichiarazioni del dipendente dell'agenzia. La Hyundai dice che Holub aveva già lavorato per loro ed era stato lasciato andare per violazioni della disciplina di lavoro. "L'affermazione che non assumeremmo rom è assolutamente priva di senso, dei rom stanno attualmente lavorando alla fabbrica HMMC. La compagnia prende decisamente le distanze dalle dichiarazioni fatte dal personale della A&T Construction. Hyundai non ha mai collaborato e non sta attualmente collaborando con quell'agenzia," ha detto a TV NOVA Petr Vaněk, addetto stampa per la Hyundai di Nošovice.

Monika Holubová si è recata presso A&T Construction indossando una telecamera nascosta e filmando un'impiegata dell'agenzia che confermava che la discriminazione accade realmente. "E' che ai coreani non piace la gente con la pelle scura, non li assumono. Ci hanno detto direttamente che non avevamo il permesso di assumere gente con la pelle scura. Come agenzia per l'impiego non ci è permesso assumere Rom, o meglio non solo loro, la chiunque abbia la pelle scura, come turchi o qualsiasi altro," ha detto l'incaricata durante la registrazione.

"Semplicemente non capisco perché l'impiegata affermi una cosa simile. Rigetto categoricamente le sue dichiarazioni," ha detto Petr Vaněk a TV NOVA. Mentre Vaněk dice che la sua compagnia non collabora con A&T Construction, la pagina web dell'agenzia offre impiego nella fabbrica.

František Holub ha deciso di non accettare questa bugia. "Voglio mostrare alla gente cosa sta accadendo qui. Ho lavorato per tutta la vita, sono qualificato come saldatore professionista ed operatore di gru, e sono qualificato anche per altre posizioni. Voglio lavorare, i miei figli studiano, uno va alle superiori, ho bisogno di un lavoro, ma dato che sono rom non ne ho il diritto," si è lamentato Holub, aggiungendo che si rivolgerà alle autorità competenti.

L'Autorità di Controllo dell'Ufficio del Lavoro valuterà le obiezioni di Holub. TV NOVA riferisce che la multa per comportamenti simili può essere sino ad 1 milione di CZK.

 
Di Fabrizio (del 07/04/2011 @ 09:33:43, in lavoro, visitato 1520 volte)

Da Amoun Sleem

Devo dirvi che oggi come Laboratorio del Centro Domari siamo stati scelti per fornire il più famoso hotel di Gerusalemme, l'American Colony Hotel, il che mi rende molto orgogliosa delle nostre donne zingare e del nostro design di qualità. Molti dei nostri cuscini avranno posto in questo hotel. Dobbiamo credere sempre nel nostro buon gusto, ed un giorno saremo là! Amo essere zingara.

Galleria fotografica

 
Di Fabrizio (del 29/03/2011 @ 09:34:48, in lavoro, visitato 1790 volte)

(ASCA) 25-03-2011 - Reggio Calabria, 25 mar - "Coniugare tutela dell'ambiente e integrazione sociale". Queste le finalita' del protocollo d'intesa firmato oggi a Reggio Calabria dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Giuseppe Neri, e da Domenico Modafferi, Presidente della Cooperativa sociale Rom 1995, la collaborazione della stessa cooperativa con il Laboratorio territoriale di Educazione ambientale della Provincia. Tra gli impegni previsti dal documento la realizzazione del progetto "La tutela dell'ambiente attraverso un percorso di integrazione sociale", finanziato dalla Provincia, che prevede il rafforzamento delle attivita' della stessa cooperativa mediante una migliore gestione ambientale dei cicli lavorativi e un aumento della sicurezza per i lavoratori; la collaborazione della Cooperativa sociale Rom 1995 con il Laboratorio territoriale di educazione ambientale della Provincia di Reggio Calabria per le attivita' di formazione rivolte ai cittadini ed alle scuole del territorio provinciale ed all'aggiornamento periodico del sito istituzionale "infea.provincia.it" con contributi in tema di riciclo e recupero dei rifiuti e di sviluppo sostenibile; attuare, all'interno della propria sede, ospitata all'interno di un bene confiscato alla 'ndrangheta percorsi informativi e visite guidate rivolte a gruppi di cittadini e a scuole del territorio".

red/mpd/rob

 
Di Fabrizio (del 24/03/2011 @ 09:20:03, in lavoro, visitato 1212 volte)

L'associazione Nevo Drom invita al convegno SINTENGRE AVARPEN (il lavoro dei sinti) che si terrà a Bolzano, lunedì 28 marzo 2011

 

Porto a conoscenza un'importante iniziativa milanese. Anche se resto perplesso: ancora un incontro PER i Rom e i Sinti, ma dopo tanti anni ci sarebbe bisogno di qualcosa CON i Rom e i Sinti. E se dopo tutto questo tempo non si trova qualcuno di loro in grado di rappresentarli e interloquire col comune e le associazioni, probabilmente c'è bisogno di un serio esame di coscienza (anche da parte dello stesso Tavolo Rom).

Il tavolo Rom ritiene fondamentale in questa fase proporre alle realtà del tavolo ed i servizi e le cooperative sociali che operano nel campo dell’inserimento lavorativo di persone Rom e Sinti nel nostro territorio, una mezza giornata seminariale.

La giornata di studio l’abbiamo pensata con una apertura da parte del Tavolo Rom, e:

una relazione di Antonio Verona, responsabile mercato del lavoro della CGIL milano, che presenterà tutti gli strumenti di mediazione e di formazione disponibili per la costruzione di un percorso lavorativo, con un accenno anche ai servizi presenti sul territorio.

Una esposizione da parte tutti i soggetti che si sono misurati e si continuano a misurare con progetti di inserimento lavorativo di Rom e Sinti, avendo cura di presentare sia i punti di forza che quelli di fragilità

Una esposizione da parte di servizi e cooperative che abbiano fatto esperienze concrete di progetti di inserimento lavorativo.

Abbiamo invitato a questo seminario un responsabile del mercato del lavoro della provincia che possa interloquire con noi sugli aspetti tecnici.

L’obiettivo del seminario è comunque quello di riprendere una trattativa con l’Assessore Del Nero che in più di una occasione si è dimostrato disponibile ad incontrare il Tavolo Rom su aspetti concreti riguardanti il lavoro.

Il seminario si tiene il giorno 10 marzo alle ore 9,30 presso la Camera del Lavoro di Milano corso di Porta Vittoria 43 sala Buozzi.

 
Di Fabrizio (del 28/02/2011 @ 09:14:07, in lavoro, visitato 1825 volte)

IlSole24ORE

DOMENICO MODAFFERI. Esiste uno stereotipo radicato: quello che con i rom non ci sia niente da fare, che ce l'abbiano nel sangue di non rispettare le regole, di vivere da parassiti nei confronti della società. Noi, attraverso la formazione al lavoro, abbiamo educato al rispetto delle regole della convivenza, smontando questo luogo comune. In una città come Reggio Calabria, coi problemi di disagio e disoccupazione che esistono, la nostra cooperativa offre lavoro regolare ai rom, nel campo ecologico e dello smaltimento dei rifiuti. Ricordo un episodio all'inizio della nostra attività: in un quartiere della città avevamo da poco incominciato a fare manutenzione del verde; una signora, passando, commenta visibilmente soddisfatta: «Finalmente il Comune ci manda qualcuno!». Avendole spiegato che si trattava di ragazzi rom, la signora si ferma e dice in dialetto: «Chisti sun zingari fora»; ovvero, questi non possono essere zingari di Reggio Calabria... Lo stereotipo del rom incapace di lavorare era messo in crisi. La sua sorpresa era il segno del percorso culturale che stavamo avviando.

Abbiamo sempre pensato che per creare le condizioni di integrazione non si dovesse fare un percorso di assistenzialismo, ma di rispetto delle regole del lavoro e della convivenza.
In questo senso, per educare al rispetto della legalità, è stato importante anche ottenere come sede della cooperativa un bene confiscato alla 'ndrangheta. Lo stato, assegnandocelo, ha affermato il principio della legalità togliendo un bene al malavitoso e affidandolo a chi, vivendo nel disagio, ha sempre considerato il malavitoso un soggetto vincitore. Lavorare in una struttura confiscata è stato educativo per tutta la comunità rom, perché ha fatto capire che non sempre la persona che ha il potere criminale nella città riesce a farla franca.

Quello che mette in crisi il percorso di educazione alla legalità attraverso il lavoro è, invece, la lontananza delle istituzioni. Ad esempio, la mancanza di appalti per la cooperativa. Questo fa vacillare la fiducia nelle regole che cerchiamo di costruire con la nostra attività. Cosa rispondo se un rom, padre di famiglia, mi dice: «Io ho scelto di lavorare e di sudare, anche rispetto a tanti altri rom che hanno voluto scegliere strade più comode... loro però adesso i 50 euro per dare il pane ai figli li hanno, io no».

Domenico Modafferi è il presidente della cooperativa sociale Rom 1995, nata con l'obiettivo di allontanare i rom da emarginazione e devianza attraverso percorsi di inserimento lavorativo nella gestione dei rifiuti solidi urbani. La cooperativa ha sede in un immobile confiscato alla 'ndrangheta.

[...]

 



(mi-lorenteggio.com) Buccinasco, 23 febbraio 2011 - La Associazione Apertamente di Buccinasco che gestisce il Punto Parco Terradeo, è una associazione costituita da Sinti e Gage ( non Sinti) la quale in collaborazione con l'Associazione BUCCinBICI ha il piacere di invitarvi alla serata presso la locale Cascina Robbiolo mercoledì 02.03.11 ore 21.00.( ...)

La serata è anche a sostegno del Progetto Mobilità (conosciuto come progetto Ciclofficina), finalizzato a creare alcuni posti di lavoro per giovani Sinti, offrire alcuni servizi alla cittadinanza, e contemporaneamente cercare di dare qualche risposta ai problemi di mobilità del nostro comune e quelli limitrofi.

Oltre ad Apertamente, contribuiscono all'impresa Buccinbici e la Banca del Tempo e dei Saperi con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale ed è stata finanziata dal "Fondo Maroni" gestito dal Commissario Straordinario per l'emergenza Nomadi in Lombardia (Prefetto di Milano Lombardo).

-Durante la serata verrà presentata la guida "A partire da Buccinasco" contenente informazioni su percorsi ciclopedonale che risponde alle richieste delle persone che vogliono esplorare il Parco Agricolo Sud.(all.2)

-Sarà comunicato il programma della prossima stagione ciclistica di Buccinbici.

-Inoltre , vi sarà la proiezione delle foto scattate nelle scorse stagioni.

Redazione

 
Di Fabrizio (del 25/02/2011 @ 09:33:50, in lavoro, visitato 1649 volte)

Vintila (o Ventila), vecchia conoscenza per i lettori della Mahalla, ha fatto capolino tra le pagine del Giornale. Cosa avrà mai combinato?

di Maria Sorbi

Nomade, 56 anni, moglie e 5 figli: la sua specialità è fare la ronda lungo i cantieri della metropolitana milanese Risultato: i blitz per rubare rame sono cessati. E così l’assessore provinciale alle Infrastrutture lo ha assunto

Milano Vintila si macina 30 chilometri a piedi ogni notte lungo le rotaie della metropolitana di Milano. «Lo faccio per controllare che i rom non rubino il rame» racconta. Ma anche lui è rom e, a sentire la sua storia, vien da sorridere. Un rom schierato contro i rom.
Il suo vero nome è Marin Costantin, ma si fa chiamare Vintila. «No, non vuol dire nulla, è un soprannome, mi piace e basta» ci spiega. Arriva da uno dei campi nomadi più difficili della città, il Triboniano, ed è stato assunto per fare il guardiano notturno durante i cantieri per il prolungamento fino ad Assago della linea verde. In quella zona i furti di rame da parte dei nomadi sono all’ordine del giorno e i tecnici non fanno a tempo a posare qualche cavo che, zac, nel giro di poche ore è già sparito tutto.

E chi meglio un nomade per tenere d’occhio le imboscate rom? Chi ne conosce meglio le tecniche e le abitudini? Ecco allora che per Vintila è arrivato un contratto di lavoro. Lui, 56 anni, moglie e cinque figli, si era già messo in luce come portavoce della comunità rom e in passato, soprattutto dopo lo sgombero come quello del campo nomadi di via Capo Rizzuto, gli era perfino capitato di sedere ai tavoli delle politici locali per tentare un accordo. Il suo nome tra le istituzioni gira da un po’ di tempo. Finché un giorno l’assessore alle Infrastrutture della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, durante un sopralluogo ai cantieri del metrò, si rende conto che i furti di rame rallentano l’avanzamento dei lavori. E lancia l’idea: «Perché non ingaggiamo Vintila?». Detto fatto.

Marin Costantin firma il contratto per quello che chiama «il lavoretto». «Mi hanno rinnovato il contratto di mese in mese» racconta e ci tiene a dire che lui è «uno a posto», «uno che ha la partita iva», che «paga i contributi» e che in vent’anni in Italia non ha ricevuto nemmeno una denuncia.
Nelle sue ronde notturne, avanti e indietro lungo i 4 chilometri di rotaie, si è perfino imbattuto in qualche vicino di roulotte che se l’è data a gambe non appena l’ha visto. «Non ho paura - racconta - ma per le emergenze sono armato». La sua arma è una fionda e in tasca ha anche qualche bullone da usare come proiettile.

Ma fortunatamente non ne ha mai avuto bisogno: Vintila mette tutti in fuga. «Non si avvicinano nemmeno, sanno che potrei riconoscerli». Lui, rom controcorrente, ha preso la sua mission seriamente e non ha saltato una notte di lavoro. Ora che i cantieri sono finiti e il metrò di Assago è entrato in funzione, Vintila si cercherà un altro «lavoretto». «Sono bravo io, trovo lavoro subito». Intanto il suo nome è stato pronunciato al microfono dall’assessore De Nicola durante il taglio del nastro della nuova tratta metropolitana. E non capita spesso che un politico ringrazi pubblicamente un rom al microfono.

«Ho voluto citare anche Vintila tra le persone da ringraziare - spiega De Nicola - perché ha lavorato bene e da quando c’è lui i furti sono davvero calati. È stato bravo e serio».
E ora che il suo compito è finito, cosa farà Vintila? L’elemosina? «No, per carità, si fa più fatica a fare quello che a lavorare» scherza lui. «Magari mi trasferirò a Genova, o a Napoli o forse resterò qui, dipende da dove troverò un lavoretto». Quel che è certo è che Vintila e la sua famiglia si sentono ormai italianissimi. «Voglio prendere la pensione in Italia - dice lui con voce ferma - e non ho accettato i 15mila euro che il Comune di Milano dà ai nomadi che se ne tornano a casa. Sono regolare e lavoro».

Non solo. Vintila, da capo rom che sa il fatto suo, cerca di convertire la sua comunità a una vita più onesta e integrata. Ha imposto a sua figlia di smetterla di stare ai semafori a chiedere l’elemosina e ora lei lavora in un bar. E ha più volte detto agli zingari del suo campo: «Comportatevi bene, provateci». Lui lo ha fatto e questo gli ha portato pure un contratto in regola.

 
Di Fabrizio (del 19/02/2011 @ 09:23:58, in lavoro, visitato 1496 volte)

NoiDonne.org - Nadia Angelucci

Durante la guerra della ex Iugoslavia, negli anni ’90, un gruppo di donne romane si impegna nel sostegno ai bambini bosniaci e alle loro madri, sfollati nei campi profughi della Slovenia: un impegno che oltre al contributo economico creò dei legami di affetto e di amicizia molto forti. Con la fine della guerra i profughi rientrarono nei loro paesi ma l'impegno nel cercare la relazione di quel gruppo di donne non si è fermato. Nasce così, nel 1998, 'Insieme Zajedno', un'associazione dedicata all’infanzia e alle donne più deboli per offrire un aiuto concreto, dignità, giustizia sociale e diritti umani. L’esperienza di Insieme Zajedno, iniziata in Bosnia Erzegovina, e poi consolidata attraverso progetti in Macedonia, in Kossovo, in Moldavia, in Iraq, dal 2006 si è trasferita a Roma dove, nel cuore di San Lorenzo è nato il 'Laboratorio Manufatti delle Donne Rom', progetto di microcredito per l’auto-impiego di donne rom attraverso la realizzazione di accessori originali per l’abbigliamento e la casa. Un luogo che offre ad un gruppo di rom bosniache la possibilità di lavorare ma non solo. In uno spazio che colpisce per il suo tocco tipicamente femminile, ogni mattina Cristina, Renata, Francesca e Dzanuma, tirano su la serranda e si dedicano al cucito, antica arte che ci riporta all'intreccio di legami, al mettere insieme, alla creazione.

Nei locali, arredati a misura di donna, si lavora, si mangia, si studia, si crescono i bambini - i due figli di Dzanuma - ci si scambia l'esperienza e si fanno progetti. Il luogo, nato come posto di formazione, è presto diventato qualcos'altro: spazio di aggregazione interculturale dove il lavoro insieme ai formatori ha dato la possibilità di affrontare e condividere le problematiche lavorative, di decidere insieme le strategie economiche, stimolando la socialità e l’integrazione in modo naturale e rendendo più facile anche l’apprendimento della lingua italiana. Il 'Laboratorio Manufatti Donne Rom' si prefigge di diventare un luogo dove 'dal basso' si annulli la discriminazione socio-lavorativa legata al popolo Rom, alle donne Rom in particolare: Renata ha preso la patente e adesso ha una piccola automobile che la rende indipendente, le ragazze stanno cercando una casa, hanno ripreso a studiare, non hanno più come orizzonte unico un marito e i figli e la vita nel campo, Dzanuma ha un lavoro con un contratto a tempo indeterminato.

"È stata dura - racconta Cristina Rosselli Del Turco che dell’associazione 'Insieme Zajedno' è colei che vive ogni giorno gomito a gomito con le donne rom - ma i risultati che abbiamo ottenuto sono una grande soddisfazione. Il nostro è un lavoro fatto nella quotidianità e nella condivisione di vita e proprio in questo, credo, risieda il nostro successo. Crediamo nella relazione e negli affetti. È un progetto piccolo che però ha cambiato radicalmente la vita delle persone coinvolte e questo era quello che a noi interessava". E il successo dell'iniziativa si legge anche nei progetti portati avanti dal gruppo: le stesse donne rom sono diventate formatrici e stanno insegnando il mestiere ad un gruppo di donne somale rifugiate. La sfida per il futuro è l'indipendenza; la creazione di una propria impresa e il confronto con il mercato del lavoro.

Il Laboratorio si trova a Roma in via dei Bruzi n. 11/c, è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 14:00 - tel. 3471580818

Per contatti: crirosse@tin.it
info@manufattidonnerom.it - www.manufattidonnerom.org 
info@insiemezajedno.org - www.insiemezajedno.org 

 
Di Fabrizio (del 07/01/2011 @ 13:15:33, in lavoro, visitato 1334 volte)

Alto Adige di Antonella Mattioli

I Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, grazie a un affitto molto inferiore ai prezzi di mercato

BOLZANO. Prima il corso per gelatai, approvato nel 2009 dalla giunta provinciale, costato complessivamente 222 mila euro e finanziato dal Fondo sociale europeo; poi lo stage, adesso i Sinti della famiglia di Radames Gabrielli sono pronti a mettersi in proprio: gestiranno il bar Righi, la struttura che si trova sui prati del Talvera vicino all'omonimo campo da calcio. Realizzato dalla Provincia e dato in concessione al Comune, il complesso dispone di bar e ristorante. Di recente la giunta comunale ha deliberato l'affidamento della gestione del Righi alla cooperativa Aquila. Il tutto all'interno del progetto di inserimento lavorativo autonomo di cittadini Sinti residenti in città. Il canone di subconcessione annuale è stato stimato dagli uffici comunali in 12.300 euro annui, che però sarà dimezzato in base alla scopo sociale della concessione che andrà avanti fino al 31 ottobre 2012. Il contratto è stato stipulato con Radames Gabrielli, in qualità di presidente della cooperativa Aquila. L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto finanziato dal Fondo sociale europeo «Sintengre Avarpen - il lavoro dei Sinti». Alla coop l'obbligo di versare una cauzione pari alla metà del canone pagato.

Il bar, chiuso da circa un anno, dovrebbe riaprire fra qualche settimana grazie ad un'iniziativa destinata a far discutere esattamente com'era successo due anni fa con il corso per gelatai pensato e voluto proprio per la famiglia Gabrielli.

In precedenza, per circa cinque anni, il bar è stato gestito da Stefano Pizzo della cooperativa Cs2a: canone d'affitto 1.800 euro al mese contro i 512 chiesti oggi ai Gabrielli. «Noi - spiega Pizzo - più volte avevamo fatto presente che 1.800 euro al mese erano troppi: il bar è decentrato e proprio per questo il funzionamento è strettamente legato alle partite di baseball e di calcio. Anche in estate il giro è limitato, perché per la sua collocazione risente molto del vento che spira dalla Val Sarentina. Vedo però che ora ai Sinti il Comune concede un prezzo speciale: è chiaro che dovendo pagare un canone che è meno di un terzo del nostro la musica cambia».

Prevedendo le critiche, in Comune difendono l'iniziativa: «È sbagliato - dice l'assessore alle politiche sociali Mauro Randi - fermarsi all'aspetto economico. Questa è una grossa sfida per i Sinti: dovranno mettersi in gioco e dimostrare di sapersela cavare da soli. E comunque, se è vero che si rinuncia ad incassare un canone più elevato, è altrettanto vero che si risparmierà sui sussidi economici concessi ai meno abbienti. È un investimento che si fa pensando al futuro: queste persone devono imparare a diventare autosufficienti. Verseranno i contributi e un domani avranno una pensione». Anche l'assessore Patrizia Trincanato, che ha sempre seguito i problemi dei nomadi, è fermamente convinta della bontà dell'iniziativa: «Tutti si lamentano del fatto che i Sinti non lavorano, questa è l'occasione per dimostrare il contrario».

Sullo stesso tema
Il bar Righi al centro delle polemiche

 
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