Rom e Sinti da tutto il mondo

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La redazione
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\\ Mahalla : VAI : lavoro (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Fabrizio (del 06/01/2012 @ 09:30:51, in lavoro, visitato 1400 volte)

SARTORIA JELESAN (clicca sull'immagine per vedere un campione della produzione)

Le produzioni di Jelena e Sanela, figlia e nuora di Jovica JOVIC
Vi presentiamo qui di seguito le produzioni della sartoria Rom di Jelena e Sanela, rispettivamente figlia e nuora del maestro di musica Jovica Jovic.

Tutti i prodotti si possono acquistare con recapito a domicilio ed i prezzi sono comprensivi della spedizione:

  • sacchettini con lavanda profumata per armadi e cassetti € 5;
  • sacchetti rettangolari imbottiti con semi di miglio, da scaldare e mettere sul collo (antidolorifici) € 10;
  • borse a tracolla (sia in cotone che in lana), tutte double-face € 12;
  • borse portatorte o portateglie € 12;
  • grembiuli € 15;
  • tovaglie da € 20 a € 25 a seconda della misura;
  • trapunte matrimoniali patchwork double-face da € 80 a € 100 a seconda della misura;
  • trapuntine per bambini e bebè patchwork double-face € 50.

Info & acquisti: Cristina Simen 347.4297939 - cristinasimen@yahoo.it

 
Di Fabrizio (del 31/01/2012 @ 09:05:39, in lavoro, visitato 1409 volte)

Da Bulgarian_Roma

FOCUS Information Agency (Picture: FOCUS News Agency)

Sofia, 23/01/2012 - Il 23% della forza lavoro è di origine rom, secondo i dati della Banca Mondiale. Siamo fortemente convinti che sia economicamente intelligente investire nell'istruzione e inclusione dei Rom, ha detto Philippe le Houérou, vice presidente della Banca Mondiale per Europa ed Asia Centrale, durante una conferenza a Sofia sull'integrazione rom, è quanto riporta FOCUS News Agency.

Si è congratulato con il governo bulgaro per la sua strategia nazionale. L'ha descritta come un segnale di impegno molto forte.

L'ambasciatore danese Kaare Janson ha detto che la questione dell'integrazione rom è importante tanto per la Bulgaria che per l'Europa.

La Bulgari potrebbe essere un esempio con i suoi cambiamenti, ha detto l'ambasciatore, aggiungendo che molti paesi non hanno ancora elaborato strumenti per l'integrazione dei Rom.

Veselina YORDANOVA


Da Bulgarian_Rom

Radio Bulgaria C'è discriminazione nel mercato del lavoro bulgaro? Author: Milka Dimitrova

Sono tutti Bulgari in cerca di un lavoro, con pari opportunità? Una ricerca dell'Open Society Institute risponde alla domanda, in qualità di partner di Eguaglianza come un Passo del Progetto di Progresso. Gli altri partecipanti all'iniziativa sono il ministero del lavoro e delle politiche sociali e la commissione per la protezione contro le discriminazioni.

18/01/2012 - Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.200 persone in tutto il paese. Sono poi state intervistate altri 400 di altre etnie e 400 portatori di disabilità, dice la direttrice di programma Maria Metodieva. La ricerca si occupa di atteggiamento e opportunità di carriera, in base a 5 criteri: età, disabilità fisiche, etnia, religione e preferenze sessuali.

"Le conclusioni del sondaggio sono le seguenti: l'esistenza di disabilità fisiche è la ragione principale di limitate opportunità di carriera, seguite da età ed etnia. Circa 2/3 dei Rom ed il 28% delle persone con disabilità dicono di essere stati respinti in quanto candidati ad un impiego. I giovani, tra i 18 ed i 23 anni ed i Bulgari, tra i 46 e 60 anni, sono il gruppo più colpito nel mercato del lavoro. Un intervistato su quattro di questo gruppo ha ammesso di aver sperimentato personalmente un'attitudine negativa da parte della società o dei datori di lavoro, proprio a causa dell'età. Ci sono cioè delle differenze sociali nel mercato del lavoro e questo è abbastanza normale."

Ai giovani spesso vengono offerti lavori senza contratto formale, continua Maria Metodieva. Lo conferma circa il 37,5 degli intervistati. Anche chi ha più di 45 anni, o è in procinto di andare in pensione, ha difficoltà nel trovare un lavoro. Oltre il 36% dice che le donne hanno più difficoltà degli uomini nell'ottenere determinate posizioni. Anche l'etnia gioca un ruolo nei negoziati di lavoro. Circa il 60% dei Rom dice di essere stati rifiutati come candidati per un lavoro, a causa della loro etnia. Quanti hanno contratti di lavoro sono soprattutto i bulgari, seguiti dai turchi di Bulgaria, mentre appena il 54% dei Rom può "usufruire" di contratti simili.

Tuttavia, il sondaggio mostra che l'istruzione è il principale discrimine. Migliore è l'istruzione, maggiore il livello di impiego, sicurezza sociale e stipendio.

"La nostra ricerca mostra che il livello d'impiego di chi ha un livello d'istruzione basso o primario, è di appena il 16%. Solo il 23% di chi ha un'istruzione basica ha un impiego. Contemporaneamente lavora quasi il 70% di chi ha una laurea. Quindi, le politiche per la riduzione delle differenze sociali nell'assunzione, dovrebbero essere finalizzate ad un investimento per un'istruzione migliore, sulle base delle esigenze delle imprese e delle compagnie private."

Anche una sessualità non tradizionale influenza il processo della ricerca di un lavoro. Oltre il 40% degli intervistati pensa che un orientamento sessuale non tradizionale sia un ostacolo nella competizione dentro il mercato lavorale, in quanto i datori di lavoro non si fidano di questi candidati. Alla domanda "Quale persona non assumereste mai?" il 32% risponde "un Rom", oltre il 25% non assumerebbe omosessuali, quasi il 18% rifiuterebbe le donne in gravidanza e l'11% non prenderebbe persone con disabilità.

English version: Zhivko Stanchev

 
Di Fabrizio (del 20/02/2012 @ 09:19:22, in lavoro, visitato 1112 volte)

Tzigania Tours (TzT) è un'organizzazione senza scopo di lucro, che porta il turismo nelle comunità rom tradizionalmente ostracizzate di Romania. Il nostro prodotto ed il suo lavoro sono rom al 100%, anche se esiste un forte interesse internazionale sui Rom.

Siamo la prima e unica agenzia turistica in tutta Europa specializzata in questioni rom.

TzT presenta la vita reale. Invitiamo a vedere i Rom come sono realmente. Non troverete "arte performativa" nei nostri piani Tzigania, ma soltanto forti dosi di realtà traboccante di zingari che indulgono nel loro naturale stile di vita bohemienne.

La nostra ricerca ha trovato che mentre quasi tutti sanno dei Rom - pochi sanno qualcosa su di loro al di là delle immagini poco lusinghiere o altrimenti romantiche, veicolate dagli schermi televisivi. Ancora più scoraggiante che nove turisti su dieci che visitano la Romania, sono soggetti ai molti livelli degli stereotipi negativi, dei miti e/o esagerazioni che circolano sui Rom: che sono sporchi, rubano, che detestano il lavoro, ecc. I nostri programmi offrono ai turisti l'opportunità di incontrare e di conoscere per gradi i Rom in un rapporto uno-a-uno, nel loro ambiente naturale e prendendo le loro decisioni... Quello che troverete potrebbe sorprendervi.

Però, il nostro programma non è disegnato esclusivamente a vendere divertimenti e riscoprire ricordi; la nostra forza propulsiva è più profonda. I nostri obiettivi a lungo termine e ciò che ci aiuta a motivarci nel far progredire lo status-quo attuale della segregazione sociale dei Rom, è di aiutare a cambiare la mentalità di entrambe le parti in causa. Non è soltanto la prospettiva dei non-Rom ad essere negativamente influenzata dagli stereotipi, ma i Rom stessi soffrono di paura e diffidenza verso i "gagé" (i non-Rom). Tutti hanno da guadagnare da queste esperienze uno-a-uno.

Quella è metà dei nostri obiettivi... I nostri progetti intendono anche contribuire al miglioramento delle comunità fiscalmente prosciugate con l'introduzione di una nuova forma di reddito: il turismo. Oggi, le entrate nelle comunità zingare marginalizzate in Romania provengono principalmente dal sistema assistenziale. Anche se nei quartieri zingari c'è abbondanza di manodopera e di competenze, non ci sono investimenti, per cui i risultati sono la stagnazione e la sopravvivenza giorno per giorno. Portare il turismo nelle comunità è il nostro trampolino per stimolare l'economia zigana e suscitare nuovo interesse per queste comunità abbandonate, la sua gente, le loro abilità ed i prodotti romanì.

Ci vediamo in Tzigania!

il video

 
Di Fabrizio (del 24/02/2012 @ 09:42:51, in lavoro, visitato 2029 volte)

SARTORIA JELESAN

Milano, domenica 26 febbraio e domenica 4 e 11 marzo, dalle 8.30 alle 13.30, al mercato della Bovisa, nel piazzale del parcheggio vicino alla Scighera

Venite a trovarci, siamo lì tutta la mattina con il nostro meraviglioso banchetto pieno di belle cose, tutte cucite a mano!

Realizzate in proprio, col supporto dell'associazione Idea Rom

 
Di Fabrizio (del 04/03/2012 @ 09:21:29, in lavoro, visitato 2349 volte)

Repubblica.it Nuovo regolamento in arrivo: ci saranno esibizioni fino a mezzanotte e meno burocrazia. Sono previsti anche spazi espressamente riservati agli spettacoli degli artisti di strada di ILARIA CARRA

Alcuni non pagheranno più nulla per occupare il suolo pubblico, palco temporaneo delle loro esibizioni: un'esenzione dalla Cosap per favorire la creatività di mimi, giocolieri e musicisti. Potrebbe essere diverso, invece, il futuro di ritrattisti e cartomanti: loro forse la tassa dovranno pagarla ma, di sicuro, sarà inferiore a quella di oggi, che in certi casi arriva anche ai 6mila euro all'anno. È una delle novità della riforma dell'arte di strada milanese. Non l'unica. Nelle intenzioni, c'è quella di ravvivare la città e la sua creatività: così, d'estate, si pensa a esibizioni fino a mezzanotte, un'ora in meno durante la settimana (oggi le regole sugli orari sono più arbitrarie). E poi di aumentare gli spazi, con la creazione di zone franche per l'arte di strada.

Il regolamento attuale risale al 2000. Dopo aver abbandonato l'idea di un registro per la categoria, si è deciso di rivedere l'intero impianto normativo. Lavoro realizzato da due consiglieri comunali, Luca Gibillini (Sel) e Filippo Barberis (Pd), con la collaborazione della Fnas (Federazione artisti di strada) e della Piccola scuola di circo. La bozza è pronta, dalla prossima settimane inizierà l'iter nelle commissioni comunali (Cultura, prima, e poi Commercio) e, nelle intenzioni, potrebbe essere licenziata dal Consiglio comunale già per la metà di aprile.

Nel testo sono specificate le due tipologie coinvolte: le espressioni artistiche di strada, quelle che non prevedono un corrispettivo per la prestazione, salvo la libera offerta col cappello a terra, e quindi giocolieri, mimi, musicisti (anche street band), madonnari, acrobati, danzatori. E i mestieri artistici, dal ritrattista dei Navigli al cartomante di Brera che, invece, vengono pagati.

Con le nuove regole, e l'aiuto dei consigli di zona, si dividerà la città in varie sezioni: aree aperte a tutti gli artisti, altre dove non si potrà suonare, altre ancora riservate più a pittori e ritrattisti che a giocolieri e musicisti. E poi, zone di espressione estemporanea, dove ci si potrà esibire senza bisogno di alcun permesso. In più, si eliminano anche alcune stranezze: un artista di strada potrà esibirsi, per esempio, in coppia o con gruppo, cosa che oggi è vietata. «Uno dei problemi in assoluto a Milano è il tema degli spazi, sia chiusi ma anche aperti — rileva Gibillini — : con queste nuove regole vogliamo dare più aree per la cultura, dare lavoro e rivitalizzare le strade della città che ultimamente sono più morte».

Nella proposta di riforma, si snellisce anche la procedura burocratica per ottenere i permessi: oggi, il mimo di turno deve fare richiesta ogni settimana e, cosa molto singolare, attendere gli esiti di un sorteggio, visti i pochi spazi disponibili per l'arte di strada. In futuro, l'idea è di attribuire un permesso che valga tre mesi, trascorsi i quali l'artista deve cambiare zona per una sana turnazione. La competenza, poi, non sarà più dei vigili urbani: per sottoscrivere la dichiarazione d'attività, l'artista si recherà a uno sportello di un servizio civico (si pensa a quello di Informa Giovani). In una seconda fase, verrà anche attivato un sito per permettere agli artisti di prenotarsi online e ai milanesi di scoprire, se vogliono, dove possono trovare l'arte di strada di cui hanno voglia.

(01 marzo 2012)

 
Di Fabrizio (del 09/03/2012 @ 09:09:24, in lavoro, visitato 1331 volte)



Dagli all'untore! [...]

Da il Mattino del 23 febbraio apprendiamo della brillante "Operazione della polizia municipale nei campi rom di Napoli: stop alla 'rivendita' di materiale, come capi di abbigliamento, prelevato dai cassonetti di rifiuti lungo le strade della città. «Impressionanti» vengono definite le condizioni igieniche delle baracche, infestate da topi. Personale composto da 150 unità, diretto dal comandante, generale Luigi Sementa, è impegnato dalle prime ore del mattino per inibire l'immissione nelle strade della città di capi d'abbigliamento, utensili ed oggetti di scarto prelevati dai rom dai cassonetti dei rifiuti e rivenduti senza nessun trattamento igienico sanitario e, quindi, con rischio per la salute pubblica e degli stessi rom.

Le tonnellate di mercanzie sequestrate, si legge in una nota dei vigili urbani, sono state immediatamente distrutte dai compattatori dell'Asia, presenti sul posto, per evitare qualsiasi forma di recupero. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro i mezzi utilizzati come ricettacoli di spazzatura, che al momento sono: 524 carrozzine, 45 motocarri Ape, 97 veicoli trovati senza targhe, documenti e copertura assicurativa, 12 auto risultate rubate, e migliaia di pezzi d'auto di dubbia provenienza." Ebbene si! C'è qualcuno (una parte dell'umanità) che vive degli scarti dell'altra parte. Certo questo può infastidire "malamente" e risultare intollerabile, ma tant'è!

In realtà per il popolo Rom, grande protagonista del Riutilizzo in Italia i tempi che stiamo vivendo non sono tempi felici. Un decennio di pratiche legali legate a mercatini del riutilizzo e raccolta di materiali ferrosi e rifiuti ingombranti (esemplificative le "buone pratiche" di Mestre, Roma e Reggio Calabria) rischia di finire definitivamente nel dimenticatoio sopratutto in vista delle varie competizioni elettorali. La certezza è che le attività di riutilizzo operate dalle Comunità rom raggiungono un volume ed un valore ambientale, economico, sociale e culturale che non sarà possibile occultare a lungo. Sicuramente, accanto ad altre, saranno queste le attività virtuose che garantiranno a questo popolo un futuro di integrazione economica e sociale e una vita più piena e più degna.

L'attività di recupero e riutilizzo dei Rom è aumentata in modo considerevole in questo PERIODO DI CRISI GENERALE E DI RECESSIONE ECONOMICA, soprattutto grazie al lavoro delle ultime comunità che si sono inserite in questo settore (rumene e bulgare). Ma nonostante il grande servizio che i Rom rendono all'ambiente e le innovazioni normative nazionali ed europee che sanciscono l'importanza delle reti locali di riutilizzo, non è ancora registrabile da parte delle amministrazioni locali e centrali nessun vero segnale di voler regolarizzare il fenomeno.

Mentre le presenze di rigattieri Rom all'interno di mercati regolari sono sempre più sporadiche (pur rimanendo significative), i mercati spontanei sono sempre più sottoposti a sgomberi, multe e sequestro delle merci. Gli operatori dell'usato Rom sono sotto attacco in tutta Italia: nei mercati delle periferie romane come nel centrale e famoso mercato di Porta Portese; nel mercatino dell'usato vicino lo stadio San Nicola di Bari così come nel mercato di Bonola (Milano); nel mercato del Porto antico di Genova, così come in quello di Piazza Garibaldi a Napoli o in quello che si sviluppa tra via Aldo Moro e via Salvo D'Acquisto a Cava dei Tirreni.

Nonostante i problemi di pulizia o decoro che sono principalmente attribuibili alla mancanza di adeguate regole nell'approvvigionamento e nell'esposizione delle merci, non c'è dubbio che in tema di riutilizzo il segmento dei Rom è tra i più virtuosi e lungimiranti. Il 7 Maggio del 2011 il Corriere del Mezzogiorno riportava le dichiarazioni degli oncologi Antonio Marfella e Giuseppe Comella, che all'interno di una relazione preparata per l'Isde –Associazione Medici per l'Ambiente, non esitano ad affermare che i rom sono gli unici ad aver compreso «la ricchezza diffusa che potrebbe provenire dall'Oro di Napoli: i rifiuti urbani», poiché sono in grado di recuperare fino al 90% dei mucchi di spazzatura che si trovano a rovistare ai lati delle strade.

Anche se oggettivamente Ambientalista, per i Rom la pratica del riutilizzo rimane profondamente e principalmente un'attività Economica: grazie alla vendita di merci usate circa il 10% di questa comunità riesce ad avere un lavoro e un reddito onesto, e oggi i Rom sono il vero primo anello della filiera dell'usato.

Se negli anni ‘80 le Comunità dell'ex Yugoslavia avevano determinato un forte ribasso sul mercato dei prezzi dell'usato imponendo una ristrutturazione delle attività degli altri rigattieri (italiani e migranti di altre etnie), attualmente questa dinamica è prodotta dai rom rumeni e bulgari. Questi ultimi riescono ad adottare prezzi bassissimi a causa di una molteplicità di fattori, tra i quali segnaliamo:

a) Condizioni abitative di estremo disagio senza servizi (e costi) essenziali come acqua, luce e riscaldamento;

b) Il frequente insediamento in luoghi urbani che si trovano a ridosso dei mercati; vicinanza che riduce le spese legate alla ricerca delle merci e il loro trasporto (sia l'usato da vendere al mercato che i materiali ferrosi da vendere ai rottamatori).

L'usato Rom non è monolitico e presenta sfaccettature e diversità anche importanti: si va dai "frugatori" che rovistano i cassonetti (soprattutto quelli localizzati in zone popolari) agli svuotacantine che sgomberano cantine e soffitte e agli operatori che ricevono in donazione beni tecnologicamente superati da negozi e magazzini, o libri da biblioteche, librerie e privati.

Al loro fianco ci sono gli eredi dei "ferrivecchi", che laboriosi come formichine spalmano la loro attività su tutto il territorio cercando materiali ferrosi da rivendere ai rottamatori per qualche centesimo di euro al chilo. Quest'ultima tipologia di operatore è attualmente la più tartassata, con multe di migliaia di euro e frequenti sequestri dei mezzi e dei materiali raccolti. Anche nel settore "ferrivecchi" la normativa è molto farraginosa e controversa. A tal proposito è illuminante un recente articolo dell'avvocato Marilisa Bombi "Cenciaoli e ferrivecchi: Condannati al carcere dalla semplificazione" che nella sua conclusione afferma che "sarebbe quanto mai necessario un intervento del legislatore di modifica della disposizione in materia ambientale, nel senso che l'articolo 266, comma 5, del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152, Norme in materia ambientale, dovrebbe essere modificato nei termini qui di seguito indicati: 5. Le disposizioni di cui agli articoli 189, 190, 193 e 212 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti iscritti al registro imprese, per l'attività già disciplinata dall'art. 121 del Testo unico di pubblica sicurezza ed abrogato dall'art. 6, d.P.R. 28 maggio 2001, n. 311, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio".

Roma 23 febbraio 2012

Aleramo Virgili
Rete di sostegno mercatini rom di Roma
Vicepresidente Rete ONU

 

Radio Vaticana

"Ho visto anche degli zingari felici" è il titolo di un originale seminario tenutosi nei giorni scorsi presso la Sala della Crociera di Roma. Nel tentativo di ribaltare la questione, si è scelto di partire, almeno una volta, non da cosa la società possa fare per i rom, ma da cosa i rom hanno da offrire alla società. Centro dell'incontro, l'esperienza della "Antica Sartoria Rom", una cooperativa di sarte modelle rom che produce capi di alta moda e abiti di scena per teatri dell'Opera di mezza Europa: sono loro ad aver fornito i vestiti ai cantanti lirici e ai danzatori che hanno aperto il convegno eseguendo arie tratte dalla "Carmen" di Bizet. Ora, la sartoria è a rischio chiusura: si ripongono speranze nella strategia nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Camminanti ufficializzata il primo marzo. Il servizio di Luca Attanasio: real - mp3

D. – Carmen Rocco, direttrice dell'Antica Sartoria Rom: un primo risultato del seminario "Ho visto anche degli zingari felici"?

R. – Tante persone, convinte del fatto che gli zingari vogliano lavorare, che non è vero che gli zingari stanno in giro ad elemosinare perché sono dei nullafacenti.

D. – Come si è inserita nel mercato la vostra cooperativa?

R. – L'Antica Sartoria Rom, finalmente si è guadagnata una nicchia di mercato e noi tentiamo in ogni modo di mantenerla. In questo momento, sta per realizzare i costumi per l'opera rossiniana dell'‘Italiana in Algeri'".

D. – Ma rischia di chiudere. Mancano la sede e i fondi per formare nuove sarte...

R. – La nostra sede è del tutto fatiscente. Si allaga, è senza metà del soffitto e le fogne sono scoperte... Noi avremmo delle commesse: le persone in grado di fare questo genere di lavoro, su misura, ad altissima precisione attualmente, nell'Antica Sartoria Rom, sono tre che hanno ricevuto una formazione professionale adeguata per costumista-sarto. Senza fondi per la formazione non è possibile.

D. – Signora Nadia Dumitru, lei ha imparato un mestiere…

R. – Sì: mi sento una sarta, felice di questo lavoro. Non avrei mai pensato di diventare una sarta ed è una cosa molto bella. Fare vedere alle persone che siamo capaci di fare di tutto: molti non si fidano perché pensano che noi non vogliamo lavorare, che vogliamo soltanto "integrare"… Ma noi abbiamo la possibilità.

D. – Dr. Monnanni, lei è direttore generale dell'Unar, l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali: la speranza di questo popolo risiede nella nuova strategia nazionale di inclusione…

R. – Si tratta di un atto inedito con cui il governo italiano chiude una fase – quella dell'emergenza nomadi – per avviare una nuova politica, condivisa con le comunità rom e sinti e con tutta la società civile, per avviare un quadro strutturale di inclusione sociale e lavorativa dei rom e dei sinti.

D. – Casa, istruzione, accesso ai servizi sanitari e lavoro…

R. – Sono i quattro assi voluti dalla Commissione europea e sono i quattro pilastri dell'inclusione. Per la prima volta, l'Italia si dota di una cabina di regia guidata dal ministro Andrea Riccardi, che coinvolgerà il Ministero dell'interno, del Lavoro, della Salute e dell'Istruzione. L'inclusione sociale e lavorativa si realizza attraverso una costante presenza e un costante utilizzo di tutte le risorse, a partire da quelle comunitarie che sono per lo più inutilizzate. (gf)

 
Di Fabrizio (del 15/03/2012 @ 09:59:13, in lavoro, visitato 1349 volte)

Da Bulgarian_Roma

Novinite.com Il programma "LAND - Source of Income" ha fornito assistenza finanziaria ad 80 famiglie rom, perché possano avviare un business agricolo. Photo by money.bg

08/03/2012 - 80 famiglie rom della regione di Plovdiv nella Bulgaria meridionale hanno ricevuto assistenza finanziaria per dare avvio ad un business agricolo.

Il programma "LAND - Source of Income" col sostegno della fondazione America for Bulgaria sta offrendo schemi di microcredito a basso interesse, così che le famiglie rom senza terra possano acquistare terreno ed attrezzature agricole ed avere accesso ad una determinata somma di capitale circolante.

Alcuni dei partecipanti al programma hanno sviluppato progetti che hanno ottenuto sovvenzioni del programma operativo gestito dal fondo statale per l'agricoltura.

[...] L'iniziativa ha già contribuito alla creazione di piccole imprese agricole a Perushtitsa, Parvomai e nei villaggi attorno a Plovdiv e Pazardzhik.

Ilia Iliev, del villaggio di Chaloukovi vicino a Plovdiv ha comprato a basso interesse 32 decari (cfr. Wikipedia ndr.) di terra arabile, che rimborserà in 5 anni alla fondazione.

Sta coltivando aglio, peperoni e pomodori.

 
Di Fabrizio (del 26/03/2012 @ 09:31:32, in lavoro, visitato 982 volte)

Da Roma_Daily_News

Cingeneyiz.org

Verrà inaugurato un corso professionale per i Rom di Erenler, provincia di Sakarya, grazie alla cooperazione tra il comune, il Centro Turco d'Impiego ed il Centro Istruzione Pubblica di Erenler. Il corso, aperto alle donne Rom tra i 18 ed i 30 anni, durerà 60 giorni ed i tirocinanti saranno istruiti sulle macchine tessili.

Il tirocinio verrà retribuito con 15 lire (8 $). Il progetto, studiato per superare le barriere che i Rom affrontano nel settore dell'impiego privato, è stato presentato alle Romnià nell'incontro introduttivo da Abdülvahit Uygar, direttore del Centro Istruzione Pubblica di Erenler: "Abbiamo liberato le aule per voi. E' un progetto proprio per voi. Vi prepareremo per una specializzazione. Crediamo in voi. Presto avrete successo."

Il tasso di occupazione tra i Rom nel settore tessile, cresce di giorno in giorno, soprattutto nelle grandi città. E' sottinteso che i Rom formati attraverso corsi professionali, avranno maggior opportunità in un settore in cui c'è troppa concorrenza.

Source: News Sakarya

 
Di Fabrizio (del 31/03/2012 @ 09:18:08, in lavoro, visitato 1765 volte)

Da British_Roma

The Guardian 26 marzo 2012: Il viaggio di una Romnì da venditrice di The Big Issue in the North al pranzo con la regina - Ramona Constantin ottiene il Diamond Jubilee bunfight dal municipio di Manchester, meno di un anno fa vendeva la rivista per strada - di Ciara Leeming *

Ramona Constantin - ora occupata come interprete di comunità, assistente giovanile e familiare ed assistente scolastica. Photograph: Ciara Leeming

Vendeva The Big Issue in the North per le strade della Manchester metropolitana meno di un anno fa, ma ora ha cenato con i reali.

L'ex venditrice di strada Ramona Constantin, 27 anni, era nel gruppo selezionato di ospiti invitati settimana scorsa al pranzo di gala nel municipio di Manchester, alla presenza della regina e del principe Filippo. La sua inclusione è stata un riconoscimento per quanto da lei conseguito dopo il suo arrivo in città dalla nativa Romania due anni fa.

Constantin, che è Rom, non ha ricevuto nessuna educazione formale e parlava un po' di inglese prima di arrivare in GB. Per 18 mesi ha venduto The Big Issue in the North di fronte alla biblioteca centrale di Manchester - a pochi metri dal municipio - e quando l'edificio chiuse per restauri, [andò] al centro di Rochdale.  In tutto quel periodò migliorò il suo inglese e fu invitata a prender parte ad un  progetto pilota per giovani adulti rom, gestito dall'associazione che dirige il giornale, il consiglio comunale ed agenzie partner. Ora lavora come interprete di comunità, assistente giovanile, familiare e scolastica.

L'invito al pranzo da parte del sindaco - assieme ad altri operatori sociali, figure comunitarie e volontari - è stato un grande riconoscimento. Dice:

    Essere invitata è stata una cosa incredibile - è stata anche l'unica volta che mia mamma e la mia famiglia - che sono ancora in Romania, han detto di essere orgogliosi di me. Tutti hanno sentito parlare della regina d'Inghilterra, e la mia famiglia e la comunità possono vedere che devo fare buone cose per essere invitata ad un evento tanto importante. Sono anche molto fiera di me stessa che la regina, o chi lavora con lei, mi abbiano voluto parte di questa celebrazione.

    Mi è piaciuto l'edificio, ed è stato fantastico essere nella stessa stanza con gente così importante. Là c'era gente di diverse culture, ma ero l'unica Rom, e questo mi ha fatto sentire molto speciale. Mi ha motivato a continuare nel mio lavoro e cercare di ispirare la gante della mia comunità a coltivare le proprie aspirazioni.

    E' buffo pensare che meno di un anno fa vendevo The Big Issue in the North per strada fuori da quell'edificio, ma dimostra che chiunque può ottenere ciò che ha in mente.

I Rom sono la più grande e marginalizzata minoranza etnica in Europa. Cospicue comunità dei paesi dell'Europa Orientale vivono ora nel nord.


Ciara Leeming è una giornalista freelance di Manchester e questa settimana scrive per l'edizione settentrionale del Guardian.

 
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